<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: La puttana nella carrozza	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 24 Dec 2007 17:38:54 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Malatesta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/#comment-3403</link>

		<dc:creator><![CDATA[Malatesta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=361#comment-3403</guid>

					<description><![CDATA[Un commentatore aveva notato come inizialmente, dai toni di accesa ed eccessiva polemica del precedente post sulla lista della spesa, qui si fosse bruscamente passati ad accenti di buona creanza letteraria, se non addirittura di aperto elogio. Mi sembra chiaro che l&#039;improvviso materializzarsi e rivolgergli la parola del più volte citato Moresco ha reso tutto d&#039;un colpo l&#039;idrofobo Parente una personcina molto docile, accucciata, scodinzolante. Ha smorzato i toni, il Nostro, ha chiesto scusa a Scarpa per quella sua infelice battuta sulle traduzioni in tedesco ecc. Insomma di colpo, inavvertitamente, senza più scambiarsi ragionamenti e spiegazioni, pace è stata fatta (questo a riprova dell&#039;arbitrarietà e inconsistenza dei toni, dello stile, di certe più che frivole argomentazioni) ...

Ma ora è deflagrata un&#039;altra lite letteraria, quella tra Paoloni e Montanari, e i perbenisti della letteratura non hanno mancato di mormorare i loro &quot;certe cose non si fanno&quot;, &quot;queste sono faccende da risolversi in privato&quot;, &quot;facciamo un forum a parte&quot; ecc. 

Io - dico la mia - adoro questa litigiosità burrascosa e protratta. Non solo perché è anch&#039;essa una forma di dialettica, ma perché ci fornisce un&#039;immagine viva, non retorica, umana, degli scrittori. C&#039;è chi ha un&#039;immagine falsa e tardoromantica del letterato, attorniato dal suo fortino di libri, pensoso al chiaro di luna, epico e atarassico come un dio di Epicuro, tutto preso dal suo pensiero e dalla sua arte, estraneo alle umane passioni...

Ma lo scrittore - ci dicono simili liti - è anche questo... E&#039; capace di offendere, di incazzarsi, di mandare affanculo un altro scrittore (e qui le educande culturali, i fautori del &quot;letteraly correct&quot; non sanno trattenere un gridolino di stupita indignazione, ohohoh!...)

Dunque, ben vengano anche di queste liti, anche con la loro rissosa verbosità, coi loro monologhi paralleli e tutto il fiele che uno scrittore ha in corpo... 

Perché le risse dei futuristi col pubblico, Verlaine che litiga con Rimbaud e gli spara un colpo di pistola, Ungaretti che a tavola inveisce contro Montale e mima con la forchetta il gesto di infilzarlo... perché sono anche questo, la letteratura e gli scrittori...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un commentatore aveva notato come inizialmente, dai toni di accesa ed eccessiva polemica del precedente post sulla lista della spesa, qui si fosse bruscamente passati ad accenti di buona creanza letteraria, se non addirittura di aperto elogio. Mi sembra chiaro che l&#8217;improvviso materializzarsi e rivolgergli la parola del più volte citato Moresco ha reso tutto d&#8217;un colpo l&#8217;idrofobo Parente una personcina molto docile, accucciata, scodinzolante. Ha smorzato i toni, il Nostro, ha chiesto scusa a Scarpa per quella sua infelice battuta sulle traduzioni in tedesco ecc. Insomma di colpo, inavvertitamente, senza più scambiarsi ragionamenti e spiegazioni, pace è stata fatta (questo a riprova dell&#8217;arbitrarietà e inconsistenza dei toni, dello stile, di certe più che frivole argomentazioni) &#8230;</p>
<p>Ma ora è deflagrata un&#8217;altra lite letteraria, quella tra Paoloni e Montanari, e i perbenisti della letteratura non hanno mancato di mormorare i loro &#8220;certe cose non si fanno&#8221;, &#8220;queste sono faccende da risolversi in privato&#8221;, &#8220;facciamo un forum a parte&#8221; ecc. </p>
<p>Io &#8211; dico la mia &#8211; adoro questa litigiosità burrascosa e protratta. Non solo perché è anch&#8217;essa una forma di dialettica, ma perché ci fornisce un&#8217;immagine viva, non retorica, umana, degli scrittori. C&#8217;è chi ha un&#8217;immagine falsa e tardoromantica del letterato, attorniato dal suo fortino di libri, pensoso al chiaro di luna, epico e atarassico come un dio di Epicuro, tutto preso dal suo pensiero e dalla sua arte, estraneo alle umane passioni&#8230;</p>
<p>Ma lo scrittore &#8211; ci dicono simili liti &#8211; è anche questo&#8230; E&#8217; capace di offendere, di incazzarsi, di mandare affanculo un altro scrittore (e qui le educande culturali, i fautori del &#8220;letteraly correct&#8221; non sanno trattenere un gridolino di stupita indignazione, ohohoh!&#8230;)</p>
<p>Dunque, ben vengano anche di queste liti, anche con la loro rissosa verbosità, coi loro monologhi paralleli e tutto il fiele che uno scrittore ha in corpo&#8230; </p>
<p>Perché le risse dei futuristi col pubblico, Verlaine che litiga con Rimbaud e gli spara un colpo di pistola, Ungaretti che a tavola inveisce contro Montale e mima con la forchetta il gesto di infilzarlo&#8230; perché sono anche questo, la letteratura e gli scrittori&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elio Paoloni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/#comment-3347</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elio Paoloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=361#comment-3347</guid>

