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	Commenti a: A  ovest	</title>
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		<title>
		Di: Tabitha Schneider		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tabitha Schneider]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Aug 2005 12:31:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;a href=&#039;http://www.c-the-dealer.com&#039; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;bingo&lt;/a&gt; - Fire departments, churches and fraternal groups fear the slot machines coming to racetracks will lure away the bingo players who have helped fill their coffers]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.c-the-dealer.com' rel="nofollow">bingo</a> &#8211; Fire departments, churches and fraternal groups fear the slot machines coming to racetracks will lure away the bingo players who have helped fill their coffers</p>
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		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/03/a-ovest/#comment-11326</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2005 10:18:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Preso nota.

Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Preso nota.</p>
<p>Grazie.</p>
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		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/03/a-ovest/#comment-11306</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2005 22:31:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è modo di apprezzare qui un&#039;altra inflessione della scrittura di Strand. L&#039;autore interpreta trenta dipinti di Hopper attraverso brevi/limpidi pezzi in prosa. A specchio dei testi, la riproduzione delle opere dell’artista.
   I brani di Strand hanno il merito di essere totalmente estranei al già noto: nessuna pagina indugia nella visione di un Hopper pittore della solitudine e del vuoto della società statunitense degli anni &#039;40-&#039;60. Sono elementi dati per acquisiti. 
   Gli interni muti, le case isolate, i tratti inconclusi di litorale, i margini di foresta minacciosa e gli scorci di frontiera tra città e wilderness, così come la luce su trapezi di finestre e porte cieche, o le fasce schiaccianti di metropoli, non danno spazio ad alcuna semplificazione sociologica, né a un canto generico sulla malinconia o l&#039;isolamento o il crollo del sogno americano.
   La luce anti-impressionista di Hopper (artista che lavora &#039;a memoria&#039;, in studio) trova in Strand un lettore ideale. Le analisi delle opere si dedicano – non freddamente ma quasi conversando con il lettore – ai nessi di forme e linee delle figure, alle ricorrenze di geometrie, ai &quot;luoghi del viaggio&quot; e della sosta, al rilievo semantico dei cromatismi, delle masse. Addirittura alle ironie che certi dipinti suggeriscono (esemplare il ritratto del &quot;Circle Theatre&quot;, la cui insegna, semicoperta dunque invisibile, lascia emergere lettere che in inglese suonano come il verbo &quot;to see&quot;: &quot;vedere&quot;).
   Alcuni affondi nelle inquietudini delle opere di Hopper sono particolarmente acuti. Leggiamo: &quot;Gran parte di ciò che avviene dentro un dipinto di Hopper pare essere in relazione con elementi dell&#039;invisibile regno oltre i suoi limiti [...] Eppure, spesso Hopper colloca nei suoi quadri l&#039;inarrivabile&quot;. È il caso di &quot;Stairway&quot;, dove una discesa di gradini indirizza sì lo sguardo verso una porta spalancata, ma questa inquadra alberi serrati in massa opaca, aggressiva: dunque &quot;la porta aperta non è il passaggio innocente che collega l&#039;interno all&#039;esterno ma un gesto paradossalmente architettato per trattenerci dove ci troviamo&quot;.
   La pittura di Hopper, nei suoi enigmi e lacune e calchi di racconti solo suggeriti, sembra naturalmente dialogare con gli stessi &quot;moments of deep introspection&quot; propri della poesia dello stesso Strand

