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	Commenti a: Nuovo cinema paraculo: Come ti smonto e rimonto un&#8217;umanità da cani	</title>
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		Di: franz krauspenhaar		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Assolutamente giusto, i due li vediamo chiaramente stare in un bistrot a bere, (anche se, ahimè, separati...) proprio in un posto à la Simenon, per la precisione - dico io tanto per rincarare la dose - in uno dei posti dove il Kees Popinga de &quot;L&#039;uomo che guardava passare i treni&quot; guardava il mondo, staccandosene totalmente, nella sua allucinata fuga dal mondo.
Grazie per i vostri bellissimi interventi, buona settimana!

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Assolutamente giusto, i due li vediamo chiaramente stare in un bistrot a bere, (anche se, ahimè, separati&#8230;) proprio in un posto à la Simenon, per la precisione &#8211; dico io tanto per rincarare la dose &#8211; in uno dei posti dove il Kees Popinga de &#8220;L&#8217;uomo che guardava passare i treni&#8221; guardava il mondo, staccandosene totalmente, nella sua allucinata fuga dal mondo.<br />
Grazie per i vostri bellissimi interventi, buona settimana!</p>
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		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/12/28/nuovo-cinema-paraculo-come-ti-smonto-e-rimonto-unumanita-da-cani/#comment-1674</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si fa critica o agiografia? La storia, intesa come approccio critico al reale, è per natura revisionista.
Si è fatto bene a rileggere criticamente &#8220;la meglio gioventù&#8221;. Che pecca innanzitutto sul piano della sceneggiatura (andate a rileggerlo https://www.nazioneindiana.com/archives/000113.html). 
Gli sceneggiatori da noi non sono molto amati, prova è il fatto che facciamo fatica a ricordarci i loro nomi, mentre non abbiamo problemi nei confronti dei registi, che hanno, in Italia, spessissimo, una cultura letteraria, non visiva. Scrivono i film, non li &#8220;vedono&#8221;. (quindi va bene anche una sana critica a tutto un certo morettismo). Qui ha ragione Dreyer (ma si può? Come ti devo chiamare? Carletto?). Non bisogna dimenticare la specificità del cinema. Gli americani, su questo sono maestri (erano, anzi). Vedono. Però sanno anche quanto pesi una storia, che importanza ha. 
Mi ricordo che quando Pulp Fiction vinse l&#8217;oscar per la sceneggiatura (oscar FONDAMENTALE per Hollywood) qualche critico da quattro soldi in Italia disse: &#8220;un oscar minore&#8221;. Roba da matti. Mentre basta guardarsi The Players di Altman (regista regista, che &#8220;vede&#8221;) per capire come sia centrale la figura dello scrittore per il cinema nell&#8217;industria americana. Almeno fino a qualche anno fa. Perché ormai (l&#8217;ho già scritto qualche post addietro) pure loro fanno film di un orribile didascalico. A partire dal tanto decantato Truman show, che aveva un bel primo tempo e poi svacca nella mega spiegazione al popolino bue.
Ormai i registi americani sono allo sbando. Vedono, in modo strepitoso, storie vuote. Puro intrattenimento. Rimbambimento collettivo. Siamo in pieno maccartismo, ce ne rendiamo conto? Ma se gli americani sbagliano il cinema siamo fritti; il cinema muore. Bisogna ammetterlo. 
Sono epocale?
No, soprattutto perché non ne ho la minima idea di cosa sarà domani il cinema. Mi piace immaginare di essere smentito al più presto.

Corro, scusate la laconicità un po&#8217; da santone. Se non muoio assiderato sulla bocca del vulcano partenopeo (da cui vedrò i fuochi di capodanno), ci si rilegge a gennaio.

