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	Commenti a: Ancora su Edward Lewis Wallant &#8211; 2	</title>
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		Di: Giorgio Di Costanzo (Ischia)		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Di Costanzo (Ischia)]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2005 13:22:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Resta sempre da scrivere la recensione ai saggi delle Edizioni Kaos da pubblicare sul &quot;Geniale&quot;.... NON DIMENTICATELO!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Resta sempre da scrivere la recensione ai saggi delle Edizioni Kaos da pubblicare sul &#8220;Geniale&#8221;&#8230;. NON DIMENTICATELO!</p>
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		Di: georgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2005 09:19:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[GABRIELLA hai ragione, avrei dovuto mettere un &quot;forse&quot; nella mia frase. In rete bisognerebbe sempre usare formule attenuanti, le faccine non sempre bastano e tutto arriva così violento.
Quindi scusami e leggi la mia frase con un FORSE maiuscolo iniziale ;-).

FRANCESCO
Hai detto una cosa f.a.v.o.l.o.sa: &quot;se non lo fa la letteratura chi frequenterà le zone d&#039;ombra?&quot;
A me questa discussione è interessata molto. All&#039;inizio tutti si sono gelati e nessuno osava intervenre ;-) quindi un grazie alla intelligente helena che è intellettualmente fra le più coraggiose. Colombati è arrivato solo quando proprio non poteva farne a meno: dopo l&#039;interessante intervento di marco. Di MARCO non condivido la sua sottovalutazione dei problemi linguistici. Le parole che usi sono sempre molto importanti soprattutto per uno scrittore e ...non sono mai casuali.
Anch&#039;io penso che il Gornale sia una un’impresa para-fascista :-) è così evidente che èdifficile negarlo.

HELENA, sottoscrivo quasi tutto quello che hai scritto, però ci tengo a ri-sottolineare che la cosa che mi ha fatto scattare non era certo il fatto che esistano delle particolarità identitarie regionali locali personali religiose, ecc. ecc. e che di queste bisogna tener conto, anche erchè son delle rcchezzeintellettuali enormi  (mi sembra del tutto scontato) ma, quello che mi ha disturbato è stato il contrapporle a qualcosa di universale che non esiste, che è virtuale e che è un termine di comodo: la parola &quot;gentili&quot;, ma potrebbe essere qualsiasi altra parola inventata.
L&#039;uso, fuori dal suo contesto, della parola gentili è conformismo marziale come l&#039;uso della parola occidentali.
Tu riporti  gli scrittori della zona del po e dici che hanno delle somiglianze tra loro, in parte è vero anche se altre somiglianze ne avranno con altre culture, perchè uno scrittore se è autentico è sempre un piccolo aleph da cui si vede tutto il mondo. Ma chiaro che è cosa naturale studiarli anche nelle loro particolarità culturali, ma se queste dfferenze, per esaltarle, noi le contrapponiamo ad un Altro Generico che non esiste si fa del manierismo razzista e allora a me personalmente non piace.
Tutto qui.
Quando gli europei per sfruttare il resto del mondo si sono inventati l&#039;Oriente (indeterminato) hanno fatto un atto di razzismo sia quando l&#039;hanno amato che quando lo hanno odiato, chi ha letto Orientalismo di Edward Said sa di cosa parlo.
Il razzismo ha bisogno di un nemico (a volte di un finto amico) indistinto e generico per esistere, se il nemico (ma anche l&#039;amico finto) lo vedi individuo per individuo ti accorgi che quello che pensavi esistesse e  fosse il Male o il Bene, in realtà proprio non esiste.
Leggendo i diari di Etty Hillesum mi è sempre rimasta impressa una sua frase che diceva grosso modo così: fino a che esisterà un solo tedesco che sia contrario al nazismo non possiamo dire &quot;i tedeschi&quot;.
Anch&#039;io penso così e lo penso sempre.
