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	Commenti a: La verità, vi prego, sul sesso: parlano gli uomini	</title>
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		<title>
		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Comunque, a parte gli &quot;incappucciati&quot;, la discussione non è stata male, anche grazie a una certa generosità di Montanari nel rispondere e difendere il suo pezzo. Mi ha fatto piacere che abbia insistito su &quot;un certo grado di valore conoscitivo&quot; di quello che ha scritto, perché significa che cerca una presa sulla realtà, che mi pare proprio essenziale per distinguere una cagatona da qualcosa di artistico. Il confronto con &quot;Comizi d&#039;amore&quot; era anche una scusa per ricordare un capolavoro. Ma non sono d&#039;accordo che Pasolini sia un &quot;gigante&quot; e quindi fuori stazza per i confronti, i capolavori li può fare anche un piccolo scrittore. 

Poi uno scolietto sul Krafft-Ebing citato da Montanari, anzi due:
- Psychopathia Sexualis, l&#039;opera di Krafft-Ebing è anche un fumetto disegnato (reinterpretato) dall&#039;elegantissimo e pazzesco Miguel Angel Martin per l&#039;editore Topolin (sparatemi pure, forse è solo roba da fighetto);
- Un brano da &quot;L&#039;amato Bene&quot; di Tonino Conte:
&quot;Un&#039;altra notte di tregenda passata a tagliare e ricucire il copione del Jekyll dato a Genova, togli un po&#039; di Stevenson, aggiungi un po&#039; di Sade, incastra due righe di Lautréamont, non ci sta male mezza pagina di un caso clinico di Krafft-Ebing, semina qua e là battute originali di Carmelo...di mio riesco a infilarci una riga di Carlo Lorenzini da Collodi&quot;


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque, a parte gli &#8220;incappucciati&#8221;, la discussione non è stata male, anche grazie a una certa generosità di Montanari nel rispondere e difendere il suo pezzo. Mi ha fatto piacere che abbia insistito su &#8220;un certo grado di valore conoscitivo&#8221; di quello che ha scritto, perché significa che cerca una presa sulla realtà, che mi pare proprio essenziale per distinguere una cagatona da qualcosa di artistico. Il confronto con &#8220;Comizi d&#8217;amore&#8221; era anche una scusa per ricordare un capolavoro. Ma non sono d&#8217;accordo che Pasolini sia un &#8220;gigante&#8221; e quindi fuori stazza per i confronti, i capolavori li può fare anche un piccolo scrittore. </p>
<p>Poi uno scolietto sul Krafft-Ebing citato da Montanari, anzi due:<br />
&#8211; Psychopathia Sexualis, l&#8217;opera di Krafft-Ebing è anche un fumetto disegnato (reinterpretato) dall&#8217;elegantissimo e pazzesco Miguel Angel Martin per l&#8217;editore Topolin (sparatemi pure, forse è solo roba da fighetto);<br />
&#8211; Un brano da &#8220;L&#8217;amato Bene&#8221; di Tonino Conte:<br />
&#8220;Un&#8217;altra notte di tregenda passata a tagliare e ricucire il copione del Jekyll dato a Genova, togli un po&#8217; di Stevenson, aggiungi un po&#8217; di Sade, incastra due righe di Lautréamont, non ci sta male mezza pagina di un caso clinico di Krafft-Ebing, semina qua e là battute originali di Carmelo&#8230;di mio riesco a infilarci una riga di Carlo Lorenzini da Collodi&#8221;</p>
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		<title>
		Di: Free		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Free]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[IL CIOCCOLATAIO GENEROSO

C’era una volta una nota pasticceria, “Tiziano &amp; Co.”. La sua specialità era il ciccolato. La guida dei pasticceri, dove scriveva un quotatissimo critico, riportava che in quel luogo libero e impegnato si poteva trovare un cioccolato puro e del tutto diverso da quello che c’era sul mercato: niente additivi, niente coloranti né aromatizzanti. Solo roba genuina, prodotti autentici e puri. Per di più solo in quella pasticceria tutto ciò era gratis, generosamente offerto, “donato”, diceva il buon Tiziano, ai clienti che amavano il buon ciccolato. I clienti arrivarono fiduciosi e curiosi. Ma ad attenderli una sgradita sorpresa. Il cioccolato era in verità merda. Ma non era solo merda, era merda di plastica, merda glamour, per gente