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	Commenti a: Marginalità &#038; Non Rinuncia	</title>
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		<title>
		Di: Shit		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Shit]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2005 08:56:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di queste mosche escrementizie, ne ho le palle piene! Ma chi è questo mosca, maurizio mosca? Vista la complessità dei concetti, direi di sì!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di queste mosche escrementizie, ne ho le palle piene! Ma chi è questo mosca, maurizio mosca? Vista la complessità dei concetti, direi di sì!</p>
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		<title>
		Di: la mosca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[la mosca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Che grande cosa sarebbe trovare ai primissimi posti tra i libri più letti della settimana un titolo di Moresco, Scarpa, Mari, Montesano, Voltolini…&quot; 
Bene, ecco il leccaculo number one!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Che grande cosa sarebbe trovare ai primissimi posti tra i libri più letti della settimana un titolo di Moresco, Scarpa, Mari, Montesano, Voltolini…&#8221;<br />
Bene, ecco il leccaculo number one!</p>
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		<title>
		Di: un fake di angelini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[un fake di angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche le file.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche le file.</p>
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		Di: marco alderano rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/04/14/marginalita-non-rinuncia/#comment-9303</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco alderano rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sinceramente, non so a chi dar ragione. Nel merito - ma prima di tutto nella Stimmung - mi sento con Moresco toto corde. Così come a suo tempo mi sono sentito d’accordo con l’intervento della Benedetti che scatenò tutto l’ormai mitico dibattito. Credo che oggi la letteratura, come ogni visionario, sia necessariamente ai margini. Che questa marginalità non vada accettata. Ma anche che si dovrebbe far leva proprio su questa marginalità (o &#039;minorità&#039;, nel senso notato in qualche commento). L&#039;apologo di Scarpa sulla volpe e l&#039;uva è magistrale.

Però direi alla Benedetti che, in questo caso, trovo il suo tono viziato da un certo moralismo. Il fatto che tu sia stata attaccata in passato, chetu  abbia subito le vicissitudini che ben conosciamo – non mi pare che giustifichi il tono con cui ti sei è rivolta a Caliceti. Non sono d’accordo con lui, ma pure è una persona che fa, che agisce, che produce. Non merita, credo, di essere indicato come nemico.

Perdonami se adesso mi riferisco qui al mio particolare, ma lo faccio perché penso che le cose siano più complesse delle semplificazioni che a volte – tutti quanti – tendiamo a fare. Ché il mondo non è in bianco e nero. Tu parli di urgenza, di marginalità rispetto a un circuito letterario soffocante. Lo penso anch’io. La mia attività artistica principale, al momento, è musicale. E anche lì le cose stanno così. Siamo sicuri di fare davvero tutto ogni volta per cambiare le cose? Io non lo so. Tu lo sai? Ad esempio, io ti ho mandato due mail chiedendoti se potevo sottoporti il mio romanzo. Te lo chiedevo per la stima che nutro nei tuoi confronti, per quello che scrivi. Evidentemente non lo facevo per avere uno sbocco editoriale, ma per avere un parere di una persona che stimo. Non ho mai ricevuto risposta. Sono condannato a restare marginale anche per i marginali, evidentemente… Scrivo questo, cara Carla, non perché tu mi debba qualcosa – anzi, io ti ho invaso la casella postale. Lo scrivo invece perché ognuno di noi potrebbe fare delle cose che invece non fa, e fa cose che non dovrebbe fare – me compreso. E non mi pare giusto che un Caliceti diventi il capro espiatorio di un serrate le fila. Le fila dovrebbero essere già serrate. Con immutata stima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sinceramente, non so a chi dar ragione. Nel merito &#8211; ma prima di tutto nella Stimmung &#8211; mi sento con Moresco toto corde. Così come a suo tempo mi sono sentito d’accordo con l’intervento della Benedetti che scatenò tutto l’ormai mitico dibattito. Credo che oggi la letteratura, come ogni visionario, sia necessariamente ai margini. Che questa marginalità non vada accettata. Ma anche che si dovrebbe far leva proprio su questa marginalità (o &#8216;minorità&#8217;, nel senso notato in qualche commento). L&#8217;apologo di Scarpa sulla volpe e l&#8217;uva è magistrale.</p>
<p>Però direi alla Benedetti che, in questo caso, trovo il suo tono viziato da un certo moralismo. Il fatto che tu sia stata attaccata in passato, chetu  abbia subito le vicissitudini che ben conosciamo – non mi pare che giustifichi il tono con cui ti sei è rivolta a Caliceti. Non sono d’accordo con lui, ma pure è una persona che fa, che agisce, che produce. Non merita, credo, di essere indicato come nemico.</p>
<p>Perdonami se adesso mi riferisco qui al mio particolare, ma lo faccio perché penso che le cose siano più complesse delle semplificazioni che a volte – tutti quanti – tendiamo a fare. Ché il mondo non è in bianco e nero. Tu parli di urgenza, di marginalità rispetto a un circuito letterario soffocante. Lo penso anch’io. La mia attività artistica principale, al momento, è musicale. E anche lì le cose stanno così. Siamo sicuri di fare davvero tutto ogni volta per cambiare le cose? Io non lo so. Tu lo sai? Ad esempio, io ti ho mandato due mail chiedendoti se potevo sottoporti il mio romanzo. Te lo chiedevo per la stima che nutro nei tuoi confronti, per quello che scrivi. Evidentemente non lo facevo per avere uno sbocco editoriale, ma per avere un parere di una persona che stimo. Non ho mai ricevuto risposta. Sono condannato a restare marginale anche per i marginali, evidentemente… Scrivo questo, cara Carla, non perché tu mi debba qualcosa – anzi, io ti ho invaso la casella postale. Lo scrivo invece perché ognuno di noi potrebbe fare delle cose che invece non fa, e fa cose che non dovrebbe fare – me compreso. E non mi pare giusto che un Caliceti diventi il capro espiatorio di un serrate le fila. Le fila dovrebbero essere già serrate. Con immutata stima.</p>
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		<title>
		Di: elio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/04/14/marginalita-non-rinuncia/#comment-9302</link>

