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	Commenti a: Una lingua che &#8220;dice&#8221;	</title>
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		<title>
		Di: Ivan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/22/una-lingua-che-dice/#comment-23534</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ivan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2006 07:53:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Capito Mag...(non c&#039;è dubbio che sia un ermeneuta, ma &quot;l&#039;essere per la morte&quot; di &quot;essere e tempo&quot; non è più ermeneutica, tanto per dire: già da allora faceva dell&#039;ermeneutica la base della propria &quot;ontologia esistenziale&quot;). In ogni caso, grazie, era solo un dubbio.

Scusa B. Georg, mi sono letteralmente &quot;perso per strada&quot;, avevo pochissimo tempo e non sono passato neppure a rileggere, riprendo la questone &quot;a parte&quot;, qui discuteremmo in tre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capito Mag&#8230;(non c&#8217;è dubbio che sia un ermeneuta, ma &#8220;l&#8217;essere per la morte&#8221; di &#8220;essere e tempo&#8221; non è più ermeneutica, tanto per dire: già da allora faceva dell&#8217;ermeneutica la base della propria &#8220;ontologia esistenziale&#8221;). In ogni caso, grazie, era solo un dubbio.</p>
<p>Scusa B. Georg, mi sono letteralmente &#8220;perso per strada&#8221;, avevo pochissimo tempo e non sono passato neppure a rileggere, riprendo la questone &#8220;a parte&#8221;, qui discuteremmo in tre</p>
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		<title>
		Di: mag		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/22/una-lingua-che-dice/#comment-23405</link>

		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2006 00:21:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Ivan
Intendo dire che non è un filosofo perchè è un ermeneuta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Ivan<br />
Intendo dire che non è un filosofo perchè è un ermeneuta.</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/22/una-lingua-che-dice/#comment-23375</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 21:13:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@DB
Se lasci uno spazio tra un periodo e l&#039;altro il lettore non fa fatica e un po&#039; di respiro permetterebbe di seguirti meglio. 
Tanto qua non si fa spreco di carta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@DB<br />
Se lasci uno spazio tra un periodo e l&#8217;altro il lettore non fa fatica e un po&#8217; di respiro permetterebbe di seguirti meglio.<br />
Tanto qua non si fa spreco di carta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/22/una-lingua-che-dice/#comment-23372</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 21:05:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[DB: *scrivo secco non per sicumera, ma per risparmiare spazio* 
Temp.: *per risparmiare tempo, forse, perché spazio ce n’è in abbondanza.* 

Se invece di scrivere trascrivessi il mio parlato, automaticamente ovvero in fretta, sarei lungo il doppio. Perciò asciugo-secco (si parva licet, la lima del Leopardi, o s&#039;io fossi donna, la limetta per le unghie), ovvero spendo altro tempo ID EST non risparmio.
La banda dei commenti è larga mezza pagina, per cui il  testo si dispone in verticale: secondo me, testi lunghi risultano così al lettore fastidiosi, o sfuggenti. Se e quando NI deciderà di allargare la pagina, scriverò meno secco e spenderò meno tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DB: *scrivo secco non per sicumera, ma per risparmiare spazio*<br />
Temp.: *per risparmiare tempo, forse, perché spazio ce n’è in abbondanza.* </p>
<p>Se invece di scrivere trascrivessi il mio parlato, automaticamente ovvero in fretta, sarei lungo il doppio. Perciò asciugo-secco (si parva licet, la lima del Leopardi, o s&#8217;io fossi donna, la limetta per le unghie), ovvero spendo altro tempo ID EST non risparmio.<br />
La banda dei commenti è larga mezza pagina, per cui il  testo si dispone in verticale: secondo me, testi lunghi risultano così al lettore fastidiosi, o sfuggenti. Se e quando NI deciderà di allargare la pagina, scriverò meno secco e spenderò meno tempo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mag		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/22/una-lingua-che-dice/#comment-23362</link>

