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	Commenti a: Scrivere è un martirio	</title>
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		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/01/scrivere-e-un-martirio/#comment-17807</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2005 21:59:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molto carinissimissimo questo post-ino!!!!!
pure io ho lo stesso problema.. morire mi sta un pò stretta, ora, ma anche continuare a vivere... mi dà notevoli ansie!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molto carinissimissimo questo post-ino!!!!!<br />
pure io ho lo stesso problema.. morire mi sta un pò stretta, ora, ma anche continuare a vivere&#8230; mi dà notevoli ansie!!!</p>
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		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/01/scrivere-e-un-martirio/#comment-17460</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 18:26:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[q.e.d.]]></description>
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		Di: arminio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/01/scrivere-e-un-martirio/#comment-17454</link>

		<dc:creator><![CDATA[arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 16:31:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per me a questo punto il discorso è finito. ringrazio franz pubblicamente e lo faro in privato. per me in questo momento non c&#039;è posto da nessuna parte, nemmeno nel mio corpo. non guarderò più questa colonna di commenti e non manderò altri testi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per me a questo punto il discorso è finito. ringrazio franz pubblicamente e lo faro in privato. per me in questo momento non c&#8217;è posto da nessuna parte, nemmeno nel mio corpo. non guarderò più questa colonna di commenti e non manderò altri testi.</p>
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		<title>
		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/01/scrivere-e-un-martirio/#comment-17444</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 13:33:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ugo de Franchi, o come in realtà ti chiami: immagino che tu sappia bene che per parlare senza approssimazioni -da anima bella tutta dedita allo studio e alla pratica della letteratura -  della morte, bisogna però averla, la puttana schifosa, vista bene in faccia, magari soltanto allo specchio impaurito che ci riflette: altrimenti è meglio scrivere di argomenti più blandi (non dico banali) e buoni per tutte e 4 le nostre vitalisime stagioni. In tutta questa polemica, ho la netta sensazione che non si sia ancora capito cosa siano veramente i blog, tutti, nessuno escluso. E  Franco Arminio per primo questo non l&#039; ha capito, è evidente. Se metti un tuo pezzo qui, pronto per essere commentato,  devi essere pronto a ribattere; se è il caso, se l&#039;interlocutore val la pena di essere stimato, direi degno - si, uso proprio questa parola - della tua reazione, si  puo&#039; ribattere con una spinta dialogica  propulsiva, rilanciando l&#039;argomentazione in avanti, verso la rete. Oppure puoi tirare dritto per la tua strada senza rispondere, magari con un bel &quot;vaffanculo&quot; silenziato - e perciò illeggibile, dal momento che proprio nulla nell&#039;apposito spazio è stato scritto. O colpire a freddo, più tardi. Ma ne vale la pena, io mi chiedo? E mi rispondo immediatamente: quasi sempre no. Il funambolico Tramutoli (come ha fatto rilevare Wovoka) è uno che - in alternativa a tutte queste opzioni di risposta- reagisce e agisce con il suo per me impagabile sense of humour che spazza con un sussulto catartico la sua (nostra) disperazione. Ma, e torniamo ad Arminio, è come se voi chiedeste a uno come Michelangelo