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	Commenti a: incontro con dio e con i miei morti a biancade	</title>
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		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a tutti di aver letto e commentato.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti di aver letto e commentato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: talsasabri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[talsasabri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;ambientazione crea diverse risonanze, si prospetta un racconto che pone in primo piano il sentire, che prende a pretesto una finta narrazione per dar vita ad una poetica del divenire.
Tutto ha un senso perché è ricordo.
E ricorda la poesia epico-narrativa di Pavese, ricorda &quot;I mari del sud&quot;.
Scarpa, forse, senza averne coscienza - non so quanto questa mia affermazione (che mi spaventa, come ogni proposta verità)- si proietta in una dimensione diversa, inaspettata : essere equivale a vivere.
Sembra scontato. Invece capovolge la prospettiva di una letteratura che è vittima di una esitenza che non si può mutare.
Fino ad oggi ci hanno proposto, Scarpa e gli altri, il vivere per il vivere, che spesso porta a fatali conseguenze, in questo frammento trovo una nuova prospettiva: quello che siamo è una divagazione ambientale, sonora, linguisitca, di quello che eravamo.
Un unico consiglio, i consigli non sono mai ben accetti, rivisiti il suo testo, che ha diverse lacune, sembra una prima stesura,  nata dall&#039;istinto-sentire, che necessità di qualche revisione.
Il solco è tracciato, basta avere la forza di poterlo percorrere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ambientazione crea diverse risonanze, si prospetta un racconto che pone in primo piano il sentire, che prende a pretesto una finta narrazione per dar vita ad una poetica del divenire.<br />
Tutto ha un senso perché è ricordo.<br />
E ricorda la poesia epico-narrativa di Pavese, ricorda &#8220;I mari del sud&#8221;.<br />
Scarpa, forse, senza averne coscienza &#8211; non so quanto questa mia affermazione (che mi spaventa, come ogni proposta verità)- si proietta in una dimensione diversa, inaspettata : essere equivale a vivere.<br />
Sembra scontato. Invece capovolge la prospettiva di una letteratura che è vittima di una esitenza che non si può mutare.<br />
Fino ad oggi ci hanno proposto, Scarpa e gli altri, il vivere per il vivere, che spesso porta a fatali conseguenze, in questo frammento trovo una nuova prospettiva: quello che siamo è una divagazione ambientale, sonora, linguisitca, di quello che eravamo.<br />
Un unico consiglio, i consigli non sono mai ben accetti, rivisiti il suo testo, che ha diverse lacune, sembra una prima stesura,  nata dall&#8217;istinto-sentire, che necessità di qualche revisione.<br />
Il solco è tracciato, basta avere la forza di poterlo percorrere.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: don giovanni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/23/incontro-con-dio-e-con-i-miei-morti-a-biancade/#comment-3775</link>

		<dc:creator><![CDATA[don giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;flavione nazionale&quot; è una caduta di stile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;flavione nazionale&#8221; è una caduta di stile.</p>
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		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era una torrida serata estiva, il 19 giugno del 2003. A villa Litta Flavio Giurato doveva fare il suo primo concerto milanese dopo 20 anni. Ci andai solo soletto, non conoscevo nessuno che si ricordasse di lui. Alternate al concerto c&#039;erano delle letture di scrittori ispirate a pezzi di Giurato. Fu lì che vidi, fisicamente, per la prima volta Tiziano. Lesse proprio questo pezzo. Mi ha fatto molto piacere &quot;ritrovarlo&quot; qui.
Ma, aspettate un attimo, vi allego cosa scrissi il giorno dopo sul forum dedicato a Flavio Giurato:

IL FLAVIONE A MILANO
Dapprima mi rendo conto di aver fatto una cazzata. Con la fretta lascio a casa il portafogli e quant&#039;altro. Embè? Potreste dirmi... tanto il concerto è gratis. Certo. ma la maglietta nera con su la citazione del Tuffatore? Come la compro?

Tranne ciò, il resto della serata è più che piacevole. 

