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	Commenti a: State a casa a fare i compiti #2	</title>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/28/state-a-casa-a-fare-i-compiti-2/#comment-1001</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella intervista, complimenti!
Franz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella intervista, complimenti!<br />
Franz</p>
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		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/28/state-a-casa-a-fare-i-compiti-2/#comment-1002</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche a me ha colpito moltissimo. Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a me ha colpito moltissimo. Grazie</p>
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		<title>
		Di: Jacopo Guerriero		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/28/state-a-casa-a-fare-i-compiti-2/#comment-1003</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Guerriero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per i grazie, davvero. Credo che Daniele sia un uomo coraggioso e intelligente, in questo momento c&#039;è bisogno di persone come lui..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per i grazie, davvero. Credo che Daniele sia un uomo coraggioso e intelligente, in questo momento c&#8217;è bisogno di persone come lui..</p>
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		<title>
		Di: Raul Montanari		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/28/state-a-casa-a-fare-i-compiti-2/#comment-1004</link>

		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Luttazzi mi piace moltissimo. 
Trovo interessanti due cose nell&#039;intervista: la distinzione fra satira e sfottò, e la catalogazione di Corrado Guzzanti sotto l&#039;etichetta dello sfottò. 
La distinzione secondo me meriterebbe di essere parametrata: proviamo a citare due, tre elementi che distinguono in modo sicuro la satira dallo sfottò? 
Se guardiamo la compagnia del Bagaglino è evidentissimo che non stiamo guardando satira, e basta il fatto che i politici benevolmente presi in giro stanno seduti in teatro, in prima fila; ma se si dovesse entrare dentro il meccanismo di quel tipo di comunicazione, come definiremmo le linee generali del suo funzionamento? La dicotomia satira-sfottò ha a che fare con l&#039;antitesi comicità-ironia?
Questo per introdurre il secondo punto. 
A me non piace che i fratelli Guzzanti vengano citati insieme, perché trovo Sabina Guzzanti debolissima (per non parlare della terza sorella). Trovo Corrado di un&#039;energia incredibile, ai limiti della follia, del deragliamento, mentre Sabina non mi ha mai fatto né ridere né riflettere. 
Eppure Luzzatti ha ragione a dire che nella satira di Corrado Guzzanti c&#039;è un difetto di &quot;fatti&quot;; in un certo senso Sabina, nelle sue caratterizzazioni, è più ancorata a questi &quot;fatti&quot;. Si traveste da Berlusconi e fa riferimento esplicito alle sue promesse elettorali, per esempio, mentre il piduista di Guzzanti, o il suo mafioso, per non parlare del personaggio della saga &quot;Fascisti su Marte&quot;, parte da un intento satirico ma lo travolge con la comicità. 
Guzzanti è plautino, è incontenibile, a volte è perfino crasso. Perché a me, e non solo a me, piace centomila volte più di sua sorella? 
Non può darsi che la comicità vera, anche la comicità politicamente incisiva, consista proprio in questo, nel tradire deliberatamente un referente/contenuto e tuffarsi nel mare delle associazioni libere? 
Non può essere che Corrado faccia comicità e Sabina faccia ironia? 
Forse anche Luttazzi fa ironia, cioè è fortemente ancorato al punto da cui parte; ma Luttazzi lo trovo forte e Sabina debole. 
E&#039; un semplice problema di bravuta, di qualità? O c&#039;è la possibilità di trovare elementi di giudizio e di distinzione più preicisi, più nominabili, di utilizzo immediato?
