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	Commenti a: La generazione dei padristi	</title>
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		<title>
		Di: martina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scusate m&#039;è saltato il pc l&#039;ho postato duecento volte. sorry!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusate m&#8217;è saltato il pc l&#8217;ho postato duecento volte. sorry!</p>
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		Di: valeria		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/26/la-generazione-dei-padristi/#comment-2392</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[apprezzo il tono e la sostanza dell&#039;intervento di Tiziano Scarpa, ma non ho letto tutti i libri che nomina. In compenso ne ho letto altri, e vorrei sapere se il suo elenco è importante anche per quello che non dice e tralascia. Ad esempio, cosa ne pensa, se li ha letti, dei libri, romanzi e racconti, di Elena Ferrante, Erri De Luca, Gianni Celati, Beppe Sebaste eccetera (mi fermo qui). Sono nomi per me molto significativi di chi ha firmato opere che hanno a che fare con la vita e per questo importanti, ma anche opere sperimentali per il loro lavoro sulle forme...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>apprezzo il tono e la sostanza dell&#8217;intervento di Tiziano Scarpa, ma non ho letto tutti i libri che nomina. In compenso ne ho letto altri, e vorrei sapere se il suo elenco è importante anche per quello che non dice e tralascia. Ad esempio, cosa ne pensa, se li ha letti, dei libri, romanzi e racconti, di Elena Ferrante, Erri De Luca, Gianni Celati, Beppe Sebaste eccetera (mi fermo qui). Sono nomi per me molto significativi di chi ha firmato opere che hanno a che fare con la vita e per questo importanti, ma anche opere sperimentali per il loro lavoro sulle forme&#8230;</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/26/la-generazione-dei-padristi/#comment-2391</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah vanno aggiunti ai nomi citati da Tiziano anche i lavori del Teatro delle Albe e del Teatro della Valdoca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah vanno aggiunti ai nomi citati da Tiziano anche i lavori del Teatro delle Albe e del Teatro della Valdoca.</p>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/26/la-generazione-dei-padristi/#comment-2390</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tiziano è combattivo e dimostra coraggio, come dice Franz, ma ha anche capacità gigantesche. In genere quelli così non aspettano di essere padri per diventare dei Cronos, secondo me partono Cronos per diventare iper-ultra-mega-Cronos, occupano i posti giusti, amministrano, accumulano. Il fatto che Tiziano non faccia così mi sembra già una garanzia della sua stoffa. Dài diamogliene atto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tiziano è combattivo e dimostra coraggio, come dice Franz, ma ha anche capacità gigantesche. In genere quelli così non aspettano di essere padri per diventare dei Cronos, secondo me partono Cronos per diventare iper-ultra-mega-Cronos, occupano i posti giusti, amministrano, accumulano. Il fatto che Tiziano non faccia così mi sembra già una garanzia della sua stoffa. Dài diamogliene atto.</p>
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		<title>
		Di: kanji		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/26/la-generazione-dei-padristi/#comment-2389</link>

		<dc:creator><![CDATA[kanji]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[credo che l&#039;odore di naftalina che si porta appresso Crono, aleggierà ancora per qualche annetto. ma Crono ha ascoltatori solo fra i suoi coetanei, i lettori hanno fame di sapori nuovi. aspettiamo con le bave alla bocca i vostri nuovi lavori, più di quanto immaginiate. viviamo ora, una quotidianità che parla un linguaggio diverso da quello di Crono, noi non capiamo quello che ci dice, di sicuro non lo vogliamo capire. Kanji.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>credo che l&#8217;odore di naftalina che si porta appresso Crono, aleggierà ancora per qualche annetto. ma Crono ha ascoltatori solo fra i suoi coetanei, i lettori hanno fame di sapori nuovi. aspettiamo con le bave alla bocca i vostri nuovi lavori, più di quanto immaginiate. viviamo ora, una quotidianità che parla un linguaggio diverso da quello di Crono, noi non capiamo quello che ci dice, di sicuro non lo vogliamo capire. Kanji.</p>
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		<title>
		Di: gianni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/26/la-generazione-dei-padristi/#comment-2388</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tanto poi muoiono anche loro. 
Non lo dico come fosse un malaugurio, ma proprio perché è così! Si muore. Le posizioni prese, difese fino allo stremo, si dissolveranno, con chi le difende. 
