<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: The Passion of the Christ, pro Mel	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 May 2008 11:37:46 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: gabriella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3624</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=391#comment-3624</guid>

					<description><![CDATA[Grazie!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Roberto Saviano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3597</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Saviano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=391#comment-3597</guid>

					<description><![CDATA[Mi è piaciuta molto questa intuizione di Jacopo Guerriero che interpreta il film di Gibson come una sorta di tragedia mistica contemporanea. La mistica cristiana che Jacopo riesce a sintetizzare in poche righe, pone la passione, la compartecipazione, il deliquio ad un livello superiore superiore rispetto alla conoscenza teologica o storica. Sia Brentano che pone l&#039;esperienza mistica solo sul piano passionale sia il grande Balthasar (approposito prima o poi si rivaluterà la sua grande qualità di scrittore) che considera invece l&#039;esperienza mistica consustanziale alla conoscenza, mostrano la centralità della sofferenza-pathos nell&#039;esperienza cristiana. L&#039;alleanza nata con la circoncisione è ora rinsaldata e suggellata con il sangue. Più nulla può Cristo, solo offrire se stesso. Non gli è dato altro, è figlio dell&#039;uomo sulla croce. Molto interessante, davvero, questa riflessione di Guerriero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuta molto questa intuizione di Jacopo Guerriero che interpreta il film di Gibson come una sorta di tragedia mistica contemporanea. La mistica cristiana che Jacopo riesce a sintetizzare in poche righe, pone la passione, la compartecipazione, il deliquio ad un livello superiore superiore rispetto alla conoscenza teologica o storica. Sia Brentano che pone l&#8217;esperienza mistica solo sul piano passionale sia il grande Balthasar (approposito prima o poi si rivaluterà la sua grande qualità di scrittore) che considera invece l&#8217;esperienza mistica consustanziale alla conoscenza, mostrano la centralità della sofferenza-pathos nell&#8217;esperienza cristiana. L&#8217;alleanza nata con la circoncisione è ora rinsaldata e suggellata con il sangue. Più nulla può Cristo, solo offrire se stesso. Non gli è dato altro, è figlio dell&#8217;uomo sulla croce. Molto interessante, davvero, questa riflessione di Guerriero.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Roberto Saviano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3596</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Saviano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=391#comment-3596</guid>

					<description><![CDATA[Mi è piaciuta molto questa intuizione di Jacopo Guerriero che interpreta il film di Gibson come una sorta di tragedia mistica contemporanea. La mistica cristiana che Jacopo riesce a sintetizzare in poche righe, pone la passione, la compartecipazione, il deliquio ad un livello superiore superiore rispetto alla conoscenza teologica o storica. Sia Brentano che pone l&#039;esperienza mistica solo sul piano passionale sia il grande Balthasar (approposito prima o poi si rivaluterà la sua grande qualità di scrittore) che considera invece l&#039;esperienza mistica consustanziale alla conoscenza, mostrano la centralità della sofferenza-pathos nell&#039;esperienza cristiana. L&#039;alleanza nata con la circoncisione è ora rinsaldata e suggellata con il sangue. Più nulla può Cristo, solo offrire se stesso. Non gli è dato altro, è figlio dell&#039;uomo sulla croce. Molto interessante, davvero, questa riflessione di Guerriero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuta molto questa intuizione di Jacopo Guerriero che interpreta il film di Gibson come una sorta di tragedia mistica contemporanea. La mistica cristiana che Jacopo riesce a sintetizzare in poche righe, pone la passione, la compartecipazione, il deliquio ad un livello superiore superiore rispetto alla conoscenza teologica o storica. Sia Brentano che pone l&#8217;esperienza mistica solo sul piano passionale sia il grande Balthasar (approposito prima o poi si rivaluterà la sua grande qualità di scrittore) che considera invece l&#8217;esperienza mistica consustanziale alla conoscenza, mostrano la centralità della sofferenza-pathos nell&#8217;esperienza cristiana. L&#8217;alleanza nata con la circoncisione è ora rinsaldata e suggellata con il sangue. Più nulla può Cristo, solo offrire se stesso. Non gli è dato altro, è figlio dell&#8217;uomo sulla croce. Molto interessante, davvero, questa riflessione di Guerriero.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: anna		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3595</link>

		<dc:creator><![CDATA[anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=391#comment-3595</guid>

