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	Commenti a: Ferocia	</title>
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		Di: Hélène &#124; Nazione Indiana		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hélène &#124; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 05:01:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Dello stesso autore su Nazione Indiana vd. &#8220;Ferocia&#8220;. [...]]]></description>
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		Di: andrea raos		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2005 12:25:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tutte queste scritture vanno documentate, mostrate (parlo soprattutto degli italiani ovviamente). mi sofrzerò di farlo qui su ni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tutte queste scritture vanno documentate, mostrate (parlo soprattutto degli italiani ovviamente). mi sofrzerò di farlo qui su ni.</p>
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		Di: Marco Giovenale		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2005 21:05:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[giusto! dimenticavo precisamente quello: anche il libretto di Frasca era tra quelli da tener presenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>giusto! dimenticavo precisamente quello: anche il libretto di Frasca era tra quelli da tener presenti</p>
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		Di: giorgio tesen		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giorgio tesen]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2005 17:36:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[preziosissimo aiuto, grazie, leggendo gli ultimi titoli mi è venuto in mente un testo che sto leggendo in questi giorni, che avrei voluto segnalare a proposito di prose brevi e cioè &quot;Sette&quot; (un set per 7 video) di Gabriele Frasca, uscito anch&#039;esso per le edizioni D&#039;if; 
a presto,
G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>preziosissimo aiuto, grazie, leggendo gli ultimi titoli mi è venuto in mente un testo che sto leggendo in questi giorni, che avrei voluto segnalare a proposito di prose brevi e cioè &#8220;Sette&#8221; (un set per 7 video) di Gabriele Frasca, uscito anch&#8217;esso per le edizioni D&#8217;if;<br />
a presto,<br />
G.</p>
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		<title>
		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/07/27/ferocia/#comment-11140</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2005 09:13:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse non c&#039;è una &#039;misura&#039; pensabile per le esperienze di prosa breve, certo non ne esiste una fissata o in qualche modo predeterminabile. Una certa tradizione ondivaga e complessa può venir individuata come originariamente &#039;bifronte&#039;: direi &#039;o&#039; principalmente narrativa &#039;o&#039; principalmente sperimentale/metalinguistica e onirica. Si parte così già con la differenza tra i tableaux dello “Spleen de Paris” e logicamente le “Illuminations”. Poi si passa per esperienze diversissime (con più o meno &#039;narratività&#039; o scarti verso il puro stile: così appunto oscillando tra il modus Baudelaire e quello Rimbaud). 

Ma prescindendo da dualismi, facciamo qui un elenco in caos completo e senza mettere in campo altre analisi critiche che sarebbero e saranno altrove sempre benvenute: spostiamoci liberamente da Trakl, e dagli stessi Kafka e Beckett, ai francesi grandissimi, Saint-John Perse, Fargue, Michaux, Ponge, Char; alle &quot;Carte segrete&quot; di Scipione (da cui proprio Amelia Rosselli sente e marca differenza e distanza - ma con affetto e ascolto), fino ai quadri/microracconti onirici del Bernhard di &quot;Eventi&quot;; e a certi frammenti indecifrabilmente perfetti di Handke, o a quel che di Simic leggiamo ne &quot;Il mondo non finisce&quot;. E pensiamo anche al lavoro di Giampiero Neri, agli esperimenti di Nanni Cagnone (ho in mente le cose pubblicate negli USA, p.es. &quot;Enter Balthazar&quot;). 

