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	Commenti a: Finire male	</title>
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		<title>
		Di: Raul Montanari		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/01/finire-male/#comment-7728</link>

		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Direi che il giudizio è perfino peggiorato. C&#039;è anche da osservare che era difficile aspettarsi che il piccolo schermo (a casa mia è proprio piccolo, fra l&#039;altro) aiutasse a rivedere con piacere il film. 
Per non parlare dell&#039;insopportabile introduzione, in cui si usava e abusava il meccanismo retorico noto come preterizione: fingo di non dire una cosa e intanto la dico. 
L&#039;imbecillissima voce fuori campo che introduceva al film continuava a fingere di non voler dire che si trattava di un&#039;opera scandalosa (ah sì?), salvo poi cedere, sospirando: &quot;Ma non si deve avere l&#039;ipocrisia di non guardare. E questa coppia non assomiglia forse a molte coppie che vediamo intorno a noi&quot;. Si vede ch a &quot;noi&quot; queste cose non capitano, non si sa se per disgrazia o per fortuna. 
Grande scoppio di risate, qui in casa mia, quando la stessa voce ha affermato: &quot;Alcuni critici hanno detto che Kubrick ci era spinto troppo in là&quot;.
Insomma, a parte questo infortunio pubblicitario con cui Kubrick non c&#039;entra un accidente, pollice verso. Confermo tutto in pieno, e la scena del ballo mi è sembrata ancora più immotivata, cretina e sbagliata che alla prima visione, per non parlare del giudizio a cui il povero Cruise viene sottoposto dai mascheroni. 
Il resto è silenzio, per me. Ho già detto e già dato, chiudo qui. Ciao.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che il giudizio è perfino peggiorato. C&#8217;è anche da osservare che era difficile aspettarsi che il piccolo schermo (a casa mia è proprio piccolo, fra l&#8217;altro) aiutasse a rivedere con piacere il film.<br />
Per non parlare dell&#8217;insopportabile introduzione, in cui si usava e abusava il meccanismo retorico noto come preterizione: fingo di non dire una cosa e intanto la dico.<br />
L&#8217;imbecillissima voce fuori campo che introduceva al film continuava a fingere di non voler dire che si trattava di un&#8217;opera scandalosa (ah sì?), salvo poi cedere, sospirando: &#8220;Ma non si deve avere l&#8217;ipocrisia di non guardare. E questa coppia non assomiglia forse a molte coppie che vediamo intorno a noi&#8221;. Si vede ch a &#8220;noi&#8221; queste cose non capitano, non si sa se per disgrazia o per fortuna.<br />
Grande scoppio di risate, qui in casa mia, quando la stessa voce ha affermato: &#8220;Alcuni critici hanno detto che Kubrick ci era spinto troppo in là&#8221;.<br />
Insomma, a parte questo infortunio pubblicitario con cui Kubrick non c&#8217;entra un accidente, pollice verso. Confermo tutto in pieno, e la scena del ballo mi è sembrata ancora più immotivata, cretina e sbagliata che alla prima visione, per non parlare del giudizio a cui il povero Cruise viene sottoposto dai mascheroni.<br />
Il resto è silenzio, per me. Ho già detto e già dato, chiudo qui. Ciao.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: vins gallico		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/01/finire-male/#comment-7678</link>

		<dc:creator><![CDATA[vins gallico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io invece ci confido un po&#039; nella litigata fra Franz e Raul, perché mi pare che i loro interventi sin qui siano stati succosamente interessantissimi e non vedo l&#039;ora di leggere il seguito. Sì, sì, proprio una bella litigata dialettica, civile, profonda, mi auguro.
Anche perché in alcune parole di Raul (&quot;La grandezza di un&#039;opera da combattimento... si desume anzitutto dalla sua capacità di generare consenso sia a livello popolare sia fra chi ha un&#039;educazione profonda alla visione o alla lettura o all&#039;ascolto&quot;) intravedo uno di quegli assiomi di estetica, che possono far discutere.
Ad esempio mi chiedevo: il livello popolare e il livello &quot;intellettuale&quot; (che sono relativi ad una fruizione di massa) possono essere intesi come la percezione emotiva(1) e quella razionale(2) nel singolo? E in questo caso, non è strano che due &quot;esperti di cinema&quot; abbiano due idee opposte su entrambi i livelli (Raul:&quot;nel secondo tempo mi sono assopito per qualche secondo&quot;(1) e &quot;Proverò a riassumere gli errori di questo film in forma analitica&quot;(2), mentre Franz: &quot;un film che io, invece, ho amato molto... Mi è piaciuto al primo colpo. Me ne sono innamorato al primo sguardo&quot;(1) e &quot;E a me (e non solo a me, mi pare proprio) il risultato pare straordinario&quot;(2)? Quanto interagiscono le due sfere nella percezione di un film? Perché capita (almeno per quanto mi riguarda) di apprezzare un film a livello empirico, sentire che fa male, che fa godere, che crea rabbia e voltastomaco, che sputa lacrime e solletica grasse risate e poi invece a livello analitico è debole, è un film tecnicamente scritto, girato, fatto male?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io invece ci confido un po&#8217; nella litigata fra Franz e Raul, perché mi pare che i loro interventi sin qui siano stati succosamente interessantissimi e non vedo l&#8217;ora di leggere il seguito. Sì, sì, proprio una bella litigata dialettica, civile, profonda, mi auguro.<br />
Anche perché in alcune parole di Raul (&#8220;La grandezza di un&#8217;opera da combattimento&#8230; si desume anzitutto dalla sua capacità di generare consenso sia a livello popolare sia fra chi ha un&#8217;educazione profonda alla visione o alla lettura o all&#8217;ascolto&#8221;) intravedo uno di quegli assiomi di estetica, che possono far discutere.<br />
Ad esempio mi chiedevo: il livello popolare e il livello &#8220;intellettuale&#8221; (che sono relativi ad una fruizione di massa) possono essere intesi come la percezione emotiva(1) e quella razionale(2) nel singolo? E in questo caso, non è strano che due &#8220;esperti di cinema&#8221; abbiano due idee opposte su entrambi i livelli (Raul:&#8221;nel secondo tempo mi sono assopito per qualche secondo&#8221;(1) e &#8220;Proverò a riassumere gli errori di questo film in forma analitica&#8221;(2), mentre Franz: &#8220;un film che io, invece, ho amato molto&#8230; Mi è piaciuto al primo colpo. Me ne sono innamorato al primo sguardo&#8221;(1) e &#8220;E a me (e non solo a me, mi pare proprio) il risultato pare straordinario&#8221;(2)? Quanto interagiscono le due sfere nella percezione di un film? Perché capita (almeno per quanto mi riguarda) di apprezzare un film a livello empirico, sentire che fa male, che fa godere, che crea rabbia e voltastomaco, che sputa lacrime e solletica grasse risate e poi invece a livello analitico è debole, è un film tecnicamente scritto, girato, fatto male?</p>
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		<title>
		Di: marco alderano rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/01/finire-male/#comment-7677</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco alderano rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eccoci... da quando frequento il blog c&#039;è stata la litigata tra me e Raul; poi tra Raul e Franz; poi tra me e Franz. Adesso, evidentemente, si ricomincia, ma cambia la serie. Io però mi sottraggo a questa mandata: dunque o vi rappacificate subito o vi tocca litigare in eterno...;)
(A me comunque EyesWideShut non è piaciuto, se può interessare a qualcuno - ma non mi avventuro in analisi...).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci&#8230; da quando frequento il blog c&#8217;è stata la litigata tra me e Raul; poi tra Raul e Franz; poi tra me e Franz. Adesso, evidentemente, si ricomincia, ma cambia la serie. Io però mi sottraggo a questa mandata: dunque o vi rappacificate subito o vi tocca litigare in eterno&#8230;;)<br />
(A me comunque EyesWideShut non è piaciuto, se può interessare a qualcuno &#8211; ma non mi avventuro in analisi&#8230;).</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Raul Montanari		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/01/finire-male/#comment-7676</link>

