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	Commenti a: La lingua italiana salvata dai migranti	</title>
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		<title>
		Di: kristian		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/02/28/la-lingua-italiana-salvata-dai-migranti/#comment-7649</link>

		<dc:creator><![CDATA[kristian]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[insomma si mormora che l&#039;Italia - goffa e ipocrita - ha il posto che si merita nel mondo, anche per quel che riguarda la lingua che produce

se davvero la diffusione di una lingua è mera questione di potere, allora la prima cosa sarebbe dotare gli italiani tutti delle armi necessarie a preservare e diffondere la nostra lingua

si dovrebbe partire dalle persone che pensano e si esprimono in italiano - il VIA è nelle nostre teste, e non è solo questione di grammatica generativa 

per cui, se l&#039;unica opera divulgativa veramente democratica ed efficace in ogni ordine di scala è la divulgazione delle opere - la prima cosa di cui si dovrebbe occupare l&#039;istituzione sarebbe quella di compilare archivi generali delle opere e renderli gratuitamente accessibili, in ogni ordine di formato e protocollo a disposizione

non si preserva quel che non si conosce, e non si può conoscere ciò che viene occultato 

diffondere l&#039;italiano: sì, certo - innanzitutto tra gli italiani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>insomma si mormora che l&#8217;Italia &#8211; goffa e ipocrita &#8211; ha il posto che si merita nel mondo, anche per quel che riguarda la lingua che produce</p>
<p>se davvero la diffusione di una lingua è mera questione di potere, allora la prima cosa sarebbe dotare gli italiani tutti delle armi necessarie a preservare e diffondere la nostra lingua</p>
<p>si dovrebbe partire dalle persone che pensano e si esprimono in italiano &#8211; il VIA è nelle nostre teste, e non è solo questione di grammatica generativa </p>
<p>per cui, se l&#8217;unica opera divulgativa veramente democratica ed efficace in ogni ordine di scala è la divulgazione delle opere &#8211; la prima cosa di cui si dovrebbe occupare l&#8217;istituzione sarebbe quella di compilare archivi generali delle opere e renderli gratuitamente accessibili, in ogni ordine di formato e protocollo a disposizione</p>
<p>non si preserva quel che non si conosce, e non si può conoscere ciò che viene occultato </p>
<p>diffondere l&#8217;italiano: sì, certo &#8211; innanzitutto tra gli italiani</p>
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		Di: vins gallico		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vins gallico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Boh. Della lingua come forma di potere non me ne frega sinceramente nulla. Sul fatto che spagnolo, inglese, francese e tedesco siano lingue più &quot;europee&quot; della nostra non credo ci sia molto da discutere. Sono più parlate, più studiate, più lette: è giusto che in queste lingue vengano scritti i documenti ufficiali dell&#039;Unione. 
Oltre tutto da questo &quot;ostracismo&quot; burocratico potrebbe derivare una maggiore attenzione degli italiani alle lingue straniere, trascurate abbondantemente da vecchi e nuovi sistemi scolastici (e che i nostri politici imparassero due parole in inglese, please). E lo dico da grande amante della lingua italiana; la insegno anch&#039;io agli stranieri, ma non per diffondere flussi verbali di potere, placche semantiche di conquista, ma perché a mio avviso è una lingua splendida.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Boh. Della lingua come forma di potere non me ne frega sinceramente nulla. Sul fatto che spagnolo, inglese, francese e tedesco siano lingue più &#8220;europee&#8221; della nostra non credo ci sia molto da discutere. Sono più parlate, più studiate, più lette: è giusto che in queste lingue vengano scritti i documenti ufficiali dell&#8217;Unione.<br />
Oltre tutto da questo &#8220;ostracismo&#8221; burocratico potrebbe derivare una maggiore attenzione degli italiani alle lingue straniere, trascurate abbondantemente da vecchi e nuovi sistemi scolastici (e che i nostri politici imparassero due parole in inglese, please). E lo dico da grande amante della lingua italiana; la insegno anch&#8217;io agli stranieri, ma non per diffondere flussi verbali di potere, placche semantiche di conquista, ma perché a mio avviso è una lingua splendida.</p>
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