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	Commenti a: Fronte Sud/ Fuoco Amico	</title>
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		<title>
		Di: Giorgio Di Costanzo (Ischia)		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Di Costanzo (Ischia)]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 21:43:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco, per favore, mi dici chi era tuo zio Renato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, per favore, mi dici chi era tuo zio Renato?</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: silvio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[silvio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 15:04:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non tutti sanno (effeffe sì, ovviamente) che il m.o Renato Forlani non sapeva leggere una parte che fosse una - il che lo avvicina a un altro gigante come Mezz Mezzrow, pioniere del jazz che di sé raccontava: &quot;Imparare la musica? State scherzando. Ho imparato il sax al riformatorio&quot; (M. Mezzrow, Really the blues, N. Orleans, 1946: libro amato, fra gli altri, da Henry Miller e Tom Waits)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutti sanno (effeffe sì, ovviamente) che il m.o Renato Forlani non sapeva leggere una parte che fosse una &#8211; il che lo avvicina a un altro gigante come Mezz Mezzrow, pioniere del jazz che di sé raccontava: &#8220;Imparare la musica? State scherzando. Ho imparato il sax al riformatorio&#8221; (M. Mezzrow, Really the blues, N. Orleans, 1946: libro amato, fra gli altri, da Henry Miller e Tom Waits)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-ri-sentimenti/#comment-16846</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 13:28:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[zio Sasà]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>zio Sasà</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-ri-sentimenti/#comment-16830</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 11:10:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fuori tema e dentro vita