					<description><![CDATA[Caro Parente, in fondo tu non fai che contrapporre una lista della spesa a un&#039;altra. Non ti piace la nouvelle cuisine e togli dal carrello di Scarpa i prodotti che non trovi adatti (no, i gamberi con i funghi non ce li voglio). Bene. Questo non vuol dire che gli altri non facciano differenze, non abbiano un&#039;idea precisa di dove sta l&#039;arte, di quale sia la puttana giusta, se debba avere zigomi da slava o glutei da nigeriana. Tutti sappiamo che ci sono opere che rimarranno, ognuno di noi le ha individuate, nessuna delle nostre liste collimerà mai e, soprattutto, tra quarant&#039;anni ce ne sarà un&#039;altra diversa da tutte le nostre. Non voglio dire che non si debba continuamente rimarcare i confini, mettere in evidenza limiti e pregi di questo o di quell&#039;altro, però c&#039;è una frase importante nell&#039;intervento di Moresco:

- se esiste la valanga cartacea industriale ottundente e normalizzante dei ?generi?, esiste anche, nel suo piccolo, decoroso e inoffensivo spazio, anche quella di una letteratura ridotta anch?essa a genere, a ?genere letteratura?, né più né meno depotenziata dell?altra.

Mi sembra che questo insistere sul canone finisca per inscrivere alcuni autori in un sacro recinto, cioè in un limbo terrificante - non solo un genere come un altro, appunto, ma tra i più pericolosi: il genere per intellettuali spocchiosi, anime belle e docenti barbosi. 

Devo dire poi che non ho compreso un tuo passo:

-  Il mio discorso &quot;gerarchico&quot;, caro Antonio, non è un discorso di distinzione tra alto e basso, troppo facile ingabbiarmi così. E&#039; casomai il regime dello supervenduto, del superecensito, del supertradotto mescolato a quella che invece è arte pura.

Quale sarebbe la distinzione?

Non è vero, in ogni caso, che Scarpa omologhi tutto: dalla sua lista sono fuori centinaia di scrittori. E poi la lista non era una lista puramente &quot;letteraria&quot;: dietro non c&#039;era un discorso critico bensì &quot;politico&quot;. Rispondeva a una considerazione sull&#039;incisività sociale degli scrittori d&#039;oggi. Scarpa ha messo insieme, probabilmente, anche scrittori che non ama ma che gli sembrava incidessero - o avessero intenzione di incidere - sulla realtà. Lo ha fatto alla disperata, e non perché abbia sbagliato la lista ma perché il padrista ha ragione: checché ne pensiamo noi, nulla ha avuto nei nostri anni - oggettivamente - la forza d&#039;urto che alcuni scrittori del passato hanno avuto. E non perché gli scrittori d&#039;oggi siano degli incapaci o non vogliano occuparsi del mondo. Non c&#039;entrano i demeriti di questo o di quell&#039;altro. I Wu Ming non spaccheranno il cemento, ma la gente non vuol saperne neanche di quelli che tu consideri trapani a percussione. Nessuno li ascolta, nessuno li legge, nessuno li eleggerà (come Sciascia). L&#039;unico che potrebbe contare sarebbe Busi, ma non perché ha scritto il più grande romanzo italiano degli ultimi trent&#039;anni (non gliene frega niente a nessuno dei venditori di collant): perché va in televisione col tutù. La letteratura non conta (non da sola). E quanto più alta e schiva si farà tanto meno conterà.
Forse le cose migliori di Pasolini sono le poesie in friulano ma con quelle non sarebbe andato da nessuna parte. La tribuna sul Corriere gliel&#039;ha data il cinema. E lo stesso Sciascia ha acquistata peso - autorità spendibile altrove - dalle riduzioni cinematografiche. Forse Petri non si è dovuto affannare per sceneggiare A ciascuno il suo, forse i capolavori di Sciascia erano &quot;naturalmente&quot; cinematografici, forse un gran libro può essere pronto per lo schermo (come Pinocchio).