Quindi immagina che fastidio mi ha dato quella parola &quot;i gentili&quot;.
Però non credo non si sia capito bene che io non negavo la particolarita di una cultura ma la generalita e per di più astratta e inesistente  del termine  di paragone a cui la si contrapponeva. E&#039; sempre una forma di esclusione, e l&#039;esclusione è sempre negativa sia se viene dall&#039;esterno che dall&#039;interno.
Mi da sempre fastidio la generalizzazione ma soprattutto mi resta intollerabile in un periodo come quello di oggi, in cui il mondo è stato diviso con il coltello in schieramenti del tutto inventati per motivi marziali, in cui io non riesco a riconoscermi. E mai come oggi mi sono sentita sola ed esclusa: senza patria (ne città ne regione ne nazione ne continente ne altro) senza religione, senza politica. 
Questo helena non vuol dire che io sia per un universalismo astratto, anzi ... però odio tutte le identita che non nascono per arrichirsi e arricchire (come il lievito nel pane) ma solo per escludere.
 IO (noi)_LORO a me fa ribrezzo. IO (noi)-TU (voi)... e conseguente conflitto e contraddittorio se ne può discutere:-), 
IONOI è quello che preferisco e non esclude tanti piccoli io e tu uno diverso dall&#039;altro ;-) e infatti lo si può leggere in ambedue le direzioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GABRIELLA hai ragione, avrei dovuto mettere un &#8220;forse&#8221; nella mia frase. In rete bisognerebbe sempre usare formule attenuanti, le faccine non sempre bastano e tutto arriva così violento.<br />
Quindi scusami e leggi la mia frase con un FORSE maiuscolo iniziale ;-).</p>
<p>FRANCESCO<br />
Hai detto una cosa f.a.v.o.l.o.sa: &#8220;se non lo fa la letteratura chi frequenterà le zone d&#8217;ombra?&#8221;<br />
A me questa discussione è interessata molto. All&#8217;inizio tutti si sono gelati e nessuno osava intervenre ;-) quindi un grazie alla intelligente helena che è intellettualmente fra le più coraggiose. Colombati è arrivato solo quando proprio non poteva farne a meno: dopo l&#8217;interessante intervento di marco. Di MARCO non condivido la sua sottovalutazione dei problemi linguistici. Le parole che usi sono sempre molto importanti soprattutto per uno scrittore e &#8230;non sono mai casuali.<br />
Anch&#8217;io penso che il Gornale sia una un’impresa para-fascista :-) è così evidente che èdifficile negarlo.</p>
<p>HELENA, sottoscrivo quasi tutto quello che hai scritto, però ci tengo a ri-sottolineare che la cosa che mi ha fatto scattare non era certo il fatto che esistano delle particolarità identitarie regionali locali personali religiose, ecc. ecc. e che di queste bisogna tener conto, anche erchè son delle rcchezzeintellettuali enormi  (mi sembra del tutto scontato) ma, quello che mi ha disturbato è stato il contrapporle a qualcosa di universale che non esiste, che è virtuale e che è un termine di comodo: la parola &#8220;gentili&#8221;, ma potrebbe essere qualsiasi altra parola inventata.<br />
L&#8217;uso, fuori dal suo contesto, della parola gentili è conformismo marziale come l&#8217;uso della parola occidentali.<br />
Tu riporti  gli scrittori della zona del po e dici che hanno delle somiglianze tra loro, in parte è vero anche se altre somiglianze ne avranno con altre culture, perchè uno scrittore se è autentico è sempre un piccolo aleph da cui si vede tutto il mondo. Ma chiaro che è cosa naturale studiarli anche nelle loro particolarità culturali, ma se queste dfferenze, per esaltarle, noi le contrapponiamo ad un Altro Generico che non esiste si fa del manierismo razzista e allora a me personalmente non piace.<br />
Tutto qui.<br />
Quando gli europei per sfruttare il resto del mondo si sono inventati l&#8217;Oriente (indeterminato) hanno fatto un atto di razzismo sia quando l&#8217;hanno amato che quando lo hanno odiato, chi ha letto Orientalismo di Edward Said sa di cosa parlo.<br />