Gianni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si fa critica o agiografia? La storia, intesa come approccio critico al reale, è per natura revisionista.<br />
Si è fatto bene a rileggere criticamente &#8220;la meglio gioventù&#8221;. Che pecca innanzitutto sul piano della sceneggiatura (andate a rileggerlo <a href="https://www.nazioneindiana.com/archives/000113.html" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/archives/000113.html</a>).<br />
Gli sceneggiatori da noi non sono molto amati, prova è il fatto che facciamo fatica a ricordarci i loro nomi, mentre non abbiamo problemi nei confronti dei registi, che hanno, in Italia, spessissimo, una cultura letteraria, non visiva. Scrivono i film, non li &#8220;vedono&#8221;. (quindi va bene anche una sana critica a tutto un certo morettismo). Qui ha ragione Dreyer (ma si può? Come ti devo chiamare? Carletto?). Non bisogna dimenticare la specificità del cinema. Gli americani, su questo sono maestri (erano, anzi). Vedono. Però sanno anche quanto pesi una storia, che importanza ha.<br />
Mi ricordo che quando Pulp Fiction vinse l&#8217;oscar per la sceneggiatura (oscar FONDAMENTALE per Hollywood) qualche critico da quattro soldi in Italia disse: &#8220;un oscar minore&#8221;. Roba da matti. Mentre basta guardarsi The Players di Altman (regista regista, che &#8220;vede&#8221;) per capire come sia centrale la figura dello scrittore per il cinema nell&#8217;industria americana. Almeno fino a qualche anno fa. Perché ormai (l&#8217;ho già scritto qualche post addietro) pure loro fanno film di un orribile didascalico. A partire dal tanto decantato Truman show, che aveva un bel primo tempo e poi svacca nella mega spiegazione al popolino bue.<br />
Ormai i registi americani sono allo sbando. Vedono, in modo strepitoso, storie vuote. Puro intrattenimento. Rimbambimento collettivo. Siamo in pieno maccartismo, ce ne rendiamo conto? Ma se gli americani sbagliano il cinema siamo fritti; il cinema muore. Bisogna ammetterlo.<br />
Sono epocale?<br />
No, soprattutto perché non ne ho la minima idea di cosa sarà domani il cinema. Mi piace immaginare di essere smentito al più presto.</p>
<p>Corro, scusate la laconicità un po&#8217; da santone. Se non muoio assiderato sulla bocca del vulcano partenopeo (da cui vedrò i fuochi di capodanno), ci si rilegge a gennaio.</p>
<p>Gianni</p>
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		Di: dreyer		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/12/28/nuovo-cinema-paraculo-come-ti-smonto-e-rimonto-unumanita-da-cani/#comment-1673</link>

		<dc:creator><![CDATA[dreyer]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[questo articolo è viziato da contenutismo. mica bisognerà tornare a invocare la specificità del cinema?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>questo articolo è viziato da contenutismo. mica bisognerà tornare a invocare la specificità del cinema?</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate ma quest&#039;anno di von Trier non è uscito solo Dogville, ma anche THE FIVE OBSTRUCTIONS, presentato a Venezia. Secondo me è molto bello, eppure nessuno ne parla.

www.tederick.com/reviews/five_obstructions.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate ma quest&#8217;anno di von Trier non è uscito solo Dogville, ma anche THE FIVE OBSTRUCTIONS, presentato a Venezia. Secondo me è molto bello, eppure nessuno ne parla.</p>
<p><a href="http://www.tederick.com/reviews/five_obstructions.html" rel="nofollow ugc">http://www.tederick.com/reviews/five_obstructions.html</a></p>
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		Di: helena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dario Voltolini riassumeva &quot;Kill Bill&quot; col provverbio: &quot;Non svegliar il can che dorme&quot;.
Per Dogville, io invece proporrei &quot;I cani son meglio dei cristiani&quot;. 
Per me ci sono molte cose che non tornano per niente nel cinema di von Trier. Magari aggiungo qualcosa di più articolato, quando ho tempo. Intanto ringrazio Paolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dario Voltolini riassumeva &#8220;Kill Bill&#8221; col provverbio: &#8220;Non svegliar il can che dorme&#8221;.<br />
Per Dogville, io invece proporrei &#8220;I cani son meglio dei cristiani&#8221;.<br />
Per me ci sono molte cose che non tornano per niente nel cinema di von Trier. Magari aggiungo qualcosa di più articolato, quando ho tempo. Intanto ringrazio Paolo.</p>
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		Di: arnaldo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arnaldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mah...a me pare che più che in quella del paraculismo il cinema di Von Trier andrebbe iscritto nella rubrica del sado-masochismo. &quot;un film è come un sassolino nella scarpa&quot; credo che lui stesso abbia detto una volta, con grottesca autoindulgenza: i suoi film sanno essere crudelmente fastidiosi, altro che sassolini.
ciò detto, ho visto cose più riprovevoli dell&#039;apologo sul paesino-umanità-senza-pastore alle prese con la grazia, che soccombe come l&#039;apprendista stregone senza il maestro. 
che ti devo dire? come tutti i film di VT canopoli è un film violentemente ideologico, lars afferra di peso i suoi personaggi, li inchioda alla bruttodio alla sceneggiatura e governa il tutto con la mazza ferrata ma, d&#039;altra parte, tu la grazia sei mai riuscito a tenertela a lungo?