di tendenza. Un vero scherzo di carnevale, ma di vera arte carnascialesca, creativa e ironica. I clienti, stupiti e sentendosi un po’ presi per il culo (anche dalla guida del famoso critico), si incazzarono, dicendo che del fatto che tutto quel ben di dio fosse gratis non gliene fregava assolutamente un cazzo, e che quando si fa il pasticcere o lo si fa sul serio, sempre, o non lo si fa: non è che ai clienti a cui si serve gratuitamente, si rifila la merda o il cioccolato andato a male, mentre magari agli altri, agli odiati mediatori delle multinazionali alimentari, si rifila qualcosa di un po’ meglio (?). Il buon Tiziano non capisce e si indigna. “Ma come, brutti stronzi, oh scusate, amati clienti, con tutta la fatica che facciamo e con tutti i soldini che perdiamo per darvi questi merlottini di plastica, voi pure vi permettete di dirci che non siamo coerenti? Qui noi siamo liberi, qui ognuno fa ciò che vuole. Se la guida del famoso critico scrive certe cose, non è mica detto che siano vere anche per la nostra pasticceria. Lui scrive in generale contro il cioccolato di plastica, ma poi ognuno può fare ciò che vuole. Fascisti, cosa volete? Il cioccolato, almeno quello gratis, noi lo facciamo così, ironico e leggero.” Un bambino da dietro il banco, deluso più di tutti gli altri, dice: “il ciccolato se lo getti nell’acqua va a fondo. Gli stronzi restano sempre a galla”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL CIOCCOLATAIO GENEROSO</p>
<p>C’era una volta una nota pasticceria, “Tiziano &#038; Co.”. La sua specialità era il ciccolato. La guida dei pasticceri, dove scriveva un quotatissimo critico, riportava che in quel luogo libero e impegnato si poteva trovare un cioccolato puro e del tutto diverso da quello che c’era sul mercato: niente additivi, niente coloranti né aromatizzanti. Solo roba genuina, prodotti autentici e puri. Per di più solo in quella pasticceria tutto ciò era gratis, generosamente offerto, “donato”, diceva il buon Tiziano, ai clienti che amavano il buon ciccolato. I clienti arrivarono fiduciosi e curiosi. Ma ad attenderli una sgradita sorpresa. Il cioccolato era in verità merda. Ma non era solo merda, era merda di plastica, merda glamour, per gente di tendenza. Un vero scherzo di carnevale, ma di vera arte carnascialesca, creativa e ironica. I clienti, stupiti e sentendosi un po’ presi per il culo (anche dalla guida del famoso critico), si incazzarono, dicendo che del fatto che tutto quel ben di dio fosse gratis non gliene fregava assolutamente un cazzo, e che quando si fa il pasticcere o lo si fa sul serio, sempre, o non lo si fa: non è che ai clienti a cui si serve gratuitamente, si rifila la merda o il cioccolato andato a male, mentre magari agli altri, agli odiati mediatori delle multinazionali alimentari, si rifila qualcosa di un po’ meglio (?). Il buon Tiziano non capisce e si indigna. “Ma come, brutti stronzi, oh scusate, amati clienti, con tutta la fatica che facciamo e con tutti i soldini che perdiamo per darvi questi merlottini di plastica, voi pure vi permettete di dirci che non siamo coerenti? Qui noi siamo liberi, qui ognuno fa ciò che vuole. Se la guida del famoso critico scrive certe cose, non è mica detto che siano vere anche per la nostra pasticceria. Lui scrive in generale contro il cioccolato di plastica, ma poi ognuno può fare ciò che vuole. Fascisti, cosa volete? Il cioccolato, almeno quello gratis, noi lo facciamo così, ironico e leggero.” Un bambino da dietro il banco, deluso più di tutti gli altri, dice: “il ciccolato se lo getti nell’acqua va a fondo. Gli stronzi restano sempre a galla”.</p>
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		<title>
		Di: exxxema		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/07/30/la-verita-vi-prego-sul-sesso-parlano-gli-uomini/#comment-440</link>

		<dc:creator><![CDATA[exxxema]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Più che altro io qui ci vedo un &quot;Autore Autorizzato&quot; alla &quot;fuffa&quot; e al &quot;cazzeggio&quot; , inteso quest’ultimo non solo come &quot;dolore&quot;  da “sbatacchiamento”  ma anche e soprattutto come &quot;gioia di vivere&quot; da “magic touch” . 
