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	Commenti a: Sete di digiuno/Consolata Chiantelassa	</title>
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		Di: endo_		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[endo_]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2006 11:46:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ragazzi!
ho letto il libro di consolata in un paio di giorni...
be la conosco da un paio d&#039;anni piu o meno...be apostrofare4 con la sua voce quel suo libro ke rispekkia comè senza peli sulla lingua si è messa in gioko ed ora ke ha iniziato a giocare volevo dargli il mio appoggio piu assoluto anke se le lo sa già!!(che la seguo nelle trasmissioni)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi!<br />
ho letto il libro di consolata in un paio di giorni&#8230;<br />
be la conosco da un paio d&#8217;anni piu o meno&#8230;be apostrofare4 con la sua voce quel suo libro ke rispekkia comè senza peli sulla lingua si è messa in gioko ed ora ke ha iniziato a giocare volevo dargli il mio appoggio piu assoluto anke se le lo sa già!!(che la seguo nelle trasmissioni)</p>
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		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2006 18:06:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un bacio piacevole stimola una serie di reazioni come il rilascio di endorfine, la secrezione di mucosa, l&#039;accelerazione del battito cardiaco fino a 150 battiti al minuto e l&#039;attivazione di ben 29 muscoli, 12 per le labbra e 17 per la lingua. si calcola che in un mn. vengano bruciate circa 6 calorie. Un bacio lungo e appassionato abbassa non solo la pressione sanguigna, ma anche i valori di colesterolo nel sangue, riducendo in tal modo il rischio d&#039;infarto. Baciare inoltre rafforza il sistema immunitario: in ogni bacio viene liberata una gran quantità di batteri presenti nella saliva, che vengono trasmessi da un partner all&#039;altro. Tali batteri a loro volta favoriscono la produzione di anticorpi, tenendo in esercizio il sistema immunitario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un bacio piacevole stimola una serie di reazioni come il rilascio di endorfine, la secrezione di mucosa, l&#8217;accelerazione del battito cardiaco fino a 150 battiti al minuto e l&#8217;attivazione di ben 29 muscoli, 12 per le labbra e 17 per la lingua. si calcola che in un mn. vengano bruciate circa 6 calorie. Un bacio lungo e appassionato abbassa non solo la pressione sanguigna, ma anche i valori di colesterolo nel sangue, riducendo in tal modo il rischio d&#8217;infarto. Baciare inoltre rafforza il sistema immunitario: in ogni bacio viene liberata una gran quantità di batteri presenti nella saliva, che vengono trasmessi da un partner all&#8217;altro. Tali batteri a loro volta favoriscono la produzione di anticorpi, tenendo in esercizio il sistema immunitario.</p>
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		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2006 18:04:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Kama Sutra classifica i baci secondo la loro intensità: il più elementare è il bacio inaugurale (le due bocche si toccano), segue il bacio fremente (la donna fa palpitare il labbro inferiore nella bocca dell&#039;amante), e poi il bacio leccato (la donna tocca il labbro dell&#039;amante con la lingua, rigorosamente a occhi chiusi). Ne L&#039;Arte del Bacio lo studioso del comportamento M. Christian descrive ben 25 varianti del bacio. Quello &quot;alla francese&quot;, il più intimo e sensuale, si pratica con la bocca aperta, labbra contro labbra. Il &quot;blow - kiss&quot; è un bacio fatto di sguardi intensi e di leggeri soffi sulle labbra. Vi è poi il &quot;bacio elettrico&quot;: dopo aver spento le luci, uno dei due partner strofina i piedi su un tappetino per caricarsi di elettricità, quindi si avvicina all&#039;altro per baciarlo, senza però toccarlo in nessun&#039;altra parte del corpo per non neutralizzare il campo elettrico; in prossimità dalla bocca scoccherà una scintilla, un piccolo fuoco d&#039;artificio dagli straordinari effetti antidepressivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Kama Sutra classifica i baci secondo la loro intensità: il più elementare è il bacio inaugurale (le due bocche si toccano), segue il bacio fremente (la donna fa palpitare il labbro inferiore nella bocca dell&#8217;amante), e poi il bacio leccato (la donna tocca il labbro dell&#8217;amante con la lingua, rigorosamente a occhi chiusi). Ne L&#8217;Arte del Bacio lo studioso del comportamento M. Christian descrive ben 25 varianti del bacio. Quello &#8220;alla francese&#8221;, il più intimo e sensuale, si pratica con la bocca aperta, labbra contro labbra. Il &#8220;blow &#8211; kiss&#8221; è un bacio fatto di sguardi intensi e di leggeri soffi sulle labbra. Vi è poi il &#8220;bacio elettrico&#8221;: dopo aver spento le luci, uno dei due partner strofina i piedi su un tappetino per caricarsi di elettricità, quindi si avvicina all&#8217;altro per baciarlo, senza però toccarlo in nessun&#8217;altra parte del corpo per non neutralizzare il campo elettrico; in prossimità dalla bocca scoccherà una scintilla, un piccolo fuoco d&#8217;artificio dagli straordinari effetti antidepressivi.</p>
