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	Commenti a: Infanti della patria # 2	</title>
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		<title>
		Di: Antonio Ametrano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/10/infanti-della-patria-2/#comment-3486</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Ametrano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dice Baratto:
Lo sguardo corre alle pagine dello sport. Alla tele: la Fattoria, il Grande Fratello: “hai visto quella troia di …?”. I più furbi dicono: “io guardo Mai dire grande fratello”.
Dico io:
I più furbi ancora, quelli chic, dicono: &quot;io guardo l&#039;ultima polemica su Nazione Indiana, le ultime porcherie che si sono detti&quot;.
E&#039; la stessa roba: NAZIONE, GRANDE FRATELLO, FATTORIA... possibile che nessuno se ne accorga?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dice Baratto:<br />
Lo sguardo corre alle pagine dello sport. Alla tele: la Fattoria, il Grande Fratello: “hai visto quella troia di …?”. I più furbi dicono: “io guardo Mai dire grande fratello”.<br />
Dico io:<br />
I più furbi ancora, quelli chic, dicono: &#8220;io guardo l&#8217;ultima polemica su Nazione Indiana, le ultime porcherie che si sono detti&#8221;.<br />
E&#8217; la stessa roba: NAZIONE, GRANDE FRATELLO, FATTORIA&#8230; possibile che nessuno se ne accorga?</p>
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		<title>
		Di: angelocesare		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/10/infanti-della-patria-2/#comment-3487</link>

		<dc:creator><![CDATA[angelocesare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mai pensato che le faccende siano più complicate di così e che non basti scrivere molto e di tante cose insieme per dimostrare di aver afferrato anche un solo barlume di verità? SOlo interess&#039; Mah! Solo scelte sbagliate di tutti i responsabili? Bah! E, comunque, carta igienica è la dizione esatta! ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mai pensato che le faccende siano più complicate di così e che non basti scrivere molto e di tante cose insieme per dimostrare di aver afferrato anche un solo barlume di verità? SOlo interess&#8217; Mah! Solo scelte sbagliate di tutti i responsabili? Bah! E, comunque, carta igienica è la dizione esatta! ;-)</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/10/infanti-della-patria-2/#comment-3488</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono due modi di riferirsi alla &#8220;complessità&#8221; dei fenomeni. Il primo dice: tutto è più complesso di quanto tu creda, quindi non farne niente (non occupartene, non criticare, torna ad occuparti di cose secondarie). In genere chi utilizza la complessità per questo scopo scoraggiante e acquietante, non tenta mai di aggiungere nuovi, anche se parziali elementi di comprensione. Si rifà alla versione &#8220;ufficiale&#8221; e null&#8217;altro. Il secondo modo di riferirsi alla complessità dice: tutto è più complesso di quanto tu creda, quindi dobbiamo discuterne ancora, ricercare ancora, considerare alternative, ecc. 

Così come ci sono due modi di considerare il proprio rapporto alla democrazia. Il primo dice: la democrazia è la libertà di occuparsi di aspetti secondari della propria vita, lasciando in mano ai governanti gli aspetti principali di essa. E l&#8217;atteggiamento del bambino: I colori del maglione li scelgo io, ma è papà che sceglie quando devo indossarlo. Il secondo modo dice: la democrazia non è una delega in bianco, quindi il cittadino vuole fino all&#8217;ultimo rendersi responsabile delle decisioni che riguardano il proprio destino. Ciò significa, banalmente, voler avere voce in capitolo sul modo in cui vengono spesi i soldi pubblici. In questo caso non c&#8217;è papà e bambino, ma due adulti con funzioni diverse. E uno potrà essere anche guidatore, ma mi è consentito &#8220;parlargli&#8221; e &#8220;disturbarlo&#8221; se ne va del mio destino di passeggero. 

