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	Commenti a: Costituzioni	</title>
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		<title>
		Di: aggreçìon		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[aggreçìon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2005 22:30:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sorprende il tasso di violenza contenuto in molti dei commenti a questo blog. Peccato, perché alcuni dei temi, anzi quasi tutti, meriterebbero una discussione ampia e articolata: per esempio l&#039;extratesto di cui, se bisogna credere al De Mauro, per primo parlò Contini e, a parte l&#039;intemerata poco sopra, Gabriella Fuschini dà segno evidente di possedere ottima contezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sorprende il tasso di violenza contenuto in molti dei commenti a questo blog. Peccato, perché alcuni dei temi, anzi quasi tutti, meriterebbero una discussione ampia e articolata: per esempio l&#8217;extratesto di cui, se bisogna credere al De Mauro, per primo parlò Contini e, a parte l&#8217;intemerata poco sopra, Gabriella Fuschini dà segno evidente di possedere ottima contezza.</p>
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		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2005 09:22:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[che dire deféd? mi sento &quot;leggermente&quot; presa in giro... e se sei chi penso, discuteremo all&#039;infinito su Montesano oltre le righe! :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che dire deféd? mi sento &#8220;leggermente&#8221; presa in giro&#8230; e se sei chi penso, discuteremo all&#8217;infinito su Montesano oltre le righe! :-)</p>
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		<title>
		Di: deféd		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[deféd]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2005 01:29:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viva la Fuschini e vivano i concetti, uno in particolare, che esprime nel suo commento notturno. I testi da soli non bastano più a nessuno: a completarli, cioè per la verità a risorgerli dal loro sonno di carta, serve il sacrosanto extratesto, la vita fra le righe, sulle righe, oltre le righe. Montesano ce ne mette e, con lo zelo tipico dei volenterosi, finisce in genere sopra le righe. Meglio di lui i suoi maestri, più volte citati in questo thread; meglio certi suoi coetanei o appena più giovani (di tutti, e solo per esempio, Emanuele Trevi quando non parla dei libri d&#039;altri e racconta la sua città e la càna Zara. Ma insomma e comunque, viva chi all&#039;una quasi di notte sta ancora lì a discutere di teoria della narrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viva la Fuschini e vivano i concetti, uno in particolare, che esprime nel suo commento notturno. I testi da soli non bastano più a nessuno: a completarli, cioè per la verità a risorgerli dal loro sonno di carta, serve il sacrosanto extratesto, la vita fra le righe, sulle righe, oltre le righe. Montesano ce ne mette e, con lo zelo tipico dei volenterosi, finisce in genere sopra le righe. Meglio di lui i suoi maestri, più volte citati in questo thread; meglio certi suoi coetanei o appena più giovani (di tutti, e solo per esempio, Emanuele Trevi quando non parla dei libri d&#8217;altri e racconta la sua città e la càna Zara. Ma insomma e comunque, viva chi all&#8217;una quasi di notte sta ancora lì a discutere di teoria della narrazione.</p>
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		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17251</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 23:42:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Capone:
forse per essere breve non sono stata chiara. Non trovo affatto che Montesano pecchi di alcunché, al contrario! Quando parlavo di come intendessi un intellettuale intendevo rispondere a Temperanza che infatti fa notare che ognuno dà il significato che preferisce alla parola. Non mi interessa che uno scrittore esprimendo il suo pensiero sul mondo argomenti come in un&#039;aula universitaria: ne ho piene le tasche! Sono una sentimentale, come mi ha detto stamattina qualcuno... voglio vedere la vita tra le righe di chi scrive e in Montesano la vedo, eccome.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Capone:<br />
forse per essere breve non sono stata chiara. Non trovo affatto che Montesano pecchi di alcunché, al contrario! Quando parlavo di come intendessi un intellettuale intendevo rispondere a Temperanza che infatti fa notare che ognuno dà il significato che preferisce alla parola. Non mi interessa che uno scrittore esprimendo il suo pensiero sul mondo argomenti come in un&#8217;aula universitaria: ne ho piene le tasche! Sono una sentimentale, come mi ha detto stamattina qualcuno&#8230; voglio vedere la vita tra le righe di chi scrive e in Montesano la vedo, eccome.</p>
