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	Commenti a: La vie en noir	</title>
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		<title>
		Di: F.K.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/#comment-16306</link>

		<dc:creator><![CDATA[F.K.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2005 11:16:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Posso immaginare cosa abbia sentenziato Bassetti sul pubblico, a questo punto, desumendo da S.Marchesi:-)
A parte gli scherzi, è vero che c&#039;è stata scaltrezza nello strappare di mano al grande Kurt le sue parole, avete ragione. Altra cosa è lo stile, si. Anche se si era partiti dal noir.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posso immaginare cosa abbia sentenziato Bassetti sul pubblico, a questo punto, desumendo da S.Marchesi:-)<br />
A parte gli scherzi, è vero che c&#8217;è stata scaltrezza nello strappare di mano al grande Kurt le sue parole, avete ragione. Altra cosa è lo stile, si. Anche se si era partiti dal noir.</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/#comment-16305</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2005 11:02:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@F.K.
Che Sabina Marchesi  avrebbe promosso Morselli ho i miei dubbi. Cmq non lo possiamo sapere. Resta il fatto che un discorso come il suo è pieno di buon senso, qualità che serve a non fare troppi buchi nei bilanci, ma che non è la qualità principale di uno scrittore. In ogni caso Barbieri ha ragione, una certa scaltrezza nell&#039;usare le parole di Vonnegut c&#039;è.
Resta il fatto che il suo discorso sul pubblico è esattamente lo stesso che ho sentito fare a Bassetti l&#039;altra sera in TV a proposito del Grande Fratello.

Ma come vedi di stile non abbiamo più parlato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@F.K.<br />
Che Sabina Marchesi  avrebbe promosso Morselli ho i miei dubbi. Cmq non lo possiamo sapere. Resta il fatto che un discorso come il suo è pieno di buon senso, qualità che serve a non fare troppi buchi nei bilanci, ma che non è la qualità principale di uno scrittore. In ogni caso Barbieri ha ragione, una certa scaltrezza nell&#8217;usare le parole di Vonnegut c&#8217;è.<br />
Resta il fatto che il suo discorso sul pubblico è esattamente lo stesso che ho sentito fare a Bassetti l&#8217;altra sera in TV a proposito del Grande Fratello.</p>
<p>Ma come vedi di stile non abbiamo più parlato.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/#comment-16304</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2005 10:58:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Morselli oggi è pubblicato, questo è un dato di fatto. E più che altro rafforza il concetto che bisogna scrivere come si sente necessario scrivere. Per un pubblico ovviamente, per toccarlo con le proprie parole, &quot;proprie&quot; appunto: cazzo c&#039;è un valore in queste parole che nascono, crescono in un individuo. Come posso forzare i pregiudizi dei tanto desiderati lettori, muovere delle emozioni, toccarli, attraversarli senza qualche strumento nuovo e potente: una nuova lingua, una nuova forma che non possono che nascere da una individualità anche coraggiosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Morselli oggi è pubblicato, questo è un dato di fatto. E più che altro rafforza il concetto che bisogna scrivere come si sente necessario scrivere. Per un pubblico ovviamente, per toccarlo con le proprie parole, &#8220;proprie&#8221; appunto: cazzo c&#8217;è un valore in queste parole che nascono, crescono in un individuo. Come posso forzare i pregiudizi dei tanto desiderati lettori, muovere delle emozioni, toccarli, attraversarli senza qualche strumento nuovo e potente: una nuova lingua, una nuova forma che non possono che nascere da una individualità anche coraggiosa.</p>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/#comment-16301</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2005 10:45:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma Kurt Vonnegut è una leggenda, è un maestro, è uno dei più grandi, quindi e le sue parole, quelle pochissime citate, servono a dare autorità al discorso di Angela Marchesi in un modo un po&#039; scaltro: una specie di benedizione estorta. Se vogliamo parlare di Vonnegut, parliamone, e secondo me molto difficilmenbte approfondendo le cose capiterà di trovare che lui e la Marchesi abbiano le stesse idee sul lettore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma Kurt Vonnegut è una leggenda, è un maestro, è uno dei più grandi, quindi e le sue parole, quelle pochissime citate, servono a dare autorità al discorso di Angela Marchesi in un modo un po&#8217; scaltro: una specie di benedizione estorta. Se vogliamo parlare di Vonnegut, parliamone, e secondo me molto difficilmenbte approfondendo le cose capiterà di trovare che lui e la Marchesi abbiano le stesse idee sul lettore.</p>
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		<title>
		Di: F.K.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/#comment-16297</link>