Ogni tanto alcuni scrittori salgono sul palco e leggono qualcosa. Il Primo è Aldo Nove. La sua è la lettura più circostanziata, quella più legata al tema della serata. Più avanti arriverà Tiziano Scarpa che leggerà la cosa più bella, forse, non ostante la sua recitazione spiritata, fin troppo sopra le righe. In fine Giuseppe Caliceti, il più divertente e frizzante. Tutti e tre sono volgari alquanto. Non che la cosa mi scandalizzi, ma vedo fra il pubblico anche dei bambini. Un nonno porta via una nipotina un po&#039; indignato dalle parolacce. Sorrido. mi accorgo che un paio di bimbe ridono come matte quando sentono tutte quelle parole &quot;proibite&quot;. Massì, siamo in libera uscita.

Nel frattempo è arrivato il Flavione nazionale. E&#039; altissimo. Si siede, ha un&#039;aria un po&#039; smarrita, un po&#039; timida e un po&#039; fuori di zucca. Tipo il fratello, non so se mi spiego.

Io sono lì in seconda fila. Da solo. Non so se guardare lui o chi mi sta dietro. Mi volto spesso, lo spettacolo di questo gruppo di fanatici 35-45enni che lo segue ovunque mi entusiasma. Flavio inizia a cantare di spade abbandonate per strada. C&#039;è chi approva nel pubblico, chi si guarda in faccia felice. Fra i reading e le canzoni il tempo passa con pacatezza, fra amici.

Io mi rendo conto che l&#039;ufficialino è in mi bemolle. Per un chitarrista è una tonalità assurda, scomoda. Ma certo, lui ha le dita così lunghe che forse neppure se ne accorge. E&#039; solo. Nessuno lo accompagna. La cosa rende ancora più precario il concerto. Anzi, decide ci parlarci di Orbetello senza neppure strimpellare la chitarra. Ha una voce potente, bella. Forse la sua cosa più bella. Poi canta d&#039;altro, di Pier Paolo, di Praga, etc...

Tira e molla decide che il concerto è finito, ma non gli crede nessuno. Torna subito e ci sbatte in faccia un Tuffatore che gli esplode fra le mani. Freme, batte i piedi, è come se il pezzo avesse bisogno dei berliner per capirne la sua potenza. Ma lui lavora per sottrazione, abbandona la chitarra e la canta urlante vis a vis col pubblico. Un po&#039; mi incazzo, la chitarrina in questo caso la volevo proprio sentire. Perché? Forse perché volevo vedergli gli accordi, o forse perché... perché... ecco: perché, mi rendo conto ora, quella chitarrina mi ricorda quella di wish you were here (che non c&#039;entra un cazzo lo so, però la associazione è proprio quella). In realtà va bene così. Lui ululante e un po&#039; fuori di zucca (tipo il fratello, avete presente?).

Il concerto è finito. Non riesco ad alzarmi dalla sedia. Vedo i gruppetti formarsi. Mi avvicino ad un banchetto per bere qualcosa, sento che il Flavio nazionale ha subito una operazione fastidiosa da pochi giorni, altri vanno da lui e si fanno autografare il disco.

Potrei avvicinarmi anch&#039;io ma decido di lasciar perdere. Va bene così. Dopo vent&#039;anni l&#039;ho risentito cantare. Lasciamo ancora un po&#039; di mistero intorno a tutto ciò. Intorno ai volti amici, alle faccie da ingegnere, da informatico, da impiegato, che vedevo attorno a me. Va bene così mi dico.