Antonioni (non certo il rincoglionito &quot;wenderizzato&quot; delle ultime, penose stagioni) di darsi alla commedia all&#039;italiana. (Inciso: la commedia all&#039;italiana, in alcuni suoi capolavori, non ha nulla, ma proprio nulla da invidiare ai primi film di Antonioni, anzi). Ritorno al &quot;sistema comuicativo blog&quot;: Franco mi informa qui del fatto che ha chiamato alcuni colleghi a raccolta a commentare: niente di male, anzi. E infatti questi colleghi gli hanno dimostrato una stima della quale si puo&#039; persino andare orgogliosi. Ma se il giudizio di altre persone non ci soddisfa, teniamoci perlomeno stretto in pugno, come una spada, il giudizio di noi stessi, sempreché questo giudizio sia davvero impietoso e si sia incrociato con coloro che davvero stimiamo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ugo de Franchi, o come in realtà ti chiami: immagino che tu sappia bene che per parlare senza approssimazioni -da anima bella tutta dedita allo studio e alla pratica della letteratura &#8211;  della morte, bisogna però averla, la puttana schifosa, vista bene in faccia, magari soltanto allo specchio impaurito che ci riflette: altrimenti è meglio scrivere di argomenti più blandi (non dico banali) e buoni per tutte e 4 le nostre vitalisime stagioni. In tutta questa polemica, ho la netta sensazione che non si sia ancora capito cosa siano veramente i blog, tutti, nessuno escluso. E  Franco Arminio per primo questo non l&#8217; ha capito, è evidente. Se metti un tuo pezzo qui, pronto per essere commentato,  devi essere pronto a ribattere; se è il caso, se l&#8217;interlocutore val la pena di essere stimato, direi degno &#8211; si, uso proprio questa parola &#8211; della tua reazione, si  puo&#8217; ribattere con una spinta dialogica  propulsiva, rilanciando l&#8217;argomentazione in avanti, verso la rete. Oppure puoi tirare dritto per la tua strada senza rispondere, magari con un bel &#8220;vaffanculo&#8221; silenziato &#8211; e perciò illeggibile, dal momento che proprio nulla nell&#8217;apposito spazio è stato scritto. O colpire a freddo, più tardi. Ma ne vale la pena, io mi chiedo? E mi rispondo immediatamente: quasi sempre no. Il funambolico Tramutoli (come ha fatto rilevare Wovoka) è uno che &#8211; in alternativa a tutte queste opzioni di risposta- reagisce e agisce con il suo per me impagabile sense of humour che spazza con un sussulto catartico la sua (nostra) disperazione. Ma, e torniamo ad Arminio, è come se voi chiedeste a uno come Michelangelo Antonioni (non certo il rincoglionito &#8220;wenderizzato&#8221; delle ultime, penose stagioni) di darsi alla commedia all&#8217;italiana. (Inciso: la commedia all&#8217;italiana, in alcuni suoi capolavori, non ha nulla, ma proprio nulla da invidiare ai primi film di Antonioni, anzi). Ritorno al &#8220;sistema comuicativo blog&#8221;: Franco mi informa qui del fatto che ha chiamato alcuni colleghi a raccolta a commentare: niente di male, anzi. E infatti questi colleghi gli hanno dimostrato una stima della quale si puo&#8217; persino andare orgogliosi. Ma se il giudizio di altre persone non ci soddisfa, teniamoci perlomeno stretto in pugno, come una spada, il giudizio di noi stessi, sempreché questo giudizio sia davvero impietoso e si sia incrociato con coloro che davvero stimiamo.</p>
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		<title>
		Di: mag		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/01/scrivere-e-un-martirio/#comment-17420</link>

		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 10:49:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[penso che esistano attinenze molto profonde tra scrittura e fallocratismo
o meglio ansia da prestazione.
chissa cosa direbbe l&#039;antiedipo a proposito.
forse in questo senso freud darebbe letture piu&#039; esaustive.