		<dc:creator><![CDATA[elio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&gt;Che grande cosa sarebbe trovare ai primissimi posti tra i libri più letti della settimana un titolo di Moresco, Scarpa, Mari, Montesano, Voltolini

I have a dream!!!
Questo sì che è volare alto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>>Che grande cosa sarebbe trovare ai primissimi posti tra i libri più letti della settimana un titolo di Moresco, Scarpa, Mari, Montesano, Voltolini</p>
<p>I have a dream!!!<br />
Questo sì che è volare alto.</p>
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		<title>
		Di: Pietro Vizpara		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/04/14/marginalita-non-rinuncia/#comment-9301</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pietro Vizpara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Appurato che il problema - la restaurazione - esiste ed è il solo punto su cui siamo tutti d’accordo, perchè non spostare la questione su un&#039;altra dimensione. Ovvero:
Che fare?
Ho notato che qualucuno (andrea carraro, per esempio) non si è limitato a fare una diagnosi della situazione, ma si è spinto oltre, proponendo una soluzione.

Dobbiamo stoicamente accettare l’attuale stagione culturale di restaurazione o rivoltarci contro di essa con i soli mezzi di cui disponiamo, ovvero la forza della nostra insofferenza, del nostro insopprimibile bisogno di sentirci liberi dalle contingenze storiche attuali, per muoverci in una prospettiva di letteratura che sfonda le coordinate sociali, economiche e politiche all’interno delle quali è meschinamente ghettizzata?
Personalmente, io non sto dalla parte degli stoici.
Sono per rispondere alla restaurazione con una insubordinazione barbara e radicale.

Una insubordinazione barbara. 
Per dirla con le parole del vocabolario, come connotazione “data dai Greci e dai Romani a chi non apparteneva alla loro stirpe e civiltà.” 
Dato che la letteratura cosiddetta di consumo è considerata la sola degna di nota per il Grande Pubblico e per la Grande Editoria, se un marziano potesse gettare uno sguardo globale sulla situazione della letteratura italiana, cosa vedrebbe? Molto probabilmente questo: un folto gruppo di Scrittori&amp;Editori che determinano la visione della letteratura italiana a livello nazionale e uno altrettanto folto ma decisamente sommerso e pressappoco invisibile che fa della letteratura una urgenza e una forza inconciliabile con i requisiti e i dettami imposti dal primo gruppo. 
Quindi cosa resta da fare a chi viene considerato “altro” rispetto alla letteratura cosiddetta di consumo? 
Io dico che la cosa migliore è affermare la propria barbarità rispetto al panorama letterario italiano.
 Con baldanza e spavalderia.
 Affermarla continuando a scrivere opere che non guardano in faccia la politica editoriale vigente secondo la quale Successo = Qualità: opere che non sono né mimesi sociale né narcisismi fini a se stessi e che non sono necessariamente legate a un particolare domanda del mercato editoriale ma una singola urgenza dello scrittore, per una scrittura che sia padrona di sé stessa e slegata da logiche commerciali e tantomeno di quadretto d’epoca buono solo per chi della letteratura si accontenta della divisione in scompartimenti di genere. 