					<description><![CDATA[penso che sia un film, come è stato scritto, estremamente, radicalmente, realista (nella raffigurazione della violenza subita da Cristo). ma questo è tutto. posso dire che mi è piaciuto tantissimo il personaggio di Maria (come è stato intepretato e tratteggiato); mi ha toccata molto di più delle scene cruente in cui schizzavano sangue e brandelli di carne. ma non posso dire che questo film mi aiuti ad accostarmi e a comprendere (partecipare) al sacrificio di Cristo. &quot;L&#039;incessante consumazione d&#039;amore&quot; passa da un&#039;esperienza intima, profondissima, trascendente. che è prima di tutto, credo, un&#039;esperienza di fede. di abbandono. spontaneo (come tu scrivi). e in questo senso il film non mi dà niente. né lo respingo, né mi scandalizza, ma neppure mi fa sentire più di quanto senta leggendo il racconto della Passione secondo Marco, o Giovanni, o Matteo, o luca. Anzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>penso che sia un film, come è stato scritto, estremamente, radicalmente, realista (nella raffigurazione della violenza subita da Cristo). ma questo è tutto. posso dire che mi è piaciuto tantissimo il personaggio di Maria (come è stato intepretato e tratteggiato); mi ha toccata molto di più delle scene cruente in cui schizzavano sangue e brandelli di carne. ma non posso dire che questo film mi aiuti ad accostarmi e a comprendere (partecipare) al sacrificio di Cristo. &#8220;L&#8217;incessante consumazione d&#8217;amore&#8221; passa da un&#8217;esperienza intima, profondissima, trascendente. che è prima di tutto, credo, un&#8217;esperienza di fede. di abbandono. spontaneo (come tu scrivi). e in questo senso il film non mi dà niente. né lo respingo, né mi scandalizza, ma neppure mi fa sentire più di quanto senta leggendo il racconto della Passione secondo Marco, o Giovanni, o Matteo, o luca. Anzi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Jacopo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3594</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jacopo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=391#comment-3594</guid>

					<description><![CDATA[Dimenticavo (scusate): Anna mi chiarisci meglio il senso del tuo intervento? Non ho capito molto bene cosa pensi di questo film..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo (scusate): Anna mi chiarisci meglio il senso del tuo intervento? Non ho capito molto bene cosa pensi di questo film..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Jacopo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3593</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jacopo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=391#comment-3593</guid>

					<description><![CDATA[Ringrazio sinceramente Gabriella Fuschini che ha colto molto dello spirito con cui ho scritto questo pezzo così perfettibile, abbozzato. Grazie anche del consiglio, andrò presto a leggermi Ciaruffoli, persona che stimo, la cui recensione, questa volta, mi era sfuggita. Quanto all&#039;osservazione di Dario: non stento a credere che gli evangelici muovano una critica del genere. Si inscirive nella loro teologia.
Io penso, però, che lo fonti della Rivelazione siano due. Scrittura e Tradizione. Un gigante come De Lubac ha lasciato cose bellissime in proposito. Non sola scriptura allora. 
Certo sarebbe folle ignorare il contributo storiografico enorme che anche oggi viene dato dalle opere di Bruce, di Meier..Sul Sole di ieri  mons. Ravasi citava anche l&#039;ambito delle fonti extrabibliche (Gibson, qualcosa, sembra conoscere). Quello che voglio dire, ultimamente, è che la parola e il realismo biblico di cui tu dici sono importanti.
Ma scrive Silesio:«Se Cristo nascesse mille volte a Betlemme e neanche una nel mio cuore tutto sarebbe inutile». Né la Emmerick né tantomeno Gibson sono esegeti. Però me li tengo stretti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio sinceramente Gabriella Fuschini che ha colto molto dello spirito con cui ho scritto questo pezzo così perfettibile, abbozzato. Grazie anche del consiglio, andrò presto a leggermi Ciaruffoli, persona che stimo, la cui recensione, questa volta, mi era sfuggita. Quanto all&#8217;osservazione di Dario: non stento a credere che gli evangelici muovano una critica del genere. Si inscirive nella loro teologia.<br />
Io penso, però, che lo fonti della Rivelazione siano due. Scrittura e Tradizione. Un gigante come De Lubac ha lasciato cose bellissime in proposito. Non sola scriptura allora.<br />
Certo sarebbe folle ignorare il contributo storiografico enorme che anche oggi viene dato dalle opere di Bruce, di Meier..Sul Sole di ieri  mons. Ravasi citava anche l&#8217;ambito delle fonti extrabibliche (Gibson, qualcosa, sembra conoscere). Quello che voglio dire, ultimamente, è che la parola e il realismo biblico di cui tu dici sono importanti.<br />
Ma scrive Silesio:«Se Cristo nascesse mille volte a Betlemme e neanche una nel mio cuore tutto sarebbe inutile». Né la Emmerick né tantomeno Gibson sono esegeti. Però me li tengo stretti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fabrizio Corselli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3592</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Corselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=391#comment-3592</guid>