		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Franz, non capisco il tono che prendi. 
Ti ho offeso, per caso? 
Rileggi quello che ho scritto - mettendoci anch&#039;io ben più di due frasi (ma molto, molto di più) - e forse non ripeterai le stravaganze che hai messo giù adesso.
Io non ho detto che tu ti sia dovuto autoconvincere della bellezza di questo film: tutto il contrario! Ma cosa hai letto?
Ho difeso in tutto e per tutto il privilegio della prima impressione, sostenendo che l&#039;analisi arriva dopo, e che nessuno ha il diritto di &quot;convincere&quot; un altro adoperando argomenti analitici. 
La grandezza di un&#039;opera da combattimento (cioè, ripeto: non di un film destinato alle sale d&#039;essai, o di un&#039;opera vocazionalmente di nicchia, in genere) si desume anzitutto dalla sua capacità di generare consenso sia a livello popolare sia fra chi ha un&#039;educazione profonda alla visione o alla lettura o all&#039;ascolto; ora, nessun film di Kubrick è mai stato criticato quanto EWS, da quando lui è stato giustamente considerato il più grande maestro vivente del cinema (con tanti auguri a Tarantino; ne riparliamo fra un po&#039; di anni). Questo non ti fa pensare che forse qualcosa che non va c&#039;è, in quel film? 
Ma, ripeto, io non voglio convincerti: non a caso uso un argomento esterno (il dissenso/consenso) e non interno al film. Perché dovrei convincerti a non amare? Sai che gusto! E come potrei convincerti a non emozionarti? Ti dovrei lobotomizzare? 
Io ho avuto un&#039;impressione: negativa. Ho fatto per Kubrick quello che non farei per nessun altro, per una semplice questione di salvaguardia di energie: ho analizzato l&#039;impressione, forte anche del fatto che nel &#039;99 avevo appena fatto una nuova traduzione e adattamento alla scena del romanzo di Schnitzler - ben lungi dal deificarlo, anzi: Schnitzler ha scritto sicuramente di meglio, e non ho assolutamente criticato Kubrick con i soliti sciocchi argomenti dell&#039;&quot;infedeltà&quot; al testo letterario o simili. Semplicemente, ero fresco di impressioni e potevo sintetizzare certe cose meglio di quanto potrei farlo ora, per esempio. 
Ho messo giù queste riflessioni e ve le ho sottoposte. Basta. Ho scritto chiaramente, e mi dispiace di doverlo ripetere: 

&quot;Io non voglio &quot;convincere&quot; nessuno che EWS è un film che non deve piacergli&quot;

Più specificamente, di fronte alle tue controobiezioni, e soprattutto all&#039;invito di Sara a cercare di entrare più dentro la logica del film mettendomi in una prospettiva critica e filmologica con la lettura di Ciaruffoli, ho aggiunto: 

&quot;ma l&#039;idea che si possa convincere qualcuno, a forza di analisi (spesso di analisi delle intenzioni, fra l&#039;altro) che EWS o qualsiasi altra opera d&#039;arte DEVE piacergli è profondamente sbagliata. Non un errore banale, non un errore che può fare uno sciocco: nessuno sciocco ha scritto, qui. 
E&#039; il tipo di errore che nasce dalla generosità, dalla buona fede, dalla voglia di comunicare un&#039;emozione... ma comunicare un&#039;emozione quando il materiale di partenza, l&#039;oggetto che dovrebbe irradiarla, ha mancato al suo compito vocazionalmente UNIVERSALE, è impossibile.&quot;

Quindi quando tu scrivi in questo stranissimo tono aggressivo &quot;a me non me ne frega un cazzo se non del risultato&quot;, dici esattamente quello che ho ripetuto io per cento righe e passa - con un timbro di voce ugualmente appassionato ma, mi sembra, più cordiale verso chi la pensa diversamente da me - e che ho sintetizzato qui in fondo. Stop. 
Sul fatto poi che questo film dica addirittura &quot;la sporca verità sulla vita&quot;, (cioè su che cosa? Qual è la lezione sui rapporti umani che ci lascia questo film? Che uomo e donna non si capiscono? Che le donne capiscono più degli uomini - che banalità, fra l&#039;altro! - ?), mi tengo la mia opinione, cioé che questa impressione nasce da un atto di amore così accecante da farti dimenticare secoli di letteratura e almeno cent&#039;anni di cinema. 
Non sto neanche a fare l&#039;elenco di titoli e autori che hanno indagato i sentimenti e i rapporti fra uomo e donna in modo infinitamente più interessante di questo film, e soprattutto l&#039;hanno fatto molto prima e con un linguaggio molto meno enfatico: dovrei citare praticamente metà della letteratura e un quarto (stiamo bassi) del cinema, da Woody Allen indietro indietro indietro... citerei lo stesso Kubrick, naturalmente: almeno quello di Lolita e Barry Lyndon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Franz, non capisco il tono che prendi.<br />
Ti ho offeso, per caso?<br />
Rileggi quello che ho scritto &#8211; mettendoci anch&#8217;io ben più di due frasi (ma molto, molto di più) &#8211; e forse non ripeterai le stravaganze che hai messo giù adesso.<br />
Io non ho detto che tu ti sia dovuto autoconvincere della bellezza di questo film: tutto il contrario! Ma cosa hai letto?<br />
Ho difeso in tutto e per tutto il privilegio della prima impressione, sostenendo che l&#8217;analisi arriva dopo, e che nessuno ha il diritto di &#8220;convincere&#8221; un altro adoperando argomenti analitici.<br />
La grandezza di un&#8217;opera da combattimento (cioè, ripeto: non di un film destinato alle sale d&#8217;essai, o di un&#8217;opera vocazionalmente di nicchia, in genere) si desume anzitutto dalla sua capacità di generare consenso sia a livello popolare sia fra chi ha un&#8217;educazione profonda alla visione o alla lettura o all&#8217;ascolto; ora, nessun film di Kubrick è mai stato criticato quanto EWS, da quando lui è stato giustamente considerato il più grande maestro vivente del cinema (con tanti auguri a Tarantino; ne riparliamo fra un po&#8217; di anni). Questo non ti fa pensare che forse qualcosa che non va c&#8217;è, in quel film?<br />
Ma, ripeto, io non voglio convincerti: non a caso uso un argomento esterno (il dissenso/consenso) e non interno al film. Perché dovrei convincerti a non amare? Sai che gusto! E come potrei convincerti a non emozionarti? Ti dovrei lobotomizzare?<br />
Io ho avuto un&#8217;impressione: negativa. Ho fatto per Kubrick quello che non farei per nessun altro, per una semplice questione di salvaguardia di energie: ho analizzato l&#8217;impressione, forte anche del fatto che nel &#8217;99 avevo appena fatto una nuova traduzione e adattamento alla scena del romanzo di Schnitzler &#8211; ben lungi dal deificarlo, anzi: Schnitzler ha scritto sicuramente di meglio, e non ho assolutamente criticato Kubrick con i soliti sciocchi argomenti dell'&#8221;infedeltà&#8221; al testo letterario o simili. Semplicemente, ero fresco di impressioni e potevo sintetizzare certe cose meglio di quanto potrei farlo ora, per esempio.<br />
Ho messo giù queste riflessioni e ve le ho sottoposte. Basta. Ho scritto chiaramente, e mi dispiace di doverlo ripetere: </p>
<p>&#8220;Io non voglio &#8220;convincere&#8221; nessuno che EWS è un film che non deve piacergli&#8221;</p>
<p>Più specificamente, di fronte alle tue controobiezioni, e soprattutto all&#8217;invito di Sara a cercare di entrare più dentro la logica del film mettendomi in una prospettiva critica e filmologica con la lettura di Ciaruffoli, ho aggiunto: </p>
<p>&#8220;ma l&#8217;idea che si possa convincere qualcuno, a forza di analisi (spesso di analisi delle intenzioni, fra l&#8217;altro) che EWS o qualsiasi altra opera d&#8217;arte DEVE piacergli è profondamente sbagliata. Non un errore banale, non un errore che può fare uno sciocco: nessuno sciocco ha scritto, qui.<br />
E&#8217; il tipo di errore che nasce dalla generosità, dalla buona fede, dalla voglia di comunicare un&#8217;emozione&#8230; ma comunicare un&#8217;emozione quando il materiale di partenza, l&#8217;oggetto che dovrebbe irradiarla, ha mancato al suo compito vocazionalmente UNIVERSALE, è impossibile.&#8221;</p>
<p>Quindi quando tu scrivi in questo stranissimo tono aggressivo &#8220;a me non me ne frega un cazzo se non del risultato&#8221;, dici esattamente quello che ho ripetuto io per cento righe e passa &#8211; con un timbro di voce ugualmente appassionato ma, mi sembra, più cordiale verso chi la pensa diversamente da me &#8211; e che ho sintetizzato qui in fondo. Stop.<br />
Sul fatto poi che questo film dica addirittura &#8220;la sporca verità sulla vita&#8221;, (cioè su che cosa? Qual è la lezione sui rapporti umani che ci lascia questo film? Che uomo e donna non si capiscono? Che le donne capiscono più degli uomini &#8211; che banalità, fra l&#8217;altro! &#8211; ?), mi tengo la mia opinione, cioé che questa impressione nasce da un atto di amore così accecante da farti dimenticare secoli di letteratura e almeno cent&#8217;anni di cinema.<br />
Non sto neanche a fare l&#8217;elenco di titoli e autori che hanno indagato i sentimenti e i rapporti fra uomo e donna in modo infinitamente più interessante di questo film, e soprattutto l&#8217;hanno fatto molto prima e con un linguaggio molto meno enfatico: dovrei citare praticamente metà della letteratura e un quarto (stiamo bassi) del cinema, da Woody Allen indietro indietro indietro&#8230; citerei lo stesso Kubrick, naturalmente: almeno quello di Lolita e Barry Lyndon.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gabriele		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/01/finire-male/#comment-7675</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per me quel film e` stata un`onda potentissima che mi ha spazzato via. Spesso gli ultimi capolavori dei grandi artisti vengono fraintesi o sono piu` difficili da accettare.
C`e` chi ancora oggi considera gli ultimi quadri di Tiziano, quelli dipinti con i polpastrelli prima di morire, degli impiastricciamenti, se paragonati ai precedenti capolavori della cosiddetta maturita`.

