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	Commenti a: Lettera agli ebrei italiani	</title>
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/21/lettera-agli-ebrei-italiani/#comment-13229</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2005 16:57:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ouhf!!!
effeffe
bonne soirèe
a tutti
click
rumore sordo di spegnimento computer]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ouhf!!!<br />
effeffe<br />
bonne soirèe<br />
a tutti<br />
click<br />
rumore sordo di spegnimento computer</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2005 15:10:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma no FF, ho solo fatto un po&#039; di casino nella foga di rispondere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma no FF, ho solo fatto un po&#8217; di casino nella foga di rispondere.</p>
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/21/lettera-agli-ebrei-italiani/#comment-13215</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2005 12:48:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Tashtego 
non ho capito come mi confondesti con Temperanza nè cosa mi hai risposto.
Però ribadisco alcune cose:
non penso nè ho mai detto che sei antisemita
come spirito laico credo che non esistano soggetti tabù
che la soluzione da te prospettata è la stessa che in più occasioni ho ribadito anch&#039;io e cioè che s&#039;inviti Dio a farsi un giro e che si risolvano le cose tra soli uomini
effeffe
e donne]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Tashtego<br />
non ho capito come mi confondesti con Temperanza nè cosa mi hai risposto.<br />
Però ribadisco alcune cose:<br />
non penso nè ho mai detto che sei antisemita<br />
come spirito laico credo che non esistano soggetti tabù<br />
che la soluzione da te prospettata è la stessa che in più occasioni ho ribadito anch&#8217;io e cioè che s&#8217;inviti Dio a farsi un giro e che si risolvano le cose tra soli uomini<br />
effeffe<br />
e donne</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/21/lettera-agli-ebrei-italiani/#comment-13211</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2005 11:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho risposto a temperanza quello che volevo rispondere a effeffe.
me ne scuso.

@ temperanza
credo che le &quot;porte&quot; da aprire siano molte di più di quelle sopra elencate.
credo però che molti degli enti e/o dei fenomeni che consideriamo incorporei e spirituali, si riveleranno - speriamo - accadimenti chimico-fisici.
farmi un&#039;inconscio-ctomia è una delle mie aspirazioni.

una delle cose che mi mettono subito in sospetto nei confronti di uno che fa, e/o parla di, scienza, è il trionfalismo tipo &quot;le conquiste della scienza e della tecnica&quot;.
mi piacciono gli scienziati cauti, sommessi et dubitosi.
e quelli che hanno capito cosa *davvero* implica l&#039;adozione profonda di teorie come il darwinismo.

sono convinto che siamo solo agli inizi di un processo di auto-riflessione dell&#039;universo, che forse, proprio perché auto-riflessivo, non avrà mai fine.
sono infatti convinto che la scienza umana sia solo uno dei (probabilmente quasi infiniti) modi casuali secondo i quali la realtà pensa se stessa.
questo processo ha un limite?
io, burinamente, non ho risposte.
però ogni tanto ancora leggo science-fiction.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho risposto a temperanza quello che volevo rispondere a effeffe.<br />
me ne scuso.</p>
<p>@ temperanza<br />
credo che le &#8220;porte&#8221; da aprire siano molte di più di quelle sopra elencate.<br />
credo però che molti degli enti e/o dei fenomeni che consideriamo incorporei e spirituali, si riveleranno &#8211; speriamo &#8211; accadimenti chimico-fisici.<br />
farmi un&#8217;inconscio-ctomia è una delle mie aspirazioni.</p>
<p>una delle cose che mi mettono subito in sospetto nei confronti di uno che fa, e/o parla di, scienza, è il trionfalismo tipo &#8220;le conquiste della scienza e della tecnica&#8221;.<br />
mi piacciono gli scienziati cauti, sommessi et dubitosi.<br />
e quelli che hanno capito cosa *davvero* implica l&#8217;adozione profonda di teorie come il darwinismo.</p>
<p>sono convinto che siamo solo agli inizi di un processo di auto-riflessione dell&#8217;universo, che forse, proprio perché auto-riflessivo, non avrà mai fine.<br />
sono infatti convinto che la scienza umana sia solo uno dei (probabilmente quasi infiniti) modi casuali secondo i quali la realtà pensa se stessa.<br />
questo processo ha un limite?<br />
io, burinamente, non ho risposte.<br />
però ogni tanto ancora leggo science-fiction.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/21/lettera-agli-ebrei-italiani/#comment-13209</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2005 10:05:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@tashtego

Il mio punto di domanda riguardava la citazione di Steiner che avevo riportata dal giornale.

