<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Tema dell&#8217;addio	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 06 Feb 2007 15:59:38 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Valentina Calista		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/#comment-60638</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valentina Calista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 15:59:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1015#comment-60638</guid>

					<description><![CDATA[Snaturata
del principio d’ogni amore,
legata alla porta dell’abbandono
è fragile tempo d’inchini,
spettacolo di drammi perfetti
e visi dipinti d’incoscienza,
il tuo emergere in arroganza
è precipizio di vuoto intorno.

***





Non ha cuore la bellezza
e te non sai di lei, gentile,
camminante su rami di sogno

ad attirare desideri e incanti,
contemplazione di visi antichi
e bianchi come la natura,

liquidi come l’estasi sul mio sorriso,
ed il suo che tramanda estasi,
viscere d’ incanto e sublimità.

Non posso adeguarmi al dolore
che da sempre l’amore
è come quadro d’impossibile capacità.

Lo sguardo è sciolto e mi duole
questo vedere e bere senza pace,
trascurando altro amore per distrazione,
ma di colpa non mia ti dipingo
perché da te chiusa la porta è rimasta.

Ora l’inganno sa brillare, allodole
allo specchio di beffarde illusioni.
Sembra che pur non sai piangermi,
in altri cieli è la mia estinzione,
canti, parole estreme e i gesti tutti.

Dopo la strada la casa è triste
malinconia vestita a ricordo,
anni sono stati insoliti e bruni, sete
e senza bere da fonti pulite ero

come la foschia di un novembre
o grappolo d’uva acerba e verde,
senza dolcezza nel succo del cuore,
neanche te sapevo all’ombra desiderosa.

Dopo il sole ci ha colpiti, uniti, mangiati
e spogliati di foglie a coprire paure.
Noi, così, alberi d’intrecci elevati,
l’amore era gioco eterno, vicino, sano.

Richiama la mia vista a te, copriti d’oro
da vedere lucentezza acclamare
senza buio inutile da temere terreno.

Dove sei quando ti chiamo triste silenzio
dentro la capanna di memoria lontana?


Sui muri gli occhi impressi, dolomiti
d’emotive incertezze, valanghe di rabbia
dopo l’addio celeste di un’amica, sola
scomparsa nella pace di un verso,
contemplazione di molti mari vissuti.

Piogge acide a corrodere lacrime dolci
preparando attese d’inerzia propagata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Snaturata<br />
del principio d’ogni amore,<br />
legata alla porta dell’abbandono<br />
è fragile tempo d’inchini,<br />
spettacolo di drammi perfetti<br />
e visi dipinti d’incoscienza,<br />
il tuo emergere in arroganza<br />
è precipizio di vuoto intorno.</p>
<p>***</p>
<p>Non ha cuore la bellezza<br />
e te non sai di lei, gentile,<br />
camminante su rami di sogno</p>
<p>ad attirare desideri e incanti,<br />
contemplazione di visi antichi<br />
e bianchi come la natura,</p>
<p>liquidi come l’estasi sul mio sorriso,<br />
ed il suo che tramanda estasi,<br />
viscere d’ incanto e sublimità.</p>
<p>Non posso adeguarmi al dolore<br />
che da sempre l’amore<br />
è come quadro d’impossibile capacità.</p>
<p>Lo sguardo è sciolto e mi duole<br />
questo vedere e bere senza pace,<br />
trascurando altro amore per distrazione,<br />
ma di colpa non mia ti dipingo<br />
perché da te chiusa la porta è rimasta.</p>
<p>Ora l’inganno sa brillare, allodole<br />
allo specchio di beffarde illusioni.<br />
Sembra che pur non sai piangermi,<br />
in altri cieli è la mia estinzione,<br />
canti, parole estreme e i gesti tutti.</p>
<p>Dopo la strada la casa è triste<br />
malinconia vestita a ricordo,<br />
anni sono stati insoliti e bruni, sete<br />
e senza bere da fonti pulite ero</p>
<p>come la foschia di un novembre<br />
o grappolo d’uva acerba e verde,<br />
senza dolcezza nel succo del cuore,<br />
neanche te sapevo all’ombra desiderosa.</p>
<p>Dopo il sole ci ha colpiti, uniti, mangiati<br />
e spogliati di foglie a coprire paure.<br />
Noi, così, alberi d’intrecci elevati,<br />
l’amore era gioco eterno, vicino, sano.</p>
<p>Richiama la mia vista a te, copriti d’oro<br />
da vedere lucentezza acclamare<br />
senza buio inutile da temere terreno.</p>
<p>Dove sei quando ti chiamo triste silenzio<br />
dentro la capanna di memoria lontana?</p>
<p>Sui muri gli occhi impressi, dolomiti<br />
d’emotive incertezze, valanghe di rabbia<br />
dopo l’addio celeste di un’amica, sola<br />
scomparsa nella pace di un verso,<br />
contemplazione di molti mari vissuti.</p>
<p>Piogge acide a corrodere lacrime dolci<br />
preparando attese d’inerzia propagata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valentina Calista		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/#comment-60637</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valentina Calista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 15:56:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1015#comment-60637</guid>