g]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per me quel film e` stata un`onda potentissima che mi ha spazzato via. Spesso gli ultimi capolavori dei grandi artisti vengono fraintesi o sono piu` difficili da accettare.<br />
C`e` chi ancora oggi considera gli ultimi quadri di Tiziano, quelli dipinti con i polpastrelli prima di morire, degli impiastricciamenti, se paragonati ai precedenti capolavori della cosiddetta maturita`.</p>
<p>g</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/01/finire-male/#comment-7674</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=992#comment-7674</guid>

					<description><![CDATA[Caro Raul, il film ha annoiato te, molti altri; a me ha appassionato subito, e ho testimoni di questo mio sentire. La pensiamo diversamente, non c&#039;è problema. Comunque:non ho dovuto fare nessuno sforzo per farmelo piacere, te lo assicuro. Nessun imbarazzo, te lo assicuro dieci volte. M’è piaciuto al primo colpo. Me ne sono innamorato al primo sguardo. E’ un treno in corsa anche EWS. Mi è piaciuto più di Full Metal Jacket e di Shining, oltretutto. Io non ho usato l’aggettivo &quot;funzionale&quot; in modo prudente. L’ho usato con freddezza. Quale prudenza, scusa? Quali impressioni dubbiose e limitative? Quale atto di fede? Se il film non mi fosse piaciuto, o l’avessi trovato non all’altezza, lo avrei detto tranquillamente. Io non ho pietà per nessuno. La scena del corteggiamento è di una semplicità incredibile. Come fai a non notare questa semplicità? 
Non è grave che Kubrick sia stato influenzato da Tarantino? Chi era Kubrick, Dio? E di converso: chi è Tarantino, un regista minore? Stiamo parlando di due grandi artisti. Kubrick non aveva certo bisogno di imitare nessuno. A mio avviso ha usato (non ha imitato) i &quot;dialoghi testa coda&quot; mettendoli in &quot;slow motion&quot;, come li chiami tu. E allora? E’ un’operazione di grandissima creatività, questa. A me non frega un cazzo se non del risultato, Raul. E a me ( e non solo a me, mi pare proprio) il risultato pare straordinario. E’ un film che puo’ fare paura, che turba, altro che sonnellino. E’ l’ennesimo calcio nelle palle di questo artista straordinario. Semmai dovresti pensare che Kubrick, come tutti i grandi, prendeva spunto anche dagli altri. Aveva una certa umiltà, lui. Pensa un po’: il più grande di tutti. 
Parli entusiasticamente di Arancia Meccanica, che però non c’entra nulla con EWS. SK aveva la capacità (unica) di cambiare ad ogni film. Mantenendo però una sua coerenza.  Non mi sono fatto piacere EWS pensando al colore del tavolo da biliardo di Sidney Pollack, che me ne fotte di questo. Il film mi ha convinto in pieno, mi ha fatto godere, è un film che dice la sporca verità sulla vita, e scusa se è poco. E  comunque questo l’ho spiegato in 11 punti,(cioè punto per punto): mica in due frasi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Raul, il film ha annoiato te, molti altri; a me ha appassionato subito, e ho testimoni di questo mio sentire. La pensiamo diversamente, non c&#8217;è problema. Comunque:non ho dovuto fare nessuno sforzo per farmelo piacere, te lo assicuro. Nessun imbarazzo, te lo assicuro dieci volte. M’è piaciuto al primo colpo. Me ne sono innamorato al primo sguardo. E’ un treno in corsa anche EWS. Mi è piaciuto più di Full Metal Jacket e di Shining, oltretutto. Io non ho usato l’aggettivo &#8220;funzionale&#8221; in modo prudente. L’ho usato con freddezza. Quale prudenza, scusa? Quali impressioni dubbiose e limitative? Quale atto di fede? Se il film non mi fosse piaciuto, o l’avessi trovato non all’altezza, lo avrei detto tranquillamente. Io non ho pietà per nessuno. La scena del corteggiamento è di una semplicità incredibile. Come fai a non notare questa semplicità?<br />
Non è grave che Kubrick sia stato influenzato da Tarantino? Chi era Kubrick, Dio? E di converso: chi è Tarantino, un regista minore? Stiamo parlando di due grandi artisti. Kubrick non aveva certo bisogno di imitare nessuno. A mio avviso ha usato (non ha imitato) i &#8220;dialoghi testa coda&#8221; mettendoli in &#8220;slow motion&#8221;, come li chiami tu. E allora? E’ un’operazione di grandissima creatività, questa. A me non frega un cazzo se non del risultato, Raul. E a me ( e non solo a me, mi pare proprio) il risultato pare straordinario. E’ un film che puo’ fare paura, che turba, altro che sonnellino. E’ l’ennesimo calcio nelle palle di questo artista straordinario. Semmai dovresti pensare che Kubrick, come tutti i grandi, prendeva spunto anche dagli altri. Aveva una certa umiltà, lui. Pensa un po’: il più grande di tutti.<br />
Parli entusiasticamente di Arancia Meccanica, che però non c’entra nulla con EWS. SK aveva la capacità (unica) di cambiare ad ogni film. Mantenendo però una sua coerenza.  Non mi sono fatto piacere EWS pensando al colore del tavolo da biliardo di Sidney Pollack, che me ne fotte di questo. Il film mi ha convinto in pieno, mi ha fatto godere, è un film che dice la sporca verità sulla vita, e scusa se è poco. E  comunque questo l’ho spiegato in 11 punti,(cioè punto per punto): mica in due frasi.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Raul Montanari		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/01/finire-male/#comment-7673</link>

		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=992#comment-7673</guid>

					<description><![CDATA[Cari tutti, credo che stiamo discutendo da punti di vista troppo diversi. 

Sara, il tuo consiglio è prezioso e il nome che fai mi è molto caro; ma me non interessa leggere un libro per farmi piacere di più un film di Kubrick, o di chiunque altro; e il punto vero è che non interessava a Kubrick! 

