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	Commenti a: Niente più culto dei morti nell&#8217;Italia del Novecento	</title>
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		<title>
		Di: jurij		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jurij]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 16:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[credo di essere stato frainteso. lo studente, secondo me, confonde l&#039;oggetto della discussione. il problema della veridicità degli accadimenti narrati è diverso dal commentare la vita privata di qualcuno. io commento il racconto, non lo/gli scrittore/i. e onestamente sapere (e io lo so davvero se lagioia si fa, si è fatto o mai si farà le pere o no) quanto sia &quot;vero&quot; un fatto narrato non muta la sostanza. senza tirare in ballo eco, il ruolo dell&#039;intellettuale e compagnia cantando, a me interessa quello che è scritto e come è scritto: per emozioni per stile per situazioni raccontate. scusate ma di che cazzo altro dovremmo parlare? se hanno avvistato lo scrittore nei pressi di termini a cercarsi una dose, se si è scopato o meno la scrittrice/amica/sorella/cugina/attricetta di turno? ci interessa sapere se è stato fotgrafato a pippare coca in qualche locale notturno, se gli è stato diagnosticato un tumore alla prostata? onestamente di queste cose mi piace parlare in altre situazioni. se su un blog viene messo un racconto io commento il racconto, senza nessuna concezione o dimensione estetizzante. scusate ma voi che cosa rispondete se vi chiedono &quot;com&#039;è quel racconto&quot;? io personalmente dico innanzitutto se per me è bello o brutto. poi posso sciorinare tutta la saccenteria psuedointellettuale che possiedo, fare dei distinguo, criticare in maniera più o meno costruttiva, ma tutto deriva dal fatto che il racconto mi sia piaciuto o meno. se &quot;una cosa non vera può parlare del vero e far capire la realtà&quot;, credo che andare a contare i buchi sul braccio di qualcuno non serva come dibattito culturale. prendiamo il caso (tra l&#039;altro secondo me affascinante e in pieno zeitgeist) di jt leroy. una bufala, il povero ragazzino prostituto non esiste. credete che cambi qualcosa in quello che è stato scritto dalla furba signora che si nascondeva sotto il nick terminator? per chi sprofondava nella lettura per come erano state (de)scritte quelle scene, per chi si è emozionato, per chi ritiene che queilli siano dei buoni libri, credete che cambi qualcosa adesso che la verità è venuta a galla? dopo la giornata di rosicamento per esserci caduto (ma le vittime a quanto pare sono anche illustri, cooper, waits, bono, corgan ecc.), credete che il lettore che amava la scrittura di jt leroy ora non la ami più? credo che quando raimo ha messo on line il racconto si aspettasse giudizi sulla scrittura e non i piagnistei di qualcuno, lo scandalizzarsi di qualcun altro, il gossip di bassa lega di qualche altro ancora. penso che la forza del racconto non cambi se veniamo a sapere che invece lagioia non sia affatto il tossicomane descritto, ma uno scrittore e un professionista con un senso del dovere, una regolarità nel proprio lavoro, uno che fa vita sana e  volontariato due volte a settimana. ma se volete parlare di questo, basta seguire il maurizio costanzo show...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>credo di essere stato frainteso. lo studente, secondo me, confonde l&#8217;oggetto della discussione. il problema della veridicità degli accadimenti narrati è diverso dal commentare la vita privata di qualcuno. io commento il racconto, non lo/gli scrittore/i. e onestamente sapere (e io lo so davvero se lagioia si fa, si è fatto o mai si farà le pere o no) quanto sia &#8220;vero&#8221; un fatto narrato non muta la sostanza. senza tirare in ballo eco, il ruolo dell&#8217;intellettuale e compagnia cantando, a me interessa quello che è