E&#039; la moralità della morte, diceva Pasolini. (ma questo è un altro discorso).
Sono quasi completamente d&#039;accordo con Scarpa. Quasi, però. Non credo, ad esempio, che si possa fare a meno di un padre. Anche poi per poterlo smentire, per litigarci, per mandarlo a cagare. Ma ci vuole. Così come ci vuole una prospettiva storica. Senza che questa diventi &quot;autorità&quot;. Tutto il Novecento è stato un &quot;ricominciare&quot;, un abbandonare il padre, un rifondare. (se ne è parlato, tempo fa anche qui su NI). 
Non mi interessa. Non voglio perdere il piacere di confrontarmi con Gadda o con Dante. Anche con un po&#039; di riverenza, perché no?
Non sono &quot;loro&quot;, i padri, che devono farci esistere, darci la patente. Siamo &quot;noi&quot; che dobbiamo crescere. E darci visibilità. I “padri” ci usano, usiamo i padri. Facciamo judo, usiamo la loro forza per sgambettarli.
Io, l&#039;ho già detto, non credo che esistano (tranne pochissime) delle star, come dice Anna, oggi, della letteratura. La letteratura è una disciplina ornamentale, marginale, nella cultura contemporanea italiana. Tutti (dico: TUTTI) i nomi citati da Scarpa non li conosce nessuno al di fuori del mondo &quot;culurale&quot;.
Dobbiamo riprendere visibilità. Dare alla cultura il giusto peso POLITICO (della polis, non dei partiti. non parlo di &quot;intellettuali organici&quot;).
Lumina accenna (dico &quot;accenna&quot; perché non è il solito chilometrico commento): la critica. Giusto.
Per capire la &quot;nuova&quot; letteratura, secondo me, ci vuole una &quot;nuova critica&quot;. Manca (ma non del tutto, a dir la verità) la nuova generazione di critici che sappiano interpretare la nuova scrittura (che non è, necessariamente, generazionale. E&#039;, nuova scrittura, nuovo pensiero). Ma il passato c’è. Sono figlio di chi ha costruito le cattedrali gotiche, le chiese barocche. Anche se non sono credente esse mi appartengono (diceva il solito PPP difendendo “la ricotta”). Il passato mi da dimensione. Su di lui spingo con i piedi per fare il mio salto. Se no potrei credermi un genio, dire: “massì che cazzo ne capivano quei coglioni dei secoli scorsi? Hanno mai visto un computer?” E restare, così, infinitamente piccolo, infantile.
In ultimo: anch’io aspetto il nuovo sangue, anch’io aspetto l’orda barbara rigeneratrice. Ma questo aspettare è raccontabilissimo. 
Ho fiducia.

Scusate la confusione, un abbraccio, Gianni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto poi muoiono anche loro.<br />
Non lo dico come fosse un malaugurio, ma proprio perché è così! Si muore. Le posizioni prese, difese fino allo stremo, si dissolveranno, con chi le difende.<br />
E&#8217; la moralità della morte, diceva Pasolini. (ma questo è un altro discorso).<br />
Sono quasi completamente d&#8217;accordo con Scarpa. Quasi, però. Non credo, ad esempio, che si possa fare a meno di un padre. Anche poi per poterlo smentire, per litigarci, per mandarlo a cagare. Ma ci vuole. Così come ci vuole una prospettiva storica. Senza che questa diventi &#8220;autorità&#8221;. Tutto il Novecento è stato un &#8220;ricominciare&#8221;, un abbandonare il padre, un rifondare. (se ne è parlato, tempo fa anche qui su NI).<br />
Non mi interessa. Non voglio perdere il piacere di confrontarmi con Gadda o con Dante. Anche con un po&#8217; di riverenza, perché no?<br />
Non sono &#8220;loro&#8221;, i padri, che devono farci esistere, darci la patente. Siamo &#8220;noi&#8221; che dobbiamo crescere. E darci visibilità. I “padri” ci usano, usiamo i padri. Facciamo judo, usiamo la loro forza per sgambettarli.<br />