Il razzismo ha bisogno di un nemico (a volte di un finto amico) indistinto e generico per esistere, se il nemico (ma anche l&#8217;amico finto) lo vedi individuo per individuo ti accorgi che quello che pensavi esistesse e  fosse il Male o il Bene, in realtà proprio non esiste.<br />
Leggendo i diari di Etty Hillesum mi è sempre rimasta impressa una sua frase che diceva grosso modo così: fino a che esisterà un solo tedesco che sia contrario al nazismo non possiamo dire &#8220;i tedeschi&#8221;.<br />
Anch&#8217;io penso così e lo penso sempre.<br />
Quindi immagina che fastidio mi ha dato quella parola &#8220;i gentili&#8221;.<br />
Però non credo non si sia capito bene che io non negavo la particolarita di una cultura ma la generalita e per di più astratta e inesistente  del termine  di paragone a cui la si contrapponeva. E&#8217; sempre una forma di esclusione, e l&#8217;esclusione è sempre negativa sia se viene dall&#8217;esterno che dall&#8217;interno.<br />
Mi da sempre fastidio la generalizzazione ma soprattutto mi resta intollerabile in un periodo come quello di oggi, in cui il mondo è stato diviso con il coltello in schieramenti del tutto inventati per motivi marziali, in cui io non riesco a riconoscermi. E mai come oggi mi sono sentita sola ed esclusa: senza patria (ne città ne regione ne nazione ne continente ne altro) senza religione, senza politica.<br />
Questo helena non vuol dire che io sia per un universalismo astratto, anzi &#8230; però odio tutte le identita che non nascono per arrichirsi e arricchire (come il lievito nel pane) ma solo per escludere.<br />
 IO (noi)_LORO a me fa ribrezzo. IO (noi)-TU (voi)&#8230; e conseguente conflitto e contraddittorio se ne può discutere:-),<br />
IONOI è quello che preferisco e non esclude tanti piccoli io e tu uno diverso dall&#8217;altro ;-) e infatti lo si può leggere in ambedue le direzioni.</p>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/10/21/ancora-su-edward-lewis-wallant-2/#comment-14485</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2005 06:40:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[dimenticavo, Marco, se non lo fa la letteratura chi frequenterà mai le zone d&#039;ombra? Scriviamo allora di questo ed altro
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dimenticavo, Marco, se non lo fa la letteratura chi frequenterà mai le zone d&#8217;ombra? Scriviamo allora di questo ed altro<br />
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2005 06:39:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gabrielllahhhhh!!!!
effeffe
ps
Carissimo Leonardo grazie per il rigore delle risposte però un piccolo omaggio- una citazione-  al grande Jerome Charyn l&#039;avrei comunque fatto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gabrielllahhhhh!!!!<br />
effeffe<br />
ps<br />
Carissimo Leonardo grazie per il rigore delle risposte però un piccolo omaggio- una citazione-  al grande Jerome Charyn l&#8217;avrei comunque fatto.</p>
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		<title>
		Di: helena janeczek		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2005 21:11:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stasera mi va di continuare a farmi del male perciò preciso:-)
Tutto il discorso sulle tradizioni letterarie &quot;etniche&quot; (è un termine abbastanza approssimativo e parecchio brutto) e/o regionali, ovvero in qualche modo particolari ha una sua leggitimità e utilità solo se è fondato su significativi elementi formali e tematici ricorrenti nei testi che la compongono e mai altrove. 
La linea che collega Bellow a Safran Foer di cui parlava Leonardo esiste e non dice nulla sul valore dei suoi esponenti né parla per la totalità degli ebrei americani che scrivono, né tantomeno per gli ebrei americani in toto.
