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	Commenti a: Su Voltaire	</title>
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		Di: Giuseppe Di Genova		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Di Genova]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono sempre io, ancora scusa. Perché qualcuno non posta il bell&#039;articolo, chiaro e lineare, di Roberto Esposito che compare oggi su &quot;l&#039;Unità&quot;? Sarebbe utile a quei lettori che hanno seguito l&#039;appassionata discussione sulla COMMUNITAS e magari farebbe rianimare un po&#039; il dibattito... Grazie.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre io, ancora scusa. Perché qualcuno non posta il bell&#8217;articolo, chiaro e lineare, di Roberto Esposito che compare oggi su &#8220;l&#8217;Unità&#8221;? Sarebbe utile a quei lettori che hanno seguito l&#8217;appassionata discussione sulla COMMUNITAS e magari farebbe rianimare un po&#8217; il dibattito&#8230; Grazie.</p>
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		<title>
		Di: caracaterina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/09/11/su-voltaire/#comment-665</link>

		<dc:creator><![CDATA[caracaterina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Unendomi a valentina nel porre la domanda che conclude il suo intervento, provo anche a dare una veloce risposta, seppure in forma dubitativa, alle osservazioni &quot;malignette&quot; ma inevitabilmente condivisibili di Raul Montanari sul &quot;silenzio degli strologanti&quot;. Non è che, salendo sulle spalle del gigante Voltaire, il nanetto Voltolini (mi perdoni la licenza  ma non me ne vorrà se ubi maior...) ha attaccato un pesce d&#039;aprile di carta sulla schiena dei vari Pangloss-de-noantri e poi li abbia messi in mezzo a due specchi per mostrar loro la scritta? E anche coloro che, in buona fede, non si trovano ridicolizzati dalla figurina, come potranno ormai  commentare sotto questo testo finto ingenuo e avanzare discorsi ideologici e financo profetici su catare e perfette comunità a venire, manco fossero novelli Rousseau con  &quot;lo sguardo fisso nel magma&quot; e &quot; partecipazione al travaglio per la nascita di un mondo nuovo&quot; ? Non siamo contenti, se la  retorica della profondità tenebrosa tace un po&#039;? (Che, poi,  è solo una tregua, visto che anche fra i redattori di NI i volterriani non abbondano, lo si ammetta ; sinceramente, siamo in molti qui in attesa della prossima battaglia fra troll e compagnia dell&#039;anello e, in fondo, anche Raul Montanari sembra non disdegnare il di-vertente gioco di società).
Ma, per il momento, grazie all&#039;intervento calvinianamente leggero di Voltolini che ha reagito &quot; con molti Grandi Discorsi (con tutti?) rivelandoli come favolette nemmeno ilari, nemmeno sarcastiche, nemmeno ben scritte, ma tetre, sorde, murate, insalubri.&quot;

