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	Commenti a: Sulla forma paranoica 2	</title>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-13120</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2005 15:57:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il riferimento al risultato degli anni 8O erano gli anni 60, ovviamente E&#039; stato bello, perché negarlo, molte speranze, molte illusioni, molto sangue, molti morti, molte stragi, molto Craxi subito dopo e adesso Berlusconi. C&#039;è da pensarci bene, non per rinunciare, ma per pensare meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il riferimento al risultato degli anni 8O erano gli anni 60, ovviamente E&#8217; stato bello, perché negarlo, molte speranze, molte illusioni, molto sangue, molti morti, molte stragi, molto Craxi subito dopo e adesso Berlusconi. C&#8217;è da pensarci bene, non per rinunciare, ma per pensare meglio.</p>
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		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-13118</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2005 15:48:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Inglese
Sono abbastanza d&#039;accordo con il discorso più articolato che fai qui, purtroppo anch&#039;io non ho in questo momento né il tempo per leggermi qualcosa di sensato e poter essere di utilità anche agli altri  né la testa, ma un discorso sulle élites, anche come tu lo abbozzi qui mi sembrerebbe importante.
Quanto a me, no, non credo che il problema si risolva tutto nella questione della qualità delle élites, questo è ovvio, ma dove sono migliori anche la critica è di migliore qualità, più efficace e con qualche speranza di ottenere maggiori risultati, che è sempre quello che interessa a me, almeno risultati parziali. 
Tanto per fare un esempio brutale e attualissimo, se le élites fossero migliori tu non credi che fazio ( e non mi interessa qui se ha inciuciato o meno col banchiere) si sarebbe subito dimesso? Invece essendo le nostre élites  quello che sono, difende la sua posizione alla Banca d&#039;Italia come se fosse una sua proprietà. 
Non si fa la rivoluzione con questo, certo, ma si vive meglio.
Quanto alla violenza  radicale e collettiva,  e io c&#039;ero, non dimenticarti che il risultato maggiore sono stati gli anni &#039;80 e questo che abbiamo adesso. Da qui viene la mia sfiducia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Inglese<br />
Sono abbastanza d&#8217;accordo con il discorso più articolato che fai qui, purtroppo anch&#8217;io non ho in questo momento né il tempo per leggermi qualcosa di sensato e poter essere di utilità anche agli altri  né la testa, ma un discorso sulle élites, anche come tu lo abbozzi qui mi sembrerebbe importante.<br />
Quanto a me, no, non credo che il problema si risolva tutto nella questione della qualità delle élites, questo è ovvio, ma dove sono migliori anche la critica è di migliore qualità, più efficace e con qualche speranza di ottenere maggiori risultati, che è sempre quello che interessa a me, almeno risultati parziali.<br />
Tanto per fare un esempio brutale e attualissimo, se le élites fossero migliori tu non credi che fazio ( e non mi interessa qui se ha inciuciato o meno col banchiere) si sarebbe subito dimesso? Invece essendo le nostre élites  quello che sono, difende la sua posizione alla Banca d&#8217;Italia come se fosse una sua proprietà.<br />
Non si fa la rivoluzione con questo, certo, ma si vive meglio.<br />
Quanto alla violenza  radicale e collettiva,  e io c&#8217;ero, non dimenticarti che il risultato maggiore sono stati gli anni &#8217;80 e questo che abbiamo adesso. Da qui viene la mia sfiducia.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-13116</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2005 15:34:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[va bene; dovremmo allora cominciare da questo. Le élites italiane: qualche buono studio su di esse. Io mi sto leggendo il leggero P. Rugafiori, &quot;Imprenditori e manager, nella storia d&#039;Italia&quot;, e già se ne dicono delle belle. E&#039; un discorso che andrebbe fatto, con materiale alla mano: storico e sociologico. Cio&#039; va al di fuori delle miei possibilità. Ma avrebbe senso anche farlo qui, in questa sede. 