Per i testi di autori italiani recenti, diciamo che partendo dai frammenti e tratti in prosa interni a libri come &quot;Ritorno a Planaval&quot; di Dal Bianco (Mondadori), o &quot;Giorni in prova&quot; di Rentocchini (Donzelli), o &quot;L&#039;esperienza della neve&quot; di Scarabicchi (ancora Donzelli) si può osservare una permanenza latamente narrativa, referenziale, che io credo interessante. Per esperienze forse meno note - di sperimentazione parallela alla ricodifica di cose e luoghi - secondo me va senz&#039;altro letto il libretto di Paola Zallio, &quot;Lingua acqua&quot; (edito da Anterem), e vanno lette le quasi-prose di &quot;Come a beato confine&quot; di S.Guglielmin (Book), il &quot;Coro da l&#039;acqua&quot; di Tommaso Ottonieri (D&#039;if) e &quot;Aperto a inverni&quot; di E.Guantini (sempre edizioni D&#039;if). Autore da considerare senz&#039;altro è infine Alessandro Broggi (vedi su N.I. la pagina https://www.nazioneindiana.com/2004/05/23/quaderni-aperti/), per ora presente principalmente in rete. Più in generale, terrei d&#039;occhio la pagina di Poesia Italiana online curata da Biagio Cepollaro: http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/E-book.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non c&#8217;è una &#8216;misura&#8217; pensabile per le esperienze di prosa breve, certo non ne esiste una fissata o in qualche modo predeterminabile. Una certa tradizione ondivaga e complessa può venir individuata come originariamente &#8216;bifronte&#8217;: direi &#8216;o&#8217; principalmente narrativa &#8216;o&#8217; principalmente sperimentale/metalinguistica e onirica. Si parte così già con la differenza tra i tableaux dello “Spleen de Paris” e logicamente le “Illuminations”. Poi si passa per esperienze diversissime (con più o meno &#8216;narratività&#8217; o scarti verso il puro stile: così appunto oscillando tra il modus Baudelaire e quello Rimbaud). </p>
<p>Ma prescindendo da dualismi, facciamo qui un elenco in caos completo e senza mettere in campo altre analisi critiche che sarebbero e saranno altrove sempre benvenute: spostiamoci liberamente da Trakl, e dagli stessi Kafka e Beckett, ai francesi grandissimi, Saint-John Perse, Fargue, Michaux, Ponge, Char; alle &#8220;Carte segrete&#8221; di Scipione (da cui proprio Amelia Rosselli sente e marca differenza e distanza &#8211; ma con affetto e ascolto), fino ai quadri/microracconti onirici del Bernhard di &#8220;Eventi&#8221;; e a certi frammenti indecifrabilmente perfetti di Handke, o a quel che di Simic leggiamo ne &#8220;Il mondo non finisce&#8221;. E pensiamo anche al lavoro di Giampiero Neri, agli esperimenti di Nanni Cagnone (ho in mente le cose pubblicate negli USA, p.es. &#8220;Enter Balthazar&#8221;). </p>
<p>Per i testi di autori italiani recenti, diciamo che partendo dai frammenti e tratti in prosa interni a libri come &#8220;Ritorno a Planaval&#8221; di Dal Bianco (Mondadori), o &#8220;Giorni in prova&#8221; di Rentocchini (Donzelli), o &#8220;L&#8217;esperienza della neve&#8221; di Scarabicchi (ancora Donzelli) si può osservare una permanenza latamente narrativa, referenziale, che io credo interessante. Per esperienze forse meno note &#8211; di sperimentazione parallela alla ricodifica di cose e luoghi &#8211; secondo me va senz&#8217;altro letto il libretto di Paola Zallio, &#8220;Lingua acqua&#8221; (edito da Anterem), e vanno lette le quasi-prose di &#8220;Come a beato confine&#8221; di S.Guglielmin (Book), il &#8220;Coro da l&#8217;acqua&#8221; di Tommaso Ottonieri (D&#8217;if) e &#8220;Aperto a inverni&#8221; di E.Guantini (sempre edizioni D&#8217;if). Autore da considerare senz&#8217;altro è infine Alessandro Broggi (vedi su N.I. la pagina <a href="https://www.nazioneindiana.com/2004/05/23/quaderni-aperti/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2004/05/23/quaderni-aperti/</a>), per ora presente principalmente in rete. Più in generale, terrei d&#8217;occhio la pagina di Poesia Italiana online curata da Biagio Cepollaro: <a href="http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/E-book.htm" rel="nofollow ugc">http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/E-book.htm</a></p>
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		<title>
