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	Commenti a: Una funzione sociale	</title>
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		<title>
		Di: mag		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/17/una-funzione-sociale/#comment-16564</link>

		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2005 12:52:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Potrei dire  più propriamente struzzi insabbiati.....
rifugiarsi nella sicurezza del consenso markettaro, non è certo operazione da esteta puro orientato da idealità.
La vedo come una fuga dalla propria responsabilità autoriale, di diffusione di contenuti, dalla responsabilità pedagogica prima che commerciale.
Galline perchè risponde al dominio di massa, alla doxocrazia come diceva Rovelli. 
La gallina....non è un  animale intelligente, lo si capisce da come guarda la gente.

Tanto valeva fare le commesse in un centro comerciale o il dirigente in una multinazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrei dire  più propriamente struzzi insabbiati&#8230;..<br />
rifugiarsi nella sicurezza del consenso markettaro, non è certo operazione da esteta puro orientato da idealità.<br />
La vedo come una fuga dalla propria responsabilità autoriale, di diffusione di contenuti, dalla responsabilità pedagogica prima che commerciale.<br />
Galline perchè risponde al dominio di massa, alla doxocrazia come diceva Rovelli.<br />
La gallina&#8230;.non è un  animale intelligente, lo si capisce da come guarda la gente.</p>
<p>Tanto valeva fare le commesse in un centro comerciale o il dirigente in una multinazionale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/17/una-funzione-sociale/#comment-16559</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2005 09:36:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@magda
&quot;L’esteta puro, dovrebbe estraniarsi da tutto cio’, capire che è solo moto di galline in fuga, questo del genere di maggioranza&quot;.
Puoi approfondire il concetto di &quot;moto di galline in fuga&quot;, per favore?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@magda<br />
&#8220;L’esteta puro, dovrebbe estraniarsi da tutto cio’, capire che è solo moto di galline in fuga, questo del genere di maggioranza&#8221;.<br />
Puoi approfondire il concetto di &#8220;moto di galline in fuga&#8221;, per favore?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: mag		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/17/una-funzione-sociale/#comment-16542</link>

		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2005 17:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il riferimento al noir è per agganciarmi alle vostre discussioni sul genere giallo e affini, che sembra avere un grande successo, male, molto male.
Mi si dice :&quot; ma noi viviamo in questo mondo, cogliamo stimoli da questo mondo&quot; per cio&#039; mi chiedo: i sistemi massmediali sono totalmente orientati al tragico, al dramma, ancor piu&#039; spesso al cruento,(accoltellamenti, infanticidi, suicidi, omicidi) ovviamente per l&#039;audience, e la letteratura fa qualcosa di diverso? evidentemente no, se c&#039;è questa fame di delitto e di violenza anche nella narrativa..(non mi si dica che è il lettore che lo vuole perchè sappiamo che lo scrittore puo&#039; inventarsi dei filoni di successo.)
L&#039;esteta puro, dovrebbe estraniarsi da tutto cio&#039;, capire che è solo moto di galline in fuga, questo del genere di maggioranza.
Necessitiamo di cogliere con sguardi diversi la realtà e anche se sussistono dati inquietanti, non saranno certo gli unici spunti di riflessione o di proponimento per un letterato che voglia esprimere un senso proprio, una lettura diversa da quella generalizzata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il riferimento al noir è per agganciarmi alle vostre discussioni sul genere giallo e affini, che sembra avere un grande successo, male, molto male.<br />
Mi si dice :&#8221; ma noi viviamo in questo mondo, cogliamo stimoli da questo mondo&#8221; per cio&#8217; mi chiedo: i sistemi massmediali sono totalmente orientati al tragico, al dramma, ancor piu&#8217; spesso al cruento,(accoltellamenti, infanticidi, suicidi, omicidi) ovviamente per l&#8217;audience, e la letteratura fa qualcosa di diverso? evidentemente no, se c&#8217;è questa fame di delitto e di violenza anche nella narrativa..(non mi si dica che è il lettore che lo vuole perchè sappiamo che lo scrittore puo&#8217; inventarsi dei filoni di successo.)<br />
L&#8217;esteta puro, dovrebbe estraniarsi da tutto cio&#8217;, capire che è solo moto di galline in fuga, questo del genere di maggioranza.<br />
Necessitiamo di cogliere con sguardi diversi la realtà e anche se sussistono dati inquietanti, non saranno certo gli unici spunti di riflessione o di proponimento per un letterato che voglia esprimere un senso proprio, una lettura diversa da quella generalizzata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: ivan roquentin		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/17/una-funzione-sociale/#comment-16536</link>

