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	Commenti a: Con i fantasmi della letteratura	</title>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/09/con-i-fantasmi-della-letteratura/#comment-15662</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2005 12:53:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mettici anche Baggio che è (era) la ma passione.
però....
Nascerci non basta ;-)
Ognuno di noi potrebbe esserci nato e non saperlo.
Tu, ad esempio, ma te l&#039;ho già detto tante volte, potresti anche esserci nato, ma ... ne hai un sacrosanto salutare terrore;-)
Ed è una difesa .... da non sottovalutare! E lo dico senza ombra di ironia ma con totale comprensione.
A me non fa rabbia che alcuni non riescano ad diventare come garboli (o meglio di garboli), io credo non faccia bene alla salute diventare o essere dei grandi, e io sono salutista.
 Quello che mi fa rabbia è che non si usi al massimo quello che già si ha e ci si scivoli sopra banalizzandolo con alterigia e supponenza, perche questo fa male alla salute, così facendo ci distruggiamo tutti gli anticorpi.
Ma forse, non lo escludo, anche questo atteggiamento è una autodifesa per sopravvvere.
Essere dei grandi forse oggi è pericoloso, e l&#039;unica maniera per non apparire dei mediocri è quella di ... occultare o ridicolizzare il gia fatto e chi vorrebbe fare.
Beh è una strategia salutista anche quella, posso capirlo ;-), speriamo solo che non ci porti tutti alla rovina per mancanza di coraggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mettici anche Baggio che è (era) la ma passione.<br />
però&#8230;.<br />
Nascerci non basta ;-)<br />
Ognuno di noi potrebbe esserci nato e non saperlo.<br />
Tu, ad esempio, ma te l&#8217;ho già detto tante volte, potresti anche esserci nato, ma &#8230; ne hai un sacrosanto salutare terrore;-)<br />
Ed è una difesa &#8230;. da non sottovalutare! E lo dico senza ombra di ironia ma con totale comprensione.<br />
A me non fa rabbia che alcuni non riescano ad diventare come garboli (o meglio di garboli), io credo non faccia bene alla salute diventare o essere dei grandi, e io sono salutista.<br />
 Quello che mi fa rabbia è che non si usi al massimo quello che già si ha e ci si scivoli sopra banalizzandolo con alterigia e supponenza, perche questo fa male alla salute, così facendo ci distruggiamo tutti gli anticorpi.<br />
Ma forse, non lo escludo, anche questo atteggiamento è una autodifesa per sopravvvere.<br />
Essere dei grandi forse oggi è pericoloso, e l&#8217;unica maniera per non apparire dei mediocri è quella di &#8230; occultare o ridicolizzare il gia fatto e chi vorrebbe fare.<br />
Beh è una strategia salutista anche quella, posso capirlo ;-), speriamo solo che non ci porti tutti alla rovina per mancanza di coraggio.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: giovanni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/09/con-i-fantasmi-della-letteratura/#comment-15658</link>

		<dc:creator><![CDATA[giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2005 12:34:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Georgia, anche a me mi sa che è difficile nascere grande critico, grande scrittore o grande portiere di calcio. Sono però certo che Cesare Garboli, o ci si nasce o niente; e così Dino Zoff, Calderòn de la Barca e qualcun altro - non tanti - di quella risma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Georgia, anche a me mi sa che è difficile nascere grande critico, grande scrittore o grande portiere di calcio. Sono però certo che Cesare Garboli, o ci si nasce o niente; e così Dino Zoff, Calderòn de la Barca e qualcun altro &#8211; non tanti &#8211; di quella risma.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/09/con-i-fantasmi-della-letteratura/#comment-15655</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2005 11:52:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1472#comment-15655</guid>

					<description><![CDATA[Io non penso (come dice giovanni) che si nasca grandi critici,  grandi scrittori grandi artisti, grandi letterati ecc. :-), io penso che lo si diventi (più che altro per follia e resistenza agli urti), certo ci vuole intelligenza, talento, occasioni e  anticonformismo, una buona dose di incoscienza, ma poi tutto questo non basta, quindi bisogna &quot;diventarlo&quot;, d.i.v.e.n.i.r.e..