Insomma, la chiave di volta è &quot;Liala&quot; , una ex di scarpa che oltre la &quot;soglia&quot; del blog adora prenderlo in culo e farsi sc….re la faccia. Eccome darle torto. 
Ma il problema è un altro. Il problema è che una bocca e un culo ce li hanno tutti o quasi, quindi anche i maschi. 
Il che significa, prima di tutto, che sono i desideri di immortalità  di bocca e culo a determinare la voce dell’io (scarpa inglese) e quindi la spartizione del capitale simbolico. Poi che il pezzo di raul ratzinger montanari intitolato “la verità vi prego sul sesso, parlano gli uomini” è un pezzo femminista e fortemente discriminatorio nei confronti dei maschi proprio ricettivi. E infine che nazione indiana è un blob omofobico gestito mica tanto segretamente dal Vaticano, &quot;che ride&quot; (benedetti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più che altro io qui ci vedo un &#8220;Autore Autorizzato&#8221; alla &#8220;fuffa&#8221; e al &#8220;cazzeggio&#8221; , inteso quest’ultimo non solo come &#8220;dolore&#8221;  da “sbatacchiamento”  ma anche e soprattutto come &#8220;gioia di vivere&#8221; da “magic touch” .<br />
Insomma, la chiave di volta è &#8220;Liala&#8221; , una ex di scarpa che oltre la &#8220;soglia&#8221; del blog adora prenderlo in culo e farsi sc….re la faccia. Eccome darle torto.<br />
Ma il problema è un altro. Il problema è che una bocca e un culo ce li hanno tutti o quasi, quindi anche i maschi.<br />
Il che significa, prima di tutto, che sono i desideri di immortalità  di bocca e culo a determinare la voce dell’io (scarpa inglese) e quindi la spartizione del capitale simbolico. Poi che il pezzo di raul ratzinger montanari intitolato “la verità vi prego sul sesso, parlano gli uomini” è un pezzo femminista e fortemente discriminatorio nei confronti dei maschi proprio ricettivi. E infine che nazione indiana è un blob omofobico gestito mica tanto segretamente dal Vaticano, &#8220;che ride&#8221; (benedetti).</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Gustavo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/07/30/la-verita-vi-prego-sul-sesso-parlano-gli-uomini/#comment-439</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gustavo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il fatto è che Nazione Indiana, a voler dirla tutta, sguazza in un non piccolo mare di contraddizioni, che emergono non solo nelle scritture inutili di Montanari, ma anche in altri comportamenti, dichiarazioni, teoresi, testi di altri suoi componenti. Per cui:

1. Come giustamente fa notare Anna Corti, la presunta &#8220;libertà&#8221; sventolata da Scarpa è, come tutte le presunte libertà, una gabbia collettiva ancor più solida e perniciosa delle regolatissime atmosfere editoriali tipiche: riviste, case editrici, etc. 