Ma ragazzi: la gente si è stufata anche del totosanremo, di come è stata combinata la vittoria del cantante di turno. Che gli potrà mai fregare di chi ha tramato per vincere il Poetry Slam. Siamo tutti patetici. Anche chi si ribella, anche chi trova fondamentale non comparire sul Domenicale. Il  Gran Rifiuto che resterà sui libri di storia. 

PS: per Moresco (solo perché è stato l&#039;ultimo a puntualizzare): continuo a leggere nomi di pellerossa scomparsi da tempo (o mai comparsi). Da un po&#039; è sparito pure Montanari. Sono a caccia di bisonti o hanno cambiato tribù?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Parente, in fondo tu non fai che contrapporre una lista della spesa a un&#8217;altra. Non ti piace la nouvelle cuisine e togli dal carrello di Scarpa i prodotti che non trovi adatti (no, i gamberi con i funghi non ce li voglio). Bene. Questo non vuol dire che gli altri non facciano differenze, non abbiano un&#8217;idea precisa di dove sta l&#8217;arte, di quale sia la puttana giusta, se debba avere zigomi da slava o glutei da nigeriana. Tutti sappiamo che ci sono opere che rimarranno, ognuno di noi le ha individuate, nessuna delle nostre liste collimerà mai e, soprattutto, tra quarant&#8217;anni ce ne sarà un&#8217;altra diversa da tutte le nostre. Non voglio dire che non si debba continuamente rimarcare i confini, mettere in evidenza limiti e pregi di questo o di quell&#8217;altro, però c&#8217;è una frase importante nell&#8217;intervento di Moresco:</p>
<p>&#8211; se esiste la valanga cartacea industriale ottundente e normalizzante dei ?generi?, esiste anche, nel suo piccolo, decoroso e inoffensivo spazio, anche quella di una letteratura ridotta anch?essa a genere, a ?genere letteratura?, né più né meno depotenziata dell?altra.</p>
<p>Mi sembra che questo insistere sul canone finisca per inscrivere alcuni autori in un sacro recinto, cioè in un limbo terrificante &#8211; non solo un genere come un altro, appunto, ma tra i più pericolosi: il genere per intellettuali spocchiosi, anime belle e docenti barbosi. </p>
<p>Devo dire poi che non ho compreso un tuo passo:</p>
<p>&#8211;  Il mio discorso &#8220;gerarchico&#8221;, caro Antonio, non è un discorso di distinzione tra alto e basso, troppo facile ingabbiarmi così. E&#8217; casomai il regime dello supervenduto, del superecensito, del supertradotto mescolato a quella che invece è arte pura.</p>
<p>Quale sarebbe la distinzione?</p>
<p>Non è vero, in ogni caso, che Scarpa omologhi tutto: dalla sua lista sono fuori centinaia di scrittori. E poi la lista non era una lista puramente &#8220;letteraria&#8221;: dietro non c&#8217;era un discorso critico bensì &#8220;politico&#8221;. Rispondeva a una considerazione sull&#8217;incisività sociale degli scrittori d&#8217;oggi. Scarpa ha messo insieme, probabilmente, anche scrittori che non ama ma che gli sembrava incidessero &#8211; o avessero intenzione di incidere &#8211; sulla realtà. Lo ha fatto alla disperata, e non perché abbia sbagliato la lista ma perché il padrista ha ragione: checché ne pensiamo noi, nulla ha avuto nei nostri anni &#8211; oggettivamente &#8211; la forza d&#8217;urto che alcuni scrittori del passato hanno avuto. E non perché gli scrittori d&#8217;oggi siano degli incapaci o non vogliano occuparsi del mondo. Non c&#8217;entrano i demeriti di questo o di quell&#8217;altro. I Wu Ming non spaccheranno il cemento, ma la gente non vuol saperne neanche di quelli che tu consideri trapani a percussione. Nessuno li ascolta, nessuno li legge, nessuno li eleggerà (come Sciascia). L&#8217;unico che potrebbe contare sarebbe Busi, ma non perché ha scritto il più grande romanzo italiano degli ultimi trent&#8217;anni (non gliene frega niente a nessuno dei venditori di collant): perché va in televisione col tutù. La letteratura non conta (non da sola). E quanto più alta e schiva si farà tanto meno conterà.<br />
Forse le cose migliori di Pasolini sono le poesie in friulano ma con quelle non sarebbe andato da nessuna parte. La tribuna sul Corriere gliel&#8217;ha data il cinema. E lo stesso Sciascia ha acquistata peso &#8211; autorità spendibile altrove &#8211; dalle riduzioni cinematografiche. Forse Petri non si è dovuto affannare per sceneggiare A ciascuno il suo, forse i capolavori di Sciascia erano &#8220;naturalmente&#8221; cinematografici, forse un gran libro può essere pronto per lo schermo (come Pinocchio).</p>
<p>Ma ragazzi: la gente si è stufata anche del totosanremo, di come è stata combinata la vittoria del cantante di turno. Che gli potrà mai fregare di chi ha tramato per vincere il Poetry Slam. Siamo tutti patetici. Anche chi si ribella, anche chi trova fondamentale non comparire sul Domenicale. Il  Gran Rifiuto che resterà sui libri di storia. </p>
<p>PS: per Moresco (solo perché è stato l&#8217;ultimo a puntualizzare): continuo a leggere nomi di pellerossa scomparsi da tempo (o mai comparsi). Da un po&#8217; è sparito pure Montanari. Sono a caccia di bisonti o hanno cambiato tribù?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: don giovanni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/#comment-3346</link>