    Una insubordinazione radicale.
Poiché se davvero ci ripugna l’attuale panorama letterario italiano, non ci resta che compiere delle scelte. 
Sconfinando nel paradosso, ne propongo alcune: infoltire l’attività e la presenza all’interno di quegli spazi contaminati e barbari dai quali raggiungere il pubblico e coinvolgerlo (per esempio: il Teatro I,  certa radio, la Fiera del libro di Torino e il Festival di letteratura di Mantova, ecc. sono sicuramente spazi espressivi di grande forza); tentare la strada dell’invasione di spazi commerciali come il cinema o la televisione, allo scopo di provocare sconquasso all’interno (credete che Ammaniti avrebbe mai raggiunto il Grande Pubblico senza la trasposizione cinematografica di &quot;Io non ho paura&quot; operata da Salvatores? Io dico di no, per quanto ammiri Ammaniti e il suo romanzo); scrivere in un’altra lingua (rivolgendosi quindi ad altri Lettori e Critici). 
Al momento non mi viene in mente altro.

Infine, un azzardo.
Non credo che la Letteratura potrà mai raggiungere la letteratura cosiddetta  di consumo.
Sarebbe come aspettare che un varietà televisivo venga superato in termini di ascolto da un concerto di musica classica o da un documentario sugli Etruschi! Non esiste letteratura alta e letteratura bassa, letteratura di consumo e letteratura di elite: esiste solo la Letteratura e la non-letteratura! Stop. Ad ogni modo. 
  Non credete che esistano serie possibilità per potersi infiltrare e scombussolare l’attuale ordine politico e culturale italiano, provocando qualche scossa, qualche sovvertimento ai piani alti della cultura? Dopotutto, i grandi cambiamenti sono sempre cominciati a questo modo. 
Che grande cosa sarebbe trovare ai primissimi posti tra i libri più letti della settimana un titolo di Moresco, Scarpa, Mari, Montesano, Voltolini…
Ma capiterà mai? Chissà!

