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	Commenti a: I PARTIGIANI CHIAMANO	</title>
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		<title>
		Di: Roberto Saviano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5440</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Saviano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Terribile. Bisogna aderire. Tentare di cancellare la memoria della resistenza non mi pare neanche il miglior modo di studiare ed analizzare la vita di chi stava dalla &quot;parte sbagliata&quot;. Sono felice Sergio che hai pubblicato questa notizia e quest&#039;appello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Terribile. Bisogna aderire. Tentare di cancellare la memoria della resistenza non mi pare neanche il miglior modo di studiare ed analizzare la vita di chi stava dalla &#8220;parte sbagliata&#8221;. Sono felice Sergio che hai pubblicato questa notizia e quest&#8217;appello.</p>
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		<title>
		Di: pasquale la forgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5441</link>

		<dc:creator><![CDATA[pasquale la forgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[concordo con chi è stato più veloce di me a commentare il post di sergio baratto. bisogna assolutamente aderire. non credo che sia nemmeno questione di ribadire un&#039;appartenenza... è soprattutto per rinfrescare la memoria, per proteggerla. grazie per aver postato una cosa di tale importanza. pregherei i curatori del blog di mantenere questo pezzo in apertura di pagina, almeno per qualche giorno, o perlomeno di evidenziarlo.

grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>concordo con chi è stato più veloce di me a commentare il post di sergio baratto. bisogna assolutamente aderire. non credo che sia nemmeno questione di ribadire un&#8217;appartenenza&#8230; è soprattutto per rinfrescare la memoria, per proteggerla. grazie per aver postato una cosa di tale importanza. pregherei i curatori del blog di mantenere questo pezzo in apertura di pagina, almeno per qualche giorno, o perlomeno di evidenziarlo.</p>
<p>grazie</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5442</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Potranno anche cercare di cancellare la memoria della resistenza, ma la storia non si cancella...
curioso, oggi un&#039;amica francese mi raccontava della cerimonia svoltasi in Francia sabato scorso, per commemorare la morte del nonno ammazzato sessant&#039;anni fa dai nazisti. D&#039;altrocanto il rapimento dei giornalisti francesi ha portato in piazza a protestare tutti i francesi (di ogni razza e credo religioso)! Forse per le prossime elezioni saremo stomacati per benino, o forse no.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potranno anche cercare di cancellare la memoria della resistenza, ma la storia non si cancella&#8230;<br />
curioso, oggi un&#8217;amica francese mi raccontava della cerimonia svoltasi in Francia sabato scorso, per commemorare la morte del nonno ammazzato sessant&#8217;anni fa dai nazisti. D&#8217;altrocanto il rapimento dei giornalisti francesi ha portato in piazza a protestare tutti i francesi (di ogni razza e credo religioso)! Forse per le prossime elezioni saremo stomacati per benino, o forse no.</p>
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		<title>
		Di: vins gallico		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5443</link>

		<dc:creator><![CDATA[vins gallico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusami, Gabriella, ma io una frase del tuo intervento non l&#039;ho mica capita. Che vuol dire: &quot;Potranno anche cercare di cancellare la memoria della resistenza, ma la storia non si cancella&quot;?

E poi aggiungo qualcosa, che però su un argomento di questo tipo risulterà comunque incompleta e smangiucchiata. 
C&#039;è un tentativo in atto di cancellare la resistenza, su questo credo siamo tutti concordi. Operazioni di revisione storica (sia a livello politico che a livello letterario) vanno ormai avanti da un po&#039; di tempo: c&#039;è chi tenta di &quot;rivalutare il sangue dei vinti&quot;, di sfruttare le zone d&#039;ombra nella storia della resistenza stessa per fare - scusate l&#039;espressione in questo caso paradossale - di tutta l&#039;erba un fascio. C&#039;è anche chi - molto spesso inconsapevolmente e mosso da buona fede - osserva le parti in causa da un punto di vista umananista e morale e s&#039;interroga sui morti (forse sulla morte in generale. cfr. il post su Baldoni). Il partigiano morto e il fascista morto: morti da un lato e dall&#039;altro, morti veri, corpi senza vita, morti terribili entrambi. 