Visto che è questa è abitudine gradita dalla casa in cui entro come ospite, mi firmo qui all&#039;interno con il mio vero nome, nonostante la sua insignificanza  e la sua valenza esclusivamente anagrafica,  ma rivendico ugualmente, nel mio minimo, la legittimità della decalcomania convenzionale del mio Io-leggero e intellettualmente pigro, tantomeno osando guardare là ove &quot;collidono energie formidabili che scuotono il Tutto nelle sue stesse fondamenta&quot;.  Distinti saluti dall&#039;orto.
Erica Monesi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Unendomi a valentina nel porre la domanda che conclude il suo intervento, provo anche a dare una veloce risposta, seppure in forma dubitativa, alle osservazioni &#8220;malignette&#8221; ma inevitabilmente condivisibili di Raul Montanari sul &#8220;silenzio degli strologanti&#8221;. Non è che, salendo sulle spalle del gigante Voltaire, il nanetto Voltolini (mi perdoni la licenza  ma non me ne vorrà se ubi maior&#8230;) ha attaccato un pesce d&#8217;aprile di carta sulla schiena dei vari Pangloss-de-noantri e poi li abbia messi in mezzo a due specchi per mostrar loro la scritta? E anche coloro che, in buona fede, non si trovano ridicolizzati dalla figurina, come potranno ormai  commentare sotto questo testo finto ingenuo e avanzare discorsi ideologici e financo profetici su catare e perfette comunità a venire, manco fossero novelli Rousseau con  &#8220;lo sguardo fisso nel magma&#8221; e &#8221; partecipazione al travaglio per la nascita di un mondo nuovo&#8221; ? Non siamo contenti, se la  retorica della profondità tenebrosa tace un po&#8217;? (Che, poi,  è solo una tregua, visto che anche fra i redattori di NI i volterriani non abbondano, lo si ammetta ; sinceramente, siamo in molti qui in attesa della prossima battaglia fra troll e compagnia dell&#8217;anello e, in fondo, anche Raul Montanari sembra non disdegnare il di-vertente gioco di società).<br />
Ma, per il momento, grazie all&#8217;intervento calvinianamente leggero di Voltolini che ha reagito &#8221; con molti Grandi Discorsi (con tutti?) rivelandoli come favolette nemmeno ilari, nemmeno sarcastiche, nemmeno ben scritte, ma tetre, sorde, murate, insalubri.&#8221;</p>
<p>Visto che è questa è abitudine gradita dalla casa in cui entro come ospite, mi firmo qui all&#8217;interno con il mio vero nome, nonostante la sua insignificanza  e la sua valenza esclusivamente anagrafica,  ma rivendico ugualmente, nel mio minimo, la legittimità della decalcomania convenzionale del mio Io-leggero e intellettualmente pigro, tantomeno osando guardare là ove &#8220;collidono energie formidabili che scuotono il Tutto nelle sue stesse fondamenta&#8221;.  Distinti saluti dall&#8217;orto.<br />
Erica Monesi</p>
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		<title>
		Di: valentina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/09/11/su-voltaire/#comment-664</link>

		<dc:creator><![CDATA[valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se nessuno mi butterà fuori dalla stanza ci sarò.

Sai cosa penso della scrittura- di quella dannata smania che viene di scrivere e di pubblicare?
Credo che non sia altro che una continua lotta verso l&#039;immortalità.
E&#039; la volontà di non morire.

Io l&#039;ho sempre pensata solo in favore di chi scrive, ma credo che valga per qualsiasi artista.

Prendiamo un esempio stupido, tanto per farne uno: Ammaniti.
Lui è sulla buona strada per l&#039;immortalità.
E&#039; in corsa per farcela.
Ok, è ancora giovane, diamogli ancora- quanto? almeno 40 anni di vita?- 40 anni pasati a pubblicare con lo stesso ritmo di adesso...
Risultato: il mondo si ricorderà di lui nei secoli dei secoli.

Tu e Tiziano, tanto per fare un altro esempio, non  siete ancora immortali.

L&#039;immortalità è direttamente proporzionale alla notorietà.
Ma non basta.

Il gioco è far persistere la notorietà per anni.
Lunghi anni.
diventare mito.
Allora si diventa immortali.

