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	Commenti a: Narrando in italiano #4	</title>
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		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/02/narrando-in-italiano-4/#comment-2100</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ehi, grazie. Non sono molto aggiornata sulle ultime pubblicazioni perché sono impegnatissima con gli studi per l&#039;unversità e lavorando non riesco a stare dietro a tutto. Ma ti scrivo una mail per chiederti un po&#039; di cose che mi interessano.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ehi, grazie. Non sono molto aggiornata sulle ultime pubblicazioni perché sono impegnatissima con gli studi per l&#8217;unversità e lavorando non riesco a stare dietro a tutto. Ma ti scrivo una mail per chiederti un po&#8217; di cose che mi interessano.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Elio Paoloni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/02/narrando-in-italiano-4/#comment-2034</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elio Paoloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni, intendi gli inimitabili barlettani oblunghi o quelli dolci, glassati?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni, intendi gli inimitabili barlettani oblunghi o quelli dolci, glassati?</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: carla		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/02/narrando-in-italiano-4/#comment-2033</link>

		<dc:creator><![CDATA[carla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao, 
capito qui (su nazione indiana) per caso, per uno scherzo del motore di ricerca. Sono attratta dalla discussione, sono una lettrice onnivora di letteratura. 
Riconosco nomi noti e meno. Ma mi chiedo a chi giovi un dibattito cosi&#039; nascosto, se poi i fruitori/consumatori/lettori/cultori non solo non sono invitati, ma con difficoltà possono partecipare: io mi sento affogare in una discussione che non mi rende la letteratura più vicina o attraente, al contrario, mi appare a tratti &quot;artefatta&quot; nel senso negativo del termine. 
Peccato, la prossima volta in libreria, entrero&#039; con un pregiudizio in più ... 
Saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
capito qui (su nazione indiana) per caso, per uno scherzo del motore di ricerca. Sono attratta dalla discussione, sono una lettrice onnivora di letteratura.<br />
Riconosco nomi noti e meno. Ma mi chiedo a chi giovi un dibattito cosi&#8217; nascosto, se poi i fruitori/consumatori/lettori/cultori non solo non sono invitati, ma con difficoltà possono partecipare: io mi sento affogare in una discussione che non mi rende la letteratura più vicina o attraente, al contrario, mi appare a tratti &#8220;artefatta&#8221; nel senso negativo del termine.<br />
Peccato, la prossima volta in libreria, entrero&#8217; con un pregiudizio in più &#8230;<br />
Saluti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Elio Paoloni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/02/narrando-in-italiano-4/#comment-2032</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elio Paoloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Lumina, la mancanza d&#039;immaginazione la riferivo ai pezzi giornalistici, alle interviste, non ai libri. La mancanza d&#039;ironia (e soprattutto d&#039;autoironia), invece, credo che sia una sua caratteristica costante (e per me è già un reato grave). E se l&#039;esattezza percettiva si ritrova nei nomi che fai, nessuno dei citati ha scritto un opera monumentale. Dicevo imprescindibile, qualcosa che non può essere ignorato, qualcosa che si può scegliere di salvare dalla distruzione di un mondo, la classica scelta da isola deserta, o da libro di testo imposto.
Io odio i libroni, non capisco perchè certi scrittori abbiano bisogno di quattrocento pagine, amo i librini, le prime prose di Hemingway, i racconti di Carver, le paginette di Bukowsky, ma la vastità, la grandezza, la Completezza, beh, nel secolo passato non c&#039;è niente di così possente. 
