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	Commenti a: Busi tra Amici	</title>
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		<title>
		Di: franz		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sentite: Paga Paoloni. Così per i conti non deve neanche chiederci le pezze giustificative. Ma poi Snjezana un giro turistico per Zagabria ce lo fa fare? Se no io non mi muovo proprio!...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sentite: Paga Paoloni. Così per i conti non deve neanche chiederci le pezze giustificative. Ma poi Snjezana un giro turistico per Zagabria ce lo fa fare? Se no io non mi muovo proprio!&#8230;</p>
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		Di: kanji		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[kanji]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[....sta di fatto signori miei che alla fine, tra i lettori di questo post, non credo sarò la sola ad andare a vedermi una puntata di “Amici“ (e solo il titolo mi manda in fibrillazione la coscienza) per scoprire che combina Busi, o meglio come viene recepito dai canterini in mutande.  Certo è che Busi è un&#039;animale da schermo. Sono d&#039;accordo con Scarpa. E poi la televisione è solo uno dei mezzi d&#039;informazione, oltretutto seguito per la maggiore da gente che non ascolta che tiene il cervello in pausa per tutto il tempo. Credo anzi che la &quot;non visibilità&quot; stimoli le passioni. Se io non vedo un&#039;artista devo andare a cercarlo e allora chiedo in giro, faccio ricerche in rete, mi tengo informata su tutti i possibili eventi a cui potrebbe partecipare e così alla fine ne conosco molti altri, publicizzo l&#039;artista (evitandogli la pena di snaturasi in apparizioni che, se non è un&#039;animale da schermo, potrebbero risultargli letali) e mi ci affeziono perché comunque gli ho dedicato un pezzetto del mio esistere. E questo non è male è bene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.sta di fatto signori miei che alla fine, tra i lettori di questo post, non credo sarò la sola ad andare a vedermi una puntata di “Amici“ (e solo il titolo mi manda in fibrillazione la coscienza) per scoprire che combina Busi, o meglio come viene recepito dai canterini in mutande.  Certo è che Busi è un&#8217;animale da schermo. Sono d&#8217;accordo con Scarpa. E poi la televisione è solo uno dei mezzi d&#8217;informazione, oltretutto seguito per la maggiore da gente che non ascolta che tiene il cervello in pausa per tutto il tempo. Credo anzi che la &#8220;non visibilità&#8221; stimoli le passioni. Se io non vedo un&#8217;artista devo andare a cercarlo e allora chiedo in giro, faccio ricerche in rete, mi tengo informata su tutti i possibili eventi a cui potrebbe partecipare e così alla fine ne conosco molti altri, publicizzo l&#8217;artista (evitandogli la pena di snaturasi in apparizioni che, se non è un&#8217;animale da schermo, potrebbero risultargli letali) e mi ci affeziono perché comunque gli ho dedicato un pezzetto del mio esistere. E questo non è male è bene.</p>
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		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/03/23/busi-tra-amici/#comment-2910</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, Riccardo, per quando non creda che le mie tesi siano poi così opposte a quelle di Scarpa.

soon, G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Riccardo, per quando non creda che le mie tesi siano poi così opposte a quelle di Scarpa.</p>
<p>soon, G.</p>
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		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/03/23/busi-tra-amici/#comment-2909</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco un bellissimo esempio di come si può avere ragione in due pur sostenendo tesi opposte.
Scarpa e Biondillo, grazie !]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un bellissimo esempio di come si può avere ragione in due pur sostenendo tesi opposte.<br />
Scarpa e Biondillo, grazie !</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/03/23/busi-tra-amici/#comment-2908</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Tiziano, devi sapere che io sono un tipo piuttosto schivo. La mia unica apparizione in tv risale al 1990. Telelombardia, &quot;Telecronista mondiale&quot;. Una gara tra telecronisti dilettanti. Fui eliminato ai quarti di finale...
Questo per chiarire che la tivu io la guardo con un certo spirito critico ma l&#039;apparirci - me ne rendo conto- è ben altra cosa. L&#039;apparire è il &quot;segno del comando&quot; dei nostri tempi bui illuminati dai riflettori, direi.
Ecco: senza ipocrisie (non è proprio nel mio stile) ti dico che mi piace il tuo discorso sugli atti NEGATIVI. Tirarsi fuori. Non esserci può voler dire - ancor di più - ESSERE. Magari AVERE un pò di meno. Ma ci sono in ballo degli ideali e anch&#039;io agli ideali ci credo. Sono un semiprofessionista dell&#039;idealismo. Capisco che tu ci tenga a far sapere che la tivu non ce l&#039;hai ma a mio parere, e soprattutto per quanto mi riguarda personalmente, NON ESSERCI e contemporaneamente avercela e guardarla, la tivu è una cosa che non mi sbatte per nulla in contraddizione. Questo tuo intervento ha chiarito comunque - perlomeno a me - il tuo approccio personale, politico e direi anche intimo alla cosa; che, pur essendo per tanti motivi diverso dal mio, rispetto.