Kubrick, il Divino (sono felice di continuare a considerarlo così), ha sempre accettato la scommessa di fare film di enorme impatto spettacolare. 

Tu guardavi un film di Kubrick, uno qualsiasi almeno a partire da &quot;Rapina a mano armata&quot; (cioè dal terzo!), e la prima sensazione era quella di essere stato investito da un treno. 
Poi rimettevi a posto la casa, raddrizzavi i quadri alle pareti e allora sì, alla seconda, alla quinta, alla decima replica di quell&#039;esperienza senza pari che è sempre stato guardare un film di Kubrick, magari anche con l&#039;aiuto di uno o di molti libri (a partire dall&#039;insuperato Michel Ciment), gustavi i particolari, coglievi i rimandi, le cifre nascoste, ti appassionavi alle procedure di lavorazione, a tutto. 
Ma prima di ogni altra cosa tu devi essere invaso da un&#039;opera! E questo vale per un film, per un romanzo, per un quadro, per una videoinstallazione, quello che vuoi! Devi usare l&#039;analisi per spiegarti come mai, a livello di sintesi emotiva, hai provato quello che hai provato - il senso della bellezza. Il lavoro sui simboli, sulle tramature, sui sottotesti, mica lo devi fare tu: se lo smazza l&#039;autore!

Faccio un esempio. Se io prendo uno qualsiasi di voi, magari la stessa Sara, la lego a una sedia (ehm), le faccio tenere dai massimi musicologi italiani una lezione di 48 ore sulla musica contemporanea da Schoenberg in poi, e quindi le faccio ascoltare un minuto di Ferneyhough (un ottimo compositore di musica orchestrale ed elettronica, pienamente dentro la scia del petwebernismo), è OVVIO che Sara non sentirà solo &quot;piiii-pooo-clackk-perepereperepé + 20 secondi di silenzio + improvvisamente clanggg!&quot; eccetera. 
Dopo un percorso allucinante e forzato di formazione all&#039;ascolto, Sara sentirà una musica profondamente motivata, piena di novità, di esperimenti, di bellezza. 
Ma a chi gliene frega qualcosa di accostarsi a un&#039;opera d&#039;arte così, tranne ai musicologi, ai flologi e compagnia cantante? Tu, Franz, la musica la ascolti così?
Come mai se invece Sara ascolta un brano di Ligeti (magari proprio traendolo dalla colonna sonora di un film di Kubrick: c&#039;è un insolito Ligeti per piano solo anche in EWS, anche se le cose più famose sono ovviamente i grandi pannelli sonori di 2001 e le inquietudini di Shining) è molto, molto probabile che ne rimanga colpita subito, che abbia voglia di ascoltare altro di quell&#039;autore, che - a quel punto sì! - possa avere il desiderio di comprare un libro in cui si parla della sua musica, ecc? E&#039; ovvio: perché la musica di Ligeti è bella. E&#039; bellissima. Ed è per questo che Ligeti è Ligeti, e lo era anche prima che Kubrick usasse la sua musica per 2001, mentre Ferneyhough è Ferneyhough: un bravo compositore che fa onestamente il suo lavoro e che nessuno conosce tranne gli addetti ai lavori. 
Scusami, Sara: magari sei una superesperta di musica contemporanea! Ho preso te come esempio per questo esperimento, chiamiamolo così, solo perché mi consigliavi il libro di Ciaruffoli per avere delle &quot;spiegazioni&quot;, cioè proprio quello che non desidero avere per farmi piacere qualcosa.

I film di Kubrick sono sempre stati bellissimi, e hanno raccolto nel tempo un consenso quasi universale fra critica e pubblico, esattamente come voleva l&#039;autore. 
Come diceva Hitchcock nella famosa intervista a Truffaut, &quot;io non faccio film per i cinema d&#039;essai&quot;. E noi qui di EWS stiamo parlando come di un film di De Oliveira, non di Kubrick.

EWS non ha annoiato solo me, non ha deluso solo me. E&#039; un film che è stato accolto con molto imbarazzo, lo stesso che si legge anche nella difesa appassionata che ne fa il mio carissimo Franz, tutta imperniata su atti di fede sulle intenzioni dell&#039;autore (punto 1), su espressioni dubbiose e limitative (Franz, quante volte ripeti il prudente aggettivo &quot;funzionale&quot;?) su analisi complessissime come quella della scena del corteggiamento (ma con Arancia meccanica, ma con Il dottor Stranamore abbiamo mai avuto bisogno di fare analisi del genere? Ripeto: la bellezza di quelle opere non ci travolgeva come una locomotiva, con la sua macchia, il suo impatto complessivo? A qualcuno gliene importa di sapere cosa voleva dire secondo Kubrick il monolito nero di 2001? Sapete che quando ho letto che per lui era un indizio di vita extraterrestre mi sono un po&#039; cascate le braccia? Perché spiegare un simbolo?), per culminare in un&#039;affermazione che trovo straordinaria:

&quot;6. Qui sono parzialmente d&#8217;accordo. Il film è dilatatissimo, ma anche l&#8217;uso dei &quot;dialoghi testa-coda&quot; è funzionale: Kubrick ha tentato, senza riuscirci in pieno, di far dialogare i sentimenti attraverso le parole all&#8217;interno di una struttura molto aperta e molto diluita. In ogni caso, Kubrick ebbe a dire che dopo &quot;Pulp fiction&quot; il cinema non sarebbe stato più lo stesso. E&#8217; evidente che il Maestro è stato influenzato da Tarantino. Niente di grave, mi pare.&quot;

Ma scherziamo? 
Non è grave che Kubrick sia influenzato da Tarantino, che ha esordito copiando con &quot;Le iene&quot; tutta l&#039;impostazione narrativa di &quot;Rapina a mano armata&quot;? E perdipiù non è grave che Kubrick imiti i dialoghi testa-coda con questa lentezza esasperante, togliendoli dal frullatore linguistico a schizzo di Tarantino e immettendoli in questo slow motion soporifero?

Io guardo una scena di Arancia meccanica, una qualsiasi. 
Picchiano il vecchio ubriacone irlandese. Una scena che nella vita vera mi farebbe orrore, ribrezzo, paura: un vecchio pestato da una gang di giovani teppisti! Perché questa scena mi piace? Perché mi fa godere?
Ecco, anzitutto sento questo: che mi piace. Poi, se voglio spiegare il &quot;perché&quot; posso riflettere sul linguaggio, addentrarmi nei rimandi (&quot;Uomini nello spazio!&quot; si lamenta il vecchio, e ripensi a 2001), trovare la solita meravigliosa simmetria nascosta nell&#039;inquadratura (fateci caso: lo zoccolo del marciapiede su cui il vecchio è accasciato è quasi la bisettrice dell&#039;angolo formato fra il bastone bianco di Alex e il corpo stesso del mendicante), sentire la follia meravigliosa di questo dialogo voltairriano messo dentro una situazione di violenza spaventosa. Posso pensare che Arancia meccanica è una cattedrale costruita con la merda: difficile immaginare una scommessa artistica così grande, fare il Duomo di Milano - con i suoi ritmi, la sua grandiosità - senza usare il marmo ma la merda orrenda dello stupro, della violenza, dell&#039;angoscia! Difficile immaginare una distanza così abissale fra pathos e godimento estetico: ciò che ti farebbe inorridire nella vita vera ti esalta nel sogno del cinema.

Ma, appunto, ti esalta! Ti toglie il fiato! 
Non sei costretto a fare il filologo o il musicologo o il filmologo, e spiegare, come mi disse a suo tempo una giovane critica molto brava, che il colore del tappeto del biliardo su cui giocano nel tremendo dialogo del prefinale di EWS richiama quello che si è visto un&#039;ora e mezza prima nell&#039;insegna luminosa di nonsoché... Ma per farmi piacere un film devo stare attento al colore del tappeto del biliardo, e ricordarmi di com&#039;era il colore del&#039;insegna luminosa? Cosa sono andato a fare al cinema, un&#039;esperienza estetica o una puntata del programma di Gerry Scotti? 
Stiamo parlando di biliardo: bene, quando in Arancia meccanica Alex viene torturato con la Nona di Beethoven, e nella stanza sottostante i suoi aguzzini sono tutti intorno a un biliardo, e uno di loro in primo piano continua a mettere in buca una palla dopo l&#039;altra con una precisione assurda, e intanto lo scrittore paralitico ascolta la Nona ed è identico, identico a Beethoven, gli stessi capelli, lo stesso abbigliamento, la stessa ubriachezza dionisiaca nello sguardo - questa, perdio, non è la locomotiva che mi investe? Non sento una forza immensa sprigionarsi da questa immagine? Devo stare a guardare il colore del tappeto del biliardo, perché magari prima o dopo vorrà dire qualcosa?

