<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Passaggi	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Feb 2006 11:41:42 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.7</generator>
	<item>
		<title>
		Di: maltesenarrazioni &#187; Blog Archive &#187; Il romanzo secondo Borriello		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-23499</link>

		<dc:creator><![CDATA[maltesenarrazioni &#187; Blog Archive &#187; Il romanzo secondo Borriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2006 11:41:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-23499</guid>

					<description><![CDATA[[...] Un post del 25 maggio di Livio Borriello su NazioneIndiana  ci informa che il romanzo sarebbe diventato &#8220;una specie di televisore molto portatile&#8221;, che &#8220;se Berlusconi scrivesse scriverebbe un romanzo&#8221;, che il romanzo è (orrore) il genere &#8220;più americano e più convenzionale&#8221; mentre nella Francia patria di ogni pensiero predominano le scritture non narrative, anzi anti-narrative &#8220;almeno nella produzione alta&#8221; (sic). Il romanzo poi sarebbe &#8220;un genere perfettamente codificato, perfettamente esteriore, la cui pasta semiotica è costituita dall’elemento più riscontrabile e convenzionale: il fatto, la vicenda, l’atto dei corpi visto dall’esterno.&#8221; Che dire? Tutto l&#8217;intervento di Borriello potrebbe essere stato scritto quaranta o cinquanta anni fa e odora della solita muffa elitaria che attecchisce da sempre sui letterati italiani, proprio come la sua diretta matrice: i troppo spesso reiterati anatemi dei fantasmi del Gruppo 63 contro la narrativa (Borriello scrive romanzo, ma intende narrativa, è ovvio), contro i Cassola e i Bassani del momento. Ma possibile che ancora ci sia chi pretende di far passare questa sbobba riscaldata come il piatto del giorno? Possibile che ci sia qualcuno che parla del romanzo come del genere &#8220;più codificato&#8221; quando da decine di anni è chiarissimo che la parola &#8220;romanzo&#8221; designa semplicemente ogni tipo di testo narrativo che superi un numero X di pagine (al di sotto è un racconto), senza più nessun vincolo di struttura e di forma del contenuto? E&#8217; poi possibile che qualcuno si faccia trasportare dalla propria avversione per la narrativa (genere che supponiamo appartenente alla produzione non abbastanza alta) al punto da ritrovarsi in bocca banalità come quella del romanzo che rappresenta &#8220;l&#8217;atto dei corpi visto dall&#8217;esterno&#8221;? Certo, è ovvio che Proust descrive l&#8217;atto dei corpi visto dall&#8217;esterno. E Joyce. E Kundera, non pare proprio un reality show? Altre tiepide banalità: &#8220;A me sembra insomma che il romanzo attualmente si sorregga da una parte sull’esistenza di una tradizione, di un’ aspettativa culturale (l’inevitabile critico che a un certo punto dice sconsolato al giovane: beh, ma gli manca il romanzo&#8230;come se gli mancasse chissà che organo vitale) e di un bacino d’utenza già disponibile, dall’altra sul fatto che l’uomo è organismo vivente intimissimamente gregario, e si adegua senza saperlo a tutte le aspettative di pubblico, critici e editori vivi, morti e futuri. In conseguenza di ciò, una certa quantità di umani si decidono a un certo punto a cimentarsi nell’esecuzione dell’esercizio romanzo. &#8221; Certo, come nel XVIII secolo un certo numero di umani si dedicava all&#8217;esercizio &#8220;epistola in endecasillabi sciolti&#8221; o nel XVI-XVII al dramma pastorale o nel XV secolo