Pietro Vizpara]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appurato che il problema &#8211; la restaurazione &#8211; esiste ed è il solo punto su cui siamo tutti d’accordo, perchè non spostare la questione su un&#8217;altra dimensione. Ovvero:<br />
Che fare?<br />
Ho notato che qualucuno (andrea carraro, per esempio) non si è limitato a fare una diagnosi della situazione, ma si è spinto oltre, proponendo una soluzione.</p>
<p>Dobbiamo stoicamente accettare l’attuale stagione culturale di restaurazione o rivoltarci contro di essa con i soli mezzi di cui disponiamo, ovvero la forza della nostra insofferenza, del nostro insopprimibile bisogno di sentirci liberi dalle contingenze storiche attuali, per muoverci in una prospettiva di letteratura che sfonda le coordinate sociali, economiche e politiche all’interno delle quali è meschinamente ghettizzata?<br />
Personalmente, io non sto dalla parte degli stoici.<br />
Sono per rispondere alla restaurazione con una insubordinazione barbara e radicale.</p>
<p>Una insubordinazione barbara.<br />
Per dirla con le parole del vocabolario, come connotazione “data dai Greci e dai Romani a chi non apparteneva alla loro stirpe e civiltà.”<br />
Dato che la letteratura cosiddetta di consumo è considerata la sola degna di nota per il Grande Pubblico e per la Grande Editoria, se un marziano potesse gettare uno sguardo globale sulla situazione della letteratura italiana, cosa vedrebbe? Molto probabilmente questo: un folto gruppo di Scrittori&#038;Editori che determinano la visione della letteratura italiana a livello nazionale e uno altrettanto folto ma decisamente sommerso e pressappoco invisibile che fa della letteratura una urgenza e una forza inconciliabile con i requisiti e i dettami imposti dal primo gruppo.<br />
Quindi cosa resta da fare a chi viene considerato “altro” rispetto alla letteratura cosiddetta di consumo?<br />
Io dico che la cosa migliore è affermare la propria barbarità rispetto al panorama letterario italiano.<br />
 Con baldanza e spavalderia.<br />
 Affermarla continuando a scrivere opere che non guardano in faccia la politica editoriale vigente secondo la quale Successo = Qualità: opere che non sono né mimesi sociale né narcisismi fini a se stessi e che non sono necessariamente legate a un particolare domanda del mercato editoriale ma una singola urgenza dello scrittore, per una scrittura che sia padrona di sé stessa e slegata da logiche commerciali e tantomeno di quadretto d’epoca buono solo per chi della letteratura si accontenta della divisione in scompartimenti di genere. </p>
<p>    Una insubordinazione radicale.<br />
Poiché se davvero ci ripugna l’attuale panorama letterario italiano, non ci resta che compiere delle scelte.<br />
Sconfinando nel paradosso, ne propongo alcune: infoltire l’attività e la presenza all’interno di quegli spazi contaminati e barbari dai quali raggiungere il pubblico e coinvolgerlo (per esempio: il Teatro I,  certa radio, la Fiera del libro di Torino e il Festival di letteratura di Mantova, ecc. sono sicuramente spazi espressivi di grande forza); tentare la strada dell’invasione di spazi commerciali come il cinema o la televisione, allo scopo di provocare sconquasso all’interno (credete che Ammaniti avrebbe mai raggiunto il Grande Pubblico senza la trasposizione cinematografica di &#8220;Io non ho paura&#8221; operata da Salvatores? Io dico di no, per quanto ammiri Ammaniti e il suo romanzo); scrivere in un’altra lingua (rivolgendosi quindi ad altri Lettori e Critici).<br />
Al momento non mi viene in mente altro.</p>
<p>Infine, un azzardo.<br />
Non credo che la Letteratura potrà mai raggiungere la letteratura cosiddetta  di consumo.<br />
Sarebbe come aspettare che un varietà televisivo venga superato in termini di ascolto da un concerto di musica classica o da un documentario sugli Etruschi! Non esiste letteratura alta e letteratura bassa, letteratura di consumo e letteratura di elite: esiste solo la Letteratura e la non-letteratura! Stop. Ad ogni modo.<br />
  Non credete che esistano serie possibilità per potersi infiltrare e scombussolare l’attuale ordine politico e culturale italiano, provocando qualche scossa, qualche sovvertimento ai piani alti della cultura? Dopotutto, i grandi cambiamenti sono sempre cominciati a questo modo.<br />
Che grande cosa sarebbe trovare ai primissimi posti tra i libri più letti della settimana un titolo di Moresco, Scarpa, Mari, Montesano, Voltolini…<br />
Ma capiterà mai? Chissà!</p>
<p>Pietro Vizpara</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: un fake di angelini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/04/14/marginalita-non-rinuncia/#comment-9300</link>

		<dc:creator><![CDATA[un fake di angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... La volpe era incantata dalla compresenza di gloria e disfatta in quel grappolo ancora attaccato al tralcio. Passò di lì Tiziano Scarpa e scrisse una favola per raccontare al mondo quanto quell&#039;animale fosse splendido. Carla Benedetti la lesse e si identificò immediatamente nella volpe. Anche Caliceti pensava che sì, forse, la Benedetti dopo una bella restauratina... Antonio Moresco, invece, vide negli acini d&#039;uva rilucenti al sole una chiara metafora delle proprie opere:-/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; La volpe era incantata dalla compresenza di gloria e disfatta in quel grappolo ancora attaccato al tralcio. Passò di lì Tiziano Scarpa e scrisse una favola per raccontare al mondo quanto quell&#8217;animale fosse splendido. Carla Benedetti la lesse e si identificò immediatamente nella volpe. Anche Caliceti pensava che sì, forse, la Benedetti dopo una bella restauratina&#8230; Antonio Moresco, invece, vide negli acini d&#8217;uva rilucenti al sole una chiara metafora delle proprie opere:-/</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/04/14/marginalita-non-rinuncia/#comment-9299</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caliceti è un corpo poco virtuale che non si arrende. e questo potrebbe anche bastare. chiunque abbia conosciuto lui e il suo lavoro davvero, ha ricevuto entusiasmo e forza che nulla ha a che fare con la paralisi di cui si è parlato. questo è già stato detto, poiché è vero, ma volevo dirlo anch&#039;io.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caliceti è un corpo poco virtuale che non si arrende. e questo potrebbe anche bastare. chiunque abbia conosciuto lui e il suo lavoro davvero, ha ricevuto entusiasmo e forza che nulla ha a che fare con la paralisi di cui si è parlato. questo è già stato detto, poiché è vero, ma volevo dirlo anch&#8217;io.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: kristian		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/04/14/marginalita-non-rinuncia/#comment-9298</link>