I retroscena, le scelte, i perché che hanno condotto a un tipo di vita rispetto ad un altro vanno però sempre considerati, anche nella morte. Il carnefice ucciso dalla propria vittima è vittima o rimane carnefice?
Sempre ritornando alla resistenza c&#039;è anche chi ha un rapporto estremamente nazionalistico con la storia della liberazione ed esalta la nazione liberata dallo straniero e non l&#039;uomo liberato dalla schiavitù, dalla malattia, dalla perversione del nazifascimo. 
Il mio modesto parere è che la salvaguardia della memoria della resistenza corra su due binari:
1 è la &quot;storicizzazione&quot; della resistenza, ovvero il contestualizzarla nella sua precisa dinamica storica, che le chiacchiere da tabacchino spesso dimenticano e sostituiscono con equazioni di incredibile banalità e voli che nemmeno il buon Pindaro si sarebbe sognato di fare, tipo, la resistenza=i partigiani=i comunisti=allora guarda il comunismo in Russia che macello=e poi i comunisti mangiano i bambini.
2 è &quot;l&#039;aspetto negativo&quot; della resistenza, cioè l&#039;affermazione della propria identità tramite la ricusa e la lotta contro determinati anti-valori propagandati ed impersonificati dal nazifascimo. La resistenza è stata l&#039;opposizione ad un certo modello di &quot;dis-umanità&quot;, è stata il dire no, l&#039;urlare no alla mentalità e ai programmi di un pensiero politico, quello nazifascista, che mortificava il &quot;valore della persona&quot;.
Quindi ben venga la richiesta di sottoscrizione.

P.s. un grazie a Sergio per il post e un off topic: sui commenti al tuo post sulla Cap Anamur qualcuno s&#039;è divertito a rompere le balle con una serie d&#039;idiozie. A proposito Cap Anamur, l&#039;hai sentito che uno dei responsabili della nave s&#039;è mezzo impazzito ed ha appoggiato la proposta del ministro degli esteri tedesco Otto Schily di creare dei cpt nell&#039;Africa settentrionale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusami, Gabriella, ma io una frase del tuo intervento non l&#8217;ho mica capita. Che vuol dire: &#8220;Potranno anche cercare di cancellare la memoria della resistenza, ma la storia non si cancella&#8221;?</p>
<p>E poi aggiungo qualcosa, che però su un argomento di questo tipo risulterà comunque incompleta e smangiucchiata.<br />
C&#8217;è un tentativo in atto di cancellare la resistenza, su questo credo siamo tutti concordi. Operazioni di revisione storica (sia a livello politico che a livello letterario) vanno ormai avanti da un po&#8217; di tempo: c&#8217;è chi tenta di &#8220;rivalutare il sangue dei vinti&#8221;, di sfruttare le zone d&#8217;ombra nella storia della resistenza stessa per fare &#8211; scusate l&#8217;espressione in questo caso paradossale &#8211; di tutta l&#8217;erba un fascio. C&#8217;è anche chi &#8211; molto spesso inconsapevolmente e mosso da buona fede &#8211; osserva le parti in causa da un punto di vista umananista e morale e s&#8217;interroga sui morti (forse sulla morte in generale. cfr. il post su Baldoni). Il partigiano morto e il fascista morto: morti da un lato e dall&#8217;altro, morti veri, corpi senza vita, morti terribili entrambi.<br />
I retroscena, le scelte, i perché che hanno condotto a un tipo di vita rispetto ad un altro vanno però sempre considerati, anche nella morte. Il carnefice ucciso dalla propria vittima è vittima o rimane carnefice?<br />
Sempre ritornando alla resistenza c&#8217;è anche chi ha un rapporto estremamente nazionalistico con la storia della liberazione ed esalta la nazione liberata dallo straniero e non l&#8217;uomo liberato dalla schiavitù, dalla malattia, dalla perversione del nazifascimo.<br />
Il mio modesto parere è che la salvaguardia della memoria della resistenza corra su due binari:<br />
1 è la &#8220;storicizzazione&#8221; della resistenza, ovvero il contestualizzarla nella sua precisa dinamica storica, che le chiacchiere da tabacchino spesso dimenticano e sostituiscono con equazioni di incredibile banalità e voli che nemmeno il buon Pindaro si sarebbe sognato di fare, tipo, la resistenza=i partigiani=i comunisti=allora guarda il comunismo in Russia che macello=e poi i comunisti mangiano i bambini.<br />
