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	Commenti a: La lista della spesa	</title>
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		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/02/la-lista-della-spesa/#comment-3313</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=356#comment-3313</guid>

					<description><![CDATA[Caro Guido Angeli,
il tuo ragionamento apparentemente fila, ma non lo condivido.

A prima vista non ci sarebbe nulla di male nel buttare là qualche nome nella finestra dei commenti, e magari anche qualche domandina da fare agli autori.

Perché no? In fin dei conti siamo tutti impegnati in altre cose (io compreso), in altri maelstrom, come dici tu.

Ma c&#039;è una cosa che non torna.

Te la spiego con un esempio.

Proprio oggi ho scritto a un visitatore intervenuto a questa discussione, che si diceva talmente impegnato dalla vita da non trovare assolutamente tempo per scrivere la segnalazione e pensare a tre domande: lo pregavo di fare uno sforzo, se poteva, di inviarmi comunque una decina di righe per la &quot;lista della spesa&quot;, e magari di pensare anche alle domande da inoltrare all&#039;autore. Che cosa costa, a uno che ha letto e apprezzato TANTO un libro (o visto un film) ecc., darne una sobria segnalazione in dieci righe, informandoci sul contenuto di quel libro ecc. Quanto tempo può impegnarlo, pensare e scrivere tre domande? Quanto ci vuole? Facciamo dieci minuti in tutto?

Bene, ho inviato la mail.

La risposta non si è fatta attendere. E&#039; stata praticamente immediata. Proveniva dal Mail Delivery Service. Mi avvertiva che l&#039;indirizzo di quel lettore era inesistente.

Sicuramente il lettore ha sbagliato a trascriverlo.

Oppure, in questa finestra dei commenti, lascia un indirizzo verosimile ma inesistente, perché non gradisce dare in pasto a tutti il suo indirizzo di posta elettronica. In questo caso, gli  rinnovo il mio invito a impegnarsi per dieci minuti scrivendo dfieci righe e tre domande, e a scrivere all&#039;indirizzo listadellaspesa@yahoo.it  
L&#039;ho aperto apposta per tutelare le caselle di posta e la privacy di tutti.

Se però quel lettore ha messo un indirizzo di posta falso, perché non vuole comparire nella &quot;lista della spesa&quot; con il suo nome e cognome, allora i conti non tornano.

Se i lettori che vogliono segnalare le opere importanti di questi ultimi anni non  sono NEMMENO disposti a supportare questa segnalazione con il gesto simbolico (reale) di firmare con il proprio nome e cognome, questa segnalazione perde di senso, di forza.

Segnalare &quot;Tommaso Pincio&quot; (o chiunque altro) senza nemmeno metterci il proprio nome, la propria faccia, con la scusa che non si ha tempo, che tanto è lo stesso, che &#039;perché tante storie, c&#039;è la finestra dei commenti, no?&#039;, è fare un danno a Tommaso Pincio (o a chiunque altro). E&#039; svuotare di forza e di significato quel gesto che segnala un valore.

Mi spiace, ma non sono diposto a farmi segnalare opere di valore da chi si firma Puffo Buffo o Tìppete, o da chi si firma che, so, Gregorio De Luca o Franco Foggiani inventandosi il primo nome e cognome che gli passa per la testa (come ho appena fatto io per questi due esempi) e spacciandolo per vero, senza darmi la possibilità di un minimo di riscontro, e senza dimostrare fattivamente di essere disposto a sostenere con la propria identità una scelta culturale. 

Non è serio verso gli autori coinvolti (gli autori segnalati) e verso i lettori del sito.

Un caro saluto
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Guido Angeli,<br />
il tuo ragionamento apparentemente fila, ma non lo condivido.</p>
<p>A prima vista non ci sarebbe nulla di male nel buttare là qualche nome nella finestra dei commenti, e magari anche qualche domandina da fare agli autori.</p>
<p>Perché no? In fin dei conti siamo tutti impegnati in altre cose (io compreso), in altri maelstrom, come dici tu.</p>
<p>Ma c&#8217;è una cosa che non torna.</p>
<p>Te la spiego con un esempio.</p>
<p>Proprio oggi ho scritto a un visitatore intervenuto a questa discussione, che si diceva talmente impegnato dalla vita da non trovare assolutamente tempo per scrivere la segnalazione e pensare a tre domande: lo pregavo di fare uno sforzo, se poteva, di inviarmi comunque una decina di righe per la &#8220;lista della spesa&#8221;, e magari di pensare anche alle domande da inoltrare all&#8217;autore. Che cosa costa, a uno che ha letto e apprezzato TANTO un libro (o visto un film) ecc., darne una sobria segnalazione in dieci righe, informandoci sul contenuto di quel libro ecc. Quanto tempo può impegnarlo, pensare e scrivere tre domande? Quanto ci vuole? Facciamo dieci minuti in tutto?</p>
<p>Bene, ho inviato la mail.</p>
<p>La risposta non si è fatta attendere. E&#8217; stata praticamente immediata. Proveniva dal Mail Delivery Service. Mi avvertiva che l&#8217;indirizzo di quel lettore era inesistente.</p>
<p>Sicuramente il lettore ha sbagliato a trascriverlo.</p>
<p>Oppure, in questa finestra dei commenti, lascia un indirizzo verosimile ma inesistente, perché non gradisce dare in pasto a tutti il suo indirizzo di posta elettronica. In questo caso, gli  rinnovo il mio invito a impegnarsi per dieci minuti scrivendo dfieci righe e tre domande, e a scrivere all&#8217;indirizzo <a href="mailto:listadellaspesa@yahoo.it">listadellaspesa@yahoo.it</a><br />
L&#8217;ho aperto apposta per tutelare le caselle di posta e la privacy di tutti.</p>
<p>Se però quel lettore ha messo un indirizzo di posta falso, perché non vuole comparire nella &#8220;lista della spesa&#8221; con il suo nome e cognome, allora i conti non tornano.</p>
<p>Se i lettori che vogliono segnalare le opere importanti di questi ultimi anni non  sono NEMMENO disposti a supportare questa segnalazione con il gesto simbolico (reale) di firmare con il proprio nome e cognome, questa segnalazione perde di senso, di forza.</p>
<p>Segnalare &#8220;Tommaso Pincio&#8221; (o chiunque altro) senza nemmeno metterci il proprio nome, la propria faccia, con la scusa che non si ha tempo, che tanto è lo stesso, che &#8216;perché tante storie, c&#8217;è la finestra dei commenti, no?&#8217;, è fare un danno a Tommaso Pincio (o a chiunque altro). E&#8217; svuotare di forza e di significato quel gesto che segnala un valore.</p>
<p>Mi spiace, ma non sono diposto a farmi segnalare opere di valore da chi si firma Puffo Buffo o Tìppete, o da chi si firma che, so, Gregorio De Luca o Franco Foggiani inventandosi il primo nome e cognome che gli passa per la testa (come ho appena fatto io per questi due esempi) e spacciandolo per vero, senza darmi la possibilità di un minimo di riscontro, e senza dimostrare fattivamente di essere disposto a sostenere con la propria identità una scelta culturale. </p>
<p>Non è serio verso gli autori coinvolti (gli autori segnalati) e verso i lettori del sito.</p>
<p>Un caro saluto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/02/la-lista-della-spesa/#comment-3207</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ehm, mentre scrivevo e postavo, si è materializzato Lello Voce.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ehm, mentre scrivevo e postavo, si è materializzato Lello Voce.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/02/la-lista-della-spesa/#comment-3206</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=356#comment-3206</guid>

					<description><![CDATA[Ma la questione, Nicola, non potresti chiarirla personalmente con Lello Voce?

ps, così ti vanno via i brutti ricordi: sulla homepage di Maltese dicono cose meravigliose della tua antologia, e poi ho una rivistina locale (Periodico Diagonal) con due paginone su Pacifico, il titolo dell&#039;articolo: &quot;opera prima di un formidabile genio&quot;. (Ancora grazie per l&#039;ospitalità il giorno del black-out nazionale).