In Italia c&#039;è un partito razzista chiamato Lega che si è inventato un&#039;identità padana inesistente, mentre esiste, eccome, non solo la già citata &quot;linea lombarda&quot;, ma anche una tradizione padana narrativa che dimostra ancora una sua vitalità e si riferisce a scrittori della pianura padana, vale a dire in gran parte emiliani e romagnoli. Cito a memoria e in modo grossolanamente cronologico: Cesare Zavattini, Silvio d&#039;Arzo, Antonio Delfini, Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni, Guido Conti, Ugo Cornia  (chissà quante dimenticanze). Hanno in comune non solo i luoghi descritti, ma una vena aperta al fantastico e fantasmatico, tratti surreali e/o grotteschi (Fellini è parente), umorismo venato di malinconia.
Poi mi viene in mente un certo modo di lavorare sul dialetto (più esatto sarebbe dire &quot;sui dialetti&quot;) che diventa un tratto distintivo in una buona quantità di narratori siciliani, anche se esclude, per esempio, Sciascia e Tommasi di Lampedusa, e, dall&#039;altra parte non è dissimile all&#039;impasto linguistico ricorrente nei libri di una scrittrice nata a Busto Arsizio come Laura Pariani.
Insomma, mi pare importante che questa cosa NON vada confusa con nessuna costruzione identitaria volontaristica o ideologica, anche se una tale costruzione può starci a fondamento. Credo che l&#039;auto-coscienza politica conquistata nelle lotte degli anni &#039;50-&#039;60 dalle comunità afroamericane stia alla base dei tratti distintivi che molta letteratura, poesia, cinematografia ha poi elaborato, realizzando un sound comune a una pluralità di voci.
Io tendo a criticare QUALSIASI arrocamento identitario, ma non vorrei mai negare alcuna differenza in nome di un&#039;universalità non meglio definita (georgia, nessuna polemica, d&#039;accordo) che di fatto implica un &quot;neutro&quot; di cui si assume sia maschio,bianco, di origine cristiana (ma può dichiarasi ateo, comunista e buddhista), occidentale.
E a questo punto lo schema degli insiemi di Leonardo è di nuovo utilissimo, perché aiuta a capire come l&#039;universalità oggi non può che essere pensata come il risultato degli scambi, incroci e anche conflitti che intercorrono fra ciascuna tradizione (etnica, regionale, nazionale ecc.) con la letteratura mondiale da un lato e l&#039;opera individuale di uno scrittore dall&#039;altro. Scambi non neccessariamente ordinati per gradi e grandezze, non neccessariamente ordinati in alcun senso. Ci sono scrittori in Italia che si firmano Tommaso Pincio, ci sono scrittori (Vitaliano Trevisan) il cui maestro è Thomas Bernhard, e che in qualsiasi tradizione italiana nazionale o specifica rientrano assai poco. Tanto per fare qualche esempio per mostrare dove non passano (più) le frontiere. &quot;Più&quot; fra parentesi visto che già lo &quot;Jacopo Ortis&quot; di Foscolo aveva come modello &quot;I dolori del giovane Werther&quot; di Goethe.