		<dc:creator><![CDATA[don giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=361#comment-3346</guid>

					<description><![CDATA[ha ragione, scarpa: freud, neel suo famoso saggio, mise una notarella a pie&#039; pagina. gli scrittori possono tranquillamente fare lapsus battendo sui tasti della macchina da scrivere: non saranno analizzati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ha ragione, scarpa: freud, neel suo famoso saggio, mise una notarella a pie&#8217; pagina. gli scrittori possono tranquillamente fare lapsus battendo sui tasti della macchina da scrivere: non saranno analizzati.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Franco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/#comment-3345</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=361#comment-3345</guid>

					<description><![CDATA[Continuo con la statistica: Parente ha nominato i Wu Ming altre 3 volte + una volta Roberto Bui (che è un Wu Ming). Fanno 17 volte in tutto dall&#039;inizio della discussione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuo con la statistica: Parente ha nominato i Wu Ming altre 3 volte + una volta Roberto Bui (che è un Wu Ming). Fanno 17 volte in tutto dall&#8217;inizio della discussione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/#comment-3344</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=361#comment-3344</guid>

					<description><![CDATA[Saluto Massimiliano Parente e sono contento che sia tornato a discutere qui.

Lo pregherei, se possibile, se è d&#039;accordo, se non gli chiedo troppo, di non speculare su quel &quot;vaffanculo&quot;. E&#039; stato un errore strategico mio. Se l&#039;ho offeso come persona gli chiedo umilmente scusa, di cuore, gli allungo la mano affabilmente con la speranza che accetti di stringerla. Da un punto di vista tecnicamente &quot;culturale&quot; non ritiro affatto il mio vaffanculo: in questo senso: io l&#039;ho gettato addosso non a lui, ma al suo ragionamento, ai suoi insulti rivolti al mio lavoro di scrittore e alla mia opera (povera e gracile, ma credo degna di un minimo di rispetto). Quella mia brutta parola era CHIARISSIMAMENTE inserita alla fine di un paragrafo dove menzionavo le etichette denigratorie con cui veniva definita la mia opera. Siccome io (e non &quot;il&quot;, ma proprio IO) alla mia opera ci tengo, non la scrivo per scherzo (proprio per la stessa concezione alta di opera letteraria che CONDIVIDO con Massimiliano Parente), quando la trattano male mi accaloro (a volte, solo a volte). 

