<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: La società spaccata in due	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 May 2008 20:12:59 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/#comment-1024</link>

		<dc:creator><![CDATA[Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=175#comment-1024</guid>

					<description><![CDATA[Sara&#039;, ma a me questo ragionamento di Lodoli fa venire in mente la &quot;societa&#039; degli apoti&quot;. No -- non ci basta dire &quot;grazie non bevo&quot; -- la societa&#039; si sta spaccando in due -- forse non piu&#039; di cinquant&#039;anni fa, ma certo piu&#039; di trenta, e soprattutto sembra che si sia spezzato il filo che comunque teneva insieme i pezzi. Ma forse si e&#039; spezzata sul piano dell&#039;economia prima ancora che della cultura. E certo non sara&#039; la letteratura a dare delle risposte. Non perche&#039; la letteratura non puo&#039; cambiare il mondo. Ma perche&#039; non puo&#039; farlo se accetta di essere rinchiusa nei circoli dove si apprezza ancora il bello e il giusto. O no?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sara&#8217;, ma a me questo ragionamento di Lodoli fa venire in mente la &#8220;societa&#8217; degli apoti&#8221;. No &#8212; non ci basta dire &#8220;grazie non bevo&#8221; &#8212; la societa&#8217; si sta spaccando in due &#8212; forse non piu&#8217; di cinquant&#8217;anni fa, ma certo piu&#8217; di trenta, e soprattutto sembra che si sia spezzato il filo che comunque teneva insieme i pezzi. Ma forse si e&#8217; spezzata sul piano dell&#8217;economia prima ancora che della cultura. E certo non sara&#8217; la letteratura a dare delle risposte. Non perche&#8217; la letteratura non puo&#8217; cambiare il mondo. Ma perche&#8217; non puo&#8217; farlo se accetta di essere rinchiusa nei circoli dove si apprezza ancora il bello e il giusto. O no?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco Lodoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/#comment-1017</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Lodoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=175#comment-1017</guid>

					<description><![CDATA[Caro Francesco Pieruccini,
no, non ho letto Nazind, è vero. Leggo il giornale, questo sì, ma soprattutto, per casualità esistenziali, mi sono trovato a frequentare ambienti molto distanti tra di loro: giovani borghesi e giovani poveracci. Forse perché insegno in una scuola di borgata da quasi vent&#039;anni, e perché ho anche tanti rapporti con ventenni  meglio sistemati. La mia, hai ragione, è sociologia spicciola, anzi forse non è nemmeno sociologia: è semplice osservazione. Così  ho notato, ad esempio, che nella quinta dove insegno - ragazzi di Tor Bella Monaca, per capirsi - nessuno sa nulla della guerra, del governo, delle cose reali e anche di quelle fantastiche ma interessanti (che so, un bel film, un libro, un fumetto, un CD, scegli tu). Però sanno tutto de Il bello delle donne e di Totti e Cassano e del laboratorietto dove sperano di farsi un nuovo tatuaggio sul culo. A me dispiace. Lotto, cerco di spostare un po&#039; l&#039;attenzione, ma temo di non farcela. Dall&#039;altra parte i giovani borghesi che conosco, tanti anche loro, se ne fottono di tutto tranne che dei loro studi e delle loro carriere. Sgobbano per distanziarsi, per svignarsela. Tutto qui. Un caro saluto, Marco Lodoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Francesco Pieruccini,<br />
no, non ho letto Nazind, è vero. Leggo il giornale, questo sì, ma soprattutto, per casualità esistenziali, mi sono trovato a frequentare ambienti molto distanti tra di loro: giovani borghesi e giovani poveracci. Forse perché insegno in una scuola di borgata da quasi vent&#8217;anni, e perché ho anche tanti rapporti con ventenni  meglio sistemati. La mia, hai ragione, è sociologia spicciola, anzi forse non è nemmeno sociologia: è semplice osservazione. Così  ho notato, ad esempio, che nella quinta dove insegno &#8211; ragazzi di Tor Bella Monaca, per capirsi &#8211; nessuno sa nulla della guerra, del governo, delle cose reali e anche di quelle fantastiche ma interessanti (che so, un bel film, un libro, un fumetto, un CD, scegli tu). Però sanno tutto de Il bello delle donne e di Totti e Cassano e del laboratorietto dove sperano di farsi un nuovo tatuaggio sul culo. A me dispiace. Lotto, cerco di spostare un po&#8217; l&#8217;attenzione, ma temo di non farcela. Dall&#8217;altra parte i giovani borghesi che conosco, tanti anche loro, se ne fottono di tutto tranne che dei loro studi e delle loro carriere. Sgobbano per distanziarsi, per svignarsela. Tutto qui. Un caro saluto, Marco Lodoli</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco Lodoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/#comment-1016</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Lodoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=175#comment-1016</guid>

