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	Commenti a: Si riparte	</title>
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		<title>
		Di: Francesco Di Lorenzo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Di Lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2005 08:59:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[IL FRONTE MERIDIONALE E LA SCRITTURA

Su Nazione Indiana (www.nazioneindiana.com) si possono leggere alcuni interventi dal titolo Scrivere sul fronte meridionale che sono  sia nella forma che nella sostanza molto interessanti.
Il pericolo  in cui potrebbe incorrere un lettore disattento, però,   sarebbe quello di  credere che scrivere dal meridione è più difficile o  crea più difficoltà che farlo a Milano o ad Oslo. E così, trovarsi   infilato nel filone di pensiero per cui,  stiamo tanto male noi del sud al sud,  che neanche  scrivere ci è permesso!, il tutto sotto il vessillo della massima giudaico-bunueliana:  ‘a chi ha già,  sarà dato anche il brivido dell’inutile; a chi non ha,  gli sarà tolto anche  quel poco per vivere’. Che,  per chiarire, non sarebbe neanche un peccato.

Ma, gli interventi hanno il pregevole merito di porre il problema dello scrivere al sud su  un altro versante,  superando di slancio queste banalità e andandosi ad innestare su una linea che in fondo  non è né meridionale,  né di qualsiasi altro luogo geografico. Questa linea dice semplicemente che ci sono tasti che bisogna toccare e altri che no, poiché, toccare alcuni tasti dà fastidio non solo ai  benpensanti, ma dà fastidio a tutti.
Forse è il caso, allora, di tenere a mente alcune delle questioni di fondo:
chi ha scritto del funerale di Annalisa Durante  in un certo modo ( su nazioneindiana),  dà fastidio; certo non avrebbe dato fastidio se avesse parlato dell’anniversario della morte di Lady Diana, e questo è pacifico, ma non avrebbe dato fastidio neanche se avesse parlato del funerale di Annalisa presentandolo come il momento del vero inizio del  riscatto della città di Napoli.
Ormai si sa, se non vuoi aver fastidio,    devi scrivere, ad ogni delitto un poco più eclatante, che lì, in quel momento,  sta iniziando il riscatto di Napoli - possibilmente di tutto il sud. (Come quando il Napoli vinse il primo scudetto; come quando vinse Bassolino la prima volta, ecc…). 
Solo se si scrive della camorra e sulla camorra in un certo modo, si innescano odio, denunce, minacce,  e condanne; se,  invece, si  scrive un romanzo ambientato a  Piazza dei Martiri ( di Napoli), al massimo si arrabbia qualcuno che non viene citato. Questo è il reale pericolo di chi scrive al sud. 
In compenso, però, incontrare un tenente ( vera e propria  figura comica) che interroga un racconto mentre  sta facendo aspettare un criminale, è un vero privilegio che nessun settentrionale del mondo può permettersi; ma, d’altra parte, nessun settentrionale può permettersi i poliziotti che trattano da denunciato chi denuncia, e che se qualcuno testimonia la verità, allora si accaniscono su di lui  come se fosse quella la persona che deve  risolvere il caso.