Sul resto, a parte il modo brusco che hai a volte di dire le cose, su alcuni punti sono d&#039;accordo, non amo il veterotestamentarismo, è una religione sanguinaria. Tra l&#039;altro uno dei miei nonni era un socialista pacifista e si è fatto tutta la Grande Guerra sparando in aria. Anche un tedesco che ha pianto con me tutta una notte aveva un nonno come il mio, i suoi padri proprio non avevano ammazzato nessuno, ma il suo paese sì, e lui lo sentiva come una colpa incancellabile. Non so.
Comunque david parla di un genere di ebrei che io grazie a dio non ho mai conosciuto e questo genere (il mio) c&#039;è eccome, poi c&#039;è gente come questo david che si tiene sulle ginocchia il vaso del fuoco e continua ad attizzarlo, senza con questo cavare un ragno dal buco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@tashtego</p>
<p>Il mio punto di domanda riguardava la citazione di Steiner che avevo riportata dal giornale.</p>
<p>Sul resto, a parte il modo brusco che hai a volte di dire le cose, su alcuni punti sono d&#8217;accordo, non amo il veterotestamentarismo, è una religione sanguinaria. Tra l&#8217;altro uno dei miei nonni era un socialista pacifista e si è fatto tutta la Grande Guerra sparando in aria. Anche un tedesco che ha pianto con me tutta una notte aveva un nonno come il mio, i suoi padri proprio non avevano ammazzato nessuno, ma il suo paese sì, e lui lo sentiva come una colpa incancellabile. Non so.<br />
Comunque david parla di un genere di ebrei che io grazie a dio non ho mai conosciuto e questo genere (il mio) c&#8217;è eccome, poi c&#8217;è gente come questo david che si tiene sulle ginocchia il vaso del fuoco e continua ad attizzarlo, senza con questo cavare un ragno dal buco.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/21/lettera-agli-ebrei-italiani/#comment-13207</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2005 09:53:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1302#comment-13207</guid>

					<description><![CDATA[Va bene, Temperanza, ma non sopporto che mi si etichetti per quello che non sono, antisemita, solo perché esprimo un’opinione.
Odio i tabù post-shoà e tutto il politicamente corretto che vi si è stratificato.
Non mi ritengo colpevole della persecuzione degli ebrei e del campo di sterminio, per il solo fatto che i miei padri invece lo furono, direttamente o per omissione di soccorso, per non aver voluto vedere, per esserne stati sostanzialmente complici: i cosiddetti “giusti” furono un’esigua minoranza.
Ripeto: se si continua a pensare che “le colpe dei padri ricadono sui figli” si riduce la Storia a una Grande Faida.
Occorre superare la Catena delle Colpe causata dal secolare antisemitismo europeo, legata anche a quell’orrenda invasione delle menti che sono le religioni (si pensi all’imbecillità dell’accusa di deicidio, per esempio), che ha devastato e ancora devasta il continente e il mondo intero e per le quali non ho nessun rispetto.
La Colpa della Shoà ha generato una catena, una scia storica di colpa &#038; odio interminabile, irrisolvibile, infinita, che può essere spezzata solo se si esce dalla logica di appartenenza e di faida, dell’occhio per occhio, eccetera.
