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	Commenti a: Aria di guerra	</title>
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		<title>
		Di: francesco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non voglio e non posso farmi interprete delle parole di lodoli però credo che il senso del suo scritto, almeno come l&#039;ho letto io, sia questo (o almeno questa è la pro-vocazione a cui vorrei chiamare tutte le menti splendide di n.i.): tenendo ferme tutte le critiche -giuste e sacrosante -alle politiche dei governi occidentali riguardo a questi temi, senza lasciare il campo o abbassare la guardia nei confronti delle politiche neocoloniali occidentali, ecco fermo restando questo punto cosa facciamo noi scrittori, intellettuali e quant&#039;altro, per l&#039;assenza di diritti e giurisprudenza nel mondo islamico? cosa facciamo per i processi agli omosessuali egiziani, per le carceri siriale e tutto il resto che diceva lodoli? Mi rifiuto che si faccia rinuncia a usare l&#039;intelligenza e il senso critico solo perchè criticando Bush si deve per forza, per contratto quasi, passare sotto silenzio tanti orrori e tante ingiustizie operanti nel mondo islamico!
ciao ciao!
f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non voglio e non posso farmi interprete delle parole di lodoli però credo che il senso del suo scritto, almeno come l&#8217;ho letto io, sia questo (o almeno questa è la pro-vocazione a cui vorrei chiamare tutte le menti splendide di n.i.): tenendo ferme tutte le critiche -giuste e sacrosante -alle politiche dei governi occidentali riguardo a questi temi, senza lasciare il campo o abbassare la guardia nei confronti delle politiche neocoloniali occidentali, ecco fermo restando questo punto cosa facciamo noi scrittori, intellettuali e quant&#8217;altro, per l&#8217;assenza di diritti e giurisprudenza nel mondo islamico? cosa facciamo per i processi agli omosessuali egiziani, per le carceri siriale e tutto il resto che diceva lodoli? Mi rifiuto che si faccia rinuncia a usare l&#8217;intelligenza e il senso critico solo perchè criticando Bush si deve per forza, per contratto quasi, passare sotto silenzio tanti orrori e tante ingiustizie operanti nel mondo islamico!<br />
ciao ciao!<br />
f.</p>
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		Di: Elio Paoloni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/11/22/aria-di-guerra/#comment-1550</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elio Paoloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La posizione di Mascitelli, pacata e ragionevole, ha il difetto di quasi tutte le posizioni anti-guerra: apparentemente invita a riflettere sull’effetto controproducente della guerra, cosa assolutamente legittima, ineccepibile (io stesso del resto, che pure ero moderatamente favorevole alla guerra, anche se non ho mai creduto al pericolo “diretto” delle armi di Saddam - tanto da scrivere su un giornale  PRIMA della guerra “La guerra è giusta, i motivi no” - ho spesso l’impressione che, nonostante l’importantissimo risultato di aver allontanato dall’Occidente, almeno per ora, il maglio dei kamikaze, la guerra potrebbe non ottenere i risultati sperati). 
Di fatto però quella posizione non ha nulla di equilibrato perché continua a dare per scontato che la colpa è nostra, che basterebbe “fare i bravi” perché il terrorismo cessasse. Proprio non lo volete capire che i morti d’Algeria non c’entrano un cazzo con il petrolio di Bush? Che i massacri di decine di migliaia di cristiani in luoghi non coperti dai media non hanno nulla a che vedere con le “nostre” crociate? Quando i “neocolonialisti” non erano in Iraq e neanche in Afganistan, il “caso” per Bin Laden era rappresentato dalla presenza di truppe USA sul sacro suolo nei dintorni della Mecca. Quelle truppe non ci sono più. Se ci si ritirasse da qualsiasi paese musulmano resterebbe il problema di Israele. Non delle azioni del governo Sharon, come si continua ipocritamente a sostenere, ma dell’esistenza della nazione. Ecco la soluzione, già intravista dalla maggioranza degli europei: buttiamoli a mare questi sionisti. NEANCHE questo basterebbe. 
Non c’è un solo straccio di controproposta, da parte dei pacati e riflessivi nemici della guerra, se non quella di aiutare la Francia-Total-Fina a mantenere i suoi contratti. Predicare la comprensione, il dialogo, l’integrazione (cose che vanno assolutamente fatte e VENGONO anche fatte) non ha alcun senso di fronte agli attacchi in atto, al volume di fuoco di Al Quaeda &amp; C. E chi rallenta l’integrazione dei moderati (Turchia in Europa) non è il fronte dei guerrafondai ma il “pacifista” Chirac.