Invece sono d&#039;accordo con giovanni che il c. d forum sia un&#039;accozzaglia di banalità, e cose inutili senza alcun scopo che riempire degli spazi, come raramente avevo letto. Tre persone che scrivono cose in cui ... boh ... non si sa neppure perchè le scrivono.
Avevo già letto su stilos e nulla di quanto avevo letto mi era piaciuto, ma tre perle mi hanno colpito maggiormente, tre perle dette con insipienza, indfferenza, buttate là,  e soprattuto con candida ignoranza giovanile (ma i tre non sono giovani ;-) di chi pensa che la letteratura non sia altro che un effetto collaterale del loro bisogno di fare carriera (insomma un contenuto incidentale su cui poter argomentare alla io boja:-)
Tre perle:
1) due le ha dette montesano:
Non vorrei dire una cazzata, ma garboli non ha mai creato nè disseppellito nessuno (forse solo il dario di matilde), ha studiato (in maniera mirabile) sempre persone già famose da moliere fino a delfini, penna, morante, ginzburg ma nessuno di loro e diventato noto, o ha pubblicato in vita grazie a garboli che ha scritto su di loro cose immense da grande Scrittore-Lettore
Non credo che garboli sia mai stato un talent scout anzi credo fosse proprio negato per questo. 
Montesano &#039;un sa proprio ikke dice, ma come si fa ad esempio a dire che garboli ha disseppellito pascoli????? Garboli ha scritto cose egregie intelligentissime su pascoli, ma non ha disseppellito un bel niente:-).
E come si fa a dire che ha inventato delfini? garboli lo ha incontrato che lui aveva 17 anni e delfini aveva già scritto e pubblicato il ricordo della basca, se proprio vogliamo possiamo semmai sostenere il contrario: senza delfini garboli sarebbe stato un altro.
Delfini fu &quot;scoperto&quot;da bo, da bassani, da bertolucci, fu riscoperto e amato da Anceschi e dal gruppo 63, in particolare balestrini, il premio viareggio (pstumo) nel 1963 glielo volle dare a tutti i costi Pasolini perchè in quelle pagine c&#039;erano dei riferimenti all&#039;orrore delle periferie cittadine, le stesse  intorno a cui pasolini stava elaborando sue geniali visioni.
Montesano &#039;un sa proprio ikke dice. 
Landolfi lo avrebbe chiamato un sopracciò;-).
Tra i tre critici quello che stimavo di più è emanuele trevi (ha scritto cose moto interessanti) ma qui la sua cazzata l&#039;ha detta pure lui. Ha cercato di trasformare garboli in una macchietta da salotto, in un dandy aristocratico che teorizza per dispetto. Cose da matti. Una cosa è la persona (e i suoi difetti o pregi caratteriali) e un altra l&#039;opera di quella persona. La teoria dello scrittore-lettore, o del traghettatore di parole, è una cosa seria, a cui garboli ha creduto tutta la vita, e cosa ben diversa da una chiacchierata ad una cena. 
Per garboli non c&#039;era differenza tra vita e letteratura (e questo capisco possa trarre in inganno e far confondere uno sprovveduto),  per lui la letteratura non era un passatempo o un effetto collaterale per fare soldi, o carriera (anche se non disprezzava nessuna delle due) era un qualcosa di molto importante e l&#039;inclusione o esclusione di uno scrittore,  per lui, poteva cambiare i destini di un paese, certo nella lunga durata, e non nello spazio di una generazione;-)
A lui Moliere non serviva solo per tradurlo e guadagnarci. A lui Moliere serviva anche per capire la morte di moro, l&#039;arrivo di dell&#039;utri e berlusconi
Pasolini sapeva vedere nei ragazzi delle borgate il cambiamento epocale che avveniva per tutti, e garboli spiava nei tartufi (che incontrava nei salotti) la corruzione e la criminalita politica che ci stava portando nel baratro in cui sguazziamo adesso
Ragazzi se &#039;un si capisce che differenza passa tra il leggere (o scrivere) libri o pubblicizzare un fustino di sapone e scriverne o leggerne le istruzioni ... si andrà poco lontano e saremo sempre colonizzati.
