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	Commenti a: IN-SEGNARE 2	</title>
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		<title>
		Di: Laura Sica		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/11/in-segnare-2/#comment-17749</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura Sica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2005 20:18:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da quello che ho capito io, la creatività appartiene alla sfera privata nel senso che è un momento intimo, di solitudine, di altro dal mondo. Avete mai visto un bambino che ti guarda in faccia ma non ti vede, che tu parli e lui non ti sente e mentre tu gli dici: &quot;Marco, ma mi stai ascoltando?&quot;, lui se ne esce con una soluzione assolutamente nuova e brillante?  Ecco, quello era un momento intimo, un momento in cui se ne stava creativamente per i fatti suoi. 
Anche i silenzi, io credo, siano necessari. 
Agire sulla sfera privata di ogni piccolo individuo è un&#039;operazione che va fatta con cura e cautela, perchè, inutile nascondersi dietro un dito: la scuola incide eccome sulle sfere private. E anche su quelle pubbliche. Ma mentre nelle sfere private c&#039;è la speranza che non incida sempre negativamente, in quelle pubbliche è facile che si corra il rischio di ammaestrare piccole scimmie di regime. Il solo garante è, a mio avviso, il senso etico di ogni operatore.
Bellissimo il passaggio sul gioco del pensare. Davvero bello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quello che ho capito io, la creatività appartiene alla sfera privata nel senso che è un momento intimo, di solitudine, di altro dal mondo. Avete mai visto un bambino che ti guarda in faccia ma non ti vede, che tu parli e lui non ti sente e mentre tu gli dici: &#8220;Marco, ma mi stai ascoltando?&#8221;, lui se ne esce con una soluzione assolutamente nuova e brillante?  Ecco, quello era un momento intimo, un momento in cui se ne stava creativamente per i fatti suoi.<br />
Anche i silenzi, io credo, siano necessari.<br />
Agire sulla sfera privata di ogni piccolo individuo è un&#8217;operazione che va fatta con cura e cautela, perchè, inutile nascondersi dietro un dito: la scuola incide eccome sulle sfere private. E anche su quelle pubbliche. Ma mentre nelle sfere private c&#8217;è la speranza che non incida sempre negativamente, in quelle pubbliche è facile che si corra il rischio di ammaestrare piccole scimmie di regime. Il solo garante è, a mio avviso, il senso etico di ogni operatore.<br />
Bellissimo il passaggio sul gioco del pensare. Davvero bello.</p>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/11/in-segnare-2/#comment-17746</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2005 19:26:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il concetto del plagio, come dice Emma, è assai opinabile. Il punto è: si tratta di mettere in crisi il già pensato che in realtà è impensato. Si tratta di de.pensarlo, anzitutto. Socraticamente, nulla di più nulla di meno. Ma non basta. Bisogna educare non solo al metodo dialettico, ma anche all&#039;autocoscienza di essere parte in causa di una comunità dialogante. Di essere soggetto attivo: ciò a cui la scuola, solitamente, non insegna. E quando arrivi tu (parlo per implicazione diretta nella faccenda) e sparigli le carte trovi resistenze, non solo da parte dei colleghi (va da sé), ma anche da parte di qualche ragazzo: perché nell&#039;impero della passività (dove si combina disciplina e spettacolo) si è incapaci di libertà (guarda caso ho scritto una piccola riflessione poetica sul mio blog proprio a proposito di questo, a partire da un episodio scolastico). E allora, bisogna andare avanti, e stimolare la creatività, pubblica e privata. E&#039; così che si resiste, tenendo a forza la faccia contro il vento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto del plagio, come dice Emma, è assai opinabile. Il punto è: si tratta di mettere in crisi il già pensato che in realtà è impensato. Si tratta di de.pensarlo, anzitutto. Socraticamente, nulla di più nulla di meno. Ma non basta. Bisogna educare non solo al metodo dialettico, ma anche all&#8217;autocoscienza di essere parte in causa di una comunità dialogante. Di essere soggetto attivo: ciò a cui la scuola, solitamente, non insegna. E quando arrivi tu (parlo per implicazione diretta nella faccenda) e sparigli le carte trovi resistenze, non solo da parte dei colleghi (va da sé), ma anche da parte di qualche ragazzo: perché nell&#8217;impero della passività (dove si combina disciplina e spettacolo) si è incapaci di libertà (guarda caso ho scritto una piccola riflessione poetica sul mio blog proprio a proposito di questo, a partire da un episodio scolastico). E allora, bisogna andare avanti, e stimolare la creatività, pubblica e privata. E&#8217; così che si resiste, tenendo a forza la faccia contro il vento.</p>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/11/in-segnare-2/#comment-17739</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2005 17:19:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1. Non so se ho capito.
La creatività si applica solo alla “tensione privata”?
Ma se è così (se ho capito), non si tratta di una creatività ridotta ai minimi termini, una creatività da hobby, da “tempo libero”, da individuo chiuso nella propria singolarità?