					<description><![CDATA[Cara Elle,
se sei approdata alla Nazione Indiana, non sei certo parte di quella plebe stordita e abbandonata di cui scrivevo nel mio articolo. Ti sentirai spesso sola e triste, infelice, ma di sicuro sei anche una donna che cerca e scava e tenta in ogni modo di uscire dal carcere cupo dei giorni. Senti il vuoto, come tanti di noi, ma provi anche a riempirlo, magari solo agganciandoti a questo sito, o guardandoti intorno con attenzione. Sei consapevole, dunque soffri. Io credo che tutti quelli che scrivono hanno familiarità con il dolore. E credo anche che il dolore sia quasi inevitabile. Tutto parte da quella ferita. Chi ci ha messo sopra una crosta ha rinunciato a sanguinare, ma forse anche a sentire intensamente la vita. Non ti abbattere, sono sicuro che sei una persona speciale. Baci, Marco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Elle,<br />
se sei approdata alla Nazione Indiana, non sei certo parte di quella plebe stordita e abbandonata di cui scrivevo nel mio articolo. Ti sentirai spesso sola e triste, infelice, ma di sicuro sei anche una donna che cerca e scava e tenta in ogni modo di uscire dal carcere cupo dei giorni. Senti il vuoto, come tanti di noi, ma provi anche a riempirlo, magari solo agganciandoti a questo sito, o guardandoti intorno con attenzione. Sei consapevole, dunque soffri. Io credo che tutti quelli che scrivono hanno familiarità con il dolore. E credo anche che il dolore sia quasi inevitabile. Tutto parte da quella ferita. Chi ci ha messo sopra una crosta ha rinunciato a sanguinare, ma forse anche a sentire intensamente la vita. Non ti abbattere, sono sicuro che sei una persona speciale. Baci, Marco</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/#comment-1015</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=175#comment-1015</guid>

					<description><![CDATA[Non si offende nessuno se dico che il pezzo di Lodoli mi sembra una sbrodolata completamente priva di contenuti? Ma di cosa parla Lodoli? Dei ricchi e dei poveri? Della plebe? Ma ha letto qualche testo di sociologia, o anche solo qualche articolo di giornale? Ha letto qualcosa di Nazind, tanto per non andare lontano? E cosa rimpiange? Quale Italia, quale mondo rimpiange?
Mi sembra che i commenti, in questo come in altri casi, siano molto più interessanti del post che li ha provocati.
Un caro saluto soprattutto a Dario Voltolini, e sempre complimenti a tutti!
Francesco Pieruccini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si offende nessuno se dico che il pezzo di Lodoli mi sembra una sbrodolata completamente priva di contenuti? Ma di cosa parla Lodoli? Dei ricchi e dei poveri? Della plebe? Ma ha letto qualche testo di sociologia, o anche solo qualche articolo di giornale? Ha letto qualcosa di Nazind, tanto per non andare lontano? E cosa rimpiange? Quale Italia, quale mondo rimpiange?<br />
Mi sembra che i commenti, in questo come in altri casi, siano molto più interessanti del post che li ha provocati.<br />
Un caro saluto soprattutto a Dario Voltolini, e sempre complimenti a tutti!<br />
Francesco Pieruccini</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: elle		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/#comment-1014</link>

		<dc:creator><![CDATA[elle]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=175#comment-1014</guid>

					<description><![CDATA[Faccio coscientemente parte della plebe silenziosa e senza scialuppe di salvataggio. Non posso decidere come vivere nè come morire, che solo chi ha le parole può staccare la spina. Posso solo sentire il vuoto, intuirlo al modo di un folle, appunto.
Ma questa intuizione è una tortura quando si è muti. Immaginate il dolore di chi vive in questo mondo di ombre senza riuscire a nominarle...
Non ho mai letto il Woyzcek, eppure lo sento così vicino. Volete raccontarmi di lui? volete raccontarmi ancora di noi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio coscientemente parte della plebe silenziosa e senza scialuppe di salvataggio. Non posso decidere come vivere nè come morire, che solo chi ha le parole può staccare la spina. Posso solo sentire il vuoto, intuirlo al modo di un folle, appunto.<br />
Ma questa intuizione è una tortura quando si è muti. Immaginate il dolore di chi vive in questo mondo di ombre senza riuscire a nominarle&#8230;<br />
Non ho mai letto il Woyzcek, eppure lo sento così vicino. Volete raccontarmi di lui? volete raccontarmi ancora di noi?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/#comment-1013</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=175#comment-1013</guid>