Insomma, credo che ci siamo capiti.
Io non voglio &quot;convincere&quot; nessuno che EWS è un film che non deve piacergli; ma l&#039;idea che si possa convincere qualcuno, a forza di analisi (spesso di analisi delle intenzioni, fra l&#039;altro) che EWS o qualsiasi altra opera d&#039;arte DEVE piacergli è profondamente sbagliata. Non un errore banale, non un errore che può fare uno sciocco: nessuno sciocco ha scritto, qui. 
E&#039; il tipo di errore che nasce dalla generosità, dalla buona fede, dalla voglia di comunicare un&#039;emozione... ma comunicare un&#039;emozione quando il materiale di partenza, l&#039;oggetto che dovrebbe irradiarla, ha mancato al suo compito vocazionalmente UNIVERSALE, è impossibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari tutti, credo che stiamo discutendo da punti di vista troppo diversi. </p>
<p>Sara, il tuo consiglio è prezioso e il nome che fai mi è molto caro; ma me non interessa leggere un libro per farmi piacere di più un film di Kubrick, o di chiunque altro; e il punto vero è che non interessava a Kubrick! </p>
<p>Kubrick, il Divino (sono felice di continuare a considerarlo così), ha sempre accettato la scommessa di fare film di enorme impatto spettacolare. </p>
<p>Tu guardavi un film di Kubrick, uno qualsiasi almeno a partire da &#8220;Rapina a mano armata&#8221; (cioè dal terzo!), e la prima sensazione era quella di essere stato investito da un treno.<br />
Poi rimettevi a posto la casa, raddrizzavi i quadri alle pareti e allora sì, alla seconda, alla quinta, alla decima replica di quell&#8217;esperienza senza pari che è sempre stato guardare un film di Kubrick, magari anche con l&#8217;aiuto di uno o di molti libri (a partire dall&#8217;insuperato Michel Ciment), gustavi i particolari, coglievi i rimandi, le cifre nascoste, ti appassionavi alle procedure di lavorazione, a tutto.<br />
Ma prima di ogni altra cosa tu devi essere invaso da un&#8217;opera! E questo vale per un film, per un romanzo, per un quadro, per una videoinstallazione, quello che vuoi! Devi usare l&#8217;analisi per spiegarti come mai, a livello di sintesi emotiva, hai provato quello che hai provato &#8211; il senso della bellezza. Il lavoro sui simboli, sulle tramature, sui sottotesti, mica lo devi fare tu: se lo smazza l&#8217;autore!</p>
<p>Faccio un esempio. Se io prendo uno qualsiasi di voi, magari la stessa Sara, la lego a una sedia (ehm), le faccio tenere dai massimi musicologi italiani una lezione di 48 ore sulla musica contemporanea da Schoenberg in poi, e quindi le faccio ascoltare un minuto di Ferneyhough (un ottimo compositore di musica orchestrale ed elettronica, pienamente dentro la scia del petwebernismo), è OVVIO che Sara non sentirà solo &#8220;piiii-pooo-clackk-perepereperepé + 20 secondi di silenzio + improvvisamente clanggg!&#8221; eccetera.<br />
Dopo un percorso allucinante e forzato di formazione all&#8217;ascolto, Sara sentirà una musica profondamente motivata, piena di novità, di esperimenti, di bellezza.<br />
Ma a chi gliene frega qualcosa di accostarsi a un&#8217;opera d&#8217;arte così, tranne ai musicologi, ai flologi e compagnia cantante? Tu, Franz, la musica la ascolti così?<br />
Come mai se invece Sara ascolta un brano di Ligeti (magari proprio traendolo dalla colonna sonora di un film di Kubrick: c&#8217;è un insolito Ligeti per piano solo anche in EWS, anche se le cose più famose sono ovviamente i grandi pannelli sonori di 2001 e le inquietudini di Shining) è molto, molto probabile che ne rimanga colpita subito, che abbia voglia di ascoltare altro di quell&#8217;autore, che &#8211; a quel punto sì! &#8211; possa avere il desiderio di comprare un libro in cui si parla della sua musica, ecc? E&#8217; ovvio: perché la musica di Ligeti è bella. E&#8217; bellissima. Ed è per questo che Ligeti è Ligeti, e lo era anche prima che Kubrick usasse la sua musica per 2001, mentre Ferneyhough è Ferneyhough: un bravo compositore che fa onestamente il suo lavoro e che nessuno conosce tranne gli addetti ai lavori.<br />
Scusami, Sara: magari sei una superesperta di musica contemporanea! Ho preso te come esempio per questo esperimento, chiamiamolo così, solo perché mi consigliavi il libro di Ciaruffoli per avere delle &#8220;spiegazioni&#8221;, cioè proprio quello che non desidero avere per farmi piacere qualcosa.</p>
<p>I film di Kubrick sono sempre stati bellissimi, e hanno raccolto nel tempo un consenso quasi universale fra critica e pubblico, esattamente come voleva l&#8217;autore.<br />
Come diceva Hitchcock nella famosa intervista a Truffaut, &#8220;io non faccio film per i cinema d&#8217;essai&#8221;. E noi qui di EWS stiamo parlando come di un film di De Oliveira, non di Kubrick.</p>
<p>EWS non ha annoiato solo me, non ha deluso solo me. E&#8217; un film che è stato accolto con molto imbarazzo, lo stesso che si legge anche nella difesa appassionata che ne fa il mio carissimo Franz, tutta imperniata su atti di fede sulle intenzioni dell&#8217;autore (punto 1), su espressioni dubbiose e limitative (Franz, quante volte ripeti il prudente aggettivo &#8220;funzionale&#8221;?) su analisi complessissime come quella della scena del corteggiamento (ma con Arancia meccanica, ma con Il dottor Stranamore abbiamo mai avuto bisogno di fare analisi del genere? Ripeto: la bellezza di quelle opere non ci travolgeva come una locomotiva, con la sua macchia, il suo impatto complessivo? A qualcuno gliene importa di sapere cosa voleva dire secondo Kubrick il monolito nero di 2001? Sapete che quando ho letto che per lui era un indizio di vita extraterrestre mi sono un po&#8217; cascate le braccia? Perché spiegare un simbolo?), per culminare in un&#8217;affermazione che trovo straordinaria:</p>
<p>&#8220;6. Qui sono parzialmente d&#8217;accordo. Il film è dilatatissimo, ma anche l&#8217;uso dei &#8220;dialoghi testa-coda&#8221; è funzionale: Kubrick ha tentato, senza riuscirci in pieno, di far dialogare i sentimenti attraverso le parole all&#8217;interno di una struttura molto aperta e molto diluita. In ogni caso, Kubrick ebbe a dire che dopo &#8220;Pulp fiction&#8221; il cinema non sarebbe stato più lo stesso. E&#8217; evidente che il Maestro è stato influenzato da Tarantino. Niente di grave, mi pare.&#8221;</p>
<p>Ma scherziamo?<br />
Non è grave che Kubrick sia influenzato da Tarantino, che ha esordito copiando con &#8220;Le iene&#8221; tutta l&#8217;impostazione narrativa di &#8220;Rapina a mano armata&#8221;? E perdipiù non è grave che Kubrick imiti i dialoghi testa-coda con questa lentezza esasperante, togliendoli dal frullatore linguistico a schizzo di Tarantino e immettendoli in questo slow motion soporifero?</p>
<p>Io guardo una scena di Arancia meccanica, una qualsiasi.<br />
Picchiano il vecchio ubriacone irlandese. Una scena che nella vita vera mi farebbe orrore, ribrezzo, paura: un vecchio pestato da una gang di giovani teppisti! Perché questa scena mi piace? Perché mi fa godere?<br />
Ecco, anzitutto sento questo: che mi piace. Poi, se voglio spiegare il &#8220;perché&#8221; posso riflettere sul linguaggio, addentrarmi nei rimandi (&#8220;Uomini nello spazio!&#8221; si lamenta il vecchio, e ripensi a 2001), trovare la solita meravigliosa simmetria nascosta nell&#8217;inquadratura (fateci caso: lo zoccolo del marciapiede su cui il vecchio è accasciato è quasi la bisettrice dell&#8217;angolo formato fra il bastone bianco di Alex e il corpo stesso del mendicante), sentire la follia meravigliosa di questo dialogo voltairriano messo dentro una situazione di violenza spaventosa. Posso pensare che Arancia meccanica è una cattedrale costruita con la merda: difficile immaginare una scommessa artistica così grande, fare il Duomo di Milano &#8211; con i suoi ritmi, la sua grandiosità &#8211; senza usare il marmo ma la merda orrenda dello stupro, della violenza, dell&#8217;angoscia! Difficile immaginare una distanza così abissale fra pathos e godimento estetico: ciò che ti farebbe inorridire nella vita vera ti esalta nel sogno del cinema.</p>
<p>Ma, appunto, ti esalta! Ti toglie il fiato!<br />
Non sei costretto a fare il filologo o il musicologo o il filmologo, e spiegare, come mi disse a suo tempo una giovane critica molto brava, che il colore del tappeto del biliardo su cui giocano nel tremendo dialogo del prefinale di EWS richiama quello che si è visto un&#8217;ora e mezza prima nell&#8217;insegna luminosa di nonsoché&#8230; Ma per farmi piacere un film devo stare attento al colore del tappeto del biliardo, e ricordarmi di com&#8217;era il colore del&#8217;insegna luminosa? Cosa sono andato a fare al cinema, un&#8217;esperienza estetica o una puntata del programma di Gerry Scotti?<br />
Stiamo parlando di biliardo: bene, quando in Arancia meccanica Alex viene torturato con la Nona di Beethoven, e nella stanza sottostante i suoi aguzzini sono tutti intorno a un biliardo, e uno di loro in primo piano continua a mettere in buca una palla dopo l&#8217;altra con una precisione assurda, e intanto lo scrittore paralitico ascolta la Nona ed è identico, identico a Beethoven, gli stessi capelli, lo stesso abbigliamento, la stessa ubriachezza dionisiaca nello sguardo &#8211; questa, perdio, non è la locomotiva che mi investe? Non sento una forza immensa sprigionarsi da questa immagine? Devo stare a guardare il colore del tappeto del biliardo, perché magari prima o dopo vorrà dire qualcosa?</p>
<p>Insomma, credo che ci siamo capiti.<br />
Io non voglio &#8220;convincere&#8221; nessuno che EWS è un film che non deve piacergli; ma l&#8217;idea che si possa convincere qualcuno, a forza di analisi (spesso di analisi delle intenzioni, fra l&#8217;altro) che EWS o qualsiasi altra opera d&#8217;arte DEVE piacergli è profondamente sbagliata. Non un errore banale, non un errore che può fare uno sciocco: nessuno sciocco ha scritto, qui.<br />
E&#8217; il tipo di errore che nasce dalla generosità, dalla buona fede, dalla voglia di comunicare un&#8217;emozione&#8230; ma comunicare un&#8217;emozione quando il materiale di partenza, l&#8217;oggetto che dovrebbe irradiarla, ha mancato al suo compito vocazionalmente UNIVERSALE, è impossibile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: vins gallico		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/01/finire-male/#comment-7672</link>