“cosa facciamo noi scrittori, intellettuali e quant&#039;altro, per l&#039;assenza di diritti e giurisprudenza nel mondo islamico?” (Francesco)

Non firmare dei manifesti, spero. Qualcosa di assolutamente “tecnico”, doveroso per gli intellettuali, sarebbe la ricerca di definizioni. Già in questi giorni si dibatteva ferocemente sul “nome” della mano di Nassiria: guerriglia, resistenza, terrorismo? Non si trattava di nominalismo, di questioni di lana caprina: le nostre azioni dipendono dal nome che daremo a tutto questo. Troviamo dunque le nuove parole per questa nuova cosa, che non è guerra, ma neanche terrorismo. L’unica cosa che non dobbiamo fare è continuare a stiracchiare le vecchie categorie, le gabbie marxiane, i residuati della Guerra Fredda, le litanie sul petrolio, per infilarci questa cosa nuova e incomprensibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La posizione di Mascitelli, pacata e ragionevole, ha il difetto di quasi tutte le posizioni anti-guerra: apparentemente invita a riflettere sull’effetto controproducente della guerra, cosa assolutamente legittima, ineccepibile (io stesso del resto, che pure ero moderatamente favorevole alla guerra, anche se non ho mai creduto al pericolo “diretto” delle armi di Saddam &#8211; tanto da scrivere su un giornale  PRIMA della guerra “La guerra è giusta, i motivi no” &#8211; ho spesso l’impressione che, nonostante l’importantissimo risultato di aver allontanato dall’Occidente, almeno per ora, il maglio dei kamikaze, la guerra potrebbe non ottenere i risultati sperati).<br />
Di fatto però quella posizione non ha nulla di equilibrato perché continua a dare per scontato che la colpa è nostra, che basterebbe “fare i bravi” perché il terrorismo cessasse. Proprio non lo volete capire che i morti d’Algeria non c’entrano un cazzo con il petrolio di Bush? Che i massacri di decine di migliaia di cristiani in luoghi non coperti dai media non hanno nulla a che vedere con le “nostre” crociate? Quando i “neocolonialisti” non erano in Iraq e neanche in Afganistan, il “caso” per Bin Laden era rappresentato dalla presenza di truppe USA sul sacro suolo nei dintorni della Mecca. Quelle truppe non ci sono più. Se ci si ritirasse da qualsiasi paese musulmano resterebbe il problema di Israele. Non delle azioni del governo Sharon, come si continua ipocritamente a sostenere, ma dell’esistenza della nazione. Ecco la soluzione, già intravista dalla maggioranza degli europei: buttiamoli a mare questi sionisti. NEANCHE questo basterebbe.<br />
Non c’è un solo straccio di controproposta, da parte dei pacati e riflessivi nemici della guerra, se non quella di aiutare la Francia-Total-Fina a mantenere i suoi contratti. Predicare la comprensione, il dialogo, l’integrazione (cose che vanno assolutamente fatte e VENGONO anche fatte) non ha alcun senso di fronte agli attacchi in atto, al volume di fuoco di Al Quaeda &#038; C. E chi rallenta l’integrazione dei moderati (Turchia in Europa) non è il fronte dei guerrafondai ma il “pacifista” Chirac.</p>
<p>“cosa facciamo noi scrittori, intellettuali e quant&#8217;altro, per l&#8217;assenza di diritti e giurisprudenza nel mondo islamico?” (Francesco)</p>
<p>Non firmare dei manifesti, spero. Qualcosa di assolutamente “tecnico”, doveroso per gli intellettuali, sarebbe la ricerca di definizioni. Già in questi giorni si dibatteva ferocemente sul “nome” della mano di Nassiria: guerriglia, resistenza, terrorismo? Non si trattava di nominalismo, di questioni di lana caprina: le nostre azioni dipendono dal nome che daremo a tutto questo. Troviamo dunque le nuove parole per questa nuova cosa, che non è guerra, ma neanche terrorismo. L’unica cosa che non dobbiamo fare è continuare a stiracchiare le vecchie categorie, le gabbie marxiane, i residuati della Guerra Fredda, le litanie sul petrolio, per infilarci questa cosa nuova e incomprensibile.</p>
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		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/11/22/aria-di-guerra/#comment-1551</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Merlo un&#039;idea ce l&#039;ha su cosa fare, e l&#039;ha annunciata su Repubblica, e quelli pro-guerra al terrorismo dovrebbero in definitiva accoglierla. In uno slogan si potrebbe riassumere: &quot;prima sparare, poi bussare&quot;. Con tutti gli arabi, o con tutti quelli che in qualche modo hanno a che fare con la religione musulmana, adottare questa strategia.