					<description><![CDATA[Non è vero, secondo me, che gli scrittori italiani &quot;giovani&quot; guardano solo al loro ombelico. Io noto molta varietà tra i narratori e i poeti italiani d&#039;oggi. Fermento. E diversità. Stili e linguaggi diversi. Anche incompatibili tra loro. E va benissimo così. C&#039;è gente che sperimenta. C&#039;è chi sperimenta dall&#039;interno dei &quot;generi&quot;. C&#039;è chi dei generi se ne fotte e sperimenta più o meno su se stesso. Ritorno sull&#039;ombelico: non tutti gli ombelichi sono uguali; anzi, come ben sappiamo, in natura non esiste un ombelico uguale all&#039;altro. Molti ombelichi sono davvero interessanti. Pozzi senza fondo, alcuni. E vogliamo parlare dell&#039;ombelico delle donne?...
Per fare lo scrittore, oggi in Italia, ci vuole un bel coraggio. Portare avanti una propria poetica, qualunque essa sia, non è mica facile. Provare a dire cose &quot;altre&quot;, approfondire. Fare i reading, le presentazioni magari con 4 gatti... Ci vuole passione e tenacia. Secondo me, paradossalmente, l&#039;operazione &quot;faccio lo scrittore&quot; è più ardua oggi di 30 anni fa. Ci sono scrittori che vanno in tivu per combattere in casa del &quot;nemico&quot;, talvolta.
Il minimalismo tanto vituperato diventa massimo quando punta all&#039;universale. Il romanzo cosiddetto sociale viene riattualizzato ai tempi in cui viviamo. Lo scrittore, oggi, ha da lottare contro la tivu, le canzoni, i film fintamente autorali; e &quot;gioca&quot; contaminandosi, spesso, con queste forme, per arrivare a una specie di sintesi che possa aspirare ad essere davvero letteraria. La letteratura fa il suo mestiere e, giustamente, vampirizza. Certi scrittori fanno letteratura da &quot;scaffale&quot;, e basta. Certi comici come Luttazzi, invece, fanno letteratura. Guzzanti Corrado, a me, fa pensare a Petrolini. Il &quot;passo ritmico&quot; d&#039;oggi, grosso modo, è il rap, come il &quot;passo&quot; di Kerouac era il be-bop. Se il rap sta diventando fenomeno di massa da un bel pezzo non c&#039;è problema: la letteratura di oggi spesso è rap senza aver bisogno di accompagnamento musicale, del sottofondo, perchè la sua musica è interna e il suo passo è lungo: è mezzofondo che tenta di andare oltre il fondo. Il mercato, spesso, si affida agli autori stranieri: dunque impazzano le traduzioni: la solita esterofilia italiana. Facciamo fatica ad accorgerci dei talenti di casa nostra. Welsh (cito lui tanto per fare un bel nome, di uno a mio avviso bravo)sbanca il botteghino; ma di scrittori al suo livello, in Italia, ce ne sono non pochi. Gente anche molto al di sopra, in alcuni casi. Sto sempre parlando di letteratura &quot;giovane&quot;. Alcuni nomi li ha fatti Tiziano Scarpa, se ne potrebbero fare altri.
L&#039;Italia anche è l&#039;ombelico del mondo. 