...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è modo di apprezzare qui un&#8217;altra inflessione della scrittura di Strand. L&#8217;autore interpreta trenta dipinti di Hopper attraverso brevi/limpidi pezzi in prosa. A specchio dei testi, la riproduzione delle opere dell’artista.<br />
   I brani di Strand hanno il merito di essere totalmente estranei al già noto: nessuna pagina indugia nella visione di un Hopper pittore della solitudine e del vuoto della società statunitense degli anni &#8217;40-&#8217;60. Sono elementi dati per acquisiti.<br />
   Gli interni muti, le case isolate, i tratti inconclusi di litorale, i margini di foresta minacciosa e gli scorci di frontiera tra città e wilderness, così come la luce su trapezi di finestre e porte cieche, o le fasce schiaccianti di metropoli, non danno spazio ad alcuna semplificazione sociologica, né a un canto generico sulla malinconia o l&#8217;isolamento o il crollo del sogno americano.<br />
   La luce anti-impressionista di Hopper (artista che lavora &#8216;a memoria&#8217;, in studio) trova in Strand un lettore ideale. Le analisi delle opere si dedicano – non freddamente ma quasi conversando con il lettore – ai nessi di forme e linee delle figure, alle ricorrenze di geometrie, ai &#8220;luoghi del viaggio&#8221; e della sosta, al rilievo semantico dei cromatismi, delle masse. Addirittura alle ironie che certi dipinti suggeriscono (esemplare il ritratto del &#8220;Circle Theatre&#8221;, la cui insegna, semicoperta dunque invisibile, lascia emergere lettere che in inglese suonano come il verbo &#8220;to see&#8221;: &#8220;vedere&#8221;).<br />
   Alcuni affondi nelle inquietudini delle opere di Hopper sono particolarmente acuti. Leggiamo: &#8220;Gran parte di ciò che avviene dentro un dipinto di Hopper pare essere in relazione con elementi dell&#8217;invisibile regno oltre i suoi limiti [&#8230;] Eppure, spesso Hopper colloca nei suoi quadri l&#8217;inarrivabile&#8221;. È il caso di &#8220;Stairway&#8221;, dove una discesa di gradini indirizza sì lo sguardo verso una porta spalancata, ma questa inquadra alberi serrati in massa opaca, aggressiva: dunque &#8220;la porta aperta non è il passaggio innocente che collega l&#8217;interno all&#8217;esterno ma un gesto paradossalmente architettato per trattenerci dove ci troviamo&#8221;.<br />
   La pittura di Hopper, nei suoi enigmi e lacune e calchi di racconti solo suggeriti, sembra naturalmente dialogare con gli stessi &#8220;moments of deep introspection&#8221; propri della poesia dello stesso Strand</p>
<p>&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/03/a-ovest/#comment-11305</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2005 22:23:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Incollo qui sotto una parte di recensione che avevo dedicato al libro di Strand su Hopper l&#039;anno scorso:

&#062;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incollo qui sotto una parte di recensione che avevo dedicato al libro di Strand su Hopper l&#8217;anno scorso:</p>
<p>&gt;</p>
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		<title>
		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/03/a-ovest/#comment-11304</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2005 22:10:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella l&#039;intervista a D.A.; ricca di annotazioni e indicazioni.

Per Strand: secondo me va letto - quasi come una serie di poèmes en prose - anche il suo libro dedicato a Hopper (pubblicato da Donzelli, come le poesie de &quot;L&#039;inizio di una sedia&quot;). 

[Singolari i testi dei poeti sui pittori. Lunga tradizione. Qui annoto solo che è parecchio interessante anche il lavoro di Simic su Cornell: &quot;Il cacciatore di immagini&quot; - Adelphi].]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella l&#8217;intervista a D.A.; ricca di annotazioni e indicazioni.</p>
<p>Per Strand: secondo me va letto &#8211; quasi come una serie di poèmes en prose &#8211; anche il suo libro dedicato a Hopper (pubblicato da Donzelli, come le poesie de &#8220;L&#8217;inizio di una sedia&#8221;). </p>
<p>[Singolari i testi dei poeti sui pittori. Lunga tradizione. Qui annoto solo che è parecchio interessante anche il lavoro di Simic su Cornell: &#8220;Il cacciatore di immagini&#8221; &#8211; Adelphi].</p>
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		<title>
		Di: GiusCo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/03/a-ovest/#comment-11299</link>