Credo che queste questioni possano essere interessanti per introdurre dei distinguo all&#039;interno della condanna un pochino generica del &quot;comico&quot; che è stata fatta in NI quest&#039;estate: naturalmente era una condanna che si appuntava soprattutto verso il comico come categoria dell&#039;entertainment, e come tale ampiamente giustificata; però forse potrebbe ora essere articolata meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luttazzi mi piace moltissimo.<br />
Trovo interessanti due cose nell&#8217;intervista: la distinzione fra satira e sfottò, e la catalogazione di Corrado Guzzanti sotto l&#8217;etichetta dello sfottò.<br />
La distinzione secondo me meriterebbe di essere parametrata: proviamo a citare due, tre elementi che distinguono in modo sicuro la satira dallo sfottò?<br />
Se guardiamo la compagnia del Bagaglino è evidentissimo che non stiamo guardando satira, e basta il fatto che i politici benevolmente presi in giro stanno seduti in teatro, in prima fila; ma se si dovesse entrare dentro il meccanismo di quel tipo di comunicazione, come definiremmo le linee generali del suo funzionamento? La dicotomia satira-sfottò ha a che fare con l&#8217;antitesi comicità-ironia?<br />
Questo per introdurre il secondo punto.<br />
A me non piace che i fratelli Guzzanti vengano citati insieme, perché trovo Sabina Guzzanti debolissima (per non parlare della terza sorella). Trovo Corrado di un&#8217;energia incredibile, ai limiti della follia, del deragliamento, mentre Sabina non mi ha mai fatto né ridere né riflettere.<br />
Eppure Luzzatti ha ragione a dire che nella satira di Corrado Guzzanti c&#8217;è un difetto di &#8220;fatti&#8221;; in un certo senso Sabina, nelle sue caratterizzazioni, è più ancorata a questi &#8220;fatti&#8221;. Si traveste da Berlusconi e fa riferimento esplicito alle sue promesse elettorali, per esempio, mentre il piduista di Guzzanti, o il suo mafioso, per non parlare del personaggio della saga &#8220;Fascisti su Marte&#8221;, parte da un intento satirico ma lo travolge con la comicità.<br />
Guzzanti è plautino, è incontenibile, a volte è perfino crasso. Perché a me, e non solo a me, piace centomila volte più di sua sorella?<br />
Non può darsi che la comicità vera, anche la comicità politicamente incisiva, consista proprio in questo, nel tradire deliberatamente un referente/contenuto e tuffarsi nel mare delle associazioni libere?<br />
Non può essere che Corrado faccia comicità e Sabina faccia ironia?<br />
Forse anche Luttazzi fa ironia, cioè è fortemente ancorato al punto da cui parte; ma Luttazzi lo trovo forte e Sabina debole.<br />
E&#8217; un semplice problema di bravuta, di qualità? O c&#8217;è la possibilità di trovare elementi di giudizio e di distinzione più preicisi, più nominabili, di utilizzo immediato?<br />
Credo che queste questioni possano essere interessanti per introdurre dei distinguo all&#8217;interno della condanna un pochino generica del &#8220;comico&#8221; che è stata fatta in NI quest&#8217;estate: naturalmente era una condanna che si appuntava soprattutto verso il comico come categoria dell&#8217;entertainment, e come tale ampiamente giustificata; però forse potrebbe ora essere articolata meglio.</p>
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		<title>
		Di: Gabriella Fuschini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/28/state-a-casa-a-fare-i-compiti-2/#comment-1005</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gabriella Fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leggendo l&#039;intervista e poi i commenti, mi è venuto in mente lo spettacolo della Guzzanti il mese scorso durante il fesival de l&#039;unità o di rinasita, non ricordo. In quell&#039;occasione Sabina fece un attacco a quelli di Striscia facendo appunto la distinzione tra sfottò e satira e sottolineando molto bene quale fosse l&#039;importanza di stare ai fatti. Riportava esattamente l&#039;argomentazione qui fatta da Luttazzi. Ricordo di aver provato un sottile fastidio quando,dopo aver aver messo l&#039;accento sullo sfottò del &quot;cavaliere mascarato&quot;, aveva iniziato la sua parodia di Berlusconi: non mi convinceva, c&#039;era qualcosa di stridente nella sua &quot;satira&quot;...forse sta proprio qui la sua debolezza. Luttazzi ti lascia l&#039;amaro in bocca, come dice lui ti &quot;congela&quot;, allo spettacolo della Guzzanti mi sono sentita parte della messinscena, una strana sensazione di far parte di una folla ammaestrata, che rideva con il consenso del potere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo l&#8217;intervista e poi i commenti, mi è venuto in mente lo spettacolo della Guzzanti il mese scorso durante il fesival de l&#8217;unità o di rinasita, non ricordo. In quell&#8217;occasione Sabina fece un attacco a quelli di Striscia