Una volta ne parlai con Goffredo Fofi - noi presentavamo a Torino le prime prove letterarie, romanzetti e lui con Gaetano Colonnese, genio napoletano dell&#039;editoria, la grande recita, libro dedicato ai cantanti posteggiatori. Una sera mio padre mi invitò a seguirlo per un&#039;occasione speciale. Una serie di maestri della canzone napoletana avevano organizzato per mio zio Renato un omaggio. I musicisti, di umili mezzi eseguivano i classici del repertorio e naturalmente delle canzoni di mio zio Renato. Da premettere che a casa mia invece di dire non fare cosi&#039; sennò arriva il lupo cattivo, l&#039;uomo nero, per le pratiche terroristiche familiari la peggiore ingiunzione era : guarda che poi finisci come zio Renato. Non ha mai lavorato in vita sua o almeno mai da poter giustificare il tenore di vita che sosteneva. Era  Renato simpatia di Capri negli anni cinquanta sessanta, grandi amori e visita ogni fine mese ai fratelli e sorelle (dodici) per costruirsi uno stipendio. A quella serata in cui ognuno a fronne è limone, a cappella senza microfono, dedicava un&#039;interpretazione a mio zio c&#039;era perfino  chi , vissuto all&#039;estero Francia o Germania, contaminava il repertorio riprendendo arie di Trenet o Brel. A un certo punto gli fu chiesto un discorso. Lui, elegante, ma un pò come Baudelaire, vestito di abiti belli ma lisi, quasi a ricordo dell&#039;antica giovinezza, si alzò e guardando tutti disse: Ci fu un tempo in cui ero abituato a cantare davanti a conti e marchesi. guardate con che chiaviche (racaille)m&#039;aggià truvà. Gli invitati applaudirono, incuranti dell&#039;appena pronunciato insulto e si continuo&#039; fino a tarda notte. Uno zio indegno, insomma, un pò come lo sono io per i miei nipoti (dieci).
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fuori tema e dentro vita</p>
<p>Una volta ne parlai con Goffredo Fofi &#8211; noi presentavamo a Torino le prime prove letterarie, romanzetti e lui con Gaetano Colonnese, genio napoletano dell&#8217;editoria, la grande recita, libro dedicato ai cantanti posteggiatori. Una sera mio padre mi invitò a seguirlo per un&#8217;occasione speciale. Una serie di maestri della canzone napoletana avevano organizzato per mio zio Renato un omaggio. I musicisti, di umili mezzi eseguivano i classici del repertorio e naturalmente delle canzoni di mio zio Renato. Da premettere che a casa mia invece di dire non fare cosi&#8217; sennò arriva il lupo cattivo, l&#8217;uomo nero, per le pratiche terroristiche familiari la peggiore ingiunzione era : guarda che poi finisci come zio Renato. Non ha mai lavorato in vita sua o almeno mai da poter giustificare il tenore di vita che sosteneva. Era  Renato simpatia di Capri negli anni cinquanta sessanta, grandi amori e visita ogni fine mese ai fratelli e sorelle (dodici) per costruirsi uno stipendio. A quella serata in cui ognuno a fronne è limone, a cappella senza microfono, dedicava un&#8217;interpretazione a mio zio c&#8217;era perfino  chi , vissuto all&#8217;estero Francia o Germania, contaminava il repertorio riprendendo arie di Trenet o Brel. A un certo punto gli fu chiesto un discorso. Lui, elegante, ma un pò come Baudelaire, vestito di abiti belli ma lisi, quasi a ricordo dell&#8217;antica giovinezza, si alzò e guardando tutti disse: Ci fu un tempo in cui ero abituato a cantare davanti a conti e marchesi. guardate con che chiaviche (racaille)m&#8217;aggià truvà. Gli invitati applaudirono, incuranti dell&#8217;appena pronunciato insulto e si continuo&#8217; fino a tarda notte. Uno zio indegno, insomma, un pò come lo sono io per i miei nipoti (dieci).<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-ri-sentimenti/#comment-16818</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 10:02:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per qualche anno, fermamente intenzionato a scoprire i segreti del perfetto equilibrio compositivo della Veduta di Napoli, quella classica, col Pino, andai in cerca di cartoline raffiguranti la città da quel punto, che mi pare sia il Vomero. Ne trovai a bizzeffe, antiche e moderne. Scoprii che i pini utlizzati erano più di uno, che potevano comparire a destra o a sinistra del profilo del Vulcano, che l’immagine non era ripresa sempre dalla medesima altezza, che nel Settecento, metti, fu privilegiato un punto di vista più basso rispetto a quello classico, eccetera. Alla fine trovai quella che mi sembra la Legge geometrica della perfetta Veduta di Napoli, fondata su un rettangolo costituito da una griglia di sei quadrati, tre sopra e tre sotto, che regola le posizioni rispettive degli elementi che la compongono. Appena Napoli parla di sé compare la Veduta, come icona perenne dalla quale la città non riesce a distaccarsi, e sono passati più di due secoli dal fatidico ’98. Anche qui ricompare la Veduta e la sua Armonia Nascosta (Perduta?), le canzoni, la bellezza, ‘o Vesuvio, eccetera. Io adoro tutto questo, ma posso permettermelo, perché non sono napoletano. Se lo fossi probabilmente l’odierei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per qualche anno, fermamente intenzionato a scoprire i segreti del perfetto equilibrio compositivo della Veduta di Napoli, quella classica, col Pino, andai in cerca di cartoline raffiguranti la città da quel punto, che mi pare sia il Vomero. Ne trovai a bizzeffe, antiche e moderne. Scoprii che i pini utlizzati erano più di uno, che potevano comparire a destra o a sinistra del profilo del Vulcano, che l’immagine non era ripresa sempre dalla medesima altezza, che nel Settecento, metti, fu privilegiato un punto di vista più basso rispetto a quello classico, eccetera. Alla fine trovai quella che mi sembra la Legge geometrica della perfetta Veduta di Napoli, fondata su un rettangolo costituito da una griglia di sei quadrati, tre sopra e tre sotto, che regola le posizioni rispettive degli elementi che la compongono. Appena Napoli parla di sé compare la Veduta, come icona perenne dalla quale la città non riesce a distaccarsi, e sono passati più di due secoli dal fatidico ’98. Anche qui ricompare la Veduta e la sua Armonia Nascosta (Perduta?), le canzoni, la bellezza, ‘o Vesuvio, eccetera. Io adoro tutto questo, ma posso permettermelo, perché non sono napoletano. Se lo fossi probabilmente l’odierei.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-ri-sentimenti/#comment-16814</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 09:38:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Montesano dice anche che non vede differenze tra Quarto Oggiaro e Scampia. Sbaglia. Per molte ragioni, ma anche per la ragione fondamentale che a Quarto Oggiaro la camorra non c&#039;è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Montesano dice anche che non vede differenze tra Quarto Oggiaro e Scampia. Sbaglia. Per molte ragioni, ma anche per la ragione fondamentale che a Quarto Oggiaro la camorra non c&#8217;è.</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-ri-sentimenti/#comment-16810</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 09:17:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Forlani
Leggerò Peppe Lanzetta, anch&#039;io ho voglia di farmi sorprendere e visto che mi succede di rado spero in bene.