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		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17238</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 18:48:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bah, studiosi, pensatori, questa cosa sarebbe, un&#039;altra distinzione &quot;fondamentale&quot;? Nel sistema di pensiero (congetturabile) dell&#039;adorabile Temperanza mi sembra di intravedere una grossa difficoltà: sua identificazione del pensiero con il linguaggio. Dire infatti che &quot;scrivere bene&quot; (con precisione, attraverso l&#039;ormai mitico &quot;stile&quot;) equivale a &quot;pensare bene&quot; è secondo me una grossa esagerazione, che conduce dritta dritta alle ubbie della &quot;distinzione&quot;. Quando il significato dipende così strettamente dalla forma, è infatti da considerarsi &quot;estetico&quot; più che concettuale, e che l&#039;estetico sia una forma di conoscenza superiore, piuttosto che un titillamento di sensi interni (oppure, con Eco: &quot;tirocinio della sensibilità e dell&#039;immaginazione, senza pretendere di costituire surrogati orfici della conoscenza&quot;) è cosa assai dubbia. Un modello concettuale autentico sopporterà centinaia di descrizioni o formulazioni malfatte e sgraziate, che potranno essere fatte &quot;convergere&quot; a calci e spintoni verso qualcosa di letterariamente decente senza rompersi per strada, e senza perdere la sua efficacia esplicativa (ma soltanto quella didattica). Invece una confusa affabulazione heideggeriana (dove alla fine &quot;nulla risulta chiaro, ma tutto pare significativo&quot;) non reggerà ovviamente nemmeno alla più delicata e rispettosa delle sintesi, con tutte le conseguenze del caso: &quot;riassumere un discorso che, come dimostra l&#039;attenzione dedicata alla scrittura ed alla stesura, è il risultato di un&#039;intenzione di dare forma al discorso, ricusando in anticipo come &quot;sommario&quot; e &quot;riduttore&quot; qualsiasi riassunto che cerchi di separare il contenuto dalla forma, di ridurre il testo alla sua espressione più semplice, di presentarlo nella sua struttura più elementare, significa infatti negare l&#039;intenzione più di fondo dell&#039;opera, e compiere l&#039;epoché di tutto ciò per cui il testo filosofico si presenta come testo filosofico, cioè del suo &quot;disinteresse&quot;, della sua libertà, e con essi, della sua superiorità, della sua distinzione, del suo distacco da tutti i discorsi &quot;volgari&quot;, con una specie di riduzione trascendentale che nessun critico si è mai sognato di fare. - Indovinate chi l&#039;ha detto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bah, studiosi, pensatori, questa cosa sarebbe, un&#8217;altra distinzione &#8220;fondamentale&#8221;? Nel sistema di pensiero (congetturabile) dell&#8217;adorabile Temperanza mi sembra di intravedere una grossa difficoltà: sua identificazione del pensiero con il linguaggio. Dire infatti che &#8220;scrivere bene&#8221; (con precisione, attraverso l&#8217;ormai mitico &#8220;stile&#8221;) equivale a &#8220;pensare bene&#8221; è secondo me una grossa esagerazione, che conduce dritta dritta alle ubbie della &#8220;distinzione&#8221;. Quando il significato dipende così strettamente dalla forma, è infatti da considerarsi &#8220;estetico&#8221; più che concettuale, e che l&#8217;estetico sia una forma di conoscenza superiore, piuttosto che un titillamento di sensi interni (oppure, con Eco: &#8220;tirocinio della sensibilità e dell&#8217;immaginazione, senza pretendere di costituire surrogati orfici della conoscenza&#8221;) è cosa assai dubbia. Un modello concettuale autentico sopporterà centinaia di descrizioni o formulazioni malfatte e sgraziate, che potranno essere fatte &#8220;convergere&#8221; a calci e spintoni verso qualcosa di letterariamente decente senza rompersi per strada, e senza perdere la sua efficacia esplicativa (ma soltanto quella didattica). Invece una confusa affabulazione heideggeriana (dove alla fine &#8220;nulla risulta chiaro, ma tutto pare significativo&#8221;) non reggerà ovviamente nemmeno alla più delicata e rispettosa delle sintesi, con tutte le conseguenze del caso: &#8220;riassumere un discorso che, come dimostra l&#8217;attenzione dedicata alla scrittura ed alla stesura, è il risultato di un&#8217;intenzione di dare forma al discorso, ricusando in anticipo come &#8220;sommario&#8221; e &#8220;riduttore&#8221; qualsiasi riassunto che cerchi di separare il contenuto dalla forma, di ridurre il testo alla sua espressione più semplice, di presentarlo nella sua struttura più elementare, significa infatti negare l&#8217;intenzione più di fondo dell&#8217;opera, e compiere l&#8217;epoché di tutto ciò per cui il testo filosofico si presenta come testo filosofico, cioè del suo &#8220;disinteresse&#8221;, della sua libertà, e con essi, della sua superiorità, della sua distinzione, del suo distacco da tutti i discorsi &#8220;volgari&#8221;, con una specie di riduzione trascendentale che nessun critico si è mai sognato di fare. &#8211; Indovinate chi l&#8217;ha detto?</p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17228</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 16:18:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non dico infatti che uno vale l&#039;altro, ma che nella grande costruzione del monderno c&#039;è il diamante e il fumo e le infinite sfumature che esistono in mezzo. Dentro a quella cornice ognuno da i propri giudizi di valore  al singolo testo, alla riuscita o meno della sua coesione di forma-contenuto (struttrualisti e post - ecc. rabbrividite!)