all&#8217;esercizio &#8220;canzoniere sul modello petrarchesco&#8221;. Sai che novità, il fatto che chi scrive non vive sulla Luna ma subisce i condizionamenti della tradizione e del (scusate la parola) mercato editoriale&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Un post del 25 maggio di Livio Borriello su NazioneIndiana  ci informa che il romanzo sarebbe diventato &#8220;una specie di televisore molto portatile&#8221;, che &#8220;se Berlusconi scrivesse scriverebbe un romanzo&#8221;, che il romanzo è (orrore) il genere &#8220;più americano e più convenzionale&#8221; mentre nella Francia patria di ogni pensiero predominano le scritture non narrative, anzi anti-narrative &#8220;almeno nella produzione alta&#8221; (sic). Il romanzo poi sarebbe &#8220;un genere perfettamente codificato, perfettamente esteriore, la cui pasta semiotica è costituita dall’elemento più riscontrabile e convenzionale: il fatto, la vicenda, l’atto dei corpi visto dall’esterno.&#8221; Che dire? Tutto l&#8217;intervento di Borriello potrebbe essere stato scritto quaranta o cinquanta anni fa e odora della solita muffa elitaria che attecchisce da sempre sui letterati italiani, proprio come la sua diretta matrice: i troppo spesso reiterati anatemi dei fantasmi del Gruppo 63 contro la narrativa (Borriello scrive romanzo, ma intende narrativa, è ovvio), contro i Cassola e i Bassani del momento. Ma possibile che ancora ci sia chi pretende di far passare questa sbobba riscaldata come il piatto del giorno? Possibile che ci sia qualcuno che parla del romanzo come del genere &#8220;più codificato&#8221; quando da decine di anni è chiarissimo che la parola &#8220;romanzo&#8221; designa semplicemente ogni tipo di testo narrativo che superi un numero X di pagine (al di sotto è un racconto), senza più nessun vincolo di struttura e di forma del contenuto? E&#8217; poi possibile che qualcuno si faccia trasportare dalla propria avversione per la narrativa (genere che supponiamo appartenente alla produzione non abbastanza alta) al punto da ritrovarsi in bocca banalità come quella del romanzo che rappresenta &#8220;l&#8217;atto dei corpi visto dall&#8217;esterno&#8221;? Certo, è ovvio che Proust descrive l&#8217;atto dei corpi visto dall&#8217;esterno. E Joyce. E Kundera, non pare proprio un reality show? Altre tiepide banalità: &#8220;A me sembra insomma che il romanzo attualmente si sorregga da una parte sull’esistenza di una tradizione, di un’ aspettativa culturale (l’inevitabile critico che a un certo punto dice sconsolato al giovane: beh, ma gli manca il romanzo&#8230;come se gli mancasse chissà che organo vitale) e di un bacino d’utenza già disponibile, dall’altra sul fatto che l’uomo è organismo vivente intimissimamente gregario, e si adegua senza saperlo a tutte le aspettative di pubblico, critici e editori vivi, morti e futuri. In conseguenza di ciò, una certa quantità di umani si decidono a un certo punto a cimentarsi nell’esecuzione dell’esercizio romanzo. &#8221; Certo, come nel XVIII secolo un certo numero di umani si dedicava all&#8217;esercizio &#8220;epistola in endecasillabi sciolti&#8221; o nel XVI-XVII al dramma pastorale o nel XV secolo all&#8217;esercizio &#8220;canzoniere sul modello petrarchesco&#8221;. Sai che novità, il fatto che chi scrive non vive sulla Luna ma subisce i condizionamenti della tradizione e del (scusate la parola) mercato editoriale&#8230; [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: smaniz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12511</link>