		<dc:creator><![CDATA[ivan roquentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2005 16:50:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1495#comment-16536</guid>

					<description><![CDATA[@ magda

&quot;Ora, necessitiamo di nuovi sogni, nuovi sogni ad occhi aperti declinabili anche compatibilmente con le relativizzazioni ideologiche che nel frattempo hanno subito i sistemi di credenza di cui stiamo parlando.&quot;

Vero, ma non essere pessimista, non mancano i sognatori (non dico gli illusi, eh).

&quot;Vorrei dire questo: tra un profeta di verità strutturato rigidamente e un sognatore puro, io prerisco il secondo, pescandolo possibilmente in una rete condivisa culturale, intellettuale, poetica, insomma estetica che applichi criteri di sensibilità e attenzione” altra” al sociale.&quot;

Io sono d&#039;accordo, ma spesso accade che &quot;il profeta di verità strutturato&quot; sia tale solo perché morto:)

&quot;La bellezza puo’ salvare il mondo attuale piu’ dell’ideologia.&quot;
Non per forza ideologia e bellezza sono incompatibili; quanto a salvare il mondo, espressione forte, vale la pena ricordare che si parla del mondo degli uomini, e che &quot;uomini lo devono salvare da uomini&quot;, il più delle volte, ossia da se stessi. In altre parole: le idee sono belle, ma si possono avvelenare: questo processo non muta le idee, ma la sostanza della loro applicazione (anche nel caso di idee per ora impensate, non mi riferisco più ad alcuna declinazione del comunismo, in questo caso).

&quot;Sempre se gli artisti, i letterati, nons i limitino a registrare la società riportandone i toni in modo riflesso, quindi generando Il noir, ma proponendo un’altro sgurdo sul mondo, meno disincantato, meno fotografico e piu’ ottimistico.&quot;

Chi si limita a &quot;registrare&quot; è ben strano...o ha la pretesa che il suo punto di vista sia neutro, oppure il suo punto di vista comprende una specie di indulgenza plenaria nei confronti di tutto ciò che accade, l&#039;indolenza più qualunquista, per dirla in maniera spicciola (non distribuisco colpe, però mi pare un bel delitto...). Magda, non ho capito il riferimento al noir.

&quot;garzie ivan e a quanto leggono pazientemente le mie filippiche.&quot;