scritto e come è scritto: per emozioni per stile per situazioni raccontate. scusate ma di che cazzo altro dovremmo parlare? se hanno avvistato lo scrittore nei pressi di termini a cercarsi una dose, se si è scopato o meno la scrittrice/amica/sorella/cugina/attricetta di turno? ci interessa sapere se è stato fotgrafato a pippare coca in qualche locale notturno, se gli è stato diagnosticato un tumore alla prostata? onestamente di queste cose mi piace parlare in altre situazioni. se su un blog viene messo un racconto io commento il racconto, senza nessuna concezione o dimensione estetizzante. scusate ma voi che cosa rispondete se vi chiedono &#8220;com&#8217;è quel racconto&#8221;? io personalmente dico innanzitutto se per me è bello o brutto. poi posso sciorinare tutta la saccenteria psuedointellettuale che possiedo, fare dei distinguo, criticare in maniera più o meno costruttiva, ma tutto deriva dal fatto che il racconto mi sia piaciuto o meno. se &#8220;una cosa non vera può parlare del vero e far capire la realtà&#8221;, credo che andare a contare i buchi sul braccio di qualcuno non serva come dibattito culturale. prendiamo il caso (tra l&#8217;altro secondo me affascinante e in pieno zeitgeist) di jt leroy. una bufala, il povero ragazzino prostituto non esiste. credete che cambi qualcosa in quello che è stato scritto dalla furba signora che si nascondeva sotto il nick terminator? per chi sprofondava nella lettura per come erano state (de)scritte quelle scene, per chi si è emozionato, per chi ritiene che queilli siano dei buoni libri, credete che cambi qualcosa adesso che la verità è venuta a galla? dopo la giornata di rosicamento per esserci caduto (ma le vittime a quanto pare sono anche illustri, cooper, waits, bono, corgan ecc.), credete che il lettore che amava la scrittura di jt leroy ora non la ami più? credo che quando raimo ha messo on line il racconto si aspettasse giudizi sulla scrittura e non i piagnistei di qualcuno, lo scandalizzarsi di qualcun altro, il gossip di bassa lega di qualche altro ancora. penso che la forza del racconto non cambi se veniamo a sapere che invece lagioia non sia affatto il tossicomane descritto, ma uno scrittore e un professionista con un senso del dovere, una regolarità nel proprio lavoro, uno che fa vita sana e  volontariato due volte a settimana. ma se volete parlare di questo, basta seguire il maurizio costanzo show&#8230;</p>
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		<title>
		Di: A student.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A student.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2006 02:30:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che qualcuno stabilisca di cosa è opportuno parlare o tacere quando si commenta un fatto della cultura, quale può essere un racconto, mi sembra davvero una soperchieria. Mi ricorda l&#039;Umberto Eco degli anni novanta con la sua visione un po&#039; accademica e burocratica della funzione dell&#039;intellettuale nella società. Si può parlare tranquillamente della forma, del contenuto e della veridicità o meno di ciò che è scritto. Il dibattito su quanto un prodotto letterario sia &quot;poesia&quot; o &quot;non-poesia&quot; mi sembra che sia una &quot;croce&quot; che ci siamo scrollati di dosso parecchio tempo fa. Non possiamo ridurre la nostra analisi, se proprio la vogliamo fare, a una mera dimensione estetizzante (racconto bello o racconto brutto).
Il dibattito invece sulla &quot;fiction non-fiction&quot; o sulla distinzione fra &quot;memoirs&quot; e &quot;fiction&quot; è molto americano. Attualmente negli Stati Uniti la gente si scandalizza se viene a sapere che un romanzo apparentemente &quot;vero&quot; (un &quot;memoir&quot;) poi alla fine si rivela &quot;fiction&quot;. Pare cioè che lì si preferisca il &quot;memoir&quot; e non la &quot;fiction&quot;. Da noi la situazione è più fluida e forse anche opposta.
