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	Commenti a: Lago Negro	</title>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 14:54:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tashtego sei buffo:-).
Uno può criticare i vizi dei &quot;critici&quot; della propria epoca che hanno la mania di ingrandire, di usare iperboli, di urlare sempre al capolavoro e poi magari scrivere una recensione che non necessariamente debba essere un capolavoro ;-)
Ognuno può fare solo quello che può.
Io posso scrivere una critica negativa su uno scrittore ma non è detto che se io mi metto a scrivere un romanzo lo possa scrivere, non dico meglio, ma neppure come lui. Come se critico la cucina in un ristorante non è detto che se io mi metto dietro i loro fornelli possa fare di meglio;-) o se critico un medico che mi ha curata male possa sostituirmi a lui ecc.
Insomma  critcare se non lo si fa per livore e per partito preso è arte nobile e salutare. Bubare per vizio lo è un po&#039; meno ;-).
La recensione in questione a me è piaciuta, mi sembra più che corretta ... sarà perchè il libro che viene recensito è un buon libro e ... diciamocelo una volta per tutte, alla fin fine, quello che conta è il libro che si recensisce non la recensione di per sè;-).
Un bravo e abile recensore che ti recensisce un pessimo libro alla fine ti innervosisce, ti incattivisce. Il disgusto per il capolavorismo è venuto non perchè i recensori non fossero bravi e neppure perchè usassero troppo la parola capolavoro, ma perchè dopo aver letto due o tre di quei &quot;capolavori&quot; si rischiava di diventare inferociti;-), se fossero stati anche lontanamente buoni libri, probabilmente nessuno si sarebbe incazzato.
Secondo me questo, può piacere o meno, ma è un buon libro, con una forza strana, una disperazione vitale, una rabbia insolita, insomma io ho sentito qualcosa dentro quel libro, anche se non è che sia proprio il mio genere, anzi.
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tashtego sei buffo:-).<br />
Uno può criticare i vizi dei &#8220;critici&#8221; della propria epoca che hanno la mania di ingrandire, di usare iperboli, di urlare sempre al capolavoro e poi magari scrivere una recensione che non necessariamente debba essere un capolavoro ;-)<br />
Ognuno può fare solo quello che può.<br />
Io posso scrivere una critica negativa su uno scrittore ma non è detto che se io mi metto a scrivere un romanzo lo possa scrivere, non dico meglio, ma neppure come lui. Come se critico la cucina in un ristorante non è detto che se io mi metto dietro i loro fornelli possa fare di meglio;-) o se critico un medico che mi ha curata male possa sostituirmi a lui ecc.<br />
Insomma  critcare se non lo si fa per livore e per partito preso è arte nobile e salutare. Bubare per vizio lo è un po&#8217; meno ;-).<br />
La recensione in questione a me è piaciuta, mi sembra più che corretta &#8230; sarà perchè il libro che viene recensito è un buon libro e &#8230; diciamocelo una volta per tutte, alla fin fine, quello che conta è il libro che si recensisce non la recensione di per sè;-).<br />
Un bravo e abile recensore che ti recensisce un pessimo libro alla fine ti innervosisce, ti incattivisce. Il disgusto per il capolavorismo è venuto non perchè i recensori non fossero bravi e neppure perchè usassero troppo la parola capolavoro, ma perchè dopo aver letto due o tre di quei &#8220;capolavori&#8221; si rischiava di diventare inferociti;-), se fossero stati anche lontanamente buoni libri, probabilmente nessuno si sarebbe incazzato.<br />
Secondo me questo, può piacere o meno, ma è un buon libro, con una forza strana, una disperazione vitale, una rabbia insolita, insomma io ho sentito qualcosa dentro quel libro, anche se non è che sia proprio il mio genere, anzi.<br />
geo</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: lagonero@tiscali.it		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/01/20/lago-negro/#comment-20763</link>

		<dc:creator><![CDATA[lagonero@tiscali.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 11:59:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[graziano. non pensarci. tashtego è sempre più attento a scrivere  che non a leggere. la tua recensione non è affatto male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>graziano. non pensarci. tashtego è sempre più attento a scrivere  che non a leggere. la tua recensione non è affatto male.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Graziano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/01/20/lago-negro/#comment-20748</link>

		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 09:34:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah, capito... Io critico i critici e però scrivo una brutta critica. Detta così, non hai tutti i torti.