Non ho idea se O. Wilde fosse consapevole di essere entrato nella storia, ma credo che alcuni contemporanei sappiano del ruolo che hanno.
Faccio una domanda a tutti gli scrittori più o meno celebri che affollano questo forum (Tiz, se ci senti dai boschi della Germania, batti un colpo pure tu): come vivete nella vostra nuova veste di &quot;star&quot;?
Intendo dire: fino a qualche anno fa era piuttosto inconsueto venire a contatto con un autore. I lettori vivevano l&#039;autore come una specie di eremita colto.
A malapena si poteva vedere una foto sul retro della copertina del libro.
Oggi avete un ruolo pubblico molto più esposto.
Il festival della letteratura di Mantova- le trasmissioni televisive condotte da scrittori- &quot;covers&quot; del trio Montanari- scarpa- nove- poetry Slam ... 
Mi sembra che le cose siano cambiate parecchio per voi, che serva essere non solo dei bravi autori, ma anche dei &quot;bravi animali da palcoscenico&quot;, in un certo senso. O sbaglio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se nessuno mi butterà fuori dalla stanza ci sarò.</p>
<p>Sai cosa penso della scrittura- di quella dannata smania che viene di scrivere e di pubblicare?<br />
Credo che non sia altro che una continua lotta verso l&#8217;immortalità.<br />
E&#8217; la volontà di non morire.</p>
<p>Io l&#8217;ho sempre pensata solo in favore di chi scrive, ma credo che valga per qualsiasi artista.</p>
<p>Prendiamo un esempio stupido, tanto per farne uno: Ammaniti.<br />
Lui è sulla buona strada per l&#8217;immortalità.<br />
E&#8217; in corsa per farcela.<br />
Ok, è ancora giovane, diamogli ancora- quanto? almeno 40 anni di vita?- 40 anni pasati a pubblicare con lo stesso ritmo di adesso&#8230;<br />
Risultato: il mondo si ricorderà di lui nei secoli dei secoli.</p>
<p>Tu e Tiziano, tanto per fare un altro esempio, non  siete ancora immortali.</p>
<p>L&#8217;immortalità è direttamente proporzionale alla notorietà.<br />
Ma non basta.</p>
<p>Il gioco è far persistere la notorietà per anni.<br />
Lunghi anni.<br />
diventare mito.<br />
Allora si diventa immortali.</p>
<p>Non ho idea se O. Wilde fosse consapevole di essere entrato nella storia, ma credo che alcuni contemporanei sappiano del ruolo che hanno.<br />
Faccio una domanda a tutti gli scrittori più o meno celebri che affollano questo forum (Tiz, se ci senti dai boschi della Germania, batti un colpo pure tu): come vivete nella vostra nuova veste di &#8220;star&#8221;?<br />
Intendo dire: fino a qualche anno fa era piuttosto inconsueto venire a contatto con un autore. I lettori vivevano l&#8217;autore come una specie di eremita colto.<br />
A malapena si poteva vedere una foto sul retro della copertina del libro.<br />
Oggi avete un ruolo pubblico molto più esposto.<br />
Il festival della letteratura di Mantova- le trasmissioni televisive condotte da scrittori- &#8220;covers&#8221; del trio Montanari- scarpa- nove- poetry Slam &#8230;<br />
Mi sembra che le cose siano cambiate parecchio per voi, che serva essere non solo dei bravi autori, ma anche dei &#8220;bravi animali da palcoscenico&#8221;, in un certo senso. O sbaglio?</p>
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		<title>
		Di: Raul Montanari		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/09/11/su-voltaire/#comment-663</link>

		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, c&#039;è stata una progressione di quarte di copertina, cominciata con &quot;Vive a Milano e, avendo poche esigenze, se la passa relativamente bene&quot; (1997); poi: &quot;Vive a Milano e non si diverte un granché&quot; (1998, copiata clamorosamente da quella di &quot;Something Happened&quot;, di Joseph Heller); poi: &quot;Vive a Milano, ma conta di morire altrove&quot;, ecc. 
Come si vede da quello che scrivo, io all&#039;idea di morire non riesco proprio ad adeguarmi. Sarà un grosso problema, quando arriverà il momento. L&#039;unica cosa che so è che non voglio (mi fa orrore l&#039;idea di) morire nel sonno. Voglio guardare in faccia chi ci sarà, e dire qualcosa. Improvviserò. Forse qualcosa fra &quot;Tienimi qui&quot; e &quot;Vieni con me&quot;. Vuoi esserci tu, Valentina?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, c&#8217;è stata una progressione di quarte di copertina, cominciata con &#8220;Vive a Milano e, avendo poche esigenze, se la passa relativamente bene&#8221; (1997); poi: &#8220;Vive a Milano e non si diverte un granché&#8221; (1998, copiata clamorosamente da quella di &#8220;Something Happened&#8221;, di Joseph Heller); poi: &#8220;Vive a Milano, ma conta di morire altrove&#8221;, ecc.<br />
Come si vede da quello che scrivo, io all&#8217;idea di morire non riesco proprio ad adeguarmi. Sarà un grosso problema, quando arriverà il momento. L&#8217;unica cosa che so è che non voglio (mi fa orrore l&#8217;idea di) morire nel sonno. Voglio guardare in faccia chi ci sarà, e dire qualcosa. Improvviserò. Forse qualcosa fra &#8220;Tienimi qui&#8221; e &#8220;Vieni con me&#8221;. Vuoi esserci tu, Valentina?</p>
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		<title>
		Di: Valentina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/09/11/su-voltaire/#comment-662</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E tu hai pronta  una frase memorabile per il tuo ultimo giorno?