Su tutto il resto siamo assolutamente d&#039;accordo (credevo fosse chiaro che io amo la linea a cui appartiene Consolo). Sono i suoi esiti che non mi convincono. E non mi va giù che a Consolo si dedichino tributi quando su D&#039;Arrigo non c&#039;è, ancora, NIENTE.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Lumina, la mancanza d&#8217;immaginazione la riferivo ai pezzi giornalistici, alle interviste, non ai libri. La mancanza d&#8217;ironia (e soprattutto d&#8217;autoironia), invece, credo che sia una sua caratteristica costante (e per me è già un reato grave). E se l&#8217;esattezza percettiva si ritrova nei nomi che fai, nessuno dei citati ha scritto un opera monumentale. Dicevo imprescindibile, qualcosa che non può essere ignorato, qualcosa che si può scegliere di salvare dalla distruzione di un mondo, la classica scelta da isola deserta, o da libro di testo imposto.<br />
Io odio i libroni, non capisco perchè certi scrittori abbiano bisogno di quattrocento pagine, amo i librini, le prime prose di Hemingway, i racconti di Carver, le paginette di Bukowsky, ma la vastità, la grandezza, la Completezza, beh, nel secolo passato non c&#8217;è niente di così possente.<br />
Su tutto il resto siamo assolutamente d&#8217;accordo (credevo fosse chiaro che io amo la linea a cui appartiene Consolo). Sono i suoi esiti che non mi convincono. E non mi va giù che a Consolo si dedichino tributi quando su D&#8217;Arrigo non c&#8217;è, ancora, NIENTE.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/02/narrando-in-italiano-4/#comment-2031</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Elio, 
D&#039;Arrigo è stata una delle vette più belle che ho scalato in vita mia (Ho fatto meno fatica con Joyce, forse). Da lì il panorama era splendido. Mi capitò di parlarne con Consolo, ma non voglio insistere sull&#039;argomento. Con me è stato gentile e generoso. Non vado oltre perché non faccio agiografia.
Resta il fatto che i taralli li devi portare tu, perché dalle tue parti sono i più buoni del mondo.

ciao, gianni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elio,<br />
D&#8217;Arrigo è stata una delle vette più belle che ho scalato in vita mia (Ho fatto meno fatica con Joyce, forse). Da lì il panorama era splendido. Mi capitò di parlarne con Consolo, ma non voglio insistere sull&#8217;argomento. Con me è stato gentile e generoso. Non vado oltre perché non faccio agiografia.<br />
Resta il fatto che i taralli li devi portare tu, perché dalle tue parti sono i più buoni del mondo.</p>
<p>ciao, gianni</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/02/narrando-in-italiano-4/#comment-2030</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Elio mi sembra difficile sostenere che Consoli manchi di scatti dell&#039;immaginazione e stile. Certo non è scrittore di presenza, d&#039;immagine, certo il suo limite è questa proiezione tematica all&#039;indietro (non mi riferisco però al linguaggio). Per me l&#039;espressione è esattezza percettiva, e la trovo in Proust (perchè poi solo Proust? la trovo anche nel Virgilio di Broch come nella Murasaki, in Ishiguro o Banana Yoshimoto o Mari o Manganelli o D&#039;Arrigo). C&#039;è un&#039;idea limitata mi sembra dell&#039;espressione, mi sembrava che dopo la svolta linguistica di Wittgestein che ha spazzato via una certa concezione ingenua del linguaggio, questo problema fosse superabile e invece mi accorgo che rimane una questione di potere. E&#039; quello che avevo indicato nel mio primo intervento su Consolo! Quello che mi premeva sottolineare è il clima di soffocamento linguistico che si è vissuto e si vive di Italia. Nel blog di Mozzi c&#039;è Tullio Avoledo che vuole una lingua comune per personi comuni! Ho orrore di una idea simile! E&#039; un&#039;idea metafisica e trascendentale, una dogmatica che si vuole impadronire del pensiero! E&#039; l&#039;aspetto più pericoloso e perverso della globalizzazione della mente umana! Il comune per me è un&#039;altra cosa: quello ben descritto di Antonio Negri, che non è riduzione all&#039;Uno. Io difendo la pluralità dei linguaggi, la memoria linguistica (che non può che essere sempre nuova ricostruzione, la memoria non è fedeltà!) come anche l&#039;innovazione e l&#039;invenzione nelle lingue.