La descrizione delle élites che ho fatto sicuramnte è astratta. Sopratutto essa non si attaglia del tutto a un paese come l&#039;Italia, ma molto di più a paesi più classisti come l&#039;Inghilterra e la Francia, ad esempio. Detto questo il problema è un altro: tu credi che il problema si giochi intorno alla qualità delle élites, io credo che si giochi intorno alla possibilità di fare pressione sulle élites, pressioni non solamente &quot;istituzionali&quot;, ma di &quot;movimento&quot; e &quot;contestazione&quot;. Detta in parole povere:senza il fuoco al culo, le élites di qualità o meno, non metteranno mai in discussione alcuni presupposti della loro egemonia e del loro primato. Questa che ti espongo è semplicemente una visione generale della storia. Ma essa non sta al di qua del fare. Oggi ognuno di noi puo&#039; fare qualcosa di concreto per contrastare certi andamenti deleteri della società verso l&#039;omologazione, verso il razzismo, verso l&#039;esclusione, ecc. Ma il fare di cui c&#039;è bisogno è di tutt&#039;altro genere. Possiamo appena nominarlo, immaginarlo. Ma sarà radicale, collettivo e in parte violento come è sempre stato nei momenti di grande rottura e contestazione (anni Venti, anni Sessanta). Questa visione non toglie nulla al tuo o al mio fare - più che impuro, direi &quot;minimo&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>va bene; dovremmo allora cominciare da questo. Le élites italiane: qualche buono studio su di esse. Io mi sto leggendo il leggero P. Rugafiori, &#8220;Imprenditori e manager, nella storia d&#8217;Italia&#8221;, e già se ne dicono delle belle. E&#8217; un discorso che andrebbe fatto, con materiale alla mano: storico e sociologico. Cio&#8217; va al di fuori delle miei possibilità. Ma avrebbe senso anche farlo qui, in questa sede. </p>
<p>La descrizione delle élites che ho fatto sicuramnte è astratta. Sopratutto essa non si attaglia del tutto a un paese come l&#8217;Italia, ma molto di più a paesi più classisti come l&#8217;Inghilterra e la Francia, ad esempio. Detto questo il problema è un altro: tu credi che il problema si giochi intorno alla qualità delle élites, io credo che si giochi intorno alla possibilità di fare pressione sulle élites, pressioni non solamente &#8220;istituzionali&#8221;, ma di &#8220;movimento&#8221; e &#8220;contestazione&#8221;. Detta in parole povere:senza il fuoco al culo, le élites di qualità o meno, non metteranno mai in discussione alcuni presupposti della loro egemonia e del loro primato. Questa che ti espongo è semplicemente una visione generale della storia. Ma essa non sta al di qua del fare. Oggi ognuno di noi puo&#8217; fare qualcosa di concreto per contrastare certi andamenti deleteri della società verso l&#8217;omologazione, verso il razzismo, verso l&#8217;esclusione, ecc. Ma il fare di cui c&#8217;è bisogno è di tutt&#8217;altro genere. Possiamo appena nominarlo, immaginarlo. Ma sarà radicale, collettivo e in parte violento come è sempre stato nei momenti di grande rottura e contestazione (anni Venti, anni Sessanta). Questa visione non toglie nulla al tuo o al mio fare &#8211; più che impuro, direi &#8220;minimo&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-13049</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2005 12:25:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Inglese
che poi non è vero che non ci credo più, è che dopo tanti anni passati a vivere nella sola visione ho cominciato lentamente ad apprezzare chi prova a fare, e il fare è impuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Inglese<br />
che poi non è vero che non ci credo più, è che dopo tanti anni passati a vivere nella sola visione ho cominciato lentamente ad apprezzare chi prova a fare, e il fare è impuro.</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-13036</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2005 10:39:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Inglese, scusa, non avevo visto il tuo commento, quando ho risposto non c&#039;era.
Primo, non ti derido per niente, perché dovrei?
Poi vorrei farti notare che sei un lettore appassionato, il che non sempre vuol dire un buon lettore, almeno delle mie righe, dalla tua risposta sembrerebbe che io abbia difeso le élites  esistenti. Fanno abbastanza schifo, dico solo che ci sono state, ci sono e ci saranno, e la loro qualità è un problema di tutti, pure tuo.
Vuoi mandarle affanculo?  Fai, io mi limito a ragionare.
Quanto alla tua descrizione delle élites è astratta, non è come tu dici, vorrei ricordarti che parlare di élites non è parlare di figli di papà, che sono dei semplici ricchi che non mi interessano, Fazio, Berlusconi, ma anche Profumo, e la lista sarebbe lunga, sono tutti di origine piccolo borghese o meglio, vengono dall&#039;enorme &quot;ceto medio&quot; che anche per ragioni statistiche è la classe ormai dominante.  Ma immagino che questo ti sembri un noioso discorso realistico e anch&#039;io non ho voglia di farlo.