					<description><![CDATA[&quot;MORS SOLEMNIS&quot;


Penetra un chiodo, e un altro ancora, tra la carne vibratile
che ansima e singhiozza per un peccato mai commesso,

flesso è il corpo e alta la fronte in gabbia,
percosso e attonito dagli staffili del proprio carnefice,

scende un rovo al di sotto della palpebra desta
per agganciar come fibbia di sferzante sale,
la visione di una nuova rinascita,

riverbera lo stridore di quella crosta lacera
finché oscilla e s&#039;annida,
come verme tra gli incavi della Terra.

Una terra non meritevole di alcun perdono:
questo è il sacrificio e l&#039;atto d&#039;amore
illuso tra gli angoli della strada d&#039;una città
ove il peccato s&#039;insinua come radici di sempreverdi.

Il peso di una croce e di una corona di spine
a dirompere le ossa del collo come una bestia da soma
dopo la fatica e l&#039;amaro sudore dei campi incolti.

Nessuna semina, nessun raccolto
se non una bestemmia ed una parabola
concimata ancor più dall&#039;ibrido inganno
di coloro che conobbero la ragione dell&#039;incesto e del sangue.

Si discioglie e si dipana adesso la corona di spine
sul corpo frantumato e afflitto dalla propria caduta
di angelo senza ali e senza nome, il cui paterno comando
dall&#039;alto di una volta celeste, affoga nel vuoto
di un silenzio mai udito dalla mortale progenie;

e squarcia nella sua eterna e ciclica discesa, 
ogni lembo di vana speranza, finché le carni
e il cuore si aprano come strale fra la tormentata tempesta,
nel pieno rigurgito di un diluvio di sangue e di piaghe infette.

Questo l&#039;antico ricordo, d&#039;una terra lontana;

così dalle contuse lacrime di un logoro flagello,
di mia Madre, il viso, scarno e flagellato
dalle singulte passioni del proprio figlio mortale
sfrigola e geme tra le mani congiunte, 
portate alla bocca di chi assapora l&#039;altrui dolore
come il destino di coloro che dell&#039;immolato sguardo 
decretarono il veto.

Il mio cuore e la mia anima, pegni questi
per un popolo cieco e di sé giudice,
fuggono via dalle provate ossa di martire
insieme al mio alito, incarnatosi 
in una sorda e falsa religiosa promessa,

pallido e arso di vergogna
per avere della propria indulgenza
mortificato le ultime delizie,
in veste di semplice Uomo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;MORS SOLEMNIS&#8221;</p>
<p>Penetra un chiodo, e un altro ancora, tra la carne vibratile<br />
che ansima e singhiozza per un peccato mai commesso,</p>
<p>flesso è il corpo e alta la fronte in gabbia,<br />
percosso e attonito dagli staffili del proprio carnefice,</p>
<p>scende un rovo al di sotto della palpebra desta<br />
per agganciar come fibbia di sferzante sale,<br />
la visione di una nuova rinascita,</p>
<p>riverbera lo stridore di quella crosta lacera<br />
finché oscilla e s&#8217;annida,<br />
come verme tra gli incavi della Terra.</p>
<p>Una terra non meritevole di alcun perdono:<br />
questo è il sacrificio e l&#8217;atto d&#8217;amore<br />
illuso tra gli angoli della strada d&#8217;una città<br />
ove il peccato s&#8217;insinua come radici di sempreverdi.</p>
<p>Il peso di una croce e di una corona di spine<br />
a dirompere le ossa del collo come una bestia da soma<br />
dopo la fatica e l&#8217;amaro sudore dei campi incolti.</p>
<p>Nessuna semina, nessun raccolto<br />
se non una bestemmia ed una parabola<br />
concimata ancor più dall&#8217;ibrido inganno<br />
di coloro che conobbero la ragione dell&#8217;incesto e del sangue.</p>
<p>Si discioglie e si dipana adesso la corona di spine<br />
sul corpo frantumato e afflitto dalla propria caduta<br />
di angelo senza ali e senza nome, il cui paterno comando<br />
dall&#8217;alto di una volta celeste, affoga nel vuoto<br />
di un silenzio mai udito dalla mortale progenie;</p>
<p>e squarcia nella sua eterna e ciclica discesa,<br />
ogni lembo di vana speranza, finché le carni<br />
e il cuore si aprano come strale fra la tormentata tempesta,<br />
nel pieno rigurgito di un diluvio di sangue e di piaghe infette.</p>
<p>Questo l&#8217;antico ricordo, d&#8217;una terra lontana;</p>
<p>così dalle contuse lacrime di un logoro flagello,<br />
di mia Madre, il viso, scarno e flagellato<br />
dalle singulte passioni del proprio figlio mortale<br />
sfrigola e geme tra le mani congiunte,<br />
portate alla bocca di chi assapora l&#8217;altrui dolore<br />
come il destino di coloro che dell&#8217;immolato sguardo<br />
decretarono il veto.</p>
<p>Il mio cuore e la mia anima, pegni questi<br />
per un popolo cieco e di sé giudice,<br />
fuggono via dalle provate ossa di martire<br />
insieme al mio alito, incarnatosi<br />
in una sorda e falsa religiosa promessa,</p>
<p>pallido e arso di vergogna<br />
per avere della propria indulgenza<br />
mortificato le ultime delizie,<br />
in veste di semplice Uomo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: anna		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3591</link>