Quanto a Montesano leggo oggi una sua intervista sul Corriere . Nel suo ultimo libro abbandona Napoli come elemento narrativo e dice &quot;Credo che oggi la diversità di Napoli non esista più.&quot; E poi ovviamente continua precisando. Ma se Montesano abbandona letterariamente Napoli vuol dire che quello che ho detto non è campato in aria. Buona letteratura e bella vita (nel senso di &#039;buona&#039;, immagino) dice Forlani. Ma la maggior parte dei grandi scrittori non la fece buona, e dunque io ci andrei cauta. A meno che voi non siate tra quelli che si rifiutano di leggere Jünger o in un altro campo Tucci. Per avere un occhio davvero lucido e orizzonti davvero grandi ci vuole una mancanza di pregiudizi che sulle prime può sembrare &quot;cattiva vita&quot;.

Belle le canzoni, naturalmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Forlani<br />
Leggerò Peppe Lanzetta, anch&#8217;io ho voglia di farmi sorprendere e visto che mi succede di rado spero in bene.</p>
<p>Quanto a Montesano leggo oggi una sua intervista sul Corriere . Nel suo ultimo libro abbandona Napoli come elemento narrativo e dice &#8220;Credo che oggi la diversità di Napoli non esista più.&#8221; E poi ovviamente continua precisando. Ma se Montesano abbandona letterariamente Napoli vuol dire che quello che ho detto non è campato in aria. Buona letteratura e bella vita (nel senso di &#8216;buona&#8217;, immagino) dice Forlani. Ma la maggior parte dei grandi scrittori non la fece buona, e dunque io ci andrei cauta. A meno che voi non siate tra quelli che si rifiutano di leggere Jünger o in un altro campo Tucci. Per avere un occhio davvero lucido e orizzonti davvero grandi ci vuole una mancanza di pregiudizi che sulle prime può sembrare &#8220;cattiva vita&#8221;.</p>
<p>Belle le canzoni, naturalmente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: silvio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-ri-sentimenti/#comment-16806</link>

		<dc:creator><![CDATA[silvio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 08:50:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottimo Fòrl,
ma che grandezze nei moti rivoluzionari parte nopei e parte napoletani del &#039;77! Qui al Nord, slòghen manco in metrica e raffazzonati, che io ancora glieli rimprovero, ai reduci spelacchiati e oggi per lo più commercialisti o direttori di filiale all&#039;Unicredit. 
Meglio tornare a zi&#039; Renato e a questo suo altro malnoto capolavoro, anch&#039;esso però incluso nella Napoletana di Murolo jr. (me pàr): 

Che só&#039; &#039;e rricchezze,
che sóngo &#039;e denare?
Niente pe&#039; me!
I&#039; só&#039; padrone
&#039;e nu grande tesoro
tutto pe&#039; me!