Per Tiziano: ok, bellissima idea la lista della spesa, proprio ieri pensavo che ho scoperto i nuovi autori italiani proprio grazie a una lista della spesa di Matteo Galiazzo, per me è stata una cosa importante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma la questione, Nicola, non potresti chiarirla personalmente con Lello Voce?</p>
<p>ps, così ti vanno via i brutti ricordi: sulla homepage di Maltese dicono cose meravigliose della tua antologia, e poi ho una rivistina locale (Periodico Diagonal) con due paginone su Pacifico, il titolo dell&#8217;articolo: &#8220;opera prima di un formidabile genio&#8221;. (Ancora grazie per l&#8217;ospitalità il giorno del black-out nazionale).</p>
<p>Per Tiziano: ok, bellissima idea la lista della spesa, proprio ieri pensavo che ho scoperto i nuovi autori italiani proprio grazie a una lista della spesa di Matteo Galiazzo, per me è stata una cosa importante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lello Voce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/02/la-lista-della-spesa/#comment-3205</link>

		<dc:creator><![CDATA[lello Voce]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=356#comment-3205</guid>

					<description><![CDATA[Allora:
tra un treno e l&#039;altro
Caro Tiziano, grazie di quanto dici a mio proposito. Ho introdotto lo Slam in Italia e da allora se fanno tanti, ognuno fa come gli pare e il sottoscritto non ha mai chiesto il copy a nessuno. Tutto alla luce del sole. Io invito chi mi pare e piace, gli slam ad invito sono fatti così. Non so di che regolamento parli La Gioia... io quando faccio slam applico il regolamento PSI per la gara, ma ognuno - in italia - fa come gli aggrada. Ho CERTAMENTE ED INDUBITABILMENTE inventato gli slam internazionali, eppure a Rotterdam  l&#039;host del loro primo slam internazionale è un tedesco, mi chiedono persino chi invitare dall&#039;Italia, ma nessuno mi cita da nessuna parte e nessuno invita me e io non ho niente da dire al proposito, nè penso che ci sia una congiura contro di me. Lo slam è così. Se hai qualcosa da dare lo metti in comune e gli altri - se piace loro - lo utilizzano, lo cambiano, lo stravolgono. Per quanto riguarda i &#039;regolamenti&#039; poi se lo slam è libero ti iscrivi e paghi, se vinci guadagni, se perdi hai speso qualche euro per divertirti. Se invece lo slam è a &#039;invito&#039;, funziona come in qualsiasi festival, possono invitarti oppure no. Di che regolamenti farfuglia La Gioia? In Italia non ci sono associazioni nazionali o regole che stiano a orgazizzare passaggi da slam &#039;locali&#039; a slam &#039;nazionali&#039;. La Gioia delira. Anzi delira al quadrato, io a stento so che esisteva un libro che si chiama Aldo Dieci, scopro adesso che l&#039;ha scritto la Gioia, e - detto tra noi - ritengo la parodia un genere inutile e superato. Detto questo Lagioia non è stato invitato perchè chi costruisce uno slam &#039;ad invito&#039; sta costruendo uno spettacolo, tiene presente una serie di dinamiche  &#039;sceniche&#039; e non solo letterarie. Deve fare un mix, e - a volte - cibi ottimi, stonano in certi mix. Inoltre nessun regolamento mi impone di farmi piacere la poesia di La Gioia. Inoltre ancora, il fatto che io adori la poesia di qualcuno, non significa che lo inviterò negli slam che organizzo.Sono un sincero ammiratore di Ostuni, l&#039;ho conosciuto durante uno slam, ma non ho ancora avuto modo di invitarlo.
Tutto il resto che dice La Gioia (divieti, camarille, ecc) è munnezza. Venire a parlare a me di censure è ridicolo, è una vita che mando a cagare il mondo intero e la mia situazione editoriale &#039;problematica&#039; - come direbbe qualche amico - ne è palese dimostrazione, non perchè io sia particolarmente bravo, ma perchè l&#039;editoria italiana è davvero di bocca buona, capace dunque di digerire persino me, in linea di principio. Di quella politica, poi, neanche a parlarne. 
La Gioia, per chi mi hai preso? Per pensare poi che a Tiziano venga anche solo in mente di chiedermi una roba del genere, beh, lo trovo ridicolo e anche un po&#039; paranoide. Io invito un poeta e basta, mica gli chiedo se gli piacciono gli avversari. Sarò felice di chiedere agli amici comuni che La gioia cita, come mai - dopo tanta solidarietà a La Gioia - a me non abbiano detto un fico.. prendevano per culo La Gioia? prendevano per culo me? La Gioia dice balle? sarebbe bello saperlo da loro. Stop. Ci ho perso pure troppo tempo.
PS: tiziano mi spieghi perchè quando mi citate su Nazione Indiana sia tu che Benedetti vi dimenticate sempre che io non sono intervenuto solo sul sito ma anche su L&#039;Unità? ;-) se ripubblichi la lista, ricordalo. Grazie
abbracci a tutti
lello voce

(ma sullo slam ci ritorno, prima del prossimo treno)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora:<br />
tra un treno e l&#8217;altro<br />
Caro Tiziano, grazie di quanto dici a mio proposito. Ho introdotto lo Slam in Italia e da allora se fanno tanti, ognuno fa come gli pare e il sottoscritto non ha mai chiesto il copy a nessuno. Tutto alla luce del sole. Io invito chi mi pare e piace, gli slam ad invito sono fatti così. Non so di che regolamento parli La Gioia&#8230; io quando faccio slam applico il regolamento PSI per la gara, ma ognuno &#8211; in italia &#8211; fa come gli aggrada. Ho CERTAMENTE ED INDUBITABILMENTE inventato gli slam internazionali, eppure a Rotterdam  l&#8217;host del loro primo slam internazionale è un tedesco, mi chiedono persino chi invitare dall&#8217;Italia, ma nessuno mi cita da nessuna parte e nessuno invita me e io non ho niente da dire al proposito, nè penso che ci sia una congiura contro di me. Lo slam è così. Se hai qualcosa da dare lo metti in comune e gli altri &#8211; se piace loro &#8211; lo utilizzano, lo cambiano, lo stravolgono. Per quanto riguarda i &#8216;regolamenti&#8217; poi se lo slam è libero ti iscrivi e paghi, se vinci guadagni, se perdi hai speso qualche euro per divertirti. Se invece lo slam è a &#8216;invito&#8217;, funziona come in qualsiasi festival, possono invitarti oppure no. Di che regolamenti farfuglia La Gioia? In Italia non ci sono associazioni nazionali o regole che stiano a orgazizzare passaggi da slam &#8216;locali&#8217; a slam &#8216;nazionali&#8217;. La Gioia delira. Anzi delira al quadrato, io a stento so che esisteva un libro che si chiama Aldo Dieci, scopro adesso che l&#8217;ha scritto la Gioia, e &#8211; detto tra noi &#8211; ritengo la parodia un genere inutile e superato. Detto questo Lagioia non è stato invitato perchè chi costruisce uno slam &#8216;ad invito&#8217; sta costruendo uno spettacolo, tiene presente una serie di dinamiche  &#8216;sceniche&#8217; e non solo letterarie. Deve fare un mix, e &#8211; a volte &#8211; cibi ottimi, stonano in certi mix. Inoltre nessun regolamento mi impone di farmi piacere la poesia di La Gioia. Inoltre ancora, il fatto che io adori la poesia di qualcuno, non significa che lo inviterò negli slam che organizzo.Sono un sincero ammiratore di Ostuni, l&#8217;ho conosciuto durante uno slam, ma non ho ancora avuto modo di invitarlo.<br />
Tutto il resto che dice La Gioia (divieti, camarille, ecc) è munnezza. Venire a parlare a me di censure è ridicolo, è una vita che mando a cagare il mondo intero e la mia situazione editoriale &#8216;problematica&#8217; &#8211; come direbbe qualche amico &#8211; ne è palese dimostrazione, non perchè io sia particolarmente bravo, ma perchè l&#8217;editoria italiana è davvero di bocca buona, capace dunque di digerire persino me, in linea di principio. Di quella politica, poi, neanche a parlarne.<br />
La Gioia, per chi mi hai preso? Per pensare poi che a Tiziano venga anche solo in mente di chiedermi una roba del genere, beh, lo trovo ridicolo e anche un po&#8217; paranoide. Io invito un poeta e basta, mica gli chiedo se gli piacciono gli avversari. Sarò felice di chiedere agli amici comuni che La gioia cita, come mai &#8211; dopo tanta solidarietà a La Gioia &#8211; a me non abbiano detto un fico.. prendevano per culo La Gioia? prendevano per culo me? La Gioia dice balle? sarebbe bello saperlo da loro. Stop. Ci ho perso pure troppo tempo.<br />
PS: tiziano mi spieghi perchè quando mi citate su Nazione Indiana sia tu che Benedetti vi dimenticate sempre che io non sono intervenuto solo sul sito ma anche su L&#8217;Unità? ;-) se ripubblichi la lista, ricordalo. Grazie<br />
abbracci a tutti<br />
lello voce</p>
<p>(ma sullo slam ci ritorno, prima del prossimo treno)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nicola Lagioia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/02/la-lista-della-spesa/#comment-3204</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola Lagioia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=356#comment-3204</guid>

					<description><![CDATA[Caro Tiziano Scarpa,
mi dispiace che tu chieda in modo così violento le mie &quot;umili scuse&quot; (quasi un invito, da tribuno, all&#039;autoumiliazione altrui). Ti prego di rileggere quello che ho scritto.

