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	Commenti a: SOMEBODY BLEW UP AMERICA	</title>
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		<title>
		Di: andrea raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/12/somebody-blew-up-america/#comment-12729</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 09:33:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tashtego,
ho postato le mie riflessioni qui sopra, in cui parlo anche di te, prima di leggere le precisazioni di inglese e tue sull&#039;attacco alle torri gemelle e il mossad. sono molto felice che ci siamo sovrapposti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tashtego,<br />
ho postato le mie riflessioni qui sopra, in cui parlo anche di te, prima di leggere le precisazioni di inglese e tue sull&#8217;attacco alle torri gemelle e il mossad. sono molto felice che ci siamo sovrapposti.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/12/somebody-blew-up-america/#comment-12726</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 08:47:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[concordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>concordo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/12/somebody-blew-up-america/#comment-12725</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 07:18:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a scanso di equivoci: sul riferimento ai servizi segreti israeliani (che avrebbero saputo dell&#039;attentato e sarebbero intervenuti solo in difesa dei propri cittadini); questa frase non fa, secondo me, del testo di Baraka un testo antisemita; e trovo riduttivo fissarsi su di essa, per discreditare quanto dice il testo. Che parla apertamente, tra le altre cose, della Shoa. 

La frase in sé è pero&#039; IDIOTA, vergognosa, e non andava messa. Nel suo testo quella frase non c&#039;entra nulla, non si accorda con niente (se non come indice &quot;inconsapevole&quot; di una deriva paranoica) mentre in un altro tipo di testi c&#039;entrerebbe a pennello. Testi chiaramente e intenzionalmente antisemiti. Questo getta comunque un&#039;ombra su Baraka. Frasi anti-negri, anti-africani, io le sento dire con una frequenza molto maggiore di frasi antisemite. E con una ben più grande disinvoltura. Il subire razzismo non non giustifica pero&#039; l&#039;esercitarlo a sua volta. Ma questa contraddizione etica sta dentro un&#039;irrisolta e bloccata vicenda politica, che non si puo&#039; far finta di ignorare. Proprio in questi giorni i nordamericani stessi stanno rendendosene conto. 

per tash: la frase sui 4.000 lavoratori ha un unico contesto d&#039;uso: un&#039;inchiesta puntigliosa con relativo e completo corredo di prove. Al di fuori di questo unico contesto, è una frase che, oggettivamente, sta al proprio posto solo in un discorso antisemita. (Infatti, in Somebody blew... sta davvero FUORI posto.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a scanso di equivoci: sul riferimento ai servizi segreti israeliani (che avrebbero saputo dell&#8217;attentato e sarebbero intervenuti solo in difesa dei propri cittadini); questa frase non fa, secondo me, del testo di Baraka un testo antisemita; e trovo riduttivo fissarsi su di essa, per discreditare quanto dice il testo. Che parla apertamente, tra le altre cose, della Shoa. </p>
<p>La frase in sé è pero&#8217; IDIOTA, vergognosa, e non andava messa. Nel suo testo quella frase non c&#8217;entra nulla, non si accorda con niente (se non come indice &#8220;inconsapevole&#8221; di una deriva paranoica) mentre in un altro tipo di testi c&#8217;entrerebbe a pennello. Testi chiaramente e intenzionalmente antisemiti. Questo getta comunque un&#8217;ombra su Baraka. Frasi anti-negri, anti-africani, io le sento dire con una frequenza molto maggiore di frasi antisemite. E con una ben più grande disinvoltura. Il subire razzismo non non giustifica pero&#8217; l&#8217;esercitarlo a sua volta. Ma questa contraddizione etica sta dentro un&#8217;irrisolta e bloccata vicenda politica, che non si puo&#8217; far finta di ignorare. Proprio in questi giorni i nordamericani stessi stanno rendendosene conto. </p>
<p>per tash: la frase sui 4.000 lavoratori ha un unico contesto d&#8217;uso: un&#8217;inchiesta puntigliosa con relativo e completo corredo di prove. Al di fuori di questo unico contesto, è una frase che, oggettivamente, sta al proprio posto solo in un discorso antisemita. (Infatti, in Somebody blew&#8230; sta davvero FUORI posto.)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/12/somebody-blew-up-america/#comment-12724</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 07:05:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Inglese.
Musil mi pare un ottimo esempio.
Ho letto con attenzione la tua poesia e credo di  capire la tua posizione. Per spiegarti la mia con maggior precisione volevo partire da una citazione svuotante e banale di don Milani che ho letto questa mattina, svuotante e banale non certo perché lo fosse quell&#039;uomo duro e intransigente, che tra l&#039;altro mi ha  fatto molto amaramente riflettere in anni passati, ma per l&#039;effetto che una citazione delle sue parole fatta così come è stata fatta, mi ha provocato, ma adesso devo scappare, spero di riuscirci più tardi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Inglese.<br />
Musil mi pare un ottimo esempio.<br />
Ho letto con attenzione la tua poesia e credo di  capire la tua posizione. Per spiegarti la mia con maggior precisione volevo partire da una citazione svuotante e banale di don Milani che ho letto questa mattina, svuotante e banale non certo perché lo fosse quell&#8217;uomo duro e intransigente, che tra l&#8217;altro mi ha  fatto molto amaramente riflettere in anni passati, ma per l&#8217;effetto che una citazione delle sue parole fatta così come è stata fatta, mi ha provocato, ma adesso devo scappare, spero di riuscirci più tardi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/12/somebody-blew-up-america/#comment-12723</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 06:23:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1290#comment-12723</guid>