Ma quest&#039;idea dialettica di universalità è, secondo me, l&#039;unica risposta adeguata ad ogni reazione fondamentalista e per realizzarla bisogna prima allargare che approfondire lo sguardo sulle espressioni e tradizioni specifiche, conoscere e capire per poter ricomporre un quadro sempre mobile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera mi va di continuare a farmi del male perciò preciso:-)<br />
Tutto il discorso sulle tradizioni letterarie &#8220;etniche&#8221; (è un termine abbastanza approssimativo e parecchio brutto) e/o regionali, ovvero in qualche modo particolari ha una sua leggitimità e utilità solo se è fondato su significativi elementi formali e tematici ricorrenti nei testi che la compongono e mai altrove.<br />
La linea che collega Bellow a Safran Foer di cui parlava Leonardo esiste e non dice nulla sul valore dei suoi esponenti né parla per la totalità degli ebrei americani che scrivono, né tantomeno per gli ebrei americani in toto.<br />
In Italia c&#8217;è un partito razzista chiamato Lega che si è inventato un&#8217;identità padana inesistente, mentre esiste, eccome, non solo la già citata &#8220;linea lombarda&#8221;, ma anche una tradizione padana narrativa che dimostra ancora una sua vitalità e si riferisce a scrittori della pianura padana, vale a dire in gran parte emiliani e romagnoli. Cito a memoria e in modo grossolanamente cronologico: Cesare Zavattini, Silvio d&#8217;Arzo, Antonio Delfini, Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni, Guido Conti, Ugo Cornia  (chissà quante dimenticanze). Hanno in comune non solo i luoghi descritti, ma una vena aperta al fantastico e fantasmatico, tratti surreali e/o grotteschi (Fellini è parente), umorismo venato di malinconia.<br />
Poi mi viene in mente un certo modo di lavorare sul dialetto (più esatto sarebbe dire &#8220;sui dialetti&#8221;) che diventa un tratto distintivo in una buona quantità di narratori siciliani, anche se esclude, per esempio, Sciascia e Tommasi di Lampedusa, e, dall&#8217;altra parte non è dissimile all&#8217;impasto linguistico ricorrente nei libri di una scrittrice nata a Busto Arsizio come Laura Pariani.<br />
Insomma, mi pare importante che questa cosa NON vada confusa con nessuna costruzione identitaria volontaristica o ideologica, anche se una tale costruzione può starci a fondamento. Credo che l&#8217;auto-coscienza politica conquistata nelle lotte degli anni &#8217;50-&#8217;60 dalle comunità afroamericane stia alla base dei tratti distintivi che molta letteratura, poesia, cinematografia ha poi elaborato, realizzando un sound comune a una pluralità di voci.<br />
Io tendo a criticare QUALSIASI arrocamento identitario, ma non vorrei mai negare alcuna differenza in nome di un&#8217;universalità non meglio definita (georgia, nessuna polemica, d&#8217;accordo) che di fatto implica un &#8220;neutro&#8221; di cui si assume sia maschio,bianco, di origine cristiana (ma può dichiarasi ateo, comunista e buddhista), occidentale.<br />
E a questo punto lo schema degli insiemi di Leonardo è di nuovo utilissimo, perché aiuta a capire come l&#8217;universalità oggi non può che essere pensata come il risultato degli scambi, incroci e anche conflitti che intercorrono fra ciascuna tradizione (etnica, regionale, nazionale ecc.) con la letteratura mondiale da un lato e l&#8217;opera individuale di uno scrittore dall&#8217;altro. Scambi non neccessariamente ordinati per gradi e grandezze, non neccessariamente ordinati in alcun senso. Ci sono scrittori in Italia che si firmano Tommaso Pincio, ci sono scrittori (Vitaliano Trevisan) il cui maestro è Thomas Bernhard, e che in qualsiasi tradizione italiana nazionale o specifica rientrano assai poco. Tanto per fare qualche esempio per mostrare dove non passano (più) le frontiere. &#8220;Più&#8221; fra parentesi visto che già lo &#8220;Jacopo Ortis&#8221; di Foscolo aveva come modello &#8220;I dolori del giovane Werther&#8221; di Goethe.<br />
Ma quest&#8217;idea dialettica di universalità è, secondo me, l&#8217;unica risposta adeguata ad ogni reazione fondamentalista e per realizzarla bisogna prima allargare che approfondire lo sguardo sulle espressioni e tradizioni specifiche, conoscere e capire per poter ricomporre un quadro sempre mobile.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/10/21/ancora-su-edward-lewis-wallant-2/#comment-14475</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2005 21:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io!