Ma ci sono poche speranze, finché il popolo ebreo non si laicizzerà davvero e non solo a parole, finché cioè seguiterà a pensarsi come il Popolo Eletto, cui è stata promessa la Palestina direttamente da dio, motivo per cui impadronirsene costituisce, in fondo e tacitamente, l’esazione di una cosa dovuta.
Erri De Luca, che per altro non amo, ha pubblicato tra le sue traduzioni bibliche anche una splendida versione dall’ebraico del Libro dell’Esodo: a rileggersela si capiscono molte cose.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene, Temperanza, ma non sopporto che mi si etichetti per quello che non sono, antisemita, solo perché esprimo un’opinione.<br />
Odio i tabù post-shoà e tutto il politicamente corretto che vi si è stratificato.<br />
Non mi ritengo colpevole della persecuzione degli ebrei e del campo di sterminio, per il solo fatto che i miei padri invece lo furono, direttamente o per omissione di soccorso, per non aver voluto vedere, per esserne stati sostanzialmente complici: i cosiddetti “giusti” furono un’esigua minoranza.<br />
Ripeto: se si continua a pensare che “le colpe dei padri ricadono sui figli” si riduce la Storia a una Grande Faida.<br />
Occorre superare la Catena delle Colpe causata dal secolare antisemitismo europeo, legata anche a quell’orrenda invasione delle menti che sono le religioni (si pensi all’imbecillità dell’accusa di deicidio, per esempio), che ha devastato e ancora devasta il continente e il mondo intero e per le quali non ho nessun rispetto.<br />
La Colpa della Shoà ha generato una catena, una scia storica di colpa &amp; odio interminabile, irrisolvibile, infinita, che può essere spezzata solo se si esce dalla logica di appartenenza e di faida, dell’occhio per occhio, eccetera.<br />
Ma ci sono poche speranze, finché il popolo ebreo non si laicizzerà davvero e non solo a parole, finché cioè seguiterà a pensarsi come il Popolo Eletto, cui è stata promessa la Palestina direttamente da dio, motivo per cui impadronirsene costituisce, in fondo e tacitamente, l’esazione di una cosa dovuta.<br />
Erri De Luca, che per altro non amo, ha pubblicato tra le sue traduzioni bibliche anche una splendida versione dall’ebraico del Libro dell’Esodo: a rileggersela si capiscono molte cose.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/21/lettera-agli-ebrei-italiani/#comment-13204</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2005 08:28:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un&#039;unica raccomandazione a Tashtego. pur ammirandone - pas de moquerie- la sua lucidità: ci sono cose , &quot;situazione limite&quot; in cui riducendo il proprio spettro visivo al solo bianco e nero si perdono di vista tutte le altre gradazioni, di grigio o altro. Quando Hamas fa la video cassetta con l&#039;ostaggio da trucidare esattamente come le br fecero con Peci, siamo su una pratica nazista e qui non ci piove, insomma senza se senza ma. Quando vedi formazioni come il Betar, o il Tagar, in francia che sono degli ultra sionisti, que penser? Perchè confondere lo stato di Israele con il suo governo, come se tutti gli israeliani fossero filo Sharon? Come se non ci fosero compagini pacifiste, moderate? Immaginate se all&#039;estero si identificasse lo stato Italiano con Berlusconi. Insomma a me sembra che i giovani comincino ad averne le palle piene, che siano israeliani o palestinesi- provate a immaginarvi un anno di servizio militare nelle due compagini- e credo che il conflitto arabo israeliano si risolverà così, per usura. O almeno me lo auguro, così come il fondamentalismo, arabo o cristiano che sia. Ve le ricordate le magnifiche donne iraniane che sfondarono i cancelli dello stadio per assistere - cosa iper proibita dal regime islamico- ad una partita di football della nazionale?
