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	Commenti a: Dialogo sull&#8217;entropia (#2). Una tazza di tè verde.	</title>
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		Di: luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il sapere scientifico è ormai pienamente consapevole che la possibilità di irruzione della novità imprevedibile non è una funzione dell&#039;incremento della conferma della prova e quindi non è in alcun modo ridotta o intaccata dalla crescita indefinita della conferma. La possibilità dell&#039;irruzione dell&#039;imprevisto è assoluta. Ma tale possibilità può essere assoluta solo perché tutto ciò che incomincia ad essere, prima di cominciare non è qualcosa, ma niente, e in quanto niente non è qualcosa che possa sottostare a una previsione. Incominciando ad essere, l&#039;evento è libero da ogni legame e può quindi essere la smentita più radicale della previsione confermata. La possiblità dell&#039;irruzione dell&#039;imprevisto è assoluta, cioè non è funzione dell&#039;incremento della conferma, proprio dal punto di vista (Reichenbach) che pone la probabilità della previsione come funzione dell&#039;incremento della conferma. Il continuum stabilito da questa funzione ha come valori limite 1 e 0: si tratta di valori-limite, cioè irraggiungibili, poiché 1 indica l&#039;implicazione logica (intesa come tautologia) e 0 la negazione di tale implicazione (cioè la contraddizione), e né l&#039;una né l&#039;altra possono costituire (nell&#039;interpretazione scientifica della logica) proposizioni che si riferiscono all&#039;esperienza. Dire che 1 è il limite superiore della funzione di probabilità - dire cioè che l&#039;evidenza dell&#039;implicazione logica è irraggiungibile dalla previsione - significa che, per quanto si approssimi a 1 il valore di probabilità della previsione, rimane inalterata, cioè assoluta, la possibilità dell&#039;irruzione dell&#039;imprevisto. E&#039; appunto sul fondamento nascosto dell&#039;imprevidibilità del niente che la teoria frequenziale della probabilità estende inevitabilmente il suo campo originario di applicazione - il campo particolare costituito dalla serie di eventi che soddisfano la definizione di &quot;collettivo&quot; fornita da von Mises - ,sino a controllare la totalità degli eventi; si che ogni cosa del mondo diventa un dado che rotola e tutta la scienza della natura diventa la previsione probabilistico-statistica degli esiti del gioco. Nella scienza moderna la trasforamzione della leggi cusali in leggi probabilistiche è una trasformazione in leggi che esprimono appunto la frequenza degli eventi che confermano casualmente una cert previsione. Ma il mettere alla prova la capacità dell&#039;evento di fornire il contenuto della previsione - l&#039;induzione scientifica che si è liberata da ogni residuo epistemico consiste appunto in questo provare - è già nella sua essenza quel riferimento alla casualità dell&#039;evento, e anzi di ogni evneto, che diventerà poi esplicita nella teoria della probabilità. E, appunto per questo, nella sua essenza l&#039;induzione scientifica è già quell&#039;indeterminismo poi esplicito nella fisica contemporanea on il prinicipio di indeterminazione di Heisenberg. Come per la teoria quantistica lo stato istantaeno di un sistema fisico non è necessariamente determinato dallo stato istantaneo precedente, così nel procedimento induttivo lo stato costituito da un certo grado di conferma di tale prova - il grado cioè che si forma in relazione al sopraggiungere di un nuovo elemento di conferma ( sì che la previsione del successiovo grado di conferma possiede quel carattere probabilistico che è reso esplicito nella previsione delle grandezze dello stato successivo del sistema fisico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sapere scientifico è ormai pienamente consapevole che la possibilità di irruzione della novità imprevedibile non è una funzione dell&#8217;incremento della conferma della prova e quindi non è in alcun modo ridotta o intaccata dalla crescita indefinita della conferma. La possibilità dell&#8217;irruzione dell&#8217;imprevisto è assoluta. Ma tale possibilità può essere assoluta solo perché tutto ciò che incomincia ad essere, prima di cominciare non è qualcosa, ma niente, e in quanto niente non è qualcosa