Marechiaro, Marechiaro...
Tu, sulo tu,
puó&#039; fá dicere a stu core:
&quot;Ma che vuó&#039; cchiù?!&quot;
E&#039; na musica stu mare
ca nisciunu prufessore
&#039;ncopp&#039;&#039;a carta pò stampá!
Nu cuncierto senza fine
ca si duje se vònno bene,
nun se pònno cchiù scurdá!
Quanno &#039;ncielo sponta &#039;a luna,
chi è meglio &#039;e me!?
Tengo &#039;ammore &#039;int&#039;a sti bbraccia,
dint&#039;&#039;o core na canzone...
tengo &#039;a luna e tengo a te!

Dint&#039;&#039;o silenzio
st&#039;ammore è nu suonno,
bello a sunná!
Mentre suspirano
e parlano ll&#039;onne
d&#039;eternitá!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo Fòrl,<br />
ma che grandezze nei moti rivoluzionari parte nopei e parte napoletani del &#8217;77! Qui al Nord, slòghen manco in metrica e raffazzonati, che io ancora glieli rimprovero, ai reduci spelacchiati e oggi per lo più commercialisti o direttori di filiale all&#8217;Unicredit.<br />
Meglio tornare a zi&#8217; Renato e a questo suo altro malnoto capolavoro, anch&#8217;esso però incluso nella Napoletana di Murolo jr. (me pàr): </p>
<p>Che só&#8217; &#8216;e rricchezze,<br />
che sóngo &#8216;e denare?<br />
Niente pe&#8217; me!<br />
I&#8217; só&#8217; padrone<br />
&#8216;e nu grande tesoro<br />
tutto pe&#8217; me!</p>
<p>Marechiaro, Marechiaro&#8230;<br />
Tu, sulo tu,<br />
puó&#8217; fá dicere a stu core:<br />
&#8220;Ma che vuó&#8217; cchiù?!&#8221;<br />
E&#8217; na musica stu mare<br />
ca nisciunu prufessore<br />
&#8216;ncopp&#8221;a carta pò stampá!<br />
Nu cuncierto senza fine<br />
ca si duje se vònno bene,<br />
nun se pònno cchiù scurdá!<br />
Quanno &#8216;ncielo sponta &#8216;a luna,<br />
chi è meglio &#8216;e me!?<br />
Tengo &#8216;ammore &#8216;int&#8217;a sti bbraccia,<br />
dint&#8221;o core na canzone&#8230;<br />
tengo &#8216;a luna e tengo a te!</p>
<p>Dint&#8221;o silenzio<br />
st&#8217;ammore è nu suonno,<br />
bello a sunná!<br />
Mentre suspirano<br />
e parlano ll&#8217;onne<br />
d&#8217;eternitá!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-ri-sentimenti/#comment-16805</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 08:41:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Carissimo Silvio
la canzone è a firma di Zio Renato Forlani parole e musica di Roberto Murolo. la trovi facilmente ed è bellissima. u quella che hai appena postato ti racconto un aneddoto. Negli anni settanta la sinistra universitaria napoletana fece un detournement situazioni ed allora faceva cosi&#039;

Nu juorno mme ne jètte dò partite 
pecchè vuleve fa à rivoluzione…
Nu juorno mme ne jètte dò partite
pecchè vuleve fa a rivoluzione…

Ricette nu cinese: “Trase, trase,
viene cummè si vò fà a rivoluzione
Ricette nu cinese: “Trase, trase,
viene cummè si vò fà a rivoluzione?