ps. LVT è danese, non svedese
pps. il deficiente-filosofo che gioca a fare l&#039;alchimista e il prete non ruba i soldi per cleptomania ma per prestarli a Grace]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mah&#8230;a me pare che più che in quella del paraculismo il cinema di Von Trier andrebbe iscritto nella rubrica del sado-masochismo. &#8220;un film è come un sassolino nella scarpa&#8221; credo che lui stesso abbia detto una volta, con grottesca autoindulgenza: i suoi film sanno essere crudelmente fastidiosi, altro che sassolini.<br />
ciò detto, ho visto cose più riprovevoli dell&#8217;apologo sul paesino-umanità-senza-pastore alle prese con la grazia, che soccombe come l&#8217;apprendista stregone senza il maestro.<br />
che ti devo dire? come tutti i film di VT canopoli è un film violentemente ideologico, lars afferra di peso i suoi personaggi, li inchioda alla bruttodio alla sceneggiatura e governa il tutto con la mazza ferrata ma, d&#8217;altra parte, tu la grazia sei mai riuscito a tenertela a lungo?</p>
<p>ps. LVT è danese, non svedese<br />
pps. il deficiente-filosofo che gioca a fare l&#8217;alchimista e il prete non ruba i soldi per cleptomania ma per prestarli a Grace</p>
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		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eh sì, a leggere le recensioni dei minimum sembra non si salvi nessuno...sicuramente è intelligente qs recensione, però non sono d&#039;accordo con Pecere soprattutto quando afferma che l&#039;intenzione sembra quella di non coinvolgere lo spettatore. Perché? Io ho trovato che l&#039;unico oggetto della visione sia proprio l&#039;attore stesso e quindi l&#039;attenzione dello spettatore è sui corpi e sulle parole, proprio come accade a teatro. Può darsi che Von Trier sia un gran furbone,ma perchè non ammettere che sia un furbone che ti fa riflettere? In fondo,in Dogville viene rappresentata la peggior specie dell&#039;umanità, l&#039;archetipo del male in tutte le sue sfacettature e se si deve parlare di cristianesimo i riferimenti all&#039;apocalisse sono ovvii. Oltre al fatto che finalmente la vittima stavolta non si sacrifica, ma fa giustizia. E nel dialogo finale con il padre/logos venuto a mettere ordine nel caos, la sottile distinzione tra perdono e arroganza vale tutto il film. E che dire della figura del filosofo/scrittore perso nelle sue argomentazioni sulla morale senza nessun fondamento? ricorda molto il nulla in cui si dibattono molti pensatori odierni. Ecco l&#039;ho letto così Dogville e l&#039;ho amato molto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh sì, a leggere le recensioni dei minimum sembra non si salvi nessuno&#8230;sicuramente è intelligente qs recensione, però non sono d&#8217;accordo con Pecere soprattutto quando afferma che l&#8217;intenzione sembra quella di non coinvolgere lo spettatore. Perché? Io ho trovato che l&#8217;unico oggetto della visione sia proprio l&#8217;attore stesso e quindi l&#8217;attenzione dello spettatore è sui corpi e sulle parole, proprio come accade a teatro. Può darsi che Von Trier sia un gran furbone,ma perchè non ammettere che sia un furbone che ti fa riflettere? In fondo,in Dogville viene rappresentata la peggior specie dell&#8217;umanità, l&#8217;archetipo del male in tutte le sue sfacettature e se si deve parlare di cristianesimo i riferimenti all&#8217;apocalisse sono ovvii. Oltre al fatto che finalmente la vittima stavolta non si sacrifica, ma fa giustizia. E nel dialogo finale con il padre/logos venuto a mettere ordine nel caos, la sottile distinzione tra perdono e arroganza vale tutto il film. E che dire della figura del filosofo/scrittore perso nelle sue argomentazioni sulla morale senza nessun fondamento? ricorda molto il nulla in cui si dibattono molti pensatori odierni. Ecco l&#8217;ho letto così Dogville e l&#8217;ho amato molto.</p>
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		<title>
		Di: belacqua		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/12/28/nuovo-cinema-paraculo-come-ti-smonto-e-rimonto-unumanita-da-cani/#comment-1668</link>