		<dc:creator><![CDATA[vins gallico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=992#comment-7672</guid>

					<description><![CDATA[Io, come Franz, appartengo alla fazione degli estimatori di EWS. Che è un film, a mio avviso, di un bello &quot;opprimente&quot;. Che al cinema mi fece male, mi mise di cattivo umore, mi fece venire dubbi sul senso delle relazioni sentimentali durature. Mi fece sentire molto nudo.
Però capisco pure che il confronto con gli altri film di Kubrick (quelli completati!) possa influenzare il giudizio di valore di un kubrickiano convinto.
Sui dialoghi non so, perché per me Kubrick è sempre stato più immagine che parola...

Ah, per tutti gli ammiratori di Kubrick (forse lo sapete già) e fruitori di voli a basso costo c&#039;è tempo fino all&#039;11 Aprile: Berlino, Martin-Gropius-Bau, mostra sul maestro aperta dal 20 gennaio e grande evento in contemporanea al Festival del Cinema, pare sia bellissima...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io, come Franz, appartengo alla fazione degli estimatori di EWS. Che è un film, a mio avviso, di un bello &#8220;opprimente&#8221;. Che al cinema mi fece male, mi mise di cattivo umore, mi fece venire dubbi sul senso delle relazioni sentimentali durature. Mi fece sentire molto nudo.<br />
Però capisco pure che il confronto con gli altri film di Kubrick (quelli completati!) possa influenzare il giudizio di valore di un kubrickiano convinto.<br />
Sui dialoghi non so, perché per me Kubrick è sempre stato più immagine che parola&#8230;</p>
<p>Ah, per tutti gli ammiratori di Kubrick (forse lo sapete già) e fruitori di voli a basso costo c&#8217;è tempo fino all&#8217;11 Aprile: Berlino, Martin-Gropius-Bau, mostra sul maestro aperta dal 20 gennaio e grande evento in contemporanea al Festival del Cinema, pare sia bellissima&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sara T.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/01/finire-male/#comment-7671</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sara T.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono d&#039;accordo con Raul, naturalmente. Ma posso almeno permettermi di consigliargli il libro di Simone Ciaruffoli (che tra l&#039;altro su nazione indiana ha scritto almeno un paio di volte). Vedrà che lì può trovare spiegazioni sulla coppia Kidman-Cruise, sull&#039;orgia, sulla tirata di fronte al bigliardo (che non è per nulla gratuita), sull&#039;aspetto della psicologia shnitzleriana colto a braccia aperta da Kubrick sopra anche l&#039;amato freud. Tra l&#039;altro, a proposito del titolare del negozio di costumi, potreste proprio chiedere a ciaruffoli a quale punto del film kubrick era ancora vivo, perché in una intervista rilasciata da ciaruffoli, ho saputo che lo stesso ha parlato per molto tempo con la segretaria di kubrick e con l&#039;attore che interpreta il titolare del negozio di costumi, appunto, tant&#039;è che lo ringrazia proprio nel suo libro. Ah, c&#039;è anche un&#039;intervista alla doppiatrice della kidman, nel libro. Che vi consiglio spassionatamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono d&#8217;accordo con Raul, naturalmente. Ma posso almeno permettermi di consigliargli il libro di Simone Ciaruffoli (che tra l&#8217;altro su nazione indiana ha scritto almeno un paio di volte). Vedrà che lì può trovare spiegazioni sulla coppia Kidman-Cruise, sull&#8217;orgia, sulla tirata di fronte al bigliardo (che non è per nulla gratuita), sull&#8217;aspetto della psicologia shnitzleriana colto a braccia aperta da Kubrick sopra anche l&#8217;amato freud. Tra l&#8217;altro, a proposito del titolare del negozio di costumi, potreste proprio chiedere a ciaruffoli a quale punto del film kubrick era ancora vivo, perché in una intervista rilasciata da ciaruffoli, ho saputo che lo stesso ha parlato per molto tempo con la segretaria di kubrick e con l&#8217;attore che interpreta il titolare del negozio di costumi, appunto, tant&#8217;è che lo ringrazia proprio nel suo libro. Ah, c&#8217;è anche un&#8217;intervista alla doppiatrice della kidman, nel libro. Che vi consiglio spassionatamente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/01/finire-male/#comment-7670</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Carissimo Raul, mi avevano detto che tu non ami Eyes Wide Shut; ma non credevo fino a questo punto. Mi permetto di dire la mia  punto per punto su di un film che io, invece, ho amato molto. Da kubrickiano a kubrickiano, da amico a amico. 