che possa sottostare a una previsione. Incominciando ad essere, l&#8217;evento è libero da ogni legame e può quindi essere la smentita più radicale della previsione confermata. La possiblità dell&#8217;irruzione dell&#8217;imprevisto è assoluta, cioè non è funzione dell&#8217;incremento della conferma, proprio dal punto di vista (Reichenbach) che pone la probabilità della previsione come funzione dell&#8217;incremento della conferma. Il continuum stabilito da questa funzione ha come valori limite 1 e 0: si tratta di valori-limite, cioè irraggiungibili, poiché 1 indica l&#8217;implicazione logica (intesa come tautologia) e 0 la negazione di tale implicazione (cioè la contraddizione), e né l&#8217;una né l&#8217;altra possono costituire (nell&#8217;interpretazione scientifica della logica) proposizioni che si riferiscono all&#8217;esperienza. Dire che 1 è il limite superiore della funzione di probabilità &#8211; dire cioè che l&#8217;evidenza dell&#8217;implicazione logica è irraggiungibile dalla previsione &#8211; significa che, per quanto si approssimi a 1 il valore di probabilità della previsione, rimane inalterata, cioè assoluta, la possibilità dell&#8217;irruzione dell&#8217;imprevisto. E&#8217; appunto sul fondamento nascosto dell&#8217;imprevidibilità del niente che la teoria frequenziale della probabilità estende inevitabilmente il suo campo originario di applicazione &#8211; il campo particolare costituito dalla serie di eventi che soddisfano la definizione di &#8220;collettivo&#8221; fornita da von Mises &#8211; ,sino a controllare la totalità degli eventi; si che ogni cosa del mondo diventa un dado che rotola e tutta la scienza della natura diventa la previsione probabilistico-statistica degli esiti del gioco. Nella scienza moderna la trasforamzione della leggi cusali in leggi probabilistiche è una trasformazione in leggi che esprimono appunto la frequenza degli eventi che confermano casualmente una cert previsione. Ma il mettere alla prova la capacità dell&#8217;evento di fornire il contenuto della previsione &#8211; l&#8217;induzione scientifica che si è liberata da ogni residuo epistemico consiste appunto in questo provare &#8211; è già nella sua essenza quel riferimento alla casualità dell&#8217;evento, e anzi di ogni evneto, che diventerà poi esplicita nella teoria della probabilità. E, appunto per questo, nella sua essenza l&#8217;induzione scientifica è già quell&#8217;indeterminismo poi esplicito nella fisica contemporanea on il prinicipio di indeterminazione di Heisenberg. Come per la teoria quantistica lo stato istantaeno di un sistema fisico non è necessariamente determinato dallo stato istantaneo precedente, così nel procedimento induttivo lo stato costituito da un certo grado di conferma di tale prova &#8211; il grado cioè che si forma in relazione al sopraggiungere di un nuovo elemento di conferma ( sì che la previsione del successiovo grado di conferma possiede quel carattere probabilistico che è reso esplicito nella previsione delle grandezze dello stato successivo del sistema fisico</p>
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		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sicuramente sono io che non ci arrivo, ma non è la stessa cosa già detta (più chiaramente) nel post ? Se così non è, qual è la differenza ? Giuro, Lumina, non ce l&#039;ho con te, ma se scrivi per essere letto bisogna pure dirtele queste cose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente sono io che non ci arrivo, ma non è la stessa cosa già detta (più chiaramente) nel post ? Se così non è, qual è la differenza ? Giuro, Lumina, non ce l&#8217;ho con te, ma se scrivi per essere letto bisogna pure dirtele queste cose.</p>
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		<title>