1) Non ho detto che TU, Tiziano Scarpa, ti sei incazzato per Aldo Dieci né che l&#039;hai letto. Ho detto che Aldo Nove ci era rimasto male (è vero, e mi dispiace, e se si sente offeso da quel libro sono pronto a dirgli &quot;mi dispiace&quot; cento volte, ma non a fare ammenda perché, secondo me, non era un libro offensivo, tutt&#039;altro).

2) Ho detto che mi si era creato intorno un brutto clima per questa faccenda, e che questo clima ha determinato la mia esclusione dal divertente gioco dello slam. Un piccolissimo segnale di una cosa, ma un segnale. Ho scritto &quot;non ho mai saputo se ci sia stata una precisa direttiva di Tiziano Scarpa, e penso e mi auguro di no... o se si sia trattato di una autocensura&quot;. Ma che l&#039;esclusione si sia verificata per quel motivo, mi dispiace, NE SONO CERTO. Sono a disposizione, pronto a qualunque tipo di confronto con Lello Voce, con gli altri organizzatori, con chi volete voi. 
Mi rendo conto, però, che così dicendo, almeno il sospetto che tu, direttamente, sia intervenuto, l&#039;ho fatto sorgere tra chi frequenta questo blog. Di questo, ti chiedo scusa pubblicamente. Ma la cosa che volevo sottolineare, e che però rischi di ignorare, è che certe dinamiche di potere (lo ripeto) rischiano  di infilarsi in contesti che io giudico importanti e salutari. Su questa cosa, nuovamente, e con le mie ri-scuse per la questione del sospetto (vedi sopra) ti invito a riflettere - messe da parte le pretese di umiliazione altrui - in modo serio.

3)Il fatto di parlare in pubblico. Guarda che io (lo ripeto, l&#039;avevo già detto...) non ho scritto questa cosa su un giornale e nemmeno l&#039;ho diffusa su altri media a grande diffusione. L&#039;ho fatto qui, nel blog, tra quattro gatti, anche perché tu hai sempre detto che qui si dicono le cose in faccia, ci si chiarisce, ci si confronta apertamente.

Per il resto, per chiarire questa cosa, io resto disponibile a qualunque confronto privato - via mail, via telefono (non ho il tuo numero), e anche di persona, quando sarai a Roma. Anzi, questo è un invito. Così ci conosciamo meglio, e dopo potrai decidere tranquillamente se non rivolgermi più la parola o se ricrederti su - almeno - qualche porzione del tuo ragionamento.

Nicola Lagioia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tiziano Scarpa,<br />
mi dispiace che tu chieda in modo così violento le mie &#8220;umili scuse&#8221; (quasi un invito, da tribuno, all&#8217;autoumiliazione altrui). Ti prego di rileggere quello che ho scritto.</p>
<p>1) Non ho detto che TU, Tiziano Scarpa, ti sei incazzato per Aldo Dieci né che l&#8217;hai letto. Ho detto che Aldo Nove ci era rimasto male (è vero, e mi dispiace, e se si sente offeso da quel libro sono pronto a dirgli &#8220;mi dispiace&#8221; cento volte, ma non a fare ammenda perché, secondo me, non era un libro offensivo, tutt&#8217;altro).</p>
<p>2) Ho detto che mi si era creato intorno un brutto clima per questa faccenda, e che questo clima ha determinato la mia esclusione dal divertente gioco dello slam. Un piccolissimo segnale di una cosa, ma un segnale. Ho scritto &#8220;non ho mai saputo se ci sia stata una precisa direttiva di Tiziano Scarpa, e penso e mi auguro di no&#8230; o se si sia trattato di una autocensura&#8221;. Ma che l&#8217;esclusione si sia verificata per quel motivo, mi dispiace, NE SONO CERTO. Sono a disposizione, pronto a qualunque tipo di confronto con Lello Voce, con gli altri organizzatori, con chi volete voi.<br />
Mi rendo conto, però, che così dicendo, almeno il sospetto che tu, direttamente, sia intervenuto, l&#8217;ho fatto sorgere tra chi frequenta questo blog. Di questo, ti chiedo scusa pubblicamente. Ma la cosa che volevo sottolineare, e che però rischi di ignorare, è che certe dinamiche di potere (lo ripeto) rischiano  di infilarsi in contesti che io giudico importanti e salutari. Su questa cosa, nuovamente, e con le mie ri-scuse per la questione del sospetto (vedi sopra) ti invito a riflettere &#8211; messe da parte le pretese di umiliazione altrui &#8211; in modo serio.</p>
<p>3)Il fatto di parlare in pubblico. Guarda che io (lo ripeto, l&#8217;avevo già detto&#8230;) non ho scritto questa cosa su un giornale e nemmeno l&#8217;ho diffusa su altri media a grande diffusione. L&#8217;ho fatto qui, nel blog, tra quattro gatti, anche perché tu hai sempre detto che qui si dicono le cose in faccia, ci si chiarisce, ci si confronta apertamente.</p>
<p>Per il resto, per chiarire questa cosa, io resto disponibile a qualunque confronto privato &#8211; via mail, via telefono (non ho il tuo numero), e anche di persona, quando sarai a Roma. Anzi, questo è un invito. Così ci conosciamo meglio, e dopo potrai decidere tranquillamente se non rivolgermi più la parola o se ricrederti su &#8211; almeno &#8211; qualche porzione del tuo ragionamento.</p>
<p>Nicola Lagioia</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/02/la-lista-della-spesa/#comment-3203</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=356#comment-3203</guid>

					<description><![CDATA[Caro Nicola Lagioia,
tu attendi riscontri, io attendo le tue pubbliche scuse. Ma le voglio chiare, nette, e anche in atteggiamento umile. Tu mi devi chiedere umilmente SCUSA.

Per quanto riguarda tutte le cose in cui mi menzioni, cado dalle nuvole. Niente di quello che dici sui fatti che - secondo le tue insinuazioni e ipotesi - mi riguardano ha qualche fondamento.

1. ALDO DIECI

Non ho letto quel libro, non sapevo nemmeno che io ci fossi nominato dentro. Avevo visto sì che era uscito, ma non l&#039;ho letto.

Non sapevo che l&#039;avevi scritto tu. Pensa un po&#039;: all&#039;epoca a me qualcuno aveva detto che c&#039;entravano in qualche misura i registi di quel film &quot;La capagira&quot; (che tra l&#039;altro mi piacque moltissimo, e continua a piacermi nel ricordo, che siano o no, quei registi, anche autori di quella cosa di &quot;Aldo Dieci&quot;). &quot;Boh&quot;, fu la mia reazione, e ho archiviato l&#039;effimero episodio immediatamente.

Il caso Aldo Dieci per me NON ESISTE.

2. POETRY SLAM

Nella faccenda dello Slam non c&#039;entro nulla di nulla. Io non organizzo gli Slam né mi sogno di mettere lo zampino nell&#039;organizzazione. Ai concorrenti invitati non viene mai e poi mai sottoposta la lista dei concorrenti per chiedere se è di loro gradimento. Almeno, a me non è mai successo che mi chiedessero se gradivo o meno che partecipasse anche quello o quell&#039;altro. 

