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	Commenti a: TEATRO E VALENTINO ROSSI? Confini ed essenza	</title>
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		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so, a me sembra una storia molto bella questa di una seconda vocazione che si è insinuata in modo apparentemente dolce e alla fine ha vinto la prima, quella della corsa. Immagino che raccontarla in teatro non deve essere facile, perché è lo stesso regista che l&#039;ha vissuta, o forse è già diventata uno spettacolo, io non conosco bene i lavori di Teatro Aperto. E&#039; un po&#039; come se Giovanni Soldini avesse lasciato le regate intorno al mondo in solitario per diventare suo fratello il regista di Pane e tulipani Silvio Soldini. E il filo conduttore nella metamorfosi di Martinelli mi pare sia nella qualità del lavoro, Teatro Aperto (scusate parlo solo del regista, non c&#039;è solo lui) spinge in continuazione oltre il limite di quello che si può fare, altrimenti non scriverebbe(ro) in quel modo e non porterebbe(ro) in scena i lavori di Moresco. Ci sarebbe un filo conduttore anche nell&#039;immaginaria trasformazione da Giovanni a Silvio Soldini, uno ha viaggiato in posti della terra dove ci sono solo iceberg e tempeste, l&#039;altro fa film su viaggi interiori altrettanto potenti. 
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