Ora però spero che la cosa non mi venga ritorta per l&#039;eternità. Chi frequenta volentieri, benché metaforicamente, spiritualmente, le puttane, non mi venga a dire che si spaventa per un motivatissimo &quot;vaffanculo&quot; espresso in un contesto retorico inequivocabile.

Quanto al &quot;fila via&quot;, non è stato scritto da un componente di Nazione Indiana, ma da un visitatore libero e indipendente del sito, che non sappiamo nemmeno chi è, dato che sente l&#039;esigenza di firmarsi con uno pseudonimo: non ci sentiamo certo di censurare i suoi commenti a seconda che dica cose sgradevoli o che ci fanno comodo o meno.

Scusate queste mie cavillosità, ma sentivo il bisogno di dirvele.

Comunque sono d&#039;accordo con Gianni Biondillo: i tasti &quot;elle&quot; e &quot;o&quot; sono vicini. Savinio era molto più avanti di Freud: non parlava di &quot;lapsus&quot; ma di &quot;refuso&quot;. Non diceva &quot;il mio inconscio ha scritto questo&quot;, ma &quot;la mia macchina da scrivere ha scritto questo&quot;. 

Ricordo a &quot;don giovanni&quot; che noi scriviamo su tastiere in cui le lettere dell&#039;alfabeto sono disposte secondo studi (vecchi di un secolo) di ricorrenza statistica delle lettere medesime nella lingua inglese, per far utilizzare TUTTE le dita dei dattilografi e distribuire equamente la grandinata di polpastrelli su tutta la macchina da scrivere. I nostri &quot;lapsus&quot; , o meglio, i nostri &quot;refusi&quot; sarebbero completamente diversi, farebbero scrivere tutt&#039;altro alle nostre tastiere, se la lingua dominante nel mondo fosse per esempio lo spagnolo o il francese, o se i tasti fossero disposti secondo il tradizionale ordine a b c d e f g h i j ecc..

Un saluto e un bentornato a Massimiliano Parente, e un augurio che la discussione riprenda, anzi, continui così come sta accadendo ora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saluto Massimiliano Parente e sono contento che sia tornato a discutere qui.</p>
<p>Lo pregherei, se possibile, se è d&#8217;accordo, se non gli chiedo troppo, di non speculare su quel &#8220;vaffanculo&#8221;. E&#8217; stato un errore strategico mio. Se l&#8217;ho offeso come persona gli chiedo umilmente scusa, di cuore, gli allungo la mano affabilmente con la speranza che accetti di stringerla. Da un punto di vista tecnicamente &#8220;culturale&#8221; non ritiro affatto il mio vaffanculo: in questo senso: io l&#8217;ho gettato addosso non a lui, ma al suo ragionamento, ai suoi insulti rivolti al mio lavoro di scrittore e alla mia opera (povera e gracile, ma credo degna di un minimo di rispetto). Quella mia brutta parola era CHIARISSIMAMENTE inserita alla fine di un paragrafo dove menzionavo le etichette denigratorie con cui veniva definita la mia opera. Siccome io (e non &#8220;il&#8221;, ma proprio IO) alla mia opera ci tengo, non la scrivo per scherzo (proprio per la stessa concezione alta di opera letteraria che CONDIVIDO con Massimiliano Parente), quando la trattano male mi accaloro (a volte, solo a volte). </p>
<p>Ora però spero che la cosa non mi venga ritorta per l&#8217;eternità. Chi frequenta volentieri, benché metaforicamente, spiritualmente, le puttane, non mi venga a dire che si spaventa per un motivatissimo &#8220;vaffanculo&#8221; espresso in un contesto retorico inequivocabile.</p>
<p>Quanto al &#8220;fila via&#8221;, non è stato scritto da un componente di Nazione Indiana, ma da un visitatore libero e indipendente del sito, che non sappiamo nemmeno chi è, dato che sente l&#8217;esigenza di firmarsi con uno pseudonimo: non ci sentiamo certo di censurare i suoi commenti a seconda che dica cose sgradevoli o che ci fanno comodo o meno.</p>
<p>Scusate queste mie cavillosità, ma sentivo il bisogno di dirvele.</p>
<p>Comunque sono d&#8217;accordo con Gianni Biondillo: i tasti &#8220;elle&#8221; e &#8220;o&#8221; sono vicini. Savinio era molto più avanti di Freud: non parlava di &#8220;lapsus&#8221; ma di &#8220;refuso&#8221;. Non diceva &#8220;il mio inconscio ha scritto questo&#8221;, ma &#8220;la mia macchina da scrivere ha scritto questo&#8221;. </p>
<p>Ricordo a &#8220;don giovanni&#8221; che noi scriviamo su tastiere in cui le lettere dell&#8217;alfabeto sono disposte secondo studi (vecchi di un secolo) di ricorrenza statistica delle lettere medesime nella lingua inglese, per far utilizzare TUTTE le dita dei dattilografi e distribuire equamente la grandinata di polpastrelli su tutta la macchina da scrivere. I nostri &#8220;lapsus&#8221; , o meglio, i nostri &#8220;refusi&#8221; sarebbero completamente diversi, farebbero scrivere tutt&#8217;altro alle nostre tastiere, se la lingua dominante nel mondo fosse per esempio lo spagnolo o il francese, o se i tasti fossero disposti secondo il tradizionale ordine a b c d e f g h i j ecc..</p>
<p>Un saluto e un bentornato a Massimiliano Parente, e un augurio che la discussione riprenda, anzi, continui così come sta accadendo ora.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: don giovanni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/#comment-3343</link>