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Elio mi sembra difficile sostenere che Consoli manchi di scatti dell&#8217;immaginazione e stile. Certo non è scrittore di presenza, d&#8217;immagine, certo il suo limite è questa proiezione tematica all&#8217;indietro (non mi riferisco però al linguaggio). Per me l&#8217;espressione è esattezza percettiva, e la trovo in Proust (perchè poi solo Proust? la trovo anche nel Virgilio di Broch come nella Murasaki, in Ishiguro o Banana Yoshimoto o Mari o Manganelli o D&#8217;Arrigo). C&#8217;è un&#8217;idea limitata mi sembra dell&#8217;espressione, mi sembrava che dopo la svolta linguistica di Wittgestein che ha spazzato via una certa concezione ingenua del linguaggio, questo problema fosse superabile e invece mi accorgo che rimane una questione di potere. E&#8217; quello che avevo indicato nel mio primo intervento su Consolo! Quello che mi premeva sottolineare è il clima di soffocamento linguistico che si è vissuto e si vive di Italia. Nel blog di Mozzi c&#8217;è Tullio Avoledo che vuole una lingua comune per personi comuni! Ho orrore di una idea simile! E&#8217; un&#8217;idea metafisica e trascendentale, una dogmatica che si vuole impadronire del pensiero! E&#8217; l&#8217;aspetto più pericoloso e perverso della globalizzazione della mente umana! Il comune per me è un&#8217;altra cosa: quello ben descritto di Antonio Negri, che non è riduzione all&#8217;Uno. Io difendo la pluralità dei linguaggi, la memoria linguistica (che non può che essere sempre nuova ricostruzione, la memoria non è fedeltà!) come anche l&#8217;innovazione e l&#8217;invenzione nelle lingue.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/02/narrando-in-italiano-4/#comment-2029</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate se mi intrometto in questo interessantissimo scambio di riflessioni un po&#039; scherzosamente...Elio se lo sapevo che bastava un po&#039; di vodka( quella citata nell&#039;altro post è perfetta) e i tarallucci te li mandavo via etere durante tutte le discussioni in cui hai lavorato d&#039;accetta! Farò tesoro del consiglio per la prossima divergenza di idee. :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se mi intrometto in questo interessantissimo scambio di riflessioni un po&#8217; scherzosamente&#8230;Elio se lo sapevo che bastava un po&#8217; di vodka( quella citata nell&#8217;altro post è perfetta) e i tarallucci te li mandavo via etere durante tutte le discussioni in cui hai lavorato d&#8217;accetta! Farò tesoro del consiglio per la prossima divergenza di idee. :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elio Paoloni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/02/narrando-in-italiano-4/#comment-2028</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elio Paoloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Gianni, ho avuto anch’io la (s)fortuna di conoscere Consolo, se si può chiamare conoscenza l’aver presenziato a una sua lontanissima conferenza a Brindisi. Mi sono trovato di fronte a un uomo grigio vestito in grigio che parlava in modo grigio dicendo cose grigie. Sono scappato via. Sarò stato io di umore grigio?
Ma non equivochiamo: io sono geologicamente più indietro di lui. Per me (come per Moresco e altri quarantaquattro gatti) l’unico libro imprescindibile - Proust a parte - è il capolavoro di D’Arrigo, il D’Arrigo che viene spesso tirato in ballo a proposito di Consolo. E siccome giungo all’orgasmo ogni volta che mi capita davanti una lista della spesa di Gadda, non è certo l’appartenenza di Consolo alla linea espressionista che me lo fa evitare. Se fossi un critico cercherei di spiegare perché la sua prosa mi risulta allo stesso tempo sorda e sudata. Ma tutto questo non c’entra con il mio post. Sono abituato a separare nettamente le opere dalle opinioni. Se così non facessi, non potrei leggere il 90% dei libri usciti nell’ultimo mezzo secolo. E manco al cinema dovrei andare.
