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	Commenti a: Poesia del 14 febbraio	</title>
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		Di: stefano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2006 15:01:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era da tanto che non fermavo a leggere le tue cose su nazione indiana..
e me ne pento perchè leggere le tue cose è terapeutico per un altirpino, anche se sta lontano...
mi raccomando, franco, la prossima volta che passi da Teora ricordati di chiamarmi... e voglio tutti e 6 i tuoi libri!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era da tanto che non fermavo a leggere le tue cose su nazione indiana..<br />
e me ne pento perchè leggere le tue cose è terapeutico per un altirpino, anche se sta lontano&#8230;<br />
mi raccomando, franco, la prossima volta che passi da Teora ricordati di chiamarmi&#8230; e voglio tutti e 6 i tuoi libri!!</p>
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		Di: ale		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2006 13:18:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo sia bello dire credo in questo modo. Poi ognuno può metterci i suoi ... .
Magda, ok, sarà, allora li porti strastrabene! (anch&#039;io, del resto)
Franco, ovviamente meriti di fare quel che sai fare e che è molto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo sia bello dire credo in questo modo. Poi ognuno può metterci i suoi &#8230; .<br />
Magda, ok, sarà, allora li porti strastrabene! (anch&#8217;io, del resto)<br />
Franco, ovviamente meriti di fare quel che sai fare e che è molto.</p>
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		Di: arminio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2006 09:52:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro alfonso
grazie. ovviamente io non merito niente, faccio quello che so fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro alfonso<br />
grazie. ovviamente io non merito niente, faccio quello che so fare.</p>
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		<title>
		Di: alfonso amendola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alfonso amendola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2006 09:45:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi è molto piaciuta la tua poesia, e mi piace omaggiarti con il Credo verso  una tecnologia creativa ed immaginifica... 
J. Ballard: &quot;Credo nel potere che ha l’immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la libertà dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli. Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d’auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell’eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati. Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione. Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella curva delle sue narici e nella lucentessa del suo labbro inferiore; nella malinconia dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di rifornimento; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico. Credo nella bellezza di tutte le donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell’unione dei loro corpi disillusi con le illusorie sbarre cromate dei banconi dei supermarket; nella loro calda tolleranza per le mie perversioni. Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione. Credo negli organi genitali delle donne e degli uomini importanti, nelle posture di Ronald Regan, di Margaret Thatcher e della principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo. Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo. Credo nel nulla. Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì, Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, Dürer, Tanguy, Facteur Cheval, torri di Watts, Böcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili rinchiusi nei manicomi del pianeta. Credo nell’impossibilità dell’esistenza, nell’umorismo delle montagne, nell’assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell’aritmetica, negli intenti omicidi della logica. Credo nelle donne adolescenti, nel potere di corruzione della postura delle loro gambe, nella purezza dei loro corpi scompigliati, nelle tracce delle loro pudende lasciate nei bagni di motel malandati. Credo nei voli, nell’eleganza dell’ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella pietra lanciata da un bambino che porta via con sé la saggezza di statistici e ostetriche. Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell’universo nascosto nei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell’inesistenza dell’universo e nella noia dell’atomo. Credo nella luce emessa dai videoregistratori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell’intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell’eleganza delle macchie d’olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell’aeroporto. Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro e nelle infinite possibilità del presente. Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans, Genet, Céline, Swift, Defoe, Carrol, Coleridge, Kafka. Credo nei progettisti delle piramidi, dell’Empire State Building, del Fürerbunker di Berlino, delle rampe di lancio di Wake Island. Credo negli odori corporali della principessa Diana. Credo nei prossimi cinque minuti. Credo nella storia dei miei piedi. Credo nell’emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei calendari, nella perfidia degli orologi. Credo nell’ansia, nella psicosi, nella disperazione. Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento in disuso (più belle del Taj Mahal), nuvole e uccelli. Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell’immaginazione. Credo in Tokio, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, dealey Plaza. Credo nell’alcolismo, nelle malattie veneree, nella febbre e nell’esaurimento. Credo nel dolore. Credo nella disperazione. Credo in tutti i bambini. Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d’aeroporto. Credo a tutti i pretesti. Credo a tutte le ragioni. Credo a tutte le allucinazioni. Credo a tutta la rabbia. Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni. Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è molto piaciuta la tua poesia, e mi piace omaggiarti con il Credo verso  una tecnologia creativa ed immaginifica&#8230;<br />