Avevi cominciato una sorta di &quot;strano dialogo&quot; coi tuoi lettori sulle biografie brevi di alcuni romanzi.
Poi hai smesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E tu hai pronta  una frase memorabile per il tuo ultimo giorno?</p>
<p>Avevi cominciato una sorta di &#8220;strano dialogo&#8221; coi tuoi lettori sulle biografie brevi di alcuni romanzi.<br />
Poi hai smesso.</p>
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		<title>
		Di: Raul Montanari		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/09/11/su-voltaire/#comment-661</link>

		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Allora io controbatto con un illuminista che più che off topic era off time, Oscar Wilde. Perché illuminista? Naturalmente per la voltairriana e deliberata superficialità degli aforismi. 
Wilde si sente male per la strada, cade per terra. Lo ricoverano in una casa vicino, una casa qualsiasi, e chiamano un medico. Wilde apre gli occhi solo una volta, fissa la parete di fronte a sé e dice: &quot;O se ne va quella carta da parati, o me ne vado io!&quot;. Poi muore. 
Questo aneddoto, che mi fa impazzire, mi sembra anche una combinazione impressionante fra l&#039;idea dell&#039;ironia (la battuta di Wilde) e quella del prendersi sul serio. Intanto per la coerenza generale: in punto di morte, Wilde non viene meno a se stesso e alla propria teorizzazione del superficiale, del superfluo; poi la coerenza specifica: la carta da parati non viene rimossa, Wilde se ne va.
Cazzo, su un numero di Sette di un paio di anni fa avevano fatto un articolo strepitoso con tutta l&#039;aneddotica delle morti celebri, o più esattamente delle parole dette in punto di morte da artisti e altri personaggi celebri, e io l&#039;ho buttato via! Chiederò a Tommaso Pellizzari se per caso, in un ritaglio di tempo, ma proprio un ritaglino, non può guardare in archivio e recuperarmelo. Poi ve le sparo tutte a raffica.
Potrebbe essere perfino un nuovo gioco di società. Ve lo immaginate? 
&quot;Libera chiesa in libero stato&quot;. Chi l&#039;ha detta? La scelta è fra:
1. Garibaldi
2. Bobby Fischer
3. Savonarola
4. Cavour
5. Cattaneo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora io controbatto con un illuminista che più che off topic era off time, Oscar Wilde. Perché illuminista? Naturalmente per la voltairriana e deliberata superficialità degli aforismi.<br />
Wilde si sente male per la strada, cade per terra. Lo ricoverano in una casa vicino, una casa qualsiasi, e chiamano un medico. Wilde apre gli occhi solo una volta, fissa la parete di fronte a sé e dice: &#8220;O se ne va quella carta da parati, o me ne vado io!&#8221;. Poi muore.<br />
Questo aneddoto, che mi fa impazzire, mi sembra anche una combinazione impressionante fra l&#8217;idea dell&#8217;ironia (la battuta di Wilde) e quella del prendersi sul serio. Intanto per la coerenza generale: in punto di morte, Wilde non viene meno a se stesso e alla propria teorizzazione del superficiale, del superfluo; poi la coerenza specifica: la carta da parati non viene rimossa, Wilde se ne va.<br />
Cazzo, su un numero di Sette di un paio di anni fa avevano fatto un articolo strepitoso con tutta l&#8217;aneddotica delle morti celebri, o più esattamente delle parole dette in punto di morte da artisti e altri personaggi celebri, e io l&#8217;ho buttato via! Chiederò a Tommaso Pellizzari se per caso, in un ritaglio di tempo, ma proprio un ritaglino, non può guardare in archivio e recuperarmelo. Poi ve le sparo tutte a raffica.<br />
Potrebbe essere perfino un nuovo gioco di società. Ve lo immaginate?<br />
&#8220;Libera chiesa in libero stato&#8221;. Chi l&#8217;ha detta? La scelta è fra:<br />
1. Garibaldi<br />
2. Bobby Fischer<br />
3. Savonarola<br />
4. Cavour<br />
5. Cattaneo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dario		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/09/11/su-voltaire/#comment-660</link>

