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	Commenti a: A proposito della libertà oggi…	</title>
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		Di: luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi preoccuperei di ben altro che la libertà di espressione. Già parlando di libertà di espressione siamo a monte! Ma a valle c&#039;è l&#039;espressione! prima ancora di poter esercitare la libertà di espressione si deve essere capaci di avere una o più espressioni. Ma è proprio l&#039;idea contemporanea della comunicazione che fa sì che venga a mancare o essere fortemente carente la capacità di esprimersi. Molto spesso si scambia la capacità di esprimersi con una ripetizione a pappagallo di moduli e di linguaggi di pensiero appresi senza essere capaci di esercitare su di essi filtro critico e operazioni di linguaggio in uno stile personale come cura e conoscenza di sé. Foucault su questo aveva ragioni da vendere. E siamo ancora nella caverna platonica! con la compagnia di un cellulare e di una calcolatrice in quanto a novità! 
Oggi uno studente è decisamente più ignorante degli studenti dell&#039;epoca scolastica di Giovanni Gentile. Però gli studenti di oggi sono più informati(hanno maggiori mezzi di comunicazione e di conoscenza a loro disposizione ) ! di cosa e a che pro però non si capisce. Oggi gli studenti hanno maggiore libertà di parola ma il loro vocabolario è alquanto povero lessicalmente, grammaticalmente e concettualmente. Però sono ottimista!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi preoccuperei di ben altro che la libertà di espressione. Già parlando di libertà di espressione siamo a monte! Ma a valle c&#8217;è l&#8217;espressione! prima ancora di poter esercitare la libertà di espressione si deve essere capaci di avere una o più espressioni. Ma è proprio l&#8217;idea contemporanea della comunicazione che fa sì che venga a mancare o essere fortemente carente la capacità di esprimersi. Molto spesso si scambia la capacità di esprimersi con una ripetizione a pappagallo di moduli e di linguaggi di pensiero appresi senza essere capaci di esercitare su di essi filtro critico e operazioni di linguaggio in uno stile personale come cura e conoscenza di sé. Foucault su questo aveva ragioni da vendere. E siamo ancora nella caverna platonica! con la compagnia di un cellulare e di una calcolatrice in quanto a novità!<br />
Oggi uno studente è decisamente più ignorante degli studenti dell&#8217;epoca scolastica di Giovanni Gentile. Però gli studenti di oggi sono più informati(hanno maggiori mezzi di comunicazione e di conoscenza a loro disposizione ) ! di cosa e a che pro però non si capisce. Oggi gli studenti hanno maggiore libertà di parola ma il loro vocabolario è alquanto povero lessicalmente, grammaticalmente e concettualmente. Però sono ottimista!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;età media dei partecipanti a NI è di 88, 9 anni.
Forse siamo davvero ingenui: alle dittature, preferiamo essere liberi di spegnere la tivu quando vediamo campeggiare nello schermo la faccia liftata di Emilio Fede. La libertà, spesso, è un NO. E questo NO lo possiamo
ancora dire.
O no?... ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;età media dei partecipanti a NI è di 88, 9 anni.<br />
Forse siamo davvero ingenui: alle dittature, preferiamo essere liberi di spegnere la tivu quando vediamo campeggiare nello schermo la faccia liftata di Emilio Fede. La libertà, spesso, è un NO. E questo NO lo possiamo<br />
ancora dire.<br />
O no?&#8230; ;-)</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: GrazianoDell'Anna		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[GrazianoDell'Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ragazzi, voi ignorate anni e anni di studi e libri sul totalitarismo dell&#039;attuale civiltà di massa e mediatica...
Certo, siamo più liberi, ma avete dimenticato Pasolini? Colui a cui tutto è negato, può fare tutto (illegalmente, of course), mentre colui a cui qualcosa è concesso, può fare solo quel qualcosa... Miei cari, è l&#039;inganno della società finto-liberale e finto-permissiva...