Io ero un semplice concorrente, un autore a cui, tre o quattro volte nella vita, è arrivata una telefonata di Lello Voce: &quot;ti va di fare uno slam?&quot; Ne ho fatti un paio a Roma e uno a Napoli, più una partecipazione come ospite non concorrente a Bolzano. Tutto qui. Non sapevo nemmeno che esistessero quei regolamenti che danno diritto a partecipare a edizioni nazionali o internazionali ecc., a cui accenni tu. 

Non sapevo nulla di nulla: semplicemente, quando Lello mi ha invitato, tre o quattro volte nella vita, ho controllato sull&#039;agenda e ho risposto sì o no. Fine del discorso. 

Tra l&#039;altro, fatico anche a credere che Lello Voce o chi per lui ti abbia potuto escludere per un motivo simile (o per qualsiasi altro motivo). Lello Voce è una persona leale e pulita.

(Se può consolarti, e per dimostrarti quanto io sia ammanicato negli Slam, nel primo in cui ho partecipato, autunno 2001, recitai una poesia nella prima manche eliminatoria. Bene: dalla giuria estratta a sorte fra il pubblico ottenni il punteggio più alto di tutti i dieci concorrenti, ma avevo sforato un po&#039; con il tempo: venne computata una penalità sbagliata, troppo grande, completamente sballata, a causa di un errore del notaio. Avrei potuto passare in finale, se la penalità fosse stata computata correttamente. Be&#039;, quando me ne accorsi era tardi per rimediare: certo, me ne rammaricai un po&#039;, ma non pensai affatto a complotti o malafedi, ma a cose che possono succedere nella foga degli eventi, sul palco. Temo che se una cosa simile fosse capitata a te saresti ancora lì a fantasticare che c&#039;era sotto chissà cosa.)

Io questa cosa della tua esclusione non la sapevo proprio: se l&#039;avessi saputo, non mi sarei di certo limitato a telefonarti per esprimerti la mia solidarietà, come hanno fatto i tuoi amici: se avessi saputo che io Tiziano Scarpa ero invitato a partecipare a una gara dove veniva escluso ingiustamente un concorrente che ne aveva diritto, sarei andato fino in fondo a verificare se una cosa simile era vera, avrei fatto casino con gli organizzatori, protestando fino ad assordarli, li avrei sputtanati pubblicamente, e in ogni caso non avrei di certo partecipato a uno Slam organizzato con delle simili schifezze sottobanco.

Mi sarebbe al contrario piaciuto moltissimo concorrere con te, sarebbe stata l&#039;occasione anche per conoscerci un po&#039; meglio. Veramente sono sbalordito dalle ipotesi e dai retropensieri che ti sei fatto e che a distanza di tempo ti fai ancora.

Scusami, ma queste tue ipotesi sono inquietanti. Rivelano un&#039;attitudine dietrologica che non appartiene al mondo che frequento, o per lo meno al mondo che - selezionando le persone e gli ambienti per quanto è possibile - desidero e cerco di frequentare. 

Se posso aggiungere una notazione sul tuo stile di comportamento, è davvero scorretto insinuare queste cose FALSE in pubblico, quando avresti potuto raggiungermi facilmente (grazie agli amici di minimum fax, che possiedono i miei numeri di telefono) o allo stesso Christian, che fa parte di Nazione Indiana, e chiedermi un &quot;riscontro&quot;, come lo chiami tu, in maniera trasparente, franca e adulta.

Ora attendo e pretendo le tue pubbliche e umili scuse.

Mi rivolgo ora ai lettori e visitatori di Nazione Indiana: come vedete, certe volte covano negli animi delle cose inaudite, delle ipotesi malevole di cui chi ne è oggetto non ha nemmeno il più flebile sentore e, soprattutto, non è assolutamente responsabile. Senza aver fatto nulla si provocano diffidenze, sospetti, che vengono amplificati fino a diventare addirittura deduzioni etiche generali sul marciume di un certo ambiente in base a fantasticherie assolutamente infondate, senza che chi viene vituperato sia responsabile di nulla...! 

Addirittura, Nicola Lagioia si basa su queste chimere per presentare alla pubblica riprovazione alcune (cito le sue parole) &quot;dinamiche che pericolosamente li avvicinano a quelle di un potere che cercano sinceramente – ne sono arciconvinto – di contrastare&quot;. In questo modo vischioso, fra i mille complimenti che mi rivolge, Nicola Lagioia interviene nel bel mezzo di una polemica bella calda, butta là insinuazioni spaventose, giusto per darmi dello sgozzatore-dietro-le-quinte di concorrenti e di scassinatore di regolamenti e di Costituzioni... butta là qualche ameno sospetto, per screditare e picconare alle fondamenta la credibilità morale della persona che sta difendendo le sue ragioni. Che tristezza...

Ragazzi, certo che ci vuole veramente la pazienza di Giobbe...

