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	Commenti a: Okkio al Canio	</title>
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		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2006 05:19:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh credo che additare come &lt;a href=&quot;http://www.spritz.it/blog/blog.asp?bloggone=Saturass&quot; title=&quot;coglionazzo&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;coglionazzo&lt;/a&gt; una persona solo perche &quot;vera&quot; mi pare stupido. Troppo facile offendere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh credo che additare come <a href="http://www.spritz.it/blog/blog.asp?bloggone=Saturass" title="coglionazzo" rel="nofollow">coglionazzo</a> una persona solo perche &#8220;vera&#8221; mi pare stupido. Troppo facile offendere.</p>
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		Di: nanook		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[nanook]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2006 23:55:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[forse perché raimo se li magna tutti quelli che fanno il suo mestiere, the petunias.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>forse perché raimo se li magna tutti quelli che fanno il suo mestiere, the petunias.</p>
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		Di: nanook		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[nanook]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2006 21:49:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sono rimasto molto colpito da una cosa in particolare che scrivi: il principio di indeterminazione secondo te regola anche la letteratura.  puoi spiegarmi meglio che cosa intendi?  ho trovato questa frase molto azzeccata, sebbene non sia certo di averla capita...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sono rimasto molto colpito da una cosa in particolare che scrivi: il principio di indeterminazione secondo te regola anche la letteratura.  puoi spiegarmi meglio che cosa intendi?  ho trovato questa frase molto azzeccata, sebbene non sia certo di averla capita&#8230;</p>
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		Di: ThePetunias		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/21/okkio-al-canio/#comment-18813</link>

		<dc:creator><![CDATA[ThePetunias]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2005 21:50:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Domanda. Perché Christian Raimo tiene corsi di scrittura?
Nel caso, &quot;Perché la gente ci va&quot; non verrà ritenuta risposta onesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domanda. Perché Christian Raimo tiene corsi di scrittura?<br />
Nel caso, &#8220;Perché la gente ci va&#8221; non verrà ritenuta risposta onesta.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: ennio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/21/okkio-al-canio/#comment-18789</link>

		<dc:creator><![CDATA[ennio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2005 00:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci tengo a segnalare anche qua il mio personale omaggio a Montanari che stimo innanzitutto per il suo fisico e poi per tutte le sue cose fiche. Pertanto: http://ennioveruziis.splinder.com/post/6703737

Ciao,
Ennio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci tengo a segnalare anche qua il mio personale omaggio a Montanari che stimo innanzitutto per il suo fisico e poi per tutte le sue cose fiche. Pertanto: <a href="http://ennioveruziis.splinder.com/post/6703737" rel="nofollow ugc">http://ennioveruziis.splinder.com/post/6703737</a></p>
<p>Ciao,<br />
Ennio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: salvatore ferraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/21/okkio-al-canio/#comment-18751</link>

		<dc:creator><![CDATA[salvatore ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2005 12:40:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e alla fine...Buon Anno a tutti i partecipanti a questo blog