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		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2006 18:02:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Osservando gli animali si è arrivati a dedurre che il bacio è una prerogativa umana, le cui origini risalgono alla preistoria. Il bacio molto probabilmente deriva dall’uso della madre di passare piccoli bocconi ai figli in fase di svezzamento, già nei primi ominidi. Gli antropologi tuttavia sostengono che il bacio come gesto erotico era sconosciuto a molti popoli dell’antichità. Attualmente, solo il 50% dell&#039;umanità si bacia: in alcuni paesi dell&#039;Africa si teme di perdere l&#039;anima, che fugge con il respiro quando ci si bacia; i Cinesi temono di contaminarsi e considerano il bacio pubblico un gesto osceno, mentre i romanticissimi Polinesiani avvicinano il viso all&#039;amato per &quot;respirarlo&quot;. Il &quot;bacio straordinario&quot; originario delle isole Trobriand prevede un lungo strofinamento di nasi e bocche senza baciarsi, ma mordicchiandosi prima delicatamente e via via in modo più energico, fino a che il labbro inferiore comincia a sanguinare. Gli Inuit si annusano teneramente per stordirsi con l&#039;odore del partner, mentre a Bali è abitudine diffusa accostare i volti, guardarsi intensamente e annusarsi per assaporare il calore e il profumo della pelle dell&#039;altro. Il bacio indonesiano è il più strano: si chiama &quot;mitakuku&quot; e gli amanti si mordicchiano a vicenda le ciglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Osservando gli animali si è arrivati a dedurre che il bacio è una prerogativa umana, le cui origini risalgono alla preistoria. Il bacio molto probabilmente deriva dall’uso della madre di passare piccoli bocconi ai figli in fase di svezzamento, già nei primi ominidi. Gli antropologi tuttavia sostengono che il bacio come gesto erotico era sconosciuto a molti popoli dell’antichità. Attualmente, solo il 50% dell&#8217;umanità si bacia: in alcuni paesi dell&#8217;Africa si teme di perdere l&#8217;anima, che fugge con il respiro quando ci si bacia; i Cinesi temono di contaminarsi e considerano il bacio pubblico un gesto osceno, mentre i romanticissimi Polinesiani avvicinano il viso all&#8217;amato per &#8220;respirarlo&#8221;. Il &#8220;bacio straordinario&#8221; originario delle isole Trobriand prevede un lungo strofinamento di nasi e bocche senza baciarsi, ma mordicchiandosi prima delicatamente e via via in modo più energico, fino a che il labbro inferiore comincia a sanguinare. Gli Inuit si annusano teneramente per stordirsi con l&#8217;odore del partner, mentre a Bali è abitudine diffusa accostare i volti, guardarsi intensamente e annusarsi per assaporare il calore e il profumo della pelle dell&#8217;altro. Il bacio indonesiano è il più strano: si chiama &#8220;mitakuku&#8221; e gli amanti si mordicchiano a vicenda le ciglia.</p>
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		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2006 17:56:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I latini avevano tre parole per definire i baci: “Osculum”, “Savia” e “Basium”. Il primo è il bacio del rispetto, il secondo della libidine e dell’amore, mentre l’ultimo è quello dell’affetto. In pratica, spiegava Isidoro da Siviglia, l’osculum si dà ai figli, il basium alle mogli, il savium alle prostitute.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I latini avevano tre parole per definire i baci: “Osculum”, “Savia” e “Basium”. Il primo è il bacio del rispetto, il secondo della libidine e dell’amore, mentre l’ultimo è quello dell’affetto. In pratica, spiegava Isidoro da Siviglia, l’osculum si dà ai figli, il basium alle mogli, il savium alle prostitute.</p>
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		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2006 09:06:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ti credo, ff, che ti &quot;conturba&quot;! Come sempre coi grandi, il carmen V di Catullo è una miniera. Lo riporto tutto, in traduzione nelbenenelmale mia: 