					<description><![CDATA[***
L’amore esaurisce, tutto.
Perla nella sabbia e rogo
di condanna al sentimento,
il mare e l’inferno.

Eri mare, amore, quando
dal tuo viso luce rischiarava
e ti osservavo felice,
del mio cuore estasiata,
dopo tempo riemersa.
La solitudine era sparita
dietro le nostre ombre attorcigliate.

L’amore di nascosto,
l’eleganza del suo prezzo
che sottile attaglia i cuori
dal desiderio di libertà.

***

È il profumo
l’aroma 
del tuo cercare,
volere
me
che non sai
guardare
come normale
profumo d’estate,
problema,
sono io.
Le foglie circolari
sul girotondo del cadere,
alberi nudi, come te
quando ti osservo
e rosso pesco è il tuo viso.









***




Chiamami,
se decidi che il tempo
potrà rinascere in amore.
Così, è breve la pioggia,
similitudine di cuore,
spazio nell’incantesimo.
I viaggi sono vento e tepore,
magma di volontà,
il vivere oggi è con te prezioso.
Ogni passo è su strada tua presenza,
alberi dove posso sognare,
prati da ascoltare in fiore,
mani aperte al calare della sera.
Sull’uscio notturno sei quiete
a calmare turbini d’impossibilità.

***

Sei ingiusto,
nell’irrazionale mia mezzora di dolore
mi prevarichi nel sentire
e mi detesti così forte che io piango.
L’aria tagliata dal tuo grido
è terrore sul decifrare parole.
Tu, atomo e galassia del Nulla,
dal Tutto dell’umanità rinasci ogni giorno,
e ogni notte mi disperi con i tuoi silenzi
del tuo proliferare errando in spazi indefiniti.
Oggi sono parole inusuali e prede di dolore
che usufruiscono dell’ottimismo
così radicato nel mio cantare
che di stanchezza ora s’inizia a parlare.

***

Non sono nata in questa città
eppure il suo ventre è per me la casa.
Dapprima furono amore e pace
poi l’eterna lotta del cercare,
che sia vana la mia volontà
io resisto al precipitare del tempo
e alla noia, puttana della mia tristezza.
È così che cerco l’orizzonte velato
quando il sole s’inchina alle bugie del giorno.
Cosa sapere del tormento
posato come piombo sul petto?
Non dimenticate l’umana tensione
che detesta vanità di esasperazione.



***

Dio creatore delle mie disfatte misure
agisci in lontananza posando 
l’ incudine al mio petto di vergogna.
E sono nulla al crearsi del giorno
sopita nella verticale volontà
di alberi risoluti nel vigore
verso il cielo in discrepanza
con la mia nuova e tenera usanza.