		<dc:creator><![CDATA[anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=391#comment-3591</guid>

					<description><![CDATA[anch&#039;io ho visto il film con qualche pregiudizio. oltre l&#039;attesa di immagini cruente e dolorose all&#039;inverosimile, ciò che mi ha procurato tensione è stato lo scenario della sala, e la scia di commenti finali (potrei dire il teatro esteriore, usando l&#039;espressione che usa Guerriero). mi turbava più l&#039;idea delle reazioni (emotive, psicologiche, sentimentali...) che il film avrebbe prodotto, piuttosto che il film stesso. non a caso, durante la proiezione, più e più volte mi sono girata a guardare intorno: osservare le facce di chi in quel momento stava guardando teso, o chiudendo gli occhi, o piangendo, o facendo una smorfia di dolore... all&#039;uscita dalla sala ho ascoltato i commenti dei miei amici, che si dicevano choccati, sconvolti. qualcuno ha detto che era un film del cazzo, che non si poteva far vedere tanta violenza, e tutti loro(ma anche altre persone che mi passavano accanto commentando) ripetevano di quanto fosse stata tremenda la scena del flagello che scarnifica. e poi quella dei chiodi e di quando la croce è capovolta e via così a elencare le immagini più forti della Passione di &quot;questo povero Cristo&quot; che &quot;chi l&#039;avrebbe mai immaginata così&quot;. a me hanno dato (magari scherzando) della cinica perché non mostravo nessuno choc: non avevo pianto, non avevo chiuso gli occhi, non mi era venuto da vomitare. in realtà, non avevo voglia di parlarne, perché il mio cruccio era un altro e fomentato dai loro stessi commenti.
quanto di ciò che si era appena visto sarebbe rimasto sterile rappresentazione? non che il film debba avere fini di evangelizzazione (sarebbe come apprezzare vanity fair che esce con i Vangeli allegati!) ma tanta impressione può davvero portare molti a interrogarsi sulla morte di Cristo. sulla passione(sul senso) di quel povero Cristo? dubito. sarà perché credo di più nei percorsi mistici, perché credo di più nel teatro interiore della Passione (dove io sono protagonista, io faccio esperienza intima e viva di quel Calvario, di quel dolore). a me il film di Gibson non dice niente di più di quanto, da secoli, è raccontato e ricordato il venerdì santo. però è probable che molti l&#039;anno prossimo, a ridosso della Pasqua, ripenseranno alla Passione di Cristo ricordando una scena del film. magari quella del flagello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>anch&#8217;io ho visto il film con qualche pregiudizio. oltre l&#8217;attesa di immagini cruente e dolorose all&#8217;inverosimile, ciò che mi ha procurato tensione è stato lo scenario della sala, e la scia di commenti finali (potrei dire il teatro esteriore, usando l&#8217;espressione che usa Guerriero). mi turbava più l&#8217;idea delle reazioni (emotive, psicologiche, sentimentali&#8230;) che il film avrebbe prodotto, piuttosto che il film stesso. non a caso, durante la proiezione, più e più volte mi sono girata a guardare intorno: osservare le facce di chi in quel momento stava guardando teso, o chiudendo gli occhi, o piangendo, o facendo una smorfia di dolore&#8230; all&#8217;uscita dalla sala ho ascoltato i commenti dei miei amici, che si dicevano choccati, sconvolti. qualcuno ha detto che era un film del cazzo, che non si poteva far vedere tanta violenza, e tutti loro(ma anche altre persone che mi passavano accanto commentando) ripetevano di quanto fosse stata tremenda la scena del flagello che scarnifica. e poi quella dei chiodi e di quando la croce è capovolta e via così a elencare le immagini più forti della Passione di &#8220;questo povero Cristo&#8221; che &#8220;chi l&#8217;avrebbe mai immaginata così&#8221;. a me hanno dato (magari scherzando) della cinica perché non mostravo nessuno choc: non avevo pianto, non avevo chiuso gli occhi, non mi era venuto da vomitare. in realtà, non avevo voglia di parlarne, perché il mio cruccio era un altro e fomentato dai loro stessi commenti.<br />
quanto di ciò che si era appena visto sarebbe rimasto sterile rappresentazione? non che il film debba avere fini di evangelizzazione (sarebbe come apprezzare vanity fair che esce con i Vangeli allegati!) ma tanta impressione può davvero portare molti a interrogarsi sulla morte di Cristo. sulla passione(sul senso) di quel povero Cristo? dubito. sarà perché credo di più nei percorsi mistici, perché credo di più nel teatro interiore della Passione (dove io sono protagonista, io faccio esperienza intima e viva di quel Calvario, di quel dolore). a me il film di Gibson non dice niente di più di quanto, da secoli, è raccontato e ricordato il venerdì santo. però è probable che molti l&#8217;anno prossimo, a ridosso della Pasqua, ripenseranno alla Passione di Cristo ricordando una scena del film. magari quella del flagello.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: anna		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3590</link>