Lo scrittore (poeta artista ecc.) non morirà mai perchè è un anticorpo della società quindi, volenti o nolenti, verra sempre prodotto dalla natura e dalla società, ma per il critico è diverso, è sulla critica in Italia è stata messa una pietra tombale ;-) per il momento. 
E non è cosa da poco perchè la grande critica traghetta i grandi scrittori.
Poi ... poi, certo, tutto quello che muore rinasce sempre;-).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non penso (come dice giovanni) che si nasca grandi critici,  grandi scrittori grandi artisti, grandi letterati ecc. :-), io penso che lo si diventi (più che altro per follia e resistenza agli urti), certo ci vuole intelligenza, talento, occasioni e  anticonformismo, una buona dose di incoscienza, ma poi tutto questo non basta, quindi bisogna &#8220;diventarlo&#8221;, d.i.v.e.n.i.r.e..<br />
Invece sono d&#8217;accordo con giovanni che il c. d forum sia un&#8217;accozzaglia di banalità, e cose inutili senza alcun scopo che riempire degli spazi, come raramente avevo letto. Tre persone che scrivono cose in cui &#8230; boh &#8230; non si sa neppure perchè le scrivono.<br />
Avevo già letto su stilos e nulla di quanto avevo letto mi era piaciuto, ma tre perle mi hanno colpito maggiormente, tre perle dette con insipienza, indfferenza, buttate là,  e soprattuto con candida ignoranza giovanile (ma i tre non sono giovani ;-) di chi pensa che la letteratura non sia altro che un effetto collaterale del loro bisogno di fare carriera (insomma un contenuto incidentale su cui poter argomentare alla io boja:-)<br />
Tre perle:<br />
1) due le ha dette montesano:<br />
Non vorrei dire una cazzata, ma garboli non ha mai creato nè disseppellito nessuno (forse solo il dario di matilde), ha studiato (in maniera mirabile) sempre persone già famose da moliere fino a delfini, penna, morante, ginzburg ma nessuno di loro e diventato noto, o ha pubblicato in vita grazie a garboli che ha scritto su di loro cose immense da grande Scrittore-Lettore<br />
Non credo che garboli sia mai stato un talent scout anzi credo fosse proprio negato per questo.<br />
Montesano &#8216;un sa proprio ikke dice, ma come si fa ad esempio a dire che garboli ha disseppellito pascoli????? Garboli ha scritto cose egregie intelligentissime su pascoli, ma non ha disseppellito un bel niente:-).<br />
E come si fa a dire che ha inventato delfini? garboli lo ha incontrato che lui aveva 17 anni e delfini aveva già scritto e pubblicato il ricordo della basca, se proprio vogliamo possiamo semmai sostenere il contrario: senza delfini garboli sarebbe stato un altro.<br />
Delfini fu &#8220;scoperto&#8221;da bo, da bassani, da bertolucci, fu riscoperto e amato da Anceschi e dal gruppo 63, in particolare balestrini, il premio viareggio (pstumo) nel 1963 glielo volle dare a tutti i costi Pasolini perchè in quelle pagine c&#8217;erano dei riferimenti all&#8217;orrore delle periferie cittadine, le stesse  intorno a cui pasolini stava elaborando sue geniali visioni.<br />
Montesano &#8216;un sa proprio ikke dice.<br />
Landolfi lo avrebbe chiamato un sopracciò;-).<br />
Tra i tre critici quello che stimavo di più è emanuele trevi (ha scritto cose moto interessanti) ma qui la sua cazzata l&#8217;ha detta pure lui. Ha cercato di trasformare garboli in una macchietta da salotto, in un dandy aristocratico che teorizza per dispetto. Cose da matti. Una cosa è la persona (e i suoi difetti o pregi caratteriali) e un altra l&#8217;opera di quella persona. La teoria dello scrittore-lettore, o del traghettatore di parole, è una cosa seria, a cui garboli ha creduto tutta la vita, e cosa ben diversa da una chiacchierata ad una cena.<br />
Per garboli non c&#8217;era differenza tra vita e letteratura (e questo capisco possa trarre in inganno e far confondere uno sprovveduto),  per lui la letteratura non era un passatempo o un effetto collaterale per fare soldi, o carriera (anche se non disprezzava nessuna delle due) era un qualcosa di molto importante e l&#8217;inclusione o esclusione di uno scrittore,  per lui, poteva cambiare i destini di un paese, certo nella lunga durata, e non nello spazio di una generazione;-)<br />
