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	Commenti a: Fronte Sud/ Sui maestri	</title>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 14:30:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[nessuna ironia.
da parte mia.
ia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nessuna ironia.<br />
da parte mia.<br />
ia.</p>
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		Di: wovoka		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2005 08:27:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io ero quasi per scrivere un estasiato &quot;e due!!&quot; però la forma &quot;copia&#038;incolla&quot; usata da Tashtego mi ha fatto sospettare la presenza (comunque ben accetta) di ironia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ero quasi per scrivere un estasiato &#8220;e due!!&#8221; però la forma &#8220;copia&amp;incolla&#8221; usata da Tashtego mi ha fatto sospettare la presenza (comunque ben accetta) di ironia.</p>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2005 07:40:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido appieno e sottoscrivo quanto riportato da
cazzo ragazzi siete l&#039;ala bulgara di NI
effeffe
ps
comunque ho scritto a Riccardo perchè intervenga]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido appieno e sottoscrivo quanto riportato da<br />
cazzo ragazzi siete l&#8217;ala bulgara di NI<br />
effeffe<br />
ps<br />
comunque ho scritto a Riccardo perchè intervenga</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2005 19:14:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido appieno e sottoscrivo quanto riportato da wovoka.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido appieno e sottoscrivo quanto riportato da wovoka.</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2005 19:12:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Finalmente un appoggio senza se e senza ma! Grazie :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente un appoggio senza se e senza ma! Grazie :-)</p>
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		<title>
		Di: luca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-sui-maestri/#comment-16938</link>

		<dc:creator><![CDATA[luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2005 09:00:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido appieno e sottoscrivo quanto riportato da wovoka.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido appieno e sottoscrivo quanto riportato da wovoka.</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-sui-maestri/#comment-16924</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 20:02:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Voglio provare (quale esercizietto serale) a spiegare le cause del mio fastidio.

1) E&#039; dunque successo che le note tribolazioni della Storia non abbiano talvolta permesso la sopravvivenza di dettagli anagrafici relativi ad autori di cui possiamo però congetturare l&#039;esistenza con una certa plausibilità - per via della coerenza stilistica di cui fanno mostra determinati insiemi di opere. 

2) I vecchi storici dell&#039;arte, si sono allora ingegnati a coniare, per questi sfortunati, dei nomi sostitutivi capaci di imprimersi nella memoria, consentendo così di trovar loro un posto nelle narrative canoniche, a fianco degli autori storicamente più fortunati. 

3) Il nuovo storico dell&#039;arte, una volta imparato l&#039;imparabile, è ovviamente chiamato a distinguersi, a fornire delle aggiunte &quot;originali&quot;, e non delle mere ritrasmissioni del già elaborato. Ecco dunque che è necessario &quot;decostruire&quot;, fare il &quot;debunk&quot; di concezioni che DEVONO PER FORZA essere ingenue, da un lato o dall&#039;altro. 

Si tratta di un&#039;esigenza ovviamente tutta &quot;esterna&quot; all&#039;oggetto che si vuol conoscere, e che, moltiplicata per il numero di pretendenti all&#039;originalità, deve per forza andare a produrre determinati esiti. In questo caso, un&#039;operazione del tutto ragionevole (e in fondo mossa a &quot;rendere giustizia&quot;) da parte delle generazioni precedenti di storici dell&#039;arte, viene fatta &quot;significare&quot; di tutto e di più - ma principalmente una &quot;coazione a nominare&quot;, intrisa di inconfessabile conformismo, che costringerebbe ogni Maestro anonimo a risultare &quot;soccombente&quot; nei confronti di un qualche Maestro debitamente registrato all&#039;anagrafe (razzisti!!!). 