Come è stato detto, anche una cosa non vera può parlare del vero e far capire la realtà. Mentre il cosiddetto vero spesso è ideologia, cioè falsa coscienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che qualcuno stabilisca di cosa è opportuno parlare o tacere quando si commenta un fatto della cultura, quale può essere un racconto, mi sembra davvero una soperchieria. Mi ricorda l&#8217;Umberto Eco degli anni novanta con la sua visione un po&#8217; accademica e burocratica della funzione dell&#8217;intellettuale nella società. Si può parlare tranquillamente della forma, del contenuto e della veridicità o meno di ciò che è scritto. Il dibattito su quanto un prodotto letterario sia &#8220;poesia&#8221; o &#8220;non-poesia&#8221; mi sembra che sia una &#8220;croce&#8221; che ci siamo scrollati di dosso parecchio tempo fa. Non possiamo ridurre la nostra analisi, se proprio la vogliamo fare, a una mera dimensione estetizzante (racconto bello o racconto brutto).<br />
Il dibattito invece sulla &#8220;fiction non-fiction&#8221; o sulla distinzione fra &#8220;memoirs&#8221; e &#8220;fiction&#8221; è molto americano. Attualmente negli Stati Uniti la gente si scandalizza se viene a sapere che un romanzo apparentemente &#8220;vero&#8221; (un &#8220;memoir&#8221;) poi alla fine si rivela &#8220;fiction&#8221;. Pare cioè che lì si preferisca il &#8220;memoir&#8221; e non la &#8220;fiction&#8221;. Da noi la situazione è più fluida e forse anche opposta.<br />
Come è stato detto, anche una cosa non vera può parlare del vero e far capire la realtà. Mentre il cosiddetto vero spesso è ideologia, cioè falsa coscienza.</p>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/11/niente-piu-culto-dei-morti-nellitalia-del-novecento/#comment-22738</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2006 07:51:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, qualche parola di verità un testo la deve indicare, altrimenti a che serve? Capisco che si apre un discorso un po&#039; incerto in cui tocca distinguere tra realtà e verità, ma l&#039;incertezza a mio parere si risolve facilmente con un esempio: in &quot;Guernica&quot; Picasso dipinge una scena irreale ma dice delle cose vere sulla drammaticità di un bombardamento. Oppure Mattatoio numero cinque è un libro pieno di finzioni ma drammaticamente vero.
Usando questo criterio però, mi pare che questo racconto non sia certo straordinario, e forse Simone corre un po&#039; troppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, qualche parola di verità un testo la deve indicare, altrimenti a che serve? Capisco che si apre un discorso un po&#8217; incerto in cui tocca distinguere tra realtà e verità, ma l&#8217;incertezza a mio parere si risolve facilmente con un esempio: in &#8220;Guernica&#8221; Picasso dipinge una scena irreale ma dice delle cose vere sulla drammaticità di un bombardamento. Oppure Mattatoio numero cinque è un libro pieno di finzioni ma drammaticamente vero.<br />
Usando questo criterio però, mi pare che questo racconto non sia certo straordinario, e forse Simone corre un po&#8217; troppo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jurij		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/11/niente-piu-culto-dei-morti-nellitalia-del-novecento/#comment-22704</link>

		<dc:creator><![CDATA[jurij]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2006 15:27:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[al di là dei giochi, sono perfettamente d&#039;accordo con simone. sembra quasi che si stia scendendo al livello dei commenti sui libri di melissa p.: li hai fatti veramente sti pompini o no? io credo che i commenti dovrebbero riguardare solo la scrittura, mi pare che questo blog si ponga questo obiettivo, no? credo che dovremmo parlare solo del fatto che questo sia o non sia un bel racconto, e che lagioia si faccia le pere o no, sono solo cazzi suoi! vero finto romanzato a noi non deve interessare.