A lui Moliere non serviva solo per tradurlo e guadagnarci. A lui Moliere serviva anche per capire la morte di moro, l&#8217;arrivo di dell&#8217;utri e berlusconi<br />
Pasolini sapeva vedere nei ragazzi delle borgate il cambiamento epocale che avveniva per tutti, e garboli spiava nei tartufi (che incontrava nei salotti) la corruzione e la criminalita politica che ci stava portando nel baratro in cui sguazziamo adesso<br />
Ragazzi se &#8216;un si capisce che differenza passa tra il leggere (o scrivere) libri o pubblicizzare un fustino di sapone e scriverne o leggerne le istruzioni &#8230; si andrà poco lontano e saremo sempre colonizzati.<br />
Lo scrittore (poeta artista ecc.) non morirà mai perchè è un anticorpo della società quindi, volenti o nolenti, verra sempre prodotto dalla natura e dalla società, ma per il critico è diverso, è sulla critica in Italia è stata messa una pietra tombale ;-) per il momento.<br />
E non è cosa da poco perchè la grande critica traghetta i grandi scrittori.<br />
Poi &#8230; poi, certo, tutto quello che muore rinasce sempre;-).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: giovanni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/09/con-i-fantasmi-della-letteratura/#comment-15609</link>

		<dc:creator><![CDATA[giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2005 20:34:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Temperanza, ma chi c&#039;è rimasto da frequentare? Per un giovanissimo aspirante americanista che incontrava Ezra Pound a Rapallo alla fine dei 60s, oggi cosa c&#039;è in cambio? B. E. Ellis che viene in tour italiano, firmando magari reggiseni di squinzie accalorate e accaldate? Domande, senza una risposta precotta in mente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Temperanza, ma chi c&#8217;è rimasto da frequentare? Per un giovanissimo aspirante americanista che incontrava Ezra Pound a Rapallo alla fine dei 60s, oggi cosa c&#8217;è in cambio? B. E. Ellis che viene in tour italiano, firmando magari reggiseni di squinzie accalorate e accaldate? Domande, senza una risposta precotta in mente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/09/con-i-fantasmi-della-letteratura/#comment-15583</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2005 15:21:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Giovanni
mo&#039; comprendia! La tontaggine avanza. Anche da altre parti a me estremamente prossime mi si dice che non ci sono più pentoloni, io chissà perché non ci credo, bisogna cercarli con pazienza e un buon lanternino. Magari invece che pentoloni adesso hanno forma di arcipelaghi, di massi erratici sparsi qua e là, chissà. Garboli si nasce, sì, però anche un po&#039; si diventa, nel senso che il molto lavoro e tutte quelle antiche virtù che adesso non sto a elencare (tra cui  le buone frequentazioni) affinano, affinano molto, e affinano anche molti più di quanti si penserebbe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Giovanni<br />
mo&#8217; comprendia! La tontaggine avanza. Anche da altre parti a me estremamente prossime mi si dice che non ci sono più pentoloni, io chissà perché non ci credo, bisogna cercarli con pazienza e un buon lanternino. Magari invece che pentoloni adesso hanno forma di arcipelaghi, di massi erratici sparsi qua e là, chissà. Garboli si nasce, sì, però anche un po&#8217; si diventa, nel senso che il molto lavoro e tutte quelle antiche virtù che adesso non sto a elencare (tra cui  le buone frequentazioni) affinano, affinano molto, e affinano anche molti più di quanti si penserebbe.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/09/con-i-fantasmi-della-letteratura/#comment-15560</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2005 13:19:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No comprendia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No comprendia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giovanni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/09/con-i-fantasmi-della-letteratura/#comment-15552</link>