					<description><![CDATA[Mi piace quello che hai scritto, Temperanza. Siamo per un attimo usciti da quella “società del buon gusto letterario”, in cui spesso vengono intrappolati i nostri dialoghi sul blog. Ci siamo parlati come persone portatrici di un’esperienza concreta, spostando lo sguardo dai testi alle nostre vite (ai limiti che esse incontrano, alle forme etiche che cerchiamo). Quanto all’opposizione che si è creata, tra una passione “vana” e una sobrietà concreta, penso che manifesti un limite dentro cui siamo presi entrambi. Sotto, sotto, non credo che tale “gioco dei ruoli” soddisfi pienamente nessuno dei due. Non soddisfa il gesto di pura testimonianza (il mio), né il ragionevole ritiro dentro i limiti di una ragionevolezza “positiva” (il tuo). Non di fronte alle poste che sono in gioco. E’ ancora un’altra sobrietà quella che ci manca, difficile da definire, se non in forma di ossimoro. Forse quella di cui parlava Musil, alludendo all’utopia della vita esatta. La massima intensità etica (massima consapevolezza e massima passione) nel più piccolo, insignificante, dei nostri atti quotidiani. Una sobrietà appassionata e intransigente, quindi. 

Ma finisco per risponderti, con una poesia (mia, non di Brecht!). Che credo c’entri molto con quanto stiamo dicendoci. 


Non accade. E intanto passano
le minuscole cose, e ad esse
ti attieni, spiando gradazioni
infime di colore, infami, vuote.

Non giunge. L’equilibrio è buono,
aprendo la bocca l’aria vi entra,
respiri, guardi lontano, fermo
sulle due gambe, e le muovi.

Non avviene. Intanto vanno
di ora in ora, con un delicato
meccanismo di strazio i giorni:
siedi e ti alzi, cambi di tasca
le chiavi, perché non scavino
dentro la tela, passi la spugna 
sul tavolo, rivolti una maglia,
guardi ad uno ad uno i gradini
o in alto la flessione dei rami
con l’ultima luce e sembra 
il raggio fare di ogni fine 
una cosa solenne. Non era questo.