Gilles...come mi rispondi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>penso che esistano attinenze molto profonde tra scrittura e fallocratismo<br />
o meglio ansia da prestazione.<br />
chissa cosa direbbe l&#8217;antiedipo a proposito.<br />
forse in questo senso freud darebbe letture piu&#8217; esaustive.<br />
Gilles&#8230;come mi rispondi?</p>
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		<title>
		Di: ugo de franchi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/01/scrivere-e-un-martirio/#comment-17418</link>

		<dc:creator><![CDATA[ugo de franchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 10:28:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[nonostante la somma di ben 73 contatti, lo avete proprio deluso all&#039;Arminiuccio vostro. eppure cosa chiedeva il poverino? solo d&#039;essere acclamato come grande scrittore - anzi come il più grande - perchè  scrivere  come fa lui della morte non è uno scherzo. infatti, come ci informa: &quot;certe cose non s’improvvisano. per arrivare a parlare della morte come ne parlo io sono passato oltre che per tanta scrittura, per una tesi di mille pagine su psicoanalisi e ipocondria, ovviamente mai discussa&quot;- ohibò, e perché  &quot;ovviamente mai discussa&quot;. Forse che neanche in ambito accademico il nostro incompreso grande scrittore, ha mietuto i successi che meritava. E già: questo mondo è davvero ingrato. Ma come uno s&#039;uccide a scrivere una tesi di mille pagine - mille pagine, dico! - poi &quot;ovviamente&quot; nemmeno la discute e, alla fine,  nessuno se lo caga. Per fortuna c&#039;hanno inventato il blog. Dove l&#039;Arminiuccio nostro, può parlare al volgo che ascolta e che si scervella sulla sua alta filosofia anche se non con i risultati che lui vorrebbe perché a lui in realtà interessa &quot;usare la morte come attrattatore di una comunità di essere lucidi, perfino ebbri rispetto a questo sconvolgente destino che ci aspetta&quot;. Capito? be&#039;, forse è un po&#039; difficile. No, non per l&#039;italiano zoppicante giacchè l&#039;Arminiuccio, e  non dobbiamo certo dirglielo noi, è un grande scrittore. anzi il più grande di tutti - è che  tematiche del genere non sono certo alla portata di tutti. Mica abbiamo scritto una tesi di mille pagine. Ovviamente mai discussa.


leggendo certe cose penso che mi devo sparare un colpo in testa per essere preso sul serio. che schifo. e tutta sta scrittura che ci circonda, tutti che sono scrittori e critici, tutti che senza dirlo pensano di essere migliori di altri senza che neppure abbiano lavorato tanto. più che dialoghi qui costriamo i carri allegorici di un caos morale da cui rischiano di non uscire più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nonostante la somma di ben 73 contatti, lo avete proprio deluso all&#8217;Arminiuccio vostro. eppure cosa chiedeva il poverino? solo d&#8217;essere acclamato come grande scrittore &#8211; anzi come il più grande &#8211; perchè  scrivere  come fa lui della morte non è uno scherzo. infatti, come ci informa: &#8220;certe cose non s’improvvisano. per arrivare a parlare della morte come ne parlo io sono passato oltre che per tanta scrittura, per una tesi di mille pagine su psicoanalisi e ipocondria, ovviamente mai discussa&#8221;- ohibò, e perché  &#8220;ovviamente mai discussa&#8221;. Forse che neanche in ambito accademico il nostro incompreso grande scrittore, ha mietuto i successi che meritava. E già: questo mondo è davvero ingrato. Ma come uno s&#8217;uccide a scrivere una tesi di mille pagine &#8211; mille pagine, dico! &#8211; poi &#8220;ovviamente&#8221; nemmeno la discute e, alla fine,  nessuno se lo caga. Per fortuna c&#8217;hanno inventato il blog. Dove l&#8217;Arminiuccio nostro, può parlare al volgo che ascolta e che si scervella sulla sua alta filosofia anche se non con i risultati che lui vorrebbe perché a lui in realtà interessa &#8220;usare la morte come attrattatore di una comunità di essere lucidi, perfino ebbri rispetto a questo sconvolgente destino che ci aspetta&#8221;. Capito? be&#8217;, forse è un po&#8217; difficile. No, non per l&#8217;italiano zoppicante giacchè l&#8217;Arminiuccio, e  non dobbiamo certo dirglielo noi, è un grande scrittore. anzi il più grande di tutti &#8211; è che  tematiche del genere non sono certo alla portata di tutti. Mica abbiamo scritto una tesi di mille pagine. Ovviamente mai discussa.</p>