2. Lo stile di Montanari è esattamente quello che il mercato vuole, e coincide con quello che la signora Benedetti si affretta a voler demolire giorno per giorno senza farci capire perché, cioè in cambio di che cosa o per che cosa.
3. L&#8217;ironia, alla fine, è appunto questa superficialità diffusa (molto postmoderna), ineludibile e ineluttabile (come mostra il comportamento &#8220;involontario&#8221; di Scarpa nel pubblicare le cazzate di Monatanari), che rende vendibile la scrittura e il pensiero. Anche, appunto, la scrittura e il pensiero &#8211; molto alleggeriti, purgati e &#8220;raggruppati&#8221; &#8211; che circolano in Nazione Indiana.
4. Se è questo tipo di &#8220;Autori&#8221; e di &#8220;Comunità&#8221; che auspica la Benedetti, be&#8217;, poteva dirlo subito, avremmo cambiato canale già da un pezzo. Anche perché non credo ci sia bisogno di &#8220;autori alternativi&#8221;, ma semplicemente di autori leggibili e motivati alla letteratura, non all&#8217;ironia dell&#8217;attualità.
Gustavo P.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto è che Nazione Indiana, a voler dirla tutta, sguazza in un non piccolo mare di contraddizioni, che emergono non solo nelle scritture inutili di Montanari, ma anche in altri comportamenti, dichiarazioni, teoresi, testi di altri suoi componenti. Per cui:</p>
<p>1. Come giustamente fa notare Anna Corti, la presunta &#8220;libertà&#8221; sventolata da Scarpa è, come tutte le presunte libertà, una gabbia collettiva ancor più solida e perniciosa delle regolatissime atmosfere editoriali tipiche: riviste, case editrici, etc.<br />
2. Lo stile di Montanari è esattamente quello che il mercato vuole, e coincide con quello che la signora Benedetti si affretta a voler demolire giorno per giorno senza farci capire perché, cioè in cambio di che cosa o per che cosa.<br />
3. L&#8217;ironia, alla fine, è appunto questa superficialità diffusa (molto postmoderna), ineludibile e ineluttabile (come mostra il comportamento &#8220;involontario&#8221; di Scarpa nel pubblicare le cazzate di Monatanari), che rende vendibile la scrittura e il pensiero. Anche, appunto, la scrittura e il pensiero &#8211; molto alleggeriti, purgati e &#8220;raggruppati&#8221; &#8211; che circolano in Nazione Indiana.<br />
4. Se è questo tipo di &#8220;Autori&#8221; e di &#8220;Comunità&#8221; che auspica la Benedetti, be&#8217;, poteva dirlo subito, avremmo cambiato canale già da un pezzo. Anche perché non credo ci sia bisogno di &#8220;autori alternativi&#8221;, ma semplicemente di autori leggibili e motivati alla letteratura, non all&#8217;ironia dell&#8217;attualità.<br />
Gustavo P.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/07/30/la-verita-vi-prego-sul-sesso-parlano-gli-uomini/#comment-438</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, magari l&#039;articolo di Montanari non è all&#039;altezza di Proust o Sade ma un pochino di livore, Anna, nelle tue parole c&#039;era. E poi sul moralismo di Scarpa, lasciamo stare, lui non ci guadagna una mazza a scrivere sul blog è solo tempo che sottrae alla scrittura (remunerata), quindi minimo bisognerà ringraziarlo. Io mi ricordo Scarpa che alla tv mostrava la copertina dei Canti del Caos, in fondo chi glielo faceva fare, poteva anche usare quei 5 minuti per dire sono bello sono bravo, dai in fondo è un guaglione che ci crede.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, magari l&#8217;articolo di Montanari non è all&#8217;altezza di Proust o Sade ma un pochino di livore, Anna, nelle tue parole c&#8217;era. E poi sul moralismo di Scarpa, lasciamo stare, lui non ci guadagna una mazza a scrivere sul blog è solo tempo che sottrae alla scrittura (remunerata), quindi minimo bisognerà ringraziarlo. Io mi ricordo Scarpa che alla tv mostrava la copertina dei Canti del Caos, in fondo chi glielo faceva fare, poteva anche usare quei 5 minuti per dire sono bello sono bravo, dai in fondo è un guaglione che ci crede.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: anna corti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/07/30/la-verita-vi-prego-sul-sesso-parlano-gli-uomini/#comment-437</link>