D&#039;accordo, la smetto con il sarcasmo. Il discorso serio però richiederebbe troppo tempo, e riflessioni non da commento. Una cosa però la voglio ripetere, per ciò che riguarda i commenti qui sopra. Indipendentemente dal fatto che non ne condivido le conclusioni (impegnarsi militarmente in iRAK ed essere pronti a farlo altrove), il problema è un altro, vistoso. Sono pensieri CONFUSI. Si vuole mettere assieme il problema della politica unilaterale e neocoloniale USA, quello dei diritti umani NEL MONDO (piccolo problemino: cosa facciamo noi intellettali sapendo che ogni mezz&#039;ora qualcuno muore di fame nel pianeta?), quello della politica dei paesi arabi (moderati, teocratici, o laici), quello dei guerriglieri filo-Saddam, in Irak, e quello del terrorismo di matrice islamica, dentro e fuori l&#039;Irak. Certo, che coloro che rifiutano la guerra in Irak, non pensano in questo modo di aver risolto simultaneamente tutti questi problemi. Lo voglio sperare. Ma anche gli inglesi, che già hanno avuto i loro morti, che hanno il governo laburista, anche loro sono scesi in piazza, ancora oggi, a ribadire che l&#039;errore è stato troppo grosso. Solo in Italia dobbiamo avere gente, che in nome dei diritti umani, difende uno degli errori politici più pacchiani degli ultimi vent&#039;anni?
Ciò detto, tutti i problemi sollevati rimangono aperti. Solo che la loro soluzione NON STA IN QUESTA GUERRA, che solo è riuscita ad aggravarli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Merlo un&#8217;idea ce l&#8217;ha su cosa fare, e l&#8217;ha annunciata su Repubblica, e quelli pro-guerra al terrorismo dovrebbero in definitiva accoglierla. In uno slogan si potrebbe riassumere: &#8220;prima sparare, poi bussare&#8221;. Con tutti gli arabi, o con tutti quelli che in qualche modo hanno a che fare con la religione musulmana, adottare questa strategia.<br />
D&#8217;accordo, la smetto con il sarcasmo. Il discorso serio però richiederebbe troppo tempo, e riflessioni non da commento. Una cosa però la voglio ripetere, per ciò che riguarda i commenti qui sopra. Indipendentemente dal fatto che non ne condivido le conclusioni (impegnarsi militarmente in iRAK ed essere pronti a farlo altrove), il problema è un altro, vistoso. Sono pensieri CONFUSI. Si vuole mettere assieme il problema della politica unilaterale e neocoloniale USA, quello dei diritti umani NEL MONDO (piccolo problemino: cosa facciamo noi intellettali sapendo che ogni mezz&#8217;ora qualcuno muore di fame nel pianeta?), quello della politica dei paesi arabi (moderati, teocratici, o laici), quello dei guerriglieri filo-Saddam, in Irak, e quello del terrorismo di matrice islamica, dentro e fuori l&#8217;Irak. Certo, che coloro che rifiutano la guerra in Irak, non pensano in questo modo di aver risolto simultaneamente tutti questi problemi. Lo voglio sperare. Ma anche gli inglesi, che già hanno avuto i loro morti, che hanno il governo laburista, anche loro sono scesi in piazza, ancora oggi, a ribadire che l&#8217;errore è stato troppo grosso. Solo in Italia dobbiamo avere gente, che in nome dei diritti umani, difende uno degli errori politici più pacchiani degli ultimi vent&#8217;anni?<br />
Ciò detto, tutti i problemi sollevati rimangono aperti. Solo che la loro soluzione NON STA IN QUESTA GUERRA, che solo è riuscita ad aggravarli.</p>
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		Di: giorgio mascitelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/11/22/aria-di-guerra/#comment-1552</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I temi proposti dai commenti sul mio intervento sono troppo complessi per essere trattati in poche battute. Vorrei però proporre un tema di discussione sia a coloro che pensano che chi critica l&#039;intervento italiano e angloamericano in Iraq tenda a sottovalutare il fondamentalismo sia a chi, come me, vuole il ritiro immediato delle truppe italiane: analisi delle ragioni della crisi delprocesso di modernizzazione e laicizzazione dei paesi arabi ( naturalmente a partire da interventi un po&#039; più qualificati di quelli fatti da me). Intanto credo che sia importante continuare a prendere la parola per impedire che in Italia si formi un clima da unione sacra che favorisca ulteriori escalations nella guerra.
Giorgio Mascitelli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I temi proposti dai commenti sul mio intervento sono troppo complessi per essere trattati in poche battute. Vorrei però proporre un tema di discussione sia a coloro che pensano che chi critica l&#8217;intervento italiano e angloamericano in Iraq tenda a sottovalutare il fondamentalismo sia a chi, come me, vuole il ritiro immediato delle truppe italiane: analisi delle ragioni della crisi delprocesso di modernizzazione e laicizzazione dei paesi arabi ( naturalmente a partire da interventi un po&#8217; più qualificati di quelli fatti da me). Intanto credo che sia importante continuare a prendere la parola per impedire che in Italia si formi un clima da unione sacra che favorisca ulteriori escalations nella guerra.<br />
Giorgio Mascitelli</p>
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		Di: Truman Burbank		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/11/22/aria-di-guerra/#comment-1553</link>