e ie che songo nu poco leniniste
ie me ne iette nu poco chiù a sinistra
spontaneista mò nun song chiù
sò militante a l&#039;esse u]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Silvio<br />
la canzone è a firma di Zio Renato Forlani parole e musica di Roberto Murolo. la trovi facilmente ed è bellissima. u quella che hai appena postato ti racconto un aneddoto. Negli anni settanta la sinistra universitaria napoletana fece un detournement situazioni ed allora faceva cosi&#8217;</p>
<p>Nu juorno mme ne jètte dò partite<br />
pecchè vuleve fa à rivoluzione…<br />
Nu juorno mme ne jètte dò partite<br />
pecchè vuleve fa a rivoluzione…</p>
<p>Ricette nu cinese: “Trase, trase,<br />
viene cummè si vò fà a rivoluzione<br />
Ricette nu cinese: “Trase, trase,<br />
viene cummè si vò fà a rivoluzione?</p>
<p>e ie che songo nu poco leniniste<br />
ie me ne iette nu poco chiù a sinistra<br />
spontaneista mò nun song chiù<br />
sò militante a l&#8217;esse u</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: silvio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-ri-sentimenti/#comment-16802</link>

		<dc:creator><![CDATA[silvio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 08:13:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-ri-sentimenti/#comment-16802</guid>

					<description><![CDATA[Fòrlèns, ignoro
el kdvd çelian
que dìchi:
ùrgue titre, dittòrtz y tòt.
(visto 2 anni fa, in forma smagliantissima, con chitarra di liuteria spagnola da svenirci in fronte, come quasi capitò. E lo zio dandy sarebbe il De Angelis che scrisse anche &#039;A stiratrice? Se sì, vale tutti i de Luchi de &#039;sto monno &#039;nfàme). 
E ora, dei maestri Di Giacomo e De Leva, la cabaletta &#039;E spingule francese. Alla chitarra, ancora il m.o Fausto Cigliano: 

Nu juorno mme ne jètte da la casa,
jènno vennenno spíngule francese...
Nu juorno mme ne jètte da la casa,
jènno vennnenno spíngule francese...

Mme chiamma na figliola: &quot;Trase, trase,
quanta spíngule daje pe&#039; nu turnese?&quot;
Mme chiamma na figliola: &quot;Trase, trase,
quanta spíngule daje pe&#039; nu turnese?

Quanta spíngule daje pe&#039; nu turnese?&quot;
Io, che sóngo nu poco veziuso,
sùbbeto mme &#039;mmuccaje dint&#039;a &#039;sta casa...
&quot;Ah, chi vò&#039; belli spingule francese!

Ah, chi vò&#039; belli spingule, ah, chi vò&#039;?!
Ah, chi vò&#039; belli spingule francese!
Ah, chi vò&#039; belli spingule ah, chi vò&#039;!?&quot;
Dich&#039;io: &quot;Si tu mme daje tre o quatto vase,
te dóngo tutt&#039;&#039;e spíngule francese...

Dich&#039;io: &quot;Si tu mme daje tre o quatto vase,
e dóngo tutt&#039;&#039;e spíngule francese...
Pízzeche e vase nun fanno purtóse
e puo&#039; ghiénchere &#039;e spíngule &#039;o paese...

Pízzeche e vase nun fanno purtóse
e puo&#039; ghiénchere &#039;e spíngule &#039;o paese...
E puó&#039; ghiénchere &#039;e spíngule &#039;o paese...

 Sentite a me ca, pure &#039;nParaviso,
e vase vanno a cinche nu turnese!...

&quot;Ah, Chi vò&#039; belli spíngule francese!

Ah, Chi vò&#039; belli spíngule, ah, chi vò&#039;?!

  
Dicette: &quot;Bellu mio, chist&#039;è &#039;o paese,
ca, si te prore &#039;o naso, muore acciso!&quot;
Dicette: &quot;Bellu mio, chist&#039;è &#039;o paese,
ca, si te prore &#039;o naso, muore acciso!&quot;