Torno mesto e pacificato verso la fermata dell&#039;autobus, affianco a me c&#039;è un tipo con addosso la maglietta. Avrei voluto salutarlo, dirgli: &quot;hey, ma quanto costa la maglietta? Come ti chiami? Cosa fai domani?&quot; Ma ho preferito di no. Meglio così. Sto bene. A casa mi aspetta mia figlia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era una torrida serata estiva, il 19 giugno del 2003. A villa Litta Flavio Giurato doveva fare il suo primo concerto milanese dopo 20 anni. Ci andai solo soletto, non conoscevo nessuno che si ricordasse di lui. Alternate al concerto c&#8217;erano delle letture di scrittori ispirate a pezzi di Giurato. Fu lì che vidi, fisicamente, per la prima volta Tiziano. Lesse proprio questo pezzo. Mi ha fatto molto piacere &#8220;ritrovarlo&#8221; qui.<br />
Ma, aspettate un attimo, vi allego cosa scrissi il giorno dopo sul forum dedicato a Flavio Giurato:</p>
<p>IL FLAVIONE A MILANO<br />
Dapprima mi rendo conto di aver fatto una cazzata. Con la fretta lascio a casa il portafogli e quant&#8217;altro. Embè? Potreste dirmi&#8230; tanto il concerto è gratis. Certo. ma la maglietta nera con su la citazione del Tuffatore? Come la compro?</p>
<p>Tranne ciò, il resto della serata è più che piacevole. </p>
<p>Ogni tanto alcuni scrittori salgono sul palco e leggono qualcosa. Il Primo è Aldo Nove. La sua è la lettura più circostanziata, quella più legata al tema della serata. Più avanti arriverà Tiziano Scarpa che leggerà la cosa più bella, forse, non ostante la sua recitazione spiritata, fin troppo sopra le righe. In fine Giuseppe Caliceti, il più divertente e frizzante. Tutti e tre sono volgari alquanto. Non che la cosa mi scandalizzi, ma vedo fra il pubblico anche dei bambini. Un nonno porta via una nipotina un po&#8217; indignato dalle parolacce. Sorrido. mi accorgo che un paio di bimbe ridono come matte quando sentono tutte quelle parole &#8220;proibite&#8221;. Massì, siamo in libera uscita.</p>
<p>Nel frattempo è arrivato il Flavione nazionale. E&#8217; altissimo. Si siede, ha un&#8217;aria un po&#8217; smarrita, un po&#8217; timida e un po&#8217; fuori di zucca. Tipo il fratello, non so se mi spiego.</p>
<p>Io sono lì in seconda fila. Da solo. Non so se guardare lui o chi mi sta dietro. Mi volto spesso, lo spettacolo di questo gruppo di fanatici 35-45enni che lo segue ovunque mi entusiasma. Flavio inizia a cantare di spade abbandonate per strada. C&#8217;è chi approva nel pubblico, chi si guarda in faccia felice. Fra i reading e le canzoni il tempo passa con pacatezza, fra amici.</p>
<p>Io mi rendo conto che l&#8217;ufficialino è in mi bemolle. Per un chitarrista è una tonalità assurda, scomoda. Ma certo, lui ha le dita così lunghe che forse neppure se ne accorge. E&#8217; solo. Nessuno lo accompagna. La cosa rende ancora più precario il concerto. Anzi, decide ci parlarci di Orbetello senza neppure strimpellare la chitarra. Ha una voce potente, bella. Forse la sua cosa più bella. Poi canta d&#8217;altro, di Pier Paolo, di Praga, etc&#8230;</p>
<p>Tira e molla decide che il concerto è finito, ma non gli crede nessuno. Torna subito e ci sbatte in faccia un Tuffatore che gli esplode fra le mani. Freme, batte i piedi, è come se il pezzo avesse bisogno dei berliner per capirne la sua potenza. Ma lui lavora per sottrazione, abbandona la chitarra e la canta urlante vis a vis col pubblico. Un po&#8217; mi incazzo, la chitarrina in questo caso la volevo proprio sentire. Perché? Forse perché volevo vedergli gli accordi, o forse perché&#8230; perché&#8230; ecco: perché, mi rendo conto ora, quella chitarrina mi ricorda quella di wish you were here (che non c&#8217;entra un cazzo lo so, però la associazione è proprio quella). In realtà va bene così. Lui ululante e un po&#8217; fuori di zucca (tipo il fratello, avete presente?).</p>
<p>Il concerto è finito. Non riesco ad alzarmi dalla sedia. Vedo i gruppetti formarsi. Mi avvicino ad un banchetto per bere qualcosa, sento che il Flavio nazionale ha subito una operazione fastidiosa da pochi giorni, altri vanno da lui e si fanno autografare il disco.</p>
<p>Potrei avvicinarmi anch&#8217;io ma decido di lasciar perdere. Va bene così. Dopo vent&#8217;anni l&#8217;ho risentito cantare. Lasciamo ancora un po&#8217; di mistero intorno a tutto ciò. Intorno ai volti amici, alle faccie da ingegnere, da informatico, da impiegato, che vedevo attorno a me. Va bene così mi dico.</p>
<p>Torno mesto e pacificato verso la fermata dell&#8217;autobus, affianco a me c&#8217;è un tipo con addosso la maglietta. Avrei voluto salutarlo, dirgli: &#8220;hey, ma quanto costa la maglietta? Come ti chiami? Cosa fai domani?&#8221; Ma ho preferito di no. Meglio così. Sto bene. A casa mi aspetta mia figlia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lucio Angelini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/23/incontro-con-dio-e-con-i-miei-morti-a-biancade/#comment-3773</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Medito sull&#039;innegabile importanza, nella tua poetica, di fallo/suzione/suicidio. In attesa di trarre qualche conclusione, aggiungo il mio


