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	Commenti a: Istruzioni per la creazione di ordigni esplosivi #3	</title>
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		Di: Fainberg		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fainberg]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Esiste già, withnail, e ha un nome delizioso. Si chiama Acqua di Javel.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste già, withnail, e ha un nome delizioso. Si chiama Acqua di Javel.</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo con tutti i 3.080 caratteri del post di Biondillo. Nel conto sono inclusi anche gli spazi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con tutti i 3.080 caratteri del post di Biondillo. Nel conto sono inclusi anche gli spazi.</p>
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		Di: untitled io		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[untitled io]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io vedo che c&#039;è tutto uno scusarsi, un cercare giustificazioni al fatto che si scriva di sé, per sé, o dell&#039;intorno a sé. Non vedo la necessità di giustificare, né tantomeno di dare un significato &quot;letterario&quot; alla &quot;lettera&quot;:  ciò che vivono gli altri non mi fa paura - che ne riferiscano semplicemente rendicontando, o riassumendo, o cambiando i connotati alle cose, o perfino instaurando il dubbio che siano andate diversamente. Mi risulta un po&#039; faticoso, inoltre, applicare questa classificazione posturale alle scritture variamente diaristiche che mi attraggono: in queste vedo coesistere molti dei modi qui descritti. Al cospetto delle &quot;cose&quot; vivaddio ci si mette certe volte di fronte, certe volte a lato, certe volte di spalle. Almeno a me succede così, e molte cose che leggo mi sembrano altrettanto &quot;multiposturali&quot;. Per dirla tutta: preferisco chi non riesce proprio a star fermo, al cospetto delle cose. Mi piace molto, per esempio, chi mi racconta sempre la stessa cosa, a distanza di tempo, in molte maniere diverse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io vedo che c&#8217;è tutto uno scusarsi, un cercare giustificazioni al fatto che si scriva di sé, per sé, o dell&#8217;intorno a sé. Non vedo la necessità di giustificare, né tantomeno di dare un significato &#8220;letterario&#8221; alla &#8220;lettera&#8221;:  ciò che vivono gli altri non mi fa paura &#8211; che ne riferiscano semplicemente rendicontando, o riassumendo, o cambiando i connotati alle cose, o perfino instaurando il dubbio che siano andate diversamente. Mi risulta un po&#8217; faticoso, inoltre, applicare questa classificazione posturale alle scritture variamente diaristiche che mi attraggono: in queste vedo coesistere molti dei modi qui descritti. Al cospetto delle &#8220;cose&#8221; vivaddio ci si mette certe volte di fronte, certe volte a lato, certe volte di spalle. Almeno a me succede così, e molte cose che leggo mi sembrano altrettanto &#8220;multiposturali&#8221;. Per dirla tutta: preferisco chi non riesce proprio a star fermo, al cospetto delle cose. Mi piace molto, per esempio, chi mi racconta sempre la stessa cosa, a distanza di tempo, in molte maniere diverse.</p>
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		<title>
		Di: Gianni Biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io non credo che il racconto della nostra vita sia noioso, affatto. Io credo però che leggere solo e soltanto di vite di scrittori lo possa diventare. 
La mia idea di scrittore è quella di un ricettore di storie, di un cantore, di un cantastorie insomma. Di un uomo che non dimentica. Che, anzi, ha paura di dimenticare e che scrive. Che è memoria scritta di vite perdute, di dimenticati, di gente che non arriverà mai prima e neppure seconda (ma anche di certe vittorie inaspettate), di modi di dire, di invenzioni verbali, di locuzioni assurde, di neologismi, cose così.
Io amo leggere i diari. Potreste dirmi: allora leggili. Vai all&#039;archivio diaristico di Pieve Santo Stefano e leggili. Certo, lo faccio, lo farò ancora. Ma, chiedo...
Chi scrive un diario è “scrittore”? Se sì, non capisco perché dire che uno scrittore può rendere interessante tutto ciò che scrive. Nel momento in cui uno scrive è uno scrittore e quindi scrive cose interessanti. Ma non è così, ovviamente. Lo scrittore ha una tecnica, ha un metodo, un progetto, anche la stessa capacità di improvvisare sullo strumento, come un jazzista, che si impara applicandosi. 
Tiziano ha comunque estrapolato dal suo brogliaccio di due anni le pagine più interessanti. Ha fatto dei tagli, delle scelte. Ha fatto lo scrittore. Quindi, anche quando scrive il suo diario, lo fa da scrittore, da chi sa che sta facendo qualcosa che ha una forma. La pagina scritta. Lo scrittore, perciò, forse non è mai onesto, o forse lo è sempre, anche quando fa “pura fiction”. Lo scrittore è onesto e disonesto sempre. Quando scrive un diario, quando scrive il verosimile, il vero, l&#039;improbabile, l&#039;impossibile.
C&#039;è molto da raccontare, io la vedo così, e non è detto che solo la nostra vita di scrittori possa essere interessante. Non perché non lo sia, ma perché, anche solo nei numeri, è sempre quella che viene maggiormente raccontata dagli scrittori. Almeno dalla fine dell&#039;Ottocento in poi. 