Vivamus mea Lesbia, atque amemus,
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis!
soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.

 Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci, e le chiacchiere dei vecchi bacchettoni valutiamole un soldo appena! I giorni possono spegnersi e tornare: ma noi, una volta spenta la breve luce della vita, dovremo dormire una sola notte perpetua. Dammi mille baci, poi cento, poi altri mille, poi di nuovo cento, poi ancora mille, poi cento. E poi, quando ne avremo contati a migliaia, confonderemo i conti per non saperlo, o perché nessun malvagio possa invidiarci sapendo quanti sono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti credo, ff, che ti &#8220;conturba&#8221;! Come sempre coi grandi, il carmen V di Catullo è una miniera. Lo riporto tutto, in traduzione nelbenenelmale mia: </p>
<p>Vivamus mea Lesbia, atque amemus,<br />
rumoresque senum severiorum<br />
omnes unius aestimemus assis!<br />
soles occidere et redire possunt:<br />
nobis cum semel occidit brevis lux,<br />
nox est perpetua una dormienda.<br />
da mi basia mille, deinde centum,<br />
dein mille altera, dein secunda centum,<br />
deinde usque altera mille, deinde centum.<br />
dein, cum milia multa fecerimus,<br />
conturbabimus illa, ne sciamus,<br />
aut ne quis malus invidere possit,<br />
cum tantum sciat esse basiorum.</p>
<p> Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci, e le chiacchiere dei vecchi bacchettoni valutiamole un soldo appena! I giorni possono spegnersi e tornare: ma noi, una volta spenta la breve luce della vita, dovremo dormire una sola notte perpetua. Dammi mille baci, poi cento, poi altri mille, poi di nuovo cento, poi ancora mille, poi cento. E poi, quando ne avremo contati a migliaia, confonderemo i conti per non saperlo, o perché nessun malvagio possa invidiarci sapendo quanti sono.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/20/sete-di-digiunoconsolata-chiantelassa/#comment-23680</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2006 10:46:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Copio incollo a proposito:
“Da mihi basia mille - Dammi mille baci, e poi cento e poi mille. E ancora cento e ancora mille. E quando ce ne saremo dati mille e mille, conturbàbimus illa, li mescoleremo insieme. Per non sapere, e perché nessuno sappia, quanti ce ne siamo dati” . Catullo

Non so perchè ma questa poesia mi &quot;strega&quot; dalla prima lettura fatta al liceo. Che cosa mi accattiva: i mille divenuti cento e poi ancora mille? Come se ci fosse un&#039;economia del desiderio (machines desirantes) senza accumulo capitalista ma di amore e disamore. Perchè ci si bacia, chiedeva mio padre, ed io perchè non ci si bacia più. Si può amare senza baciare?
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Copio incollo a proposito:<br />
“Da mihi basia mille &#8211; Dammi mille baci, e poi cento e poi mille. E ancora cento e ancora mille. E quando ce ne saremo dati mille e mille, conturbàbimus illa, li mescoleremo insieme. Per non sapere, e perché nessuno sappia, quanti ce ne siamo dati” . Catullo</p>
<p>Non so perchè ma questa poesia mi &#8220;strega&#8221; dalla prima lettura fatta al liceo. Che cosa mi accattiva: i mille divenuti cento e poi ancora mille? Come se ci fosse un&#8217;economia del desiderio (machines desirantes) senza accumulo capitalista ma di amore e disamore. Perchè ci si bacia, chiedeva mio padre, ed io perchè non ci si bacia più. Si può amare senza baciare?<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nadine C.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/20/sete-di-digiunoconsolata-chiantelassa/#comment-23602</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nadine C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2006 17:24:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sono filosofa, ma sono (italo)francese, e m’interessa l’argomento (anche le motivazioni). Ho ordinato il libro della Chiantelassa. Intanto sono andata a guardarmi Derrida, che poi è un libro su Nancy, e riporto i punti salienti. 

NANCY: “Os, oris, bouche de l’oralité, c’est le visage lui-même pris par métonymie pour cette bouche qu’il entoure. Mais bucca, c’est les joues gonflées, c’est le mouvement, la contraction et/ou la distension du souffler, du manger, du cracher ou du parler”.

