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	Commenti a: Libertà obbligata	</title>
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		<title>
		Di: uvizeta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[uvizeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so chi siano gli autori e non frequento La Stampa. Dunque le mie sono semplici impressioni di frettoloso lettore. Allora: l’argomento non è nuovo; la tensione non “passa” a chi legge; l’idea della segreteria telefonica potrebbe essere - questa sì - interessante. Ma frasi del tipo “Nel breve percorso dalla stazione ho già avuto modo di vedere il meraviglioso Parco che si estende a Est e la spiaggia che si apre a Ovest sull’Oceano infinito…” a stento vanno bene in un tema di terza media. Quei tre aggettivi (breve, meraviglioso, infinito) - piazzati lì dove sono piazzati - sono terrificanti. Uno che si rivolge alla moglie / morosa / amica può davvero permettersi di parlare così? Uno che alla moglie / morosa / amica dice “Già pregusto le giornate di meritato riposo che mi attendono”, uno che alla moglie / morosa / amica dice “Questo specchio mi turba”, uno che alla moglie / morosa / amica dice sempre “nulla” invece di “niente”, “alcuna” invece di “nessuna”, forse si merita tutto intero l’incubo che si ritrova a vivere. È questo che si vuole dimostrare? Che il piccolo-borghese in vacanza (“libertà obbligata…”) - il piccolo-borghese che parla alla segreteria telefonica con il linguaggio di un tema di terza media - è il più alienato di tutti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so chi siano gli autori e non frequento La Stampa. Dunque le mie sono semplici impressioni di frettoloso lettore. Allora: l’argomento non è nuovo; la tensione non “passa” a chi legge; l’idea della segreteria telefonica potrebbe essere &#8211; questa sì &#8211; interessante. Ma frasi del tipo “Nel breve percorso dalla stazione ho già avuto modo di vedere il meraviglioso Parco che si estende a Est e la spiaggia che si apre a Ovest sull’Oceano infinito…” a stento vanno bene in un tema di terza media. Quei tre aggettivi (breve, meraviglioso, infinito) &#8211; piazzati lì dove sono piazzati &#8211; sono terrificanti. Uno che si rivolge alla moglie / morosa / amica può davvero permettersi di parlare così? Uno che alla moglie / morosa / amica dice “Già pregusto le giornate di meritato riposo che mi attendono”, uno che alla moglie / morosa / amica dice “Questo specchio mi turba”, uno che alla moglie / morosa / amica dice sempre “nulla” invece di “niente”, “alcuna” invece di “nessuna”, forse si merita tutto intero l’incubo che si ritrova a vivere. È questo che si vuole dimostrare? Che il piccolo-borghese in vacanza (“libertà obbligata…”) &#8211; il piccolo-borghese che parla alla segreteria telefonica con il linguaggio di un tema di terza media &#8211; è il più alienato di tutti?</p>
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		Di: Giordano Tedoldi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giordano Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sottoscrivo parola per parola il post qui sopra. E aggiungo che occorrerebbe un&#039;Authority (indipendente o no, chi se ne frega) contro la prosa finto-quotidiana-ma-in-realtà-io-le-parolacce-non-le-scrivo. Che poi è il mio modo involuto di dire &quot;linguaggio di tema di terza media&quot; o anche &quot;linguaggio ammissibile sulla Stampa di Torino&quot;. Che poi, ovviamente, non è il linguaggio la cosa scandalosa. E&#039; che non si abbia nulla di urgente e sentito e profondo (aggettivi terzomedieschi, pazientate) in grado di rendere, inevitabilmente, il ricorso a quel linguaggio assolutamente ridicolo. E così, paradossalmente, questo tipo di racconti funzionano. E infatti circolano. Ma è la congruenza delle mediocrità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo parola per parola il post qui sopra. E aggiungo che occorrerebbe un&#8217;Authority (indipendente o no, chi se ne frega) contro la prosa finto-quotidiana-ma-in-realtà-io-le-parolacce-non-le-scrivo. Che poi è il mio modo involuto di dire &#8220;linguaggio di tema di terza media&#8221; o anche &#8220;linguaggio ammissibile sulla Stampa di Torino&#8221;. Che poi, ovviamente, non è il linguaggio la cosa scandalosa. E&#8217; che non si abbia nulla di urgente e sentito e profondo (aggettivi terzomedieschi, pazientate) in grado di rendere, inevitabilmente, il ricorso a quel linguaggio assolutamente ridicolo. E così, paradossalmente, questo tipo di racconti funzionano. E infatti circolano. Ma è la congruenza delle mediocrità.</p>
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		<title>
		Di: Dario		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho pubblicato io il pezzo di Coen e Varzi, dunque mi sento in dovere non dico di difenderlo, ma di puntualizzare una cosa. Dopodiché ben vengano tutte le critiche negative, ci mancherebbe.
La cosa da puntualizzare è che Coen e Varzi per &quot;La Stampa&quot; scrivono pezzi di divulgazione scientifica e filosofica, non dei racconti letterariamente intesi come tali. Questo &quot;racconto&quot; è un modo - credo - di parlare di simmetria, di materia/antimateria, libertà/determinismo e via così.