J. Ballard: &#8220;Credo nel potere che ha l’immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la libertà dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli. Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d’auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell’eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati. Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione. Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella curva delle sue narici e nella lucentessa del suo labbro inferiore; nella malinconia dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di rifornimento; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico. Credo nella bellezza di tutte le donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell’unione dei loro corpi disillusi con le illusorie sbarre cromate dei banconi dei supermarket; nella loro calda tolleranza per le mie perversioni. Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione. Credo negli organi genitali delle donne e degli uomini importanti, nelle posture di Ronald Regan, di Margaret Thatcher e della principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo. Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo. Credo nel nulla. Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì, Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, Dürer, Tanguy, Facteur Cheval, torri di Watts, Böcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili rinchiusi nei manicomi del pianeta. Credo nell’impossibilità dell’esistenza, nell’umorismo delle montagne, nell’assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell’aritmetica, negli intenti omicidi della logica. Credo nelle donne adolescenti, nel potere di corruzione della postura delle loro gambe, nella purezza dei loro corpi scompigliati, nelle tracce delle loro pudende lasciate nei bagni di motel malandati. Credo nei voli, nell’eleganza dell’ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella pietra lanciata da un bambino che porta via con sé la saggezza di statistici e ostetriche. Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell’universo nascosto nei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell’inesistenza dell’universo e nella noia dell’atomo. Credo nella luce emessa dai videoregistratori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell’intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell’eleganza delle macchie d’olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell’aeroporto. Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro e nelle infinite possibilità del presente. Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans, Genet, Céline, Swift, Defoe, Carrol, Coleridge, Kafka. Credo nei progettisti delle piramidi, dell’Empire State Building, del Fürerbunker di Berlino, delle rampe di lancio di Wake Island. Credo negli odori corporali della principessa Diana. Credo nei prossimi cinque minuti. Credo nella storia dei miei piedi. Credo nell’emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei calendari, nella perfidia degli orologi. Credo nell’ansia, nella psicosi, nella disperazione. Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento in disuso (più belle del Taj Mahal), nuvole e uccelli. Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell’immaginazione. Credo in Tokio, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, dealey Plaza. Credo nell’alcolismo, nelle malattie veneree, nella febbre e nell’esaurimento. Credo nel dolore. Credo nella disperazione. Credo in tutti i bambini. Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d’aeroporto. Credo a tutti i pretesti. Credo a tutte le ragioni. Credo a tutte le allucinazioni. Credo a tutta la rabbia. Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni. Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce&#8221;.</p>
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		Di: mag		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2006 06:37:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io 42.
Mi piace guardare oltre le righe e ipotizzare umanità.
Sono grata a quanti lasciano emergere dal sottotraccia forme di sensibilità che rendono grande ogni segno d&#039;acume  insieme all&#039;autore che cosi si svela  Uomo, grande anche per questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io 42.<br />
Mi piace guardare oltre le righe e ipotizzare umanità.<br />
Sono grata a quanti lasciano emergere dal sottotraccia forme di sensibilità che rendono grande ogni segno d&#8217;acume  insieme all&#8217;autore che cosi si svela  Uomo, grande anche per questo.</p>
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		Di: ale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/14/poesia-del-14-febbraio/#comment-22643</link>

		<dc:creator><![CDATA[ale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 19:47:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma sì, capisco benissimo, soprattutto per liberartene nel senso di non metterci più le mani, come diceva Calvino.
E anche Peppino mio padre letterario. (Ungaretti.)
Io scherzavo e quando ti trovo ti apprezzo sempre.
Poi del resto dicevo che non c&#039;è una legge.
Io trentasette, piacere.
Ciao Magda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma sì, capisco benissimo, soprattutto per liberartene nel senso di non metterci più le mani, come diceva Calvino.<br />
E anche Peppino mio padre letterario. (Ungaretti.)<br />
Io scherzavo e quando ti trovo ti apprezzo sempre.<br />
Poi del resto dicevo che non c&#8217;è una legge.<br />
Io trentasette, piacere.<br />
Ciao Magda.</p>
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		Di: arminio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 19:38:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non faccio sei libri in un anno. domenica prossima compio quarantasei anni. scrivo da quando ne avevo sedici. questi libri me li porto dietro da tantissimo. adesso mi pare arrivato il momento di lasciarli andare.
mag non capisco di cosa mi ringrazi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non faccio sei libri in un anno. domenica prossima compio quarantasei anni. scrivo da quando ne avevo sedici. questi libri me li porto dietro da tantissimo. adesso mi pare arrivato il momento di lasciarli andare.<br />
mag non capisco di cosa mi ringrazi.</p>
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		Di: mag		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 19:02:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ale, sei sempre attento e gentile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ale, sei sempre attento e gentile.</p>
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		Di: mag		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 18:40:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie Franco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Franco.</p>
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		Di: ale		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2006 18:26:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fai sei libri in un anno? Complimenti!
Io uno ogni sette. Anni. Ma non apposta (lo faccio).
Ma poi c&#039;è una legge?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fai sei libri in un anno? Complimenti!<br />
Io uno ogni sette. Anni. Ma non apposta (lo faccio).<br />
Ma poi c&#8217;è una legge?</p>
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