<p>leggendo certe cose penso che mi devo sparare un colpo in testa per essere preso sul serio. che schifo. e tutta sta scrittura che ci circonda, tutti che sono scrittori e critici, tutti che senza dirlo pensano di essere migliori di altri senza che neppure abbiano lavorato tanto. più che dialoghi qui costriamo i carri allegorici di un caos morale da cui rischiano di non uscire più.</p>
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		<title>
		Di: Giancarlo Tramutoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/01/scrivere-e-un-martirio/#comment-17414</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo Tramutoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 09:30:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PS
Franco, Domenica ti ho molto nominato a Barile (nel Vulture, dove Pasolini ha girato Il Vangelo), per una lettura saltata (sala gelida e vuota... e manco un microfono (l&#039;unica cosa che avevo chiesto) con quelli che vedrai a Rionero per la tua lettura. :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PS<br />
Franco, Domenica ti ho molto nominato a Barile (nel Vulture, dove Pasolini ha girato Il Vangelo), per una lettura saltata (sala gelida e vuota&#8230; e manco un microfono (l&#8217;unica cosa che avevo chiesto) con quelli che vedrai a Rionero per la tua lettura. :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giancarlo Tramutoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/01/scrivere-e-un-martirio/#comment-17411</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo Tramutoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 01:59:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma io non ho questo problema. Non faccio che nominare, appena posso, Gaetano Cappelli, Vito Riviello, Beppe Salvia. (tre potentini doc). 
Grazie Wovoka che mi hai capito bene e per la tua giornata-tipo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma io non ho questo problema. Non faccio che nominare, appena posso, Gaetano Cappelli, Vito Riviello, Beppe Salvia. (tre potentini doc).<br />
Grazie Wovoka che mi hai capito bene e per la tua giornata-tipo.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: arminio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/01/scrivere-e-un-martirio/#comment-17408</link>

		<dc:creator><![CDATA[arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 01:29:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro franz
concordo sul fatto che ci sono state riflessioni attente, ma non ho paura di dire che si trattava di miei amici. io mi riferisco a tutto i clima letterario italiano, al fatto che è assai povero di persone come te e assai ricco di nanetti presuntuosi. io sono assai presuntuoso e non sta a me dire che ho fatto qualcosa d&#039;importante e non sono un nanetto, ma un semplice miserabile, come tutte le creature al mondo. non c&#039;è bisogno che lo dica io: un lettore decente capisce benissimo che il mio testo è il frutto di una dedizione assoluta e di un tirocinio lunghissimo. si, il bicchiere è mezzo pieno, ma sei solo tu e pochi altri a riempirlo.
p.s.
tramutoli mi piace, anche se chi vive ha sud ha sempre qualche problema a dare gloria a persone della stessa terra, ma questa è una storia annosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro franz<br />
concordo sul fatto che ci sono state riflessioni attente, ma non ho paura di dire che si trattava di miei amici. io mi riferisco a tutto i clima letterario italiano, al fatto che è assai povero di persone come te e assai ricco di nanetti presuntuosi. io sono assai presuntuoso e non sta a me dire che ho fatto qualcosa d&#8217;importante e non sono un nanetto, ma un semplice miserabile, come tutte le creature al mondo. non c&#8217;è bisogno che lo dica io: un lettore decente capisce benissimo che il mio testo è il frutto di una dedizione assoluta e di un tirocinio lunghissimo. si, il bicchiere è mezzo pieno, ma sei solo tu e pochi altri a riempirlo.<br />