Però, mi sembra comunque che la tua sia una generalizzazione.
Io critico di &quot;alcuni&quot; critici &quot;alcune&quot; critiche: quelle in cui si grida troppo facilmente e frequentemente al capolavoro. Ciò non toglie che siano critiche scritte bene, con le parole giuste al posto giusto, azzeccate nei concetti, non banali eccetera.
Poi, mettiamo, scrivo un pezzo con alcune &quot;banalità&quot; su un libro molto bello e interessante, dicendo che &quot;sussurrare&quot; di un libro che è bello in mezzo a una folla che &quot;grida&quot; ai capolavori, rischia di far passare questo libro - e tanti libri come questo - sotto silenzio.
Se generalizzi, sono d&#039;accordo che sembro alquanto incoerente. Ma altrimenti, scusami, ma mi sembra di no.
E poi, giusto per il gusto di aggiungere, guarda che la mia non voleva essere una recensione &quot;professionale&quot;, una scheda critica con nome e cognome, curriculum, trama e vattelappesca, come le scrivono tanti giornalisti e critici copiando dalle quarte di copertina.
Io volevo analizzare alcuni elementi del testo - omettendo ellitticamente (e volutamente, te l&#039;assicuro) gli altri - sottolineando: 1) l&#039;organicità del libro (il legame dei racconti tra loro, quasi a formare un romanzo); 2) la lingua &quot;bassa&quot;, &quot;popolare&quot;, coerente coi contenuti e la visione d&#039;insieme dell&#039;autore; 3) la tendenza dell&#039;autore a trattare temi alti, tragici, con un tocco lieve e una lingua al limite del parlato, non letteraria. Questi tre punti, per chi ha letto Di Consoli, mi sembra siano forti ed evidenti, e volevo che funzionassero da idee-guida per chi voglia addentrarsi nella lettura del suo libro. 
Poi, se nel trattare temi come il senso di spaesamento esistenziale dell&#039;uomo moderno o la vecchia questione della prosa-poetica o poesia-in-prosa o altri temi annosi, uso qualche termine come &quot;male di vivere&quot; o &quot;poesia sciolta nella prosa&quot;, be&#039;, dai, non te la prendere tanto. 
Tutto qui. Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, capito&#8230; Io critico i critici e però scrivo una brutta critica. Detta così, non hai tutti i torti.<br />
Però, mi sembra comunque che la tua sia una generalizzazione.<br />
Io critico di &#8220;alcuni&#8221; critici &#8220;alcune&#8221; critiche: quelle in cui si grida troppo facilmente e frequentemente al capolavoro. Ciò non toglie che siano critiche scritte bene, con le parole giuste al posto giusto, azzeccate nei concetti, non banali eccetera.<br />
Poi, mettiamo, scrivo un pezzo con alcune &#8220;banalità&#8221; su un libro molto bello e interessante, dicendo che &#8220;sussurrare&#8221; di un libro che è bello in mezzo a una folla che &#8220;grida&#8221; ai capolavori, rischia di far passare questo libro &#8211; e tanti libri come questo &#8211; sotto silenzio.<br />
Se generalizzi, sono d&#8217;accordo che sembro alquanto incoerente. Ma altrimenti, scusami, ma mi sembra di no.<br />
E poi, giusto per il gusto di aggiungere, guarda che la mia non voleva essere una recensione &#8220;professionale&#8221;, una scheda critica con nome e cognome, curriculum, trama e vattelappesca, come le scrivono tanti giornalisti e critici copiando dalle quarte di copertina.<br />
Io volevo analizzare alcuni elementi del testo &#8211; omettendo ellitticamente (e volutamente, te l&#8217;assicuro) gli altri &#8211; sottolineando: 1) l&#8217;organicità del libro (il legame dei racconti tra loro, quasi a formare un romanzo); 2) la lingua &#8220;bassa&#8221;, &#8220;popolare&#8221;, coerente coi contenuti e la visione d&#8217;insieme dell&#8217;autore; 3) la tendenza dell&#8217;autore a trattare temi alti, tragici, con un tocco lieve e una lingua al limite del parlato, non letteraria. Questi tre punti, per chi ha letto Di Consoli, mi sembra siano forti ed evidenti, e volevo che funzionassero da idee-guida per chi voglia addentrarsi nella lettura del suo libro.<br />
Poi, se nel trattare temi come il senso di spaesamento esistenziale dell&#8217;uomo moderno o la vecchia questione della prosa-poetica o poesia-in-prosa o altri temi annosi, uso qualche termine come &#8220;male di vivere&#8221; o &#8220;poesia sciolta nella prosa&#8221;, be&#8217;, dai, non te la prendere tanto.<br />
Tutto qui. Ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/01/20/lago-negro/#comment-20746</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 09:04:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scusami graziano.