		<dc:creator><![CDATA[giovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2005 13:02:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dolente di correggerti, Temperanza. Non puòssi vedere ciò che non è. A parte questo, e in ogni caso, Garboli si nasce, non si diventa (ne è testimonio parlante il c.d. forum presentato dal bravo Sorrentino).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dolente di correggerti, Temperanza. Non puòssi vedere ciò che non è. A parte questo, e in ogni caso, Garboli si nasce, non si diventa (ne è testimonio parlante il c.d. forum presentato dal bravo Sorrentino).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/09/con-i-fantasmi-della-letteratura/#comment-15543</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2005 11:18:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per spendere una parola a favore di certi intrecci anche umani a volte più fertili  di quelli che un mondo letterario un poco autoreferenziale mette in scena, vorrei notare che quello che dice Montesano: &quot;È vero che Garboli ha creato, si può dire dal nulla, Delfini, che è probabilmente più interessante nelle parole di Garboli che nella realtà della pagina&quot;, è vero solo se si riferisce al  mainstream editoriale e alla critica letteraria classica.
Io ho conosciuto le opere di Delfini a cavallo degli anni settanta/ottanta non grazie a Garboli, ma a un gruppo di artisti che lo leggeva da anni  forse proprio per le ragioni per cui Montesano lo considera, mi pare, quasi una nullità, e cioè, credo, il suo non essere produttore di fiction classica (ma potrei sbagliarmi e non voglio mettere in bocca a Montesano opinioni non sue).
E&#039; un peccato che non ci siano quasi più quei pentoloni in cui gli ingredienti erano una gamba di musicista, un lombo di scrittore, una mano d&#039;artista e qualche veletta di signora. Garboli quei pentoloni li conosceva bene, spero che benché io non li veda ci siano ancora in nuove vesti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per spendere una parola a favore di certi intrecci anche umani a volte più fertili  di quelli che un mondo letterario un poco autoreferenziale mette in scena, vorrei notare che quello che dice Montesano: &#8220;È vero che Garboli ha creato, si può dire dal nulla, Delfini, che è probabilmente più interessante nelle parole di Garboli che nella realtà della pagina&#8221;, è vero solo se si riferisce al  mainstream editoriale e alla critica letteraria classica.<br />
Io ho conosciuto le opere di Delfini a cavallo degli anni settanta/ottanta non grazie a Garboli, ma a un gruppo di artisti che lo leggeva da anni  forse proprio per le ragioni per cui Montesano lo considera, mi pare, quasi una nullità, e cioè, credo, il suo non essere produttore di fiction classica (ma potrei sbagliarmi e non voglio mettere in bocca a Montesano opinioni non sue).<br />
E&#8217; un peccato che non ci siano quasi più quei pentoloni in cui gli ingredienti erano una gamba di musicista, un lombo di scrittore, una mano d&#8217;artista e qualche veletta di signora. Garboli quei pentoloni li conosceva bene, spero che benché io non li veda ci siano ancora in nuove vesti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carmelo Bene		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/09/con-i-fantasmi-della-letteratura/#comment-15541</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Bene]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2005 11:01:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1472#comment-15541</guid>

					<description><![CDATA[Questa mia fobia dell’immagine non è iconoclastia fine a se stessa ... = l’ho dimostrato in scena eccedendo il teatrino del testo, fino a separare il TEATRO dallo SPETTACOLO ..., così come nella TEORIA della CRUDELTÀ di Antonin Artaud, = quel che conta nell’ARTE non è il prodotto artistico, ma il PRODURSI dell’artefice in rapporto al quale (qui Jacques Derrida è impeccabile) l’OPERA non è che una ricaduta residuale ... un escremento (nell’etimo) = ciò che si separa e cade... dall’organismo vivente ..., dalla vita! ... l’Arte è La Vita ... come IRRIPETIBILITÀ dell’EVENTO ... vivente una volta sola! ...