P.s: un caro saluto anche a Gianni, non automobilista come me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tiziano, devi sapere che io sono un tipo piuttosto schivo. La mia unica apparizione in tv risale al 1990. Telelombardia, &#8220;Telecronista mondiale&#8221;. Una gara tra telecronisti dilettanti. Fui eliminato ai quarti di finale&#8230;<br />
Questo per chiarire che la tivu io la guardo con un certo spirito critico ma l&#8217;apparirci &#8211; me ne rendo conto- è ben altra cosa. L&#8217;apparire è il &#8220;segno del comando&#8221; dei nostri tempi bui illuminati dai riflettori, direi.<br />
Ecco: senza ipocrisie (non è proprio nel mio stile) ti dico che mi piace il tuo discorso sugli atti NEGATIVI. Tirarsi fuori. Non esserci può voler dire &#8211; ancor di più &#8211; ESSERE. Magari AVERE un pò di meno. Ma ci sono in ballo degli ideali e anch&#8217;io agli ideali ci credo. Sono un semiprofessionista dell&#8217;idealismo. Capisco che tu ci tenga a far sapere che la tivu non ce l&#8217;hai ma a mio parere, e soprattutto per quanto mi riguarda personalmente, NON ESSERCI e contemporaneamente avercela e guardarla, la tivu è una cosa che non mi sbatte per nulla in contraddizione. Questo tuo intervento ha chiarito comunque &#8211; perlomeno a me &#8211; il tuo approccio personale, politico e direi anche intimo alla cosa; che, pur essendo per tanti motivi diverso dal mio, rispetto.</p>
<p>P.s: un caro saluto anche a Gianni, non automobilista come me.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/03/23/busi-tra-amici/#comment-2907</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordo sul diritto alla negazione (riassumendo male il discorso di Scarpa). Senza che questo, ovviamente, diventi imposizione di un modello, ma pratica di un modello. Lo dico da tempo: dobbiamo essere esemplari. Io non ho, per scelta, la macchina, né io né mia moglie (e vi assicuro che con una figlia e un altro in arrivo è un bel casino). Non per questo vitupero chi ce l&#039;ha. Dimostro, nel mio piccolo, che si può vivere e lavorare in una grande città senza possederla (che esistono i mezzi pubblici che DEVONO essere usati, etc.). Tutto qui. Chi non ha la TV ha fatto una scelta che rispetto, come, ad esempio i vegetariani, etc. anche se io la TV ce l&#039;ho e la carne la mangio. Magari nel tempo il loro esempio mi farà cambiare atteggiamento, senza che me lo senta imposto. 
Poi, riguardo la TV. Anche solo una perla ai porci è tutto di guadagnato. Magari fosse che la tv si riempisse di uccelli del malagurio, di pesci fuor d&#039;acqua, di guastafeste, di mendicanti. Magari si riuscisse a riprendere lo spazio che merita, con forme che forse neppure immaginiamo, la qualità in tv.
Giusto però dire: chi se la sente lo faccia, chi no non lo si accusi di snobberia. Anche perché i veri snob sono quelli che ne parlano continuamente male guardandola dalla mattina alla sera. Io, ad esempio, del Grande Fratello non ho ASSOLUTAMENTE nulla da dire. Non ho mai visto neppure una mezza puntata. E&#039; il mio diritto alla negazione. Anche con la TV in casa. Si può.