ti rileggo con attenzione e ti commento, appena posso.
qui in NI l&#039;incoerenza starebbe nell&#039;avercela coi critisci e però scrivendo cattive critiche.
però magari mi sbaglio.
insomma ieri sono stato un po&#039; sbrigativo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusami graziano.<br />
ti rileggo con attenzione e ti commento, appena posso.<br />
qui in NI l&#8217;incoerenza starebbe nell&#8217;avercela coi critisci e però scrivendo cattive critiche.<br />
però magari mi sbaglio.<br />
insomma ieri sono stato un po&#8217; sbrigativo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Graziano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/01/20/lago-negro/#comment-20723</link>

		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2006 22:43:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Tashtego,

senza entrare più di tanto nel merito, mi farebbe molto piacere sapere, parlo sinceramente, in cosa consiste esattamente la mia incoerenza.
Mettiamo che io abbia scritto una sfilza di &quot;banalità&quot; come tu dici - e guarda che sono tentato di darti ragione: il male di vivere, i giovani meridionali, la critica alla critica, la generazione che trova voce in un libro eccetera, cose in parte ovvie, d&#039;accordo - perchè sarei incoerente?
Se avessi detto che molti critici sono &quot;banali&quot; e poi avessi scritto, come mettiamo che io abbia scritto, delle &quot;banalità&quot;, allora di certo sarei stato incoerente.
Se invece, scrivendo che certi critici gridano troppo facilmente e troppo spesso al capolavoro, avessi scritto di Lagro negro che è un capolavoro o che è &quot;il più bel libro degli ultimi cinquant&#039;anni&quot;, allora anche sarei stato in parte incoerente.
Mi sembra, invece, di aver criticato certi critici - non tutti, non molti, non la critica tout court, ma &quot;certi&quot; critici - per &quot;certe&quot; (non tutte) recensioni &quot;capolavoriste&quot; e,contemporaneamente, di aver detto di un libro - magari con una serie di &quot;banalità&quot; - che è un &quot;piccolo&quot; gioiello, &quot;piccolo&quot; appunto, senza gridare al capolavoro: mi sembra, in fondo, di non aver mancato di coerenza come tu mi accusi.
Ma tant&#039;è. Il libro è bello (mi pare che nei commenti di Lipperatura lo segnalasse con toni elogiativi anche Scarpa-Cerasuolo, ma potrei ricordarmi male), scritto bene, interessante (come vedi, non indulgo in elogi eccessivi e iperobolici) e mi dispiacerebbe davvero se ti avessi dissuaso dal leggerlo. :-)
G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tashtego,</p>
<p>senza entrare più di tanto nel merito, mi farebbe molto piacere sapere, parlo sinceramente, in cosa consiste esattamente la mia incoerenza.<br />
Mettiamo che io abbia scritto una sfilza di &#8220;banalità&#8221; come tu dici &#8211; e guarda che sono tentato di darti ragione: il male di vivere, i giovani meridionali, la critica alla critica, la generazione che trova voce in un libro eccetera, cose in parte ovvie, d&#8217;accordo &#8211; perchè sarei incoerente?<br />
Se avessi detto che molti critici sono &#8220;banali&#8221; e poi avessi scritto, come mettiamo che io abbia scritto, delle &#8220;banalità&#8221;, allora di certo sarei stato incoerente.<br />
Se invece, scrivendo che certi critici gridano troppo facilmente e troppo spesso al capolavoro, avessi scritto di Lagro negro che è un capolavoro o che è &#8220;il più bel libro degli ultimi cinquant&#8217;anni&#8221;, allora anche sarei stato in parte incoerente.<br />
Mi sembra, invece, di aver criticato certi critici &#8211; non tutti, non molti, non la critica tout court, ma &#8220;certi&#8221; critici &#8211; per &#8220;certe&#8221; (non tutte) recensioni &#8220;capolavoriste&#8221; e,contemporaneamente, di aver detto di un libro &#8211; magari con una serie di &#8220;banalità&#8221; &#8211; che è un &#8220;piccolo&#8221; gioiello, &#8220;piccolo&#8221; appunto, senza gridare al capolavoro: mi sembra, in fondo, di non aver mancato di coerenza come tu mi accusi.<br />
Ma tant&#8217;è. Il libro è bello (mi pare che nei commenti di Lipperatura lo segnalasse con toni elogiativi anche Scarpa-Cerasuolo, ma potrei ricordarmi male), scritto bene, interessante (come vedi, non indulgo in elogi eccessivi e iperobolici) e mi dispiacerebbe davvero se ti avessi dissuaso dal leggerlo. :-)<br />