		<dc:creator><![CDATA[anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=391#comment-3590</guid>

					<description><![CDATA[anch&#039;io ho visto il film con qualche pregiudizio. oltre l&#039;attesa di immagini cruente e dolorose all&#039;inverosimile, ciò che mi ha procurato tensione è stato lo scenario della sala, e la scia di commenti finali (potrei dire il teatro esteriore, usando l&#039;espressione che usa Guerriero). mi turbava più l&#039;idea delle reazioni (emotive, psicologiche, sentimentali...) che il film avrebbe prodotto, piuttosto che il film stesso. non a caso, durante la proiezione, più e più volte mi sono girata a guardare intorno: osservare le facce di chi in quel momento stava guardando teso, o chiudendo gli occhi, o piangendo, o facendo una smorfia di dolore... all&#039;uscita dalla sala ho ascoltato i commenti dei miei amici, che si dicevano choccati, sconvolti. qualcuno ha detto che era un film del cazzo, che non si poteva far vedere tanta violenza, e tutti loro(ma anche altre persone che mi passavano accanto commentando) ripetevano di quanto fosse stata tremenda la scena del flagello che scarnifica. e poi quella dei chiodi e di quando la croce è capovolta e via così a elencare le immagini più forti della Passione di &quot;questo povero Cristo&quot; che &quot;chi l&#039;avrebbe mai immaginata così&quot;. a me hanno dato (magari scherzando) della cinica perché non mostravo nessuno choc: non avevo pianto, non avevo chiuso gli occhi, non mi era venuto da vomitare. in realtà, non avevo voglia di parlarne, perché il mio cruccio era un altro e fomentato dai loro stessi commenti.
quanto di ciò che si era appena visto sarebbe rimasto sterile rappresentazione? non che il film debba avere fini di evangelizzazione (sarebbe come apprezzare vanity fair che esce con i Vangeli allegati!) ma tanta impressione può davvero portare molti a interrogarsi sulla morte di Cristo. sulla passione(sul senso) di quel povero Cristo? dubito. sarà perché credo di più nei percorsi mistici, perché credo di più nel teatro interiore della Passione (dove io sono protagonista, io faccio esperienza intima e viva di quel Calvario, di quel dolore). a me il film di Gibson non dice niente di più di quanto, da secoli, è raccontato e ricordato il venerdì santo. però è probable che molti l&#039;anno prossimo, a ridosso della Pasqua, ripenseranno alla Passione di Cristo ricordando una scena del film. magari quella del flagello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>anch&#8217;io ho visto il film con qualche pregiudizio. oltre l&#8217;attesa di immagini cruente e dolorose all&#8217;inverosimile, ciò che mi ha procurato tensione è stato lo scenario della sala, e la scia di commenti finali (potrei dire il teatro esteriore, usando l&#8217;espressione che usa Guerriero). mi turbava più l&#8217;idea delle reazioni (emotive, psicologiche, sentimentali&#8230;) che il film avrebbe prodotto, piuttosto che il film stesso. non a caso, durante la proiezione, più e più volte mi sono girata a guardare intorno: osservare le facce di chi in quel momento stava guardando teso, o chiudendo gli occhi, o piangendo, o facendo una smorfia di dolore&#8230; all&#8217;uscita dalla sala ho ascoltato i commenti dei miei amici, che si dicevano choccati, sconvolti. qualcuno ha detto che era un film del cazzo, che non si poteva far vedere tanta violenza, e tutti