		<dc:creator><![CDATA[F.K.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2005 10:15:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si,  quel discorso puo&#039; apparire quello di chi attacca per difendersi, magari; e forse lo è. Cade dal basso (?) e reca - o puo&#039; recare- fastidio anche o soprattutto per quel parlare di &quot;mercato&quot;. Andrea,  hai ragione quando parli di come arrivare al pubblico, lo sporcarsi le mani ecc. Le case editrici in questo hanno una grande responsabilità, perché potrebbero fare molto, molto di più e spesso non lo fanno. I lettori visti da quel &quot;povero pirla&quot; di Kurt Vonnegut  sono tutti degli imbecilli, dici. A me non pare. Nel suo discorso io intravedo dell&#039;umiltà vera. (Poi è anche vero che i grandissimi scrttori umili non lo sono per niente, nella maggioranza dei casi).
Temp, per tornare a Guido Morselli: ma Sabina Marchesi c&#039;era, aveva per caso potere nel mondo editoriale quando i suoi libri venivano rifiutati da tutti? Perché il tuo discorso non fa una grinza, soltanto che io l&#039;impressione (forse l&#039;ho sognato stanotte) che GM oggi sarebbe pubblicato, eccome.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si,  quel discorso puo&#8217; apparire quello di chi attacca per difendersi, magari; e forse lo è. Cade dal basso (?) e reca &#8211; o puo&#8217; recare- fastidio anche o soprattutto per quel parlare di &#8220;mercato&#8221;. Andrea,  hai ragione quando parli di come arrivare al pubblico, lo sporcarsi le mani ecc. Le case editrici in questo hanno una grande responsabilità, perché potrebbero fare molto, molto di più e spesso non lo fanno. I lettori visti da quel &#8220;povero pirla&#8221; di Kurt Vonnegut  sono tutti degli imbecilli, dici. A me non pare. Nel suo discorso io intravedo dell&#8217;umiltà vera. (Poi è anche vero che i grandissimi scrttori umili non lo sono per niente, nella maggioranza dei casi).<br />
Temp, per tornare a Guido Morselli: ma Sabina Marchesi c&#8217;era, aveva per caso potere nel mondo editoriale quando i suoi libri venivano rifiutati da tutti? Perché il tuo discorso non fa una grinza, soltanto che io l&#8217;impressione (forse l&#8217;ho sognato stanotte) che GM oggi sarebbe pubblicato, eccome.</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/#comment-16281</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2005 22:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Altri che  Sabina Marchesi avrebbe mandato dietro la lavagna perché non sono stati abbastanza attenti ai desideri dei lettori, alle tendenze del mercato, al tipo di richiesta editoriale del momento sono:

il solito povero Gadda
il povero Svevo
il povero Tozzi
il povero Morselli
la povera Dolores Prato
l&#039; innominabile, deprecabile imbarazzante povero Pizzuto
lo stravagante Delfini

e si accolgono suggerimenti.
 
Ma si sbaglia, erano tutti attentissimi a considerare il lettore un fulcro dal quale non si può prescindere, un fattore che non è possibile ignorare. Anche per loro il lettore era il fine ultimo della narrazione, il cardine stesso della letteratura, l’apologo e l’epilogo. Peccato che pensassero a un lettore  come loro, cosa che qualche demente pensa ancora adesso e giustamente viene punito.