facendo appunto la distinzione tra sfottò e satira e sottolineando molto bene quale fosse l&#8217;importanza di stare ai fatti. Riportava esattamente l&#8217;argomentazione qui fatta da Luttazzi. Ricordo di aver provato un sottile fastidio quando,dopo aver aver messo l&#8217;accento sullo sfottò del &#8220;cavaliere mascarato&#8221;, aveva iniziato la sua parodia di Berlusconi: non mi convinceva, c&#8217;era qualcosa di stridente nella sua &#8220;satira&#8221;&#8230;forse sta proprio qui la sua debolezza. Luttazzi ti lascia l&#8217;amaro in bocca, come dice lui ti &#8220;congela&#8221;, allo spettacolo della Guzzanti mi sono sentita parte della messinscena, una strana sensazione di far parte di una folla ammaestrata, che rideva con il consenso del potere&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Fuster		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/28/state-a-casa-a-fare-i-compiti-2/#comment-1006</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fuster]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io credo che Luttazzi sia molto bravo. A tratti però è un po’narciso. Io faccio, io disfo, gli altri fanno sfottò io faccio satira...un po’altezzoso il tipo. Quella di Luttazzi è certamente una comicità intelligente, ma se è vero che è più mordace della comicità di un Guzzanti è altrettanto vero che mi fa ridere molto meno...e ridere è cosa buona.  Quando si fa la satira è sicuramente importante non perdere mai di vista il proprio obbiettivo, cioè quello di denunciare i soprusi dei potenti, però è altrettanto vero (almeno secondo me) che essa è sempre e comunque un’espressione creativa e che l’attore satirico se è bravo sa dar vita a dei mondi, dei personaggi, delle storie, quando fa satira. Per esempio è vero che Corrado Guzzanti a volte crea delle caricature di certi politici che finiscono per starti simpatiche, ma sono appunto le caricature a essere simpatiche non i politici. Assistere a delle rappresentazoni abnormi e grottesche dei politici, se fatte bene, sul momento ti fanno ridere e te li fanno quasi sembrare simpatici, ma poi passata la grassa risata che ci sta tutta, la riflessione su quello che c’è dietro quella grossa carnevalata viene fuori se non sei completamente anestetizzato dal potere, anche se questo purtroppo accade a molti e non certo per colpa degli sfottò. E poi la differenza tra Guzzanti e Fiorello si vede eccome. Fiorello è solo un grosso intrattenitore da festaccia paesana, mentre Guzzanti è un’artista e su questo non ci piove.
Convengo, peraltro, assolutamente con Luttazzi sul fatto che Striscia sia un programma estremamente funzionale alle logiche comunicative Berlusconiane perché oltre al terribile spargimento di tette e culi (vedi veline) di cui si rende protagonista, in esso è dominante la ricerca dell’audience. Ci sono poca creatività vera, poco rischio e inventiva nelle battute e nelle soluzioni comiche, tanto che il suo difetto principale (scusate se sono ripetitivo) è che non fa per niente ridere. Sui comici che lavorano a mediaset non so che dire. Sarebbe bello se piantassero tutti berlusconi, ma primo questo non lo danneggerebbe granché (se ne troverebbe altri magari peggiori ma che gli garantiscono uguale audience) e poi onestamente non me la sento di chiederglielo..non mi piacciono i facili moralismi e la realtà è molto più complessa di qualsiasi utopia, anche se di utopie non smetterò mai di vivere. Un saluto a Jacopo e una domanda: «Perché ti dissoci? Non è ora di fare un pensierino agli sponsali? (sono bastardo dentro eh? Scherzo...e lo sai perché mi conosci bene. Ciao).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che Luttazzi sia molto bravo. A tratti però è un po’narciso. Io faccio, io disfo, gli altri fanno sfottò io faccio satira&#8230;un po’altezzoso il tipo. Quella di Luttazzi è certamente una comicità intelligente, ma se è vero che è più mordace della comicità di un Guzzanti è altrettanto vero che mi fa ridere molto meno&#8230;e ridere è cosa buona.  Quando si fa la satira è sicuramente importante non perdere mai di vista il proprio obbiettivo, cioè quello di denunciare i soprusi dei potenti, però è altrettanto vero (almeno secondo me) che essa è sempre e comunque un’espressione creativa e che l’attore satirico se è bravo sa dar vita a dei mondi, dei personaggi, delle storie, quando fa satira. Per esempio è vero che Corrado Guzzanti a volte crea delle caricature di certi politici che finiscono per starti simpatiche, ma sono appunto le caricature a essere simpatiche non i politici. Assistere a delle rappresentazoni abnormi e grottesche dei politici, se fatte bene, sul momento ti fanno ridere e te li fanno quasi sembrare simpatici, ma poi passata la grassa risata che ci sta tutta, la riflessione su quello che c’è dietro quella grossa carnevalata viene fuori se non sei completamente anestetizzato dal potere, anche se questo purtroppo accade a molti e non certo per colpa degli sfottò. E poi la differenza tra Guzzanti e Fiorello si vede eccome. Fiorello è solo un grosso intrattenitore da festaccia paesana, mentre Guzzanti è un’artista e su questo non ci piove.<br />