Un caro saluto a tutti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Nicola Lagioia,<br />
tu attendi riscontri, io attendo le tue pubbliche scuse. Ma le voglio chiare, nette, e anche in atteggiamento umile. Tu mi devi chiedere umilmente SCUSA.</p>
<p>Per quanto riguarda tutte le cose in cui mi menzioni, cado dalle nuvole. Niente di quello che dici sui fatti che &#8211; secondo le tue insinuazioni e ipotesi &#8211; mi riguardano ha qualche fondamento.</p>
<p>1. ALDO DIECI</p>
<p>Non ho letto quel libro, non sapevo nemmeno che io ci fossi nominato dentro. Avevo visto sì che era uscito, ma non l&#8217;ho letto.</p>
<p>Non sapevo che l&#8217;avevi scritto tu. Pensa un po&#8217;: all&#8217;epoca a me qualcuno aveva detto che c&#8217;entravano in qualche misura i registi di quel film &#8220;La capagira&#8221; (che tra l&#8217;altro mi piacque moltissimo, e continua a piacermi nel ricordo, che siano o no, quei registi, anche autori di quella cosa di &#8220;Aldo Dieci&#8221;). &#8220;Boh&#8221;, fu la mia reazione, e ho archiviato l&#8217;effimero episodio immediatamente.</p>
<p>Il caso Aldo Dieci per me NON ESISTE.</p>
<p>2. POETRY SLAM</p>
<p>Nella faccenda dello Slam non c&#8217;entro nulla di nulla. Io non organizzo gli Slam né mi sogno di mettere lo zampino nell&#8217;organizzazione. Ai concorrenti invitati non viene mai e poi mai sottoposta la lista dei concorrenti per chiedere se è di loro gradimento. Almeno, a me non è mai successo che mi chiedessero se gradivo o meno che partecipasse anche quello o quell&#8217;altro. </p>
<p>Io ero un semplice concorrente, un autore a cui, tre o quattro volte nella vita, è arrivata una telefonata di Lello Voce: &#8220;ti va di fare uno slam?&#8221; Ne ho fatti un paio a Roma e uno a Napoli, più una partecipazione come ospite non concorrente a Bolzano. Tutto qui. Non sapevo nemmeno che esistessero quei regolamenti che danno diritto a partecipare a edizioni nazionali o internazionali ecc., a cui accenni tu. </p>
<p>Non sapevo nulla di nulla: semplicemente, quando Lello mi ha invitato, tre o quattro volte nella vita, ho controllato sull&#8217;agenda e ho risposto sì o no. Fine del discorso. </p>
<p>Tra l&#8217;altro, fatico anche a credere che Lello Voce o chi per lui ti abbia potuto escludere per un motivo simile (o per qualsiasi altro motivo). Lello Voce è una persona leale e pulita.</p>
<p>(Se può consolarti, e per dimostrarti quanto io sia ammanicato negli Slam, nel primo in cui ho partecipato, autunno 2001, recitai una poesia nella prima manche eliminatoria. Bene: dalla giuria estratta a sorte fra il pubblico ottenni il punteggio più alto di tutti i dieci concorrenti, ma avevo sforato un po&#8217; con il tempo: venne computata una penalità sbagliata, troppo grande, completamente sballata, a causa di un errore del notaio. Avrei potuto passare in finale, se la penalità fosse stata computata correttamente. Be&#8217;, quando me ne accorsi era tardi per rimediare: certo, me ne rammaricai un po&#8217;, ma non pensai affatto a complotti o malafedi, ma a cose che possono succedere nella foga degli eventi, sul palco. Temo che se una cosa simile fosse capitata a te saresti ancora lì a fantasticare che c&#8217;era sotto chissà cosa.)</p>
<p>Io questa cosa della tua esclusione non la sapevo proprio: se l&#8217;avessi saputo, non mi sarei di certo limitato a telefonarti per esprimerti la mia solidarietà, come hanno fatto i tuoi amici: se avessi saputo che io Tiziano Scarpa ero invitato a partecipare a una gara dove veniva escluso ingiustamente un concorrente che ne aveva diritto, sarei andato fino in fondo a verificare se una cosa simile era vera, avrei fatto casino con gli organizzatori, protestando fino ad assordarli, li avrei sputtanati pubblicamente, e in ogni caso non avrei di certo partecipato a uno Slam organizzato con delle simili schifezze sottobanco.</p>
<p>Mi sarebbe al contrario piaciuto moltissimo concorrere con te, sarebbe stata l&#8217;occasione anche per conoscerci un po&#8217; meglio. Veramente sono sbalordito dalle ipotesi e dai retropensieri che ti sei fatto e che a distanza di tempo ti fai ancora.</p>
<p>Scusami, ma queste tue ipotesi sono inquietanti. Rivelano un&#8217;attitudine dietrologica che non appartiene al mondo che frequento, o per lo meno al mondo che &#8211; selezionando le persone e gli ambienti per quanto è possibile &#8211; desidero e cerco di frequentare. </p>
<p>Se posso aggiungere una notazione sul tuo stile di comportamento, è davvero scorretto insinuare queste cose FALSE in pubblico, quando avresti potuto raggiungermi facilmente (grazie agli amici di minimum fax, che possiedono i miei numeri di telefono) o allo stesso Christian, che fa parte di Nazione Indiana, e chiedermi un &#8220;riscontro&#8221;, come lo chiami tu, in maniera trasparente, franca e adulta.</p>
<p>Ora attendo e pretendo le tue pubbliche e umili scuse.</p>
<p>Mi rivolgo ora ai lettori e visitatori di Nazione Indiana: come vedete, certe volte covano negli animi delle cose inaudite, delle ipotesi malevole di cui chi ne è oggetto non ha nemmeno il più flebile sentore e, soprattutto, non è assolutamente responsabile. Senza aver fatto nulla si provocano diffidenze, sospetti, che vengono amplificati fino a diventare addirittura deduzioni etiche generali sul marciume di un certo ambiente in base a fantasticherie assolutamente infondate, senza che chi viene vituperato sia responsabile di nulla&#8230;! </p>
<p>Addirittura, Nicola Lagioia si basa su queste chimere per presentare alla pubblica riprovazione alcune (cito le sue parole) &#8220;dinamiche che pericolosamente li avvicinano a quelle di un potere che cercano sinceramente – ne sono arciconvinto – di contrastare&#8221;. In questo modo vischioso, fra i mille complimenti che mi rivolge, Nicola Lagioia interviene nel bel mezzo di una polemica bella calda, butta là insinuazioni spaventose, giusto per darmi dello sgozzatore-dietro-le-quinte di concorrenti e di scassinatore di regolamenti e di Costituzioni&#8230; butta là qualche ameno sospetto, per screditare e picconare alle fondamenta la credibilità morale della persona che sta difendendo le sue ragioni. Che tristezza&#8230;</p>
<p>Ragazzi, certo che ci vuole veramente la pazienza di Giobbe&#8230;</p>
<p>Un caro saluto a tutti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Malatesta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/02/la-lista-della-spesa/#comment-3202</link>

		<dc:creator><![CDATA[Malatesta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=356#comment-3202</guid>

					<description><![CDATA[Caro Lagioia,

quando parlavo di &quot;ponderatezza&quot;... Lei è LA Ponderatezza!

Le cose che ha scritto su Genna io le condivido pienamente (non so se ha letto la discussione sul sito di Lello Voce, sennò vada a leggersela, non per quello che dico io ma per quello che ne scrive Carla Benedetti, che mi sembra sulla sua stessa linea d&#039;onda).
E anche il rischio di una perdita di dialettica e di un &quot;passaggio di testimone&quot; del potere culturale rischiato da NI e altri siti lo avevo accennato anch&#039;io.

Che cosa aggiungere? Che, secondo me, la proposta di Scarpa è, in sé, importante. Mi spiego. Non è importante, in quanto tale, il fatto di proporre una &quot;lista&quot; non unilaterale di autori e opere di rilievo degli ultimi cinque anni (anche quello, nel suo piccolo, è rilevante), ma secondo me è importante, importantissimo che Scarpa abbia rilevato un problema e si sia dato da fare per cercare una soluzione. 

Il rischio che lei enuncia, caro Lagioia, c&#039;è, eccome! La storia si ripete, i deboli si schierano contro i potenti non perché criticano il principio di potere ma perché non ce l&#039;hanno e vogliono impossessarsene. E questo non solo a livello conscio, ma anche in maniera esistenziale e inconsapevole. 
Tutta la storia,  culturale oltre politico-sociale, in fondo non è che questa grande opera di assedio e occupazione dei centri di potere (gionali, riviste, radio, tv e, oggi e nel futuro prossimo, anche internet). Ora, per evitare che ciò continui, c&#039;è bisogno proprio di questo: proposte. Se non si inventa un mezzo, un meccanismo ecc. per scardinare alla base il sistema culturale, corriamo il rischio che tra pochi anni - mi sembra ovvio - internet, che per adesso è sottovalutato da una parte dell&#039;industria culturale e dei baroni e baronetti della cultura nazionale, sia invaso e ridotto alla stregua dell&#039;establishment culturale esterno. Come fare per evitare che domani Giuseppe Genna diventi quello che Luperini è oggi (ho già posto, in termini quasi simili, questa questione a Scarpa)?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Lagioia,</p>
<p>quando parlavo di &#8220;ponderatezza&#8221;&#8230; Lei è LA Ponderatezza!</p>
<p>Le cose che ha scritto su Genna io le condivido pienamente (non so se ha letto la discussione sul sito di Lello Voce, sennò vada a leggersela, non per quello che dico io ma per quello che ne scrive Carla Benedetti, che mi sembra sulla sua stessa linea d&#8217;onda).<br />
E anche il rischio di una perdita di dialettica e di un &#8220;passaggio di testimone&#8221; del potere culturale rischiato da NI e altri siti lo avevo accennato anch&#8217;io.</p>
<p>Che cosa aggiungere? Che, secondo me, la proposta di Scarpa è, in sé, importante. Mi spiego. Non è importante, in quanto tale, il fatto di proporre una &#8220;lista&#8221; non unilaterale di autori e opere di rilievo degli ultimi cinque anni (anche quello, nel suo piccolo, è rilevante), ma secondo me è importante, importantissimo che Scarpa abbia rilevato un problema e si sia dato da fare per cercare una soluzione. </p>
<p>Il rischio che lei enuncia, caro Lagioia, c&#8217;è, eccome! La storia si ripete, i deboli si schierano contro i potenti non perché criticano il principio di potere ma perché non ce l&#8217;hanno e vogliono impossessarsene. E questo non solo a livello conscio, ma anche in maniera esistenziale e inconsapevole.<br />
Tutta la storia,  culturale oltre politico-sociale, in fondo non è che questa grande opera di assedio e occupazione dei centri di potere (gionali, riviste, radio, tv e, oggi e nel futuro prossimo, anche internet). Ora, per evitare che ciò continui, c&#8217;è bisogno proprio di questo: proposte. Se non si inventa un mezzo, un meccanismo ecc. per scardinare alla base il sistema culturale, corriamo il rischio che tra pochi anni &#8211; mi sembra ovvio &#8211; internet, che per adesso è sottovalutato da una parte dell&#8217;industria culturale e dei baroni e baronetti della cultura nazionale, sia invaso e ridotto alla stregua dell&#8217;establishment culturale esterno. Come fare per evitare che domani Giuseppe Genna diventi quello che Luperini è oggi (ho già posto, in termini quasi simili, questa questione a Scarpa)?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giampaolo spinato		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/02/la-lista-della-spesa/#comment-3201</link>