&quot;Heroin, be the death of me
Heroin, it’s my wife and it’s my life
Because a mainer to my vein
Leads to a center in my head
And then I’m better off than dead&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>al di là dei giochi, sono perfettamente d&#8217;accordo con simone. sembra quasi che si stia scendendo al livello dei commenti sui libri di melissa p.: li hai fatti veramente sti pompini o no? io credo che i commenti dovrebbero riguardare solo la scrittura, mi pare che questo blog si ponga questo obiettivo, no? credo che dovremmo parlare solo del fatto che questo sia o non sia un bel racconto, e che lagioia si faccia le pere o no, sono solo cazzi suoi! vero finto romanzato a noi non deve interessare.</p>
<p>&#8220;Heroin, be the death of me<br />
Heroin, it’s my wife and it’s my life<br />
Because a mainer to my vein<br />
Leads to a center in my head<br />
And then I’m better off than dead&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: simone		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/11/niente-piu-culto-dei-morti-nellitalia-del-novecento/#comment-22698</link>

		<dc:creator><![CDATA[simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2006 13:46:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Raimo, sarà la seconda o terza cosa che leggo di te su questo sito e ogni volta i commenti sembrano servire soltanto a rimuginare sul grado di veridicità di ogni singola parola, invece di commentare appunto lo scritto, il racconto o quello che è..
Ma non vi cascano le braccia di fronte a tanta stupidità?
Complimenti per tutto..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raimo, sarà la seconda o terza cosa che leggo di te su questo sito e ogni volta i commenti sembrano servire soltanto a rimuginare sul grado di veridicità di ogni singola parola, invece di commentare appunto lo scritto, il racconto o quello che è..<br />
Ma non vi cascano le braccia di fronte a tanta stupidità?<br />
Complimenti per tutto..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jurij		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/11/niente-piu-culto-dei-morti-nellitalia-del-novecento/#comment-22616</link>

		<dc:creator><![CDATA[jurij]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 16:55:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[nico, ti sei iniziato a fare e non mi hai detto niente? mi havevi giurato che sarei stato anch&#039;io della partita...
stronzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nico, ti sei iniziato a fare e non mi hai detto niente? mi havevi giurato che sarei stato anch&#8217;io della partita&#8230;<br />
stronzo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/11/niente-piu-culto-dei-morti-nellitalia-del-novecento/#comment-22569</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 12:07:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qualche giorno fa a radiotré ha telefonato una signora carinissima che diceva di aver nascosto il libro Giardino di cemento al figlio. Diceva che quasi sicuramente il figlio non l&#039;aveva letto, ed era meglio così. Poi ha detto che il figlio è diventato scrittore. Poi che si chiama Christian Raimo. Boh, mi era sembrata una bella telefonata, e dico la verità, mi sono immaginato Raimo che frugava tra le cose della madre per trovare libri proibiti  :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa a radiotré ha telefonato una signora carinissima che diceva di aver nascosto il libro Giardino di cemento al figlio. Diceva che quasi sicuramente il figlio non l&#8217;aveva letto, ed era meglio così. Poi ha detto che il figlio è diventato scrittore. Poi che si chiama Christian Raimo. Boh, mi era sembrata una bella telefonata, e dico la verità, mi sono immaginato Raimo che frugava tra le cose della madre per trovare libri proibiti  :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ilgolpista		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/11/niente-piu-culto-dei-morti-nellitalia-del-novecento/#comment-22553</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilgolpista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 10:52:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma a nessuno viene mai in mente che anche i commenti siano &quot;fiction&quot;. Va bene la letteratura per le elite ma che solo voi...!?! :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma a nessuno viene mai in mente che anche i commenti siano &#8220;fiction&#8221;. Va bene la letteratura per le elite ma che solo voi&#8230;!?! :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ali		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/11/niente-piu-culto-dei-morti-nellitalia-del-novecento/#comment-22474</link>

		<dc:creator><![CDATA[ali]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2006 17:47:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il racconto l&#039;ho trovato bello, di raimo e lagioia ho letto quasi tutto e quasi tutto quello che ho letto miè piaciuto davvero molto (soprattutto le cose di raimo, ma questo è un giudizio personale) il senso è che comunque non saprei dove appigliarmi nel dire che non sono scrittori.e mo&#039; se a uno gli piace fare salotto ma che cavolo di differenza fa? e poi sta storia del vero. io se devo essere sincera non ho avuto dubbi sul fatto che fosse fiction e mi hanno davvero sopresa i commenti. però sto fatto che il vero tira più del bello è indiscutibile, non lo so perchè, ma è indubbio che se tipo melissa p. avesse detto che il suo romanzo era pura finzione non se lo sarebbe filato più o meno nessuno e ora sarebbe a ingiallire con una copertina scrausa nelle vetrine delle edicole del mare. o vedi il colpo che gli è preso a tutti i fan di leroy come se il fatto che lui sia finto cambi qualcosa sui meriti dei romanzi. magari anzi apprezziamo la trovata pubblicitaria così un sacco di gente ha potuto dei leggere dei romanzi che meritavano di avere la giusta visibilità.  (magari non vale per i cento colpi ma un giudizio personale anche questo).  
