<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Traduzione	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Sep 2005 11:50:39 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>
	<item>
		<title>
		Di: stranduttore		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12867</link>

		<dc:creator><![CDATA[stranduttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2005 11:50:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12867</guid>

					<description><![CDATA[Ribadisco che - ovviamente per chiari limiti (digitali e non) miei - non capisco la maggior parte di quanto viene scritto su queste pagine. Mi sarebbe piaciuto sentire qualcosa di più sulla traduzione che, ribadisco ancora, mi pare costringa ad affrontare apertamente dei temi che, per quanto insiti nel processo creativo e direi nella nostra vita in generale, vengono altrimenti trascurati.
Quanto al museo degli errori provocatoriamente, mi pare, proposto da Giorgio: sono d&#039;accordo, &quot;erro ergo sum&quot; è esattamente quello che penso. &quot;The imperfect is our paradise&quot; ha detto tanto meglio Wallace Stevens. E inviterei chiunque sia interessato ai processi creativi a rileggersi [Stevens e] i pezzi di Browning su Andrea del Sarto e di Ashbery &quot;su&quot; Parmigianino (entrambi in qualche modo derivati da Vasari, dopotutto), che più o meno direttamente toccano la questione della superiorità di Raffaello - le cui cause sarebbero da trovarsi nei suoi LIMITI nel disegno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ribadisco che &#8211; ovviamente per chiari limiti (digitali e non) miei &#8211; non capisco la maggior parte di quanto viene scritto su queste pagine. Mi sarebbe piaciuto sentire qualcosa di più sulla traduzione che, ribadisco ancora, mi pare costringa ad affrontare apertamente dei temi che, per quanto insiti nel processo creativo e direi nella nostra vita in generale, vengono altrimenti trascurati.<br />
Quanto al museo degli errori provocatoriamente, mi pare, proposto da Giorgio: sono d&#8217;accordo, &#8220;erro ergo sum&#8221; è esattamente quello che penso. &#8220;The imperfect is our paradise&#8221; ha detto tanto meglio Wallace Stevens. E inviterei chiunque sia interessato ai processi creativi a rileggersi [Stevens e] i pezzi di Browning su Andrea del Sarto e di Ashbery &#8220;su&#8221; Parmigianino (entrambi in qualche modo derivati da Vasari, dopotutto), che più o meno direttamente toccano la questione della superiorità di Raffaello &#8211; le cui cause sarebbero da trovarsi nei suoi LIMITI nel disegno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giorgio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12778</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2005 12:05:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12778</guid>

					<description><![CDATA[Nauralmente NO, non ero e non sono io. Basta chiedere al gentile Andrea Raos. Ho tanti difetti e inscurezze ma non sono vigliacco. I  giochetti di tale F. Fr. ricordano vagamente le sperimentazioni padovane di Cesare Ruffato. Ero abituato a confrontarmi con Anna Maria Ortese o Amelia Rosselli, Patrizia Vicinelli, Attilio Lolini, Giovanna Sandri, Franco Cavallo... pazienza... mi sento sminuito e degradato se ad attaccarmi è F. Fr. Fosse almeno originale e creativo (di suo). Una vita intera trascorsa lontano dal sottobosco letterario ed ora la &quot;pazziella&quot;  è in mano agli epigoni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nauralmente NO, non ero e non sono io. Basta chiedere al gentile Andrea Raos. Ho tanti difetti e inscurezze ma non sono vigliacco. I  giochetti di tale F. Fr. ricordano vagamente le sperimentazioni padovane di Cesare Ruffato. Ero abituato a confrontarmi con Anna Maria Ortese o Amelia Rosselli, Patrizia Vicinelli, Attilio Lolini, Giovanna Sandri, Franco Cavallo&#8230; pazienza&#8230; mi sento sminuito e degradato se ad attaccarmi è F. Fr. Fosse almeno originale e creativo (di suo). Una vita intera trascorsa lontano dal sottobosco letterario ed ora la &#8220;pazziella&#8221;  è in mano agli epigoni&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fragrante Frangipane		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12760</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fragrante Frangipane]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2005 08:57:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12760</guid>