NOVALIS: “On ne doit jamais s’avouer qu’on s’aime. Le secret de cet aveu est le principe vivifiant du seul vrai et éternel amour. Le premier baiser en cette compréhension est le principe de la philosophie”. “L’acte philosophique authentique est le suicide; c’est là le commencement réel de toute philosophie”:

DERRIDA: “Il est dejà très difficile  de penser ce qui advient, et sans doute de penser tout court (mais la ‘pensée’ commence peut-être là), quand une bouche vient au contact d’une autre bouche et que les lèvres, parfois la langue et les dents s’en mêlent. Quand des yeux se croisent intensément, infiniment, quand rien au mond ne peut s’interposer, et pas même la lumière, quand je vois le regard aimé qui me regarde au-delà de toute réflexivité, car je ne l’aime que pour autant qu’il me vient de l’autre, est-ce le jour ou la nuit? Y a-t-il ou non contact? S’il n’y-a de jour et de nuit possibles que depuis la possibilité du regard et donc du regard echangé  dans l’abstinence et la parjure  du tact, des yeux croisés, comme on dit, car on ne peut rien voir dans le monde sans la possibilité au moins d’une surface réfléchissante qui fasse voir d’autres yeux, alors dans l’instant de ce baiser des yeux, on peut se demander s’il y a déjà le jour ou la nuit. Et commence alors l’haptique. Entre en scène le toucher. Ave Psyche”. 

N. C.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono filosofa, ma sono (italo)francese, e m’interessa l’argomento (anche le motivazioni). Ho ordinato il libro della Chiantelassa. Intanto sono andata a guardarmi Derrida, che poi è un libro su Nancy, e riporto i punti salienti. </p>
<p>NANCY: “Os, oris, bouche de l’oralité, c’est le visage lui-même pris par métonymie pour cette bouche qu’il entoure. Mais bucca, c’est les joues gonflées, c’est le mouvement, la contraction et/ou la distension du souffler, du manger, du cracher ou du parler”.</p>
<p>NOVALIS: “On ne doit jamais s’avouer qu’on s’aime. Le secret de cet aveu est le principe vivifiant du seul vrai et éternel amour. Le premier baiser en cette compréhension est le principe de la philosophie”. “L’acte philosophique authentique est le suicide; c’est là le commencement réel de toute philosophie”:</p>
<p>DERRIDA: “Il est dejà très difficile  de penser ce qui advient, et sans doute de penser tout court (mais la ‘pensée’ commence peut-être là), quand une bouche vient au contact d’une autre bouche et que les lèvres, parfois la langue et les dents s’en mêlent. Quand des yeux se croisent intensément, infiniment, quand rien au mond ne peut s’interposer, et pas même la lumière, quand je vois le regard aimé qui me regarde au-delà de toute réflexivité, car je ne l’aime que pour autant qu’il me vient de l’autre, est-ce le jour ou la nuit? Y a-t-il ou non contact? S’il n’y-a de jour et de nuit possibles que depuis la possibilité du regard et donc du regard echangé  dans l’abstinence et la parjure  du tact, des yeux croisés, comme on dit, car on ne peut rien voir dans le monde sans la possibilité au moins d’une surface réfléchissante qui fasse voir d’autres yeux, alors dans l’instant de ce baiser des yeux, on peut se demander s’il y a déjà le jour ou la nuit. Et commence alors l’haptique. Entre en scène le toucher. Ave Psyche”. </p>
<p>N. C.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/20/sete-di-digiunoconsolata-chiantelassa/#comment-23483</link>