Io, l&#8217;ho già detto, non credo che esistano (tranne pochissime) delle star, come dice Anna, oggi, della letteratura. La letteratura è una disciplina ornamentale, marginale, nella cultura contemporanea italiana. Tutti (dico: TUTTI) i nomi citati da Scarpa non li conosce nessuno al di fuori del mondo &#8220;culurale&#8221;.<br />
Dobbiamo riprendere visibilità. Dare alla cultura il giusto peso POLITICO (della polis, non dei partiti. non parlo di &#8220;intellettuali organici&#8221;).<br />
Lumina accenna (dico &#8220;accenna&#8221; perché non è il solito chilometrico commento): la critica. Giusto.<br />
Per capire la &#8220;nuova&#8221; letteratura, secondo me, ci vuole una &#8220;nuova critica&#8221;. Manca (ma non del tutto, a dir la verità) la nuova generazione di critici che sappiano interpretare la nuova scrittura (che non è, necessariamente, generazionale. E&#8217;, nuova scrittura, nuovo pensiero). Ma il passato c’è. Sono figlio di chi ha costruito le cattedrali gotiche, le chiese barocche. Anche se non sono credente esse mi appartengono (diceva il solito PPP difendendo “la ricotta”). Il passato mi da dimensione. Su di lui spingo con i piedi per fare il mio salto. Se no potrei credermi un genio, dire: “massì che cazzo ne capivano quei coglioni dei secoli scorsi? Hanno mai visto un computer?” E restare, così, infinitamente piccolo, infantile.<br />
In ultimo: anch’io aspetto il nuovo sangue, anch’io aspetto l’orda barbara rigeneratrice. Ma questo aspettare è raccontabilissimo.<br />
Ho fiducia.</p>
<p>Scusate la confusione, un abbraccio, Gianni</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: franz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/26/la-generazione-dei-padristi/#comment-2387</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Massimiliano mette il dito su una piaga purulenta. Ora, pur non conoscendo personalmente Tiziano (a proposito, Tiziano, se ti piace la birra e la vodka e hai un attimo di tempo...), sinceramente -dalla lettura dei suoi scritti e dei suoi libri - non mi pare che questo rischio ci sia, per lui; voglio dire il rischio di diventare a sua volta un Crono. Io credo che Scarpa combatta &quot;troppo&quot; perchè ha questo carattere combattivo, punto e basta. Se sbaglio mi corrIggerete... E oltre ad essere combattivo dimostra un certo coraggio, diciamoci la verità. In questo articolo per l&#039;Unità che ci ha postato Scarpa si scaglia duramente contro i veri, reali, fottuti (je m&#039;excuse)padrini delle lettere italiche. Eccheccazzo, mica caramelle... è chiaro che gli girano le palle... Va bè, je m&#039;excuse aussi per questo verso ben poco poetico che ho rubato al mio amico Pinketts (un vero, simpatico trombone della letteratura però non certo un aspirante Cronos). E&#039; chiaro che questa gente se ne fotte, non allegramente, della nostra generazione, è chiaro che il sistema è - grosso modo-mafioso. Questi sono ancora vivi e vegeti e non vogliono mollare la presa. Lo scontro è di potere. E qui Governi in parte ha ragione. E comunque ciò non dico che è sano (ogni scontro per il potere, ogni scontro tout court è un atto di violenza, epperò la violenza fa parte della natura umana e a volte è pure giusta), ma è naturale, quasi un passaggio obbligato. Tempus fugit e Cronos si avvia sulla china di un disperato declino. A me questi vecchi arnesi fanno più pena che rabbia, sinceramente. Hanno pochi secondi per far fuori un&#039;intera generazione. Ma il tempo è galantuomo con chi ne ha a disposizione, perlomeno sulla carta d&#039;identità, di più.