		Di: luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, quello che ho scritto è differente, in due modi. E molto differente! Naturalmente è ovvio che chi scrive lo fa (anche) per essere letto (se no che si scrive a fare in un forum?). E&#039; anche ovvio che non sento il bisogno che tu mi dica certe cose (se non sono in merito alla sostanza), ma dille pure le cose che vuoi dire (è ovvio, perché vuoi essere letto! o in termini di dinamica di gruppo perché ci sta sempre bene qualcuno che contesta senza sapere cosa contesta)! E&#039; anche ovvio che in termini di dinamica di gruppo i contestatori non ce l&#039;hanno mai con chi dice una cosa (non c&#039;era bisogno di giurare!)! hanno altre ragioni (ma su queste non mi pronunzio perché non sei un mio cliente!)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, quello che ho scritto è differente, in due modi. E molto differente! Naturalmente è ovvio che chi scrive lo fa (anche) per essere letto (se no che si scrive a fare in un forum?). E&#8217; anche ovvio che non sento il bisogno che tu mi dica certe cose (se non sono in merito alla sostanza), ma dille pure le cose che vuoi dire (è ovvio, perché vuoi essere letto! o in termini di dinamica di gruppo perché ci sta sempre bene qualcuno che contesta senza sapere cosa contesta)! E&#8217; anche ovvio che in termini di dinamica di gruppo i contestatori non ce l&#8217;hanno mai con chi dice una cosa (non c&#8217;era bisogno di giurare!)! hanno altre ragioni (ma su queste non mi pronunzio perché non sei un mio cliente!)</p>
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		Di: riccardo ferrazzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vabbe&#039;. Evidentemente a certe cose non c&#039;è rimedio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbe&#8217;. Evidentemente a certe cose non c&#8217;è rimedio.</p>
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		Di: luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi sta bene con sé stesso non cerca rimedi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi sta bene con sé stesso non cerca rimedi</p>
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		<title>
		Di: ganga		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ganga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate ma in meccanica quantistica la visione probabilistica è giusto un pochino diversa ecco. Lo stato istantaneo del sistema fisico non è necessariamente determinato dallo stato istantaneo precedente perchè è intrinsecamente descritto da una funzione d&#039;onda di probabilità, che non nasce dall&#039;ignoranza, ma è l&#039;essenza delle leggi che regolano la fisica a quella scala.
E il principio di indeterminazione di Heisenberg non è una disequazione semplicemente rozza e approssimativa, bensì esprime il significato profondo dell&#039;esistere o non esistere (con certe caratteristiche), e del coesistere onda-particella a quella scala. Einstein altrimenti non si sarebbe sprecato ad affermare che Dio non gioca a dadi. Insomma ci sono probabilità diverse, che non necessariamente nascono dall&#039;ignoranza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate ma in meccanica quantistica la visione probabilistica è giusto un pochino diversa ecco. Lo stato istantaneo del sistema fisico non è necessariamente determinato dallo stato istantaneo precedente perchè è intrinsecamente descritto da una funzione d&#8217;onda di probabilità, che non nasce dall&#8217;ignoranza, ma è l&#8217;essenza delle leggi che regolano la fisica a quella scala.<br />
E il principio di indeterminazione di Heisenberg non è una disequazione semplicemente rozza e approssimativa, bensì esprime il significato profondo dell&#8217;esistere o non esistere (con certe caratteristiche), e del coesistere onda-particella a quella scala. Einstein altrimenti non si sarebbe sprecato ad affermare che Dio non gioca a dadi. Insomma ci sono probabilità diverse, che non necessariamente nascono dall&#8217;ignoranza.</p>
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		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/05/06/dialogo-sullentropia-2-una-tazza-di-te-verde/#comment-4049</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per quanto mi riguarda caro ganga io infatti l&#039;ho scritto nel mio primo post: &quot;Come per la teoria quantistica lo stato istantaeno di un sistema fisico non è necessariamente determinato dallo stato istantaneo precedente, così nel procedimento induttivo lo stato costituito da un certo grado di conferma di tale prova - il grado cioè che si forma in relazione al sopraggiungere di un nuovo elemento di conferma ( sì che la previsione del successiovo grado di conferma possiede quel carattere probabilistico che è reso esplicito nella previsione delle grandezze dello stato successivo del sistema fisico)&quot;.