		<dc:creator><![CDATA[ale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2006 23:16:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io dico che il primo bacio è proprio dentro e fuori di metafore il più breve e dimenticabile; che sui commenti stupidotti infatti non avrei nulla in contrario; che tentavo magari un inizio di assist non (rac)colto solo al mio primo più breve del primo bacio che sarebbe #2 e che diceva seriamente anche se non sul binario peraltro sacrosanto e interessante che avete ora forse preso; e il resto poi era solo perché c&#039;erano antefatti ubarchici come Dario, che non conosco di persona, direbbe. Volià.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io dico che il primo bacio è proprio dentro e fuori di metafore il più breve e dimenticabile; che sui commenti stupidotti infatti non avrei nulla in contrario; che tentavo magari un inizio di assist non (rac)colto solo al mio primo più breve del primo bacio che sarebbe #2 e che diceva seriamente anche se non sul binario peraltro sacrosanto e interessante che avete ora forse preso; e il resto poi era solo perché c&#8217;erano antefatti ubarchici come Dario, che non conosco di persona, direbbe. Volià.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/20/sete-di-digiunoconsolata-chiantelassa/#comment-23451</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2006 14:34:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ ff 
ascoltando i Dandy Wahrols, 13 Bohemians Tales, m’è occorso che il terzo anello debole tra un comunista dandy e un anarchico snob sarebbe un’atea bohemiènne. Questa è l’unica battuta che mi concedo qui. Ho riflettuto, e molto, sulla tua idea di proseguire in privato lo scambio d’idee, e ho colto con piacere il tuo accenno alla leggerezza, il tuo riserbo a non offendere. Ma proprio qui è il punto, il punto cioè da cui è partita la mia riflessione. Di essa, per brevità, ti espongo i risultati, deduttivamente. 
1- Da secoli si è inquadrata la società, o il consesso umano, in termini spaziali di distanza: uno per tutti Rousseau, secondo il quale la differenza tra primitivo e civilizzato sta nel relativo, placido isolamento del primo, e l’intruppamento metropolitano del secondo. L’idea del gregge credo venga da Orazio: la puzza è il dato-base, i.e. ci si schiaccia così tanto che si suda-puzza. 
2- Noi 2 (le nostre 2 qualifiche ce lo impongono) seguiamo ancora u- o otopicamente il sogno di una società in cui si sia vicini senza puzzare: da qui l’importanza del bacio come modo particolare, forse emblematico, del contatto.
3- Io credo che l’anoressia, per quanto riguarda l’”impatto d’immagine” sulla società attuale, occupi il posto che fu 100 fa non dell’isteria, ma della tbc: in poche parole, una minoranza di upper-tbcolotiche “sacre” nel senso di venerate, e una stramaggioranza di upper-tbcolotiche “sacre” nel senso di evitate. Insomma, ritengo che ci sia una forma di vergogna sociale (ci fu anche per la leucemia fino a 2 decenni fa). Ora, il tuo riserbo m’è piaciuto e mi piace tuttora perché è sano, fa trasparire cioè un’etica, e però non è giusto, nel senso che “accetta” in qualche modo la cappa sociale della vergogna. Sarai d’accordo con me, cappe e cappi non li vogliamo, e perciò io dico (e spero dirai anche tu): questo nostro dialogo, che sopravviverà soprattutto se verrà allargato, dobbiamo continuarlo in pubblico, nella speranza che anche Consolata (la quale tra l&#039;altro è fuori dallo schemino sociologico che ho proposto) ci veda e magari partecipi.
Avremmo cioè due numi, lei lontana e tuo padre morto (così me lo immagino, se no meglio): chissà che non ci ascoltino benevoli tutt’e due.

Caro francesino, Nancy ti à ragione (peccato che aggiunga poco: io l’ho copiato a mano, se tu vorrai potrai tradurlo per tutti)

Dario

PS. 
Nel caso tu fossi d&#039;accordo, dovresti eliminare dallo schermo i primi scambi stupidotti tra me e Ale, che non conosco di persona ma sono certissimo concorderà.
Il bacio più lungo della mia vita, sinora, ce lo siamo dati io e il mio amore, che era anoressico (si parla sempre del primo bacio: e il bacio più lungo? Che dicono gli/le indiani/e?) 




*Il y a un mot qui fonctionne comme verbe et comme substantif: le mot “baiser”, auquel désormais l’usage permet d’avoir recours, en tant que verbe, avec sa valeur argotique (qui a recouvert sa valeur classique de “donner un baiser”). On pourrait dire que “baiser” n’est aucun baiser existant, donné et recu, mais “baiser” est le don du baiser (resterait à départager, dans le baiser, le donner et le recevoir; mais ce serait départager le partage meme, et l’on sent bien que ce serait manquer de tact absolument pour la touche meme, ou pour la bouche, du baiser). En revanche, ce que l’énoncé fondateur de la psychanalyse annonce, c’est que je suis baisé chaque fois que je baise. Et cette autre acception argotique du verbe pourrait témoigner de ceci que le savoir commun concoit dans le rapport sexuel une manière de flouage […] Lorsque je baise, donc, je suis baiseé, mai comment l’entendre? Qui baise qui, et que veut dire baiser et/ou l’etre (baisé)?*