		<dc:creator><![CDATA[don giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=361#comment-3343</guid>

					<description><![CDATA[io livello del dibattito invece è molto alto, secondo me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io livello del dibattito invece è molto alto, secondo me.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: macherazzadidibattito		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/#comment-3342</link>

		<dc:creator><![CDATA[macherazzadidibattito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=361#comment-3342</guid>

					<description><![CDATA[ma è questo io livello del dibattito ragazzi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma è questo io livello del dibattito ragazzi?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/#comment-3341</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=361#comment-3341</guid>

					<description><![CDATA[Eddài, sardonico Don giovanni... la &quot;i&quot; e la &quot;l&quot; sono vicini di tastiera, poteva capitare... (ma sai, però, che l&#039;ho notato anch&#039;io?)
;-), G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eddài, sardonico Don giovanni&#8230; la &#8220;i&#8221; e la &#8220;l&#8221; sono vicini di tastiera, poteva capitare&#8230; (ma sai, però, che l&#8217;ho notato anch&#8217;io?)<br />
;-), G.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: don giovanni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/#comment-3340</link>

		<dc:creator><![CDATA[don giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=361#comment-3340</guid>

					<description><![CDATA[scusami, parente, ma non ho potuto fare a meno di notare il lapsus. hai messo un pronome al posto di un articolo. 
&quot;...sono pronto a scommetterci quello che vuoi, casomai sono, oggi, il prato sopra io cemento.&quot;
invece che il prato sopra &quot;il&quot; cemento, hai scritto il prato sopra &quot;io&quot; cemento.
non commento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusami, parente, ma non ho potuto fare a meno di notare il lapsus. hai messo un pronome al posto di un articolo.<br />
&#8220;&#8230;sono pronto a scommetterci quello che vuoi, casomai sono, oggi, il prato sopra io cemento.&#8221;<br />
invece che il prato sopra &#8220;il&#8221; cemento, hai scritto il prato sopra &#8220;io&#8221; cemento.<br />
non commento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimiliano Parente		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/05/la-puttana-nella-carrozza/#comment-3339</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Parente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=361#comment-3339</guid>