E capivo bene che con &quot;grandi studiosi&quot; intendevi gli studiosi e non i pensatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non dico infatti che uno vale l&#8217;altro, ma che nella grande costruzione del monderno c&#8217;è il diamante e il fumo e le infinite sfumature che esistono in mezzo. Dentro a quella cornice ognuno da i propri giudizi di valore  al singolo testo, alla riuscita o meno della sua coesione di forma-contenuto (struttrualisti e post &#8211; ecc. rabbrividite!)<br />
E capivo bene che con &#8220;grandi studiosi&#8221; intendevi gli studiosi e non i pensatori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17222</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 15:45:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ancora per Helena e in generale

Ma io pongo sempre e solo una questione di metodo, oddio, metodo è una parola grossa, diciamo di procedure, senza le quali  quella citazione di Starobinski che ho riportato più su diventa drammatica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ancora per Helena e in generale</p>
<p>Ma io pongo sempre e solo una questione di metodo, oddio, metodo è una parola grossa, diciamo di procedure, senza le quali  quella citazione di Starobinski che ho riportato più su diventa drammatica.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17220</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 15:28:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Helena

No, non sono d&#039;accordo. Il frammento è una cosa, il todos caballeros un&#039;altra (ma non per far polemica su Montesano, anzi, togliamolo di mezzo e parliamo in generale) .
Quelli che citi sono i testi classici della costruzione del Moderno, ma così ammucchiati non servono a nessuno, non sono UGUALI l&#039;uno all&#039;altro. 
Quando dico che la mano dei grandi studiosi  (ma Benjamin e Adorno sono &quot;pensatori&quot;, che è altra cosa) non è pesante è perché definendo si interroga e dunque è impossibile ridurla a una formula. Nella formula, nella semplificazione, sta la pesanteur.
Far passare il Processo come una metafora dell&#039;opposizione di Kafka alla legge tout court, quando il suo rapporto con la legge è così complesso e comporta anche il suo rapporto con l&#039;ebraismo, non è a mio avviso una cosa ben fatta. Se bisogna semplificare così, meglio tacere, o trovare esempi meno delicati e che si possano maneggiare con più facilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Helena</p>
<p>No, non sono d&#8217;accordo. Il frammento è una cosa, il todos caballeros un&#8217;altra (ma non per far polemica su Montesano, anzi, togliamolo di mezzo e parliamo in generale) .<br />
Quelli che citi sono i testi classici della costruzione del Moderno, ma così ammucchiati non servono a nessuno, non sono UGUALI l&#8217;uno all&#8217;altro.<br />
Quando dico che la mano dei grandi studiosi  (ma Benjamin e Adorno sono &#8220;pensatori&#8221;, che è altra cosa) non è pesante è perché definendo si interroga e dunque è impossibile ridurla a una formula. Nella formula, nella semplificazione, sta la pesanteur.<br />
Far passare il Processo come una metafora dell&#8217;opposizione di Kafka alla legge tout court, quando il suo rapporto con la legge è così complesso e comporta anche il suo rapporto con l&#8217;ebraismo, non è a mio avviso una cosa ben fatta. Se bisogna semplificare così, meglio tacere, o trovare esempi meno delicati e che si possano maneggiare con più facilità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17211</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 14:35:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi riferivo grosso modo a quel movimento sismico di reciproco avvicinamento per cui il pensiero (filosofico, in primis, ma non solo) cerca forme espressive sempre meno sistematiche,  e sempre più letterarie, spurie (frammento, dialogo, aforisma ecc) mentre la letteratura diventa sempre più esplicitamente portarice di pensiero. Ovvio citare Nietzsche e Schopenhauer, vedervi un segnale di apertura ufficiale della crisi (ma non vorrei mai dimenticare, per esempio, il saggio sul teatro di marionette di Kleist ). Ed è sempre da lì , del resto, che parte anche la forte tendenza della filosofia a costruirsi intorno alla letteratura dove la mano del filosofo-interprete non è mai (e non lo è leggittimamente) leggera: Heidegger su Hoelderlin, Benjamin  e Adorno su Kafka (Baudelaire va sans dire)  e così via.