Dunque che Tiziano si mantenga giovane molto, molto a lungo. E&#039; un augurio sincero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Massimiliano mette il dito su una piaga purulenta. Ora, pur non conoscendo personalmente Tiziano (a proposito, Tiziano, se ti piace la birra e la vodka e hai un attimo di tempo&#8230;), sinceramente -dalla lettura dei suoi scritti e dei suoi libri &#8211; non mi pare che questo rischio ci sia, per lui; voglio dire il rischio di diventare a sua volta un Crono. Io credo che Scarpa combatta &#8220;troppo&#8221; perchè ha questo carattere combattivo, punto e basta. Se sbaglio mi corrIggerete&#8230; E oltre ad essere combattivo dimostra un certo coraggio, diciamoci la verità. In questo articolo per l&#8217;Unità che ci ha postato Scarpa si scaglia duramente contro i veri, reali, fottuti (je m&#8217;excuse)padrini delle lettere italiche. Eccheccazzo, mica caramelle&#8230; è chiaro che gli girano le palle&#8230; Va bè, je m&#8217;excuse aussi per questo verso ben poco poetico che ho rubato al mio amico Pinketts (un vero, simpatico trombone della letteratura però non certo un aspirante Cronos). E&#8217; chiaro che questa gente se ne fotte, non allegramente, della nostra generazione, è chiaro che il sistema è &#8211; grosso modo-mafioso. Questi sono ancora vivi e vegeti e non vogliono mollare la presa. Lo scontro è di potere. E qui Governi in parte ha ragione. E comunque ciò non dico che è sano (ogni scontro per il potere, ogni scontro tout court è un atto di violenza, epperò la violenza fa parte della natura umana e a volte è pure giusta), ma è naturale, quasi un passaggio obbligato. Tempus fugit e Cronos si avvia sulla china di un disperato declino. A me questi vecchi arnesi fanno più pena che rabbia, sinceramente. Hanno pochi secondi per far fuori un&#8217;intera generazione. Ma il tempo è galantuomo con chi ne ha a disposizione, perlomeno sulla carta d&#8217;identità, di più.<br />
Dunque che Tiziano si mantenga giovane molto, molto a lungo. E&#8217; un augurio sincero.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/26/la-generazione-dei-padristi/#comment-2386</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono laureata in fisica e ho lavorato nella ricerca per più di 10 anni. Poi per una serie di quelle che mi sembravano fortunate coincidenze ho cambiato vita e sono diventata editore, piccolissimo editore, e per di più per ragazzi!
Quando facevo il fisico ero giovane, inesperta e non particolarmente geniale: un normale lavoratore dell&#8217;industria della ricerca. Eppure scrivevo ai maggiori luminari mondiali e ricevevo risposte. Si lavorava insieme, indiscriminatamente, senza bisogno di esibire titoli o referenze. 
Adesso faccio l&#8217;editore e anche solo trovare l&#8217;e-mail di qualche Autore Autorizzato mi risulta impossibile. Filtri, segreterie, redazioni, mamme e fidanzate intercettano, cancellano e, rarissimamente, rispondono &#8220;è troppo impegnato&#8221;. Per non parlare di quello che succede nel cercare di contattare altri editori, redazioni o, peggio, qualche Agente Letterario Autorizzato. Questo avviene anche nel mondo dell&#8217;editoria per ragazzi, considerato insignificante dal punto di vista culturale e sicuramente inesistente dal punto di vista economico (un paio di best sellers non costituiscono un mercato).
Ho aperto una collana di divulgazione scientifica per ragazzi, la dirige Giorgio Parisi. Dovrei dire il Professor Giorgio Parisi (teorie quantistiche all&#8217;università di Roma), uno degli rarissimi fisici italiani ammessi all&#8217;Accademia Americana delle Scienze (oggi ce ne sono solo altri 2: Carlo Rubbia e Nicola Cabibbo), cioè non esattamente l&#8217;ultimo arrivato. La dirige per una cifra irrisoria e passando alcuni pomeriggi con me a discutere di come Oresme, scienziato e vescovo, giustificava i miracoli! E questo per spiegarlo ai ragazzi!
Nessun Autore Autorizzato dirigerebbe una collana di narrativa per una cifra simile e per una casa editrice piccola come la nostra.
Eppure, chi fa cultura? Tra Fermi e Calvino (tutti e due fondamentali per la mia formazione personale) chi ha cambiato di più il modo di pensare del mondo? Tra le teorie del caos di Giorgio Parisi e tanti romanzi di oggi, chi passerà alla storia? Chi trasformerà il modo di pensare e di vivere dei nostri figli?