		<dc:creator><![CDATA[smaniz]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2005 09:17:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12511</guid>

					<description><![CDATA[Grande Gabri che risponde con stile ai commentoni di Tashtego e soprattutto complimenti all&#039;amica francese di Nancy per le sue capacità di cottura...Quando la rivedi, invitami che le chiedo di mettermi fuori sotto gli aghi di pino e poi alla sua tavola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande Gabri che risponde con stile ai commentoni di Tashtego e soprattutto complimenti all&#8217;amica francese di Nancy per le sue capacità di cottura&#8230;Quando la rivedi, invitami che le chiedo di mettermi fuori sotto gli aghi di pino e poi alla sua tavola.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gabriella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12286</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2005 16:17:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12286</guid>

					<description><![CDATA[Scusa Tashtego, non so se tu stia parlando a me, ma io vivo a Milano e cercavo di scherzare...ho pure detto che le critiche le accetto e se il mio povero pezzullo non ti piace, non posso farci niente come pure trovo lecito che tu dica che non ti piaccia... cosa devo fare? Non sono così cretina o narcisista da pensare che tutto il mondo mi dica: bene, brava o fai schifo... in ogni caso non scrivo per ricevere complimenti, alcune cose dette qui dentro mi hanno dato spunti di riflessione, altre non le ho capite. E&#039; sufficientemente soddisfacente come risposta?
E in più mi permetto di dirti che affermare che la poesia sta lì, nella sua non bellezza e non necessità di esistere è un giudizio molto arrogante, lecito ma molto arrogante. E l&#039;arroganza non permette confronto... peccato!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Tashtego, non so se tu stia parlando a me, ma io vivo a Milano e cercavo di scherzare&#8230;ho pure detto che le critiche le accetto e se il mio povero pezzullo non ti piace, non posso farci niente come pure trovo lecito che tu dica che non ti piaccia&#8230; cosa devo fare? Non sono così cretina o narcisista da pensare che tutto il mondo mi dica: bene, brava o fai schifo&#8230; in ogni caso non scrivo per ricevere complimenti, alcune cose dette qui dentro mi hanno dato spunti di riflessione, altre non le ho capite. E&#8217; sufficientemente soddisfacente come risposta?<br />
E in più mi permetto di dirti che affermare che la poesia sta lì, nella sua non bellezza e non necessità di esistere è un giudizio molto arrogante, lecito ma molto arrogante. E l&#8217;arroganza non permette confronto&#8230; peccato!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: derrick		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12222</link>

		<dc:creator><![CDATA[derrick]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2005 09:42:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12222</guid>

					<description><![CDATA[tashtego, peccato che sei comunista: sei un ragazzo intelligente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tashtego, peccato che sei comunista: sei un ragazzo intelligente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12219</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2005 09:37:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12219</guid>

					<description><![CDATA[A parte la costernazione per l’annuncio che FF non leggerà più i commenti di NI, dalla quale non mi riprenderò molto presto, è bello constatare che il dire che una cosa non ti piace, il dirlo semplicemente e seccamente, cioè senza argomentare, magari perché pensi che non ne valga la pena, oppure perché forse non sei capasce di tradurre in parole gentili et acconce, un fastidio, un disagio, un’irritazione, scatena l’arroganza dei sodali, degli amisci, magari emigrati et ammantati di Francia come ci si ammanta di un drappo per apparir diversi e migliori e “oltre”, cioè più fichetti, e solleciti interventi di autori e autrisci che dicono no guarda pollastro che ti sbagli che le ostriche QUI IN FRANCIA noi le cuciniamo, azzo se le cuciniamo, e talvolta ci abbassiamo a mangiare anche le cozze, ma tu, che di sicuro ignori langue et civilisation perché sei rozzo che non vivi a Pariggi, ignori anche il fatto che le ostriche si cucinano, e ti do pure la riscetta, cioè me la vado a cercare, faccio il copincolla e te la sbatto qui a riprova di ciò che affermo, piccolo mio.
E però la poesia resta lì sopra, intatta nella sua non-bellezza e non-necessità di esistere, ammantata adesso anche di un sentore di supponenza che all’inizio forse non aveva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A parte la costernazione per l’annuncio che FF non leggerà più i commenti di NI, dalla quale non mi riprenderò molto presto, è bello constatare che il dire che una cosa non ti piace, il dirlo semplicemente e seccamente, cioè senza argomentare, magari perché pensi che non ne valga la pena, oppure perché forse non sei capasce di tradurre in parole gentili et acconce, un fastidio, un disagio, un’irritazione, scatena l’arroganza dei sodali, degli amisci, magari emigrati et ammantati di Francia come ci si ammanta di un drappo per apparir diversi e migliori e “oltre”, cioè più fichetti, e solleciti interventi di autori e autrisci che dicono no guarda pollastro che ti sbagli che le ostriche QUI IN FRANCIA noi le cuciniamo, azzo se le cuciniamo, e talvolta ci abbassiamo a mangiare anche le cozze, ma tu, che di sicuro ignori langue et civilisation perché sei rozzo che non vivi a Pariggi, ignori anche il fatto che le ostriche si cucinano, e ti do pure la riscetta, cioè me la vado a cercare, faccio il copincolla e te la sbatto qui a riprova di ciò che affermo, piccolo mio.<br />
E però la poesia resta lì sopra, intatta nella sua non-bellezza e non-necessità di esistere, ammantata adesso anche di un sentore di supponenza che all’inizio forse non aveva.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Dario		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12140</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2005 14:18:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12140</guid>