		<dc:creator><![CDATA[mag]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 19:16:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[errata corrige:
introsuce=introduce
cose=cosa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>errata corrige:<br />
introsuce=introduce<br />
cose=cosa</p>
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		<title>
		Di: magda mantecca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/22/una-lingua-che-dice/#comment-23359</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda mantecca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 18:41:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hediegger non è un filosofo perchè non produce concetti nè metafisicherie, ma introsuce un metodo di fenomenologia &quot;rivisitata&quot; allo studio dell&#039;essere, del Sein ma piu&#039; di altro del Ci.
Un&#039;operazione restauratrice sul senso delle cose, riclassifica i linguaggi delle filosofie già esistenti (platone, hegel, husserl,gli scolastici, brentano, Delthey)dando nuovi sensi.
Diciamo che è l&#039;Enrico Ghezzi della filosofia, pruce un Blob di altre, come dice db, è un ricamatore di altissima finezza, restauratore di senso.
cose che è molto difficile da trovare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hediegger non è un filosofo perchè non produce concetti nè metafisicherie, ma introsuce un metodo di fenomenologia &#8220;rivisitata&#8221; allo studio dell&#8217;essere, del Sein ma piu&#8217; di altro del Ci.<br />
Un&#8217;operazione restauratrice sul senso delle cose, riclassifica i linguaggi delle filosofie già esistenti (platone, hegel, husserl,gli scolastici, brentano, Delthey)dando nuovi sensi.<br />
Diciamo che è l&#8217;Enrico Ghezzi della filosofia, pruce un Blob di altre, come dice db, è un ricamatore di altissima finezza, restauratore di senso.<br />
cose che è molto difficile da trovare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/22/una-lingua-che-dice/#comment-23358</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 18:39:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per risparmiare tempo, forse, perché spazio ce n&#039;è in abbondanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per risparmiare tempo, forse, perché spazio ce n&#8217;è in abbondanza.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/22/una-lingua-che-dice/#comment-23343</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 16:54:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La parole est moitié à celui qui parle, moitié à celui qui écoute.

Ha ragione Ivan a notare l&#039;ingenuità del mio riferimento al bambino greco. Solo, mi è venuto in mente figurandomi Biondillo con la figlia, e chiedendomi cosa potrebbe &quot;imparare&quot; da lei (mentre lei, fortunata, &quot;impara&quot; da lui). L&#039;ingenuità è di Marx, di cui avevo copincollato un brano del 1859, aggiungendogli l&#039;apostrofe a Biondillo. Non l&#039;ho fatto per giocare, da anni coi miei allievi faccio così, e cioé tolgo l&#039;autore, e discutiamo senza sapere chi è, avvicinandoci pian piano all&#039;individuazione, che però non è la cosa più importante (anche loro lo fanno con me, a volte mi fanno uscire pazzo).
Il problema che pone Marx è importante, se al bambino greco sostituiamo il bambino freudiano o piagetiano, ossia un mondo solcato da contraddizioni violente. In mezzo a tali contraddizioni nasce il linguaggio (gli illuministi, cui L. -Strauss ha reso l&#039;onore che meritano, ci hanno lasciato pagine meravigliose sui cris, sulla genesi della parola rispetto al verso degli animali - soprattutto Rousseau, il paranoico, commovente da quanto acuto). Quando si parla di umano, non c&#039;entra l&#039;umanesimo, e neanche l&#039;umanismo. Odio e amore (certo, declinati) sono o no i motori dell&#039;umano-universale (così Spinoza, più categorico ancora di Freud)? Vogliamo aggiungerci, come suggerisce Bion, la curiosità di sapere? Ora, il linguaggio è molto più innervato al basso di quanto sembri. Ad es. se dico ai ragazzi: andiamo avanti! nessuno si muove (per fortuna), ma la lettera si riferisce al movimento fisico, e solo metaforicamente al pensiero, alla lezione ecc. 
Ora, sono convinto (grazie a Jakobson) che il poeta vada molto più giù dei non-poeti alla radice della lingua, e che questo movimento non sia solo un esercizio stilistico, ma carne della sua carne. La sua cioè è insieme un&#039;esperienza linguistica e una lingua esperita, esperita nelle sue radici pre-linguistiche, nella sua continua genesi. Potremmo dire che ha i nervi più scoperti, e quindi vive lingua e mondo più intensamente. Il modo in cui lo vive, la realtà di questo mondo, il contesto linguistico e letterario che gli è dato ecc., tutto ciò entrerà nella sua opera. E tanto più entrerà, meglio sarà. Da questo punto di vista il genio sarebbe uno che nella sua opera ha fatto coincidere mondo e lingua. Mi viene di getto un nome: Kafka.