Salvatore Ferraro

P.S.= perdonate l&#039;irruzione non richiesta ( mi sono autoinvitato visto che si parlava anche di me) e il carattere solo blandamente letterario del testo d&#039;auguri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e alla fine&#8230;Buon Anno a tutti i partecipanti a questo blog</p>
<p>Salvatore Ferraro</p>
<p>P.S.= perdonate l&#8217;irruzione non richiesta ( mi sono autoinvitato visto che si parlava anche di me) e il carattere solo blandamente letterario del testo d&#8217;auguri.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Il senso e la sperabile utilità di una discussione (il mio schifo, e l&#8217;animale da guardare)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/21/okkio-al-canio/#comment-18466</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana &#187; Blog Archive &#187; Il senso e la sperabile utilità di una discussione (il mio schifo, e l&#8217;animale da guardare)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 11:21:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] A che cosa serve, si è domandato più d&#8217;uno, una discussione come quella, abbondantissima, che è nata in Nazione indiana attorno all&#8217;articolo di Raul Montanari (pubblicato da Piero Sorrentino) Grazie, Di Canio, è proseguita in calce all&#8217;articolo di Christian Raimo Okkio al Canio, si è parzialmente spostata in vibrisse dopo il mio articolo Della più bell&#8217;acqua, e ora ha ripreso a macinare di nuovo in Nazione indiana con la ripresa, sempre da parte di Sorrentino, di un intervento di Montanari (Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;) già apparso nella discussione in vibrisse? A che cosa serve? [E vedo ora che si aggiunge un altro articolo di Christian Raimo: Natale con i tuoi]. Dico subito: nei vari filoni della discussione ci sono stati interventi futili, provocatori, scemi, osceni, dileggianti, ridicoli: in una parola, interventi inutili. Ce ne sono stati come ce ne sono in ogni discussione - nel web si vedono di più, perché restano lì scritti. Questi interventi programmaticamente, intenzionalmente ed effettivamente inutili non mi interessano (per ora): sono il ronzio, il rumore di fondo. La parte non intenzionalmente inutile della discussione, allora, è riuscita a essere effettivamente utile? Che anche in questa parte della discussione ci siano state alzate di tono, scambi di cordialità non esattamente carinissime, eccetera, vabbè: anche questo succede in tutte le discussioni. Si discute, si litiga, si equivoca, ci si spiega, eccetera. Non può essere che così; e tutto questo non inficia complessivamente l&#8217;utilità della faccenda - se un&#8217;utilità c&#8217;è. A me sembra che la discussione sia stata utile. Per due ragioni: per due risultati positivi raggiunti. 1] Il primo risultato positivo raggiunto è una domanda. L&#8217;ha formulata, nella discussione in vibrisse, Andrea Barbieri. La domanda è: Il mio schifo mi fa assomigliare a loro? Che io sia un fan delle domande, è cosa nota: ma questa mi sembra proprio ben formulata, e utile. Mi viene voglia di parafrasarla, di ampliarla, di dettagliarla: ma ne diminuirei la forza. E così mi butto nella risposta: Sì, il mio schifo mi fa assomigliare a loro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] A che cosa serve, si è domandato più d&#8217;uno, una discussione come quella, abbondantissima, che è nata in Nazione indiana attorno all&#8217;articolo di Raul Montanari (pubblicato da Piero Sorrentino) Grazie, Di Canio, è proseguita in calce all&#8217;articolo di Christian Raimo Okkio al Canio, si è parzialmente spostata in vibrisse dopo il mio articolo Della più bell&#8217;acqua, e ora ha ripreso a macinare di nuovo in Nazione indiana con la ripresa, sempre da parte di Sorrentino, di un intervento di Montanari (Addenda a &#8220;Grazie, Di Canio&#8221;) già apparso nella discussione in vibrisse? A che cosa serve? [E vedo ora che si aggiunge un altro articolo di Christian Raimo: Natale con i tuoi]. Dico subito: nei vari filoni della discussione ci sono stati interventi futili, provocatori, scemi, osceni, dileggianti, ridicoli: in una parola, interventi inutili. Ce ne sono stati come ce ne sono in ogni discussione &#8211; nel web si vedono di più, perché restano lì scritti. Questi interventi programmaticamente, intenzionalmente ed effettivamente inutili non mi interessano (per ora): sono il ronzio, il rumore di fondo. La parte non intenzionalmente inutile della discussione, allora, è riuscita a essere effettivamente utile? Che anche in questa parte della discussione ci siano state alzate di tono, scambi di cordialità non esattamente carinissime, eccetera, vabbè: anche questo succede in tutte le discussioni. Si discute, si litiga, si equivoca, ci si spiega, eccetera. Non può essere che così; e tutto questo non inficia complessivamente l&#8217;utilità della faccenda &#8211; se un&#8217;utilità c&#8217;è. A me sembra che la discussione sia stata utile. Per due ragioni: per due risultati positivi raggiunti. 1] Il primo risultato positivo raggiunto è una domanda. L&#8217;ha formulata, nella discussione in vibrisse, Andrea Barbieri. La domanda è: Il mio schifo mi fa assomigliare a loro? Che io sia un fan delle domande, è cosa nota: ma questa mi sembra proprio ben formulata, e utile. Mi viene voglia di parafrasarla, di ampliarla, di dettagliarla: ma ne diminuirei la forza. E così mi butto nella risposta: Sì, il mio schifo mi fa assomigliare a loro. [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: silverback		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/21/okkio-al-canio/#comment-18459</link>