					<description><![CDATA[E brava Scimmia!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E brava Scimmia!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12128</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2005 12:53:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12128</guid>

					<description><![CDATA[concordo in parte con emma, in parte con gabriella. 
cercare il &quot;cozzo&quot; è in sé ottima cosa, poi diventa questione di orecchio. e quello gabriella puo&#039; ancora migliorarlo - lei come tutti, è il lavoro di una vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>concordo in parte con emma, in parte con gabriella.<br />
cercare il &#8220;cozzo&#8221; è in sé ottima cosa, poi diventa questione di orecchio. e quello gabriella puo&#8217; ancora migliorarlo &#8211; lei come tutti, è il lavoro di una vita.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12121</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2005 09:50:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12121</guid>

					<description><![CDATA[Carissimi di Nazione Indiana,
da oggi, ho preso la seguente decisione. non leggerò più i commenti. E per la gioia di alcuni non ne scriverò. La frequentazione del sito, animata da un entusiasmo che resta vivissimo verso quello che fate,  sarà legata esclusivamente alla lettura dei testi postati, testi che girerò ogni qualvolta ne sia fulminato, e grazie a voi di NI è capitato spesso, a tutti i reseaux che io conosca , poi di tanto in tanto ci si vede - con quelli che ne hanno voglia e davanti a un bicchiere si progettino azioni letterarie, che poi significa azioni tout court. Troppa virtù nel virtuale e poco vizio 

effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi di Nazione Indiana,<br />
da oggi, ho preso la seguente decisione. non leggerò più i commenti. E per la gioia di alcuni non ne scriverò. La frequentazione del sito, animata da un entusiasmo che resta vivissimo verso quello che fate,  sarà legata esclusivamente alla lettura dei testi postati, testi che girerò ogni qualvolta ne sia fulminato, e grazie a voi di NI è capitato spesso, a tutti i reseaux che io conosca , poi di tanto in tanto ci si vede &#8211; con quelli che ne hanno voglia e davanti a un bicchiere si progettino azioni letterarie, che poi significa azioni tout court. Troppa virtù nel virtuale e poco vizio </p>
<p>effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gabriella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12118</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2005 08:53:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12118</guid>