Intanto, lo scrittore siciliano che deve cambiare percorso al suo romanzo, o l’intellettuale calabrese che deve andare via ( sempre su nazioneindiana) , sono gli ultimi della serie che viene dopo Giuseppe Fava che a sua volta veniva dopo Mauro De Mauro, per dire quelli che conoscevano tutti; ma poi ci sono una serie infinita di persone che davano fastidio solo perchè parlavano o avevano scritto un manifesto (e  che per questo sono stati uccisi.).
La verità, in fondo, è chi scrive non è molto considerato;  chi va in galera molto di più. Il minore  agli arresti domiciliari  riceve il saluto deferente e il bacetto sulle guance dai suoi compagni di scuola, e questo è quanto. Allora,  forse, scrivere è solo una parte delle difficoltà, forse neanche la peggiore, se ci pensiamo bene.
Io mi sono fatto quest’ idea. Italo Calvino,  alla fine di Le città invisibili, scrive; 
L’inferno dei viventi non è qualcosa che ci sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. 
Io penso ( ma non ho le prove) che  lui,  certamente,  quando scriveva quelle frasi pensava ad alcune  persone del sud,  e  regalava  consigli.
P.S.
Questo è tutto. Poi per radio, in macchina, qualcuno dice che gli svedesi del nord  considerano lenti e poco intelligenti quelli che abitano al sud della Svezia. E allora le cose si  complicano per davvero. Saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL FRONTE MERIDIONALE E LA SCRITTURA</p>
<p>Su Nazione Indiana (www.nazioneindiana.com) si possono leggere alcuni interventi dal titolo Scrivere sul fronte meridionale che sono  sia nella forma che nella sostanza molto interessanti.<br />
Il pericolo  in cui potrebbe incorrere un lettore disattento, però,   sarebbe quello di  credere che scrivere dal meridione è più difficile o  crea più difficoltà che farlo a Milano o ad Oslo. E così, trovarsi   infilato nel filone di pensiero per cui,  stiamo tanto male noi del sud al sud,  che neanche  scrivere ci è permesso!, il tutto sotto il vessillo della massima giudaico-bunueliana:  ‘a chi ha già,  sarà dato anche il brivido dell’inutile; a chi non ha,  gli sarà tolto anche  quel poco per vivere’. Che,  per chiarire, non sarebbe neanche un peccato.</p>
<p>Ma, gli interventi hanno il pregevole merito di porre il problema dello scrivere al sud su  un altro versante,  superando di slancio queste banalità e andandosi ad innestare su una linea che in fondo  non è né meridionale,  né di qualsiasi altro luogo geografico. Questa linea dice semplicemente che ci sono tasti che bisogna toccare e altri che no, poiché, toccare alcuni tasti dà fastidio non solo ai  benpensanti, ma dà fastidio a tutti.<br />
Forse è il caso, allora, di tenere a mente alcune delle questioni di fondo:<br />
chi ha scritto del funerale di Annalisa Durante  in un certo modo ( su nazioneindiana),  dà fastidio; certo non avrebbe dato fastidio se avesse parlato dell’anniversario della morte di Lady Diana, e questo è pacifico, ma non avrebbe dato fastidio neanche se avesse parlato del funerale di Annalisa presentandolo come il momento del vero inizio del  riscatto della città di Napoli.<br />
Ormai si sa, se non vuoi aver fastidio,    devi scrivere, ad ogni delitto un poco più eclatante, che lì, in quel momento,  sta iniziando il riscatto di Napoli &#8211; possibilmente di tutto il sud. (Come quando il Napoli vinse il primo scudetto; come quando vinse Bassolino la prima volta, ecc…).<br />
Solo se si scrive della camorra e sulla camorra in un certo modo, si innescano odio, denunce, minacce,  e condanne; se,  invece, si  scrive un romanzo ambientato a  Piazza dei Martiri ( di Napoli), al massimo si arrabbia qualcuno che non viene citato. Questo è il reale pericolo di chi scrive al sud.<br />
In compenso, però, incontrare un tenente ( vera e propria  figura comica) che interroga un racconto mentre  sta facendo aspettare un criminale, è un vero privilegio che nessun settentrionale del mondo può permettersi; ma, d’altra parte, nessun settentrionale può permettersi i poliziotti che trattano da denunciato chi denuncia, e che se qualcuno testimonia la verità, allora si accaniscono su di lui  come se fosse quella la persona che deve  risolvere il caso.</p>
<p>Intanto, lo scrittore siciliano che deve cambiare percorso al suo romanzo, o l’intellettuale calabrese che deve andare via ( sempre su nazioneindiana) , sono gli ultimi della serie che viene dopo Giuseppe Fava che a sua volta veniva dopo Mauro De Mauro, per dire quelli che conoscevano tutti; ma poi ci sono una serie infinita di persone che davano fastidio solo perchè parlavano o avevano scritto un manifesto (e  che per questo sono stati uccisi.).<br />
La verità, in fondo, è chi scrive non è molto considerato;  chi va in galera molto di più. Il minore  agli arresti domiciliari  riceve il saluto deferente e il bacetto sulle guance dai suoi compagni di scuola, e questo è quanto. Allora,  forse, scrivere è solo una parte delle difficoltà, forse neanche la peggiore, se ci pensiamo bene.<br />
Io mi sono fatto quest’ idea. Italo Calvino,  alla fine di Le città invisibili, scrive;<br />
L’inferno dei viventi non è qualcosa che ci sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.<br />
Io penso ( ma non ho le prove) che  lui,  certamente,  quando scriveva quelle frasi pensava ad alcune  persone del sud,  e  regalava  consigli.<br />
P.S.<br />
Questo è tutto. Poi per radio, in macchina, qualcuno dice che gli svedesi del nord  considerano lenti e poco intelligenti quelli che abitano al sud della Svezia. E allora le cose si  complicano per davvero. Saluti</p>
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		Di: Franco Melloni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/07/03/si-riparte/#comment-10839</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco Melloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2005 22:45:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guido si è fissato con questa idiozia del blog sul ghiaccio, ma anche prima che Ennio rivendicasse, era chiarissimo che non c&#039;entrava niente. E non vedo come potesse esserci Parente, là dietro, visto che &quot;La macinatrice&quot; di Parente è uno dei principali bersagli di quell&#039;impietosa satira.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guido si è fissato con questa idiozia del blog sul ghiaccio, ma anche prima che Ennio rivendicasse, era chiarissimo che non c&#8217;entrava niente. E non vedo come potesse esserci Parente, là dietro, visto che &#8220;La macinatrice&#8221; di Parente è uno dei principali bersagli di quell&#8217;impietosa satira.</p>
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		<title>
		Di: guido		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/07/03/si-riparte/#comment-10790</link>