;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io!<br />
;-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Giorgio Di Costanzo (Ischia)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/10/21/ancora-su-edward-lewis-wallant-2/#comment-14474</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Di Costanzo (Ischia)]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2005 21:08:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E ora chi si offre di scrivere la recensione ai libri pubblicati dalle Edizioni Kaos sul &quot;Geniale&quot;?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E ora chi si offre di scrivere la recensione ai libri pubblicati dalle Edizioni Kaos sul &#8220;Geniale&#8221;?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/10/21/ancora-su-edward-lewis-wallant-2/#comment-14464</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2005 18:03:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bene, ora che vi siete ricomposti tutti, le palle girano a me! Georgia come ti permetti di dire: &quot;Beh gabriella tu come la stragrande maggioranza degli italiani sei occidente-centrica, per te la cultura, la letteratura,la civiltà ecc. è solo europa + usa (solo i bianchi però)&quot;? Che ne sai di cosa mangio, che lavoro faccio, cosa leggo o cosa studio? Il fatto che io abbia inteso cosa voleva dire Colombati non significa che io fossi d&#039;accordo con lui... e se a volte non comprendo i tuoi ragionamenti non ti sto offendendo! Ma tu mi dai dell&#039;imbecille con la tua frasetta da maestrina che bacchetta... ma per dirla alla Scarpa, E&#039; LA RETE BABY!, quindi mi rimetterò a leggere gli articoli senza più fare commenti e punto. Saluti.
P.S.
discussione molto interessante, in ogni caso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bene, ora che vi siete ricomposti tutti, le palle girano a me! Georgia come ti permetti di dire: &#8220;Beh gabriella tu come la stragrande maggioranza degli italiani sei occidente-centrica, per te la cultura, la letteratura,la civiltà ecc. è solo europa + usa (solo i bianchi però)&#8221;? Che ne sai di cosa mangio, che lavoro faccio, cosa leggo o cosa studio? Il fatto che io abbia inteso cosa voleva dire Colombati non significa che io fossi d&#8217;accordo con lui&#8230; e se a volte non comprendo i tuoi ragionamenti non ti sto offendendo! Ma tu mi dai dell&#8217;imbecille con la tua frasetta da maestrina che bacchetta&#8230; ma per dirla alla Scarpa, E&#8217; LA RETE BABY!, quindi mi rimetterò a leggere gli articoli senza più fare commenti e punto. Saluti.<br />
P.S.<br />
discussione molto interessante, in ogni caso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/10/21/ancora-su-edward-lewis-wallant-2/#comment-14462</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2005 17:48:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bene leonardo vedo che hai capito e... nei tuoi insiemi hai evitato di metterci &quot;i gentili&quot;;-)
georgia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bene leonardo vedo che hai capito e&#8230; nei tuoi insiemi hai evitato di metterci &#8220;i gentili&#8221;;-)<br />
georgia</p>
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		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/10/21/ancora-su-edward-lewis-wallant-2/#comment-14460</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2005 17:34:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bene gentile helena ora sono più rilassata ;-).
La discussione è stata interessante ed è finita bene, tra l&#039;altro il  &quot;gentile&quot; leonardo ha detto una cosa molto interessante che mi piacerebbe vedere approfondita..
La cultura ebreo-americana ( senza bisogno di tirare in ballo la fantomatica collettivita dei gentili)  sembra avere una specie di rifiuto o di anticorpo al genere postmoderno, e questo, se è vero, è di grande interesse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bene gentile helena ora sono più rilassata ;-).<br />
La discussione è stata interessante ed è finita bene, tra l&#8217;altro il  &#8220;gentile&#8221; leonardo ha detto una cosa molto interessante che mi piacerebbe vedere approfondita..<br />
La cultura ebreo-americana ( senza bisogno di tirare in ballo la fantomatica collettivita dei gentili)  sembra avere una specie di rifiuto o di anticorpo al genere postmoderno, e questo, se è vero, è di grande interesse.</p>
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