2 è &#8220;l&#8217;aspetto negativo&#8221; della resistenza, cioè l&#8217;affermazione della propria identità tramite la ricusa e la lotta contro determinati anti-valori propagandati ed impersonificati dal nazifascimo. La resistenza è stata l&#8217;opposizione ad un certo modello di &#8220;dis-umanità&#8221;, è stata il dire no, l&#8217;urlare no alla mentalità e ai programmi di un pensiero politico, quello nazifascista, che mortificava il &#8220;valore della persona&#8221;.<br />
Quindi ben venga la richiesta di sottoscrizione.</p>
<p>P.s. un grazie a Sergio per il post e un off topic: sui commenti al tuo post sulla Cap Anamur qualcuno s&#8217;è divertito a rompere le balle con una serie d&#8217;idiozie. A proposito Cap Anamur, l&#8217;hai sentito che uno dei responsabili della nave s&#8217;è mezzo impazzito ed ha appoggiato la proposta del ministro degli esteri tedesco Otto Schily di creare dei cpt nell&#8217;Africa settentrionale?</p>
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		<title>
		Di: gabriella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5444</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In effetti non mi sono spiegata molto bene,ero talmente disgustata dalla notizia che nella fretta ho scritto una frase poco chiara, ma l&#039;idea è che possono anche cercare di rivedere tutto quello che vogliono ma i fatti, i documenti restano. Ci sono decine di libri che raccontano la resistenza, testimonianze di chi l&#039;ha vissuta che impediscono alla storia di venire modificata come del resto è successo per l&#039;olocausto. Quindi sono perfettamente d&#039;accordo con quanto dici sulla storicizzazione della resistenza. E&#039; ovvia per me la necessità di appoggiare la richiesta dell&#039;ANPI.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti non mi sono spiegata molto bene,ero talmente disgustata dalla notizia che nella fretta ho scritto una frase poco chiara, ma l&#8217;idea è che possono anche cercare di rivedere tutto quello che vogliono ma i fatti, i documenti restano. Ci sono decine di libri che raccontano la resistenza, testimonianze di chi l&#8217;ha vissuta che impediscono alla storia di venire modificata come del resto è successo per l&#8217;olocausto. Quindi sono perfettamente d&#8217;accordo con quanto dici sulla storicizzazione della resistenza. E&#8217; ovvia per me la necessità di appoggiare la richiesta dell&#8217;ANPI.</p>
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		<title>
		Di: Sergio Baratto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5445</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio Baratto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a te, Vins. Sono perfettamente d&#039;accordo con quello che dici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te, Vins. Sono perfettamente d&#8217;accordo con quello che dici.</p>
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		<title>
		Di: andrea raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5446</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sulla memoria, sulla francia, sulle lapidi.
penso a quanto ha scritto gabriella fuschini. mi hanno sempre colpito le lapidi francesi sulla seconda guerra mondiale: parigi è tappezzata di quadratini di pietra, su cui c&#039;è scritto &quot;taldeitali, morto per la francia&quot; nel 1944-45 etc., con una bella bandierina tricolore sopra.  memore delle lapidi italiane sugli stessi eventi (frase-tipo: &quot;assassinato dalla barbarie nazifascista&quot;), mi stupiva il contrasto fra il tono politico, autenticamente storico delle pietre italiane, e quello nazionalista, degno del peggior risorgimento, di quelle francesi. 
ora i due movimenti si invertono: in italia si cerca di cancellare (con il sangue, che certo è in tutti dello stesso colore, ma che vuol dire?) la ferita, proprio mentre in francia appaiono lapidi più aderenti al reale, più sofferte: davanti alle scuole dei quartieri &quot;ebraici&quot;, ora si legge &quot;in ricordo dei bambini deportati dai nazisti CON LA COLLABORAZIONE ATTIVA DEL GOVERNO DI VICHY&quot; o simili. 