Ho quasi sessant&#039;anni, amico mio, l&#039;esercizio di visione l&#039;ho già fatto e non ci credo più, adesso tocca a te. Io sono solo come un grillo parlante un po&#039; artrosico, potrei anche tacere, e forse lo farò, comunque, e qui insisto, perché a questo ci tengo, non ti irridevo affatto, al contrario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Inglese, scusa, non avevo visto il tuo commento, quando ho risposto non c&#8217;era.<br />
Primo, non ti derido per niente, perché dovrei?<br />
Poi vorrei farti notare che sei un lettore appassionato, il che non sempre vuol dire un buon lettore, almeno delle mie righe, dalla tua risposta sembrerebbe che io abbia difeso le élites  esistenti. Fanno abbastanza schifo, dico solo che ci sono state, ci sono e ci saranno, e la loro qualità è un problema di tutti, pure tuo.<br />
Vuoi mandarle affanculo?  Fai, io mi limito a ragionare.<br />
Quanto alla tua descrizione delle élites è astratta, non è come tu dici, vorrei ricordarti che parlare di élites non è parlare di figli di papà, che sono dei semplici ricchi che non mi interessano, Fazio, Berlusconi, ma anche Profumo, e la lista sarebbe lunga, sono tutti di origine piccolo borghese o meglio, vengono dall&#8217;enorme &#8220;ceto medio&#8221; che anche per ragioni statistiche è la classe ormai dominante.  Ma immagino che questo ti sembri un noioso discorso realistico e anch&#8217;io non ho voglia di farlo.<br />
Ho quasi sessant&#8217;anni, amico mio, l&#8217;esercizio di visione l&#8217;ho già fatto e non ci credo più, adesso tocca a te. Io sono solo come un grillo parlante un po&#8217; artrosico, potrei anche tacere, e forse lo farò, comunque, e qui insisto, perché a questo ci tengo, non ti irridevo affatto, al contrario.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-13011</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2005 10:33:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Appunto! occhi aperti!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appunto! occhi aperti!!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-13010</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2005 09:50:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cara temp, le élites avrebbero già tutti gli strumenti per essere di qualità, altrimenti che diavolo di élites sono? me lo spieghi? hanno fatto le scuole migliori, avevano le biblioteche migliori, le agende più ricche, i capitali più importanti; ma a quanto pare le èlites planetarie, anche se il tuo buon senso ripugna a crederlo, non si sono dimostrate all&#039;altezza delle sfide enormi che il sistema di sfruttamento umano e naturale ha inevitabilmente prodotto; le elites esistevano al tempo del fascismo, al tempo di hitler, esistevano elites socialiste, al tempo delle purghe... forse non erano di qualità... come migliorarle allora? mandarle in scuole migliori? mandarli a messa più spesso? non tutto il reale si ferma alla staccionata del riformismo; parlate pure delle èlites, io penso a quelli che le elites possono, volendo, anche mandarle affanculo, come è già successo spesse volte nel novecento; detto questo: puoi deridermi finché vuoi, ma io non ti sto dando nessuna ricetta pratica (quelle sono già disponibili, quelle le hai già tu); propongo solo un esercizio di visione: guardare cose diverese, diversamente; per il fare, ci vuole ben altro (prova a leggerti lo Zizek, così avrai un alto avversario rispetto al tuo punto di vista...) - scusami la congestione degli argomenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cara temp, le élites avrebbero già tutti gli strumenti per essere di qualità, altrimenti che diavolo di élites sono? me lo spieghi? hanno fatto le scuole migliori, avevano le biblioteche migliori, le agende più ricche, i capitali più importanti; ma a quanto pare le èlites planetarie, anche se il tuo buon senso ripugna a crederlo, non si sono dimostrate all&#8217;altezza delle sfide enormi che il sistema di sfruttamento umano e naturale ha inevitabilmente prodotto; le elites esistevano al tempo del fascismo, al tempo di hitler, esistevano elites socialiste, al tempo delle purghe&#8230; forse non erano di qualità&#8230; come migliorarle allora? mandarle in scuole migliori? mandarli a messa più spesso? non tutto il reale si ferma alla staccionata del riformismo; parlate pure delle èlites, io penso a quelli che le elites possono, volendo, anche mandarle affanculo, come è già successo spesse volte nel novecento; detto questo: puoi deridermi finché vuoi, ma io non ti sto dando nessuna ricetta pratica (quelle sono già disponibili, quelle le hai già tu); propongo solo un esercizio di visione: guardare cose diverese, diversamente; per il fare, ci vuole ben altro (prova a leggerti lo Zizek, così avrai un alto avversario rispetto al tuo punto di vista&#8230;) &#8211; scusami la congestione degli argomenti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-13008</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2005 09:37:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Kristian, ?