					<description><![CDATA[Flat, che culstappa! Ella è flabbergastrica, mi etonna come una vitella - avrà la mia imperitura ammirazione. Ma non morda la mano della nutria: ella è nausea nel suo mar e vomita in se stesso.
Frangi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Flat, che culstappa! Ella è flabbergastrica, mi etonna come una vitella &#8211; avrà la mia imperitura ammirazione. Ma non morda la mano della nutria: ella è nausea nel suo mar e vomita in se stesso.<br />
Frangi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12759</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2005 08:49:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12759</guid>

					<description><![CDATA[Dunque il ruttatore era Giorgio? Ma guarda!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque il ruttatore era Giorgio? Ma guarda!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giorgio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12750</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 21:56:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12750</guid>

					<description><![CDATA[F. Frangipane (sic!) si è tanto sforzato nel  tentare una flebile, moscia parodia del dublinese. Ha fatto &quot;fetecchia&quot;. Ha evacuato una pessima  (stitica) imitazione del Gianni Toti meno riuscito: &quot;Bagaglino&quot; e dintorni, per intenderci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>F. Frangipane (sic!) si è tanto sforzato nel  tentare una flebile, moscia parodia del dublinese. Ha fatto &#8220;fetecchia&#8221;. Ha evacuato una pessima  (stitica) imitazione del Gianni Toti meno riuscito: &#8220;Bagaglino&#8221; e dintorni, per intenderci.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: F. Frangipane		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12736</link>

		<dc:creator><![CDATA[F. Frangipane]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 13:57:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12736</guid>

					<description><![CDATA[@ Giorgio, ovunque ella appaia

Spetabile Flatulenzio,
che non capisce si capisce, ma non se ne abbia a male e non si scoreggi –  il mondo non è rutto come lo si dipinge e nessuno intende insidiare il suo ruolo di traruttore principe. Il tutto sta nel trovare spazi adeguati in cui esprimersi, e non come un flatus recti occasionale, o un susseguirsi di coiti interrutti, ma costantemente, nella routtin quotidiana. D’altronde, sulla sua route il vero routtard non spreca tempo a sfogliare petali di petunia, ma tiene in costante esercizio i suoi rutilanti petorali, e ne gode i frutti.
A costo di sembrarle petulante, le ripeto: creda nelle sue doti e petenda che NI le crei uno spazio tutto suo, la sua (sco)Reggia personale. Se lei a questo proposito lancerà una petizione, io la firmerò.
Suo,
Fragrante Frangipane_]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Giorgio, ovunque ella appaia</p>
<p>Spetabile Flatulenzio,<br />
che non capisce si capisce, ma non se ne abbia a male e non si scoreggi –  il mondo non è rutto come lo si dipinge e nessuno intende insidiare il suo ruolo di traruttore principe. Il tutto sta nel trovare spazi adeguati in cui esprimersi, e non come un flatus recti occasionale, o un susseguirsi di coiti interrutti, ma costantemente, nella routtin quotidiana. D’altronde, sulla sua route il vero routtard non spreca tempo a sfogliare petali di petunia, ma tiene in costante esercizio i suoi rutilanti petorali, e ne gode i frutti.<br />
A costo di sembrarle petulante, le ripeto: creda nelle sue doti e petenda che NI le crei uno spazio tutto suo, la sua (sco)Reggia personale. Se lei a questo proposito lancerà una petizione, io la firmerò.<br />
Suo,<br />
Fragrante Frangipane_</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12654</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2005 14:25:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12654</guid>

					<description><![CDATA[Il traduttore che si commuove in effetti è poco “digitale”  :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il traduttore che si commuove in effetti è poco “digitale”  :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12653</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2005 14:06:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12653</guid>

					<description><![CDATA[@stranduttore
Vero. “Cos’era” l’ho letta sia in “West of your cities” sia in “L’inizio di una sedia”. Ripetere giova.
Si potrebbero ricordare anche l’articolo di Marco Giovenale e le traduzioni di Damiano Abeni su “Poesia” del Marzo 2005 (“Mark Strand. La linea di coscienza dello sguardo”).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@stranduttore<br />
Vero. “Cos’era” l’ho letta sia in “West of your cities” sia in “L’inizio di una sedia”. Ripetere giova.<br />
Si potrebbero ricordare anche l’articolo di Marco Giovenale e le traduzioni di Damiano Abeni su “Poesia” del Marzo 2005 (“Mark Strand. La linea di coscienza dello sguardo”).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giorgio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12650</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2005 12:54:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12650</guid>