p.s.<br />
tramutoli mi piace, anche se chi vive ha sud ha sempre qualche problema a dare gloria a persone della stessa terra, ma questa è una storia annosa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: wovoka		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/01/scrivere-e-un-martirio/#comment-17407</link>

		<dc:creator><![CDATA[wovoka]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 01:21:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E dunque, anche Arminio è deluso. Dopo avere ottenuto, assiso in cima al proprio thread, più di quanto ci si possa ragionevolmente attendere da questo mezzo in termini di attenzione, dopo aver incassato decine di &quot;legittimazioni&quot; (no, Arminio, non sei pazzo, non sei malato, ma un Poeta! Super Super Man, don&#039;t you understand we love you .. ) dopo avere persino ottenuto un certo grado di denudamento altrui - così, tanto per rassicurarsi che il proprio non venisse preso per pornografia - dopo avere emesso diverse volte, in tutto questo processo, dei segnali concilianti, ovvero dopo avere restituito pretescamente un decimo delle legittimazioni ricevute, ecco che Arminio si rivolta, rompe il patto appena stipulato, e rivendica più orgogliosamente di prima la propria Specialità: lui e la sua dolente sensibilità da una parte, il mondo e la sua gaudente ottusità dall&#039;altra. Sic et simpliciter. &quot;Non ti presentare davanti a un tribunale di cui non riconosci il verdetto&quot;, direbbe la saggezza. Invece &quot;noi&quot; ci si presenta eccome, si sfida il Giudice (quella Società dalla quale hai voglia a proclamarti indipendente, quando il tuo stesso corpo già sta trescando con con essa) ad emettere il suo Giudizio. Se sarà mite, allora lo sommergeremo di iroso disprezzo, &quot;tutto qui? dunque non hai capito proprio nulla!&quot; e rincareremo la dose fino a che arriverà la tanto attesa Condanna, che ci consentirà di ritirarci soddisfatti nella nostra Specialità: abbiamo trionfato sulla Folla, abbattuto il Numero Annichilente: possiamo ascendere al cielo &quot;cum Sanctis&quot;. Ma se questo sublimato autoerotismo dovesse aver superato la propria misura, caro Arminio, tramutandosi da eccitante masochismo in sofferenza vera e propria, saprai già perfettamente che l&#039;unico balsamo possibile è quello che il saggio Tramutoli ti ha offerto così insistentemente: l&#039;umorismo. E&#039; l&#039;umorismo che ci riporta alla Terra che ci ha generato, che ci dice, sorridendo, che non siamo dei e che non c&#039;è niente di troppo terribile in questo, e ci esorta a scendere da quel trespolo ridicolo, ricordandoci quanto siamo invece profondamente simili, assolutamente &quot;ridondanti&quot;. E&#039; questa similitudine profonda, una volta scoperta, a farci ridere - di gusto ma senza cattiveria - a sciogliere la tensione - a tagliare per un attimo il dannato anello di Moebius descritto da Andrea Inglese, il doppio vincolo di Bateson, la doppia chiaroveggenza di Jankelevitch - molto meglio di quella tanto invocata &quot;bastonata&quot; da parte di Tashtego. Una sera di qualche anno fa, mentre mi &quot;disperavo&quot; in un simile autoerotismo mentale (ma per favore non usiamo quella assurda espressione, si tratta di cosa ben più complicata e raffinata di una semplice &quot;sega&quot;) scoprii accidentalmente questa similitudine. Avevo un portatile, preso espressamente per poter leggere a letto, e stavo sfogliando un CD di letteratura, quando mi sono imbattuto nelle &quot;Memorie del Sottosuolo&quot;, che non ho più mollato fino alle tre di notte. &quot;Ma che cos&#039;hai da ridere? Guarda che domani devi andare a lavorare!