Ma quelle storie monche,
strane, filtrate in inverno
attraverso muri e pareti,
hanno a lungo preparato
un sogno: verrà l’unica viva
sorte a devastare di nuovo,
verrà guastando ogni misura
di calma e conforto,
per ricomporre il piccolo vivere nostro
dentro i ferocissimi mali
del mondo. E sentiremo quel giorno
ampio come un pianeta l’attimo
e il passo, e la difficoltà 
ad ogni metro di non cadere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace quello che hai scritto, Temperanza. Siamo per un attimo usciti da quella “società del buon gusto letterario”, in cui spesso vengono intrappolati i nostri dialoghi sul blog. Ci siamo parlati come persone portatrici di un’esperienza concreta, spostando lo sguardo dai testi alle nostre vite (ai limiti che esse incontrano, alle forme etiche che cerchiamo). Quanto all’opposizione che si è creata, tra una passione “vana” e una sobrietà concreta, penso che manifesti un limite dentro cui siamo presi entrambi. Sotto, sotto, non credo che tale “gioco dei ruoli” soddisfi pienamente nessuno dei due. Non soddisfa il gesto di pura testimonianza (il mio), né il ragionevole ritiro dentro i limiti di una ragionevolezza “positiva” (il tuo). Non di fronte alle poste che sono in gioco. E’ ancora un’altra sobrietà quella che ci manca, difficile da definire, se non in forma di ossimoro. Forse quella di cui parlava Musil, alludendo all’utopia della vita esatta. La massima intensità etica (massima consapevolezza e massima passione) nel più piccolo, insignificante, dei nostri atti quotidiani. Una sobrietà appassionata e intransigente, quindi. </p>
<p>Ma finisco per risponderti, con una poesia (mia, non di Brecht!). Che credo c’entri molto con quanto stiamo dicendoci. </p>
<p>Non accade. E intanto passano<br />
le minuscole cose, e ad esse<br />
ti attieni, spiando gradazioni<br />
infime di colore, infami, vuote.</p>
<p>Non giunge. L’equilibrio è buono,<br />
aprendo la bocca l’aria vi entra,<br />
respiri, guardi lontano, fermo<br />
sulle due gambe, e le muovi.</p>
<p>Non avviene. Intanto vanno<br />
di ora in ora, con un delicato<br />
meccanismo di strazio i giorni:<br />
siedi e ti alzi, cambi di tasca<br />
le chiavi, perché non scavino<br />
dentro la tela, passi la spugna<br />
sul tavolo, rivolti una maglia,<br />
guardi ad uno ad uno i gradini<br />
o in alto la flessione dei rami<br />
con l’ultima luce e sembra<br />
il raggio fare di ogni fine<br />
una cosa solenne. Non era questo.</p>
<p>Ma quelle storie monche,<br />
strane, filtrate in inverno<br />
attraverso muri e pareti,<br />
hanno a lungo preparato<br />
un sogno: verrà l’unica viva<br />
sorte a devastare di nuovo,<br />
verrà guastando ogni misura<br />
di calma e conforto,<br />
per ricomporre il piccolo vivere nostro<br />
dentro i ferocissimi mali<br />
del mondo. E sentiremo quel giorno<br />
ampio come un pianeta l’attimo<br />
e il passo, e la difficoltà<br />
ad ogni metro di non cadere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/12/somebody-blew-up-america/#comment-12722</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 06:22:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[c&#039;è un &quot;che&quot; di troppo.]]></description>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/12/somebody-blew-up-america/#comment-12721</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 06:21:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ap.
in breve e parzialmente: chi si sente qui di escludere che i servizi di israele abbiano avuto un ruolo nell&#039;attentato alle torri?

antisemitismo: è un sentimento di avversione e disprezzo per l&#039;etnia ebraica, alla quale attribuisce un potere occulto molto esteso e colpe storiche immani, complotti, eccetera.
criticare la politica di israele non è antisemitismo.