Credo che tutti leggano chi argomenta, o no? Quasi ti meravigli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ magda</p>
<p>&#8220;Ora, necessitiamo di nuovi sogni, nuovi sogni ad occhi aperti declinabili anche compatibilmente con le relativizzazioni ideologiche che nel frattempo hanno subito i sistemi di credenza di cui stiamo parlando.&#8221;</p>
<p>Vero, ma non essere pessimista, non mancano i sognatori (non dico gli illusi, eh).</p>
<p>&#8220;Vorrei dire questo: tra un profeta di verità strutturato rigidamente e un sognatore puro, io prerisco il secondo, pescandolo possibilmente in una rete condivisa culturale, intellettuale, poetica, insomma estetica che applichi criteri di sensibilità e attenzione” altra” al sociale.&#8221;</p>
<p>Io sono d&#8217;accordo, ma spesso accade che &#8220;il profeta di verità strutturato&#8221; sia tale solo perché morto:)</p>
<p>&#8220;La bellezza puo’ salvare il mondo attuale piu’ dell’ideologia.&#8221;<br />
Non per forza ideologia e bellezza sono incompatibili; quanto a salvare il mondo, espressione forte, vale la pena ricordare che si parla del mondo degli uomini, e che &#8220;uomini lo devono salvare da uomini&#8221;, il più delle volte, ossia da se stessi. In altre parole: le idee sono belle, ma si possono avvelenare: questo processo non muta le idee, ma la sostanza della loro applicazione (anche nel caso di idee per ora impensate, non mi riferisco più ad alcuna declinazione del comunismo, in questo caso).</p>
<p>&#8220;Sempre se gli artisti, i letterati, nons i limitino a registrare la società riportandone i toni in modo riflesso, quindi generando Il noir, ma proponendo un’altro sgurdo sul mondo, meno disincantato, meno fotografico e piu’ ottimistico.&#8221;</p>
<p>Chi si limita a &#8220;registrare&#8221; è ben strano&#8230;o ha la pretesa che il suo punto di vista sia neutro, oppure il suo punto di vista comprende una specie di indulgenza plenaria nei confronti di tutto ciò che accade, l&#8217;indolenza più qualunquista, per dirla in maniera spicciola (non distribuisco colpe, però mi pare un bel delitto&#8230;). Magda, non ho capito il riferimento al noir.</p>
<p>&#8220;garzie ivan e a quanto leggono pazientemente le mie filippiche.&#8221;</p>
<p>Credo che tutti leggano chi argomenta, o no? Quasi ti meravigli&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: magda.mantecca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/17/una-funzione-sociale/#comment-16489</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda.mantecca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2005 09:02:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra le varie facoltà in cui NON sono laureata c&#039;è anche architettura.....
pero&#039; ricordo che urbanistica mi appassionava molto (Gaetani era mi pare).
giusto, infatti dicevo le arti in genere...musica, pittura, architettura..
teatro non sono informata perchè mi limito a Goldoni.
tornando al discorso precendente, se quanto ho ipotizzato si rileva esatto, ovvero che il sentire civile medio italiano corrisponde ad un sistema feudale, dobbiamo decidere se rimanere in questo comune sentire, o innescare dei processi tali da mobilitare la doxa verso un&#039;organizzazione nazionale, statale.
Per fare questo è necessario smuovere ataviche appartenenze, abitudini, modalità di partecipazione, verso un minore individualismo e un maggiore senso i collettività.
Perchè lo Stato siamo noi, e se funziona è un progresso notevole per ognuno di noi.
Chi puo&#039; operare questo salto, questa operazione fondata su movimenti di opinione, rivoluzioni copernicane di senso, se non coloro che per primi sentono il disagio dell&#039;arretratezza e dell&#039;imbarbarimento?
Mi riferisco agli intellettuali, agli artisti, a coloro che non sfruttano il loro talento a servizio del mercato, ma a coloro che se ne etraneano per mantenersi puri nella loro vocazione Estetica.
Se è vero che il prestigio di una nazione è dato dalla sua espressione culturale, è anche vero che la Cultura attraverso i suoi autorevoli e incontaminati rappresentanti, puo&#039; operare una funzione locomotoria, trainante, catalizzante, persuasiva e mitologica.
Ecco, sogno un epoca di imminente realizzazione in cui geni folli  si coalizzano producendo nuovi modi di sentire sanando l&#039;incancrenimento e l&#039;ottundimento emotivo a cui la globalizzazione a stelle e strisce ci ha condotto.
Desacralizzare le ideologie...ritualizzare la Cultura,  innescare in questa processi liturgici, mitici, epici.....che muovano attorno ad essa amore collettivo e nodi di solidarietà.
Vorrei individuare Persone che sentono questo come una responsabilità umana, Persone che dicano:&quot;ma se questo non lo faccio io che ho talento, chi dovrebbe farlo?&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le varie facoltà in cui NON sono laureata c&#8217;è anche architettura&#8230;..<br />
pero&#8217; ricordo che urbanistica mi appassionava molto (Gaetani era mi pare).<br />
giusto, infatti dicevo le arti in genere&#8230;musica, pittura, architettura..<br />
teatro non sono informata perchè mi limito a Goldoni.<br />
tornando al discorso precendente, se quanto ho ipotizzato si rileva esatto, ovvero che il sentire civile medio italiano corrisponde ad un sistema feudale, dobbiamo decidere se rimanere in questo comune sentire, o innescare dei processi tali da mobilitare la doxa verso un&#8217;organizzazione nazionale, statale.<br />
Per fare questo è necessario smuovere ataviche appartenenze, abitudini, modalità di partecipazione, verso un minore individualismo e un maggiore senso i collettività.<br />
Perchè lo Stato siamo noi, e se funziona è un progresso notevole per ognuno di noi.<br />
Chi puo&#8217; operare questo salto, questa operazione fondata su movimenti di opinione, rivoluzioni copernicane di senso, se non coloro che per primi sentono il disagio dell&#8217;arretratezza e dell&#8217;imbarbarimento?<br />