Confusamente vi lascio, Gianni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo sul diritto alla negazione (riassumendo male il discorso di Scarpa). Senza che questo, ovviamente, diventi imposizione di un modello, ma pratica di un modello. Lo dico da tempo: dobbiamo essere esemplari. Io non ho, per scelta, la macchina, né io né mia moglie (e vi assicuro che con una figlia e un altro in arrivo è un bel casino). Non per questo vitupero chi ce l&#8217;ha. Dimostro, nel mio piccolo, che si può vivere e lavorare in una grande città senza possederla (che esistono i mezzi pubblici che DEVONO essere usati, etc.). Tutto qui. Chi non ha la TV ha fatto una scelta che rispetto, come, ad esempio i vegetariani, etc. anche se io la TV ce l&#8217;ho e la carne la mangio. Magari nel tempo il loro esempio mi farà cambiare atteggiamento, senza che me lo senta imposto.<br />
Poi, riguardo la TV. Anche solo una perla ai porci è tutto di guadagnato. Magari fosse che la tv si riempisse di uccelli del malagurio, di pesci fuor d&#8217;acqua, di guastafeste, di mendicanti. Magari si riuscisse a riprendere lo spazio che merita, con forme che forse neppure immaginiamo, la qualità in tv.<br />
Giusto però dire: chi se la sente lo faccia, chi no non lo si accusi di snobberia. Anche perché i veri snob sono quelli che ne parlano continuamente male guardandola dalla mattina alla sera. Io, ad esempio, del Grande Fratello non ho ASSOLUTAMENTE nulla da dire. Non ho mai visto neppure una mezza puntata. E&#8217; il mio diritto alla negazione. Anche con la TV in casa. Si può.</p>
<p>Confusamente vi lascio, Gianni</p>
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		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/03/23/busi-tra-amici/#comment-2906</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per Franz (che ha messo il suo commento nella finmestrella sotto l&#039;intervento di Paoloni). Non so gli altri, ma io ci tengo a far sapere che non ho la tivù come ESEMPIO ETICO. So di essere nel giusto, e mi offro come modello morale e politico. Sostengo, non a parole, ma con il mio comportamento, che si può vivere senza. A tavola, agli aperitivi, per la strada, ovunque TUTTI parlano di tivù. Non averla è escludersi dai discorsi. Io mi escludo volentieri. Quest&#039;anno alla Fiera del Libro ci saranno dieci incontri su altrettante trasmissioni &quot;che hanno cambiato la nostra vita&quot; o &quot;che hanno cambiato l&#039;Italia&quot;, non ricordo la formula esatta. Si parlerà di tivù pure alla Fiera del Libro, insomma. Dieci incontri con Aldo Grasso più un giornalista più un autore televisivo più uno scrittore, che cambiano ovviamente per ciascun incontro. So per certo che Niccolò Ammaniti è stato invitato e non ci andrà. Anch&#039;io sono stato invitato (all&#039;incontro con Arbore e Barbara Palombelli su &quot;Quelli della notte&quot;), e non ci andrò. Ci sono atti NEGATIVI (non fare, non esserci, non andare, non avere - non avere la tivù, per esempio) che secondo me hanno significato politico. Ma siccome, per la loro stessa natura negativa, &quot;omissiva&quot;, sottrattiva, questi atti NON si vedono, bisogna dichiararli. Ecco perché gli intellettuali (o meglio, alcuni: quelli che non ce l&#039;hanno) &quot;ci tengono&quot; a far sapere  che non hanno la tivù.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Franz (che ha messo il suo commento nella finmestrella sotto l&#8217;intervento di Paoloni). Non so gli altri, ma io ci tengo a far sapere che non ho la tivù come ESEMPIO ETICO. So di essere nel giusto, e mi offro come modello morale e politico. Sostengo, non a parole, ma con il mio comportamento, che si può vivere senza. A tavola, agli aperitivi, per la strada, ovunque TUTTI parlano di tivù. Non averla è escludersi dai discorsi. Io mi escludo volentieri. Quest&#8217;anno alla Fiera del Libro ci saranno dieci incontri su altrettante trasmissioni &#8220;che hanno cambiato la nostra vita&#8221; o &#8220;che hanno cambiato l&#8217;Italia&#8221;, non ricordo la formula esatta. Si parlerà di tivù pure alla Fiera del Libro, insomma. Dieci incontri con Aldo Grasso più un giornalista più un autore televisivo più uno scrittore, che cambiano ovviamente per ciascun incontro. So per certo che Niccolò Ammaniti è stato invitato e non ci andrà. Anch&#8217;io sono stato invitato (all&#8217;incontro con Arbore e Barbara Palombelli su &#8220;Quelli della notte&#8221;), e non ci andrò. Ci sono atti NEGATIVI (non fare, non esserci, non andare, non avere &#8211; non avere la tivù, per esempio) che secondo me hanno significato politico. Ma siccome, per la loro stessa natura negativa, &#8220;omissiva&#8221;, sottrattiva, questi atti NON si vedono, bisogna dichiararli. Ecco perché gli intellettuali (o meglio, alcuni: quelli che non ce l&#8217;hanno) &#8220;ci tengono&#8221; a far sapere  che non hanno la tivù.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/03/23/busi-tra-amici/#comment-2905</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate... ho messo il mio intervento su Busi e la tivu sotto al colonnino del pezzo di Paoloni. La fretta... la fretta...
Ciao a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate&#8230; ho messo il mio intervento su Busi e la tivu sotto al colonnino del pezzo di Paoloni. La fretta&#8230; la fretta&#8230;<br />
Ciao a tutti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/03/23/busi-tra-amici/#comment-2904</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=339#comment-2904</guid>