Di sicuro, ogni volta che mi sono imbattuto in uno scritto d’occasione di Consolo, a partire da certi interventi in Linea d’Ombra, ho potuto riscontrare una concentrazione elevatissima dei piagnistei e delle indignazioni che ricorrono tra i letterati del belpaese. E, ovviamente, neanche un briciolo d’ironia, di stile, mai uno scatto dell’immaginazione. 
Lo so, sono aggressivo, lavoro d’accetta. Ma se mi si offrono i tarallucci, e soprattutto il vino (per non parlar della vodka), divento un pezzo di pane.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gianni, ho avuto anch’io la (s)fortuna di conoscere Consolo, se si può chiamare conoscenza l’aver presenziato a una sua lontanissima conferenza a Brindisi. Mi sono trovato di fronte a un uomo grigio vestito in grigio che parlava in modo grigio dicendo cose grigie. Sono scappato via. Sarò stato io di umore grigio?<br />
Ma non equivochiamo: io sono geologicamente più indietro di lui. Per me (come per Moresco e altri quarantaquattro gatti) l’unico libro imprescindibile &#8211; Proust a parte &#8211; è il capolavoro di D’Arrigo, il D’Arrigo che viene spesso tirato in ballo a proposito di Consolo. E siccome giungo all’orgasmo ogni volta che mi capita davanti una lista della spesa di Gadda, non è certo l’appartenenza di Consolo alla linea espressionista che me lo fa evitare. Se fossi un critico cercherei di spiegare perché la sua prosa mi risulta allo stesso tempo sorda e sudata. Ma tutto questo non c’entra con il mio post. Sono abituato a separare nettamente le opere dalle opinioni. Se così non facessi, non potrei leggere il 90% dei libri usciti nell’ultimo mezzo secolo. E manco al cinema dovrei andare.<br />
Di sicuro, ogni volta che mi sono imbattuto in uno scritto d’occasione di Consolo, a partire da certi interventi in Linea d’Ombra, ho potuto riscontrare una concentrazione elevatissima dei piagnistei e delle indignazioni che ricorrono tra i letterati del belpaese. E, ovviamente, neanche un briciolo d’ironia, di stile, mai uno scatto dell’immaginazione.<br />
Lo so, sono aggressivo, lavoro d’accetta. Ma se mi si offrono i tarallucci, e soprattutto il vino (per non parlar della vodka), divento un pezzo di pane.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/02/narrando-in-italiano-4/#comment-2027</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Elio, 
Chi ha avuto la fortuna di conoscere Consolo di persona, sa che è uomo schivo, timido quasi, che vive la sua attività di scrittore con sofferenza, trasporto, impegno, umano e politico. Appartiene a una generazione che è, inevitabilmente, lontana ere geologiche dalla nostra.
Noi siamo, scusate la semplificazione, post-omologazione pasoliniana. Il nostro rapporto con la lingua e la scrittura è, necessariamente, differente.
(Luminamenti ha scritto un post addietro che accenna con chiarezza l&#039;effettivo valore di Consolo all&#039;interno del mondo della cultura che lo ha visto &quot;nascere&quot;). 
Perciò, anche in nome della rettitudine dell&#039;uomo e dello scrittore che vive con sofferenza autentica il suo ruolo, mi piacerebbe ci fosse meno partitismo e banalizzazione.
Non che siamo in obbligo ad essere d&#039;accordo con lui, ma che almeno si rispetti il suo percorso difficile, che si comprenda il suo umanissimo sgomento di fronte alla realtà (che lo porta a posizioni nichiliste sulla scrittura, lui scrittore raffinatissimo).