Naturalmente dei poeti non parla, loro dietro la lavagna ci sono andati da soli, anzi, hanno montato una canadese e  praticamente ci vivono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altri che  Sabina Marchesi avrebbe mandato dietro la lavagna perché non sono stati abbastanza attenti ai desideri dei lettori, alle tendenze del mercato, al tipo di richiesta editoriale del momento sono:</p>
<p>il solito povero Gadda<br />
il povero Svevo<br />
il povero Tozzi<br />
il povero Morselli<br />
la povera Dolores Prato<br />
l&#8217; innominabile, deprecabile imbarazzante povero Pizzuto<br />
lo stravagante Delfini</p>
<p>e si accolgono suggerimenti.</p>
<p>Ma si sbaglia, erano tutti attentissimi a considerare il lettore un fulcro dal quale non si può prescindere, un fattore che non è possibile ignorare. Anche per loro il lettore era il fine ultimo della narrazione, il cardine stesso della letteratura, l’apologo e l’epilogo. Peccato che pensassero a un lettore  come loro, cosa che qualche demente pensa ancora adesso e giustamente viene punito.</p>
<p>Naturalmente dei poeti non parla, loro dietro la lavagna ci sono andati da soli, anzi, hanno montato una canadese e  praticamente ci vivono.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/#comment-16262</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2005 17:27:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se le cose stanno come dice Sabina Marchesi, la più grande merda della letteratura italiana si chiama Dante Alighieri, che tradì il suo pubblico contemporaneo formato soltanto di latinisti e il suo pubblico a noi contemporaneo che fa una gran fatica a leggere la commedia: a questo punto la chiameremo &quot;Merdosa commedia&quot;.
Van Gogh - per fare il mio solito saltino - quando era esposto schifava il pubblico per un sacco di motivi...
eppure ci aveva creduto ci essere lì per dire qualcosa e infatti, anche se le sue immagini si sono un po&#039; consumate, eccolo in ogni ufficio del mondo con una notte stellata.
Il problema è che tutti sono bravi inserire la parola &quot;pubblico&quot; nei loro discorsi, Sabina Marchesi compresa, però nessuno tocca l&#039;unico problema che riguarda il pubblico cioè che le cose bisogna fargliele &quot;arrivare&quot;, far capire perché un libro/musica/film... può essere importante per la loro vita. Nessuno lo tocca il problema perché bisogna sporcarsi le mani a ragionare con gli imbecilli: ebbene sì, io penso non che il pubblico sia imbecille (anzi, a volte i lettori &quot;non graduati&quot; sono di un&#039;acutezza che si può solo cercare di imitare), penso invece che i discorsi alla Sabina Marchesi nascondano dietro un&#039;attitudine snob del cazzo per la quale il pubblico è composto di imbecilli e per loro ci vuole compassione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se le cose stanno come dice Sabina Marchesi, la più grande merda della letteratura italiana si chiama Dante Alighieri, che tradì il suo pubblico contemporaneo formato soltanto di latinisti e il suo pubblico a noi contemporaneo che fa una gran fatica a leggere la commedia: a questo punto la chiameremo &#8220;Merdosa commedia&#8221;.<br />
Van Gogh &#8211; per fare il mio solito saltino &#8211; quando era esposto schifava il pubblico per un sacco di motivi&#8230;<br />
eppure ci aveva creduto ci essere lì per dire qualcosa e infatti, anche se le sue immagini si sono un po&#8217; consumate, eccolo in ogni ufficio del mondo con una notte stellata.<br />
Il problema è che tutti sono bravi inserire la parola &#8220;pubblico&#8221; nei loro discorsi, Sabina Marchesi compresa, però nessuno tocca l&#8217;unico problema che riguarda il pubblico cioè che le cose bisogna fargliele &#8220;arrivare&#8221;, far capire perché un libro/musica/film&#8230; può essere importante per la loro vita. Nessuno lo tocca il problema perché bisogna sporcarsi le mani a ragionare con gli imbecilli: ebbene sì, io penso non che il pubblico sia imbecille (anzi, a volte i lettori &#8220;non graduati&#8221; sono di un&#8217;acutezza che si può solo cercare di imitare), penso invece che i discorsi alla Sabina Marchesi nascondano dietro un&#8217;attitudine snob del cazzo per la quale il pubblico è composto di imbecilli e per loro ci vuole compassione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: magda mantecca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/#comment-16259</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda mantecca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2005 15:02:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi chiedo: utilizzare intelligenze, sensibilità, competenze come quelle descritte potrebbe evitare la barbarie interpretativa di mezzi tecnologici e invasivi quali la biometrica e la soverglianza totale?
intendo dire, esistono tracce umane infinite, tra cui la scrittura, che lascia per chi sà decifrarle, impronte inequivocabili, e quindi che bisogno c&#039;è di intervenire cosi superficialmente, invasivamente con strumentazioni &quot;disumane&quot;?
mi riferisco all&#039;ossessione del controllo sulla società, della verifica dell&#039;identità di una persona attraverso monitoraggi, della sindrome del grande fratello....tutto questo temo inibirà la formazion di sensibilità allenate alla &quot;lettura&quot; dei segni veri, antichi, quelli peculiari all&#039;homo loquens.....ma questa è un altra storia......
buon lavoro
mag]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedo: utilizzare intelligenze, sensibilità, competenze come quelle descritte potrebbe evitare la barbarie interpretativa di mezzi tecnologici e invasivi quali la biometrica e la soverglianza totale?<br />
intendo dire, esistono tracce umane infinite, tra cui la scrittura, che lascia per chi sà decifrarle, impronte inequivocabili, e quindi che bisogno c&#8217;è di intervenire cosi superficialmente, invasivamente con strumentazioni &#8220;disumane&#8221;?<br />
mi riferisco all&#8217;ossessione del controllo sulla società, della verifica dell&#8217;identità di una persona attraverso monitoraggi, della sindrome del grande fratello&#8230;.tutto questo temo inibirà la formazion di sensibilità allenate alla &#8220;lettura&#8221; dei segni veri, antichi, quelli peculiari all&#8217;homo loquens&#8230;..ma questa è un altra storia&#8230;&#8230;<br />
buon lavoro<br />
mag</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/#comment-16257</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2005 14:38:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1497#comment-16257</guid>