					<description><![CDATA[Caro Antonio,
sulla questione del Domenicale ti do pienamente ragione, e mi scuso se ti è parso che ti mancassi di rispetto e che abbia in qualche modo frainteso il concetto di &quot;invasione&quot;, che io applico a me stesso proprio come una puttana, nel senso che se mi chiamano intervengo ovunque e anche gratuitamente, anche per dire cose controcorrente, o sparigliare i giochi, purché appunto, come una puttana, con il mio corpo e la mia voce. Sia nella reggia di Versailles che in un centro sociale sarò sempre io, disponibile al confronto. Ne ho fatto una questione etica, da anni, ma ho sbagliato a non prendere in considerazione, come dici tu, che vi possano essere altre ragioni. (Che non credo sarà la semplice questione che il Domenicale è di Marcello Dell&#039;Utri, altrimenti gran parte di quelli della &quot;lista della spesa&quot; non pubblicherebbe per case editrici berlusconiane; Roberto Bui dice: sì, ma qui ci lasciano liberi, scegliamo anche le copertine; benissimo, ma avrà verificato, appunto, prima di dirlo, i propri margini di libertà rispetto, non so, a Feltrinelli o Rizzoli o, perché no, DeriveApprodi; idem per Valerio Evangelisti, per Ammaniti, per Genna, per Busi, per Aldo Nove, ecc, tutti mondadoriani e liberissimi). Per cui le ragioni le conosci tu, e le rispetto, ci mancherebbe.
Figuriamoci quindi se io, tra i signori e in carrozza e la puttana, non scelgo la puttana. Solo che, certamente, dissento da ciò che tu identifichi come puttana. Eppure mi sembra che non ci si renda conto, oggi, del pericolo di un&#039;omologazione industriale della letteratura (relativismo critico, eguaglianza di tutto con tutto), del pericolo che una forma eversiva sia reputata uguale, e subisca gli stessi effetti nel contesto sociale e culturale, della forma omologata, vendibile, già cinematografica. Il mio discorso &quot;gerarchico&quot;, caro Antonio, non è un discorso di distinzione tra alto e basso, troppo facile ingabbiarmi così. E&#039; casomai il regime dello supervenduto, del superecensito, del supertradotto mescolato a quella che invece è arte pura. E&#039;, da una parte, un&#039;altra rete di micropoteri che fa dire a taluni, per esempio, che sì, tu sei un grande scrittore, ma non fare discorsi sociologici, scrivi romanzi. E dall&#039;altra continuo a vedere un regime della forma che tende all&#039;omologazione, continuo a sentire come una bestemmia mettere insieme Io non ho paura e Canti del Caos, Aldo Busi e Wu Ming, e non perché io nutra un&#039;idea istituzionale della letteratura, perché non è che a questo io contrapponga Cotroneo o la Mazzantini o la Mazzucco. Piuttosto vedo un fronte di banalizzazione trasversale, o meglio due fronti compatti (quello critico e della letteratura istituzionale, e quello che vorebbe spacciarsi per alternativo o escluso dal sistema)  che spesso mi sembrano ideologizzati più che uniti da solidarietà artistica, perché è difficile trovare comunanze artistiche forti. L&#039;erba che spaccherà il cemento non è Wu Ming o Ammaniti, ti assicuro, e sono pronto a scommetterci quello che vuoi, casomai sono, oggi, il prato sopra io cemento. 
Proprio per questo, Antonio, io non mi sento per niente &quot;istituzionale&quot;, perché il tuo discorso funziona su quello che dico solo se dall&#039;altra parte rappresenti una &quot;corte&quot; cui oppone la puttana, ma la mia è invece una puttanesca e disperata battaglia contro le semplificazioni, che accomuna, in questo, la critica (che non c&#039;è, o è un giro di potere) e gli scrittori (che ci sono ma reagiscono con semplificazioni). In questo, che devo dirti caro Antonio, e te lo dico con il rispetto che devo a un genio assoluto come te, sarò ancora più solo, o forse qualcuno, qui su Nazione Indiana, rifletterà con me o con te e ne trarrà le sue conseguenze. Mi lascia molto perplesso, infine, la tua ultima considerazione, di considerare Nazione Indiana una merda. A parte che la voce &quot;merda&quot; io non vado a cercarla nel cesso ma magari in &quot;Document&quot; in George Bataille, se avessi disprezzato Nazione Indiana non sarei venuto qui, a dire cosa pensavo, per farmi pure insultare, beccarmi un &quot;fila via&quot; e un &quot;vaffanculo&quot;, e come vedi, tornare a parlare, a dialogare, a dire il mio pensiero. Certo, mi si dirà, tu hai &quot;provocato&quot;, ma se uno provoca in casa altrui non provocherà certo presentandosi in smoking, o siete abituati solo a trattare con borghesissimi signori beneducati?
Con grande stima e affetto,