2. “L’unico modo per insegnarla [la creatività] è quello di lasciare agire liberamente una persona in un ambiente adeguato alla sua età e al suo grado di sviluppo.”
Molto bello e lineare.
Sempre che la persona sia libera per definizione, mai condizionata, se non dalla sua propria “natura” (ovviamente “buona”).
Ma se, alla lettera, lasciamo i “concreti preadolescenti romani” liberi di agire, cosa succede?…
In effetti qui non c’è Socrate, che è - a ben vedere - e soprattutto ai livelli più alti e profondi, difficilmente attaccabile.
Qui c’è Rousseau.
Il vero “sgomitolamento” - in effetti - è quello di Rousseau, non quello di Socrate.

3. “…il pericolo di plagiare le menti e tentare clonazioni da regime, sia pure con tecniche sofisticate e apparentemente indolori, incombe dietro l’angolo.”
“le menti dei bambini sono manovrabili come quelle degli adulti, in qualunque luogo della Terra essi vivano. Ma è estremamente pericoloso per la comunità perseguire questa logica di potere.”
Certo, i rischi ci sono, ma siamo sicuri che il nostro “non intervento” non lasci libero campo all’ “intervento” di qualcun altro, diverso da una “natura buona” per definizione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. Non so se ho capito.<br />
La creatività si applica solo alla “tensione privata”?<br />
Ma se è così (se ho capito), non si tratta di una creatività ridotta ai minimi termini, una creatività da hobby, da “tempo libero”, da individuo chiuso nella propria singolarità?</p>
<p>2. “L’unico modo per insegnarla [la creatività] è quello di lasciare agire liberamente una persona in un ambiente adeguato alla sua età e al suo grado di sviluppo.”<br />
Molto bello e lineare.<br />
Sempre che la persona sia libera per definizione, mai condizionata, se non dalla sua propria “natura” (ovviamente “buona”).<br />
Ma se, alla lettera, lasciamo i “concreti preadolescenti romani” liberi di agire, cosa succede?…<br />
In effetti qui non c’è Socrate, che è &#8211; a ben vedere &#8211; e soprattutto ai livelli più alti e profondi, difficilmente attaccabile.<br />
Qui c’è Rousseau.<br />
Il vero “sgomitolamento” &#8211; in effetti &#8211; è quello di Rousseau, non quello di Socrate.</p>
<p>3. “…il pericolo di plagiare le menti e tentare clonazioni da regime, sia pure con tecniche sofisticate e apparentemente indolori, incombe dietro l’angolo.”<br />
“le menti dei bambini sono manovrabili come quelle degli adulti, in qualunque luogo della Terra essi vivano. Ma è estremamente pericoloso per la comunità perseguire questa logica di potere.”<br />
Certo, i rischi ci sono, ma siamo sicuri che il nostro “non intervento” non lasci libero campo all’ “intervento” di qualcun altro, diverso da una “natura buona” per definizione?</p>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/11/in-segnare-2/#comment-17735</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2005 16:26:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah. Io ci ho visto un certo distacco dai commenti, quasi un voler evitare il confronto diretto. 
Ho capito male? Meglio così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah. Io ci ho visto un certo distacco dai commenti, quasi un voler evitare il confronto diretto.<br />
Ho capito male? Meglio così.</p>
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		<title>
		Di: antonio sparzani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/11/in-segnare-2/#comment-17733</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2005 16:06:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scusa, Emma, non ho capito proprio. Era solo un modo per dire che nei commenti al post la questione della modalità socratica era - sanamente, a mio avviso - molto dibattuta, e quindi poteva valer la pena di tornarci. Sinceramente. No?
Antonio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusa, Emma, non ho capito proprio. Era solo un modo per dire che nei commenti al post la questione della modalità socratica era &#8211; sanamente, a mio avviso &#8211; molto dibattuta, e quindi poteva valer la pena di tornarci. Sinceramente. No?<br />
Antonio</p>
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		<title>
		Di: emma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/11/in-segnare-2/#comment-17709</link>

		<dc:creator><![CDATA[emma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2005 12:37:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“…Mi sembra che uno dei fuochi del problema arda - anche nei commenti alla prima razione - attorno all’evocazione di Socrate…”

Questa modalità così *socratica* di trattare i commenti mi induce senz’altro a tacere su questa e su eventuali altre puntate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“…Mi sembra che uno dei fuochi del problema arda &#8211; anche nei commenti alla prima razione &#8211; attorno all’evocazione di Socrate…”</p>
<p>Questa modalità così *socratica* di trattare i commenti mi induce senz’altro a tacere su questa e su eventuali altre puntate.</p>
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