RIPENSAMENTO
DI TUTTA
L&#039;INFANZIA

Pioveva sul fico
sul moro
e su 
Angiolo
Silvio
Novaro
ornato di
gemmule 
d&#039;oro

(Quel mondo incubava tutte le cose sinistre che sono maturate poi... ):-)

P.S. Domani, per fortuna, una bella ferrata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Medito sull&#8217;innegabile importanza, nella tua poetica, di fallo/suzione/suicidio. In attesa di trarre qualche conclusione, aggiungo il mio</p>
<p>RIPENSAMENTO<br />
DI TUTTA<br />
L&#8217;INFANZIA</p>
<p>Pioveva sul fico<br />
sul moro<br />
e su<br />
Angiolo<br />
Silvio<br />
Novaro<br />
ornato di<br />
gemmule<br />
d&#8217;oro</p>
<p>(Quel mondo incubava tutte le cose sinistre che sono maturate poi&#8230; ):-)</p>
<p>P.S. Domani, per fortuna, una bella ferrata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Malatesta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/23/incontro-con-dio-e-con-i-miei-morti-a-biancade/#comment-3772</link>

		<dc:creator><![CDATA[Malatesta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Va beh, giacché ci sono posto una mia personale poesia. Non è un granché, metto avanti le mani, però mi sembra carina....


Acqua-planing

È questa la pozzanghera d&#039;acqua di vetro
su cui le gomme schizzarono via 
senza suono né attrito, pattinando. 

All&#039;inizio fu uno scatto di nervi, tutti i sensi 
convocati a gestire il caso: sterzate, 
freni premuti a tavoletta e una foga

di marce ingranate. Finché arreso tolsi le mani
dal volante per seguire con calma la scena
in prima fila, l&#039;Inevitabile messo in onda 

sul parabrezza. Poi lo schianto. Il mio sguardo
era lo stesso di mio padre quando pensava al peggio
nel letto di malattia: una rassegnazione 

prima stupita, poi adirata, infine quieta,
muta, di colpo invasa dall&#039;inerzia
con cui ci si guarda morire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va beh, giacché ci sono posto una mia personale poesia. Non è un granché, metto avanti le mani, però mi sembra carina&#8230;.</p>
<p>Acqua-planing</p>
<p>È questa la pozzanghera d&#8217;acqua di vetro<br />
su cui le gomme schizzarono via<br />
senza suono né attrito, pattinando. </p>
<p>All&#8217;inizio fu uno scatto di nervi, tutti i sensi<br />
convocati a gestire il caso: sterzate,<br />
freni premuti a tavoletta e una foga</p>
<p>di marce ingranate. Finché arreso tolsi le mani<br />
dal volante per seguire con calma la scena<br />
in prima fila, l&#8217;Inevitabile messo in onda </p>
<p>sul parabrezza. Poi lo schianto. Il mio sguardo<br />
era lo stesso di mio padre quando pensava al peggio<br />
nel letto di malattia: una rassegnazione </p>
<p>prima stupita, poi adirata, infine quieta,<br />
muta, di colpo invasa dall&#8217;inerzia<br />
con cui ci si guarda morire.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: elena commessatti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/23/incontro-con-dio-e-con-i-miei-morti-a-biancade/#comment-3771</link>