Mi riferisco agli intellettuali, agli artisti, a coloro che non sfruttano il loro talento a servizio del mercato, ma a coloro che se ne etraneano per mantenersi puri nella loro vocazione Estetica.<br />
Se è vero che il prestigio di una nazione è dato dalla sua espressione culturale, è anche vero che la Cultura attraverso i suoi autorevoli e incontaminati rappresentanti, puo&#8217; operare una funzione locomotoria, trainante, catalizzante, persuasiva e mitologica.<br />
Ecco, sogno un epoca di imminente realizzazione in cui geni folli  si coalizzano producendo nuovi modi di sentire sanando l&#8217;incancrenimento e l&#8217;ottundimento emotivo a cui la globalizzazione a stelle e strisce ci ha condotto.<br />
Desacralizzare le ideologie&#8230;ritualizzare la Cultura,  innescare in questa processi liturgici, mitici, epici&#8230;..che muovano attorno ad essa amore collettivo e nodi di solidarietà.<br />
Vorrei individuare Persone che sentono questo come una responsabilità umana, Persone che dicano:&#8221;ma se questo non lo faccio io che ho talento, chi dovrebbe farlo?&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/17/una-funzione-sociale/#comment-16474</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2005 07:21:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[hai ragione, magda.
me ne scuso.
ma tu sei impegnativa e non ho molto tempo per scrivere.
inutile mettersi a fare sfilze di nomi: la cultura italiana, soprattutto quella artistica, non quella filosofica e nemmeno quella letteraria, è stata la cultura più forte in tutta europa sino alla metà del Settecento.
forte significa che era un parametro assoluto di riferimento per tutti quelli che si accingevano a qualsiasi tipo di arte: Bernini viene invitato a Versailles, a ottant&#039;anni, per progettare la nuova reggia del Louvre, per dire.
ma molto più tardi Giovanni Battista Piranesi pubblicava i suoi libri in tutta europa tirando apposite edizioni in francese ed inglese.
sono solo due esempi tra migliaia
almeno per tutto il visivo e per tutto ciò che riguardava ambiente urbano, architettura, musica, pittura, teatro, l&#039;italia era modello imprescindibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>hai ragione, magda.<br />
me ne scuso.<br />
ma tu sei impegnativa e non ho molto tempo per scrivere.<br />
inutile mettersi a fare sfilze di nomi: la cultura italiana, soprattutto quella artistica, non quella filosofica e nemmeno quella letteraria, è stata la cultura più forte in tutta europa sino alla metà del Settecento.<br />
forte significa che era un parametro assoluto di riferimento per tutti quelli che si accingevano a qualsiasi tipo di arte: Bernini viene invitato a Versailles, a ottant&#8217;anni, per progettare la nuova reggia del Louvre, per dire.<br />
ma molto più tardi Giovanni Battista Piranesi pubblicava i suoi libri in tutta europa tirando apposite edizioni in francese ed inglese.<br />
sono solo due esempi tra migliaia<br />
almeno per tutto il visivo e per tutto ciò che riguardava ambiente urbano, architettura, musica, pittura, teatro, l&#8217;italia era modello imprescindibile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: magda mantecca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/17/una-funzione-sociale/#comment-16466</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda mantecca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2005 23:23:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma io vorrei sapere, perchè, anziche&#039; fare le zitelle, non aggiungete quello che dovete dire.
mi fa ridere l&#039;ironia al posto dell&#039;insulto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma io vorrei sapere, perchè, anziche&#8217; fare le zitelle, non aggiungete quello che dovete dire.<br />
mi fa ridere l&#8217;ironia al posto dell&#8217;insulto</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/17/una-funzione-sociale/#comment-16464</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2005 22:46:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Leonardo, Giordano Bruno, Macchiavelli, Galileo Galilei(che dopo il discorso sopra i massimi sistemi il mondo non è piu’ stato lo stesso)
si la musica e la pittura barocca. dopo? Andreotti?&quot;
Magda, sì, sei davvero sperimentale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Leonardo, Giordano Bruno, Macchiavelli, Galileo Galilei(che dopo il discorso sopra i massimi sistemi il mondo non è piu’ stato lo stesso)<br />
si la musica e la pittura barocca. dopo? Andreotti?&#8221;<br />
Magda, sì, sei davvero sperimentale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: magda mantecca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/17/una-funzione-sociale/#comment-16462</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda mantecca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2005 22:24:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ivan, certo che dobbiamo rigraziare dei visionari idealisti se le società sono cambiate.
Ora, necessitiamo di nuovi sogni, nuovi sogni ad occhi aperti declinabili anche compatibilmente con le relativizzazioni ideologiche che nel frattempo hanno subito i sistemi di credenza di cui stiamo parlando.
Vorrei dire questo: tra un profeta di verità strutturato rigidamente e un sognatore puro, io prerisco il secondo, pescandolo possibilmente in una rete condivisa culturale, intellettuale, poetica, insomma estetica che applichi criteri di sensibilità e attenzione&quot; altra&quot; al sociale.
La bellezza puo&#039; salvare il mondo attuale piu&#039; dell&#039;ideologia.
Sempre se gli artisti, i letterati, nons i limitino a registrare la società riportandone i toni in modo riflesso, quindi generando Il noir, ma proponendo un&#039;altro sgurdo sul mondo, meno disincantato, meno fotografico e piu&#039; ottimistico.
Ecco questo è quello che voglio proprio dire anche a tutti gli indiani.