 E perciò l’opera è il materiale morto ... è il cadavere ... evacuato dall’evento! ... Il destino d’ogni opera d’ARTE non è nell’OPERA = È ARTE ... ALL’OPERA!, ... è il prodursi dell’artista che trascende l’OPERA ... (è la SENSAZIONE! che ci investe davanti alle tele di Francis Bacon) ...
 Un GENIO è soprattutto colui che eccede le sue opere ... , = L’atto dell’esecuzione artistica è più determinante dell’opera esitata ... (e qui cito Derrida alla lettera) ... = Il genio lascia delle tracce, delle opere, dei residui; ... ma quanto è veramente geniale e artistico si trova nel DUCTUS, ... nel gesto della firma, più che in ciò che resta della firma ... Da qui = 
 = Ogni ARTE sarebbe SENZA OPERA, ... e, forse, ... senza artisti.
 Ormai ridotta a una sorta di COLLAGE DI MASSA, qualunque impresa ARTISTICA ha la sorte che merita! ...
 = dall’EVASIONE dalla vita, alla LABIRINTITE INTELLETTUALE! ...
 = dalla reiterazione del TEATRO TOTALE WAGNERIANO, alle traveggole del MULTIMEDIALE! 
 = dalla volubile GRATIFICAZIONE del MERCATO, ... alla burocrazia della COMMITTENZA DEMOCRATICA. ...
 L’ARTEFICE non è mai AUTORE d’una propria opera. È di per sé (semmai!) un capolavoro vivente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mia fobia dell’immagine non è iconoclastia fine a se stessa &#8230; = l’ho dimostrato in scena eccedendo il teatrino del testo, fino a separare il TEATRO dallo SPETTACOLO &#8230;, così come nella TEORIA della CRUDELTÀ di Antonin Artaud, = quel che conta nell’ARTE non è il prodotto artistico, ma il PRODURSI dell’artefice in rapporto al quale (qui Jacques Derrida è impeccabile) l’OPERA non è che una ricaduta residuale &#8230; un escremento (nell’etimo) = ciò che si separa e cade&#8230; dall’organismo vivente &#8230;, dalla vita! &#8230; l’Arte è La Vita &#8230; come IRRIPETIBILITÀ dell’EVENTO &#8230; vivente una volta sola! &#8230;<br />
 E perciò l’opera è il materiale morto &#8230; è il cadavere &#8230; evacuato dall’evento! &#8230; Il destino d’ogni opera d’ARTE non è nell’OPERA = È ARTE &#8230; ALL’OPERA!, &#8230; è il prodursi dell’artista che trascende l’OPERA &#8230; (è la SENSAZIONE! che ci investe davanti alle tele di Francis Bacon) &#8230;<br />
 Un GENIO è soprattutto colui che eccede le sue opere &#8230; , = L’atto dell’esecuzione artistica è più determinante dell’opera esitata &#8230; (e qui cito Derrida alla lettera) &#8230; = Il genio lascia delle tracce, delle opere, dei residui; &#8230; ma quanto è veramente geniale e artistico si trova nel DUCTUS, &#8230; nel gesto della firma, più che in ciò che resta della firma &#8230; Da qui =<br />
 = Ogni ARTE sarebbe SENZA OPERA, &#8230; e, forse, &#8230; senza artisti.<br />
 Ormai ridotta a una sorta di COLLAGE DI MASSA, qualunque impresa ARTISTICA ha la sorte che merita! &#8230;<br />
 = dall’EVASIONE dalla vita, alla LABIRINTITE INTELLETTUALE! &#8230;<br />
 = dalla reiterazione del TEATRO TOTALE WAGNERIANO, alle traveggole del MULTIMEDIALE!<br />
 = dalla volubile GRATIFICAZIONE del MERCATO, &#8230; alla burocrazia della COMMITTENZA DEMOCRATICA. &#8230;<br />
 L’ARTEFICE non è mai AUTORE d’una propria opera. È di per sé (semmai!) un capolavoro vivente.</p>
]]></content:encoded>
		
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