		<dc:creator><![CDATA[kristian]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non c&#039;è che dire, la politica editoriale di scarpa in questi ultimi giorni di NI è stata impeccabile. la produzione del discorso ne ha beneficiato alquanto. la conflittualità si era un po&#039; impaludata nel turpiloquio (devo però ammettere che certi scazzi li trovo spassosi e altri ancora esilaranti)
complimenti a tiziano. sulla volpe una cosa: secondo me gli è andata di lusso, al nostro parente mammifero, incontrare un favolista. a meno che tu consideri i malintesi una forma di tassidermia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non c&#8217;è che dire, la politica editoriale di scarpa in questi ultimi giorni di NI è stata impeccabile. la produzione del discorso ne ha beneficiato alquanto. la conflittualità si era un po&#8217; impaludata nel turpiloquio (devo però ammettere che certi scazzi li trovo spassosi e altri ancora esilaranti)<br />
complimenti a tiziano. sulla volpe una cosa: secondo me gli è andata di lusso, al nostro parente mammifero, incontrare un favolista. a meno che tu consideri i malintesi una forma di tassidermia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tiziano Scarpa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/04/14/marginalita-non-rinuncia/#comment-9297</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1106#comment-9297</guid>

					<description><![CDATA[Caro Giuseppe, ti chiedo scusa se per caso dalle mie parole ti ho fatto passare come un Chierico della Restaurazione. 

Conosco la tua attività e il tuo impegno appassionato, in rete, sui giornali, a scuola, come organizzatore culturale, e tacciarti di questo sarebbe proprio un paradosso assurdo. 

Conosco bene anche Carla, e so quanto lei si appassioni per il peso delle parole, per non lasciar passare alcune espressioni che suonano magari un po&#039; infelici o oggettivamente insostenibili nelle implicazioni &quot;ideologiche&quot;, o nelle conseguenze pratiche. 

Per aver osato prendere sul serio e aver pesato e vagliato le parole pubbliche dei poteri culturali (quelli che non si limitano a mettere in home page qualche scritto, come accade in questo ormai famigerato luogo di potere che è notoriamente diventato Nazione Indiana) ma che gestiscono teatri, cultura, denaro pubblico, Carla è ancora oggi con una causa giudiziaria in corso. 

Devo dire che anch&#039;io non ho condiviso alcune tue espressioni, nel modo in cui le hai dette la prima volta, e ti ringrazio della pazienza e della tranquillità con cui ti sei spiegato. Un salutone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giuseppe, ti chiedo scusa se per caso dalle mie parole ti ho fatto passare come un Chierico della Restaurazione. </p>
<p>Conosco la tua attività e il tuo impegno appassionato, in rete, sui giornali, a scuola, come organizzatore culturale, e tacciarti di questo sarebbe proprio un paradosso assurdo. </p>
<p>Conosco bene anche Carla, e so quanto lei si appassioni per il peso delle parole, per non lasciar passare alcune espressioni che suonano magari un po&#8217; infelici o oggettivamente insostenibili nelle implicazioni &#8220;ideologiche&#8221;, o nelle conseguenze pratiche. </p>
<p>Per aver osato prendere sul serio e aver pesato e vagliato le parole pubbliche dei poteri culturali (quelli che non si limitano a mettere in home page qualche scritto, come accade in questo ormai famigerato luogo di potere che è notoriamente diventato Nazione Indiana) ma che gestiscono teatri, cultura, denaro pubblico, Carla è ancora oggi con una causa giudiziaria in corso. </p>
<p>Devo dire che anch&#8217;io non ho condiviso alcune tue espressioni, nel modo in cui le hai dette la prima volta, e ti ringrazio della pazienza e della tranquillità con cui ti sei spiegato. Un salutone</p>
]]></content:encoded>
		
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