					<description><![CDATA[Mi domanda Malatesta: &quot;Ma lei, caro Scarpa, alla proposta di apparire in uno show, anche brutto e immorale, per insegnare quello che ama, cioè la letteratura, facendo arrivare alla gente a casa qualche concetto, magari qualche nome di scrittore che non sia Vespa o Flavio Oreglio e soprattutto il proprio nome e, di qui, la propria opera, lei è sicuro che avrebbe detto di no con fermezza morale, come sembra suggerirci il suo commento critico e accigliato?&quot;

Nel 96-98 ho partecipato come ospite a una dozzina di trasmissioni, più o meno su tutte le reti italiane, grandi e piccole, sempre e solo comparsate singole. Nel 98 ero fra i conduttori di uno speciale per la Mostra del Cinema di Venezia, dieci puntate giornaliere di mezz&#039;ora su Telepiù. Ho potuto farmi un&#039;idea di cos&#039;è la tivù anche dall&#039;interno. 

Credo che per farsi conoscere e &quot;insegnare qualcosa&quot; e anche, di conseguenza, far girare il nome e l&#039;opera, e anche, diciamolo, far vendere libri (propri e altrui) in tivù non basta andarci qualche volta: per ottenere questi risultati, la tivù bisogna &quot;farla&quot; (come Baricco e Lucarelli).

Ho detto di no a molti inviti (Maurizio Costanzo Show, Quelli che il calcio, ecc.), anche di recente: gli autori dei programmi ritenevano il mio ultimo romanzo particolarmente adatto a essere promosso (l&#039;autore che racconta di aver fatto il prostituto avrebbe fatto da controcanto naturale a Melissa P...). Il problema è che lì non passano concetti né passioni, tutto viene snaturato, si parla di quel che può far piacere al pubblico, risultare simpatici, ecc.

Ultimamente in tivù praticamente non ci vado. Un paio d&#039;anni fa sono andato a RaiEducational a parlare di Identità italiana e Odissea, a dibattere con Sanguineti di scrittura e computer, e, recentemente, a &quot;Cominciamo bene&quot; su RaiTre, una trasmissione mattutina, perché è un posto onesto dove si fanno interviste tranquille, e anche perché conoscevo (solo a voce, per la verità) la conduttrice, che prima lavorava nella redazione di RadioRai Cultura: mi aveva già intervistato al telefono per il Giornale Radio.

Ma la notte prima di partecipare a &quot;Cominciamo bene&quot;, da solo nell&#039;alberghetto un po&#039; triste offerto dalla Rai, ho sognato che mi volevano vestire con una palandrana a strisce colorate e un turbante enorme, grottesco, come tutti glialtri ospiti, per dare &quot;omogeneità stilistica&quot; alla trasmissione!

Il problema non è quello di&quot;usare&quot; o &quot;essere usati&quot;, che - sono d&#039;accordo con Paoloni - è una forma delle relazioni umane: ci si usa di continuo. Usare ed essere usati è bello, c&#039;è gente che pagherebbe per essere usata... Comunque, dicevo, il problema mi sembra che la televisione SNATURI completamente quasi tutti i discorsi &quot;culturali&quot; o &quot;letterari&quot;. 