@ Temperanza. bello trovarsi d&#039;accordo con te

Sulla questione delle élites, vi propongo una recensione al libro di Lasch, con una mia velocissima traduzione.

Gilles Tordjman, epok, ha scritto su Culture de masse ou culture populaire di Christopher Lasch 

&quot; On confond culture de masse et culture populaire dans le dessein de tenir à distance cette forme de critique pour laquelle, très simplement, chacun a droit au meilleur. &quot;

Si confonde cultura di massa e cultura popolare con l&#039;intento di tenere a distanza quella forma di critica secondo cui, semplicemente, ognuno ha diritto al meglio che c&#039;è&quot;

C’est bien justement le contraire de l’élitisme. Et c’est précisément ce que les élites de la marchandise culturelle ne supportent pas : qu’on puisse défendre l’idée que les œuvres les plus belles devraient légitimement être les plus populaires, contre la massification de la médiocrité. 

E&#039; proprio il contrario dell&#039; élitisme. Cioè precisamnete quel che le élites del prodotto culturale non sopportano: che si possa difendere l&#039;idea che le opere più belle dovrebbero essere legittimamente le più popolari, contro la massificazione della mediocrità.


Moins de cent pages auront suffi à Christopher Lasch pour régler ce problème. Dans Culture de masse ou culture populaire ?, l’intellectuel américain aujourd’hui disparu pointait précisément ce problème : c’est parce qu’elle a travesti la démocratisation du savoir en abrutissement de masse que la logique marchande peut, à bon compte, accuser d’élitisme ceux qui se font une idée un tout petit peu élevée de la culture populaire. &quot;

Meno di cento pagine sarebbero bastate a  Christopher Lasch , per regolare la questione. In Cultura di massa o cultura popolare? l&#039;intellettuale americano, oggi scomparso, focalizzava il proprio interesse su questa problematica: è attraverso il travestimento  della democratizzazione del sapere con l&#039;abbrutimento della massa , che la logica mercantizia può, a buon rendere, accusare di elitismo quanti si fanno un&#039;idea un tantino più elevata della cultura popolare

Gilles Tordjman, epok.