1. Sono d’accordo in parte. E’ evidente che in EWS non c’è la famosa simmetria kubrickiana, ma la sceneggiatura non lo prevedeva. Non posso pensare che in 4 anni di lavoro (di cui buona parte di riprese) questa non sia stata una scelta ragionata da Kubrick. Per quanto il film con ogni probabilità non sia stato finito da Kubrick, mi è difficile credere che la mancanza di simmetria sia dovuta se non a una precisa scelta del regista. Ma questo è ovviamente opinabile, come è opinabile il contrario.

2 La fotografia è impeccabile. Il rosa-carne è lievemente sfocato, si, ma per il resto, pur essendo d’accordo col fatto che non vi sono invenzioni particolari, rimango dell’opinione che la fotografia è impeccabile e tutto sommato funzionale al tipo di storia che Kubrick ha voluto raccontare.


3. La recitazione di tutti i film di Kubrick è sopra le righe. La recitazione, nei film di Kubrick  è così; è in molti personaggi  questo tipo di recitazione sopra le righe rasenta, se non abbraccia appassionatamente, il grottesco. Es: tutti i personaggi di Arancia Meccanica, ma qui è facile capirlo. Il capitano Quinn e Lord Lindon nel Barry Lindon. Tutti i personaggi del Dottor Strananore. Quilty, coprotagonista di Lolita. Nei personaggi di Kubrick c’è sempre (in misura variabile) un senso di grottesco, e la loro recitazione, alla fin fine, è questa. Non è mai naturalistica, è sempre forzata, sempre &quot;oltre&quot;. La recitazione dei personaggi di Eyes Wide Shut non fa alcuna differenza rispetto al passato, quindi.

4: La scena in questione è semplicemente funzionale. E’ semplice: La Kidman è ubriaca e il suo attempato e fascinoso corteggiatore la tenta. Questo ci fa capire che qualcosa, nell’ equilibrio della coppia, non funziona. Come forse nella maggior parte delle coppie. E’ un modo per dire agli spettatori: siamo tutti indotti in tentazione, nemmeno la brava mogliettina del bravo medico, dalle tentazioni, ne è immune. E’ un avvertimento, e anche una conferma. La Kidman sfugge agli assalti del corteggiatore (l’attore tedesco Sky Dumont) facendogli vedere la fede che porta al dito. Questa è una scena altamente simbolica: lei non va col corteggiatore soltanto perché è sposata, in realtà; ma il &quot;come lo dice&quot;  (che è sposata) ci fa capire che la sua è una scelta che potrebbe essere anche molto provvisoria. Lo spettatore  viene avvertito del fatto che la donna, prima o poi, potrebbe capitolare con qualcun altro. E infatti la donna non solo ha già capitolato (seppure nel pensiero) desiderando di fuggire anni prima con un ufficiale, ma capitolerà davvero seppure in sogno; e insomma, è sempre questione di attimi, di occasioni.  Infatti, nello stesso preciso momento, Cruise è tentato da due belle ragazze che se lo vogliono fare lì alla festa; anche per lui ci sarà un nulla di fatto perché improvvisamente dovrà andare a soccorrere la prostituta mezza morta nel bagno del padrone di casa. Tutto torna.

5. A Kubrick probabilmente non interessava questo fatto della prestanza fisica. Non mi pare ( esteticamente parlando) che il noleggiatore di costumi sia più bello di Cruise, comunque. Cruise rappresenta in modo egregio un uomo medio, è perfetto per quella parte. (Nicholson sarebbe stato completamente fuori parte, viceversa). Il Fridolin di Schnitzler non era poi così dissimile dal Cruise di Kubrick. A mio modo di vedere anche Cruise recita in quel sopra le righe voluto (tipicamente kubrickiano); e questo lo si nota per tutto il film. E se la cava egregiamente, nonostante non sia un asso della recitazione. Ma è funzionale. Incarna perfettamente il personaggio del giovane borghese medio americano piuttosto insulso e carrierista ma in fondo incapace di fare del vero male. Ripeto: a Kubrick non ha mai interessato una recitazione naturalistica. La recitazione dei personaggi kubrickiani è sempre controllatissima, volutamente innaturale, sopra le righe, spesso grottesca. Kubrick non filmava la realtà, filmava i sentimenti. E i sentimenti, spesso, sono grotteschi. Sono involontariamente comici, anche.

6. Qui sono parzialmente d’accordo. Il film è dilatatissimo, ma anche l’uso dei &quot;dialoghi testa-coda&quot; è funzionale: Kubrick ha tentato, senza riuscirci in pieno, di far dialogare i sentimenti attraverso le parole all’interno di una struttura molto aperta e molto diluita. In ogni caso, Kubrick ebbe a dire che dopo &quot;Pulp fiction&quot; il cinema non sarebbe stato più lo stesso. E’ evidente che il Maestro è stato influenzato da Tarantino. Niente di grave, mi pare.
 

7. E’ strano, perché  quei tre/cinque minuti di racconto del sogno io lo ho giudicati di un’intensità incredibile. Non c’era necessariamente bisogno di fare vedere il sogno. Kubrick non era Fellini, insomma. Kubrick fa vedere il sogno trasformato in realtà (quello di Cruise) e coerentemente non ci fa vedere quello della donna che, appunto, è un sogno vero e proprio che puo’ essere solo rivelato a parole- sempre seguendo l&#039;estetica kubrickiana. Le avventure della donna, poi: sono avventure esclusivamente della mente, del desiderio, che vengono rivelate a parole. Kubrick è riuscito a filmare i sentimenti, i pensieri, come mai prima. E’ riuscito nell’intento di scrivere una pagina di libro usando la macchina da presa. Ha fatto della vera e propria letteratura intimista mediante l’uso della sua straordinaria macchina da cinema. 

8. In effetti la scena dell’orgia poteva essere rappresentata meglio. D’altra parte Schnitzler che cosa ha rappresentato? Più che di effetti ridicoli – parlando del cerimoniale – io parlerei di effetti grotteschi. Il sesso di gruppo viene visto in maniera  mortifera e grottesca; Kubrick è volutamente sopra le righe anche qui; coerentemente, come sempre.

9. Il dialogo fra il medico e il suo amico nel prefinale a parer mio è eccellente. In realtà, a mio avviso, Kubrick ci fa credere per un po’ di volerci spiegare cio’ che invece è inspiegabile. Infatti Sidney Pollack (l’amico ricco e potente) a un dato punto parla di &quot;sciarada&quot;. Inspiegabile perché questo non è un giallo, e a Kubrick non interessa darci delle sicurezze, non interessa mettere insieme i pezzi del puzzle, anzi. Sa benissimo che non c’è soluzione. E non vuole farci nemmeno la morale. O meglio: a Kubrick interessa rappresentare cinematograficamente le contraddizioni di cui sono pieni i rapporti umani. La strizzata d’occhi del noleggiatore di costumi fa parte del modo grottesco e sopra le righe di cui ho già parlato. Non ci vedo nulla di volgare. Semmai di cinico. 
 
10. New York viene rappresentata in modo funzionale alla storia. Qualche angolo di strada ricostruito in studio. Perfetto. Kubrick è tornato a filmare New York da un’altra parte. Il realismo a lui non interessava. E poi, dato che la storia è si astratta (ma solo nel senso che si filmano i sentimenti più che le azioni) lo scenario spoglio di una NY ricostruita in studio a Londra è, anch’essa, coerente. Funzionale.