					<description><![CDATA[Non ho capito bene. &quot;Flatulenze&quot; sarà lo spazio degli svarioni, refusi, orrori ed orrori dei traduttori italiani? Che bello! Divertente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho capito bene. &#8220;Flatulenze&#8221; sarà lo spazio degli svarioni, refusi, orrori ed orrori dei traduttori italiani? Che bello! Divertente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stranduttore		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12632</link>

		<dc:creator><![CDATA[stranduttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2005 15:42:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/04/traduzione/#comment-12632</guid>

					<description><![CDATA[Ringrazio NI per lo spazio dedicato alle prose di Strand sulla traduzione, e mi fa piacere che abbia suscitato diverse risposte interessanti e che abbia indotto qualcuno a riguardare qualche altro lavoro di Strand.
Mi ha fatto piacere, inoltre, rileggere la mia vecchia traduzione di &quot;Cos&#039;era&quot;: è da lì che viene il titolo della raccolta pubblicata da Donzelli &quot;L&#039;inizio di una sedia&quot;.  Per anni non sono riuscito a leggere quel pezzo ad alta voce perché mi commuovevo troppo! 

Per il resto, sono totalmente nuovo in questo tipo/campo di comunicazione e francamente non capisco buona parte dei &quot;commenti&quot; - non ne capisco proprio il motivo, cioè. A parte la pessima qualità (casertac NON SA SCRIVERE), inquinano. Siccome credo che in rete tutti debbano avere lo spazio che si meritano, proporrei ai curatori di creare uno spazio ad hoc su cui convogliare gli interventi inquinanti. Proporrei anche un titolo, vagamente sbarbariano: Flatulenze.

Quanto alla traduzione, di cui si sarebbe dovuto parlare, annuncio in sintesi la mia posizione, antitetica rispetto a quella (citatissima) del poeta Frost che sostiene che la poesia sia &quot;what is lost in translation&quot;, cioè ciò che va perduto nella traduzione. Per me &quot;poetry is what is left in translation&quot;, quello che resta. 
D&#039;altronde, tutto è traduzione - ogni minimo atto di percezione fisiologica deriva da complessi processi di traduzione: stimoli che si traducono in prodotti biochimici che si traducono in stimoli nervosi, che si traducono in sensazioni, che si traducono in risposte... Si vive per approssimazione!

un saluto ai veri indiani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio NI per lo spazio dedicato alle prose di Strand sulla traduzione, e mi fa piacere che abbia suscitato diverse risposte interessanti e che abbia indotto qualcuno a riguardare qualche altro lavoro di Strand.<br />
Mi ha fatto piacere, inoltre, rileggere la mia vecchia traduzione di &#8220;Cos&#8217;era&#8221;: è da lì che viene il titolo della raccolta pubblicata da Donzelli &#8220;L&#8217;inizio di una sedia&#8221;.  Per anni non sono riuscito a leggere quel pezzo ad alta voce perché mi commuovevo troppo! </p>
<p>Per il resto, sono totalmente nuovo in questo tipo/campo di comunicazione e francamente non capisco buona parte dei &#8220;commenti&#8221; &#8211; non ne capisco proprio il motivo, cioè. A parte la pessima qualità (casertac NON SA SCRIVERE), inquinano. Siccome credo che in rete tutti debbano avere lo spazio che si meritano, proporrei ai curatori di creare uno spazio ad hoc su cui convogliare gli interventi inquinanti. Proporrei anche un titolo, vagamente sbarbariano: Flatulenze.</p>
<p>Quanto alla traduzione, di cui si sarebbe dovuto parlare, annuncio in sintesi la mia posizione, antitetica rispetto a quella (citatissima) del poeta Frost che sostiene che la poesia sia &#8220;what is lost in translation&#8221;, cioè ciò che va perduto nella traduzione. Per me &#8220;poetry is what is left in translation&#8221;, quello che resta.<br />
D&#8217;altronde, tutto è traduzione &#8211; ogni minimo atto di percezione fisiologica deriva da complessi processi di traduzione: stimoli che si traducono in prodotti biochimici che si traducono in stimoli nervosi, che si traducono in sensazioni, che si traducono in risposte&#8230; Si vive per approssimazione!</p>
<p>un saluto ai veri indiani</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-07-14 07:52:20 by W3 Total Cache
-->