***


Non sorrido
quando la notte è piegata al mio cammino:
di cera e disincanti la tua piccola mano.
Mi capirai quando sola
tornerò nel ventre della condanna matura
di tutto ciò che il vento ha trasportato oltre
lungo l’amarezza e i canti dell’amor terreno
dove Orfeo è morto saturo di luce
ed Euridice divenne la croce più alta del Sinai.
Aspetta che le mie braccia diventino rami
a trascinare le paure sgozzate dall’odio
fuori questo territorio dove non c’è limite,
libertà di dannazione e vendetta, cosa aspetti
supremo grido che pietrifica il tempo, l’armonia,
così salvata dal mio ancestrale annusare altrove.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>***<br />
L’amore esaurisce, tutto.<br />
Perla nella sabbia e rogo<br />
di condanna al sentimento,<br />
il mare e l’inferno.</p>
<p>Eri mare, amore, quando<br />
dal tuo viso luce rischiarava<br />
e ti osservavo felice,<br />
del mio cuore estasiata,<br />
dopo tempo riemersa.<br />
La solitudine era sparita<br />
dietro le nostre ombre attorcigliate.</p>
<p>L’amore di nascosto,<br />
l’eleganza del suo prezzo<br />
che sottile attaglia i cuori<br />
dal desiderio di libertà.</p>
<p>***</p>
<p>È il profumo<br />
l’aroma<br />
del tuo cercare,<br />
volere<br />
me<br />
che non sai<br />
guardare<br />
come normale<br />
profumo d’estate,<br />
problema,<br />
sono io.<br />
Le foglie circolari<br />
sul girotondo del cadere,<br />
alberi nudi, come te<br />
quando ti osservo<br />
e rosso pesco è il tuo viso.</p>
<p>***</p>
<p>Chiamami,<br />
se decidi che il tempo<br />
potrà rinascere in amore.<br />
Così, è breve la pioggia,<br />
similitudine di cuore,<br />
spazio nell’incantesimo.<br />
I viaggi sono vento e tepore,<br />
magma di volontà,<br />
il vivere oggi è con te prezioso.<br />
Ogni passo è su strada tua presenza,<br />
alberi dove posso sognare,<br />
prati da ascoltare in fiore,<br />
mani aperte al calare della sera.<br />
Sull’uscio notturno sei quiete<br />
a calmare turbini d’impossibilità.</p>
<p>***</p>
<p>Sei ingiusto,<br />
nell’irrazionale mia mezzora di dolore<br />
mi prevarichi nel sentire<br />
e mi detesti così forte che io piango.<br />
L’aria tagliata dal tuo grido<br />
è terrore sul decifrare parole.<br />
Tu, atomo e galassia del Nulla,<br />
dal Tutto dell’umanità rinasci ogni giorno,<br />
e ogni notte mi disperi con i tuoi silenzi<br />
del tuo proliferare errando in spazi indefiniti.<br />
Oggi sono parole inusuali e prede di dolore<br />
che usufruiscono dell’ottimismo<br />
così radicato nel mio cantare<br />
che di stanchezza ora s’inizia a parlare.</p>
<p>***</p>
<p>Non sono nata in questa città<br />
eppure il suo ventre è per me la casa.<br />
Dapprima furono amore e pace<br />
poi l’eterna lotta del cercare,<br />
che sia vana la mia volontà<br />
io resisto al precipitare del tempo<br />
e alla noia, puttana della mia tristezza.<br />
È così che cerco l’orizzonte velato<br />
quando il sole s’inchina alle bugie del giorno.<br />
Cosa sapere del tormento<br />
posato come piombo sul petto?<br />
Non dimenticate l’umana tensione<br />
che detesta vanità di esasperazione.</p>
<p>***</p>
<p>Dio creatore delle mie disfatte misure<br />
agisci in lontananza posando<br />
l’ incudine al mio petto di vergogna.<br />
E sono nulla al crearsi del giorno<br />
sopita nella verticale volontà<br />
di alberi risoluti nel vigore<br />
verso il cielo in discrepanza<br />
con la mia nuova e tenera usanza.</p>
<p>***</p>
<p>Non sorrido<br />
quando la notte è piegata al mio cammino:<br />
di cera e disincanti la tua piccola mano.<br />
Mi capirai quando sola<br />
tornerò nel ventre della condanna matura<br />
di tutto ciò che il vento ha trasportato oltre<br />
lungo l’amarezza e i canti dell’amor terreno<br />
dove Orfeo è morto saturo di luce<br />
ed Euridice divenne la croce più alta del Sinai.<br />
Aspetta che le mie braccia diventino rami<br />
a trascinare le paure sgozzate dall’odio<br />
fuori questo territorio dove non c’è limite,<br />
libertà di dannazione e vendetta, cosa aspetti<br />
supremo grido che pietrifica il tempo, l’armonia,<br />
così salvata dal mio ancestrale annusare altrove.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gabriella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/#comment-7984</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1015#comment-7984</guid>

					<description><![CDATA[Questa raccolta è un capolavoro, il raccontare il corpo femminile straziato, mutilato, il senso della perdita, emozioni, dolore, ma anche momenti di luce...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa raccolta è un capolavoro, il raccontare il corpo femminile straziato, mutilato, il senso della perdita, emozioni, dolore, ma anche momenti di luce&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: piero sorrentino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/#comment-7983</link>

		<dc:creator><![CDATA[piero sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1015#comment-7983</guid>

					<description><![CDATA[Grazie a Nove.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Nove.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/#comment-7982</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1015#comment-7982</guid>