		Di: giorgio tesen		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/07/27/ferocia/#comment-11123</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio tesen]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2005 13:54:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a Marco Giovenale (se non ancora in vacanza), non mi sono mai cimentato nella scrittura di prose brevi, quella più belle che mi vengono in mente sono di Karl Kraus o Thomas Bernhard, ti chiedo quindi una delucidazione puramente &#039;tecnica&#039;, quale misura hanno, preferibilmente, queste prose? Mezza cartella? Ripeto, non vorrei passare per stupido, ecco perchè ho detto che la mia domanda è puramente tecnica, per capire come affrontare criticamente la lettura di questo tipo di prose, ci sono esempi che mi consigliereste nella letteratura recente in lingua italiana? Cosa pensate di &quot;Mamma&quot; di Massimiliano Parente letto (se è possibile) in questa chiave?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a Marco Giovenale (se non ancora in vacanza), non mi sono mai cimentato nella scrittura di prose brevi, quella più belle che mi vengono in mente sono di Karl Kraus o Thomas Bernhard, ti chiedo quindi una delucidazione puramente &#8216;tecnica&#8217;, quale misura hanno, preferibilmente, queste prose? Mezza cartella? Ripeto, non vorrei passare per stupido, ecco perchè ho detto che la mia domanda è puramente tecnica, per capire come affrontare criticamente la lettura di questo tipo di prose, ci sono esempi che mi consigliereste nella letteratura recente in lingua italiana? Cosa pensate di &#8220;Mamma&#8221; di Massimiliano Parente letto (se è possibile) in questa chiave?</p>
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		<title>
		Di: andrea raos		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2005 15:53:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie marco. ne riscrivero&#039; con più calma - ora sono in partenza -; cosi&#039; comincio anche a mettere in ordine le idee per ottobre!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie marco. ne riscrivero&#8217; con più calma &#8211; ora sono in partenza -; cosi&#8217; comincio anche a mettere in ordine le idee per ottobre!</p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2005 15:03:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[se a qualcuno interessasse leggerla qui c&#039;è  l&#039;intervista di paolo di stefano a carla benedetti
http://georgiamada.splinder.com/post/5386206]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>se a qualcuno interessasse leggerla qui c&#8217;è  l&#8217;intervista di paolo di stefano a carla benedetti<br />
<a href="http://georgiamada.splinder.com/post/5386206" rel="nofollow ugc">http://georgiamada.splinder.com/post/5386206</a></p>
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		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/07/27/ferocia/#comment-11074</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2005 09:01:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un discorso sulla prosa breve, non necessariamente &#039;lirica&#039; (anzi), è sempre da avviare, ipotizzare. Mi sembra che accertamenti e prelievi  da tradizioni dove queste linee di scrittura sono più (e da più tempo) attestate, sia ottimo segno, ottima cosa. [Testi dal francese innanzitutto. Pensiamo alla linea che da Ponge o Char arriva alla ricerca di Eric Suchère, http://perso.wanadoo.fr/poesie.suchere/, che in più occasioni Andrea Raos ha tradotto].
E pensiamo anche a un esempio altissimo, in Italia, come il &quot;Diario ottuso&quot; di Amelia Rosselli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un discorso sulla prosa breve, non necessariamente &#8216;lirica&#8217; (anzi), è sempre da avviare, ipotizzare. Mi sembra che accertamenti e prelievi  da tradizioni dove queste linee di scrittura sono più (e da più tempo) attestate, sia ottimo segno, ottima cosa. [Testi dal francese innanzitutto. Pensiamo alla linea che da Ponge o Char arriva alla ricerca di Eric Suchère, <a href="http://perso.wanadoo.fr/poesie.suchere/" rel="nofollow ugc">http://perso.wanadoo.fr/poesie.suchere/</a>, che in più occasioni Andrea Raos ha tradotto].<br />
E pensiamo anche a un esempio altissimo, in Italia, come il &#8220;Diario ottuso&#8221; di Amelia Rosselli.</p>
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