Massimiliano Parente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Antonio,<br />
sulla questione del Domenicale ti do pienamente ragione, e mi scuso se ti è parso che ti mancassi di rispetto e che abbia in qualche modo frainteso il concetto di &#8220;invasione&#8221;, che io applico a me stesso proprio come una puttana, nel senso che se mi chiamano intervengo ovunque e anche gratuitamente, anche per dire cose controcorrente, o sparigliare i giochi, purché appunto, come una puttana, con il mio corpo e la mia voce. Sia nella reggia di Versailles che in un centro sociale sarò sempre io, disponibile al confronto. Ne ho fatto una questione etica, da anni, ma ho sbagliato a non prendere in considerazione, come dici tu, che vi possano essere altre ragioni. (Che non credo sarà la semplice questione che il Domenicale è di Marcello Dell&#8217;Utri, altrimenti gran parte di quelli della &#8220;lista della spesa&#8221; non pubblicherebbe per case editrici berlusconiane; Roberto Bui dice: sì, ma qui ci lasciano liberi, scegliamo anche le copertine; benissimo, ma avrà verificato, appunto, prima di dirlo, i propri margini di libertà rispetto, non so, a Feltrinelli o Rizzoli o, perché no, DeriveApprodi; idem per Valerio Evangelisti, per Ammaniti, per Genna, per Busi, per Aldo Nove, ecc, tutti mondadoriani e liberissimi). Per cui le ragioni le conosci tu, e le rispetto, ci mancherebbe.<br />
Figuriamoci quindi se io, tra i signori e in carrozza e la puttana, non scelgo la puttana. Solo che, certamente, dissento da ciò che tu identifichi come puttana. Eppure mi sembra che non ci si renda conto, oggi, del pericolo di un&#8217;omologazione industriale della letteratura (relativismo critico, eguaglianza di tutto con tutto), del pericolo che una forma eversiva sia reputata uguale, e subisca gli stessi effetti nel contesto sociale e culturale, della forma omologata, vendibile, già cinematografica. Il mio discorso &#8220;gerarchico&#8221;, caro Antonio, non è un discorso di distinzione tra alto e basso, troppo facile ingabbiarmi così. E&#8217; casomai il regime dello supervenduto, del superecensito, del supertradotto mescolato a quella che invece è arte pura. E&#8217;, da una parte, un&#8217;altra rete di micropoteri che fa dire a taluni, per esempio, che sì, tu sei un grande scrittore, ma non fare discorsi sociologici, scrivi romanzi. E dall&#8217;altra continuo a vedere un regime della forma che tende all&#8217;omologazione, continuo a sentire come una bestemmia mettere insieme Io non ho paura e Canti del Caos, Aldo Busi e Wu Ming, e non perché io nutra un&#8217;idea istituzionale della letteratura, perché non è che a questo io contrapponga Cotroneo o la Mazzantini o la Mazzucco. Piuttosto vedo un fronte di banalizzazione trasversale, o meglio due fronti compatti (quello critico e della letteratura istituzionale, e quello che vorebbe spacciarsi per alternativo o escluso dal sistema)  che spesso mi sembrano ideologizzati più che uniti da solidarietà artistica, perché è difficile trovare comunanze artistiche forti. L&#8217;erba che spaccherà il cemento non è Wu Ming o Ammaniti, ti assicuro, e sono pronto a scommetterci quello che vuoi, casomai sono, oggi, il prato sopra io cemento.<br />
Proprio per questo, Antonio, io non mi sento per niente &#8220;istituzionale&#8221;, perché il tuo discorso funziona su quello che dico solo se dall&#8217;altra parte rappresenti una &#8220;corte&#8221; cui oppone la puttana, ma la mia è invece una puttanesca e disperata battaglia contro le semplificazioni, che accomuna, in questo, la critica (che non c&#8217;è, o è un giro di potere) e gli scrittori (che ci sono ma reagiscono con semplificazioni). In questo, che devo dirti caro Antonio, e te lo dico con il rispetto che devo a un genio assoluto come te, sarò ancora più solo, o forse qualcuno, qui su Nazione Indiana, rifletterà con me o con te e ne trarrà le sue conseguenze. Mi lascia molto perplesso, infine, la tua ultima considerazione, di considerare Nazione Indiana una merda. A parte che la voce &#8220;merda&#8221; io non vado a cercarla nel cesso ma magari in &#8220;Document&#8221; in George Bataille, se avessi disprezzato Nazione Indiana non sarei venuto qui, a dire cosa pensavo, per farmi pure insultare, beccarmi un &#8220;fila via&#8221; e un &#8220;vaffanculo&#8221;, e come vedi, tornare a parlare, a dialogare, a dire il mio pensiero. Certo, mi si dirà, tu hai &#8220;provocato&#8221;, ma se uno provoca in casa altrui non provocherà certo presentandosi in smoking, o siete abituati solo a trattare con borghesissimi signori beneducati?<br />
Con grande stima e affetto,</p>
<p>Massimiliano Parente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 18:30:36 by W3 Total Cache
-->