11. Anche qui non sono d’accordo: il cameo di Nicole e Tom che si baciano vale quasi quanto quello di Lolita che lecca il lollypop. Nicole e Tom si baciano davanti a uno specchio: la donna guarda allo specchio, l’uomo no. In quei pochi fotogrammi c’è tutta l’inquietidine, la precarietà, l’effettiva solitudine di una coppia che la donna interpreta e comprende meglio dell’uomo, come sempre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Raul, mi avevano detto che tu non ami Eyes Wide Shut; ma non credevo fino a questo punto. Mi permetto di dire la mia  punto per punto su di un film che io, invece, ho amato molto. Da kubrickiano a kubrickiano, da amico a amico. </p>
<p>1. Sono d’accordo in parte. E’ evidente che in EWS non c’è la famosa simmetria kubrickiana, ma la sceneggiatura non lo prevedeva. Non posso pensare che in 4 anni di lavoro (di cui buona parte di riprese) questa non sia stata una scelta ragionata da Kubrick. Per quanto il film con ogni probabilità non sia stato finito da Kubrick, mi è difficile credere che la mancanza di simmetria sia dovuta se non a una precisa scelta del regista. Ma questo è ovviamente opinabile, come è opinabile il contrario.</p>
<p>2 La fotografia è impeccabile. Il rosa-carne è lievemente sfocato, si, ma per il resto, pur essendo d’accordo col fatto che non vi sono invenzioni particolari, rimango dell’opinione che la fotografia è impeccabile e tutto sommato funzionale al tipo di storia che Kubrick ha voluto raccontare.</p>
<p>3. La recitazione di tutti i film di Kubrick è sopra le righe. La recitazione, nei film di Kubrick  è così; è in molti personaggi  questo tipo di recitazione sopra le righe rasenta, se non abbraccia appassionatamente, il grottesco. Es: tutti i personaggi di Arancia Meccanica, ma qui è facile capirlo. Il capitano Quinn e Lord Lindon nel Barry Lindon. Tutti i personaggi del Dottor Strananore. Quilty, coprotagonista di Lolita. Nei personaggi di Kubrick c’è sempre (in misura variabile) un senso di grottesco, e la loro recitazione, alla fin fine, è questa. Non è mai naturalistica, è sempre forzata, sempre &#8220;oltre&#8221;. La recitazione dei personaggi di Eyes Wide Shut non fa alcuna differenza rispetto al passato, quindi.</p>
<p>4: La scena in questione è semplicemente funzionale. E’ semplice: La Kidman è ubriaca e il suo attempato e fascinoso corteggiatore la tenta. Questo ci fa capire che qualcosa, nell’ equilibrio della coppia, non funziona. Come forse nella maggior parte delle coppie. E’ un modo per dire agli spettatori: siamo tutti indotti in tentazione, nemmeno la brava mogliettina del bravo medico, dalle tentazioni, ne è immune. E’ un avvertimento, e anche una conferma. La Kidman sfugge agli assalti del corteggiatore (l’attore tedesco Sky Dumont) facendogli vedere la fede che porta al dito. Questa è una scena altamente simbolica: lei non va col corteggiatore soltanto perché è sposata, in realtà; ma il &#8220;come lo dice&#8221;  (che è sposata) ci fa capire che la sua è una scelta che potrebbe essere anche molto provvisoria. Lo spettatore  viene avvertito del fatto che la donna, prima o poi, potrebbe capitolare con qualcun altro. E infatti la donna non solo ha già capitolato (seppure nel pensiero) desiderando di fuggire anni prima con un ufficiale, ma capitolerà davvero seppure in sogno; e insomma, è sempre questione di attimi, di occasioni.  Infatti, nello stesso preciso momento, Cruise è tentato da due belle ragazze che se lo vogliono fare lì alla festa; anche per lui ci sarà un nulla di fatto perché improvvisamente dovrà andare a soccorrere la prostituta mezza morta nel bagno del padrone di casa. Tutto torna.</p>
<p>5. A Kubrick probabilmente non interessava questo fatto della prestanza fisica. Non mi pare ( esteticamente parlando) che il noleggiatore di costumi sia più bello di Cruise, comunque. Cruise rappresenta in modo egregio un uomo medio, è perfetto per quella parte. (Nicholson sarebbe stato completamente fuori parte, viceversa). Il Fridolin di Schnitzler non era poi così dissimile dal Cruise di Kubrick. A mio modo di vedere anche Cruise recita in quel sopra le righe voluto (tipicamente kubrickiano); e questo lo si nota per tutto il film. E se la cava egregiamente, nonostante non sia un asso della recitazione. Ma è funzionale. Incarna perfettamente il personaggio del giovane borghese medio americano piuttosto insulso e carrierista ma in fondo incapace di fare del vero male. Ripeto: a Kubrick non ha mai interessato una recitazione naturalistica. La recitazione dei personaggi kubrickiani è sempre controllatissima, volutamente innaturale, sopra le righe, spesso grottesca. Kubrick non filmava la realtà, filmava i sentimenti. E i sentimenti, spesso, sono grotteschi. Sono involontariamente comici, anche.</p>
<p>6. Qui sono parzialmente d’accordo. Il film è dilatatissimo, ma anche l’uso dei &#8220;dialoghi testa-coda&#8221; è funzionale: Kubrick ha tentato, senza riuscirci in pieno, di far dialogare i sentimenti attraverso le parole all’interno di una struttura molto aperta e molto diluita. In ogni caso, Kubrick ebbe a dire che dopo &#8220;Pulp fiction&#8221; il cinema non sarebbe stato più lo stesso. E’ evidente che il Maestro è stato influenzato da Tarantino. Niente di grave, mi pare.</p>
<p>7. E’ strano, perché  quei tre/cinque minuti di racconto del sogno io lo ho giudicati di un’intensità incredibile. Non c’era necessariamente bisogno di fare vedere il sogno. Kubrick non era Fellini, insomma. Kubrick fa vedere il sogno trasformato in realtà (quello di Cruise) e coerentemente non ci fa vedere quello della donna che, appunto, è un sogno vero e proprio che puo’ essere solo rivelato a parole- sempre seguendo l&#8217;estetica kubrickiana. Le avventure della donna, poi: sono avventure esclusivamente della mente, del desiderio, che vengono rivelate a parole. Kubrick è riuscito a filmare i sentimenti, i pensieri, come mai prima. E’ riuscito nell’intento di scrivere una pagina di libro usando la macchina da presa. Ha fatto della vera e propria letteratura intimista mediante l’uso della sua straordinaria macchina da cinema. </p>
<p>8. In effetti la scena dell’orgia poteva essere rappresentata meglio. D’altra parte Schnitzler che cosa ha rappresentato? Più che di effetti ridicoli – parlando del cerimoniale – io parlerei di effetti grotteschi. Il sesso di gruppo viene visto in maniera  mortifera e grottesca; Kubrick è volutamente sopra le righe anche qui; coerentemente, come sempre.</p>
<p>9. Il dialogo fra il medico e il suo amico nel prefinale a parer mio è eccellente. In realtà, a mio avviso, Kubrick ci fa credere per un po’ di volerci spiegare cio’ che invece è inspiegabile. Infatti Sidney Pollack (l’amico ricco e potente) a un dato punto parla di &#8220;sciarada&#8221;. Inspiegabile perché questo non è un giallo, e a Kubrick non interessa darci delle sicurezze, non interessa mettere insieme i pezzi del puzzle, anzi. Sa benissimo che non c’è soluzione. E non vuole farci nemmeno la morale. O meglio: a Kubrick interessa rappresentare cinematograficamente le contraddizioni di cui sono pieni i rapporti umani. La strizzata d’occhi del noleggiatore di costumi fa parte del modo grottesco e sopra le righe di cui ho già parlato. Non ci vedo nulla di volgare. Semmai di cinico. </p>
<p>10. New York viene rappresentata in modo funzionale alla storia. Qualche angolo di strada ricostruito in studio. Perfetto. Kubrick è tornato a filmare New York da un’altra parte. Il realismo a lui non interessava. E poi, dato che la storia è si astratta (ma solo nel senso che si filmano i sentimenti più che le azioni) lo scenario spoglio di una NY ricostruita in studio a Londra è, anch’essa, coerente. Funzionale.</p>
<p>11. Anche qui non sono d’accordo: il cameo di Nicole e Tom che si baciano vale quasi quanto quello di Lolita che lecca il lollypop. Nicole e Tom si baciano davanti a uno specchio: la donna guarda allo specchio, l’uomo no. In quei pochi fotogrammi c’è tutta l’inquietidine, la precarietà, l’effettiva solitudine di una coppia che la donna interpreta e comprende meglio dell’uomo, come sempre.</p>
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