loro(ma anche altre persone che mi passavano accanto commentando) ripetevano di quanto fosse stata tremenda la scena del flagello che scarnifica. e poi quella dei chiodi e di quando la croce è capovolta e via così a elencare le immagini più forti della Passione di &#8220;questo povero Cristo&#8221; che &#8220;chi l&#8217;avrebbe mai immaginata così&#8221;. a me hanno dato (magari scherzando) della cinica perché non mostravo nessuno choc: non avevo pianto, non avevo chiuso gli occhi, non mi era venuto da vomitare. in realtà, non avevo voglia di parlarne, perché il mio cruccio era un altro e fomentato dai loro stessi commenti.<br />
quanto di ciò che si era appena visto sarebbe rimasto sterile rappresentazione? non che il film debba avere fini di evangelizzazione (sarebbe come apprezzare vanity fair che esce con i Vangeli allegati!) ma tanta impressione può davvero portare molti a interrogarsi sulla morte di Cristo. sulla passione(sul senso) di quel povero Cristo? dubito. sarà perché credo di più nei percorsi mistici, perché credo di più nel teatro interiore della Passione (dove io sono protagonista, io faccio esperienza intima e viva di quel Calvario, di quel dolore). a me il film di Gibson non dice niente di più di quanto, da secoli, è raccontato e ricordato il venerdì santo. però è probable che molti l&#8217;anno prossimo, a ridosso della Pasqua, ripenseranno alla Passione di Cristo ricordando una scena del film. magari quella del flagello.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dario		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/18/the-passion-of-the-christ-pro-mel/#comment-3589</link>

		<dc:creator><![CDATA[dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=391#comment-3589</guid>

					<description><![CDATA[Mi ha molto colpito questo film perché sono andato a vederlo con molti pregiudizi negativi e nonostante quasi tutti i pregiudizi me li sia visti confermati, qualcosa mi ha punto dove non mi aspettavo di essere vulnerabile. Ci devo pensare su. A proposito della mistica Emmerich invece voglio segnalare un intervento che si trova alla pagina http://evangelici.altervista.org/gibson.html
in cui si rubricano i prelievi di Gibson dalle visioni della mistica come &quot;falsità&quot;. L&#039;idea è che il film non è basato sulla Bibbia, anzi se ne discosta fino all&#039;eresia in moltissimi punti. Trovo interessante questo richiamo al &quot;realismo&quot; visto come fedeltà al dettato fattuale biblico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha molto colpito questo film perché sono andato a vederlo con molti pregiudizi negativi e nonostante quasi tutti i pregiudizi me li sia visti confermati, qualcosa mi ha punto dove non mi aspettavo di essere vulnerabile. Ci devo pensare su. A proposito della mistica Emmerich invece voglio segnalare un intervento che si trova alla pagina <a href="http://evangelici.altervista.org/gibson.html" rel="nofollow ugc">http://evangelici.altervista.org/gibson.html</a><br />
in cui si rubricano i prelievi di Gibson dalle visioni della mistica come &#8220;falsità&#8221;. L&#8217;idea è che il film non è basato sulla Bibbia, anzi se ne discosta fino all&#8217;eresia in moltissimi punti. Trovo interessante questo richiamo al &#8220;realismo&#8221; visto come fedeltà al dettato fattuale biblico.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 16:16:33 by W3 Total Cache
-->