in effetti tutto ciò fa un po&#039; strano, è vero. bisognerebbe che qualcuno ci perdesse su un po&#039; di tempo e tirasse fuori qualche ipotesi sul perchè accade, magari è sintomatico di qualcosa.non ci credo che è  solo un problema di voyerismo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il racconto l&#8217;ho trovato bello, di raimo e lagioia ho letto quasi tutto e quasi tutto quello che ho letto miè piaciuto davvero molto (soprattutto le cose di raimo, ma questo è un giudizio personale) il senso è che comunque non saprei dove appigliarmi nel dire che non sono scrittori.e mo&#8217; se a uno gli piace fare salotto ma che cavolo di differenza fa? e poi sta storia del vero. io se devo essere sincera non ho avuto dubbi sul fatto che fosse fiction e mi hanno davvero sopresa i commenti. però sto fatto che il vero tira più del bello è indiscutibile, non lo so perchè, ma è indubbio che se tipo melissa p. avesse detto che il suo romanzo era pura finzione non se lo sarebbe filato più o meno nessuno e ora sarebbe a ingiallire con una copertina scrausa nelle vetrine delle edicole del mare. o vedi il colpo che gli è preso a tutti i fan di leroy come se il fatto che lui sia finto cambi qualcosa sui meriti dei romanzi. magari anzi apprezziamo la trovata pubblicitaria così un sacco di gente ha potuto dei leggere dei romanzi che meritavano di avere la giusta visibilità.  (magari non vale per i cento colpi ma un giudizio personale anche questo).<br />
in effetti tutto ciò fa un po&#8217; strano, è vero. bisognerebbe che qualcuno ci perdesse su un po&#8217; di tempo e tirasse fuori qualche ipotesi sul perchè accade, magari è sintomatico di qualcosa.non ci credo che è  solo un problema di voyerismo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: michele simeone		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/11/niente-piu-culto-dei-morti-nellitalia-del-novecento/#comment-22472</link>

		<dc:creator><![CDATA[michele simeone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2006 17:17:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Egregi signori, 
siamo nel 2006 ancora a scandalizzarsi per la droga.
Inoltre gli scrittori hanno quasi trant&#039;anni ancora non hanno capito il vero riconoscimento che hanno bisogno di sostanze esterne a quelle provocate da se stessi?
Dopo parlare o discutere di depressione o droga è per gli spiriti deboli.
Forza e coraggio cercate di conoscere la realtà e la felicità che se ne ricava.
Auguri e buona ricerca.
Michele Simeone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregi signori,<br />
siamo nel 2006 ancora a scandalizzarsi per la droga.<br />
Inoltre gli scrittori hanno quasi trant&#8217;anni ancora non hanno capito il vero riconoscimento che hanno bisogno di sostanze esterne a quelle provocate da se stessi?<br />
Dopo parlare o discutere di depressione o droga è per gli spiriti deboli.<br />
Forza e coraggio cercate di conoscere la realtà e la felicità che se ne ricava.<br />
Auguri e buona ricerca.<br />
Michele Simeone</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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