		<dc:creator><![CDATA[anna corti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cari tutti, leggere le vostre risposte alla mia lettera indignata, mi ha aiutato a capire qual è il punto della questione. Tutti voi avete letto il mio sfogo come il rimprovero di una vecchia signora che si lascia ancora scandalizzare da cazzi, pompini e inculate. Non è proprio questo il caso, però. Quello che cercavo di dire era tutt’altro. Io, se leggete attentamente, parlavo di “volgarità”, ma anche e soprattutto di “pochezza e banalità”, aggiungendo che il pezzo di Montanari “non fa per niente scandalo”. Quindi non ero per nulla scandalizzata per la confessione dei desideri sessuali di Montanari e i suoi amici. Molto più semplicemente e seriamente chiedevo conto della pochezza intellettuale e letteraria di un testo come quello di Montanari. Come dice giustamente “caracaterina”, il sesso è argomento difficile su cui scrivere. Quello che rimproveravo a Montanari e a Scarpa (che mi dovrà concedere che il testo era “posted by redazione”) era appunto la “leggerezza” di questo testo. Un leggerezza che è esattamente quella che poche righe più sotto, con grande senso del tempo, denunciava Carla Benedetti. Perché per parlare di sesso si dovrebbe utilizzare quel linguaggio, quella scrittura, quella ironia sottolineata a ogni pie’ sospinto? Vi pare che Proust, per parlare di sesso, abbia scritto in quel modo  (non mi si risponda che i tempi sono cambiati e che non si può scrivere come Proust, perché gli esempi si potrebbero moltiplicare all’infinito e fino ai nostri giorni, Carver potrebbe essere uno)? La risposta di Scarpa – sul finale molto più moralistica della mia (“Noi, non solo qui dentro, ci impegnamo tanto…”: chi si loda si imbroda) – non coglie affatto il senso della mia critica, credendo che il punto di una critica sul modo di scrivere possa risolversi in una questione di coraggio, di essere capaci di mettere in piazza i proprio segreti e desideri. Ma lei, Scarpa,  pensa davvero che per dire di aver fatto letteratura sia necessario (e soprattutto, sufficiente) avere il coraggio di dire qual è la propria sessualità, usando nome e cognome?  Io credo che lei si sbagli. Le letteratura è grande proprio quando sa astrarre dal piccolo io individuale, quando lo sa trasfigurare in qualcosa di molto più grande e complesso. Sade è grande non perché ci dice quali siano le sue “perversioni” o perché ci parla della sua sessualità, ma perché tramite un eccesso di scrittura apre su un eccesso di esistenza. Le pare che del testo di Montanari si possa dire anche lontanamente che fa una cosa del genere? Io non credo. Credo che il testo di Montanari sia solo un testo perfetto per la rubrica sul sesso di Glamour, con il suo linguaggio e la sua scrittura furbetta, che ammicca al lettore, e i suoi vezzi di leggerezza e cameratismo giovanil-mucciniano. Caro Scarpa, non faccia l’ingenuo e non mi risponda con banalità: è ovvio che ognuno è libero di scrivere ciò che vuole e di pubblicare ciò che ritiene opportuno. Ma è altrettanto ovvio che chi scrive deve essere in grado di assumersi la responsabilità di ciò che scrive e chi pubblica di ciò che pubblica. E deve anche saper non trattare i propri lettori come degli imbecilli, repressi. Io non sono un Savonarola, anche perché non decido nulla (è lei che decide, non inverta le parti). Io sono una donna che dalla letteratura e dalla vita si aspetta molto di più di quello che un testo come quello di Montanari