		<dc:creator><![CDATA[dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricordo solo questo aneddoto: Voltaire sul letto di morte. Scoppia un incendio. Voltaire apre gli occhi, osserva. E dice: &quot;Oh là là! Digià le fiamme?&quot;
Non so cosa pensasse della morte, ma cosa pensasse dell&#039;Inferno mi pare chiaro!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo solo questo aneddoto: Voltaire sul letto di morte. Scoppia un incendio. Voltaire apre gli occhi, osserva. E dice: &#8220;Oh là là! Digià le fiamme?&#8221;<br />
Non so cosa pensasse della morte, ma cosa pensasse dell&#8217;Inferno mi pare chiaro!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/09/11/su-voltaire/#comment-659</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[So poco di Voltaire e Diderot ma mi chiedo, se si è illuministi che rapporto si ha con la morte? E mi viene in mente un musicista americano, un rocker un po’ blues che nei suoi dischi ha scherzato su tutto, dal Lord Byron’s luggage alla morte. Il logo della sua etichetta - Artemis Record- è diventato un teschio in occhiali da sole e sigaretta tra i denti. Quel teschio si trova anche nella copertina della raccolta “Genius”. Stessa ironia carbonizzante nei testi delle sue canzoni, come I Have to live, e nelle cover, Laissez-moi tranquille di Gainsbourg, Knockin’ on heaven’s door, di chi non sto a dirlo. Poi gli hanno diagnosticato una malattia, ha affisso sul sito web la sua foto insieme al medico (cosa che ha qualche precedente nell’arte, per esempio l’autoritratto di Frida Kahlo accanto a una tela col ritratto del suo chirurgo). Insomma, quando c’era poco da scherzare perché il tempo era contato Warren Zevon si è messo a lavorare come un pazzo per finire l&#039;ultimo disco, The wind. Una reazione così l’aveva avuta un regista straordinario, Derek Jarman che aveva terminato il lungometraggio Blue, e nello stesso anno, 1993, un altro regista e protagonista del suo unico film, Les nuits fauves di Cyril Collard. Forse se si è artisti illuministi  si aprono gli occhi e si scherza su tutto, ma alla fine viene fuori l’idea stramba che la tua opera è più importante di te, che purché arrivi alla gente ti possono anche chiamare in paradiso. Toccare pure ferro dopo la lettura. E scusate se sono un po&#039; off topic.

http://orbita.starmedia.com/~gvespartaco/kahlo/galeria3/images/kahlo58_jpg.jpg

http://members.aol.com/zevonfan1/private/zevon.htm

http://www.sing365.com/music/lyric.nsf/singerUnid/0A3D09D6CA42D9F648256C9500087471]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>So poco di Voltaire e Diderot ma mi chiedo, se si è illuministi che rapporto si ha con la morte? E mi viene in mente un musicista americano, un rocker un po’ blues che nei suoi dischi ha scherzato su tutto, dal Lord Byron’s luggage alla morte. Il logo della sua etichetta &#8211; Artemis Record- è diventato un teschio in occhiali da sole e sigaretta tra i denti. Quel teschio si trova anche nella copertina della raccolta “Genius”. Stessa ironia carbonizzante nei testi delle sue canzoni, come I Have to live, e nelle cover, Laissez-moi tranquille di Gainsbourg, Knockin’ on heaven’s door, di chi non sto a dirlo. Poi gli hanno diagnosticato una malattia, ha affisso sul sito web la sua foto insieme al medico (cosa che ha qualche precedente nell’arte, per esempio l’autoritratto di Frida Kahlo accanto a una tela col ritratto del suo chirurgo). Insomma, quando c’era poco da scherzare perché il tempo era contato Warren Zevon si è messo a lavorare come un pazzo per finire l&#8217;ultimo disco, The wind. Una reazione così l’aveva avuta un regista straordinario, Derek Jarman che aveva terminato il lungometraggio Blue, e nello stesso anno, 1993, un altro regista e protagonista del suo unico film, Les nuits fauves di Cyril Collard. Forse se si è artisti illuministi  si aprono gli occhi e si scherza su tutto, ma alla fine viene fuori l’idea stramba che la tua opera è più importante di te, che purché arrivi alla gente ti possono anche chiamare in paradiso. Toccare pure ferro dopo la lettura. E scusate se sono un po&#8217; off topic.</p>
<p><a href="http://orbita.starmedia.com/~gvespartaco/kahlo/galeria3/images/kahlo58_jpg.jpg" rel="nofollow ugc">http://orbita.starmedia.com/~gvespartaco/kahlo/galeria3/images/kahlo58_jpg.jpg</a></p>
<p><a href="http://members.aol.com/zevonfan1/private/zevon.htm" rel="nofollow ugc">http://members.aol.com/zevonfan1/private/zevon.htm</a></p>
<p><a href="http://www.sing365.com/music/lyric.nsf/singerUnid/0A3D09D6CA42D9F648256C9500087471" rel="nofollow ugc">http://www.sing365.com/music/lyric.nsf/singerUnid/0A3D09D6CA42D9F648256C9500087471</a></p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Raul Montanari		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/09/11/su-voltaire/#comment-658</link>