Il problema è che gli Autori Autorizzati ci arrivano attraverso i media e diventano star (mi spiace, non riesco a scrivere &#8220;stars&#8221;), quindi vengono ricercati da tutti e si devono difendere. Lo capisco, non ce l&#8217;ho con loro. Se cerchi un fisico, per quanto importante possa essere la sua ricerca per il mondo, è felice del solo fatto che conosci il suo nome. Tutto questo lo so, ma mi dispiace, penso che la &#8220;letteratura&#8221; ci rimetta.
Forse il problema è come al solito economico: la ricerca scientifica è sovvenzionata dagli stati, la &#8220;letteratura&#8221; deve vendere, altrimenti l&#8217;editore chiude, e quindi&#8230; benvengano le star! A scapito della ricerca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono laureata in fisica e ho lavorato nella ricerca per più di 10 anni. Poi per una serie di quelle che mi sembravano fortunate coincidenze ho cambiato vita e sono diventata editore, piccolissimo editore, e per di più per ragazzi!<br />
Quando facevo il fisico ero giovane, inesperta e non particolarmente geniale: un normale lavoratore dell&#8217;industria della ricerca. Eppure scrivevo ai maggiori luminari mondiali e ricevevo risposte. Si lavorava insieme, indiscriminatamente, senza bisogno di esibire titoli o referenze.<br />
Adesso faccio l&#8217;editore e anche solo trovare l&#8217;e-mail di qualche Autore Autorizzato mi risulta impossibile. Filtri, segreterie, redazioni, mamme e fidanzate intercettano, cancellano e, rarissimamente, rispondono &#8220;è troppo impegnato&#8221;. Per non parlare di quello che succede nel cercare di contattare altri editori, redazioni o, peggio, qualche Agente Letterario Autorizzato. Questo avviene anche nel mondo dell&#8217;editoria per ragazzi, considerato insignificante dal punto di vista culturale e sicuramente inesistente dal punto di vista economico (un paio di best sellers non costituiscono un mercato).<br />
Ho aperto una collana di divulgazione scientifica per ragazzi, la dirige Giorgio Parisi. Dovrei dire il Professor Giorgio Parisi (teorie quantistiche all&#8217;università di Roma), uno degli rarissimi fisici italiani ammessi all&#8217;Accademia Americana delle Scienze (oggi ce ne sono solo altri 2: Carlo Rubbia e Nicola Cabibbo), cioè non esattamente l&#8217;ultimo arrivato. La dirige per una cifra irrisoria e passando alcuni pomeriggi con me a discutere di come Oresme, scienziato e vescovo, giustificava i miracoli! E questo per spiegarlo ai ragazzi!<br />
Nessun Autore Autorizzato dirigerebbe una collana di narrativa per una cifra simile e per una casa editrice piccola come la nostra.<br />
Eppure, chi fa cultura? Tra Fermi e Calvino (tutti e due fondamentali per la mia formazione personale) chi ha cambiato di più il modo di pensare del mondo? Tra le teorie del caos di Giorgio Parisi e tanti romanzi di oggi, chi passerà alla storia? Chi trasformerà il modo di pensare e di vivere dei nostri figli?<br />
Il problema è che gli Autori Autorizzati ci arrivano attraverso i media e diventano star (mi spiace, non riesco a scrivere &#8220;stars&#8221;), quindi vengono ricercati da tutti e si devono difendere. Lo capisco, non ce l&#8217;ho con loro. Se cerchi un fisico, per quanto importante possa essere la sua ricerca per il mondo, è felice del solo fatto che conosci il suo nome. Tutto questo lo so, ma mi dispiace, penso che la &#8220;letteratura&#8221; ci rimetta.<br />
Forse il problema è come al solito economico: la ricerca scientifica è sovvenzionata dagli stati, la &#8220;letteratura&#8221; deve vendere, altrimenti l&#8217;editore chiude, e quindi&#8230; benvengano le star! A scapito della ricerca.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimiliano Governi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/26/la-generazione-dei-padristi/#comment-2385</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Governi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=310#comment-2385</guid>

					<description><![CDATA[tiziano, si diventa quello che più si combatte. e la mia sensazione è che tu combatti troppo. lo conosci troppo bene il nemico, lo hai osservato, studiato, nei minimi particolari, e rischi di assimilare i suoi odiosi difetti, i suoi colpi bassi, i suoi metodi, e un giorno - tra dieci, vent&#039;anni - di trasformarti in lui. quanti figli sono diventati come i padri?