Forse, caro Elio, semplicemente &quot;non ho le palle&quot;: per essere efficaci in tivù bisogna sentirsi a proprio agio, essere reattivi, appassionati all&#039;argomento, e non bisognerebbe avere l&#039;ansia di non essere abbastanza &quot;pop&quot; (come a volte è capitato a me). Ecco, il mio animo più volte mi ha mandato segnali (addirittura sogni!) chiari: in quanto autore di libri, in tivù mi sento una specie di uccello del malagurio, un pesce fuor d&#039;acqua, un guastafeste, un mendicante a cui si concede l&#039;angolino per parlare di letteratura, meglio se condendo tutto con un po&#039; di spiritosaggini... Poche volte mi sono sentito veramente a mio agio: a Rai Educational. Lì non dovevo dimostrare nulla, conversavo con degli studenti su temi che interessavano a tutti i presenti in studio e agli autori del programma. E ovviamente con Sanguineti.

Busi le palle le ha, è reattivo, ha la battuta pronta. La prontezza di spirito è essenziale in tivù. Con quella forse ci si può incuneare anche in trasmissioni orrende e disseminare una parola intensa che magari apre gli occhi a qualcuno. Chi riesce a farlo ha tutta la mia ammirazione.

Sulla tivù si è detto tutto, eppure ancora non si è cominciato a parlarne, secondo me. Si è ANALIZZATO alla perfezione come funziona. Ma questa ANALISI parte da una premessa discutibile: presume che la tivù sia così com&#039;è! Dà per scontato che ciò che è diventata la tivù sia una specie di esito naturale della sua stessa forma, industriale e sociale e comunicativa ecc.
 
(Ho parlato - in fretta - del mio caso personale, perché Malatesta me l&#039;ha chiesto, ma spero che la discussione, se continuerà, non si limiti a me, ma a come e cosa fare in generale... Grazie!)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi domanda Malatesta: &#8220;Ma lei, caro Scarpa, alla proposta di apparire in uno show, anche brutto e immorale, per insegnare quello che ama, cioè la letteratura, facendo arrivare alla gente a casa qualche concetto, magari qualche nome di scrittore che non sia Vespa o Flavio Oreglio e soprattutto il proprio nome e, di qui, la propria opera, lei è sicuro che avrebbe detto di no con fermezza morale, come sembra suggerirci il suo commento critico e accigliato?&#8221;</p>
<p>Nel 96-98 ho partecipato come ospite a una dozzina di trasmissioni, più o meno su tutte le reti italiane, grandi e piccole, sempre e solo comparsate singole. Nel 98 ero fra i conduttori di uno speciale per la Mostra del Cinema di Venezia, dieci puntate giornaliere di mezz&#8217;ora su Telepiù. Ho potuto farmi un&#8217;idea di cos&#8217;è la tivù anche dall&#8217;interno. </p>
<p>Credo che per farsi conoscere e &#8220;insegnare qualcosa&#8221; e anche, di conseguenza, far girare il nome e l&#8217;opera, e anche, diciamolo, far vendere libri (propri e altrui) in tivù non basta andarci qualche volta: per ottenere questi risultati, la tivù bisogna &#8220;farla&#8221; (come Baricco e Lucarelli).</p>
<p>Ho detto di no a molti inviti (Maurizio Costanzo Show, Quelli che il calcio, ecc.), anche di recente: gli autori dei programmi ritenevano il mio ultimo romanzo particolarmente adatto a essere promosso (l&#8217;autore che racconta di aver fatto il prostituto avrebbe fatto da controcanto naturale a Melissa P&#8230;). Il problema è che lì non passano concetti né passioni, tutto viene snaturato, si parla di quel che può far piacere al pubblico, risultare simpatici, ecc.</p>
<p>Ultimamente in tivù praticamente non ci vado. Un paio d&#8217;anni fa sono andato a RaiEducational a parlare di Identità italiana e Odissea, a dibattere con Sanguineti di scrittura e computer, e, recentemente, a &#8220;Cominciamo bene&#8221; su RaiTre, una trasmissione mattutina, perché è un posto onesto dove si fanno interviste tranquille, e anche perché conoscevo (solo a voce, per la verità) la conduttrice, che prima lavorava nella redazione di RadioRai Cultura: mi aveva già intervistato al telefono per il Giornale Radio.</p>
<p>Ma la notte prima di partecipare a &#8220;Cominciamo bene&#8221;, da solo nell&#8217;alberghetto un po&#8217; triste offerto dalla Rai, ho sognato che mi volevano vestire con una palandrana a strisce colorate e un turbante enorme, grottesco, come tutti glialtri ospiti, per dare &#8220;omogeneità stilistica&#8221; alla trasmissione!</p>
<p>Il problema non è quello di&#8221;usare&#8221; o &#8220;essere usati&#8221;, che &#8211; sono d&#8217;accordo con Paoloni &#8211; è una forma delle relazioni umane: ci si usa di continuo. Usare ed essere usati è bello, c&#8217;è gente che pagherebbe per essere usata&#8230; Comunque, dicevo, il problema mi sembra che la televisione SNATURI completamente quasi tutti i discorsi &#8220;culturali&#8221; o &#8220;letterari&#8221;. </p>
<p>Forse, caro Elio, semplicemente &#8220;non ho le palle&#8221;: per essere efficaci in tivù bisogna sentirsi a proprio agio, essere reattivi, appassionati all&#8217;argomento, e non bisognerebbe avere l&#8217;ansia di non essere abbastanza &#8220;pop&#8221; (come a volte è capitato a me). Ecco, il mio animo più volte mi ha mandato segnali (addirittura sogni!) chiari: in quanto autore di libri, in tivù mi sento una specie di uccello del malagurio, un pesce fuor d&#8217;acqua, un guastafeste, un mendicante a cui si concede l&#8217;angolino per parlare di letteratura, meglio se condendo tutto con un po&#8217; di spiritosaggini&#8230; Poche volte mi sono sentito veramente a mio agio: a Rai Educational. Lì non dovevo dimostrare nulla, conversavo con degli studenti su temi che interessavano a tutti i presenti in studio e agli autori del programma. E ovviamente con Sanguineti.</p>
<p>Busi le palle le ha, è reattivo, ha la battuta pronta. La prontezza di spirito è essenziale in tivù. Con quella forse ci si può incuneare anche in trasmissioni orrende e disseminare una parola intensa che magari apre gli occhi a qualcuno. Chi riesce a farlo ha tutta la mia ammirazione.</p>
<p>Sulla tivù si è detto tutto, eppure ancora non si è cominciato a parlarne, secondo me. Si è ANALIZZATO alla perfezione come funziona. Ma questa ANALISI parte da una premessa discutibile: presume che la tivù sia così com&#8217;è! Dà per scontato che ciò che è diventata la tivù sia una specie di esito naturale della sua stessa forma, industriale e sociale e comunicativa ecc.</p>
<p>(Ho parlato &#8211; in fretta &#8211; del mio caso personale, perché Malatesta me l&#8217;ha chiesto, ma spero che la discussione, se continuerà, non si limiti a me, ma a come e cosa fare in generale&#8230; Grazie!)</p>
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		Di: Elio Paoloni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/03/23/busi-tra-amici/#comment-2903</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elio Paoloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fermezza morale? Quale, quella di Salinger?