L&#039;ombelico è il mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è vero, secondo me, che gli scrittori italiani &#8220;giovani&#8221; guardano solo al loro ombelico. Io noto molta varietà tra i narratori e i poeti italiani d&#8217;oggi. Fermento. E diversità. Stili e linguaggi diversi. Anche incompatibili tra loro. E va benissimo così. C&#8217;è gente che sperimenta. C&#8217;è chi sperimenta dall&#8217;interno dei &#8220;generi&#8221;. C&#8217;è chi dei generi se ne fotte e sperimenta più o meno su se stesso. Ritorno sull&#8217;ombelico: non tutti gli ombelichi sono uguali; anzi, come ben sappiamo, in natura non esiste un ombelico uguale all&#8217;altro. Molti ombelichi sono davvero interessanti. Pozzi senza fondo, alcuni. E vogliamo parlare dell&#8217;ombelico delle donne?&#8230;<br />
Per fare lo scrittore, oggi in Italia, ci vuole un bel coraggio. Portare avanti una propria poetica, qualunque essa sia, non è mica facile. Provare a dire cose &#8220;altre&#8221;, approfondire. Fare i reading, le presentazioni magari con 4 gatti&#8230; Ci vuole passione e tenacia. Secondo me, paradossalmente, l&#8217;operazione &#8220;faccio lo scrittore&#8221; è più ardua oggi di 30 anni fa. Ci sono scrittori che vanno in tivu per combattere in casa del &#8220;nemico&#8221;, talvolta.<br />
Il minimalismo tanto vituperato diventa massimo quando punta all&#8217;universale. Il romanzo cosiddetto sociale viene riattualizzato ai tempi in cui viviamo. Lo scrittore, oggi, ha da lottare contro la tivu, le canzoni, i film fintamente autorali; e &#8220;gioca&#8221; contaminandosi, spesso, con queste forme, per arrivare a una specie di sintesi che possa aspirare ad essere davvero letteraria. La letteratura fa il suo mestiere e, giustamente, vampirizza. Certi scrittori fanno letteratura da &#8220;scaffale&#8221;, e basta. Certi comici come Luttazzi, invece, fanno letteratura. Guzzanti Corrado, a me, fa pensare a Petrolini. Il &#8220;passo ritmico&#8221; d&#8217;oggi, grosso modo, è il rap, come il &#8220;passo&#8221; di Kerouac era il be-bop. Se il rap sta diventando fenomeno di massa da un bel pezzo non c&#8217;è problema: la letteratura di oggi spesso è rap senza aver bisogno di accompagnamento musicale, del sottofondo, perchè la sua musica è interna e il suo passo è lungo: è mezzofondo che tenta di andare oltre il fondo. Il mercato, spesso, si affida agli autori stranieri: dunque impazzano le traduzioni: la solita esterofilia italiana. Facciamo fatica ad accorgerci dei talenti di casa nostra. Welsh (cito lui tanto per fare un bel nome, di uno a mio avviso bravo)sbanca il botteghino; ma di scrittori al suo livello, in Italia, ce ne sono non pochi. Gente anche molto al di sopra, in alcuni casi. Sto sempre parlando di letteratura &#8220;giovane&#8221;. Alcuni nomi li ha fatti Tiziano Scarpa, se ne potrebbero fare altri.<br />
L&#8217;Italia anche è l&#8217;ombelico del mondo.<br />
L&#8217;ombelico è il mondo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/#comment-1012</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=175#comment-1012</guid>