		<dc:creator><![CDATA[elena commessatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Strano. Non ho sentito sofferenza. A me sembra quasi che, diventando fantasma, si sia messo a dialogare. Con bestie, dio e morti. Mi è piaciuto, di solito fatico a leggere Scarpa. Piaciuto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strano. Non ho sentito sofferenza. A me sembra quasi che, diventando fantasma, si sia messo a dialogare. Con bestie, dio e morti. Mi è piaciuto, di solito fatico a leggere Scarpa. Piaciuto.</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/23/incontro-con-dio-e-con-i-miei-morti-a-biancade/#comment-3770</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti a Tiziano per la sua drammatica, sofferta (così l&#039;ho sentita) passeggiata tra fiumi e sconosciuti avi, e a Salvatore Toma. Bellissimo il finale, soprattutto, quel dare il fianco alla morte insegnadoLE il perdono!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti a Tiziano per la sua drammatica, sofferta (così l&#8217;ho sentita) passeggiata tra fiumi e sconosciuti avi, e a Salvatore Toma. Bellissimo il finale, soprattutto, quel dare il fianco alla morte insegnadoLE il perdono!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: massimiliano governi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/23/incontro-con-dio-e-con-i-miei-morti-a-biancade/#comment-3769</link>

		<dc:creator><![CDATA[massimiliano governi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[toma è un grandissimo. le sue poesie, sulla morte e sugli animali le so a memoria. leggetele tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>toma è un grandissimo. le sue poesie, sulla morte e sugli animali le so a memoria. leggetele tutti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Malatesta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/04/23/incontro-con-dio-e-con-i-miei-morti-a-biancade/#comment-3768</link>

		<dc:creator><![CDATA[Malatesta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tiziano, ti prego, se non l&#039;hai ancora fatto,  leggi il &quot;Canzoniere della morte&quot; di Salvatore Toma, un poeta di Maglie, delle mie zone. E&#039; ossessivo, paranoico, struggente. Eccone un pezzettino:

La morte ghermisce 
ma forse è innocente
si muove senza malizia
perciò di innocenti
a volte si nutre
come di premure un malato.
Forse la morte è innocente
la sbandiera senza malizia
la sua falce beffarda e dolorosa
e da noi esala già forse concepita
quest&#039;ossessione bellissima
che è vita.
Forse la morte è già in noi
quando senza malizia
una sera si annuncia da lontano
coi suoi sonagli d&#039;oro.

La vita per innocenza
va goduta dormendo
e lui si è solo girato di fianco.
Sì meglio dare il fianco 
alla morte
insegnarle il perdono
che darle le spalle per viltà
o il petto per arroganza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tiziano, ti prego, se non l&#8217;hai ancora fatto,  leggi il &#8220;Canzoniere della morte&#8221; di Salvatore Toma, un poeta di Maglie, delle mie zone. E&#8217; ossessivo, paranoico, struggente. Eccone un pezzettino:</p>
<p>La morte ghermisce<br />
ma forse è innocente<br />
si muove senza malizia<br />
perciò di innocenti<br />
a volte si nutre<br />
come di premure un malato.<br />
Forse la morte è innocente<br />
la sbandiera senza malizia<br />
la sua falce beffarda e dolorosa<br />
e da noi esala già forse concepita<br />
quest&#8217;ossessione bellissima<br />
che è vita.<br />
Forse la morte è già in noi<br />
quando senza malizia<br />
una sera si annuncia da lontano<br />
coi suoi sonagli d&#8217;oro.</p>
<p>La vita per innocenza<br />
va goduta dormendo<br />
e lui si è solo girato di fianco.<br />
Sì meglio dare il fianco<br />
alla morte<br />
insegnarle il perdono<br />
che darle le spalle per viltà<br />
o il petto per arroganza.</p>
]]></content:encoded>
		
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