Un esempio concreto: nel &#039;40 l&#039;Italia di Mussolini entra in guerra. Chi è a deciderlo? Mussolini. Perché? Perché è un dittatore e nessuno può dire la sua. Oggi l&#039;Italia è in guerra (perchè è chiaro che siamo in guerra, no?). Eppure, grazie alla libertà di espressione, secondo i sondaggi la maggioranza degli italiani è contro la guerra. Chi ha deciso dunque? Di certo non il popolo. Che cosa è successo? In parole povere, è successo che ci hanno dato la libertà di parlare, ma si son presi la libertà di non ascoltarci... La libertà di espressione nell&#039;era mediatica può essere dirottata, distorta, contraffata: il fatto che essa sia apparentemente e formalmente concessa, anzi, è un&#039;alibi del nuovo totalitarismo. Perché l&#039;espressione, oggi, passa dai media (tv, giornali, radio, web cc.) e non si può parlare di libertà di espressione ove non ci sia anche libertà dei media (e i media sono, attualmente, occupati, non intendo dal governo berlusconiano, ma da sempre dalle lobbies economiche: chi è che può permettersi una rete televisiva? forse un&#039;associazione di operai o di studenti?) Insomma, ragazzi, dài, non fate gli ingenui...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi, voi ignorate anni e anni di studi e libri sul totalitarismo dell&#8217;attuale civiltà di massa e mediatica&#8230;<br />
Certo, siamo più liberi, ma avete dimenticato Pasolini? Colui a cui tutto è negato, può fare tutto (illegalmente, of course), mentre colui a cui qualcosa è concesso, può fare solo quel qualcosa&#8230; Miei cari, è l&#8217;inganno della società finto-liberale e finto-permissiva&#8230;<br />
Un esempio concreto: nel &#8217;40 l&#8217;Italia di Mussolini entra in guerra. Chi è a deciderlo? Mussolini. Perché? Perché è un dittatore e nessuno può dire la sua. Oggi l&#8217;Italia è in guerra (perchè è chiaro che siamo in guerra, no?). Eppure, grazie alla libertà di espressione, secondo i sondaggi la maggioranza degli italiani è contro la guerra. Chi ha deciso dunque? Di certo non il popolo. Che cosa è successo? In parole povere, è successo che ci hanno dato la libertà di parlare, ma si son presi la libertà di non ascoltarci&#8230; La libertà di espressione nell&#8217;era mediatica può essere dirottata, distorta, contraffata: il fatto che essa sia apparentemente e formalmente concessa, anzi, è un&#8217;alibi del nuovo totalitarismo. Perché l&#8217;espressione, oggi, passa dai media (tv, giornali, radio, web cc.) e non si può parlare di libertà di espressione ove non ci sia anche libertà dei media (e i media sono, attualmente, occupati, non intendo dal governo berlusconiano, ma da sempre dalle lobbies economiche: chi è che può permettersi una rete televisiva? forse un&#8217;associazione di operai o di studenti?) Insomma, ragazzi, dài, non fate gli ingenui&#8230;</p>
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		<title>
		Di: nick surname		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[nick surname]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bah,a me l&#039;articolo è parso completamente schiacciato nel sarcasmo! ragazzi, ferrazzi, va bene, lo sappiamo che siamo liberi! solo che mi viene un brivido...chi ci ascolta, se l&#039;apparato è in mano a lobbies che fanno il gioco di chi libero lo è troppo, sì, troppo, di farsi i cazzi sua?
inoltre, non so l&#039;età media dei postatori, ma ho come l&#039;impressione che non ci si renda conto che crediamo libertà quella di poter dire tutto senza sapere, in realtà, a chi ci rivolgiamo e perchè lo facciamo! nessuno ha voce in capitolo, tutti si accontentano di essere quello o quell&#039;altro...insomma, cosa siamo fantasmi?? :))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bah,a me l&#8217;articolo è parso completamente schiacciato nel sarcasmo! ragazzi, ferrazzi, va bene, lo sappiamo che siamo liberi! solo che mi viene un brivido&#8230;chi ci ascolta, se l&#8217;apparato è in mano a lobbies che fanno il gioco di chi libero lo è troppo, sì, troppo, di farsi i cazzi sua?<br />
inoltre, non so l&#8217;età media dei postatori, ma ho come l&#8217;impressione che non ci si renda conto che crediamo libertà quella di poter dire tutto senza sapere, in realtà, a chi ci rivolgiamo e perchè lo facciamo! nessuno ha voce in capitolo, tutti si accontentano di essere quello o quell&#8217;altro&#8230;insomma, cosa siamo fantasmi?? :))</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ferrazzi ha ragione. 50 anni fa, sotto il tallone di quei dittatori, probabilmente, Internet sarebbe rimasto in mano a pochi &quot;eletti&quot; nel Partito. In fondo - anche se ascoltati dai parenti e dagli amici- possiamo dire la nostra. E le foto delle torture possono circolare in tutto il mondo, diventare strumento politico d&#039;opposizione. E Mr. Rumsfield può fare la sua enorme figura di merda prima della sua mitigata - per clima politico- Norimberga...(Speriamo presto, Novembre non è lontano).