					<description><![CDATA[Scusate, dico una cosa un po&#039; fuori topic (ma un po&#039; no): sull&#039;ultimo Fernandel, c&#039;è una bella intervista a Benedetta Centovalli, argomento Patrie impure, la super raccolta di racconti sull&#039;Italia di autori italiani. Due paginone di intervista molto bella. 
Ok fatto. Torno alle mie assorbenti angosce lavorative, che finalmente domani sera svaniranno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, dico una cosa un po&#8217; fuori topic (ma un po&#8217; no): sull&#8217;ultimo Fernandel, c&#8217;è una bella intervista a Benedetta Centovalli, argomento Patrie impure, la super raccolta di racconti sull&#8217;Italia di autori italiani. Due paginone di intervista molto bella.<br />
Ok fatto. Torno alle mie assorbenti angosce lavorative, che finalmente domani sera svaniranno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/#comment-1011</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=175#comment-1011</guid>

					<description><![CDATA[Caro Dario,
sei molto cortese a rispondere in modo cosi&#039; garbato. Chi dice &quot;basta guardare la nuova letteratura italiana, autoreferenziale a più non posso, occupata dal proprio ombelico (compreso corso trieste etc) a creare nicchie aristocratiche&quot; non sa di cosa parla, o sa di parlare in malafede. Ignoranza o provocazione gratis? La &quot;nuova letteratura italiana&quot; ha fatto reportage in tutta la penisola e in giro per il mondo (Covacich, Veronesi, Camarca, Mozzi...), ha scritto romanzi storici e d&#039;attualita&#039;, ha esplorato tutte le classi sociali, la realta&#039; che suda sangue e quella che abbaglia di pixel, le merci e il denaro, e&#039; sbrigliatamente fantasiosa e puntigliosamente rappresentativa... Non sto dicendo che gronda capolavori, ma che quello che puo&#039; dare lo da&#039; tutto. 
Davvero, non vale la pena perdere tempo a rispondere a queste supponenze. Che, faccio notare, si mettono pure addosso la medaglietta dello pseudonimo arraffatto ai grandi intellettuali del Novecento. Continuiamo a occuparci di cose serie, Dario! Che gente cosi&#039; mira solo a farci perdere tempo. Io con questo post ne ho perso gia&#039; troppo. 
L&#039;amore sia con voi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Dario,<br />
sei molto cortese a rispondere in modo cosi&#8217; garbato. Chi dice &#8220;basta guardare la nuova letteratura italiana, autoreferenziale a più non posso, occupata dal proprio ombelico (compreso corso trieste etc) a creare nicchie aristocratiche&#8221; non sa di cosa parla, o sa di parlare in malafede. Ignoranza o provocazione gratis? La &#8220;nuova letteratura italiana&#8221; ha fatto reportage in tutta la penisola e in giro per il mondo (Covacich, Veronesi, Camarca, Mozzi&#8230;), ha scritto romanzi storici e d&#8217;attualita&#8217;, ha esplorato tutte le classi sociali, la realta&#8217; che suda sangue e quella che abbaglia di pixel, le merci e il denaro, e&#8217; sbrigliatamente fantasiosa e puntigliosamente rappresentativa&#8230; Non sto dicendo che gronda capolavori, ma che quello che puo&#8217; dare lo da&#8217; tutto.<br />
Davvero, non vale la pena perdere tempo a rispondere a queste supponenze. Che, faccio notare, si mettono pure addosso la medaglietta dello pseudonimo arraffatto ai grandi intellettuali del Novecento. Continuiamo a occuparci di cose serie, Dario! Che gente cosi&#8217; mira solo a farci perdere tempo. Io con questo post ne ho perso gia&#8217; troppo.<br />
L&#8217;amore sia con voi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dario		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/#comment-1010</link>

		<dc:creator><![CDATA[dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=175#comment-1010</guid>

					<description><![CDATA[Non condivido il parere di Bobi sulla letteratura italiana, a meno che non specifichi a chi si riferisce. Inoltre ho il fortissimo sospetto che categorie come &quot;ombelico&quot; servano a fare più fumo che chiarezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non condivido il parere di Bobi sulla letteratura italiana, a meno che non specifichi a chi si riferisce. Inoltre ho il fortissimo sospetto che categorie come &#8220;ombelico&#8221; servano a fare più fumo che chiarezza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: bazlen		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/10/29/la-societa-spaccata-in-due/#comment-1009</link>

		<dc:creator><![CDATA[bazlen]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=175#comment-1009</guid>

					<description><![CDATA[sento odor di tromboni. non credo che l&#039;italia degli anni cinquanta impegnata nel boom fosse differente.... se è per ripropinare lo stupore e meraviglia per i passati anni sessanta e settanta (che come classe politica hanno lasciato il vuoto che ora viviamo) abbiamo già dato. e allora basta guardare la nuova letteratura italiana, autoreferenziale a più non posso, occupata dal proprio ombelico (compreso corso trieste etc) a creare nicchie aristocratiche. sembra ci sia un vuoto di prospettiva, come il commento precedente giustamente fa notare, responsabilità e non vuote e &quot;poetiche&quot; dichiarazioni d&#039;intenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sento odor di tromboni. non credo che l&#8217;italia degli anni cinquanta impegnata nel boom fosse differente&#8230;. se è per ripropinare lo stupore e meraviglia per i passati anni sessanta e settanta (che come classe politica hanno lasciato il vuoto che ora viviamo) abbiamo già dato. e allora basta guardare la nuova letteratura italiana, autoreferenziale a più non posso, occupata dal proprio ombelico (compreso corso trieste etc) a creare nicchie aristocratiche. sembra ci sia un vuoto di prospettiva, come il commento precedente giustamente fa notare, responsabilità e non vuote e &#8220;poetiche&#8221; dichiarazioni d&#8217;intenti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 18:33:46 by W3 Total Cache
-->