		<dc:creator><![CDATA[giampaolo spinato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=356#comment-3201</guid>

					<description><![CDATA[caro tiziano, adesso che finalmente scopro, grazie alle tue spiegazioni nel post, come si fa a contattarvi on line [cioè in uno dei luoghi in cui i vari dibattiti si sono meglio &quot;articolati&quot;, considerando le possibilità dei link] riesco finalmente a farti avere appunto il link di un mio intervento recente: http://xoomer.virgilio.it/gispinat/int_ldm.htm - ti pregherei, se puoi, di estendere la segnalazione a tutto il gruppo e a carla benedetti, che cito esplicitamente, in particolare. grazie. il miei recapiti sono: log@giampaolospinato.it - www.giampaolospinato.it &#124; ciao. &#124; g.s. &#124;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro tiziano, adesso che finalmente scopro, grazie alle tue spiegazioni nel post, come si fa a contattarvi on line [cioè in uno dei luoghi in cui i vari dibattiti si sono meglio &#8220;articolati&#8221;, considerando le possibilità dei link] riesco finalmente a farti avere appunto il link di un mio intervento recente: <a href="http://xoomer.virgilio.it/gispinat/int_ldm.htm" rel="nofollow ugc">http://xoomer.virgilio.it/gispinat/int_ldm.htm</a> &#8211; ti pregherei, se puoi, di estendere la segnalazione a tutto il gruppo e a carla benedetti, che cito esplicitamente, in particolare. grazie. il miei recapiti sono: <a href="mailto:log@giampaolospinato.it">log@giampaolospinato.it</a> &#8211; <a href="http://www.giampaolospinato.it" rel="nofollow ugc">http://www.giampaolospinato.it</a> | ciao. | g.s. |</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/02/la-lista-della-spesa/#comment-3200</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=356#comment-3200</guid>

					<description><![CDATA[la lista è vita.

G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la lista è vita.</p>
<p>G.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nicola Lagioia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/02/la-lista-della-spesa/#comment-3199</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nicola Lagioia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=356#comment-3199</guid>

					<description><![CDATA[PRIMA DELLA LISTA DELLA SPESA (parteciperò, prometto, però prima mi preme dirvi questo)(per sicurezza di essere letto l&#039;ho incollato anche al blog precedente)


LETTERA APERTA A TIZIANO SCARPA, A GIUSEPPE GENNA, A MASSIMILANO PARENTE, E A TUTTI GLI AMICI DI NAZIONE INDIANA


Ho sempre seguito con interesse il dibattito letterario italiano che da qualche anno (tra alti e bassi) si consuma in Rete – parlo della vecchia Società delle Menti, di Carmilla, di Nazione Indiana, del blog di Mozzi e di qualunque altro tipo di contenitore digitale nel quale, con toni spesso accesi – e certe volte con cadute vertiginose – è stata comunque restituita al discorso intorno alla letteratura una vitalità che raramente ho avuto modo di riscontrare sui maggiori quotidiani italiani. 
Non sono mai intervenuto pubblicamente in questo dibattito, nemmeno quando si è parlato di me. Adesso, però, alla luce di questa lunga discussione innescata da Massimiliano Parente – che in qualche modo si riccolega alla risposta di Scarpa a Luperini, ai precedenti interventi di Moresco e della Benedetti, persino alla polemica scoppiata dopo l’articolo di Covacich sull’Espresso – penso di poter dare un mio sereno e (spero) utile contributo, che vorrei fosse preso altrettanto serenamente dai destinatari e dai possibili interlocutori. Non sarò breve, e me ne scuso in anticipo.
Getterei un temporaeo colpo di spugna sulle battute (inopportune) sulla lingua tedesca di Massimiliano Parente (un intellettuale e uno scrittore che stimo molto), sull’altrettanto inopportuno ‘vaffanculo’ di Tiziano Scarpa (che pure da parte mia è oggetto di una stima probabilmente non ricambiata) e sul raus di Malatesta (che bene ha fatto a scusarsi), per spendermi in considerazioni più generali.
Condivido la reazione di Scarpa all’intervento di Luperini, ricollegandola a una reazione (giustamente indignata) nei confronti di un potere – critico e giornalistico – spesso miope, parassitario e per nulla professionale. Sono quasi dieci anni che lavoro nell’editoria, e soffro sempre davanti al pressapochismo di tante penne, note e meno note, quando recensiscono i libri senza averli letti, quando rielaborano e infiocchettano vergognosamente i comunicati spampa spacciandoli per recensioni e per farina del proprio sacco, quando parlano di libri utilizzando una lingua (e a volte anche una grammatica) che costerebbe il licenziamento immediato a un cronista sporivo alle prime armi. In un contesto simile, la mia stima va a persone come Massmiliano Parente, Tiziano Scarpa, Giuseppe Genna, per il semplice fatto (al di là della condivisione della loro idea di letteratura) che, papale papale, si fanno il culo, scrivono per atto di fede, leggono i libri di cui parlano, e ne parlano quasi sempre con cognizione di causa. È una stima, la mia, che invece non va alla maggior parte dei caposervizi cultura dei più importanti giornali italiani e ai loro luogotenenti, che non dimostrano nessun tipo di passione, scrivono articoli sciatti, non hanno idee da difendere e forse (tristemente) non hanno più idee in assoluto.
E tuttavia, questa specie di middle-ground che sono molti (più o meno) giovani e attivissimi scrittori italiani (quelli che ho nominato…), i siti internet da cui si esprimono (e si espongono, spesso coraggiosamente), gli eventi che organizzano ecc. ecc., hanno mostrato in certi casi (pochi, per fortuna, ma significativi) delle dinamiche che pericolosamente li avvicinano a quelle di un potere che cercano sinceramente – ne sono arciconvinto – di contrastare. Parlerò di eventi che mi riguardano da vicino. So che potrà suonare come una recriminazione, ma quelli conosco bene, e quelli utilizzerò cercando di dare un contributo costruttivo.

1) Qualche anno fa, nel ’98, quando ero una traccia appena percepibile sulla mappa degli addetti ai lavori, lavoravo come redattore alla Castelvecchi e (tra le mille cose che facevo là dentro, rigorosamente in nero, ma felice di esserci), diedi il mio contributo alla stesura di un romanzo che parodiava Aldo Nove e il mondo degli scrittori cannibali. Il romanzo era intitolato “Route 66” ed era firmato con lo pseudonimo di Aldo Dieci. Col fallimento della casa editrice, dovrebbe risultare ormai introvabile, ma, rileggendolo anche a distanza di tempo, mi sembra una presa in giro abbastanza intelligente e brillante – e anche parecchio cazzona, certo – per nulla offensiva nei confronti di Aldo Nove, di Niccolò Ammaniti di Tiziano Scarpa, di Alberto Castelvecchi (anche lui parodiato nel libro) visto che il bersaglio contro il quale si dirigeva era soprattutto il mondo mediatico legato alla letteratura. Mi è dispiaciuto ma soprattutto mi ha sorpreso, pertanto, che Aldo Nove l’abbia presa malissimo, che Niccolò Ammaniti se ne sia detto disgustato, e che insomma questo libro sia stato considerato, dagli ex-cannibali, nemmeno un avversario ma un nemico. Tanto più che una parodia è anche la consacrazione del successo. La mia perplessità, di conseguenza, si è trasformata in disappunto quando ho pensato (è un mio pensiero, posso sbagliarmi) che si possa avere urlato alla lesa maestà – come Baricco con “Setola” e come la Tamaro con “Va’ dove ti porta il clito” (libri che ci andavano giù, molto ma molto più pesante). Ma questo non è niente. Ognuno è libero di pensare dei libri ciò che vuole. E’ un episodio di qualche anno dopo, legato a questo, ad essere invece, secondo me, molto grave, e sul quale bisognerebbe riflettere almeno un poco.
Il 22 marzo del 2002, su invito di Tommaso Ottonieri, partecipo all’edizione romana del Poetry Slam, condotta e co-gestita da Lello Voce. Capita che vinco, e, da regolamento, avrei dovuto partecipare, qualche mese dopo, all’edizione nazionale, che si sarebbe tenuta sempre a Roma. A questo slam nazionale partecipa anche Tiziano Scarpa, che è bravissimo in questo genere di cose, e infatti vince molto spesso strameritatamente. Che cosa succede? Che il comitato (chiamiamolo così) dello Slam, gestito soprattutto da Lello Voce, reputa “inopportuno” che un co-autore di Aldo Dieci (un nemico?) coesista in uno spazio in cui ci sia anche Tiziano Scarpa e quindi, abrogando nell’hic et nunc una regola dello Slam (un po’ come Berlusconi con la Costituzione, mi chiedo? forse peggio…) si decide che io non parteciperò a quella manifestazione. Ricevo telefonate scandalizzate e solidali di altri partecipanti allo slam e di persone che ci girano attorno (Sara Ventroni, Tommaso Ottonieri, Christian Raimo), e rimango veramente sbalordito della cosa. Ora, non ho mai saputo se ci sia stata una precisa direttiva di Tiziano Scarpa (e penso, e mi auguro di no, soprattutto avendo letto un suo pezzo su un vecchio Pulp in cui a sua volta si diceva sbalordito per la ritardata traduzione dei suoi libri in tedesco a causa di uno scrittore teutonico da lui stroncato in una recensione) o se si sia trattato piuttosto di un’autocensura del comitato dello slam, e quindi, presumo, di Lello Voce in primis. Ma questo, almeno io così l’ho reputato, è un fatto MOLTO MOLTO grave. Non mi interessa naturalmente lo slam in sé, lo considero un gioco, è il principio che mi allarma. E che mi fa pensare che intorno e dentro a gruppi e a dinamiche molto salutari per la lettaratura (gli slam, i siti internet, i vostri interventi…) ci possano essere i bacilli di dinamiche di potere che tutti (e lo ripeto, SINCERAMENTE) cerchiamo con le nostre vite e le nostre opere, di debellare.