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;unica raccomandazione a Tashtego. pur ammirandone &#8211; pas de moquerie- la sua lucidità: ci sono cose , &#8220;situazione limite&#8221; in cui riducendo il proprio spettro visivo al solo bianco e nero si perdono di vista tutte le altre gradazioni, di grigio o altro. Quando Hamas fa la video cassetta con l&#8217;ostaggio da trucidare esattamente come le br fecero con Peci, siamo su una pratica nazista e qui non ci piove, insomma senza se senza ma. Quando vedi formazioni come il Betar, o il Tagar, in francia che sono degli ultra sionisti, que penser? Perchè confondere lo stato di Israele con il suo governo, come se tutti gli israeliani fossero filo Sharon? Come se non ci fosero compagini pacifiste, moderate? Immaginate se all&#8217;estero si identificasse lo stato Italiano con Berlusconi. Insomma a me sembra che i giovani comincino ad averne le palle piene, che siano israeliani o palestinesi- provate a immaginarvi un anno di servizio militare nelle due compagini- e credo che il conflitto arabo israeliano si risolverà così, per usura. O almeno me lo auguro, così come il fondamentalismo, arabo o cristiano che sia. Ve le ricordate le magnifiche donne iraniane che sfondarono i cancelli dello stadio per assistere &#8211; cosa iper proibita dal regime islamico- ad una partita di football della nazionale?<br />
effeffe</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/21/lettera-agli-ebrei-italiani/#comment-13203</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2005 08:25:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Andrea Raos
la lingua madre di Leopardi era la lingua di sua madre, che poi questa lingua di sua madre sia diventata altro, è ovvio. Io credo che Zanzotto abbia messo in chiaro molte cose da questo punto di vista. Io non escludo affatto che ad altri vada diversamente, ma per alcuni che fanno della parola il loro campo di indagine, e anche di desiderio, la lingua madre è il primo oggetto di indagine, esperienza,  pensiero. Che qui poeti e romanzieri - dico romanzieri in quanto scrittori  di testi tendenzialmente lunghi e non esclusivamente di parola – possano essere considerati uguali, mi lascia perplessa. 
Approfitto per copiare qui qualche riga che ho letto oggi sul giornale, l&#039;uomo che lo dice è anche a volte un trombone, ma certo non uno scemo, insomma, un trombone di qualità:
&quot;... siamo prossimi all&#039;apertura delle ultime tre grandi porte. la prima è quella sulla creazione della vita in vitro: le chiamano molecole replicanti. Poi c&#039;è la chiave della nascita dell&#039;universo: secondo Hawking stiamo per conquistarla. Infine la coscienza. Crick sostiene che la possibilità di dire &#039;io&#039; è un fatto chimico, che riguarda la sistemazione delle molecole di carbonio intorno alle sinapsi. Di fronte a queste tre porte, che senso ha un romanzetto inglese su un adulterio a Londra? Quando si riuscirà a impiantare una memoria nuova nei malati di Alzheimer si modificheranno le nostre concezioni di responsabilità, identità, parentela ………&quot;

Tashtego?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Andrea Raos<br />
la lingua madre di Leopardi era la lingua di sua madre, che poi questa lingua di sua madre sia diventata altro, è ovvio. Io credo che Zanzotto abbia messo in chiaro molte cose da questo punto di vista. Io non escludo affatto che ad altri vada diversamente, ma per alcuni che fanno della parola il loro campo di indagine, e anche di desiderio, la lingua madre è il primo oggetto di indagine, esperienza,  pensiero. Che qui poeti e romanzieri &#8211; dico romanzieri in quanto scrittori  di testi tendenzialmente lunghi e non esclusivamente di parola – possano essere considerati uguali, mi lascia perplessa.<br />
Approfitto per copiare qui qualche riga che ho letto oggi sul giornale, l&#8217;uomo che lo dice è anche a volte un trombone, ma certo non uno scemo, insomma, un trombone di qualità:<br />
&#8220;&#8230; siamo prossimi all&#8217;apertura delle ultime tre grandi porte. la prima è quella sulla creazione della vita in vitro: le chiamano molecole replicanti. Poi c&#8217;è la chiave della nascita dell&#8217;universo: secondo Hawking stiamo per conquistarla. Infine la coscienza. Crick sostiene che la possibilità di dire &#8216;io&#8217; è un fatto chimico, che riguarda la sistemazione delle molecole di carbonio intorno alle sinapsi. Di fronte a queste tre porte, che senso ha un romanzetto inglese su un adulterio a Londra? Quando si riuscirà a impiantare una memoria nuova nei malati di Alzheimer si modificheranno le nostre concezioni di responsabilità, identità, parentela ………&#8221;</p>
<p>Tashtego?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/21/lettera-agli-ebrei-italiani/#comment-13200</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2005 07:44:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;&quot;amico ebreo&quot; Davide fa il solito gioco pesante di usare l&#039;antisemitismo per far salvo Israele da ogni critica etico-politica. Francamente non me ne importa molto se gli ebrei della diaspora si mescolano o no con chicchessia, eccetera. Mi importa invece di ciò che Israele nel corso degli ultimi cinquant&#039;anni ha fatto al popolo palestinese, popolo essenzialmente di pastori nomadi del tutto ignaro e innocente, peraltro, di ciò che accadde nel centro Europa sino al 1945. 