Convengo, peraltro, assolutamente con Luttazzi sul fatto che Striscia sia un programma estremamente funzionale alle logiche comunicative Berlusconiane perché oltre al terribile spargimento di tette e culi (vedi veline) di cui si rende protagonista, in esso è dominante la ricerca dell’audience. Ci sono poca creatività vera, poco rischio e inventiva nelle battute e nelle soluzioni comiche, tanto che il suo difetto principale (scusate se sono ripetitivo) è che non fa per niente ridere. Sui comici che lavorano a mediaset non so che dire. Sarebbe bello se piantassero tutti berlusconi, ma primo questo non lo danneggerebbe granché (se ne troverebbe altri magari peggiori ma che gli garantiscono uguale audience) e poi onestamente non me la sento di chiederglielo..non mi piacciono i facili moralismi e la realtà è molto più complessa di qualsiasi utopia, anche se di utopie non smetterò mai di vivere. Un saluto a Jacopo e una domanda: «Perché ti dissoci? Non è ora di fare un pensierino agli sponsali? (sono bastardo dentro eh? Scherzo&#8230;e lo sai perché mi conosci bene. Ciao).</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Jacopo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/28/state-a-casa-a-fare-i-compiti-2/#comment-1007</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jacopo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=174#comment-1007</guid>

					<description><![CDATA[Credo abbia ragione Raul quando dice che Luttazzi è un ironico, o meglio, io direi, è schlegelianamente ironico, nel senso che passa da un piano all&#039;altro rigettando volutamente ogni spirito sistematico -ma con una dose di perversione e lucidità del tutto inedite- . 
Può anche essere visto come un &quot;freddo&quot;, ma mi sembra che questo aspetto venga in lui calibrato dalle prese di posizione comunque lucide ed estreme che, personalmente, amo molto.
Luttazzi ha il coraggio di essere velleitario ma pure integralista, come oggi lo sono in pochi. L&#039;ancoraggio al dato reale è però costitutivo della satira,il salto dei piani (ruotazione senza l&#039;asse ma con un pensiero solido) deve partire da lì.. Corrado Guzzanti (come dicono sia Raul che Fuster) è più efficace in termini comici proprio perchè è più &quot;espressionista&quot;, ovvero i legami con il dato di partenza sono per lui più leggeri. Tecnicamente (ma certo la distinzione non è in questo caso fondamentale)Corrado fa più sfottò che satira, questo mi sembra chiaro.
Quanto alla questione che sempre Raul introduceva provo una definizione per via negativa: forse un primo metro di giudizio per il comico (che però a priori rifiuta i metri)potrebbe essere proprio la capacità di eversione rispetto allo schema dell&#039;entartainement.Il suo grado atrabiliare, ipponatteo..
Chiudo con un p.s. tutto per Fuster. Gli sponsali al loro tempo..c&#039;è tempo...un gran tempo (aha, come direbbe Edgar) 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo abbia ragione Raul quando dice che Luttazzi è un ironico, o meglio, io direi, è schlegelianamente ironico, nel senso che passa da un piano all&#8217;altro rigettando volutamente ogni spirito sistematico -ma con una dose di perversione e lucidità del tutto inedite- .<br />
Può anche essere visto come un &#8220;freddo&#8221;, ma mi sembra che questo aspetto venga in lui calibrato dalle prese di posizione comunque lucide ed estreme che, personalmente, amo molto.<br />
Luttazzi ha il coraggio di essere velleitario ma pure integralista, come oggi lo sono in pochi. L&#8217;ancoraggio al dato reale è però costitutivo della satira,il salto dei piani (ruotazione senza l&#8217;asse ma con un pensiero solido) deve partire da lì.. Corrado Guzzanti (come dicono sia Raul che Fuster) è più efficace in termini comici proprio perchè è più &#8220;espressionista&#8221;, ovvero i legami con il dato di partenza sono per lui più leggeri. Tecnicamente (ma certo la distinzione non è in questo caso fondamentale)Corrado fa più sfottò che satira, questo mi sembra chiaro.<br />
Quanto alla questione che sempre Raul introduceva provo una definizione per via negativa: forse un primo metro di giudizio per il comico (che però a priori rifiuta i metri)potrebbe essere proprio la capacità di eversione rispetto allo schema dell&#8217;entartainement.Il suo grado atrabiliare, ipponatteo..<br />
Chiudo con un p.s. tutto per Fuster. Gli sponsali al loro tempo..c&#8217;è tempo&#8230;un gran tempo (aha, come direbbe Edgar) </p>
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