2) Giuseppe Genna. Sono uno dei tanti scrittori mandati letteralmente a quel paese, e senza molte argomentazioni, da Giuseppe Genna sulle pagine di Clarence. Ho seguito Genna sin dai suoi esordi di critico, e l’ho seguito perché mi sembrava (e mi sembra ancora) che ci fosse passione e una certa forza nelle cose che diceva e che dice. Soprattutto (anche lui) parlava e parla di libri che aveva/ha letto per davvero. Le sue recensioni, all’inizio, (per l’energia che ci metteva, e la mancanza di doppiezza) avevano lo stesso effetto liberatorio che aveva la fine del “politichese” in un contesto completamente diverso. Ma poi, così come i politici della Seconda Repubblica, dismessi i panni del politichese, si sono infilati in una dimensione linguistica in cui tutto era concesso (dire una cosa oggi, smentirla il giorno dopo, dichiarare che MAI in vita propria si sarebbe fatta un’alleanza con Tizio e invitarlo a fondare un partito insieme il giorno dopo…), Genna ha iniziato a denunciare una tale mancanza di coerenza da renderlo, ai miei occhi, molto meno autorevole. Wu Ming? (prima stroncati e poi improvvisamente incensati, pur facendo ammenda). Christian Raimo? (l’autore di “una sordida accozzaglia di stronzate in libertà” e poi “la speranza della letteratura italiana”, senza che tra un giudizio e l’altro il povero Christian abbia avuto il tempo di scrivere un nuovo libro). Andrea Cortellessa? (prima insultato pesantemente e poi considerato un critico bravissimo). Stile Libero? (stroncati a prescindere). I libri di Aldo Busi? (“Busi lo stronchiamo a prescindere! Ve lo diciamo subito, così vi mettete il cuore in pace. Lo stroncheremmo anche se avesse scritto un&#039;opera d&#039;arte”, firmato da Stefano Porro, sempre sul vecchio Clarence). Ora, tutto questo fa perdere di autorevolezza una voce (delle voci) che pure potrebbe(ro) dire cose molto importanti, e quindi me ne dispiace.

Concludo. Non credo di aver lavato i panni sporchi in pubblico, perché non ho inserito il mio intervento in un articolo di giornale, né l’ho letto alla radio, ma ho pensato di condividerlo con voi nella piccola comunità di questo blog. Diciamo allora che ho lavato i panni sporchi nel contesto di una famiglia allargata. Ho cercato, cioè, di muovere, se mi è concesso, una critica dall’interno. Per evitare che alcune dinamiche (allo stato embrionale, ma, secondo me, pericolose) rischino di intaccare – malgrado tutti – una cosa molto bella e molto rara in questo paese: un gruppo di persone che amano la letteratura, che lavorano, per davvero, su se stessi e sui libri agendo da scrittori, lettori, recensori e quant’altro.
Per cui, Tiziano Scarpa, e Giuseppe Genna, e Massimiliano parente (voi, che avete dato negli ultimi anni una spinta vitale alla situazione culturale di questo paese), vi chiedo di riflettere su quanto da me scritto e vi invito FORMALMENTE, e con tutta la gentilezza che posso, a questo tavolo (anche solo virtuale) di discussione.