P.s: più che di Norimberga bisognerebbe parlare di Waterloo. Nessun tribunale internazionale giudicherebbe la banda di Bush...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ferrazzi ha ragione. 50 anni fa, sotto il tallone di quei dittatori, probabilmente, Internet sarebbe rimasto in mano a pochi &#8220;eletti&#8221; nel Partito. In fondo &#8211; anche se ascoltati dai parenti e dagli amici- possiamo dire la nostra. E le foto delle torture possono circolare in tutto il mondo, diventare strumento politico d&#8217;opposizione. E Mr. Rumsfield può fare la sua enorme figura di merda prima della sua mitigata &#8211; per clima politico- Norimberga&#8230;(Speriamo presto, Novembre non è lontano).<br />
P.s: più che di Norimberga bisognerebbe parlare di Waterloo. Nessun tribunale internazionale giudicherebbe la banda di Bush&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/05/12/a-proposito-della-liberta-oggi%e2%80%a6/#comment-4205</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che le argomentazioni di questo articolo siano incontrovertibili, ma riguardino solo un aspetto della faccenda. Siamo onesti: mai nella storia è esistito un grado di libertà di espressione paragonabile a quello odierno. Fino a cinquant&#039;anni fa a dire la propria si rischiava la galera e a volte anche la pelle. Ve lo immaginate NI sotto Mussolini, Hitler, Stalin, o nella repubblica gesuita del Paraguay ?
Non piangiamoci addosso. Non abbandoniamoci al vittimismo. La libertà ha di bello anche questo: che basta usarla per ampliare automaticamente gli spazi di libertà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che le argomentazioni di questo articolo siano incontrovertibili, ma riguardino solo un aspetto della faccenda. Siamo onesti: mai nella storia è esistito un grado di libertà di espressione paragonabile a quello odierno. Fino a cinquant&#8217;anni fa a dire la propria si rischiava la galera e a volte anche la pelle. Ve lo immaginate NI sotto Mussolini, Hitler, Stalin, o nella repubblica gesuita del Paraguay ?<br />
Non piangiamoci addosso. Non abbandoniamoci al vittimismo. La libertà ha di bello anche questo: che basta usarla per ampliare automaticamente gli spazi di libertà.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/05/12/a-proposito-della-liberta-oggi%e2%80%a6/#comment-4204</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alla fine paghiamo un prezzo altissimo, quello di venir tacciati di pesantezza, di essere persone impegnative, un po&#039; malinconiche e infine di annoiare alcuni dei nostri interlocutori. Ma trasgredire queste tre regole mi fa sentire ancora PERSONA, il che non è poco!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine paghiamo un prezzo altissimo, quello di venir tacciati di pesantezza, di essere persone impegnative, un po&#8217; malinconiche e infine di annoiare alcuni dei nostri interlocutori. Ma trasgredire queste tre regole mi fa sentire ancora PERSONA, il che non è poco!</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/05/12/a-proposito-della-liberta-oggi%e2%80%a6/#comment-4203</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eccellente articolo. Ed eccellente l&#039;intervento di Mantello. Sul punto 3 - sull&#039;ironia- vorrei aggiungere che questa, l&#039;ironia, è una faccenda seria, molto seria, serissima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccellente articolo. Ed eccellente l&#8217;intervento di Mantello. Sul punto 3 &#8211; sull&#8217;ironia- vorrei aggiungere che questa, l&#8217;ironia, è una faccenda seria, molto seria, serissima.