garzie ivan e a quanto leggono pazientemente le mie filippiche.

Magdamante]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ivan, certo che dobbiamo rigraziare dei visionari idealisti se le società sono cambiate.<br />
Ora, necessitiamo di nuovi sogni, nuovi sogni ad occhi aperti declinabili anche compatibilmente con le relativizzazioni ideologiche che nel frattempo hanno subito i sistemi di credenza di cui stiamo parlando.<br />
Vorrei dire questo: tra un profeta di verità strutturato rigidamente e un sognatore puro, io prerisco il secondo, pescandolo possibilmente in una rete condivisa culturale, intellettuale, poetica, insomma estetica che applichi criteri di sensibilità e attenzione&#8221; altra&#8221; al sociale.<br />
La bellezza puo&#8217; salvare il mondo attuale piu&#8217; dell&#8217;ideologia.<br />
Sempre se gli artisti, i letterati, nons i limitino a registrare la società riportandone i toni in modo riflesso, quindi generando Il noir, ma proponendo un&#8217;altro sgurdo sul mondo, meno disincantato, meno fotografico e piu&#8217; ottimistico.<br />
Ecco questo è quello che voglio proprio dire anche a tutti gli indiani.</p>
<p>garzie ivan e a quanto leggono pazientemente le mie filippiche.</p>
<p>Magdamante</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ivan roquentin		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/17/una-funzione-sociale/#comment-16454</link>

		<dc:creator><![CDATA[ivan roquentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2005 21:39:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1495#comment-16454</guid>

					<description><![CDATA[&quot;peccare di ideologismo, secondo me, significa orientare ogni opinione, credenza, orizzonte valoriale Esclusivamente ad una struttura di pensiero rigidamente strutturata, che dà in modo precostituito risposte a tematiche che nel tempo vanno invece modificandosi.&quot;

Difficile non essere d&#039;accordo: beh, allora era solo un malinteso.

&quot;Esiste una asimmetria temporale, nel senso che le ideologie sono sincroniche, mentre i comportamenti umani diacronici.&quot;

Su questo non sono d&#039;accordo, non del tutto: è certo che ogni ideologia è &quot;ideologia di un tempo&quot;, ma difficilmente resiste immacolata negli anni: diviene diacronica per contaminazione, per messa in discussione, etc. (così come è toccato, ad opera della scuola di Francoforte, allo stesso marxismo). IL revisionismo, soprattutto se &quot;ben pensato&quot;, è ciò per cui un&#039;ideologia sopravvive al proprio tempo, cercando di adattarsi alle esigenze sociali di un&#039;epoca differente (ma, soprattutto, sottoponendosi a verifica)

&quot;I riferimenti ideologici, prendiamo per esempio il comunismo in senso lato, non posso essere esaustivi della complessa problematica umana, proprio perchè chiusi, autoreferenziali, inflessibili e lenti nell’adattarsi ai repertini mutamenti antropologici.&quot;

Sto cercando di sostenere un punto di vista differente, Magda: se muti (impersonale) l&#039;atteggiamento (perché le idee, ne converrai, non vivono nell&#039;iperuranio dai tempi di Platone, ma sono &quot;sbattute&quot; nel mondo dei vivi), puoi trattare i contenuti di ogni ideologia, per le analisi e le proposte che contengono, come suggerimenti. Resta il fatto che alcune ideologie, a dispetto delle dichiarazioni di morte avvenuta, stanno alla base di piccole conquiste sociali. Sensibili correzioni al sistema capitalistico, che non è più il far west che molti speravano (o almeno: non lo è nella politica interna di alcuni paesi, diverso il discorso sul piano internazionale), si devono alla coscienza di chi, non essendo marxista, ha tuttavia compreso le istanzie sociali contenute in quella ideologia stantia. Forse non era da buttare. 
Alcune conquiste, non certo tutte le conquiste.