E i&#039; rispunnette: &quot;Agge pacienza, scusa...
&#039;a tengo &#039;a &#039;nnammurata e sta ô paese...&quot;
E i&#039; rispunnette: &quot;Agge pacienza, scusa...
&#039;a tengo &#039;a &#039;nnammurata e sta ô paese...
E tene &#039;a faccia comm&#039;&#039;e ffronne &#039;e rosa,
e tene &#039;a vocca comm&#039;a na cerasa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fòrlèns, ignoro<br />
el kdvd çelian<br />
que dìchi:<br />
ùrgue titre, dittòrtz y tòt.<br />
(visto 2 anni fa, in forma smagliantissima, con chitarra di liuteria spagnola da svenirci in fronte, come quasi capitò. E lo zio dandy sarebbe il De Angelis che scrisse anche &#8216;A stiratrice? Se sì, vale tutti i de Luchi de &#8216;sto monno &#8216;nfàme).<br />
E ora, dei maestri Di Giacomo e De Leva, la cabaletta &#8216;E spingule francese. Alla chitarra, ancora il m.o Fausto Cigliano: </p>
<p>Nu juorno mme ne jètte da la casa,<br />
jènno vennenno spíngule francese&#8230;<br />
Nu juorno mme ne jètte da la casa,<br />
jènno vennnenno spíngule francese&#8230;</p>
<p>Mme chiamma na figliola: &#8220;Trase, trase,<br />
quanta spíngule daje pe&#8217; nu turnese?&#8221;<br />
Mme chiamma na figliola: &#8220;Trase, trase,<br />
quanta spíngule daje pe&#8217; nu turnese?</p>
<p>Quanta spíngule daje pe&#8217; nu turnese?&#8221;<br />
Io, che sóngo nu poco veziuso,<br />
sùbbeto mme &#8216;mmuccaje dint&#8217;a &#8216;sta casa&#8230;<br />
&#8220;Ah, chi vò&#8217; belli spingule francese!</p>
<p>Ah, chi vò&#8217; belli spingule, ah, chi vò&#8217;?!<br />
Ah, chi vò&#8217; belli spingule francese!<br />
Ah, chi vò&#8217; belli spingule ah, chi vò&#8217;!?&#8221;<br />
Dich&#8217;io: &#8220;Si tu mme daje tre o quatto vase,<br />
te dóngo tutt&#8221;e spíngule francese&#8230;</p>
<p>Dich&#8217;io: &#8220;Si tu mme daje tre o quatto vase,<br />
e dóngo tutt&#8221;e spíngule francese&#8230;<br />
Pízzeche e vase nun fanno purtóse<br />
e puo&#8217; ghiénchere &#8216;e spíngule &#8216;o paese&#8230;</p>
<p>Pízzeche e vase nun fanno purtóse<br />
e puo&#8217; ghiénchere &#8216;e spíngule &#8216;o paese&#8230;<br />
E puó&#8217; ghiénchere &#8216;e spíngule &#8216;o paese&#8230;</p>
<p> Sentite a me ca, pure &#8216;nParaviso,<br />
e vase vanno a cinche nu turnese!&#8230;</p>
<p>&#8220;Ah, Chi vò&#8217; belli spíngule francese!</p>
<p>Ah, Chi vò&#8217; belli spíngule, ah, chi vò&#8217;?!</p>
<p>Dicette: &#8220;Bellu mio, chist&#8217;è &#8216;o paese,<br />
ca, si te prore &#8216;o naso, muore acciso!&#8221;<br />
Dicette: &#8220;Bellu mio, chist&#8217;è &#8216;o paese,<br />
ca, si te prore &#8216;o naso, muore acciso!&#8221;</p>
<p>E i&#8217; rispunnette: &#8220;Agge pacienza, scusa&#8230;<br />
&#8216;a tengo &#8216;a &#8216;nnammurata e sta ô paese&#8230;&#8221;<br />
E i&#8217; rispunnette: &#8220;Agge pacienza, scusa&#8230;<br />
&#8216;a tengo &#8216;a &#8216;nnammurata e sta ô paese&#8230;<br />
E tene &#8216;a faccia comm&#8221;e ffronne &#8216;e rosa,<br />
e tene &#8216;a vocca comm&#8217;a na cerasa&#8230;</p>
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