&quot; mi ripetevano mia moglie e mio figlio, guardandosi poi tra loro e portandosi il dito alla tempia. Se quel gusto non ti aggrada, ci sono altri buoni farmaci, le &quot;Tentazioni di S.Antonio&quot; o il &quot;Bouvard e Pechuchet&quot; di Flaubert, per esempio (per non parlare di Kafka). Naturalmente tu non potrai mai accettare ufficialmente questa &quot;riduzione trascendentale&quot;, questo lo capisco bene. Però puoi sempre usarla di nascosto per prenderti una pausa, per rifiatare. Ma probabilmente lo fai già, e con noi fingi un pochino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E dunque, anche Arminio è deluso. Dopo avere ottenuto, assiso in cima al proprio thread, più di quanto ci si possa ragionevolmente attendere da questo mezzo in termini di attenzione, dopo aver incassato decine di &#8220;legittimazioni&#8221; (no, Arminio, non sei pazzo, non sei malato, ma un Poeta! Super Super Man, don&#8217;t you understand we love you .. ) dopo avere persino ottenuto un certo grado di denudamento altrui &#8211; così, tanto per rassicurarsi che il proprio non venisse preso per pornografia &#8211; dopo avere emesso diverse volte, in tutto questo processo, dei segnali concilianti, ovvero dopo avere restituito pretescamente un decimo delle legittimazioni ricevute, ecco che Arminio si rivolta, rompe il patto appena stipulato, e rivendica più orgogliosamente di prima la propria Specialità: lui e la sua dolente sensibilità da una parte, il mondo e la sua gaudente ottusità dall&#8217;altra. Sic et simpliciter. &#8220;Non ti presentare davanti a un tribunale di cui non riconosci il verdetto&#8221;, direbbe la saggezza. Invece &#8220;noi&#8221; ci si presenta eccome, si sfida il Giudice (quella Società dalla quale hai voglia a proclamarti indipendente, quando il tuo stesso corpo già sta trescando con con essa) ad emettere il suo Giudizio. Se sarà mite, allora lo sommergeremo di iroso disprezzo, &#8220;tutto qui? dunque non hai capito proprio nulla!&#8221; e rincareremo la dose fino a che arriverà la tanto attesa Condanna, che ci consentirà di ritirarci soddisfatti nella nostra Specialità: abbiamo trionfato sulla Folla, abbattuto il Numero Annichilente: possiamo ascendere al cielo &#8220;cum Sanctis&#8221;. Ma se questo sublimato autoerotismo dovesse aver superato la propria misura, caro Arminio, tramutandosi da eccitante masochismo in sofferenza vera e propria, saprai già perfettamente che l&#8217;unico balsamo possibile è quello che il saggio Tramutoli ti ha offerto così insistentemente: l&#8217;umorismo. E&#8217; l&#8217;umorismo che ci riporta alla Terra che ci ha generato, che ci dice, sorridendo, che non siamo dei e che non c&#8217;è niente di troppo terribile in questo, e ci esorta a scendere da quel trespolo ridicolo, ricordandoci quanto siamo invece profondamente simili, assolutamente &#8220;ridondanti&#8221;. E&#8217; questa similitudine profonda, una volta scoperta, a farci ridere &#8211; di gusto ma senza cattiveria &#8211; a sciogliere la tensione &#8211; a tagliare per un attimo il dannato anello di Moebius descritto da Andrea Inglese, il doppio vincolo di Bateson, la doppia chiaroveggenza di Jankelevitch &#8211; molto meglio di quella tanto invocata &#8220;bastonata&#8221; da parte di Tashtego. Una sera di qualche anno fa, mentre mi &#8220;disperavo&#8221; in un simile autoerotismo mentale (ma per favore non usiamo quella assurda espressione, si tratta di cosa ben più complicata e raffinata di una semplice &#8220;sega&#8221;) scoprii accidentalmente questa similitudine. Avevo un portatile, preso espressamente per poter leggere a letto, e stavo sfogliando un CD di letteratura, quando mi sono imbattuto nelle &#8220;Memorie del Sottosuolo&#8221;, che non ho più mollato fino alle tre di notte. &#8220;Ma che cos&#8217;hai da ridere? Guarda che domani devi andare a lavorare!&#8221; mi ripetevano mia moglie e mio figlio, guardandosi poi tra loro e portandosi il dito alla tempia. Se quel gusto non ti aggrada, ci sono altri buoni farmaci, le &#8220;Tentazioni di S.Antonio&#8221; o il &#8220;Bouvard e Pechuchet&#8221; di Flaubert, per esempio (per non parlare di Kafka). Naturalmente tu non potrai mai accettare ufficialmente questa &#8220;riduzione trascendentale&#8221;, questo lo capisco bene. Però puoi sempre usarla di nascosto per prenderti una pausa, per rifiatare. Ma probabilmente lo fai già, e con noi fingi un pochino.</p>
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