Il PERICOLO di essere usati? Embè? In quale mondo, su quale media, in quale famiglia, non si rischia di essere usati? E poi l&#039;USO è reciproco: in questo consiste la vita. Basta con questi ritegni: chi ha le palle si sforzi di usare almeno quanto viene usato, e se non ce la fa, beh, cosa avrà perso? La reputazione? L&#039;anima? 

L&#039;altro giorno, in casa di parenti, ho avuto la sorpresa di vedere mia nipote (prima liceo) che ascoltava questa voce. Non posso dire che ascoltasse davvero, forse pensava ad altro, come i tonti del programma. Ma io ero felice: l&#039;irruzione di qualcosa di diverso, forse incomprensibile ma diverso, almeno ogni tanto, nel mondo ottuso di una liceale. Viva Busi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fermezza morale? Quale, quella di Salinger?</p>
<p>Il PERICOLO di essere usati? Embè? In quale mondo, su quale media, in quale famiglia, non si rischia di essere usati? E poi l&#8217;USO è reciproco: in questo consiste la vita. Basta con questi ritegni: chi ha le palle si sforzi di usare almeno quanto viene usato, e se non ce la fa, beh, cosa avrà perso? La reputazione? L&#8217;anima? </p>
<p>L&#8217;altro giorno, in casa di parenti, ho avuto la sorpresa di vedere mia nipote (prima liceo) che ascoltava questa voce. Non posso dire che ascoltasse davvero, forse pensava ad altro, come i tonti del programma. Ma io ero felice: l&#8217;irruzione di qualcosa di diverso, forse incomprensibile ma diverso, almeno ogni tanto, nel mondo ottuso di una liceale. Viva Busi.</p>
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