la verità evidente di jones/baraka: al postutto l&#039;attore principale è sempre stata l&#039;avidità smodata e feroce, fredda e totalmente priva di inibizioni, del capitalismo occidentale che, negli ultimi due secoli, che ha letteralmente macinato carne umana.
perché dovrei sentirmi &quot;provocato&quot; da questo enunciato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ap.<br />
in breve e parzialmente: chi si sente qui di escludere che i servizi di israele abbiano avuto un ruolo nell&#8217;attentato alle torri?</p>
<p>antisemitismo: è un sentimento di avversione e disprezzo per l&#8217;etnia ebraica, alla quale attribuisce un potere occulto molto esteso e colpe storiche immani, complotti, eccetera.<br />
criticare la politica di israele non è antisemitismo.</p>
<p>la verità evidente di jones/baraka: al postutto l&#8217;attore principale è sempre stata l&#8217;avidità smodata e feroce, fredda e totalmente priva di inibizioni, del capitalismo occidentale che, negli ultimi due secoli, che ha letteralmente macinato carne umana.<br />
perché dovrei sentirmi &#8220;provocato&#8221; da questo enunciato?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ap		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/12/somebody-blew-up-america/#comment-12718</link>

		<dc:creator><![CDATA[ap]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2005 22:41:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@tash
“il testo di baraka/jones non è una “provocazione”,  evoca una verità irraggiungibile, indimostrabile, e tuttavia evidente” – scusami, ma di cosa stai parlando?! Posso capire non che non ti “provochi”, e non ho la speranza di comprendere il perché; ma tra passioni irrefrenabili e dogmi della verità, si è passati dalla comprensibile lotta di classe ad un alienazione vera e propria. 
Forse sono pazzo - ma da quello che scrivi Baraka è un eroe, lo spirito santo che infonde attraverso la sua pratica scritturale nell’uomo delle verità evidenti, o mi sbaglio?! e l’antisemitismo poi che cos’è? un partito politico o una nazionalità?! forse un processo alle intenzioni?! o meglio ancora: l’antisemitismo è un sostantivo maschile?! dimmi... 
Questo è un problema che “mi provoca”...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@tash<br />
“il testo di baraka/jones non è una “provocazione”,  evoca una verità irraggiungibile, indimostrabile, e tuttavia evidente” – scusami, ma di cosa stai parlando?! Posso capire non che non ti “provochi”, e non ho la speranza di comprendere il perché; ma tra passioni irrefrenabili e dogmi della verità, si è passati dalla comprensibile lotta di classe ad un alienazione vera e propria.<br />
Forse sono pazzo &#8211; ma da quello che scrivi Baraka è un eroe, lo spirito santo che infonde attraverso la sua pratica scritturale nell’uomo delle verità evidenti, o mi sbaglio?! e l’antisemitismo poi che cos’è? un partito politico o una nazionalità?! forse un processo alle intenzioni?! o meglio ancora: l’antisemitismo è un sostantivo maschile?! dimmi&#8230;<br />