G.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Miku		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/01/20/lago-negro/#comment-20693</link>

		<dc:creator><![CDATA[Miku]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2006 12:38:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un &quot;male di vivere&quot; è incastonato nel primo racconto della raccolta: much ado...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un &#8220;male di vivere&#8221; è incastonato nel primo racconto della raccolta: much ado&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco Candida		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/01/20/lago-negro/#comment-20687</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Candida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2006 10:16:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao, Roberto, sbaglio o questo pezzo assomiglia a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2005/12/05/libri-che-viaggiano-in-seconda/&quot;&gt;libri che viaggiano in seconda&lt;/a&gt; scritto da me e messo qui su nazione indiana da Franz Krauspenhaar? :-) Mi sa proprio di sì, e la cosa mi fa piacere, naturalmente. :-) Ciao!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, Roberto, sbaglio o questo pezzo assomiglia a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2005/12/05/libri-che-viaggiano-in-seconda/">libri che viaggiano in seconda</a> scritto da me e messo qui su nazione indiana da Franz Krauspenhaar? :-) Mi sa proprio di sì, e la cosa mi fa piacere, naturalmente. :-) Ciao!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/01/20/lago-negro/#comment-20685</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2006 08:55:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[effettivamente sembro - e sono - un rompi-coglioni.
&quot;male di vivere&quot; è solo una delle banalità contenute nella recensione.
non dico che il libro sia brutto perché non ne so nulla.
e tuttavia, dopo aver letto le banalità contenute in questo pezzo, ne diffido.
QUI non si può parlare di un libro in *questo* modo e poi dare addosso ai critisci, come spesso si fa.
c&#039;è una categoria dell&#039;agire umano che si chiama coerenza.
per dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>effettivamente sembro &#8211; e sono &#8211; un rompi-coglioni.<br />
&#8220;male di vivere&#8221; è solo una delle banalità contenute nella recensione.<br />
non dico che il libro sia brutto perché non ne so nulla.<br />
e tuttavia, dopo aver letto le banalità contenute in questo pezzo, ne diffido.<br />
QUI non si può parlare di un libro in *questo* modo e poi dare addosso ai critisci, come spesso si fa.<br />
c&#8217;è una categoria dell&#8217;agire umano che si chiama coerenza.<br />
per dire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gabriella fuschini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/01/20/lago-negro/#comment-20657</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriella fuschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 13:40:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eddài Tash, sei tremendo: non ne lasci scappare una... la recensione assolve il suo compito e cioè incuriosire sul libro. Preferivi disagio esistenziale, malessere sociale, inquietudine? :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eddài Tash, sei tremendo: non ne lasci scappare una&#8230; la recensione assolve il suo compito e cioè incuriosire sul libro. Preferivi disagio esistenziale, malessere sociale, inquietudine? :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/01/20/lago-negro/#comment-20634</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2006 06:16:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=1649#comment-20634</guid>

					<description><![CDATA[mi piasce la formulazione &quot;il male di vivere&quot; perché è originale, vera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi piasce la formulazione &#8220;il male di vivere&#8221; perché è originale, vera.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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