					<description><![CDATA[@cara Magda,
è difficile che il certosino operatore della parola maneggi scritti di bassa levatura, infatti, dice sempre Staro, &quot;l&#039;interpretazione, lo si è  visto, è già sordamente all&#039;opera nella scelta dell&#039;oggetto d&#039;interesse&quot; .
Lui lo dice, dando per scelto il campo, all&#039;interno dell&#039;opera dell&#039;autore prescelto, ma vale anche per la scelta dell&#039;autore.
Grazie per la tua precisazione, e  sì, l&#039;inclinazione maniacale fa  il grande &quot;parolaio&quot;, sono d&#039;accordo.
Naturalmente prima di veder emergere il vero grande parolaio molti restano sul terreno, ma c&#039;è ossessione che non valga il rischio? Anche nella sconfitta c&#039;è bellezza, disse qualcuno.
Torno a più bassi compiti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@cara Magda,<br />
è difficile che il certosino operatore della parola maneggi scritti di bassa levatura, infatti, dice sempre Staro, &#8220;l&#8217;interpretazione, lo si è  visto, è già sordamente all&#8217;opera nella scelta dell&#8217;oggetto d&#8217;interesse&#8221; .<br />
Lui lo dice, dando per scelto il campo, all&#8217;interno dell&#8217;opera dell&#8217;autore prescelto, ma vale anche per la scelta dell&#8217;autore.<br />
Grazie per la tua precisazione, e  sì, l&#8217;inclinazione maniacale fa  il grande &#8220;parolaio&#8221;, sono d&#8217;accordo.<br />
Naturalmente prima di veder emergere il vero grande parolaio molti restano sul terreno, ma c&#8217;è ossessione che non valga il rischio? Anche nella sconfitta c&#8217;è bellezza, disse qualcuno.<br />
Torno a più bassi compiti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: magda mantecca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/18/la-vie-en-noir/#comment-16254</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda mantecca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2005 14:22:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1497#comment-16254</guid>

					<description><![CDATA[@Tempe
“una soglia di attenzione molto alta verso la mancanza di riguardo”. sono io il &quot;filosofo&quot; che lo dice :-).
Intendo riferirmi a quel moto di stizza che contraddistingue il certosino operatore della parola che tu definisci interprete, quando maneggia scritti di bassa levatura, o meglio di contenuto stilistico per i comuni mortali normale, mentre per lui, che ha una soglia molto alta nell&#039;attenzione allo stile, diviene quasi un fastidio fisico leggere.
quasi una inclinazione maniacale, ossessiva, nel senso piu&#039; nobile del termine, verso la perfezione del proprio lavoro.
tutti i grandi &quot;parolai&quot; del nostro tempo erano ossessivi, Freud e Wittgenstein, per esempio, entrambi del segno del toro....sarà una coincidenza?
anche Dali&#039; lo era......]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Tempe<br />
“una soglia di attenzione molto alta verso la mancanza di riguardo”. sono io il &#8220;filosofo&#8221; che lo dice :-).<br />
Intendo riferirmi a quel moto di stizza che contraddistingue il certosino operatore della parola che tu definisci interprete, quando maneggia scritti di bassa levatura, o meglio di contenuto stilistico per i comuni mortali normale, mentre per lui, che ha una soglia molto alta nell&#8217;attenzione allo stile, diviene quasi un fastidio fisico leggere.<br />
quasi una inclinazione maniacale, ossessiva, nel senso piu&#8217; nobile del termine, verso la perfezione del proprio lavoro.<br />
tutti i grandi &#8220;parolai&#8221; del nostro tempo erano ossessivi, Freud e Wittgenstein, per esempio, entrambi del segno del toro&#8230;.sarà una coincidenza?<br />
anche Dali&#8217; lo era&#8230;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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