Ma è proprio la meccanica quantistica ha mostrare l&#039;irruzione del divenire (o meglio: una sua interpretazione!)come irruzione dell&#039;imprevedibile! Ogni inferenza induttiva è probabilistica e cioè consiste nel rilevamento della frequenza relativa con cui i membri di una successione ai quali conviene una certa proprietà si presentano associati a una cert&#039;altra proprietà, ed è ancora una inferenza induttiva a stabilire il limite di una frequenza
attribuendogli un valore numerico che quindi rimane aperto alle deviazioni possibili della successione. Ed è proprio per l&#039;assoluta imprevedibilità del divenire dal niente che la teoria della probabilità può riconoscere che la distinzione tra successioni ordinate e successioni disordinate (e quindi tra legge causali e leggi probabilistiche)è assolutamente provvisoria e convenzionale, adducendo come motivazione di questo riconoscimento che la più lunga della successioni ordinate osservate può essere un piccolissimo segemtno di una lunga successione disordinata (dove tale segmento sia soggetto alla cosidetta distribuzione probabilistica e cioè compaia in media con la stessa frequenza di altri segmenti costituiti da serie variamente ordinate e disordinate), e viceversa che la più lunga della successioni disordinate osservate può essere un piccolissimo segmento di una successione ordinata. La fisica quantistica non fa che ribadire il carattere convenzionale della distinzione tra leggi causali e leggi probabilistiche. Le leggi e il caso di cui parla la teoria della probablità sono due aspetti del caso in quanto accadere che cade da niente. In questo senso, ogni legge scientifica (probablistica o causale) è legge del caso; e non è questo un paradosso che debba essere dissipato dall&#039;analisi del linguaggio, ma è la situazione in cui la volontà di potenza deve venire a trovarsi per poter dominare il divenire senza vanificarlo illusoriamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto mi riguarda caro ganga io infatti l&#8217;ho scritto nel mio primo post: &#8220;Come per la teoria quantistica lo stato istantaeno di un sistema fisico non è necessariamente determinato dallo stato istantaneo precedente, così nel procedimento induttivo lo stato costituito da un certo grado di conferma di tale prova &#8211; il grado cioè che si forma in relazione al sopraggiungere di un nuovo elemento di conferma ( sì che la previsione del successiovo grado di conferma possiede quel carattere probabilistico che è reso esplicito nella previsione delle grandezze dello stato successivo del sistema fisico)&#8221;.<br />
Ma è proprio la meccanica quantistica ha mostrare l&#8217;irruzione del divenire (o meglio: una sua interpretazione!)come irruzione dell&#8217;imprevedibile! Ogni inferenza induttiva è probabilistica e cioè consiste nel rilevamento della frequenza relativa con cui i membri di una successione ai quali conviene una certa proprietà si presentano associati a una cert&#8217;altra proprietà, ed è ancora una inferenza induttiva a stabilire il limite di una frequenza<br />
attribuendogli un valore numerico che quindi rimane aperto alle deviazioni possibili della successione. Ed è proprio per l&#8217;assoluta imprevedibilità del divenire dal niente che la teoria della probabilità può riconoscere che la distinzione tra successioni ordinate e successioni disordinate (e quindi tra legge causali e leggi probabilistiche)è assolutamente provvisoria e convenzionale, adducendo come motivazione di questo riconoscimento che la più lunga della successioni ordinate osservate può essere un piccolissimo segemtno di una lunga successione disordinata (dove tale segmento sia soggetto alla cosidetta distribuzione probabilistica e cioè compaia in media con la stessa frequenza di altri segmenti costituiti da serie variamente ordinate e disordinate), e viceversa che la più lunga della successioni disordinate osservate può essere un piccolissimo segmento di una successione ordinata. La fisica quantistica non fa che ribadire il carattere convenzionale della distinzione tra leggi causali e leggi probabilistiche. Le leggi e il caso di cui parla la teoria della probablità sono due aspetti del caso in quanto accadere che cade da niente. In questo senso, ogni legge scientifica (probablistica o causale) è legge del caso; e non è questo un paradosso che debba essere dissipato dall&#8217;analisi del linguaggio, ma è la situazione in cui la volontà di potenza deve venire a trovarsi per poter dominare il divenire senza vanificarlo illusoriamente.</p>
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		<title>
		Di: ganga		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/05/06/dialogo-sullentropia-2-una-tazza-di-te-verde/#comment-4050</link>

		<dc:creator><![CDATA[ganga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eh? 
ma rimettete le mani &#039;n testa e nun me spiega&#039; gnente...
