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	Commenti a: Cronache Pavesiane/ Nessun morda (in tre atti)	</title>
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		Di: francesco forlani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2006 07:23:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Confermi l&#039;impressione avuta al nostro ultimo incontro di condividere con te l&#039;amore verso alcuni maestri. Grazie
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confermi l&#8217;impressione avuta al nostro ultimo incontro di condividere con te l&#8217;amore verso alcuni maestri. Grazie<br />
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		Di: antonio sparzani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2006 21:01:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[chiuse virgolette, grazie.]]></description>
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		Di: antonio sparzani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2006 21:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grande intervento effeffe. Lasciami citare, quanto ad accidia, Conrad, l&#039;agente segreto, l&#039;inossidabile signor Verloc.

&quot;&quot;Gli ozi del signor Verloc, per la verità, non erano igienici, ma lui ci si trovava a meraviglia. A modo suo, vi si dedicava con una specie di fanatismo inerte, o, forse meglio, con un’inerzia fanatica. Nato da genitori solerti ad una vita di fatiche, aveva abbracciato l&#039;indolenza per un impulso profondo, inesplicabile ed imperioso, come quello che fa preferire a un uomo, fra mille altre, quella certa donna. Era troppo pigro per divenire anche solo un demagogo, un portavoce dei lavoratori, un dirigente operaio. Troppa fatica gli sarebbe costata. Aspirava ad una forma d&#039;ozio più perfetta: o forse era vittima di una sfiducia filosofica nell&#039;utilità di qualunque sforzo umano. È questa una forma d&#039;indolenza che chiede e implica un certo grado d&#039;ingegno, e il signor Verloc non ne era privo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande intervento effeffe. Lasciami citare, quanto ad accidia, Conrad, l&#8217;agente segreto, l&#8217;inossidabile signor Verloc.</p>
<p>&#8220;&#8221;Gli ozi del signor Verloc, per la verità, non erano igienici, ma lui ci si trovava a meraviglia. A modo suo, vi si dedicava con una specie di fanatismo inerte, o, forse meglio, con un’inerzia fanatica. Nato da genitori solerti ad una vita di fatiche, aveva abbracciato l&#8217;indolenza per un impulso profondo, inesplicabile ed imperioso, come quello che fa preferire a un uomo, fra mille altre, quella certa donna. Era troppo pigro per divenire anche solo un demagogo, un portavoce dei lavoratori, un dirigente operaio. Troppa fatica gli sarebbe costata. Aspirava ad una forma d&#8217;ozio più perfetta: o forse era vittima di una sfiducia filosofica nell&#8217;utilità di qualunque sforzo umano. È questa una forma d&#8217;indolenza che chiede e implica un certo grado d&#8217;ingegno, e il signor Verloc non ne era privo.</p>
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