		<dc:creator><![CDATA[guido]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2005 08:28:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Barbieri, ti ricordi quel palloso blog sul ghiaccio?
Ecco, sono le stesse persone.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Barbieri, ti ricordi quel palloso blog sul ghiaccio?<br />
Ecco, sono le stesse persone.</p>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/07/03/si-riparte/#comment-10767</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2005 11:21:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è chi dice che dietro Vincenzo Maria Ostuni &#038; Co ci sia Parente. A me pare strano. Uhm, il mistero è fittissimo.
A proposito il libro di Parente, letto qua e là dentro una Feltrinelli, mi è parso una cazzata galattica. Mi spiace per la dedica a Moresco, che è su un altro pianeta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è chi dice che dietro Vincenzo Maria Ostuni &amp; Co ci sia Parente. A me pare strano. Uhm, il mistero è fittissimo.<br />
A proposito il libro di Parente, letto qua e là dentro una Feltrinelli, mi è parso una cazzata galattica. Mi spiace per la dedica a Moresco, che è su un altro pianeta.</p>
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		<title>
		Di: Wovoka		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2005 12:37:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ M.A.Rovelli. Posso convenire che il sacrificio non sia avvenuto, se non, paradossalmente, nella forma di un auto-sacrificio ugualmente &quot;risolutivo&quot;. Però l&#039;ipotesi della crisi mimetica e della correlata esigenza di una rifondazione &quot;sacrale&quot; del gruppo rimane affascinante e dotata di qualche apparenza esplicativa, anche se non sono ancora in grado formularla efficacemente (e chiaramente rimane un azzardo di carattere ludico).
@ Georgia: il quarto pare proprio Gramsci, forse è l&#039;approssimazione migliore alle sembianze di Parente che sono riusciti a trovare :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ M.A.Rovelli. Posso convenire che il sacrificio non sia avvenuto, se non, paradossalmente, nella forma di un auto-sacrificio ugualmente &#8220;risolutivo&#8221;. Però l&#8217;ipotesi della crisi mimetica e della correlata esigenza di una rifondazione &#8220;sacrale&#8221; del gruppo rimane affascinante e dotata di qualche apparenza esplicativa, anche se non sono ancora in grado formularla efficacemente (e chiaramente rimane un azzardo di carattere ludico).<br />
@ Georgia: il quarto pare proprio Gramsci, forse è l&#8217;approssimazione migliore alle sembianze di Parente che sono riusciti a trovare :-)</p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2005 11:06:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ehi wovoka, anch&#039;io ho salvato il fotomontaggio di bendetti-scarpa-moresco in viaggio :-))))) (ma il 4° chi è? è gramsci?)
è F.A.V.O.L.OS.O
beh, secondo me, basterebbe quel fotomontaggio per accettare senza problemi vincenzo e basile
ma vi fanno incazzare sul serio o lo fate solo per mantenere desta la discussione/attenzione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ehi wovoka, anch&#8217;io ho salvato il fotomontaggio di bendetti-scarpa-moresco in viaggio :-))))) (ma il 4° chi è? è gramsci?)<br />
è F.A.V.O.L.OS.O<br />
beh, secondo me, basterebbe quel fotomontaggio per accettare senza problemi vincenzo e basile<br />
ma vi fanno incazzare sul serio o lo fate solo per mantenere desta la discussione/attenzione?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/07/03/si-riparte/#comment-10744</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2005 08:58:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Boh, quella di vincenzo Maria Ostuni, sul suo blog, sembra una foto appiattita di S. King
http://www.falg.de/step/autor.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Boh, quella di vincenzo Maria Ostuni, sul suo blog, sembra una foto appiattita di S. King<br />
<a href="http://www.falg.de/step/autor.jpg" rel="nofollow ugc">http://www.falg.de/step/autor.jpg</a></p>
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		<title>
		Di: adriano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[adriano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2005 07:52:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[humor surreale? a me sembra più una colossale presa per i fondelli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>humor surreale? a me sembra più una colossale presa per i fondelli&#8230;</p>
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		Di: Wovoka		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2005 07:14:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ai VMO: avete la mia solidarietà, che il Grande Spirito vi conservi! Il vostro humor surreale non mi sembra privo di elementi di autentica genialità. Come l&#039;immagine &quot;restaurazione tour 2004-2005&quot;, me la sono salvata :-)))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ai VMO: avete la mia solidarietà, che il Grande Spirito vi conservi! Il vostro humor surreale non mi sembra privo di elementi di autentica genialità. Come l&#8217;immagine &#8220;restaurazione tour 2004-2005&#8221;, me la sono salvata :-)))</p>
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		<title>
		Di: toroseduto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/07/03/si-riparte/#comment-10738</link>

		<dc:creator><![CDATA[toroseduto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2005 22:16:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo i trulli pugliesi i trolli sardi!
Ahahah]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i trulli pugliesi i trolli sardi!<br />
Ahahah</p>
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