E a me ha un po&#039; ha scocciato. 
E&#039; come se continuassi a progettare case per artisti. E le case per gli altri? E gli ospedali? Le piazze, i teatri, le fabbriche?
Credo che la vita della mia portinaia sia interessante, del mio vicino di casa, dell&#039;impiegato della banca, del muratore, dell&#039;elettricista, dell&#039;educatrice dell&#039;asilo nido di mia figlia. Credo che la vita di mia figlia sia interessante. E quella delle sue amichette, e quella delle mamme delle amichette, e dei papà. Ma se tutti loro me la diarizzerebbero, anche solo per incapacità a narrare, disabitudine, ignoranza, etc., la renderebbero farraginosa, facendo perdere la potenza espressiva che ogni vita ha, in sé. Ecco perché lo scrittore, deposito di memoria. Ecco perché lo scrittore, plastico, modellatore di forme. Ecco perché credo nello scrittore appassionato e compassionevole. Che partecipa con tutto il corpo alle storie che racconta. Scrivendo in modo da rendere interessante (come dice Tiziano: appassionante) anche un episodio in teoria di poco conto, anche una vita, in teoria, di poco conto.

Ve lo dice uno che fa fatica a ricordare cosa ha mangiato oggi!

G.

P.S. In ogni caso:
Fondazione Archivio Diaristico Nazionale - onlus
Piazza Plinio Pellegrini 1 - 52036 Pieve Santo Stefano AR
http://www.archiviodiari.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non credo che il racconto della nostra vita sia noioso, affatto. Io credo però che leggere solo e soltanto di vite di scrittori lo possa diventare.<br />
La mia idea di scrittore è quella di un ricettore di storie, di un cantore, di un cantastorie insomma. Di un uomo che non dimentica. Che, anzi, ha paura di dimenticare e che scrive. Che è memoria scritta di vite perdute, di dimenticati, di gente che non arriverà mai prima e neppure seconda (ma anche di certe vittorie inaspettate), di modi di dire, di invenzioni verbali, di locuzioni assurde, di neologismi, cose così.<br />
Io amo leggere i diari. Potreste dirmi: allora leggili. Vai all&#8217;archivio diaristico di Pieve Santo Stefano e leggili. Certo, lo faccio, lo farò ancora. Ma, chiedo&#8230;<br />
Chi scrive un diario è “scrittore”? Se sì, non capisco perché dire che uno scrittore può rendere interessante tutto ciò che scrive. Nel momento in cui uno scrive è uno scrittore e quindi scrive cose interessanti. Ma non è così, ovviamente. Lo scrittore ha una tecnica, ha un metodo, un progetto, anche la stessa capacità di improvvisare sullo strumento, come un jazzista, che si impara applicandosi.<br />
Tiziano ha comunque estrapolato dal suo brogliaccio di due anni le pagine più interessanti. Ha fatto dei tagli, delle scelte. Ha fatto lo scrittore. Quindi, anche quando scrive il suo diario, lo fa da scrittore, da chi sa che sta facendo qualcosa che ha una forma. La pagina scritta. Lo scrittore, perciò, forse non è mai onesto, o forse lo è sempre, anche quando fa “pura fiction”. Lo scrittore è onesto e disonesto sempre. Quando scrive un diario, quando scrive il verosimile, il vero, l&#8217;improbabile, l&#8217;impossibile.<br />
C&#8217;è molto da raccontare, io la vedo così, e non è detto che solo la nostra vita di scrittori possa essere interessante. Non perché non lo sia, ma perché, anche solo nei numeri, è sempre quella che viene maggiormente raccontata dagli scrittori. Almeno dalla fine dell&#8217;Ottocento in poi.<br />
E a me ha un po&#8217; ha scocciato.<br />
E&#8217; come se continuassi a progettare case per artisti. E le case per gli altri? E gli ospedali? Le piazze, i teatri, le fabbriche?<br />
Credo che la vita della mia portinaia sia interessante, del mio vicino di casa, dell&#8217;impiegato della banca, del muratore, dell&#8217;elettricista, dell&#8217;educatrice dell&#8217;asilo nido di mia figlia. Credo che la vita di mia figlia sia interessante. E quella delle sue amichette, e quella delle mamme delle amichette, e dei papà. Ma se tutti loro me la diarizzerebbero, anche solo per incapacità a narrare, disabitudine, ignoranza, etc., la renderebbero farraginosa, facendo perdere la potenza espressiva che ogni vita ha, in sé. Ecco perché lo scrittore, deposito di memoria. Ecco perché lo scrittore, plastico, modellatore di forme. Ecco perché credo nello scrittore appassionato e compassionevole. Che partecipa con tutto il corpo alle storie che racconta. Scrivendo in modo da rendere interessante (come dice Tiziano: appassionante) anche un episodio in teoria di poco conto, anche una vita, in teoria, di poco conto.</p>
<p>Ve lo dice uno che fa fatica a ricordare cosa ha mangiato oggi!</p>
<p>G.</p>
<p>P.S. In ogni caso:<br />
Fondazione Archivio Diaristico Nazionale &#8211; onlus<br />
Piazza Plinio Pellegrini 1 &#8211; 52036 Pieve Santo Stefano AR<br />
<a href="http://www.archiviodiari.it" rel="nofollow ugc">http://www.archiviodiari.it</a></p>
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		<title>