eppure, la lapide più straordinaria della mia vita l&#039;ho vista a brescia, per la strage di piazza della loggia. in una piazza letteralmente tappezzata di pietrone trasudanti retorica, parole che nascondono - con la scusa di ricordarli - i morti a milioni, risorgimento, prima guerra mondiale... una pietrina seminascosta con una data e i nomi delle vittime, che NON DICE a quale evento si riferisce. per me è straordinaria, e la interpreto cosi&#039;: le pietre scritte uccidono - imbalsamano - gli eventi, solo la memoria viva, corporale - il raccontare ai propri figli o nipoti: &quot;quella lapide è li&#039; perché...&quot; - spinge a reagire, a riflettere, a esigere giustizia. ho imparato dal quella pietrina molte cose sul rapporto non semplice fra scrittura e memoria - non basta scrivere per ricordare, la scrittura non salva niente. che non è un buon motivo per rinunciare a scrivere, naturalmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sulla memoria, sulla francia, sulle lapidi.<br />
penso a quanto ha scritto gabriella fuschini. mi hanno sempre colpito le lapidi francesi sulla seconda guerra mondiale: parigi è tappezzata di quadratini di pietra, su cui c&#8217;è scritto &#8220;taldeitali, morto per la francia&#8221; nel 1944-45 etc., con una bella bandierina tricolore sopra.  memore delle lapidi italiane sugli stessi eventi (frase-tipo: &#8220;assassinato dalla barbarie nazifascista&#8221;), mi stupiva il contrasto fra il tono politico, autenticamente storico delle pietre italiane, e quello nazionalista, degno del peggior risorgimento, di quelle francesi.<br />
ora i due movimenti si invertono: in italia si cerca di cancellare (con il sangue, che certo è in tutti dello stesso colore, ma che vuol dire?) la ferita, proprio mentre in francia appaiono lapidi più aderenti al reale, più sofferte: davanti alle scuole dei quartieri &#8220;ebraici&#8221;, ora si legge &#8220;in ricordo dei bambini deportati dai nazisti CON LA COLLABORAZIONE ATTIVA DEL GOVERNO DI VICHY&#8221; o simili.<br />
eppure, la lapide più straordinaria della mia vita l&#8217;ho vista a brescia, per la strage di piazza della loggia. in una piazza letteralmente tappezzata di pietrone trasudanti retorica, parole che nascondono &#8211; con la scusa di ricordarli &#8211; i morti a milioni, risorgimento, prima guerra mondiale&#8230; una pietrina seminascosta con una data e i nomi delle vittime, che NON DICE a quale evento si riferisce. per me è straordinaria, e la interpreto cosi&#8217;: le pietre scritte uccidono &#8211; imbalsamano &#8211; gli eventi, solo la memoria viva, corporale &#8211; il raccontare ai propri figli o nipoti: &#8220;quella lapide è li&#8217; perché&#8230;&#8221; &#8211; spinge a reagire, a riflettere, a esigere giustizia. ho imparato dal quella pietrina molte cose sul rapporto non semplice fra scrittura e memoria &#8211; non basta scrivere per ricordare, la scrittura non salva niente. che non è un buon motivo per rinunciare a scrivere, naturalmente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gabriella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/08/31/i-partigiani-chiamano/#comment-5447</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco hai colto il nodo di quanto confusamente cercavo di dire, Andrea. L&#039;importanza del tramandare, ricordo una conferenza di Liliana Segre all&#039;università che sottolineava la necessità che le persone presenti raccontassero a loro volta quanto avevano udito. Lo stesso motivo per cui la mia amica ha portato alla commemorazione del nonno la sua bambina di sette anni e per cui io racconto a mio figlio tutte le storie che mi hanno trasmesso, durante le ore di fisioterapia, i miei pazienti che hanno partecipato alla resistenza. Hanno più valore di tutte le commemorazioni al di là dell&#039;importanza delle stesse.
 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco hai colto il nodo di quanto confusamente cercavo di dire, Andrea. L&#8217;importanza del tramandare, ricordo una conferenza di Liliana Segre all&#8217;università che sottolineava la necessità che le persone presenti raccontassero a loro volta quanto avevano udito. Lo stesso motivo per cui la mia amica ha portato alla commemorazione del nonno la sua bambina di sette anni e per cui io racconto a mio figlio tutte le storie che mi hanno trasmesso, durante le ore di fisioterapia, i miei pazienti che hanno partecipato alla resistenza. Hanno più valore di tutte le commemorazioni al di là dell&#8217;importanza delle stesse.</p>
]]></content:encoded>
		
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