DB

(scrivo secco non per sicumera, ma per risparmiare spazio)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La parole est moitié à celui qui parle, moitié à celui qui écoute.</p>
<p>Ha ragione Ivan a notare l&#8217;ingenuità del mio riferimento al bambino greco. Solo, mi è venuto in mente figurandomi Biondillo con la figlia, e chiedendomi cosa potrebbe &#8220;imparare&#8221; da lei (mentre lei, fortunata, &#8220;impara&#8221; da lui). L&#8217;ingenuità è di Marx, di cui avevo copincollato un brano del 1859, aggiungendogli l&#8217;apostrofe a Biondillo. Non l&#8217;ho fatto per giocare, da anni coi miei allievi faccio così, e cioé tolgo l&#8217;autore, e discutiamo senza sapere chi è, avvicinandoci pian piano all&#8217;individuazione, che però non è la cosa più importante (anche loro lo fanno con me, a volte mi fanno uscire pazzo).<br />
Il problema che pone Marx è importante, se al bambino greco sostituiamo il bambino freudiano o piagetiano, ossia un mondo solcato da contraddizioni violente. In mezzo a tali contraddizioni nasce il linguaggio (gli illuministi, cui L. -Strauss ha reso l&#8217;onore che meritano, ci hanno lasciato pagine meravigliose sui cris, sulla genesi della parola rispetto al verso degli animali &#8211; soprattutto Rousseau, il paranoico, commovente da quanto acuto). Quando si parla di umano, non c&#8217;entra l&#8217;umanesimo, e neanche l&#8217;umanismo. Odio e amore (certo, declinati) sono o no i motori dell&#8217;umano-universale (così Spinoza, più categorico ancora di Freud)? Vogliamo aggiungerci, come suggerisce Bion, la curiosità di sapere? Ora, il linguaggio è molto più innervato al basso di quanto sembri. Ad es. se dico ai ragazzi: andiamo avanti! nessuno si muove (per fortuna), ma la lettera si riferisce al movimento fisico, e solo metaforicamente al pensiero, alla lezione ecc.<br />
Ora, sono convinto (grazie a Jakobson) che il poeta vada molto più giù dei non-poeti alla radice della lingua, e che questo movimento non sia solo un esercizio stilistico, ma carne della sua carne. La sua cioè è insieme un&#8217;esperienza linguistica e una lingua esperita, esperita nelle sue radici pre-linguistiche, nella sua continua genesi. Potremmo dire che ha i nervi più scoperti, e quindi vive lingua e mondo più intensamente. Il modo in cui lo vive, la realtà di questo mondo, il contesto linguistico e letterario che gli è dato ecc., tutto ciò entrerà nella sua opera. E tanto più entrerà, meglio sarà. Da questo punto di vista il genio sarebbe uno che nella sua opera ha fatto coincidere mondo e lingua. Mi viene di getto un nome: Kafka.</p>
<p>DB</p>
<p>(scrivo secco non per sicumera, ma per risparmiare spazio)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: snaporaz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/22/una-lingua-che-dice/#comment-23336</link>

		<dc:creator><![CDATA[snaporaz]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 15:55:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[state vaneggiando, o sbaglio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>state vaneggiando, o sbaglio?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: b.georg		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2006/02/22/una-lingua-che-dice/#comment-23332</link>

		<dc:creator><![CDATA[b.georg]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 15:34:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ivan: boh!
causa guasto tecnico ogni commento è andato per conto suo. vorrà pur dire qualcosa ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ivan: boh!<br />
causa guasto tecnico ogni commento è andato per conto suo. vorrà pur dire qualcosa ;)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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