		<dc:creator><![CDATA[belacqua]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Raimo non ce l&#039;avevo con te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raimo non ce l&#8217;avevo con te.</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Premetto di non avere ancora visto Dogville. Penso anch&#039;io che Von Trier sia furbo, ma come erano furbi Kubrick, Wilder e sono furbi Tarantino e Scorsese. Mi ricordo che quando uscì Dancer in the Dark molti critici dissero che Von Trier fa cinema per chi non conosce la storia del cinema, che gioca con i bassi istinti dello spettatore ecc. Posso dare un giudizio da spettatore di quasi tutti gli altri film: Idioti l&#039;ho trovato sgradevole ma interessante nonostante il mal di mare da telecamera a mano. Le onde del destino è un melodramma pseudocristiano forse troppo lungo ma di grande impatto emozionale, la &quot;soap&quot; (bella la definizione di ER al contrario)l&#039;ho vista in tv a ora tarda e dopo un pò, data la spropositata lunghezza, mi sono abbioccato. Dancer in the Dark, dopo i primi 20 minuti durante i quali non sapevo dove si voleva andare a parare, l&#039;ho trovato intenso, morboso, cinico, a tratti francamente irritante, a tratti molto commovente, choccante nel terribile finale. Credo che Von Trier faccia del vero cinema, anche se spesso arrampicato sugli specchi: qualcosa che vedi e ti fa riflettere, che ti lascia qualcosa anche se questo qualcosa è un pugno sotto la cintura. Certo, Lars è una specie di Munch dei poveri (ma brutti), è il Bergman del piano di sotto, è l&#039;Ibsen formato tascabile in economica. Secondo me è un regista furbamente coraggioso, anzi coraggiosamente furbo (e qui sta in ottima compagnia), un costruttore di favole senza lieto fine, e come ogni favolista è sempre sopra le righe. Non è un genio rivoluzionario (la rivoluzione è stata fatta dai Fratelli Lumiére), ma non è neppure l&#039;imbroglione che certi critici da Santa Inquisizione Cinematografica Critica spergiurano ch&#039;egli sia. Spande emozioni negative con grande originalità, e di questi tempi non mi pare poco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto di non avere ancora visto Dogville. Penso anch&#8217;io che Von Trier sia furbo, ma come erano furbi Kubrick, Wilder e sono furbi Tarantino e Scorsese. Mi ricordo che quando uscì Dancer in the Dark molti critici dissero che Von Trier fa cinema per chi non conosce la storia del cinema, che gioca con i bassi istinti dello spettatore ecc. Posso dare un giudizio da spettatore di quasi tutti gli altri film: Idioti l&#8217;ho trovato sgradevole ma interessante nonostante il mal di mare da telecamera a mano. Le onde del destino è un melodramma pseudocristiano forse troppo lungo ma di grande impatto emozionale, la &#8220;soap&#8221; (bella la definizione di ER al contrario)l&#8217;ho vista in tv a ora tarda e dopo un pò, data la spropositata lunghezza, mi sono abbioccato. Dancer in the Dark, dopo i primi 20 minuti durante i quali non sapevo dove si voleva andare a parare, l&#8217;ho trovato intenso, morboso, cinico, a tratti francamente irritante, a tratti molto commovente, choccante nel terribile finale. Credo che Von Trier faccia del vero cinema, anche se spesso arrampicato sugli specchi: qualcosa che vedi e ti fa riflettere, che ti lascia qualcosa anche se questo qualcosa è un pugno sotto la cintura. Certo, Lars è una specie di Munch dei poveri (ma brutti), è il Bergman del piano di sotto, è l&#8217;Ibsen formato tascabile in economica. Secondo me è un regista furbamente coraggioso, anzi coraggiosamente furbo (e qui sta in ottima compagnia), un costruttore di favole senza lieto fine, e come ogni favolista è sempre sopra le righe. Non è un genio rivoluzionario (la rivoluzione è stata fatta dai Fratelli Lumiére), ma non è neppure l&#8217;imbroglione che certi critici da Santa Inquisizione Cinematografica Critica spergiurano ch&#8217;egli sia. Spande emozioni negative con grande originalità, e di questi tempi non mi pare poco.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: raimo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2003/12/28/nuovo-cinema-paraculo-come-ti-smonto-e-rimonto-unumanita-da-cani/#comment-1666</link>

		<dc:creator><![CDATA[raimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ohi, a me dogville è piaciuto molto, ma mi sembrava ugualmente intelligente questa recensione di paolo pecere. marco tullio giordana è stata già sottoposto al rito, che è sinceramente espiatorio. 
e anche se non trova d&#039;accordo nessuno, io credo serva da reagente, o no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ohi, a me dogville è piaciuto molto, ma mi sembrava ugualmente intelligente questa recensione di paolo pecere. marco tullio giordana è stata già sottoposto al rito, che è sinceramente espiatorio.<br />
e anche se non trova d&#8217;accordo nessuno, io credo serva da reagente, o no?</p>
]]></content:encoded>
		
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