Qualche giorno fa, sull&#8217;autobus che collega Malpensa alla Stazione Centrale, il conduttore guidava in piena notte trastullandosi con il suo cellulare. Gomiti poggiati al volante, digitava intento, scrutando la lunettina dello schermo. Senza alcun imbarazzo, mi sono alzato e gli ho ricordato che in quel momento aveva la responsabilità di tutti i passeggeri e che quindi era necessario che lo rimettesse in tasca il suo cellulare. Non era contento della mia osservazione, ma non si è sognato di dirmi: stia zitto che sono cose che non la riguardano. E non era neppure un uomo di buon senso&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono due modi di riferirsi alla &#8220;complessità&#8221; dei fenomeni. Il primo dice: tutto è più complesso di quanto tu creda, quindi non farne niente (non occupartene, non criticare, torna ad occuparti di cose secondarie). In genere chi utilizza la complessità per questo scopo scoraggiante e acquietante, non tenta mai di aggiungere nuovi, anche se parziali elementi di comprensione. Si rifà alla versione &#8220;ufficiale&#8221; e null&#8217;altro. Il secondo modo di riferirsi alla complessità dice: tutto è più complesso di quanto tu creda, quindi dobbiamo discuterne ancora, ricercare ancora, considerare alternative, ecc. </p>
<p>Così come ci sono due modi di considerare il proprio rapporto alla democrazia. Il primo dice: la democrazia è la libertà di occuparsi di aspetti secondari della propria vita, lasciando in mano ai governanti gli aspetti principali di essa. E l&#8217;atteggiamento del bambino: I colori del maglione li scelgo io, ma è papà che sceglie quando devo indossarlo. Il secondo modo dice: la democrazia non è una delega in bianco, quindi il cittadino vuole fino all&#8217;ultimo rendersi responsabile delle decisioni che riguardano il proprio destino. Ciò significa, banalmente, voler avere voce in capitolo sul modo in cui vengono spesi i soldi pubblici. In questo caso non c&#8217;è papà e bambino, ma due adulti con funzioni diverse. E uno potrà essere anche guidatore, ma mi è consentito &#8220;parlargli&#8221; e &#8220;disturbarlo&#8221; se ne va del mio destino di passeggero. </p>
<p>Qualche giorno fa, sull&#8217;autobus che collega Malpensa alla Stazione Centrale, il conduttore guidava in piena notte trastullandosi con il suo cellulare. Gomiti poggiati al volante, digitava intento, scrutando la lunettina dello schermo. Senza alcun imbarazzo, mi sono alzato e gli ho ricordato che in quel momento aveva la responsabilità di tutti i passeggeri e che quindi era necessario che lo rimettesse in tasca il suo cellulare. Non era contento della mia osservazione, ma non si è sognato di dirmi: stia zitto che sono cose che non la riguardano. E non era neppure un uomo di buon senso&#8230;</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/10/infanti-della-patria-2/#comment-3489</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dimenticavo di ringraziare Sergio Baratto, che per altro non conosco personalmente. Lo ringrazio, perché anch&#039;io ho &quot;voglia di gridare&quot;, ma lui ha fatto di più e di meglio di gridare. Ha fatto il lavoro comparativo, quello che ha permesso a Chomsky di analizzare la &quot;fabbrica del consenso dei media&quot;. Si tratta di un campione piccolo, ma già qui c&#039;è tutta la sostanza del metodo critico per saggiare il tenore delle nostre informazioni e la complessità del reale.
E ringrazio Sergio Baratto perché si è preso il tempo per scrivere questo pezzo, mettendo in comune con altri alcune informazioni importanti sul coinvolgimento in Iraq voluto dal governo italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo di ringraziare Sergio Baratto, che per altro non conosco personalmente. Lo ringrazio, perché anch&#8217;io ho &#8220;voglia di gridare&#8221;, ma lui ha fatto di più e di meglio di gridare. Ha fatto il lavoro comparativo, quello che ha permesso a Chomsky di analizzare la &#8220;fabbrica del consenso dei media&#8221;. Si tratta di un campione piccolo, ma già qui c&#8217;è tutta la sostanza del metodo critico per saggiare il tenore delle nostre informazioni e la complessità del reale.<br />
E ringrazio Sergio Baratto perché si è preso il tempo per scrivere questo pezzo, mettendo in comune con altri alcune informazioni importanti sul coinvolgimento in Iraq voluto dal governo italiano.</p>
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		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/10/infanti-della-patria-2/#comment-3490</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sacrosanto il rilievo di Inglese sui due atteggiamenti possibili di fronte alla complessità dei fenomeni. Da non dimenticare però anche i guasti che possono derivare da analisi non professionali. Come, ad esempio, proprio quelle allestite dai media (di governo e di opposizione). Molto spesso non basta una analisi con metodo critico per dipanare la matassa degli opposti interessi politici. 
Detto questo, ammiro il desiderio di entrare nel problema, discutere, trovare alternative, ma ho paura che in materia di politica estera resti velleitario. Soprattutto quando non si ha a che fare con un singolo autista imbecille, ma con una realtà che coinvolge milioni di persone, frustrazioni, religioni, culture, interessi, terrorismo, ecc.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sacrosanto il rilievo di Inglese sui due atteggiamenti possibili di fronte alla complessità dei fenomeni. Da non dimenticare però anche i guasti che possono derivare da analisi non professionali. Come, ad esempio, proprio quelle allestite dai media (di governo e di opposizione). Molto spesso non basta una analisi con metodo critico per dipanare la matassa degli opposti interessi politici.<br />
Detto questo, ammiro il desiderio di entrare nel problema, discutere, trovare alternative, ma ho paura che in materia di politica estera resti velleitario. Soprattutto quando non si ha a che fare con un singolo autista imbecille, ma con una realtà che coinvolge milioni di persone, frustrazioni, religioni, culture, interessi, terrorismo, ecc.</p>
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