Sono stufo dell&#039;equazione &quot;gli antisemiti criticano Israele, ergo chi critica Israele è antisemita&quot;.
Ma se ti fa piascere di pensare che chi lo fa sia automaticamente antisemita fa pure, Davide: ciascuno ha pieno diritto di difendere la sua falsa coscienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L'&#8221;amico ebreo&#8221; Davide fa il solito gioco pesante di usare l&#8217;antisemitismo per far salvo Israele da ogni critica etico-politica. Francamente non me ne importa molto se gli ebrei della diaspora si mescolano o no con chicchessia, eccetera. Mi importa invece di ciò che Israele nel corso degli ultimi cinquant&#8217;anni ha fatto al popolo palestinese, popolo essenzialmente di pastori nomadi del tutto ignaro e innocente, peraltro, di ciò che accadde nel centro Europa sino al 1945.<br />
Sono stufo dell&#8217;equazione &#8220;gli antisemiti criticano Israele, ergo chi critica Israele è antisemita&#8221;.<br />
Ma se ti fa piascere di pensare che chi lo fa sia automaticamente antisemita fa pure, Davide: ciascuno ha pieno diritto di difendere la sua falsa coscienza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/09/21/lettera-agli-ebrei-italiani/#comment-13194</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2005 16:08:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1302#comment-13194</guid>

					<description><![CDATA[li conosco old boy, ma appunto, sono un evento nel corpo tedesco del nostro,  una specie di nota a piè di pagina, anche perché poco dopo è morto,  se si pensa a lui  non si pensa subito a quelle, no? però, come ho detto, sono aperta a ogni proposta, nonché lettura.
Quanto a Dante, lui la fonda, la lingua, è un po&#039; diverso mi pare, non scrive in lingua &quot;straniera&quot;, scrive in lingua nuova.
Troppo interessante comunque. Ma se diamo per scontato (io lo do) che ogni lingua pensa diversamente, scrivendo in una lingua altra un poeta penserà diversamente, non tradurrà.
Ma qui si apre un campo così vasto che ritiro immediatamente la mano, non vorrei ritrovarmi con qualche dito in meno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>li conosco old boy, ma appunto, sono un evento nel corpo tedesco del nostro,  una specie di nota a piè di pagina, anche perché poco dopo è morto,  se si pensa a lui  non si pensa subito a quelle, no? però, come ho detto, sono aperta a ogni proposta, nonché lettura.<br />
Quanto a Dante, lui la fonda, la lingua, è un po&#8217; diverso mi pare, non scrive in lingua &#8220;straniera&#8221;, scrive in lingua nuova.<br />
Troppo interessante comunque. Ma se diamo per scontato (io lo do) che ogni lingua pensa diversamente, scrivendo in una lingua altra un poeta penserà diversamente, non tradurrà.<br />
Ma qui si apre un campo così vasto che ritiro immediatamente la mano, non vorrei ritrovarmi con qualche dito in meno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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