un saluto fraterno,
m.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tiziano, si diventa quello che più si combatte. e la mia sensazione è che tu combatti troppo. lo conosci troppo bene il nemico, lo hai osservato, studiato, nei minimi particolari, e rischi di assimilare i suoi odiosi difetti, i suoi colpi bassi, i suoi metodi, e un giorno &#8211; tra dieci, vent&#8217;anni &#8211; di trasformarti in lui. quanti figli sono diventati come i padri?<br />
un saluto fraterno,<br />
m.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/02/26/la-generazione-dei-padristi/#comment-2384</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il problema mi sembra quello per cui una certa critica nella sostanza non fa critica, ma giudica. La differenza è abissale. Il giudizio suppone criteri preesistenti (valori superiori) e preesistenti da sempre (all’infinito del tempo), così da non poter cogliere quel che c’è di nuovo in un esistente, né presentire la creazione di un modo di esistenza. Molta critica continua a funzionare così! I libri citati da Tiziano Scarpa sono tutti libri forti, pieni di vita, di problemi, esprimono al meglio i sentimenti del presente, sono fecondi. E’ a forza di ammirare che si fa la vera critica, che si sa risalire ai problemi. In tutta la modernità, in tutto ciò che è novità, c’è conformismo e creatività, invenzione; una conformità insipida, ma anche una “piccola musica nuova”; qualcosa di conforme all’epoca, ma anche qualcosa di intempestivo, e separare l’uno dall’altro dovrebbe essere il compito di coloro che dovrebbero fare critica sapendo amare e ricordandosi che i veri distruttori sono insieme creatori. Invece quello che accade è l’introduzione del giudizio di Dio nei libri, l’uso errato di un principio trascendentale, perché invece Dio si limita a fare esistere e non cancella, perché l’uso (parlarne, anzi, esattamente, saperne parlare è il suo uso, agire, per dirla con Wittgenstein) trascendentale del libro è quello di arrecare, apportare forze, vettori alla vita pratica non più separata alla vita interiore, liberare proprio l’umanità. Fintantoché ci si mantiene in un paradigma letterario, in un mondo ideale, il critico letterario, un certo tipo di critico letterario, è come colui che ha una sorta di nostalgia per tutto ciò che come il ghiaccio appare abbagliante e assoluto, e finisce così per accecarsi, impedendosi di scavare lo strato di ghiaccio per vedere il terreno scabro. Non può vedere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema mi sembra quello per cui una certa critica nella sostanza non fa critica, ma giudica. La differenza è abissale. Il giudizio suppone criteri preesistenti (valori superiori) e preesistenti da sempre (all’infinito del tempo), così da non poter cogliere quel che c’è di nuovo in un esistente, né presentire la creazione di un modo di esistenza. Molta critica continua a funzionare così! I libri citati da Tiziano Scarpa sono tutti libri forti, pieni di vita, di problemi, esprimono al meglio i sentimenti del presente, sono fecondi. E’ a forza di ammirare che si fa la vera critica, che si sa risalire ai problemi. In tutta la modernità, in tutto ciò che è novità, c’è conformismo e creatività, invenzione; una conformità insipida, ma anche una “piccola musica nuova”; qualcosa di conforme all’epoca, ma anche qualcosa di intempestivo, e separare l’uno dall’altro dovrebbe essere il compito di coloro che dovrebbero fare critica sapendo amare e ricordandosi che i veri distruttori sono insieme creatori. Invece quello che accade è l’introduzione del giudizio di Dio nei libri, l’uso errato di un principio trascendentale, perché invece Dio si limita a fare esistere e non cancella, perché l’uso (parlarne, anzi, esattamente, saperne parlare è il suo uso, agire, per dirla con Wittgenstein) trascendentale del libro è quello di arrecare, apportare forze, vettori alla vita pratica non più separata alla vita interiore, liberare proprio l’umanità. Fintantoché ci si mantiene in un paradigma letterario, in un mondo ideale, il critico letterario, un certo tipo di critico letterario, è come colui che ha una sorta di nostalgia per tutto ciò che come il ghiaccio appare abbagliante e assoluto, e finisce così per accecarsi, impedendosi di scavare lo strato di ghiaccio per vedere il terreno scabro. Non può vedere.</p>
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