dà. Proust, Auden (a  cui fa il verso il titolo) o Carver mi parlano del sesso o, come scrive Valentina, “della nuda, sincera, bruciante verità sui rapporti umani”. I loro testi, come quelli di molti altri, mi mostrano una scrittura che sa spalancare gli eccessi e gli abissi della sessualità, quelli mentali e quelli fisici. Il testo di Montanari mi parla di glamour e di un certo mondo – sottolineo un certo, non tutto – dei nostri tempi. Ognuno sceglie cosa pubblicare e che mondo mostrare. Complimenti per la scelta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari tutti, leggere le vostre risposte alla mia lettera indignata, mi ha aiutato a capire qual è il punto della questione. Tutti voi avete letto il mio sfogo come il rimprovero di una vecchia signora che si lascia ancora scandalizzare da cazzi, pompini e inculate. Non è proprio questo il caso, però. Quello che cercavo di dire era tutt’altro. Io, se leggete attentamente, parlavo di “volgarità”, ma anche e soprattutto di “pochezza e banalità”, aggiungendo che il pezzo di Montanari “non fa per niente scandalo”. Quindi non ero per nulla scandalizzata per la confessione dei desideri sessuali di Montanari e i suoi amici. Molto più semplicemente e seriamente chiedevo conto della pochezza intellettuale e letteraria di un testo come quello di Montanari. Come dice giustamente “caracaterina”, il sesso è argomento difficile su cui scrivere. Quello che rimproveravo a Montanari e a Scarpa (che mi dovrà concedere che il testo era “posted by redazione”) era appunto la “leggerezza” di questo testo. Un leggerezza che è esattamente quella che poche righe più sotto, con grande senso del tempo, denunciava Carla Benedetti. Perché per parlare di sesso si dovrebbe utilizzare quel linguaggio, quella scrittura, quella ironia sottolineata a ogni pie’ sospinto? Vi pare che Proust, per parlare di sesso, abbia scritto in quel modo  (non mi si risponda che i tempi sono cambiati e che non si può scrivere come Proust, perché gli esempi si potrebbero moltiplicare all’infinito e fino ai nostri giorni, Carver potrebbe essere uno)? La risposta di Scarpa – sul finale molto più moralistica della mia (“Noi, non solo qui dentro, ci impegnamo tanto…”: chi si loda si imbroda) – non coglie affatto il senso della mia critica, credendo che il punto di una critica sul modo di scrivere possa risolversi in una questione di coraggio, di essere capaci di mettere in piazza i proprio segreti e desideri. Ma lei, Scarpa,  pensa davvero che per dire di aver fatto letteratura sia necessario (e soprattutto, sufficiente) avere il coraggio di dire qual è la propria sessualità, usando nome e cognome?  Io credo che lei si sbagli. Le letteratura è grande proprio quando sa astrarre dal piccolo io individuale, quando lo sa trasfigurare in qualcosa di molto più grande e complesso. Sade è grande non perché ci dice quali siano le sue “perversioni” o perché ci parla della sua sessualità, ma perché tramite un eccesso di scrittura apre su un eccesso di esistenza. Le pare che del testo di Montanari si possa dire anche lontanamente che fa una cosa del genere? Io non credo. Credo che il testo di Montanari sia solo un testo perfetto per la rubrica sul sesso di Glamour, con il suo linguaggio e la sua scrittura furbetta, che ammicca al lettore, e i suoi vezzi di leggerezza e cameratismo giovanil-mucciniano. Caro Scarpa, non faccia l’ingenuo e non mi risponda con banalità: è ovvio che ognuno è libero di scrivere ciò che vuole e di pubblicare ciò che ritiene opportuno. Ma è altrettanto ovvio che chi scrive deve essere in grado di assumersi la responsabilità di ciò che scrive e chi pubblica di ciò che pubblica. E deve anche saper non trattare i propri lettori come degli imbecilli, repressi. Io non sono un Savonarola, anche perché non decido nulla (è lei che decide, non