Scusa luminamenti, concedimi la citazionaccia nonchè battutaccia, tu pero&#039;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh?<br />
ma rimettete le mani &#8216;n testa e nun me spiega&#8217; gnente&#8230;<br />
Scusa luminamenti, concedimi la citazionaccia nonchè battutaccia, tu pero&#8217;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pensieri Oziosi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Luminamenti stai facendo confusione. Innanzitutto parlare di &quot;divenire&quot; &quot;incominciare ad essere&quot; significa cercare di dare valenza ontologica al sapere scentifico, cosa inutile, e, dal punto di vista di chiarezza di pensiero, dannoso. Fai confusione anche dopo, quando confondi il valore probabilistico 1 con un la tautologia e lo 0 con la contraddizione, cioè con il vero e il falso in senso assoluto (assoluto, a sua volta nel senso logico del termine). Questo per via degli insiemi di eventi &quot;a misura nulla&quot;. Un esempio: La proabilità di scegliere un numero razionale tra i numeri reali tra 0 e 1 è zero (non &quot;quasi&quot; zero, proprio zero spaccato). Ma non è impossibile, e la frase &quot;Un numero tra  0 e 1 è razionale&quot; non è una contraddizione come tu sembri implicare. Fai confusione dopo, quando confondi lo stato di un sistema con la sua osservazione. Nella meccanica quantistica, lo stato di un sistema è perfettamente deterministico . Infatti mentre nella meccanica classica lo stato è determinato da un vettore nello spazio delle fasi, in meccanica quantistica lo stato è dato da una funzione di probabilità sullo spazio delle fasi (la cossiddetta funzione d&#039;onda), che a sua volta può essere vista come un vettore in uno spazio funzionale. Le cose si complicano ulteriormente nella meccanica statistica quantica, quando si hanno a che fare con particelle identiche, dove lo stato è un operatore autoaggiunto nello spazio delle funzioni d&#039;onda.
Lo stato di un sistema quantistico evolve secondo equazioni deterministiche: nel caso di una particella è l&#039;equazione di Schrödinger. L&#039;indeterminazione sorge al momento della misura. Ad esempio, qualora io voglia misurare la posizione di una particella, troverò che la particella ha una certa probabilità di trovarsi in un punto e una probabilità di trovarsi in un altro punto. Pensare che ciò voglia dire che lo stato della particella non è determinato, tradisce il fatto che si è rimasti ancorati ad un modo classico di concepire lo stato di un sistema meccanico, e, in un&#039;ultima analisi, di non avere capito molto della meccanica quantistica.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Luminamenti stai facendo confusione. Innanzitutto parlare di &#8220;divenire&#8221; &#8220;incominciare ad essere&#8221; significa cercare di dare valenza ontologica al sapere scentifico, cosa inutile, e, dal punto di vista di chiarezza di pensiero, dannoso. Fai confusione anche dopo, quando confondi il valore probabilistico 1 con un la tautologia e lo 0 con la contraddizione, cioè con il vero e il falso in senso assoluto (assoluto, a sua volta nel senso logico del termine). Questo per via degli insiemi di eventi &#8220;a misura nulla&#8221;. Un esempio: La proabilità di scegliere un numero razionale tra i numeri reali tra 0 e 1 è zero (non &#8220;quasi&#8221; zero, proprio zero spaccato). Ma non è impossibile, e la frase &#8220;Un numero tra  0 e 1 è razionale&#8221; non è una contraddizione come tu sembri implicare. Fai confusione dopo, quando confondi lo stato di un sistema con la sua osservazione. Nella meccanica quantistica, lo stato di un sistema è perfettamente deterministico . Infatti mentre nella meccanica classica lo stato è determinato da un vettore nello spazio delle fasi, in meccanica quantistica lo stato è dato da una funzione di probabilità sullo spazio delle fasi (la cossiddetta funzione d&#8217;onda), che a sua volta può essere vista come un vettore in uno spazio funzionale. Le cose si complicano ulteriormente nella meccanica statistica quantica, quando si hanno a che fare con particelle identiche, dove lo stato è un operatore autoaggiunto nello spazio delle funzioni d&#8217;onda.<br />
Lo stato di un sistema quantistico evolve secondo equazioni deterministiche: nel caso di una particella è l&#8217;equazione di Schrödinger. L&#8217;indeterminazione sorge al momento della misura. Ad esempio, qualora io voglia misurare la posizione di una particella, troverò che la particella ha una certa probabilità di trovarsi in un punto e una probabilità di trovarsi in un altro punto. Pensare che ciò voglia dire che lo stato della particella non è determinato, tradisce il fatto che si è rimasti ancorati ad un modo classico di concepire lo stato di un sistema meccanico, e, in un&#8217;ultima analisi, di non avere capito molto della meccanica quantistica.</p>
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