Odio il dogmatismo, e non starò qui a far professione di marxismo, perché non è il luogo adatto e andrei fuori tema: però attenta, le ideologie non sono una maledizione che la pura teoria di qualche mente astrusa ha scaraventato in mezzo ai secoli, hanno un contenuto di idee spesso non trascurabile. Non credo che sia intenzione di nessuno recitare il rosario di Karl Marx senza aggiungere una parola: ma Karl Marx, come Gesà Cristo, possono servire ancora (aggiungo: anche per le diverse concezioni della natura umana, e come è facile osservare ogni teoria politica nasce da alcuni postulati sulla natura umana)

perdona i refusi,
Ivan]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;peccare di ideologismo, secondo me, significa orientare ogni opinione, credenza, orizzonte valoriale Esclusivamente ad una struttura di pensiero rigidamente strutturata, che dà in modo precostituito risposte a tematiche che nel tempo vanno invece modificandosi.&#8221;</p>
<p>Difficile non essere d&#8217;accordo: beh, allora era solo un malinteso.</p>
<p>&#8220;Esiste una asimmetria temporale, nel senso che le ideologie sono sincroniche, mentre i comportamenti umani diacronici.&#8221;</p>
<p>Su questo non sono d&#8217;accordo, non del tutto: è certo che ogni ideologia è &#8220;ideologia di un tempo&#8221;, ma difficilmente resiste immacolata negli anni: diviene diacronica per contaminazione, per messa in discussione, etc. (così come è toccato, ad opera della scuola di Francoforte, allo stesso marxismo). IL revisionismo, soprattutto se &#8220;ben pensato&#8221;, è ciò per cui un&#8217;ideologia sopravvive al proprio tempo, cercando di adattarsi alle esigenze sociali di un&#8217;epoca differente (ma, soprattutto, sottoponendosi a verifica)</p>
<p>&#8220;I riferimenti ideologici, prendiamo per esempio il comunismo in senso lato, non posso essere esaustivi della complessa problematica umana, proprio perchè chiusi, autoreferenziali, inflessibili e lenti nell’adattarsi ai repertini mutamenti antropologici.&#8221;</p>
<p>Sto cercando di sostenere un punto di vista differente, Magda: se muti (impersonale) l&#8217;atteggiamento (perché le idee, ne converrai, non vivono nell&#8217;iperuranio dai tempi di Platone, ma sono &#8220;sbattute&#8221; nel mondo dei vivi), puoi trattare i contenuti di ogni ideologia, per le analisi e le proposte che contengono, come suggerimenti. Resta il fatto che alcune ideologie, a dispetto delle dichiarazioni di morte avvenuta, stanno alla base di piccole conquiste sociali. Sensibili correzioni al sistema capitalistico, che non è più il far west che molti speravano (o almeno: non lo è nella politica interna di alcuni paesi, diverso il discorso sul piano internazionale), si devono alla coscienza di chi, non essendo marxista, ha tuttavia compreso le istanzie sociali contenute in quella ideologia stantia. Forse non era da buttare.<br />
Alcune conquiste, non certo tutte le conquiste.</p>
<p>Odio il dogmatismo, e non starò qui a far professione di marxismo, perché non è il luogo adatto e andrei fuori tema: però attenta, le ideologie non sono una maledizione che la pura teoria di qualche mente astrusa ha scaraventato in mezzo ai secoli, hanno un contenuto di idee spesso non trascurabile. Non credo che sia intenzione di nessuno recitare il rosario di Karl Marx senza aggiungere una parola: ma Karl Marx, come Gesà Cristo, possono servire ancora (aggiungo: anche per le diverse concezioni della natura umana, e come è facile osservare ogni teoria politica nasce da alcuni postulati sulla natura umana)</p>
<p>perdona i refusi,<br />
Ivan</p>
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