Fare una lista sarebbe noioso e arbitrario: ci starebbero comunque dentro cose su cui sfido non trovare  accordi e entusiasmi unanimi come la Lettera di Lord Chandos e certa filosofia francese anni  settanta che io ho spesso in sospetto di fuffa (a volte, però, andando a guardare le carte mi accorgo di  sbagliare così come so di non poter togliere a Heidegger la sua importanza sebbene il suo modo di scrivere mi innervosisca). Insomma c&#039;è spazio per gli eccelsi e i meno buoni, i grandi e in piccini.
Sono andata anch&#039;io a vedermi il testo postato sul sito e ho avuto il mio momento di vanità nel vedere che avevo scritto cose molto simili a quelle aggiunte lì. Vanità a parte: molte delle idee che propone senza svilupparle, continuano a colpirmi come spunti per niente banali  e la forma o postura stilistica di elargirli mi pare onesta, sentita, perfettamente lecita per quel tipo di intellettuale che è in primo luogo uno scrittore. La pianto qui. però: la mia religione non fa proselitismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi riferivo grosso modo a quel movimento sismico di reciproco avvicinamento per cui il pensiero (filosofico, in primis, ma non solo) cerca forme espressive sempre meno sistematiche,  e sempre più letterarie, spurie (frammento, dialogo, aforisma ecc) mentre la letteratura diventa sempre più esplicitamente portarice di pensiero. Ovvio citare Nietzsche e Schopenhauer, vedervi un segnale di apertura ufficiale della crisi (ma non vorrei mai dimenticare, per esempio, il saggio sul teatro di marionette di Kleist ). Ed è sempre da lì , del resto, che parte anche la forte tendenza della filosofia a costruirsi intorno alla letteratura dove la mano del filosofo-interprete non è mai (e non lo è leggittimamente) leggera: Heidegger su Hoelderlin, Benjamin  e Adorno su Kafka (Baudelaire va sans dire)  e così via.<br />
Fare una lista sarebbe noioso e arbitrario: ci starebbero comunque dentro cose su cui sfido non trovare  accordi e entusiasmi unanimi come la Lettera di Lord Chandos e certa filosofia francese anni  settanta che io ho spesso in sospetto di fuffa (a volte, però, andando a guardare le carte mi accorgo di  sbagliare così come so di non poter togliere a Heidegger la sua importanza sebbene il suo modo di scrivere mi innervosisca). Insomma c&#8217;è spazio per gli eccelsi e i meno buoni, i grandi e in piccini.<br />
Sono andata anch&#8217;io a vedermi il testo postato sul sito e ho avuto il mio momento di vanità nel vedere che avevo scritto cose molto simili a quelle aggiunte lì. Vanità a parte: molte delle idee che propone senza svilupparle, continuano a colpirmi come spunti per niente banali  e la forma o postura stilistica di elargirli mi pare onesta, sentita, perfettamente lecita per quel tipo di intellettuale che è in primo luogo uno scrittore. La pianto qui. però: la mia religione non fa proselitismo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: brillanterie		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/11/30/costituzioni/#comment-17201</link>

		<dc:creator><![CDATA[brillanterie]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2005 13:45:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Letta oggi sul Corriere apertura assai blanda del La Capria, già a suo tempo omaggiato di generoso Meridiano e, siccome gli amici sono gli amici, pròdigo di lodi al non tanto meritevole Guarini. C&#039;è di buono che persino lui s&#039;è accorto del lavoro di Francesco Durante, che comprende anche una micidiale bibliografia (però per quale ragione un volume di 2mila pagine quasi può uscire senza l&#039;indice dei nomi e con sezioni di livello così spaventosamente inferiore alla sua media, come qui sono il teatro e le poesiole?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Letta oggi sul Corriere apertura assai blanda del La Capria, già a suo tempo omaggiato di generoso Meridiano e, siccome gli amici sono gli amici, pròdigo di lodi al non tanto meritevole Guarini. C&#8217;è di buono che persino lui s&#8217;è accorto del lavoro di Francesco Durante, che comprende anche una micidiale bibliografia (però per quale ragione un volume di 2mila pagine quasi può uscire senza l&#8217;indice dei nomi e con sezioni di livello così spaventosamente inferiore alla sua media, come qui sono il teatro e le poesiole?)</p>
]]></content:encoded>
		
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