		Di: Giorgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/10/04/istruzioni-per-la-creazione-di-ordigni-esplosivi-3/#comment-5905</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti a Tiziano Scarpa anche per la signorile umiltà con cui ha risposto allo smargiasso qui sopra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti a Tiziano Scarpa anche per la signorile umiltà con cui ha risposto allo smargiasso qui sopra.</p>
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		<title>
		Di: Roberto Saviano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/10/04/istruzioni-per-la-creazione-di-ordigni-esplosivi-3/#comment-5904</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Saviano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Considero questo zibaldone plurale di Scarpa davvero prezioso. Tiziano usa la sua lingua sciolta e magmatica per allacciare in un nodo scorsoio diversi livelli di reale. Entra nel budello di se stesso e quindi nelle viscere del presente. Storico e quotidiano. Proprio in questo gioco d&#039;immanenze e sguardi teoretici Scarpa è sommo maestro. Come sempre, complimenti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Considero questo zibaldone plurale di Scarpa davvero prezioso. Tiziano usa la sua lingua sciolta e magmatica per allacciare in un nodo scorsoio diversi livelli di reale. Entra nel budello di se stesso e quindi nelle viscere del presente. Storico e quotidiano. Proprio in questo gioco d&#8217;immanenze e sguardi teoretici Scarpa è sommo maestro. Come sempre, complimenti!</p>
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		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/10/04/istruzioni-per-la-creazione-di-ordigni-esplosivi-3/#comment-5903</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio Giovanni Senzaterra per la segnalazione della ripetizione. Provvedo subito a correggerla. Mettere le cose in rete serve anche a questo: molti occhi amichevoli che ti aiutano a scovare le imperfezioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Giovanni Senzaterra per la segnalazione della ripetizione. Provvedo subito a correggerla. Mettere le cose in rete serve anche a questo: molti occhi amichevoli che ti aiutano a scovare le imperfezioni</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: piero sorrentino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/10/04/istruzioni-per-la-creazione-di-ordigni-esplosivi-3/#comment-5902</link>

		<dc:creator><![CDATA[piero sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bello stallo formale: il pezzo (giustamente) è andato nella sezione Carte e non in quella Diari :-)
Da qualche parte in Italia deve esistere un fondo che raccoglie diari e memoriali, una specie di grandissimo archivio in continua crescita. Ne avevo sentito parlare qualche anno fa a Fahrenheit, ne ho un ricordo molto vago...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bello stallo formale: il pezzo (giustamente) è andato nella sezione Carte e non in quella Diari :-)<br />
Da qualche parte in Italia deve esistere un fondo che raccoglie diari e memoriali, una specie di grandissimo archivio in continua crescita. Ne avevo sentito parlare qualche anno fa a Fahrenheit, ne ho un ricordo molto vago&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giovanni Senzaterra		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2004/10/04/istruzioni-per-la-creazione-di-ordigni-esplosivi-3/#comment-5901</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Senzaterra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il bello, poi, è che c&#039;è anche chi lo elogia, lo Scarpa, per lo &quot;stile chiaro...&quot;. E certo che è chiaro - Scarpa le ripete le parole, almeno due volte!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bello, poi, è che c&#8217;è anche chi lo elogia, lo Scarpa, per lo &#8220;stile chiaro&#8230;&#8221;. E certo che è chiaro &#8211; Scarpa le ripete le parole, almeno due volte!</p>
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		<title>
		Di: Giovanni Senzaterra		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Senzaterra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;La rappresentazione è un’altra delle aspettative meschine che molti critici si aspettano dagli scrittori&quot;... Basta leggere l&#039;incipit di questo brano per rendersi conto come scrive Scarpa: &quot;le aspettative... che... si aspettano...&quot; - Scarpa va sempre di fretta, e io ci giurerei che non rilegge nemmeno le immense scempiaggini che sciorina. E&#039; uno scrittore perfettament einutile, che scrive tante, tantissime parole inutili. Non leggetelo. Fate come me, fermatevi all&#039;incipit.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La rappresentazione è un’altra delle aspettative meschine che molti critici si aspettano dagli scrittori&#8221;&#8230; Basta leggere l&#8217;incipit di questo brano per rendersi conto come scrive Scarpa: &#8220;le aspettative&#8230; che&#8230; si aspettano&#8230;&#8221; &#8211; Scarpa va sempre di fretta, e io ci giurerei che non rilegge nemmeno le immense scempiaggini che sciorina. E&#8217; uno scrittore perfettament einutile, che scrive tante, tantissime parole inutili. Non leggetelo. Fate come me, fermatevi all&#8217;incipit.</p>
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