		<dc:creator><![CDATA[silverback]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 10:27:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Emerge prepotente lo scazzo sempiterno e deficiente tra romalazziali e comunifasci, che non dico che sono uguali - ci mancherebbe - ma quasi uguali sì, perché la scemenza ovunque la trovi fa sempre lo stesso effetto, acido invece che comico: aggiungo che al di là del caso Di Canio che sembra una stronzatina - e infatti tutti qui a dire non-ne-vale-la-pena per un coglionazzo che è puve calciatove, dunque per antonomasia un deficiente, e è puve bovgataro e coattone, dunque lo stesso – emerge anche qui prepotente il percepire di classe a riprova che uno dice-dice, ma poi, sotto-sotto e strucca-strucca, il suo modo di vedere il mondo e di vedersi come ben distinto da fascisti e da coatti (e da fascio-coatti-schifosi) – invece che vedersi come uno che per caso, cioè per nascita, formazione, avventura, destino (privilegio?), non è fascio-coatto, ma è stato invece inseminato con il meme “opposto” della tolleranza e della democrazia tanto che l’alzata di braccio lui la trova oscena, mentre ormai, occorre dirlo e lo dico, NON SIGNIFICA PIU’ NULLA, o meglio significa qualcosa solo per coloro la cui mente, come la mia, proviene da mondi precedenti e alieni, situati storicamente a ridosso delle traggedie novecentesche e del reggime fascistico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Emerge prepotente lo scazzo sempiterno e deficiente tra romalazziali e comunifasci, che non dico che sono uguali &#8211; ci mancherebbe &#8211; ma quasi uguali sì, perché la scemenza ovunque la trovi fa sempre lo stesso effetto, acido invece che comico: aggiungo che al di là del caso Di Canio che sembra una stronzatina &#8211; e infatti tutti qui a dire non-ne-vale-la-pena per un coglionazzo che è puve calciatove, dunque per antonomasia un deficiente, e è puve bovgataro e coattone, dunque lo stesso – emerge anche qui prepotente il percepire di classe a riprova che uno dice-dice, ma poi, sotto-sotto e strucca-strucca, il suo modo di vedere il mondo e di vedersi come ben distinto da fascisti e da coatti (e da fascio-coatti-schifosi) – invece che vedersi come uno che per caso, cioè per nascita, formazione, avventura, destino (privilegio?), non è fascio-coatto, ma è stato invece inseminato con il meme “opposto” della tolleranza e della democrazia tanto che l’alzata di braccio lui la trova oscena, mentre ormai, occorre dirlo e lo dico, NON SIGNIFICA PIU’ NULLA, o meglio significa qualcosa solo per coloro la cui mente, come la mia, proviene da mondi precedenti e alieni, situati storicamente a ridosso delle traggedie novecentesche e del reggime fascistico.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: livio borriello		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/21/okkio-al-canio/#comment-18456</link>