Questo è un problema che “mi provoca”&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giorgio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/12/somebody-blew-up-america/#comment-12717</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2005 21:57:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non conosco Andrea Inglese. I suoi interventi li leggo con attenzione. Sono stimolanti, intelligenti, originali (e senza &quot;birignao&quot;).
Per &quot;Temperanza&quot;: &quot;... Il destino di I mi ha scosso sempre di più e, a parte ciò che riguarda tutti, c&#039;è qualcosa che mi tocca personalmente in modo particolare e angoscioso. Quest&#039;isola aveva afferrato tutti i miei sensi: quando avrà finito di leggere Zarathustra, le sarà chiaro, dove cercavo le isole beate. Solo a I si può capire immediatamente Eupido che danza con le fanciulle (le Ischitane dicono &quot;Eupedo&quot;). Appena ho finito di scrivere, l&#039;isola crolla su se stessa... F. Nietzsche (Briefe aus Italien. Von Winkelmann bis Gregorovius) 
Singolare la discussione su sinistra e destra. Posso chiedere a Tashtego cosa intende per &quot;natura&quot;. Mi inquieta non poco. Se per la strada un lavoratore migrante è in difficoltà e viene soccorso quella è un&#039;azione di sinistra. Chi passa oltre (o addirittura invoca la repressione) è di destra. Libertinotti che vieta l&#039;esposizione  (nei circoli della sua setta) dei ritratti del compagno J.V. D. Stalin è di destra o di sinistra? Calvino e Giolitti (1956) erano di sinistra o sinistrati? Tagliamo corto: dopo Yalta il P.C.I. ha adottato la &quot;linea nera&quot; e buonanotte ai suonatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non conosco Andrea Inglese. I suoi interventi li leggo con attenzione. Sono stimolanti, intelligenti, originali (e senza &#8220;birignao&#8221;).<br />
Per &#8220;Temperanza&#8221;: &#8220;&#8230; Il destino di I mi ha scosso sempre di più e, a parte ciò che riguarda tutti, c&#8217;è qualcosa che mi tocca personalmente in modo particolare e angoscioso. Quest&#8217;isola aveva afferrato tutti i miei sensi: quando avrà finito di leggere Zarathustra, le sarà chiaro, dove cercavo le isole beate. Solo a I si può capire immediatamente Eupido che danza con le fanciulle (le Ischitane dicono &#8220;Eupedo&#8221;). Appena ho finito di scrivere, l&#8217;isola crolla su se stessa&#8230; F. Nietzsche (Briefe aus Italien. Von Winkelmann bis Gregorovius)<br />
Singolare la discussione su sinistra e destra. Posso chiedere a Tashtego cosa intende per &#8220;natura&#8221;. Mi inquieta non poco. Se per la strada un lavoratore migrante è in difficoltà e viene soccorso quella è un&#8217;azione di sinistra. Chi passa oltre (o addirittura invoca la repressione) è di destra. Libertinotti che vieta l&#8217;esposizione  (nei circoli della sua setta) dei ritratti del compagno J.V. D. Stalin è di destra o di sinistra? Calvino e Giolitti (1956) erano di sinistra o sinistrati? Tagliamo corto: dopo Yalta il P.C.I. ha adottato la &#8220;linea nera&#8221; e buonanotte ai suonatori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/12/somebody-blew-up-america/#comment-12716</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2005 21:43:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1290#comment-12716</guid>