					<description><![CDATA[Hai fatto strabene, Gabri, ad aver postato questa poesia (anche con la divisone sbagliata, involontaria). Mettiamone altre, un po&#039; alla volta. Visto che stavolta non l&#039;ha detto il Genna, lo dico io: capolavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai fatto strabene, Gabri, ad aver postato questa poesia (anche con la divisone sbagliata, involontaria). Mettiamone altre, un po&#8217; alla volta. Visto che stavolta non l&#8217;ha detto il Genna, lo dico io: capolavoro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: davide racca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/#comment-7981</link>

		<dc:creator><![CDATA[davide racca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1015#comment-7981</guid>

					<description><![CDATA[non canto: incanto. le parole corrono sul filo irregolare di una metafisica perfetta. eremita da strada. non ha nulla di italiano mi sembra... inglese, inglese mi pare molto di più. forse ted hughes?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non canto: incanto. le parole corrono sul filo irregolare di una metafisica perfetta. eremita da strada. non ha nulla di italiano mi sembra&#8230; inglese, inglese mi pare molto di più. forse ted hughes?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Raul Montanari		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/#comment-7980</link>

		<dc:creator><![CDATA[Raul Montanari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1015#comment-7980</guid>

					<description><![CDATA[Non provo neanche ad azzardare un&#039;analisi. Posso solo testimoniare che siamo veramente in tanti, da vent&#039;anni in qua, a pensare che Milo possa tranquillamente gareggiare al titolo di più grande poeta che abbiamo in Italia. La gara è stupida e per fortuna nessuno si sogna di farla, almeno spero; ma lui sarebbe nella cinquina finale, senza fatica.
La buffa e rocambolesca frequentazione di un paio d&#039;anni, prima del suo trasferimento a Roma per il matrimonio con Giovanna, è una delle pagine più belle della mia vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non provo neanche ad azzardare un&#8217;analisi. Posso solo testimoniare che siamo veramente in tanti, da vent&#8217;anni in qua, a pensare che Milo possa tranquillamente gareggiare al titolo di più grande poeta che abbiamo in Italia. La gara è stupida e per fortuna nessuno si sogna di farla, almeno spero; ma lui sarebbe nella cinquina finale, senza fatica.<br />
La buffa e rocambolesca frequentazione di un paio d&#8217;anni, prima del suo trasferimento a Roma per il matrimonio con Giovanna, è una delle pagine più belle della mia vita.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe genna		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/#comment-7979</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe genna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1015#comment-7979</guid>

					<description><![CDATA[Nella ripetizione è il senso di ogni mantra, la sua prosodia è funzionale a livelli che non sono quelli della letteratura, per come laicamente è intesa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella ripetizione è il senso di ogni mantra, la sua prosodia è funzionale a livelli che non sono quelli della letteratura, per come laicamente è intesa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/#comment-7978</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1015#comment-7978</guid>

					<description><![CDATA[Mi scuso con l&#039;autore e i lettori per aver sbagliato a postare: la prima poesia è un corpo unico, nel metterla in rete si è divisa in due strofe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso con l&#8217;autore e i lettori per aver sbagliato a postare: la prima poesia è un corpo unico, nel metterla in rete si è divisa in due strofe.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: aldo nove		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/03/10/tema-delladdio/#comment-7977</link>

		<dc:creator><![CDATA[aldo nove]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1015#comment-7977</guid>

					<description><![CDATA[Uno dei più grandi maestri del secondo Novecento è ancora qui, pregno di sé, della sua capacità unica di modulare il respiro (&quot;Poesia può essere una svolta del respiro&quot;, Paul Celan&quot;) e con la quella sintassi spezzata dissolta in un lessico a metà tra sulime e suburbano. Milo De Angelis è un genio. Un classico. ma nei versi di questo libro, come da parecchi anni a questa parte, ripete se stesso. Non so cosa voglia dire. Non è neppure un giudizio. E&#039; una constatazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei più grandi maestri del secondo Novecento è ancora qui, pregno di sé, della sua capacità unica di modulare il respiro (&#8220;Poesia può essere una svolta del respiro&#8221;, Paul Celan&#8221;) e con la quella sintassi spezzata dissolta in un lessico a metà tra sulime e suburbano. Milo De Angelis è un genio. Un classico. ma nei versi di questo libro, come da parecchi anni a questa parte, ripete se stesso. Non so cosa voglia dire. Non è neppure un giudizio. E&#8217; una constatazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 19:26:22 by W3 Total Cache
-->