					<description><![CDATA[Bene, sono tornata dalle vacanze e trovo questa sorpresa...ringrazio tutti per i commenti(alcuni non li ho proprio capiti), ma quello che mi rallegra l&#039;animo è soprattutto il dibattito culinario. :-)
Gentile Tashtego, per prima cosa le ostriche si possono cucinare, per esempio la mia amica francese le fa sul fuoco della griglia, sotto aghi di pino, e ci fa pure le cpzze in questo modo, ma lei, la mia amica, non è di Parigi bensì di Nancy. Poi devo dirti che ho fatto il liceo classico ma non è servito a nulla perché non ho imparato cosa fosse un&#039;intenzione formale... non ostante gli sforzi ripetuti e continui. Ultima cosa: ho utilizzato &quot;la nera bestia&quot; con l&#039;intenzione di essere di &quot;cattivo gusto&quot;, come pure il &quot;sufficientemente soddisfacente&quot; è messo per grattare, per dare un senso di ruvidità ... se poi il risultato non è dei migliori, pazienza. Le critiche servono per ampliare i propri orizzonti e avere strumenti in più per lavorare, così la penso. Come ha scritto Arminio in un commento: in fondo cerco altri nevrotici non per coltivare l’isteria ma per provare a dissodarla insieme.
@ Angelini:
caro Lucio, io la pianterò quando tu non girerai più per la rete, il che lo sappiamo tutti, è abbastanza improbabile... tu continuerai a trolleggiare e io continuerò a scrivere! :-)
PS
@effeffe: beh insomma, dopo una ricetta così meglio una lettura della Rosselli o del Mesa, anche un ascolto di Carmelo Bene che legge Majakoskij...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bene, sono tornata dalle vacanze e trovo questa sorpresa&#8230;ringrazio tutti per i commenti(alcuni non li ho proprio capiti), ma quello che mi rallegra l&#8217;animo è soprattutto il dibattito culinario. :-)<br />
Gentile Tashtego, per prima cosa le ostriche si possono cucinare, per esempio la mia amica francese le fa sul fuoco della griglia, sotto aghi di pino, e ci fa pure le cpzze in questo modo, ma lei, la mia amica, non è di Parigi bensì di Nancy. Poi devo dirti che ho fatto il liceo classico ma non è servito a nulla perché non ho imparato cosa fosse un&#8217;intenzione formale&#8230; non ostante gli sforzi ripetuti e continui. Ultima cosa: ho utilizzato &#8220;la nera bestia&#8221; con l&#8217;intenzione di essere di &#8220;cattivo gusto&#8221;, come pure il &#8220;sufficientemente soddisfacente&#8221; è messo per grattare, per dare un senso di ruvidità &#8230; se poi il risultato non è dei migliori, pazienza. Le critiche servono per ampliare i propri orizzonti e avere strumenti in più per lavorare, così la penso. Come ha scritto Arminio in un commento: in fondo cerco altri nevrotici non per coltivare l’isteria ma per provare a dissodarla insieme.<br />
@ Angelini:<br />
caro Lucio, io la pianterò quando tu non girerai più per la rete, il che lo sappiamo tutti, è abbastanza improbabile&#8230; tu continuerai a trolleggiare e io continuerò a scrivere! :-)<br />
PS<br />
@effeffe: beh insomma, dopo una ricetta così meglio una lettura della Rosselli o del Mesa, anche un ascolto di Carmelo Bene che legge Majakoskij&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12116</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2005 07:23:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/08/31/passaggi/#comment-12116</guid>

					<description><![CDATA[1 
Carissimo tashtego, 
Recette pour 6 à 8 personnes - Préparation : 30 mn - Cuisson : 15 mn.

Ingrédients

2 douzaines d&#039;huîtres
1 kg de gros sel.
300g de pousses d&#039;épinards 
50cl de crème fraîche 
1 botte de persil frais
Huile d&#039;olive
Sel, poivre

Pour la sauce
6 jaunes d&#039;oeuf 
200g de beurre 
Le jus de 1 citron et demi 
Sel, poivre 

ohps, cuisson, in francese significa cottura.

A Caserta invece proporrei  della mozzarella in carrozza
e a Torino gli agnolotti al plin

con una lettura di Gabriella alla fine
e del vino rosso, un bricco del bandit
da bere alla faccia di chi si crede
intelligente, e non è neanche stupido]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1<br />
Carissimo tashtego,<br />
Recette pour 6 à 8 personnes &#8211; Préparation : 30 mn &#8211; Cuisson : 15 mn.</p>
<p>Ingrédients</p>
<p>2 douzaines d&#8217;huîtres<br />
1 kg de gros sel.<br />
300g de pousses d&#8217;épinards<br />
50cl de crème fraîche<br />
1 botte de persil frais<br />
Huile d&#8217;olive<br />
Sel, poivre</p>
<p>Pour la sauce<br />
6 jaunes d&#8217;oeuf<br />
200g de beurre<br />
Le jus de 1 citron et demi<br />
Sel, poivre </p>
<p>ohps, cuisson, in francese significa cottura.</p>
<p>A Caserta invece proporrei  della mozzarella in carrozza<br />
e a Torino gli agnolotti al plin</p>
<p>con una lettura di Gabriella alla fine<br />
e del vino rosso, un bricco del bandit<br />
da bere alla faccia di chi si crede<br />
intelligente, e non è neanche stupido</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-10-25 14:42:04 by W3 Total Cache
-->