		<dc:creator><![CDATA[livio borriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 10:17:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@matteo
rimando agli &quot;addenda&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@matteo<br />
rimando agli &#8220;addenda&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: matteo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2005/12/21/okkio-al-canio/#comment-18444</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 01:05:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ livio borriello:
a me sembra invece che il mio primo intervento peccasse un po&#039; di qualunquismo. Nel corso del dibattito la mia opinione è mutata. Nel secondo intervento che ho fatto non intendevo dire che il discorso di Raimo non aveva senso, ma che mancava il bersaglio, anzi, lo cambiava. Cambiare il bersaglio del proprio discorso, inventare o fraintendere i presupposti da cui partono le proprie riflessioni, mi pare un&#039;abitudine che consapevolmente o inconsapevolmente, cioè con un fine strategico o soltanto per errore, appartiene non solo a dibattiti molto &quot;easy&quot; come questo, ma in generale al giornalismo, alla politica, alla televisione degli ultimi anni. Quel che dico è che in fin dei conti Raul Montanari diceva cose importanti e intelligenti, col tono leggero che hanno i grandi narratori, e con lo stesso grande acume grazie al quale le cose si possono chiamare con il loro nome senza che la profondità dell&#039;analisi e del giudizio ne sia intaccata. E dico che la discussione che ne è scaturita, a partire dal pezzo di Christian Raimo, non solo non è stata all&#039;altezza di quella scrittura snella e tagliente, ma non è stata all&#039;altezza del problema. Non è stata al centro del problema. Per questo credo che tutta l&#039;ironia (non capìta) della prima risposta di Raul Montanari a Christian Raimo non solo sia stata leggittima, sebbene poco simpatica, ma anche sacrosanta, perché ha messo alla luce il vezzo di un letterato da quattro soldi che rivelava il suo scarso valore non attraverso la qualità delle cose dette, sempre necessariamente alta, anche troppo alta, ma attraverso un impeccabile senso dell&#039;inopportunità.
Se quindi ho preso in giro i primi accenni della polemica con il mio primo intervento, nel secondo, in seguito alla piega che la polemica ha poi sciaguratamente preso, ho ritenuto che non solo Montanari avesse ragione, ma che quasi tutti gli interventi successivi avessero dimostrato una sola cosa, cioè di non tenere affatto a una discussione costruita sul cuore di un problema, o sul cuore di un testo (quello di Montanari) e di tenere invece molto di più a una banalizzazione del dibattito, in modo da poter liberare gli ego da commentatori in maniera meno costretta. 
Molto deludente e cieco, se posso essere sincero, anche l&#039;intervento di Giulio Mozzi su Vibrisse.
A presto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ livio borriello:<br />
a me sembra invece che il mio primo intervento peccasse un po&#8217; di qualunquismo. Nel corso del dibattito la mia opinione è mutata. Nel secondo intervento che ho fatto non intendevo dire che il discorso di Raimo non aveva senso, ma che mancava il bersaglio, anzi, lo cambiava. Cambiare il bersaglio del proprio discorso, inventare o fraintendere i presupposti da cui partono le proprie riflessioni, mi pare un&#8217;abitudine che consapevolmente o inconsapevolmente, cioè con un fine strategico o soltanto per errore, appartiene non solo a dibattiti molto &#8220;easy&#8221; come questo, ma in generale al giornalismo, alla politica, alla televisione degli ultimi anni. Quel che dico è che in fin dei conti Raul Montanari diceva cose importanti e intelligenti, col tono leggero che hanno i grandi narratori, e con lo stesso grande acume grazie al quale le cose si possono chiamare con il loro nome senza che la profondità dell&#8217;analisi e del giudizio ne sia intaccata. E dico che la discussione che ne è scaturita, a partire dal pezzo di Christian Raimo, non solo non è stata all&#8217;altezza di quella scrittura snella e tagliente, ma non è stata all&#8217;altezza del problema. Non è stata al centro del problema. Per questo credo che tutta l&#8217;ironia (non capìta) della prima risposta di Raul Montanari a Christian Raimo non solo sia stata leggittima, sebbene poco simpatica, ma anche sacrosanta, perché ha messo alla luce il vezzo di un letterato da quattro soldi che rivelava il suo scarso valore non attraverso la qualità delle cose dette, sempre necessariamente alta, anche troppo alta, ma attraverso un impeccabile senso dell&#8217;inopportunità.<br />
Se quindi ho preso in giro i primi accenni della polemica con il mio primo intervento, nel secondo, in seguito alla piega che la polemica ha poi sciaguratamente preso, ho ritenuto che non solo Montanari avesse ragione, ma che quasi tutti gli interventi successivi avessero dimostrato una sola cosa, cioè di non tenere affatto a una discussione costruita sul cuore di un problema, o sul cuore di un testo (quello di Montanari) e di tenere invece molto di più a una banalizzazione del dibattito, in modo da poter liberare gli ego da commentatori in maniera meno costretta.<br />
Molto deludente e cieco, se posso essere sincero, anche l&#8217;intervento di Giulio Mozzi su Vibrisse.<br />
A presto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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