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: marco mantello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Al problema del rapporto fra libertà e potere (&#039;il potere costruisce le libertà&#039;?) si affianca a mio parere quello fra potere e identità (il potere costruisce le identità? Si può scegliere la propria identità?). Nell&#039;ambito delle regole non scritte che governano i settori della società civile in cui esiste un potere in capo a qualcuno e un interesse all&#039;obbedienza da parte di qualcun altro, si può scegliere una identità al massimo fra una serie di alternative precostitutite. Di qui gli individui a coscienza multipla della nostra epoca (i gabbiani dalle ali rattrappite del buon Gaber), il valore fondante del &#039;compromesso&#039;, l&#039;accusa a chiunque pretenda di ridiscutere regole &#039;sociali&#039; di essere un &#039;moralista dalla coscienza sporca&#039;. Con buona pace di Pasolini oggi il modo di vestire, la lunghezza dei capelli, il fatto che porti o non porti la barba: queste e altre idiozie, oltre al come si adopera la lingua, rappresentano la necessità che un &#039;gruppo&#039; ti riconosca come suo simile. Specialmente in ambito lavorativo, credo. Una cosa rientra a pieno titolo nella triste libertà dei moderni ed è il fatto che si può scegliere o non scegliere di &#039;appartenere&#039;, entro i limiti delle proprie capacità. La capacità di una persona è spesso definita in base a standards valutativi. Il linguaggio che si deve usare è spesso precostitutito dai media. I ragazzini a cui facco ripetizioni mi ripetono le guerre puniche con un piglio alla Enrico Varriale... 
Vado a rileggermi &#039;Sulla questione ebraica&#039;. Credo che sia lo scritto più attuale di Marx. L&#039;articolo di La Porta lo condivido parola per parola (sopratutto le prime sei righe).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al problema del rapporto fra libertà e potere (&#8216;il potere costruisce le libertà&#8217;?) si affianca a mio parere quello fra potere e identità (il potere costruisce le identità? Si può scegliere la propria identità?). Nell&#8217;ambito delle regole non scritte che governano i settori della società civile in cui esiste un potere in capo a qualcuno e un interesse all&#8217;obbedienza da parte di qualcun altro, si può scegliere una identità al massimo fra una serie di alternative precostitutite. Di qui gli individui a coscienza multipla della nostra epoca (i gabbiani dalle ali rattrappite del buon Gaber), il valore fondante del &#8216;compromesso&#8217;, l&#8217;accusa a chiunque pretenda di ridiscutere regole &#8216;sociali&#8217; di essere un &#8216;moralista dalla coscienza sporca&#8217;. Con buona pace di Pasolini oggi il modo di vestire, la lunghezza dei capelli, il fatto che porti o non porti la barba: queste e altre idiozie, oltre al come si adopera la lingua, rappresentano la necessità che un &#8216;gruppo&#8217; ti riconosca come suo simile. Specialmente in ambito lavorativo, credo. Una cosa rientra a pieno titolo nella triste libertà dei moderni ed è il fatto che si può scegliere o non scegliere di &#8216;appartenere&#8217;, entro i limiti delle proprie capacità. La capacità di una persona è spesso definita in base a standards valutativi. Il linguaggio che si deve usare è spesso precostitutito dai media. I ragazzini a cui facco ripetizioni mi ripetono le guerre puniche con un piglio alla Enrico Varriale&#8230;<br />
Vado a rileggermi &#8216;Sulla questione ebraica&#8217;. Credo che sia lo scritto più attuale di Marx. L&#8217;articolo di La Porta lo condivido parola per parola (sopratutto le prime sei righe).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/05/12/a-proposito-della-liberta-oggi%e2%80%a6/#comment-4201</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Osservazioni centrali della nostra vita quotidiana, fatta eccezione per le spiegazioni (troppo astratte)che causano quanto Filippo la Porta registra magnificamente! In questo senso ho trovato interessanti proposte in un volumetto pubblicato recentemente da Einaudi: Contro la comunicazione di Mario Perniola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Osservazioni centrali della nostra vita quotidiana, fatta eccezione per le spiegazioni (troppo astratte)che causano quanto Filippo la Porta registra magnificamente! In questo senso ho trovato interessanti proposte in un volumetto pubblicato recentemente da Einaudi: Contro la comunicazione di Mario Perniola.</p>
]]></content:encoded>
		
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