Un caro saluto, e attendo riscontri
Nicola Lagioia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PRIMA DELLA LISTA DELLA SPESA (parteciperò, prometto, però prima mi preme dirvi questo)(per sicurezza di essere letto l&#8217;ho incollato anche al blog precedente)</p>
<p>LETTERA APERTA A TIZIANO SCARPA, A GIUSEPPE GENNA, A MASSIMILANO PARENTE, E A TUTTI GLI AMICI DI NAZIONE INDIANA</p>
<p>Ho sempre seguito con interesse il dibattito letterario italiano che da qualche anno (tra alti e bassi) si consuma in Rete – parlo della vecchia Società delle Menti, di Carmilla, di Nazione Indiana, del blog di Mozzi e di qualunque altro tipo di contenitore digitale nel quale, con toni spesso accesi – e certe volte con cadute vertiginose – è stata comunque restituita al discorso intorno alla letteratura una vitalità che raramente ho avuto modo di riscontrare sui maggiori quotidiani italiani.<br />
Non sono mai intervenuto pubblicamente in questo dibattito, nemmeno quando si è parlato di me. Adesso, però, alla luce di questa lunga discussione innescata da Massimiliano Parente – che in qualche modo si riccolega alla risposta di Scarpa a Luperini, ai precedenti interventi di Moresco e della Benedetti, persino alla polemica scoppiata dopo l’articolo di Covacich sull’Espresso – penso di poter dare un mio sereno e (spero) utile contributo, che vorrei fosse preso altrettanto serenamente dai destinatari e dai possibili interlocutori. Non sarò breve, e me ne scuso in anticipo.<br />
Getterei un temporaeo colpo di spugna sulle battute (inopportune) sulla lingua tedesca di Massimiliano Parente (un intellettuale e uno scrittore che stimo molto), sull’altrettanto inopportuno ‘vaffanculo’ di Tiziano Scarpa (che pure da parte mia è oggetto di una stima probabilmente non ricambiata) e sul raus di Malatesta (che bene ha fatto a scusarsi), per spendermi in considerazioni più generali.<br />
Condivido la reazione di Scarpa all’intervento di Luperini, ricollegandola a una reazione (giustamente indignata) nei confronti di un potere – critico e giornalistico – spesso miope, parassitario e per nulla professionale. Sono quasi dieci anni che lavoro nell’editoria, e soffro sempre davanti al pressapochismo di tante penne, note e meno note, quando recensiscono i libri senza averli letti, quando rielaborano e infiocchettano vergognosamente i comunicati spampa spacciandoli per recensioni e per farina del proprio sacco, quando parlano di libri utilizzando una lingua (e a volte anche una grammatica) che costerebbe il licenziamento immediato a un cronista sporivo alle prime armi. In un contesto simile, la mia stima va a persone come Massmiliano Parente, Tiziano Scarpa, Giuseppe Genna, per il semplice fatto (al di là della condivisione della loro idea di letteratura) che, papale papale, si fanno il culo, scrivono per atto di fede, leggono i libri di cui parlano, e ne parlano quasi sempre con cognizione di causa. È una stima, la mia, che invece non va alla maggior parte dei caposervizi cultura dei più importanti giornali italiani e ai loro luogotenenti, che non dimostrano nessun tipo di passione, scrivono articoli sciatti, non hanno idee da difendere e forse (tristemente) non hanno più idee in assoluto.<br />
E tuttavia, questa specie di middle-ground che sono molti (più o meno) giovani e attivissimi scrittori italiani (quelli che ho nominato…), i siti internet da cui si esprimono (e si espongono, spesso coraggiosamente), gli eventi che organizzano ecc. ecc., hanno mostrato in certi casi (pochi, per fortuna, ma significativi) delle dinamiche che pericolosamente li avvicinano a quelle di un potere che cercano sinceramente – ne sono arciconvinto – di contrastare. Parlerò di eventi che mi riguardano da vicino. So che potrà suonare come una recriminazione, ma quelli conosco bene, e quelli utilizzerò cercando di dare un contributo costruttivo.</p>
<p>1) Qualche anno fa, nel ’98, quando ero una traccia appena percepibile sulla mappa degli addetti ai lavori, lavoravo come redattore alla Castelvecchi e (tra le mille cose che facevo là dentro, rigorosamente in nero, ma felice di esserci), diedi il mio contributo alla stesura di un romanzo che parodiava Aldo Nove e il mondo degli scrittori cannibali. Il romanzo era intitolato “Route 66” ed era firmato con lo pseudonimo di Aldo Dieci. Col fallimento della casa editrice, dovrebbe risultare ormai introvabile, ma, rileggendolo anche a distanza di tempo, mi sembra una presa in giro abbastanza intelligente e brillante – e anche parecchio cazzona, certo – per nulla offensiva nei confronti di Aldo Nove, di Niccolò Ammaniti di Tiziano Scarpa, di Alberto Castelvecchi (anche lui parodiato nel libro) visto che il bersaglio contro il quale si dirigeva era soprattutto il mondo mediatico legato alla letteratura. Mi è dispiaciuto ma soprattutto mi ha sorpreso, pertanto, che Aldo Nove l’abbia presa malissimo, che Niccolò Ammaniti se ne sia detto disgustato, e che insomma questo libro sia stato considerato, dagli ex-cannibali, nemmeno un avversario ma un nemico. Tanto più che una parodia è anche la consacrazione del successo. La mia perplessità, di conseguenza, si è trasformata in disappunto quando ho pensato (è un mio pensiero, posso sbagliarmi) che si possa avere urlato alla lesa maestà – come Baricco con “Setola” e come la Tamaro con “Va’ dove ti porta il clito” (libri che ci andavano giù, molto ma molto più pesante). Ma questo non è niente. Ognuno è libero di pensare dei libri ciò che vuole. E’ un episodio di qualche anno dopo, legato a questo, ad essere invece, secondo me, molto grave, e sul quale bisognerebbe riflettere almeno un poco.<br />
Il 22 marzo del 2002, su invito di Tommaso Ottonieri, partecipo all’edizione romana del Poetry Slam, condotta e co-gestita da Lello Voce. Capita che vinco, e, da regolamento, avrei dovuto partecipare, qualche mese dopo, all’edizione nazionale, che si sarebbe tenuta sempre a Roma. A questo slam nazionale partecipa anche Tiziano Scarpa, che è bravissimo in questo genere di cose, e infatti vince molto spesso strameritatamente. Che cosa succede? Che il comitato (chiamiamolo così) dello Slam, gestito soprattutto da Lello Voce, reputa “inopportuno” che un co-autore di Aldo Dieci (un nemico?) coesista in uno spazio in cui ci sia anche Tiziano Scarpa e quindi, abrogando nell’hic et nunc una regola dello Slam (un po’ come Berlusconi con la Costituzione, mi chiedo? forse peggio…) si decide che io non parteciperò a quella manifestazione. Ricevo telefonate scandalizzate e solidali di altri partecipanti allo slam e di persone che ci girano attorno (Sara Ventroni, Tommaso Ottonieri, Christian Raimo), e rimango veramente sbalordito della cosa. Ora, non ho mai saputo se ci sia stata una precisa direttiva di Tiziano Scarpa (e penso, e mi auguro di no, soprattutto avendo letto un suo pezzo su un vecchio Pulp in cui a sua volta si diceva sbalordito per la ritardata traduzione dei suoi libri in tedesco a causa di uno scrittore teutonico da lui stroncato in una recensione) o se si sia trattato piuttosto di un’autocensura del comitato dello slam, e quindi, presumo, di Lello Voce in primis. Ma questo, almeno io così l’ho reputato, è un fatto MOLTO MOLTO grave. Non mi interessa naturalmente lo slam in sé, lo considero un gioco, è il principio che mi allarma. E che mi fa pensare che intorno e dentro a gruppi e a dinamiche molto salutari per la lettaratura (gli slam, i siti internet, i vostri interventi…) ci possano essere i bacilli di dinamiche di potere che tutti (e lo ripeto, SINCERAMENTE) cerchiamo con le nostre vite e le nostre opere, di debellare.</p>
<p>2) Giuseppe Genna. Sono uno dei tanti scrittori mandati letteralmente a quel paese, e senza molte argomentazioni, da Giuseppe Genna sulle pagine di Clarence. Ho seguito Genna sin dai suoi esordi di critico, e l’ho seguito perché mi sembrava (e mi sembra ancora) che ci fosse passione e una certa forza nelle cose che diceva e che dice. Soprattutto (anche lui) parlava e parla di libri che aveva/ha letto per davvero. Le sue recensioni, all’inizio, (per l’energia che ci metteva, e la mancanza di doppiezza) avevano lo stesso effetto liberatorio che aveva la fine del “politichese” in un contesto completamente diverso. Ma poi, così come i politici della Seconda Repubblica, dismessi i panni del politichese, si sono infilati in una dimensione linguistica in cui tutto era concesso (dire una cosa oggi, smentirla il giorno dopo, dichiarare che MAI in vita propria si sarebbe fatta un’alleanza con Tizio e invitarlo a fondare un partito insieme il giorno dopo…), Genna ha iniziato a denunciare una tale mancanza di coerenza da renderlo, ai miei occhi, molto meno autorevole. Wu Ming? (prima stroncati e poi improvvisamente incensati, pur facendo ammenda). Christian Raimo? (l’autore di “una sordida accozzaglia di stronzate in libertà” e poi “la speranza della letteratura italiana”, senza che tra un giudizio e l’altro il povero Christian abbia avuto il tempo di scrivere un nuovo libro). Andrea Cortellessa? (prima insultato pesantemente e poi considerato un critico bravissimo). Stile Libero? (stroncati a prescindere). I libri di Aldo Busi? (“Busi lo stronchiamo a prescindere! Ve lo diciamo subito, così vi mettete il cuore in pace. Lo stroncheremmo anche se avesse scritto un&#8217;opera d&#8217;arte”, firmato da Stefano Porro, sempre sul vecchio Clarence). Ora, tutto questo fa perdere di autorevolezza una voce (delle voci) che pure potrebbe(ro) dire cose molto importanti, e quindi me ne dispiace.</p>
<p>Concludo. Non credo di aver lavato i panni sporchi in pubblico, perché non ho inserito il mio intervento in un articolo di giornale, né l’ho letto alla radio, ma ho pensato di condividerlo con voi nella piccola comunità di questo blog. Diciamo allora che ho lavato i panni sporchi nel contesto di una famiglia allargata. Ho cercato, cioè, di muovere, se mi è concesso, una critica dall’interno. Per evitare che alcune dinamiche (allo stato embrionale, ma, secondo me, pericolose) rischino di intaccare – malgrado tutti – una cosa molto bella e molto rara in questo paese: un gruppo di persone che amano la letteratura, che lavorano, per davvero, su se stessi e sui libri agendo da scrittori, lettori, recensori e quant’altro.<br />
Per cui, Tiziano Scarpa, e Giuseppe Genna, e Massimiliano parente (voi, che avete dato negli ultimi anni una spinta vitale alla situazione culturale di questo paese), vi chiedo di riflettere su quanto da me scritto e vi invito FORMALMENTE, e con tutta la gentilezza che posso, a questo tavolo (anche solo virtuale) di discussione.</p>
<p>Un caro saluto, e attendo riscontri<br />
Nicola Lagioia</p>
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