		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Kant è, in tutto e per tutto, il mio filosofo preferito. Curiosamente, lo era anche di Lucio Colletti.
Senti Dario... pssst, vieni più vicino... più vicino, non facciamoci sentire... hai notato che nessuno di quelli che si infervorano per questioni etimologiche e per l&#039;avvenire dalla communitas ha un cazzo da dire non solo su Voltaire, non solo sul film di Bellocchio e sulla questione Moro annessa, ma soprattutto sul pezzo straordinario di Saviano (l&#039;antologia di racconti la facciamo, vero?), sulle parole della Borsellino... è proprio un fenomeno che mi sbalordisce. Ecco. Te l&#039;ho detta, tu non dirla a nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Kant è, in tutto e per tutto, il mio filosofo preferito. Curiosamente, lo era anche di Lucio Colletti.<br />
Senti Dario&#8230; pssst, vieni più vicino&#8230; più vicino, non facciamoci sentire&#8230; hai notato che nessuno di quelli che si infervorano per questioni etimologiche e per l&#8217;avvenire dalla communitas ha un cazzo da dire non solo su Voltaire, non solo sul film di Bellocchio e sulla questione Moro annessa, ma soprattutto sul pezzo straordinario di Saviano (l&#8217;antologia di racconti la facciamo, vero?), sulle parole della Borsellino&#8230; è proprio un fenomeno che mi sbalordisce. Ecco. Te l&#8217;ho detta, tu non dirla a nessuno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dario		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/09/11/su-voltaire/#comment-657</link>

		<dc:creator><![CDATA[dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Figurati! Non discuto. Quello che dici su Diderot mi sta bene. La non-profondità di pensiero di Voltaire non la trovi però straordinariamente &quot;coerente&quot; con il suo rifiuto di accettare il ricatto (del potere che fa uso di discorsi sul profondo nel senso dell&#039;oscuro, del terrorizzante? Non è facile essere superficiali con tanta sicurezza.
Poi vorrei tirarne in ballo un terzo: Kant.
Se io devo pensare a un pensiero illuminista, finisce sempre che penso a kant. A quello delle Critiche, certo, ma forse soprattutto a quello della pace perpetua. Quell&#039;argomento che usa come premessa la sfericità della terra (dato empirico e contingente, &quot;di fatto&quot;) e come conclusione arriva a dimostrare la necessitò della pace fra gli uomini (ideale regolativo, profezia, questione di diritto, obbligo nel senso morale e modale, ecc...) mi ha sempre strabiliato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Figurati! Non discuto. Quello che dici su Diderot mi sta bene. La non-profondità di pensiero di Voltaire non la trovi però straordinariamente &#8220;coerente&#8221; con il suo rifiuto di accettare il ricatto (del potere che fa uso di discorsi sul profondo nel senso dell&#8217;oscuro, del terrorizzante? Non è facile essere superficiali con tanta sicurezza.<br />
Poi vorrei tirarne in ballo un terzo: Kant.<br />
Se io devo pensare a un pensiero illuminista, finisce sempre che penso a kant. A quello delle Critiche, certo, ma forse soprattutto a quello della pace perpetua. Quell&#8217;argomento che usa come premessa la sfericità della terra (dato empirico e contingente, &#8220;di fatto&#8221;) e come conclusione arriva a dimostrare la necessitò della pace fra gli uomini (ideale regolativo, profezia, questione di diritto, obbligo nel senso morale e modale, ecc&#8230;) mi ha sempre strabiliato.</p>
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