inverta le parti). Io sono una donna che dalla letteratura e dalla vita si aspetta molto di più di quello che un testo come quello di Montanari dà. Proust, Auden (a  cui fa il verso il titolo) o Carver mi parlano del sesso o, come scrive Valentina, “della nuda, sincera, bruciante verità sui rapporti umani”. I loro testi, come quelli di molti altri, mi mostrano una scrittura che sa spalancare gli eccessi e gli abissi della sessualità, quelli mentali e quelli fisici. Il testo di Montanari mi parla di glamour e di un certo mondo – sottolineo un certo, non tutto – dei nostri tempi. Ognuno sceglie cosa pubblicare e che mondo mostrare. Complimenti per la scelta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Randy		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/07/30/la-verita-vi-prego-sul-sesso-parlano-gli-uomini/#comment-436</link>

		<dc:creator><![CDATA[Randy]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=100#comment-436</guid>

					<description><![CDATA[Mi stupisce sapere quanto semplici e piuttosto elementari siano i
pensieri di cinque uomini sul mondo femminile. La differenza di età, di
esperienza di vita tra loro, non sembra evidenziare nessuna posizione
differente all&#039;interno del gruppo, sono sostanzialmente tutti d&#039;acordo,
tutti omologati su preferenze e gusti. Se da una parte mi può far
sorridere la fantasia maschile di questo sparuto gruppo, dall&#039;altra mi
annoia la scarsa rilevanza della maggior parte delle loro
considerazioni.
Probabilmente per scrivere non bisogna sempre avere un gran che da dire.
Randy]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi stupisce sapere quanto semplici e piuttosto elementari siano i<br />
pensieri di cinque uomini sul mondo femminile. La differenza di età, di<br />
esperienza di vita tra loro, non sembra evidenziare nessuna posizione<br />
differente all&#8217;interno del gruppo, sono sostanzialmente tutti d&#8217;acordo,<br />
tutti omologati su preferenze e gusti. Se da una parte mi può far<br />
sorridere la fantasia maschile di questo sparuto gruppo, dall&#8217;altra mi<br />
annoia la scarsa rilevanza della maggior parte delle loro<br />
considerazioni.<br />
Probabilmente per scrivere non bisogna sempre avere un gran che da dire.<br />
Randy</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: caracaterina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/07/30/la-verita-vi-prego-sul-sesso-parlano-gli-uomini/#comment-435</link>

		<dc:creator><![CDATA[caracaterina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono davvero allibita. Ma, signora Corti, dove starebbe tutto &#039;sto scandalo nell&#039;articolo di Montanari? Sinceramente, io sono solo un po&#039; delusa. La verità sul sesso scritta dagli uomini è tutta qui? Il sesso è l&#039;argomento più difficile su cui scrivere e Montanari ha cercato una sua leggerezza, anche se mi sembra che sia tutto sommato rimasto un po&#039; in imbarazzo e che l&#039;abbia trovata solo nel finale, con il sesso delle zanzare...Ma mi posso sbagliare. Tutto qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono davvero allibita. Ma, signora Corti, dove starebbe tutto &#8216;sto scandalo nell&#8217;articolo di Montanari? Sinceramente, io sono solo un po&#8217; delusa. La verità sul sesso scritta dagli uomini è tutta qui? Il sesso è l&#8217;argomento più difficile su cui scrivere e Montanari ha cercato una sua leggerezza, anche se mi sembra che sia tutto sommato rimasto un po&#8217; in imbarazzo e che l&#8217;abbia trovata solo nel finale, con il sesso delle zanzare&#8230;Ma mi posso sbagliare. Tutto qui.</p>