E Scarpa lo sa. Non a caso cita un libro, Retablo, di una tale bellezza (polilinguista, sperimentale e classico insieme, settecentesco e novecentesco, alto e basso, poetico in ogni sua stilla) che basterebbe la sua lettura per amarlo per sempre. D&#039;accordo o meno.

Elio (e tutti gli altri), ci vediamo il 5 allora?

Ciao, Gianni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elio,<br />
Chi ha avuto la fortuna di conoscere Consolo di persona, sa che è uomo schivo, timido quasi, che vive la sua attività di scrittore con sofferenza, trasporto, impegno, umano e politico. Appartiene a una generazione che è, inevitabilmente, lontana ere geologiche dalla nostra.<br />
Noi siamo, scusate la semplificazione, post-omologazione pasoliniana. Il nostro rapporto con la lingua e la scrittura è, necessariamente, differente.<br />
(Luminamenti ha scritto un post addietro che accenna con chiarezza l&#8217;effettivo valore di Consolo all&#8217;interno del mondo della cultura che lo ha visto &#8220;nascere&#8221;).<br />
Perciò, anche in nome della rettitudine dell&#8217;uomo e dello scrittore che vive con sofferenza autentica il suo ruolo, mi piacerebbe ci fosse meno partitismo e banalizzazione.<br />
Non che siamo in obbligo ad essere d&#8217;accordo con lui, ma che almeno si rispetti il suo percorso difficile, che si comprenda il suo umanissimo sgomento di fronte alla realtà (che lo porta a posizioni nichiliste sulla scrittura, lui scrittore raffinatissimo).<br />
E Scarpa lo sa. Non a caso cita un libro, Retablo, di una tale bellezza (polilinguista, sperimentale e classico insieme, settecentesco e novecentesco, alto e basso, poetico in ogni sua stilla) che basterebbe la sua lettura per amarlo per sempre. D&#8217;accordo o meno.</p>
<p>Elio (e tutti gli altri), ci vediamo il 5 allora?</p>
<p>Ciao, Gianni</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/02/narrando-in-italiano-4/#comment-2026</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=274#comment-2026</guid>

					<description><![CDATA[Grazie grazie Elio, non mi imbarazzare. Comunque, no, dài, Consolo ha scritto cose meravigliose, &quot;Retablo&quot; mi piacque da morire. Sì, della poesia di Sanguineti si potrebbe dire quello che sentii dire da Montale alla radio a proposito di Ezra Pound, compreso il francesismo con l&#039;accento sull&#039;ultima sillaba: &quot;Nella sua testa si svolgeva un ininterrotto festivàl della cultura mondiale&quot;. Per l&#039;appunto, irruzione di altre lingue, tutte le culture, e una lingua sforacchiata e piena di spifferi dove entrano ed escono centinaia di voci e di spiriti. A proposito di fasto babelico e normalizzazione, mi permetto di segnalarti il concorso lessicale su un equivalente, anzi, plusvalente italiano dell&#039;orribile parola &quot;blog&quot;. Mi piacerebbe che partecipassi anche tu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie grazie Elio, non mi imbarazzare. Comunque, no, dài, Consolo ha scritto cose meravigliose, &#8220;Retablo&#8221; mi piacque da morire. Sì, della poesia di Sanguineti si potrebbe dire quello che sentii dire da Montale alla radio a proposito di Ezra Pound, compreso il francesismo con l&#8217;accento sull&#8217;ultima sillaba: &#8220;Nella sua testa si svolgeva un ininterrotto festivàl della cultura mondiale&#8221;. Per l&#8217;appunto, irruzione di altre lingue, tutte le culture, e una lingua sforacchiata e piena di spifferi dove entrano ed escono centinaia di voci e di spiriti. A proposito di fasto babelico e normalizzazione, mi permetto di segnalarti il concorso lessicale su un equivalente, anzi, plusvalente italiano dell&#8217;orribile parola &#8220;blog&#8221;. Mi piacerebbe che partecipassi anche tu.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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