Da J.-L. Nancy, L’”il y a” du rapport sexuel, Galilée, Paris 2001, pp. 12-14 (testo di una conferenza-chiosa alla tesi di J. Lacan: “Il n’y a pas de rapport sexuel”)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ ff<br />
ascoltando i Dandy Wahrols, 13 Bohemians Tales, m’è occorso che il terzo anello debole tra un comunista dandy e un anarchico snob sarebbe un’atea bohemiènne. Questa è l’unica battuta che mi concedo qui. Ho riflettuto, e molto, sulla tua idea di proseguire in privato lo scambio d’idee, e ho colto con piacere il tuo accenno alla leggerezza, il tuo riserbo a non offendere. Ma proprio qui è il punto, il punto cioè da cui è partita la mia riflessione. Di essa, per brevità, ti espongo i risultati, deduttivamente.<br />
1- Da secoli si è inquadrata la società, o il consesso umano, in termini spaziali di distanza: uno per tutti Rousseau, secondo il quale la differenza tra primitivo e civilizzato sta nel relativo, placido isolamento del primo, e l’intruppamento metropolitano del secondo. L’idea del gregge credo venga da Orazio: la puzza è il dato-base, i.e. ci si schiaccia così tanto che si suda-puzza.<br />
2- Noi 2 (le nostre 2 qualifiche ce lo impongono) seguiamo ancora u- o otopicamente il sogno di una società in cui si sia vicini senza puzzare: da qui l’importanza del bacio come modo particolare, forse emblematico, del contatto.<br />
3- Io credo che l’anoressia, per quanto riguarda l’”impatto d’immagine” sulla società attuale, occupi il posto che fu 100 fa non dell’isteria, ma della tbc: in poche parole, una minoranza di upper-tbcolotiche “sacre” nel senso di venerate, e una stramaggioranza di upper-tbcolotiche “sacre” nel senso di evitate. Insomma, ritengo che ci sia una forma di vergogna sociale (ci fu anche per la leucemia fino a 2 decenni fa). Ora, il tuo riserbo m’è piaciuto e mi piace tuttora perché è sano, fa trasparire cioè un’etica, e però non è giusto, nel senso che “accetta” in qualche modo la cappa sociale della vergogna. Sarai d’accordo con me, cappe e cappi non li vogliamo, e perciò io dico (e spero dirai anche tu): questo nostro dialogo, che sopravviverà soprattutto se verrà allargato, dobbiamo continuarlo in pubblico, nella speranza che anche Consolata (la quale tra l&#8217;altro è fuori dallo schemino sociologico che ho proposto) ci veda e magari partecipi.<br />
Avremmo cioè due numi, lei lontana e tuo padre morto (così me lo immagino, se no meglio): chissà che non ci ascoltino benevoli tutt’e due.</p>
<p>Caro francesino, Nancy ti à ragione (peccato che aggiunga poco: io l’ho copiato a mano, se tu vorrai potrai tradurlo per tutti)</p>
<p>Dario</p>
<p>PS.<br />
Nel caso tu fossi d&#8217;accordo, dovresti eliminare dallo schermo i primi scambi stupidotti tra me e Ale, che non conosco di persona ma sono certissimo concorderà.<br />
Il bacio più lungo della mia vita, sinora, ce lo siamo dati io e il mio amore, che era anoressico (si parla sempre del primo bacio: e il bacio più lungo? Che dicono gli/le indiani/e?) </p>
<p>*Il y a un mot qui fonctionne comme verbe et comme substantif: le mot “baiser”, auquel désormais l’usage permet d’avoir recours, en tant que verbe, avec sa valeur argotique (qui a recouvert sa valeur classique de “donner un baiser”). On pourrait dire que “baiser” n’est aucun baiser existant, donné et recu, mais “baiser” est le don du baiser (resterait à départager, dans le baiser, le donner et le recevoir; mais ce serait départager le partage meme, et l’on sent bien que ce serait manquer de tact absolument pour la touche meme, ou pour la bouche, du baiser). En revanche, ce que l’énoncé fondateur de la psychanalyse annonce, c’est que je suis baisé chaque fois que je baise. Et cette autre acception argotique du verbe pourrait témoigner de ceci que le savoir commun concoit dans le rapport sexuel une manière de flouage […] Lorsque je baise, donc, je suis baiseé, mai comment l’entendre? Qui baise qui, et que veut dire baiser et/ou l’etre (baisé)?*</p>
<p>Da J.-L. Nancy, L’”il y a” du rapport sexuel, Galilée, Paris 2001, pp. 12-14 (testo di una conferenza-chiosa alla tesi di J. Lacan: “Il n’y a pas de rapport sexuel”)</p>
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