Viva le élites popolari, e il gusto &quot;etilico&quot; (divino) della classe
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Kristian, ?</p>
<p>@ Temperanza. bello trovarsi d&#8217;accordo con te</p>
<p>Sulla questione delle élites, vi propongo una recensione al libro di Lasch, con una mia velocissima traduzione.</p>
<p>Gilles Tordjman, epok, ha scritto su Culture de masse ou culture populaire di Christopher Lasch </p>
<p>&#8221; On confond culture de masse et culture populaire dans le dessein de tenir à distance cette forme de critique pour laquelle, très simplement, chacun a droit au meilleur. &#8221;</p>
<p>Si confonde cultura di massa e cultura popolare con l&#8217;intento di tenere a distanza quella forma di critica secondo cui, semplicemente, ognuno ha diritto al meglio che c&#8217;è&#8221;</p>
<p>C’est bien justement le contraire de l’élitisme. Et c’est précisément ce que les élites de la marchandise culturelle ne supportent pas : qu’on puisse défendre l’idée que les œuvres les plus belles devraient légitimement être les plus populaires, contre la massification de la médiocrité. </p>
<p>E&#8217; proprio il contrario dell&#8217; élitisme. Cioè precisamnete quel che le élites del prodotto culturale non sopportano: che si possa difendere l&#8217;idea che le opere più belle dovrebbero essere legittimamente le più popolari, contro la massificazione della mediocrità.</p>
<p>Moins de cent pages auront suffi à Christopher Lasch pour régler ce problème. Dans Culture de masse ou culture populaire ?, l’intellectuel américain aujourd’hui disparu pointait précisément ce problème : c’est parce qu’elle a travesti la démocratisation du savoir en abrutissement de masse que la logique marchande peut, à bon compte, accuser d’élitisme ceux qui se font une idée un tout petit peu élevée de la culture populaire. &#8221;</p>
<p>Meno di cento pagine sarebbero bastate a  Christopher Lasch , per regolare la questione. In Cultura di massa o cultura popolare? l&#8217;intellettuale americano, oggi scomparso, focalizzava il proprio interesse su questa problematica: è attraverso il travestimento  della democratizzazione del sapere con l&#8217;abbrutimento della massa , che la logica mercantizia può, a buon rendere, accusare di elitismo quanti si fanno un&#8217;idea un tantino più elevata della cultura popolare</p>
<p>Gilles Tordjman, epok.</p>
<p>Viva le élites popolari, e il gusto &#8220;etilico&#8221; (divino) della classe<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-13002</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2005 21:55:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-13002</guid>

					<description><![CDATA[mi sembra che qualcuno qui veda le élites come signore che bevono champagne, le élites sono quelli che governano più o meno bene le (plurale) realtà di un paese, sono i politici, i dirigenti sindacali, i manager industriali, i rettori, i banchieri, quelli che stanno alla Consob e alla banca di Italia (!) pensate davvero che la qualità delle élites non conti? pensate che ci possa davvero essere un mondo senza élite? un eden paritario? Se uno non vuol far parte delle élites dovrebbe almeno preoccuparsi che quelle a cui di fatto delega il governo della sua vita sia di qualità non proprio pessima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi sembra che qualcuno qui veda le élites come signore che bevono champagne, le élites sono quelli che governano più o meno bene le (plurale) realtà di un paese, sono i politici, i dirigenti sindacali, i manager industriali, i rettori, i banchieri, quelli che stanno alla Consob e alla banca di Italia (!) pensate davvero che la qualità delle élites non conti? pensate che ci possa davvero essere un mondo senza élite? un eden paritario? Se uno non vuol far parte delle élites dovrebbe almeno preoccuparsi che quelle a cui di fatto delega il governo della sua vita sia di qualità non proprio pessima.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/19/sulla-forma-paranoica-2/#comment-12989</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2005 17:28:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se volessi cospirare seriamente comincerei con il diversificare i miei investimenti. Le “ampie partecipazioni azionarie in Coca Cola” non mi sembrano un investimento sufficientemente &quot;strategico&quot;. 
A meno che non intenda sconfiggere i miei nemici a colpi di ulcera gastrica.
Sì, effettivamente un’elite che investe soprattutto in Coca Cola non è una buona élite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se volessi cospirare seriamente comincerei con il diversificare i miei investimenti. Le “ampie partecipazioni azionarie in Coca Cola” non mi sembrano un investimento sufficientemente &#8220;strategico&#8221;.<br />
A meno che non intenda sconfiggere i miei nemici a colpi di ulcera gastrica.<br />
Sì, effettivamente un’elite che investe soprattutto in Coca Cola non è una buona élite.</p>
]]></content:encoded>
		
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