		<dc:creator><![CDATA[Truman Burbank]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non mi considero particolarmente qualificato, ma volevo far notare due punti che sembrano scontati a Mascitelli.

&quot;in che modo [...] si rischia di sottovalutare l&#8217;estremismo islamico?&quot; 

Spero che sia consentito esprimere il parere che l&#039;estremismo islamico sia sopravvalutato, non sottovalutato. A me sembra una risposta all&#039;integralismo occidentale, che considera ormai il denaro come religione e fonte del diritto. (&quot;Dio è con noi nella santa guerra per il petrolio&quot; sembra dire Bush).

Altro punto correlato:

&quot;ragioni della crisi del processo di modernizzazione e laicizzazione dei paesi arabi&quot;.

Cosa è la modernizzazione? Perchè i paesi arabi dovrebbero laicizzarsi? Perchè non possono avere una propria cultura e proprie idee?

La domanda di Mascitelli sembra basata sul concetto base che in occidente esista una freccia orientata di nome &quot;progresso&quot;, che porta verso il benessere della società e dell&#039;individuo. A me sembra un assunto non dimostrato.


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi considero particolarmente qualificato, ma volevo far notare due punti che sembrano scontati a Mascitelli.</p>
<p>&#8220;in che modo [&#8230;] si rischia di sottovalutare l&#8217;estremismo islamico?&#8221; </p>
<p>Spero che sia consentito esprimere il parere che l&#8217;estremismo islamico sia sopravvalutato, non sottovalutato. A me sembra una risposta all&#8217;integralismo occidentale, che considera ormai il denaro come religione e fonte del diritto. (&#8220;Dio è con noi nella santa guerra per il petrolio&#8221; sembra dire Bush).</p>
<p>Altro punto correlato:</p>
<p>&#8220;ragioni della crisi del processo di modernizzazione e laicizzazione dei paesi arabi&#8221;.</p>
<p>Cosa è la modernizzazione? Perchè i paesi arabi dovrebbero laicizzarsi? Perchè non possono avere una propria cultura e proprie idee?</p>
<p>La domanda di Mascitelli sembra basata sul concetto base che in occidente esista una freccia orientata di nome &#8220;progresso&#8221;, che porta verso il benessere della società e dell&#8217;individuo. A me sembra un assunto non dimostrato.</p>
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