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	Commenti a: Il diario del siamese (1)	</title>
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		<title>
		Di: Nazione Indiana 2.0 &#187; Blog Archive &#187; Poesie pentite		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/03/il-diario-del-siamese-1/#comment-11492</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana 2.0 &#187; Blog Archive &#187; Poesie pentite]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2005 09:13:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] [tratto da Homobiographie, Éditions Farrago, Tours, 2000. &#8220;Poesie pentite&#8221; : &#8220;poèmes retouchés&#8221;, in senso pittorico. Di Liliane Giraudon, vd. anche l&#8217;estratto di un suo romanzo recente, La fiancée de Makhno.] [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] [tratto da Homobiographie, Éditions Farrago, Tours, 2000. &#8220;Poesie pentite&#8221; : &#8220;poèmes retouchés&#8221;, in senso pittorico. Di Liliane Giraudon, vd. anche l&#8217;estratto di un suo romanzo recente, La fiancée de Makhno.] [&#8230;]</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/03/il-diario-del-siamese-1/#comment-3314</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Della vicenda raccontata nel libro molto mi sfugge, naturalmente. E non mi bastano le informazioni sul web. 
Perciò torno al testo pubblicato qui. Per dire che – fiction o no – a me trasmette inquietudine (angoscia, anche) in dosi massicce.
Insomma, mi sembra difficile che ingeneri noia e indifferenza. Capisco di più un rifiuto secco, senza appello. Non la noia.
E poi c’è quell’imperativo iniziale: “Una frase deve ogni giorno venire puntata”. Più che (oltre che) un elemento funzionale alla storia, sembra una fortissima dichiarazione d’intenti dell’autrice. Una “necessità” che in ogni caso va molto oltre la fiction.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Della vicenda raccontata nel libro molto mi sfugge, naturalmente. E non mi bastano le informazioni sul web.<br />
Perciò torno al testo pubblicato qui. Per dire che – fiction o no – a me trasmette inquietudine (angoscia, anche) in dosi massicce.<br />
Insomma, mi sembra difficile che ingeneri noia e indifferenza. Capisco di più un rifiuto secco, senza appello. Non la noia.<br />
E poi c’è quell’imperativo iniziale: “Una frase deve ogni giorno venire puntata”. Più che (oltre che) un elemento funzionale alla storia, sembra una fortissima dichiarazione d’intenti dell’autrice. Una “necessità” che in ogni caso va molto oltre la fiction.</p>
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		<title>
		Di: andrea raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/03/il-diario-del-siamese-1/#comment-3315</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in effetti, cio&#039; che mi aveva interessato in questo romanzo è da un lato la sua volontà di affrontare temi forti, che in parte appaiono nel capitolo che ho tradotto: l&#039;ingegneria genetica, la violenza della storia, il rapporto con l&#039;altro (tramite il tema dei gemelli). cosette cosi&#039;, insomma. e dall&#039;altro, la grande libertà formale del testo: non narrazione lineare, non saggio, non poesia, ma qualcosa di molto più caleidoscopico.
nel corso della simil-polemica sul romanzo italiano di qualche settimana fa, lello voce aveva proposto di discutere di forme, anziché di nomi; mi era sembrato un invito giusto e sensato, e ho cercato di rispondervi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in effetti, cio&#8217; che mi aveva interessato in questo romanzo è da un lato la sua volontà di affrontare temi forti, che in parte appaiono nel capitolo che ho tradotto: l&#8217;ingegneria genetica, la violenza della storia, il rapporto con l&#8217;altro (tramite il tema dei gemelli). cosette cosi&#8217;, insomma. e dall&#8217;altro, la grande libertà formale del testo: non narrazione lineare, non saggio, non poesia, ma qualcosa di molto più caleidoscopico.<br />
nel corso della simil-polemica sul romanzo italiano di qualche settimana fa, lello voce aveva proposto di discutere di forme, anziché di nomi; mi era sembrato un invito giusto e sensato, e ho cercato di rispondervi.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/03/il-diario-del-siamese-1/#comment-3316</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, questa prospettiva della discussione sulle forme è interessante, anche se – forse – un po’ per addetti ai lavori. Certo i “nomi” sembrano innescare polemiche senza fine…
Comunque ho l’impressione (da non addetta ai lavori) che nel “Diario del siamese” le tracce poetiche (gli echi) siano piuttosto forti (anche poesia epica, magari). E che la “frase” che deve ogni giorno essere puntata possa essere un “verso”, o qualcosa che gli somiglia.

Ciao Andrea. Aspetto il seguito.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, questa prospettiva della discussione sulle forme è interessante, anche se – forse – un po’ per addetti ai lavori. Certo i “nomi” sembrano innescare polemiche senza fine…<br />
Comunque ho l’impressione (da non addetta ai lavori) che nel “Diario del siamese” le tracce poetiche (gli echi) siano piuttosto forti (anche poesia epica, magari). E che la “frase” che deve ogni giorno essere puntata possa essere un “verso”, o qualcosa che gli somiglia.</p>
<p>Ciao Andrea. Aspetto il seguito.</p>
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