Tutto qui. Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho pubblicato io il pezzo di Coen e Varzi, dunque mi sento in dovere non dico di difenderlo, ma di puntualizzare una cosa. Dopodiché ben vengano tutte le critiche negative, ci mancherebbe.<br />
La cosa da puntualizzare è che Coen e Varzi per &#8220;La Stampa&#8221; scrivono pezzi di divulgazione scientifica e filosofica, non dei racconti letterariamente intesi come tali. Questo &#8220;racconto&#8221; è un modo &#8211; credo &#8211; di parlare di simmetria, di materia/antimateria, libertà/determinismo e via così.<br />
Tutto qui. Saluti.</p>
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		<title>
		Di: uvizeta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/01/17/liberta-obbligata/#comment-1899</link>

		<dc:creator><![CDATA[uvizeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il mio intervento metteva in discussione soprattutto il livello di credibilità / attendibilità del (della lingua usata dal) protagonista del “racconto”. 
Il problema della credibilità / attendibilità è meno rilevante in un testo di divulgazione? 
Da lettore ingenuo mi viene da pensare esattamente il contrario. 
Sono disposto a patteggiare i livelli di credibilità e di attendibilità di un testo letterario (non c’è solo l’istanza realistica o mimetica) [e però, se trascrivo una serie di messaggi telefonici - testo letterario o no, realismo o no - devo pormi il problema di come parla la persona che detta quei messaggi]. 
Sono disposto a patteggiare i livelli di credibilità e di attendibilità di un testo scientifico o specialistico (devo fidarmi, non ne so abbastanza).
Ma un testo di divulgazione? 
Un testo di divulgazione si propone di distribuire il pane del sapere a tutti. Un testo di divulgazione normalmente si appella al senso comune e al buon senso, vuole dare informazioni certe o comunque non insopportabilmente incerte, pretende di dire che “quella” è la realtà, che così funzionano (o non funzionano) le cose. 
Dunque - per come la vedo io - un testo di divulgazione (anche se nell’anomala veste di “racconto” enigmatico) non può assolutamente fare a meno di un (una lingua con un) elevato indice di credibilità / attendibilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio intervento metteva in discussione soprattutto il livello di credibilità / attendibilità del (della lingua usata dal) protagonista del “racconto”.<br />
Il problema della credibilità / attendibilità è meno rilevante in un testo di divulgazione?<br />
Da lettore ingenuo mi viene da pensare esattamente il contrario.<br />
Sono disposto a patteggiare i livelli di credibilità e di attendibilità di un testo letterario (non c’è solo l’istanza realistica o mimetica) [e però, se trascrivo una serie di messaggi telefonici &#8211; testo letterario o no, realismo o no &#8211; devo pormi il problema di come parla la persona che detta quei messaggi].<br />
Sono disposto a patteggiare i livelli di credibilità e di attendibilità di un testo scientifico o specialistico (devo fidarmi, non ne so abbastanza).<br />
Ma un testo di divulgazione?<br />
Un testo di divulgazione si propone di distribuire il pane del sapere a tutti. Un testo di divulgazione normalmente si appella al senso comune e al buon senso, vuole dare informazioni certe o comunque non insopportabilmente incerte, pretende di dire che “quella” è la realtà, che così funzionano (o non funzionano) le cose.<br />
Dunque &#8211; per come la vedo io &#8211; un testo di divulgazione (anche se nell’anomala veste di “racconto” enigmatico) non può assolutamente fare a meno di un (una lingua con un) elevato indice di credibilità / attendibilità.</p>
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		<title>
		Di: francesco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi accodo a Dario per la precisazione. Agli altri: quanti problemi! Il fine del racconto credo sia far pensare, invitare al ragionamento e alla riflessione, e in questo ci riesce benissimo. terzimedismi o meno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi accodo a Dario per la precisazione. Agli altri: quanti problemi! Il fine del racconto credo sia far pensare, invitare al ragionamento e alla riflessione, e in questo ci riesce benissimo. terzimedismi o meno.</p>
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		Di: uvizeta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/01/17/liberta-obbligata/#comment-1901</link>

		<dc:creator><![CDATA[uvizeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Francesco, in effetti rischio di spaccare il capello in quattro. Ma ho l&#039;impressione che tu non scherzi, quanto ad ossequio del principio di autorità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Francesco, in effetti rischio di spaccare il capello in quattro. Ma ho l&#8217;impressione che tu non scherzi, quanto ad ossequio del principio di autorità.</p>
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		<title>
		Di: francesco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[già. del resto che c&#039;è di male nel principio d&#039;autorità se sta dalla mia parte?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>già. del resto che c&#8217;è di male nel principio d&#8217;autorità se sta dalla mia parte?</p>
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		Di: uvizeta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[uvizeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Già. Questo si chiama parlar chiaro. Assertivo. O asservito (faccina).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già. Questo si chiama parlar chiaro. Assertivo. O asservito (faccina).</p>
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		<title>
		Di: francesco b.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Curioso! Una versione breve de Le Horla di Maupassant.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Curioso! Una versione breve de Le Horla di Maupassant.</p>
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