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	Commenti a: Segni di vita	</title>
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		<title>
		Di: Satrapo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Satrapo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma non era Citati ad essere morto?* giuro, non è una battuta: ero convinto fosse morto! Evidentemente mi confondevo con qualche suo omologo. Comunque auguri a Citati! Ché tanto la letteratura italiana post 2001 non ne ha bisogno di auguri, lei: avercela la sua salute!

* se questo fosse un film con bruce willis: Citati è _veramente_ morto nel 2001 ecco perchè non ha più ricevuto notizie dalla letteratura italiana dopo quella data. Solo che lui non lo sa di essere morto e vagare in un intermondo fantasmatico fra l&#039;aldilà e l&#039;aldiqua!! L&#039;unico mezzo di comunicazione con noi vivi sono queste immense articolesse di repubblica (giornale elevato a psicopompo)**

** se questo, invece, fosse un romanzo di Philip Dick: siamo noi a essere morti! Tutta l&#039;umanità è perita in un immenso e globale attentato terrotisti l&#039;11 settembre 2001. Gli unici sopravvisuti sono gli occupanti delle twin towers (che al contrario nel nostro mondo di morti sembrano gli unici a essere periti), tra cui Pietro Citati, che casualmente quel giorno si trovava a passare di lì. Poco dopo scopre che scrivendo oscuri e sibillini articoli per repubblica riesce a comunicare con noi morti per suggerirci la tragica realtà: LUI E&#039; VIVO! NOI SIAMO MORTI! cazzarola.. cosìè questa monetina da un centensimo con la faccia di Pietro Citati???]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non era Citati ad essere morto?* giuro, non è una battuta: ero convinto fosse morto! Evidentemente mi confondevo con qualche suo omologo. Comunque auguri a Citati! Ché tanto la letteratura italiana post 2001 non ne ha bisogno di auguri, lei: avercela la sua salute!</p>
<p>* se questo fosse un film con bruce willis: Citati è _veramente_ morto nel 2001 ecco perchè non ha più ricevuto notizie dalla letteratura italiana dopo quella data. Solo che lui non lo sa di essere morto e vagare in un intermondo fantasmatico fra l&#8217;aldilà e l&#8217;aldiqua!! L&#8217;unico mezzo di comunicazione con noi vivi sono queste immense articolesse di repubblica (giornale elevato a psicopompo)**</p>
<p>** se questo, invece, fosse un romanzo di Philip Dick: siamo noi a essere morti! Tutta l&#8217;umanità è perita in un immenso e globale attentato terrotisti l&#8217;11 settembre 2001. Gli unici sopravvisuti sono gli occupanti delle twin towers (che al contrario nel nostro mondo di morti sembrano gli unici a essere periti), tra cui Pietro Citati, che casualmente quel giorno si trovava a passare di lì. Poco dopo scopre che scrivendo oscuri e sibillini articoli per repubblica riesce a comunicare con noi morti per suggerirci la tragica realtà: LUI E&#8217; VIVO! NOI SIAMO MORTI! cazzarola.. cosìè questa monetina da un centensimo con la faccia di Pietro Citati???</p>
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		<title>
		Di: DDL		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DDL]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tanto per maramaldeggiare ancora un po&#039;, ecco un&#039;altra manifestazione del rigor mortis culturale del Citatone:
APOLOGO SUL MONDO COSI&#039; POCO GLOBALE(Repubblica, 17/6/2003) &quot;Nella primavera del 
2002, mia moglie e io abbiamo dovuto 
abbandonare il nostro appartamento, a 
Roma. Tutto era sporco, lacero, 
decrepito - irreparabilmente vecchio. 
Muratori, elettricisti, idraulici, 
tappezzieri dovevano grattare muri, 
rifare la cucina, riadattare 
l&#039;impianto elettrico, ricostruire 
bagni, dipingere soffitti, rinnovare 
carte da parati. I mobili vennero 
accumulati in una stanza, e noi 
andammo in un albergo vicino&quot;. 
Bla bla, via così per altre due o trecento righe. Fino ad arivare al culmine: &quot;... Dai clienti non tolleravano 
chiasso, ubriachezza, presunzione, 
volgarità, parole sporche - quelle 
parole che i bambini di tre anni, e i 
moltissimi scrittori dell&#039;età mentale 
di tre anni - amano tanto&quot;. Mi è rimasto un dubbio: la battuta era riferita ad Aldo Nove? A Beckett, a Céline?... All&#039;Alighieri? 
Ecco il link dell&#039;articolo completo (solo per masochisti):  http://www.fradinoi.it/Rif%2025.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per maramaldeggiare ancora un po&#8217;, ecco un&#8217;altra manifestazione del rigor mortis culturale del Citatone:<br />
APOLOGO SUL MONDO COSI&#8217; POCO GLOBALE(Repubblica, 17/6/2003) &#8220;Nella primavera del<br />
2002, mia moglie e io abbiamo dovuto<br />
abbandonare il nostro appartamento, a<br />
Roma. Tutto era sporco, lacero,<br />
decrepito &#8211; irreparabilmente vecchio.<br />
Muratori, elettricisti, idraulici,<br />
tappezzieri dovevano grattare muri,<br />
rifare la cucina, riadattare<br />
l&#8217;impianto elettrico, ricostruire<br />
bagni, dipingere soffitti, rinnovare<br />
carte da parati. I mobili vennero<br />
accumulati in una stanza, e noi<br />
andammo in un albergo vicino&#8221;.<br />
Bla bla, via così per altre due o trecento righe. Fino ad arivare al culmine: &#8220;&#8230; Dai clienti non tolleravano<br />
chiasso, ubriachezza, presunzione,<br />
volgarità, parole sporche &#8211; quelle<br />
parole che i bambini di tre anni, e i<br />
moltissimi scrittori dell&#8217;età mentale<br />
di tre anni &#8211; amano tanto&#8221;. Mi è rimasto un dubbio: la battuta era riferita ad Aldo Nove? A Beckett, a Céline?&#8230; All&#8217;Alighieri?<br />
Ecco il link dell&#8217;articolo completo (solo per masochisti):  <a href="http://www.fradinoi.it/Rif%2025.htm" rel="nofollow ugc">http://www.fradinoi.it/Rif%2025.htm</a></p>
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		<title>
		Di: a		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[a]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[satrapo sei uno spasso
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			<content:encoded><![CDATA[<p>satrapo sei uno spasso</p>
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