		<dc:creator><![CDATA[GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2005 20:28:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se può interessare, realizzammo l&#039;anno scorso un&#039;intervista con Abeni, reperibile a http://www.nabanassar.com/intabeni.pdf , giusto a proposito di &quot;west of your cities&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se può interessare, realizzammo l&#8217;anno scorso un&#8217;intervista con Abeni, reperibile a <a href="http://www.nabanassar.com/intabeni.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.nabanassar.com/intabeni.pdf</a> , giusto a proposito di &#8220;west of your cities&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/03/a-ovest/#comment-11249</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2005 07:03:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho l’antologia, è stata davvero un bel colpo per la mia ignoranza. Mi ha anche indotto a procurarmi un libro “tutto” di Strand (“L’inizio di una sedia”). L’enigma Strand (bell’enigma) per me tuttavia rimane.

[Perché lasciare “commenti” inutilmente volgari, per niente provocatori e sostanzialmente penosi?]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho l’antologia, è stata davvero un bel colpo per la mia ignoranza. Mi ha anche indotto a procurarmi un libro “tutto” di Strand (“L’inizio di una sedia”). L’enigma Strand (bell’enigma) per me tuttavia rimane.</p>
<p>[Perché lasciare “commenti” inutilmente volgari, per niente provocatori e sostanzialmente penosi?]</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Rupert Toy Party		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/03/a-ovest/#comment-11203</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rupert Toy Party]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2005 20:45:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si si, molto belle. Ragà per tutti i troller mettiamoci daccordo al mio indirizzo privato puttanedellest@libero.it così c&#039;organizziamo. w il nuovo libro di Scarpa!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si si, molto belle. Ragà per tutti i troller mettiamoci daccordo al mio indirizzo privato <a href="mailto:puttanedellest@libero.it">puttanedellest@libero.it</a> così c&#8217;organizziamo. w il nuovo libro di Scarpa!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Marco Giovenale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/03/a-ovest/#comment-11202</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Giovenale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2005 18:52:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[confesso che mi erano sfuggite. le vado a leggere subito. mi sembra ottima questa raggiera di link che stiamo mettendo in campo, utilizzabile poi per il nostro dialogo a RomaPoesia, in ottobre, proprio per legare le varie strade/scritture italiane a quelle di area francofona e anglofona. fra l&#039;altro è uscita da poco un&#039;antologia interessante curata da Ballerini e Vangelisti, &quot;Nuova poesia americana&quot;: si può leggere la scheda andando sul sito IBS: http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&#038;c=EEEPXUX5XPLEE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>confesso che mi erano sfuggite. le vado a leggere subito. mi sembra ottima questa raggiera di link che stiamo mettendo in campo, utilizzabile poi per il nostro dialogo a RomaPoesia, in ottobre, proprio per legare le varie strade/scritture italiane a quelle di area francofona e anglofona. fra l&#8217;altro è uscita da poco un&#8217;antologia interessante curata da Ballerini e Vangelisti, &#8220;Nuova poesia americana&#8221;: si può leggere la scheda andando sul sito IBS: <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&#038;c=EEEPXUX5XPLEE" rel="nofollow ugc">http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&#038;c=EEEPXUX5XPLEE</a></p>
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		<title>
		Di: andrea raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/03/a-ovest/#comment-11198</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2005 10:19:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[marc, avevi letto le poesie di michael palmer che avevo postato su ni un po&#039; di mesi fa? parlando senza aver letto l&#039;antologia, mi sembra che ci siano punti di contatto proficui. 
e poi dovrò (o si dovrà), un giorno o l&#039;altro, fare qualcosa su/per charles reznikoff e le sue narrazioni in versi della soluzione finale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>marc, avevi letto le poesie di michael palmer che avevo postato su ni un po&#8217; di mesi fa? parlando senza aver letto l&#8217;antologia, mi sembra che ci siano punti di contatto proficui.<br />
e poi dovrò (o si dovrà), un giorno o l&#8217;altro, fare qualcosa su/per charles reznikoff e le sue narrazioni in versi della soluzione finale.</p>
]]></content:encoded>
		
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