					<description><![CDATA[@inglese
Quando ho letto la poesia di baraka la prima volta mi sono detta che d&#039;istinto ero in sintonia con lui, e un attimo dopo mi sono resa conto che lo facevo per abitudine, sono abituata a essere in sintonia con cose del genere,  ci vuol poco, è facile e non costa niente, e così l&#039;ho riletta e mi sono chiesta, ma è una poesia davvero buona? O solo una poesia &quot;strumentale&quot;, sia pure nobilmente? E se è solo una poesia strumentale, può andarmi benissimo,  ma allora come poesia non mi interessa più, mi interessa come atto politico. E allora mi sono chiesta, ma è un atto politico, questo? E mi sono risposta di no. Caro Inglese, sei sicuro che ci voglia un estremo coraggio per una poesia come questa? Io non lo so, ma non credo, non è stato l&#039;unico Baraka a dire certe cose, e anche più forti. Hai ragione, per un po&#039; lo spazio del pensabile si è ristretto, per poco, perché poi chi la pensava in un certo modo ha continuato a pensarla come la pensava, e anche a dirla, e c&#039;erano alcuni amici a new york in quei giorni, che abitano lì, e so che cosa ha voluto dire per loro, la città era sotto choc e quando si è sotto choc per un po&#039; le parole non vengono, poi però tornano e mi pare che siano tornate a tutti. Le Twin Towers non hanno lavato la storia criminale di una serie di governi USA, hanno ammutolito per un po&#039; gli esseri umani, e questo è diverso. Almeno così la penso io. Ma penso anche e  sempre che la politica non può essere un proclama continuo di buoni sentimenti, di buone intenzioni e di sensi di colpa e di non  azione, sono troppo vecchia, l&#039;ho fatta troppo, giù in basso, e ne ho tratto troppo fastidio per credere ancora in queste cose, adesso io chiedo soltanto che si faccia almeno quel poco che si può fare, ma che &quot;si faccia&quot; e tra le cose che io ritengo politiche ci sono l&#039;esattezza, la sobrietà, la verifica delle fonti, per quanto possibile, la verifica della sostenibilità di quello che si afferma, la certezza di aver fatto tutto per verificare che l&#039;azione che si sostiene  non abbia conseguenze impreviste e contrarie a quello che si voleva ……… e altre banali e prosaiche cose del genere. Io vedo che tu sei spinto da una sincera passione,  e non posso che onorarla, ma mi sembra inadeguata alle chiamate della realtà ……… ma forse sono solo io che col passar degli anni  ho perso illusioni, potrebbe essere. 
Comunque mi fa piacere che su Wallace Stevens siamo d&#039;accordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@inglese<br />
Quando ho letto la poesia di baraka la prima volta mi sono detta che d&#8217;istinto ero in sintonia con lui, e un attimo dopo mi sono resa conto che lo facevo per abitudine, sono abituata a essere in sintonia con cose del genere,  ci vuol poco, è facile e non costa niente, e così l&#8217;ho riletta e mi sono chiesta, ma è una poesia davvero buona? O solo una poesia &#8220;strumentale&#8221;, sia pure nobilmente? E se è solo una poesia strumentale, può andarmi benissimo,  ma allora come poesia non mi interessa più, mi interessa come atto politico. E allora mi sono chiesta, ma è un atto politico, questo? E mi sono risposta di no. Caro Inglese, sei sicuro che ci voglia un estremo coraggio per una poesia come questa? Io non lo so, ma non credo, non è stato l&#8217;unico Baraka a dire certe cose, e anche più forti. Hai ragione, per un po&#8217; lo spazio del pensabile si è ristretto, per poco, perché poi chi la pensava in un certo modo ha continuato a pensarla come la pensava, e anche a dirla, e c&#8217;erano alcuni amici a new york in quei giorni, che abitano lì, e so che cosa ha voluto dire per loro, la città era sotto choc e quando si è sotto choc per un po&#8217; le parole non vengono, poi però tornano e mi pare che siano tornate a tutti. Le Twin Towers non hanno lavato la storia criminale di una serie di governi USA, hanno ammutolito per un po&#8217; gli esseri umani, e questo è diverso. Almeno così la penso io. Ma penso anche e  sempre che la politica non può essere un proclama continuo di buoni sentimenti, di buone intenzioni e di sensi di colpa e di non  azione, sono troppo vecchia, l&#8217;ho fatta troppo, giù in basso, e ne ho tratto troppo fastidio per credere ancora in queste cose, adesso io chiedo soltanto che si faccia almeno quel poco che si può fare, ma che &#8220;si faccia&#8221; e tra le cose che io ritengo politiche ci sono l&#8217;esattezza, la sobrietà, la verifica delle fonti, per quanto possibile, la verifica della sostenibilità di quello che si afferma, la certezza di aver fatto tutto per verificare che l&#8217;azione che si sostiene  non abbia conseguenze impreviste e contrarie a quello che si voleva ……… e altre banali e prosaiche cose del genere. Io vedo che tu sei spinto da una sincera passione,  e non posso che onorarla, ma mi sembra inadeguata alle chiamate della realtà ……… ma forse sono solo io che col passar degli anni  ho perso illusioni, potrebbe essere.<br />
Comunque mi fa piacere che su Wallace Stevens siamo d&#8217;accordo.</p>
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