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		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/07/30/la-verita-vi-prego-sul-sesso-parlano-gli-uomini/#comment-434</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Anna Corti, grazie del commento. Non sia massimalista. Se non le è piaciuto il pezzo, benissimo. Ma non tiri dentro tutto nei suoi furori moralistici. L&#039;articolo di Raul è bello. Non compare qui come esempio di &quot;serietà e sovversione&quot;. Questa è una sua deduzione indebita. E&#039; il punto di vista sul sesso di Raul Montanari e di alcuni suoi amici maschi. Aspettiamo il suo, se ha voglia e coraggio di dircelo. Una precisazione: Nazione Indiana non pubblica in seguito a decisioni collettive, ma su responsabilità individuale. Il pezzo a me è piaciuto e ho chiesto il permesso a Raul Montanari di metterlo in rete; perciò il suo plurale onnicomprensivo (&quot;come potete pubblicare una cosa del genere&quot;) non ha ragion d&#039;essere. Infatti Nazione Indiana, grazie a dio, non ha comitati di redazione né Savonarola che decidono che cosa è degno di essere pubblicato e cosa no. Ci fidiamo reciprocamente e mettiamo in rete ciò che ci pare, ciascuno in totale autonomia. Se lei non gradisce è la benvenuta nel dircelo, ma per favore si risparmi le lezioni di coerenza. Noi, non solo qui dentro, ci impegniamo tanto e doniamo molto, con gioia, e sappiamo apprezzare i doni e le gioie altrui. Fate altrettanto anche voi. Buon agosto a tutti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Anna Corti, grazie del commento. Non sia massimalista. Se non le è piaciuto il pezzo, benissimo. Ma non tiri dentro tutto nei suoi furori moralistici. L&#8217;articolo di Raul è bello. Non compare qui come esempio di &#8220;serietà e sovversione&#8221;. Questa è una sua deduzione indebita. E&#8217; il punto di vista sul sesso di Raul Montanari e di alcuni suoi amici maschi. Aspettiamo il suo, se ha voglia e coraggio di dircelo. Una precisazione: Nazione Indiana non pubblica in seguito a decisioni collettive, ma su responsabilità individuale. Il pezzo a me è piaciuto e ho chiesto il permesso a Raul Montanari di metterlo in rete; perciò il suo plurale onnicomprensivo (&#8220;come potete pubblicare una cosa del genere&#8221;) non ha ragion d&#8217;essere. Infatti Nazione Indiana, grazie a dio, non ha comitati di redazione né Savonarola che decidono che cosa è degno di essere pubblicato e cosa no. Ci fidiamo reciprocamente e mettiamo in rete ciò che ci pare, ciascuno in totale autonomia. Se lei non gradisce è la benvenuta nel dircelo, ma per favore si risparmi le lezioni di coerenza. Noi, non solo qui dentro, ci impegniamo tanto e doniamo molto, con gioia, e sappiamo apprezzare i doni e le gioie altrui. Fate altrettanto anche voi. Buon agosto a tutti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valentina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/07/30/la-verita-vi-prego-sul-sesso-parlano-gli-uomini/#comment-433</link>

		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pochezza? Banalità? 
Ma stiamo scherzando?!
L&#039;unica cosa che trovo scandalosa è che, come al solito, sia una donna a dire che un brano così sul sesso sia volgare.

Trovo bello questo articolo di Montanari.

E trovo splendida anche la cover di Scarpa sulla festa della mamma
(se andate a guardare la ritrovate... e non aspettatevi niente di romantico! Solo la nuda, sincera, bruciante verità sui rapporti umani!)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochezza? Banalità?<br />
Ma stiamo scherzando?!<br />
L&#8217;unica cosa che trovo scandalosa è che, come al solito, sia una donna a dire che un brano così sul sesso sia volgare.</p>
<p>Trovo bello questo articolo di Montanari.</p>
<p>E trovo splendida anche la cover di Scarpa sulla festa della mamma<br />
(se andate a guardare la ritrovate&#8230; e non aspettatevi niente di romantico! Solo la nuda, sincera, bruciante verità sui rapporti umani!)</p>
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