La vacuità dell&#039;argomento è stupefacente, tanto da far pensare che si tratti di un mero pretesto per snocciolare una bella serie di riferimenti dotti. Ma perché, per supportarla, non si propone invece un caso concreto di ribaltamento gerarchico da attuarsi nella &quot;storia dell&#039;arte&quot;? In questo testo, le domande ed i sospetti sembrano davvero moltiplicarsi come cerchi concentrici, allargandosi in vaghezza e gratuità. Si ricercano confuse suggestioni nelle etimologie e nelle finzioni letterarie. Ma il punto è: con questi Maestri Anonimi, si poteva forse agire diversamente?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio provare (quale esercizietto serale) a spiegare le cause del mio fastidio.</p>
<p>1) E&#8217; dunque successo che le note tribolazioni della Storia non abbiano talvolta permesso la sopravvivenza di dettagli anagrafici relativi ad autori di cui possiamo però congetturare l&#8217;esistenza con una certa plausibilità &#8211; per via della coerenza stilistica di cui fanno mostra determinati insiemi di opere. </p>
<p>2) I vecchi storici dell&#8217;arte, si sono allora ingegnati a coniare, per questi sfortunati, dei nomi sostitutivi capaci di imprimersi nella memoria, consentendo così di trovar loro un posto nelle narrative canoniche, a fianco degli autori storicamente più fortunati. </p>
<p>3) Il nuovo storico dell&#8217;arte, una volta imparato l&#8217;imparabile, è ovviamente chiamato a distinguersi, a fornire delle aggiunte &#8220;originali&#8221;, e non delle mere ritrasmissioni del già elaborato. Ecco dunque che è necessario &#8220;decostruire&#8221;, fare il &#8220;debunk&#8221; di concezioni che DEVONO PER FORZA essere ingenue, da un lato o dall&#8217;altro. </p>
<p>Si tratta di un&#8217;esigenza ovviamente tutta &#8220;esterna&#8221; all&#8217;oggetto che si vuol conoscere, e che, moltiplicata per il numero di pretendenti all&#8217;originalità, deve per forza andare a produrre determinati esiti. In questo caso, un&#8217;operazione del tutto ragionevole (e in fondo mossa a &#8220;rendere giustizia&#8221;) da parte delle generazioni precedenti di storici dell&#8217;arte, viene fatta &#8220;significare&#8221; di tutto e di più &#8211; ma principalmente una &#8220;coazione a nominare&#8221;, intrisa di inconfessabile conformismo, che costringerebbe ogni Maestro anonimo a risultare &#8220;soccombente&#8221; nei confronti di un qualche Maestro debitamente registrato all&#8217;anagrafe (razzisti!!!). </p>
<p>La vacuità dell&#8217;argomento è stupefacente, tanto da far pensare che si tratti di un mero pretesto per snocciolare una bella serie di riferimenti dotti. Ma perché, per supportarla, non si propone invece un caso concreto di ribaltamento gerarchico da attuarsi nella &#8220;storia dell&#8217;arte&#8221;? In questo testo, le domande ed i sospetti sembrano davvero moltiplicarsi come cerchi concentrici, allargandosi in vaghezza e gratuità. Si ricercano confuse suggestioni nelle etimologie e nelle finzioni letterarie. Ma il punto è: con questi Maestri Anonimi, si poteva forse agire diversamente?</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-sui-maestri/#comment-16911</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 18:23:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Letto, con fatica e fastidio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Letto, con fatica e fastidio.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/28/fronte-sud-sui-maestri/#comment-16809</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 09:12:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sul sito Web Gallery http://www.wga.hu/index1.html alla voce Maestro del Bambino vispo c’è una madonna, mentre per esempio, al Maestro della Scuola di Fontainebleau si attribuiscono più opere.
Quello che mi incuriosisce è la sorte umana e professionale di questi artisti. 
Perché non se ne è tramandato il nome? 
Sono morti giovani? 
Hanno dipinto troppo poco? 
Sono stati cancellati dalla storia o da qualche potere soverchiante al quale si sono opposti? 
Come e dove sono vissuti? 
A quale bottega si possono ascrivere gli anni del loro apprendistato? 
Come sono morti? 
La qualità che oggi gli riconosciamo era visibile anche per i loro contemporanei? 
Oppure l’anonimia deriva dall’aver gettato la spugna troppo presto? 
Cioè dall’essersi detti: non ne sono capace, non ne vale la pena, non mi pagano abbastanza, non è mestiere per me. 
Oppure: mio suocero mi offre un posto vantaggioso nella sua impresa mercantile, mollo tutto e accetto, che questa vita itinerante, faticosa, scomoda, non fa per me. 
Il maestro anonimo come perdente nel sistema dell’arte del suo tempo, che lavora per un po’ e poi, per qualche motivo legato alla incapacità sua di reggere la competizione, oppure di procurarsi commesse, di consegnare in tempo i lavori, di farsi pagare dai committenti (farsi pagare è un’arte che se non l’impari non c’è altra arte che tenga, per quanto si possa essere bravi), lascia. 
Drammi silenziosi di questo genere succedono continuamente.
L’artista che molla il mestiere perché tormentato da dubbi o forse dall’invidia per un suo collega a lui prossimo che considera più bravo (solo i prossimi possiamo invidiare), o principalmente perché insoddisfatto della sua opera.
Quelli che non si credono all’altezza, che da un certo momento in poi non trovano più appigli dentro e fuori di sé, e lasciano la presa, si dedicano ad altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito Web Gallery <a href="http://www.wga.hu/index1.html" rel="nofollow ugc">http://www.wga.hu/index1.html</a> alla voce Maestro del Bambino vispo c’è una madonna, mentre per esempio, al Maestro della Scuola di Fontainebleau si attribuiscono più opere.<br />
Quello che mi incuriosisce è la sorte umana e professionale di questi artisti.<br />
Perché non se ne è tramandato il nome?<br />
Sono morti giovani?<br />
Hanno dipinto troppo poco?<br />
Sono stati cancellati dalla storia o da qualche potere soverchiante al quale si sono opposti?<br />
Come e dove sono vissuti?<br />
A quale bottega si possono ascrivere gli anni del loro apprendistato?<br />
Come sono morti?<br />
La qualità che oggi gli riconosciamo era visibile anche per i loro contemporanei?<br />
Oppure l’anonimia deriva dall’aver gettato la spugna troppo presto?<br />
Cioè dall’essersi detti: non ne sono capace, non ne vale la pena, non mi pagano abbastanza, non è mestiere per me.<br />
Oppure: mio suocero mi offre un posto vantaggioso nella sua impresa mercantile, mollo tutto e accetto, che questa vita itinerante, faticosa, scomoda, non fa per me.<br />
Il maestro anonimo come perdente nel sistema dell’arte del suo tempo, che lavora per un po’ e poi, per qualche motivo legato alla incapacità sua di reggere la competizione, oppure di procurarsi commesse, di consegnare in tempo i lavori, di farsi pagare dai committenti (farsi pagare è un’arte che se non l’impari non c’è altra arte che tenga, per quanto si possa essere bravi), lascia.<br />
Drammi silenziosi di questo genere succedono continuamente.<br />
L’artista che molla il mestiere perché tormentato da dubbi o forse dall’invidia per un suo collega a lui prossimo che considera più bravo (solo i prossimi possiamo invidiare), o principalmente perché insoddisfatto della sua opera.<br />
Quelli che non si credono all’altezza, che da un certo momento in poi non trovano più appigli dentro e fuori di sé, e lasciano la presa, si dedicano ad altro.</p>
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